Vaccini per le zecche, ecco gli «Open Day»: ma sappiamo di cosa si tratta?

Vaccini per le zecche, ecco gli «Open Day»: ma sappiamo di cosa si tratta?

Di Roberto Dal Bosco, renovatio21.com

Dopo settimane in cui i media nazionali e locali hanno martellato sulla presenza di varie tipologie di zecche in Nord Italia, ecco che si manifesta un fenomeno che avevamo di fatto quasi dimenticato fra le memorie pandemiche: gli «Open Day» vaccinali, i grandi eventi usati dall’autorità per spingere la sierizzazione di massa. Ecco che la Suedtiroler Sanitaetsbetribe – l’Azienda Sanitaria pubblica dell’Alto Adige – indice non uno ma due Open Day vaccinali (il primo già consumatosi lo scorso 20 luglio, con 2.500 persone che si sarebbero fatta vaccinare) per inoculare la popolazione contro le zecche, in quanto «è il modo sicuro per prevenire la Meningoencefalite primaverile-estiva (TBE), scrive il sito dell’istituzione sanitaria altoatesina. «L’Azienda sanitaria investe ancora, con informazione e azioni mirate, nel contrasto alla Meningoencefalite primaverile-estiva (TBE), causata dalle punture di zecca. Per questo il Servizio aziendale di Igiene e Sanitá [sic] pubblica, ha organizzato due Open Day vaccinali dedicati per il 20 luglio e il 21 settembre 2024» scrive la pagina, sbagliando per qualche ragione l’accento su Sanità, che in lingua italiana sarebbe, andrebbe, grave.

«Lo scorso anno si sono registrati 7 casi di Meningoencefalite primaverile-estiva» avverte l’Azienda Sanitaria, ammettendo che la vaccinazione di massa avviene sullo fondo di poco più una manciata di casi isolati. In tutto il Paese, secondo quanto riportato da dati ISS, ci sarebbero stati 20 casi e nessun decesso,














«Trattandosi di una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale che può anche essere mortale gli esperti invitano alla vaccinazione, che è sicura e protegge» continuano, ripetendo il sempiterno mantra che il lettore ha imparato a riconoscere: il vaccino è «sicuro ed efficace»…

In un mondo post-pandemico dove senza prenotazione elettronica non ti fanno entrare nemmeno nella tua banca, apprendiamo che «l’Open day del 20 luglio non prevede alcuna prenotazione», e che vi sono punti preposti all’inoculo massivo a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico.

Altre notizie, sulla pagina del sito della Sanità della provincia autonoma, non vengono date.

Per esempio, abbiamo una curiosità: di quale vaccino si tratta? Scopriamo che si tratta del Ticovac, un farmaco prodotto da una farmaceutica di cui il lettore potrebbe aver sentito parlare, la Pfizer. Una confezione di Ticovac da 0,5 ml costa alla Sanità – cioè a noi contribuenti – 81 euro. Ai vaccinandi, tuttavia, viene detto che la dose è gratis, anche se giocoforza ciò non può essere vero. Varrebbe la pena di rispolverare anche per le siringhe la grande regola dell’economia di internet: se non costa nulla, il prodotto sei tu.

E questo vaccino, che effetti collaterali può avere? Anche qui, non è che la presentazione dell’Open Day offerta dall’ente pubblico ci dia una mano a capire; del resto, il consenso informato è sempre più demandato al paziente, che deve fare le sue ricerche, purché non le faccia in siti no-vax come quello che state leggendo.

Ebbene, facciamo noi dunque lo sforzo di andare a cercare il bugiardino del siero anti-zecca della Pfizer per le dosi da 0,25 e da 0,5.

Tra le «Reazioni avverse registrate durante la sorveglianza post-marketing» troviamo «Herpes zoster (verificatosi in pazienti precedentemente esposti)», «Precipitazione o aggravamento di disordini autoimmuni (es. sclerosi multipla), reazione anafilattica», «Patologie del sistema nervoso (Disordini demielinizzanti (encefalomielite acuta disseminata, sindrome di Guillain-Barré, mielite, mielite trasversa), encefalite, convulsioni, meningite asettica, meningismo, disordini sensoriali e disfunzioni motorie (paralisi/paresi facciale, paralisi/paresi, neurite, ipoestesia, parestesia), neuralgia, neurite ottica, capogiri»; « Compromissione della vista, fotofobia, dolore oculare», «Tinnito», «Tachicardia», «Dispnea», «Orticaria, rash (eritematoso, maculo-papulare), prurito, dermatite, eritema, iperidrosi», «Dolore alla schiena, gonfiore alle articolazioni, dolore al collo, rigidità muscoloscheletrica (inclusa rigidità del collo), dolore alle estremità», «Disordini dell’andatura, brividi, malattia simil influenzale, astenia, edema, disturbi al movimento articolare a livello del sito di iniezione come dolore articolare, noduli e infiammazione».

