Sull’esame di Maturità

Sull’esame di Maturità

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

Notte prima degli esami. Un capolavoro di Antonello Venditti. Non c’è dubbio. La colonna sonora di generazioni di studenti alle prese con l’ultimo grande passo di un percorso avviato anni prima. Tutto bellissimo.

Tranne l’incoerenza e la banalità di chi non c’entra nulla. Ogni anno lo stesso copione: uno, due giorni prima degli scritti via allo show, al “tototracce”, telegiornali e “specialisti” dispensano indicazioni ed emozioni plastificate su modalità, obiettivi, capacità e quant’altro. Tutto finto. Dalla fine del primo scritto l’attenzione mediatica cala e con lei quella dell’opinione pubblica, fino a svanire dagli orali in poi.

Sarò chiaro: l’esame di Maturità è solo dei ragazzi. Nessuno deve permettersi di toccare le loro sacrosante paure, preziosissime e prettamente umane, la cui capacità di gestione è un elemento basilare per valutare quanto stia maturando o meno un alunno. Il carico di ansia invece, indotto da questi meschini scendiletto dell’infelicità statalizzata, non fa parte dell’uomo ma è un triste lascito di secoli annichiliti da modernismi di vario genere. E va ad intaccare la purezza di quell’età elastica nell’animo e nell’apprendimento.

Accanto ai maturandi, c’è posto soltanto per i professori e per poche altre figure. Professori che dovrebbero, per larga parte, ricordare che l’aspetto umano è il principio primo nel rapporto con gli alunni. Sembra una banalità ma nel mondo disumanizzato, distanziato, digitalizzato e destrutturato di oggi, occorre addirittura ricordarlo. Almeno per continuare a salvare più studenti possibile dall’ignoranza eretta a cultura.

Ecco perché, di seguito, pubblico una lettera che un docente di italiano ha scritto ai suoi studenti. Che non resti un caso isolato.

“Cari ragazzi, ora che anche l’ultimo di voi ha terminato gli orali, è tempo di salutarvi come gruppo classe. Sono fiero di voi. Di tutti voi. A prescindere dai voti. Il primo pensiero va a chi non è passato, perché deve credere fermamente da subito che una rivincita spesso vale molto di più. E lo sapete tutti, perchè ognuno di voi con questa Maturità, che non dimenticherete mai, si è preso la sua rivincita. Contro quanti in passato non hanno creduto in voi, dicendovi che non eravate in grado, che con voi non ne valeva la pena, che eravate gli ultimi degli ultimi. Soprattutto a voi stessi avete dimostrato quanto valete. Sono orgoglioso di questo anno scolastico insieme: faticoso, impegnativo, a volte duro ma anche leggero e divertente. Siete migliorati dal primo all’ultimo giorno, soprattutto da metà anno in poi. Abbiamo fatto gruppo, che è fondamentale per poter poi insegnare ed apprendere nuove conoscenze. Non dimenticherò mai il vostro grande affetto quando sono mancato e poi tornato, lo porterò sempre con me. L’obiettivo più importante è stato raggiunto: avete espresso il vostro talento, ognuno di voi a modo suo, nella sua unicità. A questo serve la scuola. Mi mancherete e vi abbraccio forte. Siete stati bravissimi. Con eterno affetto, il vostro vecchio prof. di italiano”.

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

06.07.2024

Raniero Mercuri. Docente in discipline umanistiche nella scuola secondaria. Giornalista.

Commenti (47)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 47 caricati
    1. Giudice Holden 7 luglio 2024

      Se fossi un professore, lavorerei sui fondamentali. Alla maturità chiederei i tre principi della dinamica in fisica, uno studio di funzione in matematica, l'eterno ritorno di Nietzsche in filosofia, il pessimismo cosmico di Leopardi in letteratura, la dimostrazione del teorema di Pitagora in geometria, un ossido riduzione in chimica.

    1. sbregaverse 7 luglio 2024

      Macchè maturo, dopo 75 primavere estati autunni inverni :
      sono ancora acerbo.

    1. Fedeledellacroce 7 luglio 2024

      La scuola é la prima gabbia in cui ci obbligano ad entrare..
      Poi ci sono altre gabbie che ti aspettano........
      Discutere gli esami di maturitá, é come discutere il colore delle sbarre.....

    2. uomospeciale 7 luglio 2024

      E' come la famosa vignetta:

      " Studia. Trova un impiego. Va al lavoro. Sposati. Fai dei figli. Segui la moda. Sii normale. Rimani con i piedi per terra. Uniformati. Guarda la TV. Obbedisci alle leggi. Risparmia per la vecchiaia..... E ora, ripeti dopo me:

      " IO SONO LIBERO "

      🤣🤣

    3. Heidrek 8 luglio 2024

      Meglio l'ignoranza quindi?

    4. Fedeledellacroce 8 luglio 2024

      No, meglio l'intelligenza.
      Una volta che hai imparato a legere, scrivere e fare due conti, basta.
      Niente esami, né anni buttati al cesso.
      Se sai leggere, scrivere e fare due conti, il mondo ti appartiene.
      La strada la troverai da solo. Se vuoi studi.
      Per imparare quelle quattro castronerie a scuola, "ignori" tutto il resto, compreso la tua vita.
      Chi é dunque, l'ignorante?

    5. Heidrek 8 luglio 2024

      L'ignorante è quello che non ha ricevuto un'istruzione.
      Saper leggere è del tutto inutile se non ti sono stati forniti gli strumenti intellettuali per comprendere ed eventualmente apprezzare un testo, così come saper "fare due conti" è utile giusto per far la spesa al mercato senza farsi fregare del pescivendolo.

      Ma voglio fare un esempio.
      Negli anni di specializzazione alle superiori ho dovuto subire ore e ore di lezioni di matematica, calcolo delle probabilità e statistica. Esami, test. etc. etc., me li ritrovai persino alla maturità chiedendomi a che mai mi sarebbero potute servire quelle nozioni nella vita di tutti i giorni.
      Ebbene, durante la pandemia tutta quella statistica applicata è entrata d'urto nella vita mia e di tutti quanti con le letture sui dati di trasmissione del virus, sulla mortalità etc. etc., e grazie ad essa io capii al volo, perfino durante la prima ondata, l'inutilità delle restrizioni, delle mascherine e di un sacco di altre fregnacce sparate a tutto volume sui media nazionali.

      Le persone a me vicine -perfino intelligenti- ma che non possedevano tali nozioni, non avendole studiate a scuola, brancolavano nel buio della paura.

      L'ignoranza, così come l'hai descritta, rende schiavi.
      Ed aggiungo che se così non fosse non si spiegherebbe come mai ogni governo, di qualsiasi colore, insista nel tagliare risorse all'istruzione pubblica.

    6. Fedeledellacroce 8 luglio 2024

      Non sono d'accordo.
      Per comprendere la pandemia, non ho usato l'intelletto, ho chiuso gli occhi e ho sentito l'inesistenza di alcun pericolo, ho sentito l'inganno.
      E poi secondo la mia esperienza personale, l'ignoranza (come la intendi tu) mi ha reso libero, altro che schiavo.
      Ma l'importante dovrebbe essere vivere una vita che ne valga la pena. E questo sui libri di scuola non lo trovi.

      PS Io di esami di maturitá ne ho fatti due, visto che al primo non mi hanno ritenuto maturo. Ti rendi conto?

    7. Nonso 8 luglio 2024

      Nonso quanto attendibili fossero i dati sui quali avrai speso ore preziose del tuo tempo, ma posso garantirti che brancolavano nel buio della paura molti amici miei matematici. E non per dire che i tuoi calcoli fossero sbagliati, facciamo che ti credo, ma perché loro non li hanno fatti.