Com’era il mantra? «Sicuro ed efficace»…

« In poche ore di Open Day, gli operatori sanitari hanno fatto tutte queste domande ai residenti in Alto Adige? Hanno verificato che non ci fossero controindicazioni?» scrive il quotidiano La Verità. «La Food and Drug Administration (FDA), che l”ha autorizzato nell’agosto 2021, riporta 289 farmaci noti per interagire con questo vaccino e 286 interazioni sono definite moderate. Quindi problematiche, hanno una rilevanza clinica, l’impatto di questi vaccini non è trascurabile».

Ancora dal foglietto: «In caso di una malattia autoimmune nota o sospetta nel soggetto da vaccinare, è necessario valutare il rischio di una possibile infezione da TBE rispetto al rischio che TICOVAC 0,5 ml possa produrre un effetto avverso sul decorso della malattia autoimmune stessa».

Di più: « necessaria cautela nel considerare la necessità di vaccinazione in soggetti con preesistenti malattie cerebrali, quali malattie demielinizzanti in corso o epilessia non adeguatamente controllata».

Uno di quei siti che riassume i foglietti dei farmaci scrive, riguardo la versione del Ticovac da 0,25 ml, che bisognerebbe rivolgersi « al medico, al farmacista o all’infermiere prima della vaccinazione se lei o suo/a figlio/a è affetto da una malattia autoimmune (ad esempio artrite reumatoide o sclerosi multipla); ha un sistema immunitario debole (per cui lei o suo/a figlio/a non è in grado di combattere le infezioni efficacemente); non produce anticorpi efficacemente; assume medicinali contro il cancro; assume medicinali chiamati corticosteroidi (che riducono le infiammazioni); 0 è affetto da una qualunque malattia cerebrale»

Nel bugiardino pubblicato online, troviamo segnalata inoltre che la «Grave ipersensibilità all’uovo e alle proteine del pollo (reazione anafilattica dopo ingestione di proteine dell’uovo) possono causare gravi reazioni allergiche nei soggetti sensibilizzati (…). La vaccinazione anti-TBE deve essere rimandata nel caso in cui il soggetto sia affetto da una malattia acuta moderata o grave (con o senza febbre)».

Quella sul pollame, si spera, sia stata una delle domande rivolte dal vaccinatore a chi ha voluto offrirsi nuovamente all’ago Pfizer. È stato fatto così, giusto? Così come per tutta la lista di interazioni e possibili reazioni avverse: consenso informato, no?

E le donne incinte? «Non ci sono dati sull’utilizzo di Ticovac 0,5 ml in donne in gravidanza» leggiamo ancora nel foglio illustrativo. «Non è noto se Ticovac 0,5 ml venga secreto nel latte materno. Pertanto, Ticovac 0,5 ml deve essere somministrato durante la gravidanza e alle donne che allattano al seno solo se è considerato urgente ottenere la protezione contro la infezione da TBE e dopo aver attentamente considerato il rapporto rischio / beneficio».












Ecco, ci risiamo. Ricordate il balletto sulle donne gravide ai tempi del vaccino COVID? Prima no, poi sì, poi forse, poi certo – con buona pace di tutti quei dottori e farmacisti che ci hanno detto, in privato ed in pubblico, che si trattava di buttare nel cesso interi volumi con i quali si era sostenuto l’esame di immunologia: fino a qualche anno fa, ricorderete, le donne incinte non si vaccinavano – mai. Stesso dicasi per gli immunodepressi (che, anzi, erano usati come clava vaccinista: vaccinati tu che loro poverini non possono) e perfino – memoria più distante, dissoltasi prima delle altre dai lanci dei vaccini stagionali antinfluenzali – gli over 65.

Ecco che quindi che, tra obblighi e costrizioni, saltano fuori storie allucinanti sugli del siero genico effetti ai feti, le nascite premature… poi c’era quella questione del calo delle nascite in tanti Paesi…ma è acqua passata. No?

Torniamo al vaccino zecchino. Perché, fermi tutti, come l’altra volta, ecco che nella versione del siero da 0,25 ml la mano siringata si allunga verso i bambini. Anche se, bugiardino alla mano, mica si dovrebbe: «Non ci sono dati relativi alla profilassi post-esposizione con Ticovac 0,25 ml per uso pediatrico». Quindi il foglietto si lascia andare ad un’ammissione che per quanto da applausi, è come sempre inutile, inascoltata. «Come per tutti i vaccini, Ticovac 0,25 ml per uso pediatrico può non proteggere completamente tutti i soggetti vaccinati contro l’infezione che si intende prevenire».

In realtà, il principio del vaccino, che forse così efficace non è, è ripetuta anche a pagina 12: «come per tutti i vaccini, TICOVAC 0,5 ml può non proteggere completamente tutti i soggetti vaccinati contro l’infezione che si intende prevenire».

Potrebbe non servire a niente, e avere effetti avversi anche brutti. Tuttavia, fatevelo.

Eccoci, dunque, ripiombati nell’incubo della filiera tecno-epidemica. Il malefico insetto ci mostra che le meccaniche del dominio vaccinale non sono cambiate: al contrario, sono sedimentate, si sono rafforzate.

A tutto questo va aggiunto, cosa che Renovatio 21 ha già ricordato in passato, che la TBE non è l’unica tremenda malattia che può arrivare dalle zecche. Lo abbiamo già detto: chi vi vende, anche con pubblicità e canzonette, l’idea che vaccinandovi non dovete più temere che una zecca vi morda durante una passeggiate nel bosco o in montagna, sta colpevolmente omettendo una parte immensa della questione.

Rileggiamo il bugiardino: «le punture di zecca possono trasmettere infezioni diverse dalla TBE, incluse quelle derivanti da certi patogeni che talvolta possono causare un quadro clinico simile a quello della encefalite da zecca. I vaccini anti-TBE non forniscono protezione contro infezioni da batteri del genere Borrelia».

Già, il genere Borrellia. È più discussa della TBE, anche per la sua durata e la complessità delle sue cure – oltre che per il fatto che pochi dottori sembrano saperla diagnosticare – una patologia associata al microorganismo, chiamata sindrome di Lyme, un male scoperto da non troppi anni, in grado (tra le altre cose) di abbattere le energie della persona e tenerla lontana dalla vita sociale per anni. Un vero flagello, di cui si parla ancora, notiamo, con una certa pudicizia…

Come riportato da Renovatio 21, negli USA, anche grazie ad un nuovo libro di inchiesta in uscita, comincia a delinearsi uno scenario allucinante, quello per cui la sindrome di Lyme deriverebbe, pure lei, da esperimenti militari per la creazione di bioarmi.

Zecche trattate in laboratorio per divenire strumenti di attacco verso altri Paesi: l’autrice del libro in uscita Bitten: The Secret History of Biological Weapons and Lyme Disease («Morsi: la storia segreta delle armi biologiche e della malattia di Lyme»), Kris Newby, dice di aver parlato con un vecchio agente CIA che raccontava come ancora negli anni Sessanta bombardava i campi cubani con zecche «militarizzate». (È il caso di dire: «zecche di Stato», ma non sappiamo se faccia ridere)












Ragionateci: le zecche si muovono da sole, mordono, infettano gli uomini, rendendoli di fatto incapaci di combattere. Sono armi perfette. Il programma di militarizzazione degli insetti, portato avanti negli ultimi anni dalla DARPA (il reparto ricerche e sviluppo del Pentagono) ha a quanto sembra origini risalenti, e pure molto segrete.

E allora, ci chiediamo: come sono arrivate queste malattia da zecca in Europa?

Qualcuno le ha portate dagli USA?

Sono arrivati con i cani e i gatti dei soldati di stanza a Ramstein o ad Aviano? Oppure sono state portate e basta?