    8. Heidrek 9 luglio 2024

      In realtà non ci ho speso sopra moltissime ore: per esempio ho capito al volo che le analisi sui sistemi complessi dai quali venivano sfornate le "curve pandemiche" e relativi pronostici erano fuffa per la presenza di un numero di variabili altissimo descritte in modo ambiguo, e tuttavia al tempo stesso insufficiente a garantire una qualche attendibilità: e infatti quei pronostici si rivelavano sistematicament sbagliati, con il "picco" in clamoroso anticipo o ritardo a seconda delle circostanze.

    9. Nonso 9 luglio 2024

      Ma non sono stato chiaro io, oppure non hai proprio capito tu.

    1. ducadiGrumello 7 luglio 2024

      vero, lasciamo stare i ragazzi, la maturità è un loro momento. Fra l'altro sono in grado di produrre perle di comicità incredibili. Lessi anni fa uno Stupidario della maturità, crestomazia di esilaranti strafalcioni collezionati appunto in anni di insegnamento da una prof. Il top assoluto, versione di latino (mi pare Sallustio, ma vado a memoria), testo: post pugnam Lacedaemoni iure nigro se delectabant (mi scuso per eventuali errori, vado appunto a memoria). Versione corretta: dopo la battaglia gli Spartani si ristoravano con un brodo scuro. Versione dello studente X: dopo la battaglia gli Spartani, a buon diritto, si sollazzavano con un negro. Notare iure = a buon diritto, marchio definitivo del genio

    1. gix 7 luglio 2024

      Fin da quando ci sono passato, mi sono sempre chiesto cosa c'entrasse la maturità con il passaggio dell'esame in se. Capisco che si tratta più che altro di una convenzione, che con la maggiore età uno deve per forza essere considerato maturo, per servire il sistema, ma il problema riguarda più che altro le capacità fisiche e quelle mentali necessarie per i comportamenti e le attitidini, almeno quelle più elementari. Quindi possiamo cominciare con il dire che essere promossi all'esame di maturità non fai di noi automaticamente degli esseri umani maturi? Sembra una banalità, ma questo è il primo passo per cominciare a capire cosa fare quando qualcuno ti viene davanti con una siringa e ti obbliga a fare quello che vuole lui.

    2. Heidrek 8 luglio 2024

      A me la definizione di Esame di Maturità è sempre sembrata molto calzante invece, perché impone a ragazzi e ragazze di affrontare una prova intellettuale difficile, che richiede un livello d'impegno piuttosto sostenuto nell'intensità e nel tempo; ma soprattutto la prova orale di fronte a una commissione mista è spesso per molti la prima e unica di quel genere, in cui è necessario ricorrere e dimostrare controllo di sé, padronanza delle emozioni e del linguaggio e, infine, competenza.
      Certo che si tratta di un eufemismo: non si è automaticamente maturi come esseri umani dopo aver superato l'esame, ma sicuramente è una tappa simbolica di una certa importanza.
      A ogni modo, e per precisione, oggi non si chiama più così ma Esame di Stato.

    1. zardoz 7 luglio 2024

      Il mio insegnante di lettere delle superiori, che era un prete molto colto, che traduceva dal latino senza bisogno di vocabolario, diceva che l'esame di maturità andrebbe abolito. Io sono d'accordo. Tra l'altro trovo inutile fare esame di maturità e anche esame di ammissione all'università. Solo uno dei due esami dovrebbe esistere. Io comunque li eliminerei entrambi. Semmai gli esami li farei fare ai professori delle superiori e ai docenti universitari. Conoscono davvero la loro materia? Sanno trasmetterla con chiarezza? Rispettano i programmi ministeriali?

    2. maghi 7 luglio 2024

      ai miei tempi gli esami venivano fatti da professori esterni per garantire equità. Ora non più. Infatti un ragazzo intelligentissimo, ma strafottente, della mia classe era l'unico col giudizio totalmente negativo e doveva essere bocciato a tutti i costi. Purtroppo per i miei prof fu l'unico ad avere la sufficienza nei due scritti e anche gli orali li affrontò spavaldo, senza nessunissima paura, dimostrando una sicurezza incrollabile. Fu giudicato maturo e so avere affrontato la vita molto meglio degli altri nostri compagni di classe. Come abbia fatto, non lo so, ma non dipende certo dai nostri prof, che lo volevano ripetente ad ogni costo. Oggi che non ci sono più i prof esterni, per quello che ne so, avrebbero ottenuto il loro perfido obbiettivo.