A questo si aggiunge una questione ulteriore: i casi di malattie da zecche si sono moltiplicati con l’aumento, nei nostri boschi e sui nostri monti, della tipologia animale il cui manto è il luogo preferito per l’accoppiamento dell’artropode: cervi, caprioli, daini…

Ho parlato, pochi mesi fa, con un agricoltore e apicoltore, una casetta tra i boschi in cima alla collina da almeno quattro generazioni. Mi ha detto che né suo padre, né suo nonno, né il suo bisnonno gli avevano mai raccontato di caprioli e cerbiattelli. Poi, di colpo, a fine anni Novanta, ecco che ha cominciato ad avvistarne tanti, tantissimi. All’inizio, dice, era struggimento e stupore per questa bella creatura, apparentemente timida e fragile. Poco dopo, subentra la realtà: devastano le piantagioni, rovinano il ciclo delle api mangiando fiori, fanno danni di tutti i tipi – in più portano le zecche.

È stato notato, negli USA, che i casi di Lyme aumentano laddove le autorità locali hanno emesso leggi sull’obbligo di collare per i cani. Con i cani non più liberi, i cervi si avvicinano sempre più ai centri urbani, e seminano zecche. E con esse le loro malattie.

Immaginiamo, dunque, quanto delicata è la questione. Immaginiamo pure quanta poca voglia hanno le autorità di parlarne.

Vogliamo davvero prendere in considerazione che potrebbe esserci stata una Wuhan delle zecche, portataci – pure quella – dal nostro grande alleato NATO?

Vogliamo pensare che esista un politico che davvero voglia intraprendere politiche contro i bambi?

Ma no. Meglio risolvere come l’altra volta: sulla pelle del popolo. Open Day spalacati, per la gioia della superfarmaceutica e delle autorità sanitarie, più di qualche babbeo non pago di aver offerto il deltoide alla siringa genica di Stato per poi ritrovarsi riammalato di COVID (se va bene) o con la miocardite (se va male) o magari morto (se va peggio ancora).

Per gli effetti collaterali, come l’altra volta, pazienza: se ci pensiamo erano chiamati così le vittime delle «bombe intelligenti» di recenti guerre NATO.

Una dimostrazione in più di quanto dicevamo qualche giorno fa: c’è una strana correlazione tra Patto Atlantico e vaccini. Se vuoi stare in Occidente, ci hanno detto chiaramente con green pass et similia, devi farti siringare. Sembra che questa legge, oramai slatentizzata del tutto, crei un discrimine che attraversa tutta la società, tutta l’umanità, nell’ora presente e negli anni a venire

Voi avete deciso da che parte state?

Di Roberto Dal Bosco, renovatio21.com

25.07.2024

Fonte: https://www.renovatio21.com/vaccini-per-le-zecche-ecco-gli-open-day-ma-sappiamo-di-cosa-si-tratta/




Commenti (42)

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    1. dana74 26 luglio 2024

      ma il collare antipulci per umani lo danno in regalo?!? Ma come caxxo si fa......

    1. carla 26 luglio 2024

      Un ornitologo (non cavia) mi disse che a lui spesso hanno consigliato il siero contro le zecche, ma che ha sempre rifiutato perchè ci sono regole ben precise da rispettare quando si è stati in ambiente aperto: quado si rientra ci si deve controllare anche se non si ha prurito per vedere se si è stati punti, se si la zecca deve essere estratta e solo in rarissimi casi la zecca è portatrice di malattia.
      In pratica devi stare molto spesso all'aperto in aree con animali, non controllarti e se disgraziatamente vieni punto devi non accorgerti della puntura ed essere così sfortunato da aver trovato l'insetto già malato.

    2. Pfefferminz 26 luglio 2024

      Attenzione che la zecca non deve venire estratta, ma svitata. A me è capitato che un medico mi ha tolto una zecca, ma ha lasciato dentro la testolina (della zecca). Per fortuna che poco dopo il mio medico di base se ne è accorto e ha tolto dal polpaccio anche la testina della zecca. Comunque in farmacia vendono pinzette apposite per estrarre le zecche. È vero che non tutte le zecche sono infette, ma questo varia da zona a zona.

    1. carla 26 luglio 2024

      "Lo scorso anno si sono registrati 7 casi di Meningoencefalite"
      Immaginate il dramma 7 casi(tra l'altro il numero sacro) in tutto l'anno, e non ci viene specificato a cosa sono andati incontro questi 7 malati.
      Mentre per il 1000% di aumento di malori improvvisi fatali calcolati da Istat sui giovani negli ultimi due anni tutto tace, anzi scommettiamo che si viene derisi quando lo si scrive?
      Ci sono centinaia di fiorello-venduti a bigpharma in rete che si fregiano di schernire non solo i defunti, ma anche i malati, chi soffre per aver dovuto sottostare alla dittatura sanitaria messa in atto dal maf10s0 del coll3 e dal "migliore" suo caro amico.
      Gli stessi che oggi fanno la fila dalla gerarca nazista per avvisarla che nel nostro disgraziato paese potrebbe non essere più possibile creare dal nulla un senatore a vita e innalzarlo a pdm, pardon a pdc, senza passare per le elezioni.

    1. Phantom 26 luglio 2024

      2800 deficenti che si sono vaccinati.Comunque non sono molti,rispetto agli abitanti.Di questo si dovrebbe scrivere.

    1. Seik Eloth 25 luglio 2024

      Speriamo quante più bestie si mettano in fila per la siringa.

    1. lysmata 25 luglio 2024

      Ma lasciateli fare, no? Chiunque oggi, dopo la pandamenza, continui a porgere il braccio per un vaccino senza nemmeno leggere il bugiardino è, a tutti gli effetti, un imbecille. Che li ammazzino tutti. Meglio a loro che a me.

    1. A XII century man 25 luglio 2024

      Ma basta! Fate articoli più interessanti dove spiegate questi perché non vanno in galera e quali possibili scenari debbano verificarsi affinché ci vadano!

    1. ailavioni 25 luglio 2024

      Moriere di zecche ?
      Morire di rabbia ?
      Morire di vaccino ?
      ......................
      Che dio ce la mandi buona, e possibilmente anche un poco migno**a.

    1. R66 25 luglio 2024

      A proposito di vaccini, ecco una semi-provocazione che non ricordo sia stata mai trattata.
      Se nel bosco vi mordesse una volpe, lo fareste il vaccino antirabbico?
      Ricordo che con quella lì si muore quasi al 100% e pure male, molto male.

      Vi affidereste alla sorte o sopportereste eventuali effetti indesiderati?

    2. uomospeciale 25 luglio 2024

      Ma non è praticamente estinta la rabbia in Italia?

    3. R66 25 luglio 2024

      In Italia teoricamente, ma dato che in Slovenia non fanno quasi nessuna operazione in merito, nelle regioni confinanti qualche volpe infetta potrebbe pure esserci.
      Comunque, considerando che un animale sano è schivo e difficile da avvistare mentre si cammina nel bosco (a parte quelle semi-addomesticate), se si azzardasse a morderti e poi scappasse via, tu, nel dubbio, che faresti?

    4. uomospeciale 25 luglio 2024

      Penso che pulirei, laverei, e disinfetterei molto bene la ferita e basta.
      L'ultimo morto per rabbia in Italia, credo risalga a prima degli anni'70, per cui sarebbe molto più facile vincere al super enalotto che prendersi la rabbia.

    5. sarah 25 luglio 2024

      Ma, da quel che si sa, quello per la rabbia è un vaccino abbastanza "datato" che non prevede la trascrizione di rna da parte umana. Per dì più, paradossalmente, è stato usato su un numero piuttosto ristretto di persone che probabilmente non ha permesso di osservare dinamiche "massicce" di effetti collaterali. È un'opzione terapeutica nel caso rarissimo e sfortunato di una prognosi infausta. Insomma, una di quelle cose che non si mettono più di tanto in conto. La repulsione è sorta quando, guarda caso, la situazione è stata letta al contrario: l'obbligo di subire eventuali effetti collaterali possibili e ignoti non dettato dalla gravità della malattia. La libertà di scelta venuta meno per volontà politica e in assenza di contingenze che al limite potevano riguardare i singoli. Comunque ha dimenticato lo yeti, l'abominevole uomo delle nevi... questa sì che sarebbe una vera avventura in montagna! Basta far travestire qualcuno tenendo a mente di non sparargli in caso di contatto ravvicinato. Che tra l'altro potrebbe, con somma delusione, rivelare la vera identità del mostro.😅

    6. mago 25 luglio 2024

      Non vorrei dire fesserie, a un mio amico morsicato da un pipistrello fecero la semplice antitetanica mi pare appunto che le dissero che il vaccino forse era disponibile nel Trentino dato che la rabbia è estinta.

    7. R66 25 luglio 2024

      Da quel che so, seppur le probabilità sono molto remote e nei luoghi che hai indicato tu, in Italia è la volpe l'animale con maggior probabilità di trasmissione, in pipistrello va di moda in Spagna.
      Comunque per l'immaginetta sopra descritta, siamo in Trentino, volpe e morso; puliamo e disinfettiamo soltanto o ci pensiamo un attimo in più?