    3. emilyever 7 luglio 2024

      Meno male che talvolta non li rispettiamo

    4. emilyever 7 luglio 2024

      No, i prof esterni ci sono ancora, vedi tutta la polemica che c'è stata in una scuola in cui il commissario di greco è stato particolarmente stretto nel giudizio per cui tre ragazze hanno fatto la scelta di non aprire bocca all'orale, ne hanno parlato tutti i giornali
      https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2024/06/venezia-protesta-3-studentesse-liceo-classico-foscarini-scena-muta-esame-orale-ministro-dispone-ispezione-b24e6b9c-b30b-4aa0-8c93-8c1db499c04a.html

    5. danone 7 luglio 2024

      L'ultima domanda rivedila nella logica in cui la proponi, perchè garantisce l'esatto opposto di ciò che perori nel tuo commento.

    6. Heidrek 8 luglio 2024

      Non ho capito bene la ragione per cui il tuo professore o tu vorreste abolire l'esame di maturità.

    1. maghi 7 luglio 2024

      a parte che già nel '67, quando cominciai il liceo scientifico, mi accorsi subito della abissale differenza di spessore tra i professori laureati durante il ventennio, ormai agli ultimi anni d'insegnamento, e quelli successivi, posso dire con estrema certezza che agli insegnanti attuali non interessa un fico secco degli studenti, menchè meno di formare persone intelligenti, capaci di critica e elaborazione. Non per nulla mi litigai col professore d'italiano, certo Coen ebreo, che voleva a tutti i costi farci sentire in colpa per l'olocausto e colla professoressa di filosofia, che voleva a tutti i costi farci tutti comunisti. Li giudico al 99% delle persone interessate solo allo stipendio, ai privilegi che hanno e, come il prof ebreo e quella comunista, a diffondere le loro idee malsane. Poi c'è sempre la pecora nera, come quello che superava il concorso pubblico senza raccomandazione. Ma ci sono sempre i concorsi pubblici?

    2. emilyever 7 luglio 2024

      Ci sono i concorsi pubblici, e i test della prova scritta è al pc, scelta multipla, di logica, nessuna domanda sulla materia specifica. Così almeno le commissioni non si stancano a correggere i temi, per esempio, parlo per la prova di storia che svolsi al mio concorso.
      Una mia collega di filosofia e scenze sociali per tutti i cinque anni di liceo, come mi dicevano sempre i maschi "ci fa sentire in colpa di tutti i femminicidi, le violenze e gli stupri del mondo". E guai se sfuggiva loro un "professoressa"...professora bisognava dire, medica, per non parlare di "non farmi girare le ovaie" e altre amenità del genere.

    3. BrunoWald 7 luglio 2024

      È tragica l'inadeguatezza del corpo insegnante - ma ormai di quasi tutti gli ambiti lavorativi.
      Gente non solo mediocre sul piano professionale, di solito, ma che non si vergogna ad infliggere ai giovani le proprie frustrazioni ed ossessioni, ignara o forse indifferente ai danni che producono.

    4. BrunoWald 7 luglio 2024

      Vedi, al di là delle diatribe ideologiche o storiografiche che vanno per la maggiore anche tra di noi, in questo sito, sono proprio fatti concreti della vita reale, apparentemente minori, come quelli che ci hai raccontato tu, a far capire l'essenziale a chiunque sia disposto ad aprire gli occhi.

      Forse - prendiamola come una semplice ipotesi - in un certo passato da esorcizzare ad ogni costo si formavano le persone con il proposito di costruire una nazione, mentre oggi le si forma con l'intenzione di sfasciarla.