    8. Nonso 25 luglio 2024

      L'altro giorno avevo una volpe a 3 metri da me, ed è stata lì per non so quanto tempo, io stavo guardando il tramonto tra gli ulivi sopra un grande masso, in religioso silenzio. Al primo movimento rumoroso che ho fatto è scappata via intimorita. Non ha morso un cazzo di nulla

    9. Nonso 25 luglio 2024

      Non per dire che talvolta non ci si trovi a dover scegliere. Occhio a non fare scelte del cazzo

    1. uomospeciale 25 luglio 2024

      Contro zanzare zecche e altri succhia sangue valgono le solite regole che sanno tutti e che però mettono in pratica in pochi ma sono fondamentali:
      Zanzariere alle finestre e poi tenere sempre il giardino pulito, specialmente se confina con i boschi e falciarlo regolarmente tenendo l'erba sempre bassa e senza ristagni d'acqua tipo pozzanghere, sottovasi ecc...
      Mettere pastiglie di larvicida nei tombini tutto attorno alla casa fino a una distanza di almeno 50 metri e rinnovarle ogni 20 giorni e al limite un giro di insetticida con Pompa Nebulizzatore da Spalla
      ogni 15-20 giorni, da maggio a metà ottobre.
      Facendo così da sempre, io sto in giardino per ore e ore e passo tutta l'estate quasi senza insetti, beccandomi al massimo 3-4 punture di zanzare in tutta l'estate e certe estati, manco quelle.
      Anche le zanzare è meglio evitarle il più possibile, perché ultimamente sono tutte mezze impestate pure loro.
      Per quanto riguarda il vaccino, io non lo faccio di sicuro anche perché con queste contromisure di zecche in giardino non le ho mai viste e quando vado nei boschi in montagna mi basta usare le calze lunghe rimboccandole sui pantaloni, magari spruzzandoci sopra del repellente.

    1. clausneghe 25 luglio 2024

      Questi vaccinisti ad oltranza fanno proprio pena, loro con la loro scienzah farlocca e a scopo di lucro.
      Ho dei parenti pluri vaccinati contro il covid, hanno fatto tutte le dosi anche la quarta eppure continuano ad ammalarsi, anche ora sono in tre con la febbre da covid, hanno fatto il tampone e risulta covid..
      Ma nonostante le ripetute infezioni non sono ancora morti, smentendo quel sommo idiota bankester che farneticava di "ti ammali muori e fai morire"..idiota patentato ancora in circolazione, purtroppo. I vaccini servono per far soldi ai ganghester della farmaceutica e ai loro lobbisti, vedi la Von dei Stronzen ancora al comando libera e impunita dopo lo scandalo dei msm con Burla della Pfizer..
      Chi ha paura delle zecche? Solo i cittadini ormai alieni alla natura che invece di temere per l'aria inquinata e ammorbata pure dal cielo con le famigerate scie, si preoccupano per le punture di zecca, rare come le mosche bianche.

    1. ducadiGrumello 25 luglio 2024

      l'accenno finale ai caprioli mi tocca da vicino, negli ultimi anni in effetti ce n'è una miriade a giro. Per noi viticoltori sono una mezza peste, se hai boschi vicino alle vigne nei filari di bordo ormai non tiri giù più niente, ad aprile/maggio arriva il tenero bambi e zac! si pappa il germoglio proprio all'altezza dell'infiorescenza, tutta uva che va in paradiso anzitempo. Se poi sia un piano di ripopolamento programmato per portare zecche e le conseguenti malattie non lo so, certo conosco cacciatori che mi dicono che ste bestie, riprodotte fuori controllo e senza limitatori naturali, sono una schifezza dal punto di vista sanitario, a loro volta piene di malattie

    2. R66 25 luglio 2024

      Visto che il lupo e l'orso non bastano per riequilibrare, io consiglierei la tigre.

    3. Giudice Holden 25 luglio 2024

      Ma anche il velociraptor... una bella clonazione e via, altro che gli orsi trentini. Si mormora fossero pure parecchio intelligenti.