    5. Heidrek 8 luglio 2024

      "posso dire con estrema certezza che agli insegnanti attuali non interessa un fico secco degli studenti"

      Non so da dove ti arrivi questa estrema certezza ma posso assicurarti, per conoscenza diretta, che per ogni insegnante a cui non interessa un fico secco degli studenti ce n'è almeno uno a cui invece importa moltissimo, e altri 2-3 che svolgono comunque egregiamente il loro lavoro.
      Quindi vediamo di non fare generalizzazioni gratuite. Il confronto con gli insegnanti formatisi durante il ventennio poi è del tutto fuori luogo: l'università italiana -e non solo quella- è stata riformata almeno due volte, in grande stile, e continua a farlo: non a caso i laureati italiani sono molto contesi all'estero, dove le università invece sono notoriamente delle passeggiatine in confronto alle nostre.

    6. maghi 8 luglio 2024

      una volta, una volta erano degne di questo nome: università. Non so se le hai frequentate. Io l'ho fatto quando erano ancora sufficientemente serie. Nel ventennio lo erano ancora di più, a giudicare dallo spessore di coloro che ne uscivano. Bruno Wald sopra ha centrato l'argomento in modo precisissimo.
      Mi ricordo sempre un professore di filosofia, che nemmeno sapeva parlare correttamente italiano. Venuto dal sud con 110 e lode a prendere il posto di lavoro di qualcun altro, che sapeva l'italiano, ma che si era laureato con un voto più basso e tu mi parli di università, che sforna laureati molto ben considerati all'estero. Forse quei pochi validi. I molti carenti ce li teniamo noi.
      Quello che mi dispiace di più, è che il concetto di entropia è sconosciuto alla stragrande maggioranza dei laureati scientifici, tanto per dire del livello dei nostri laureati.
      Facile ripetere a pappagallo le nozioni a memoria senza comprenderne il significato. Da dei superficiali cosa vuoi aspettarti? Che facciano persone di spessore?

    1. sarah 7 luglio 2024

      Non si fa che parlare di maturità quest'anno e non solo sulla stampa specializzata. Genitori troppo presenti, vere o presunte sfilate di moda, fiori, spumante... Questo pezzo è più originale, invece e me ne fa venire in mente un altro che lessi tempo fa sugli stereotipi che tentano di rappresentare questa nazione e gli italiani. Qui si parla di "emozioni plastificate", buone solo per riempire un po' di tempo televisivo. Ed è così, nel paese che modernizza tutto e a tutti i costi, si procede a tappe forzate che trasudano provincialismo e ristrettezza di vedute: capodanno tra botti pericolosi e Radetzky marsch, chef stellati a s.valentino, tradizionali "gite fuori porta" di pasquetta, prove costume e vacanze dei vip. È così anche per l'esame di maturità. Che poi corrisponda al vero è un'altra questione. Dovrebbe farci riflettere, specie quando a volte anche noi stessi tendiamo ad acquisire una certa idea di questa società, dove in fondo va tutto bene, chissenefrega, fateci ciò che volete... Si tratta di noi o di ciò che dicono di noi, magari per "guidarci"?
      ..

    2. maghi 7 luglio 2024

      la propaganda serve solo a questo. Ricordiamoci dei tele virologi.

    3. LuxIgnis 7 luglio 2024

      In realtà è da quando sono piccolo che ogni anno se ne parla, spesso a sproposito.
      Il fatto è che gli uomini "moderni" avendo perso, accantonato, represso, tutta una serie di riti di passaggio che i "primitivi" avevano, non gli rimane che questo.
      I "primitivi" avevano giustamente una serie di riti di passaggio, di crescita, sia maschili che femminili.
      Quindi al "moderno" non gli rimane che l'esame di maturità, ormai svuotato da ogni senso, che non fa da ponte a nessun passaggio, e che è solo un timbro burocratico.
      Si è svuotato il contenuto ed è rimasta solo la bottiglietta ammuffita su cui impegnarsi a sprecare diluvi di parole. Ma è vuota.