    4. ducadiGrumello 25 luglio 2024

      purtroppo c'è chi, esasperato, passa ad altre vie...un vicino di vigna mi dice che l'unica soluzione è accoppare un capriolo e poi sgozzarlo e disperderne il sangue nella vigna. Questa pratica oscurantista terrebbe lontani i suoi simili...insomma si sposta la rabbia verso un animale, che come tale è per definizione incolpevole, per non parlare dei veri problemi. Basterebbe un regolamento comunale ben scritto che imponesse la pulizia degli incolti se situati in prossimità delle coltivazioni e il problema sarebbe, se non risolto, fortemente ridimensionato. Ma la gente preferisce prendersela con un erbivoro che, tu pensa, è attratto dalla vegetazione giovane e pertanto tenera

    5. R66 25 luglio 2024

      Fosse per me, i residenti dovrebbero avere pieni poteri per regolare le varie faccende fauna/flora.
      Al momento è un mezzo disastro su tutti i fronti, le situazioni sono gestite da gente che ci lucra o che dopo aver letto la paginetta della catena alimentare delle medie, si mettono a creare ecosistemi fantasiosi.
      Mettiamo il lupo, che si mangia il capriolo, che a sua volta pulisce il bosco... manca solo la fatina!

      Riguardo alle zecche, bisogna controllarsi il corpo a fine giornata, se tolta nel modo corretto ed entro 36 ore, non succede nulla.
      Non è il morso il problema, ma il rigurgito, che avviene a fine pasto (appunto dopo le 36-48 ore) o staccandola in malo modo.

    6. uomospeciale 25 luglio 2024

      Ragù di capriolo?😋....Se non ci permettono di far fuori manco gli orsi cannibali, figurati cosa ti farebbero se mettessi in pentola Bambi:
      Ti arriva pure una denuncia della Disney..😁
      Scherzi a parte capisco che per i viticoltori siano una sciagura, guarda che disastro ha provocato lasciare migliaia di cinghiali liberi di scorrazzare portando la peste suina ovunque.
      Hai pensato a dei recinti elettrici?

    7. ducadiGrumello 25 luglio 2024

      Eh, caro Special, costano una fucilata e da noi sono un bel problema logistico, la viticoltura è tutta su terrazzi a secco, spesso piccolissimi. Comunque di questo passo occorrerà cominciare a pensarci. Eviterei il ragù, viste le condizioni sanitarie delle bestie...

    8. alduccio 25 luglio 2024

      Questa storia che ogni anno vengono liberati puntualmente caprioli, cinghiali, istrici(??) m'insospettisce molto, sapendo che ci saranno casi di peste suina (cinghiali), con relativi divieti di andare per boschi oppure quando va meglio l'obbligo di portare disinfettanti, un paio di scarpe di riserva etc. Mi sembra strano che queste politiche provengano da una mente italica, quanto piuttosto da una mente europea, meglio davosiana.
      Un critico d'arte diceva che la campagna è più sensuale (penso volesse dire più erotica, VITALIZZANTE) della città. Non sarà più permesso essere vitali, dovremo perdere la nostra natura umana, saremo buttati definitivamente fuori dalle campagne, ci chiuderanno nelle megalopoli di plastica al fine di fonderci digitalmente e transumanamente con le macchine.

    9. ducadiGrumello 25 luglio 2024

      a detta di molti - quorum ego, per quel che vale - anche il ripopolamento a caxxo di orsi e lupi serve più che altro a rendere impossibile la zootecnia montana; il tutto come sempre mascherato sotto vesti finto ecologiste che servono egregiamente ad abbindolare molti babbei. Di sicuro, per chi ha in mente certi progetti totalitari e concentrazionari, i rurali sono un problema, per la loro tendenziale autarchia e per la dispersione che poco si presta alla sorveglianza panottica. Ostacolare fino allo sfinimento l'agricoltura e la zootecnia delle piccole aziende può quindi essere un passo deciso in questa direzione. Quanto a me, se pensano che mi rifugi in città per conteggiarmi i chili di carne consumata e i peti prodotti sono fuori strada, dovranno usare la forza (non è detto che non ci si arrivi)

    1. Pfefferminz 25 luglio 2024

      L'unico modo ragionevole per proteggersi da una puntura di zecca è fare attenzione quando si và nei boschi o nei prati. Io ad esempio cerco di evitare il contatto con piante, cespugli e erba alta. Scelgo sentieri ampi in cui io possa passare senza toccare le piante e indosso indumenti chiari su cui io possa individuare eventuali zecche. Quando si torna a casa, dopo essere stati nei boschi, è bene ispezionare tutto il corpo, perché le zecche non pungono subito, ma si cercano un bel posticino. Per fortuna, non tutte le zecche sono infette. Anni fa fui punta da una zecca e dovetti prendere un antibiotico per un rossore sospetto che si andava estendendo molto velocemente. Successivamente feci anche la vaccinazione. Dopo la vicenda Covid, non mi fido più delle vaccinazioni, di qualunque tipo esse siano.

    2. Teopratico 25 luglio 2024

      Ma veramente ti tieni lontano dall' erba alta, dai boschi e le frasche, i rovi e le edere perché ritieni siano nocivi per l' uomo? Rimango stupefatto, a me spariscono i malanni quando mi ci immergo...

    3. Pfefferminz 25 luglio 2024

      Non perché sono "nocivi", ma perché potrebbero celare qualche zecca, la quale può cogliere l'occasione di calarsiti addosso. Scelgo per le mie passeggiate sentieri ampi e non mi avventuro nel sottobosco. Nell'erba alta una volta mi son presa una zecca.

    4. oliver 25 luglio 2024

      in breve:
      ca. 15 anni fa mi son beccato su un prato nell‘ Hunsrück (Renania Palatinato) una zecca che mi ha portato alla Horst Klinik di Wiesbaden con una grave Borreliosi. Qui mi hanno trattato con infusioni di ciclosporine per 3 settimane dopo di che i dolori agli arti come un principio di paralisi e con l‘ausilio di trattamenti fisioterapeutici sono spariti.

    5. Pfefferminz 25 luglio 2024

      Infatti la borreliosi è una malattia insidiosa. Io intervenni subito con l'antibiotico, ma feci per anni esami del sangue per individuare un'eventuale infezione silente. Si parla tanto di TBE e si finisce per sottovalutare la borreliosi. Mi dispiace per quello che ti è accaduto. Io sono stata per anni un po' paranoica per le zecche, ma ora sono più rilassata, forse perché grazie alle mie precauzioni non mi beccano più.😉

    6. afrances 25 luglio 2024

      Chissà cosa direbbe Magda...

    7. alessandroparenti 25 luglio 2024

      Non ne potrebbe più!

    8. Teopratico 26 luglio 2024

      Ognuno ha le sue sensibilità, fisiologiche o mentali, e non vanno messe in discussione, dimostravo solo meraviglia, ripeto a me passa pure la dermatite alle mani a tagliare l'erba alta senza guanti, questo è quello che mi succede. Poi ti puoi irritare, specialmente adesso che ci sono solo erbe spinose, gambe e braccia, basta non andare a torso nudo e i calzoncini e scalzo come faccio io ( mi aveva preso ai piedi la dermatite e ho deciso di andare scalzo qui in campagna, dopo una settimana non solo sono in grado di camminare nei campi secchi ma anche la dermatite va regredendo). Per quanto riguarda le bestiacce sono meno mortali delle automobili statisticamente e poi ho un fascino/terrore per loro, ché più sono pericolose, più me le vado a cercare e son vivo. Poi qui, come disse una mia amica brasiliana che conosceva la foresta vera riferendosi alla vipera, non ci sono bestie pericolose in Italia, però tutto dipende dall' approccio, se hai paura ti ammazza pure un calabrone.

    9. Pfefferminz 26 luglio 2024

      "... però tutto dipende dall’ approccio,..."

      Grande verità...
      Questo tira in causa le aspettative che si hanno, come nei casi di placebo/nocebo e in ultima analisi tutte le relazioni reciproche fra mente e corpo. Non riusciamo neanche a immaginarci quale potere abbia il nostro Io profondo sulla nostra vita reale, una conoscenza che facciamo finta di ignorare cosí presi come siamo da quello che giudichiamo logico e razionale.

    10. Teopratico 26 luglio 2024

      Vero, hai espresso concetti a me cari e pure bene. Bisogna ricordare come facevamo, tipo all' epoca del giardino dell' Eden, a sintonizzarsi in armonia... Col respiro dell' universo, è chiaro; oppure, visto che quasi tutti abbiamo la memoria corta, almeno ricordarsi di quando ciascuno di noi era bambino.

    1. Nonso 25 luglio 2024

      Facciamo un vaccino per le stronze? Basta una semplice punturina e si risolve ogni problema.

    2. ric 25 luglio 2024

      miiiii !. Sai quante dosi dosi si devono trovare ?

    3. Nonso 25 luglio 2024

      Una dose ben somministrata (alla stronza) dovrebbe bastare

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