    4. emilyever 7 luglio 2024

      Una volta chiesi ai miei studenti di terza liceo che cosa potessero paragonare ai riti di iniziazione: l'esame di maturità? quello della patente? la risposta data dalla maggioranza mi sorprese: il dolore. L'aver affrontato la sofferenza, fosse pure una delusione d'amore. Correva l'anno 2010...sarà ancora così?

    5. LuxIgnis 7 luglio 2024

      Beh, forse quegli studenti avevano le idee un po' più chiare.
      Molti riti di iniziazione prevedevano l'incontro con il dolore: il digiuno, la solitudine, l'affrontare prove difficili, la separazione. Ma sempre in un ambiente controllato.
      Quindi in qualche modo, essendo la società carente, comunque il loro rito se lo creano in questo modo.
      Il problema, viene da sé, che mancando un supporto e una comprensione dagli adulti e dalla società, questo può essere devastante.

    6. uomospeciale 7 luglio 2024

      Per me un buon esame di maturità, sarebbe il dimostrare di poter vivere senza l'aiuto dei genitori, anzi sarebbe
      "LA MATURITA' " per eccellenza.
      Ma immagino che oggi lo passerebbero in ben pochi.

    7. emilyever 7 luglio 2024

      Ho sempre detto ai miei studenti, quando ero commissaria interna, che sulla loro preparazione l'esame per me non aveva sorprese, visto che li avevo seguiti per cinque anni, ma che la mia curiosità verso ciascuno di loro si spostava su un altro piano, e li invitavo, se volevano, a riflettere su questo: come reagivano difronte ad una grande prova e sotto tensione? come si gioca la prima volta sul campo centrale di Wimbledon, usando una metafora tennistica? sarebbero riusciti ad accettare la sfida e a far emergere il meglio di loro stessi o l'emozione gliel'avrebbe impedito? Personalmente, da studentessa, avevo capito dall'esame di terza media, alla maturità, a quelli universitari e ai concorsi che l'adrenalina che mi mettevano mi faceva reagire al meglio, e raccontavo loro esempi positivi del mio passato d'insegnante, con alunni magari timidissimi durante l'anno che avevano preso l'esame come il palcoscenico in cui finalmente recitare da protagonisti.
      Una cosa non ho mai rivelato loro per non mortificarne alcuni, ma che avevo osservato sia agli esami delle medie che alla maturità: il talento viene sempre fuori, anche se non supportato da molto studio durante l'anno. Il talento emerge nelle prove scritte.

    8. uomospeciale 7 luglio 2024

      Si sarà anche cosi, ma a mio avviso si studia pure troppo e a sproposito.
      In occidente è passato il concetto sbagliato che CHIUNQUE debba passare gli anni migliori della sua vita preparandosi per decenni in vista di un futuro che spesso, non arriva mai.
      Piuttosto che prendersi un titolo di studio senza sbocchi professionali come fanno in troppi, solo per attaccarlo alla parete andando a ingrossare le fila dei laureati disoccupati a vita, allora tanto vale andare a lavorare il prima possibile e pace.
      Come ripeto, non c'è nessun esame di maturità che valga quanto il poter camminare per il mondo solo sulle proprie gambe.

    9. emilyever 7 luglio 2024

      Con quale testa cammini sulle proprie gambe? e con quale consapevolezza?

    10. uomospeciale 7 luglio 2024

      Per quelle basta la vita e la famiglia, che sono da sempre le migliori maestre.

    11. emilyever 7 luglio 2024

      Gia, diglielo ai migranti che vengono a morire nel Mediterraneo o a fare gli schiavi

    12. Nonso 7 luglio 2024

      Hanno detto che lo sanno, ma ci provano comunque, per i figli.

    13. uomospeciale 7 luglio 2024

      E questo cosa c'entra con quello che ho detto io?

    14. Nonso 8 luglio 2024

      Sì, perché molti non hanno laurea.

      Comunque, uomo, ti si sta inaridendo l'argomentazione. Non te ne faccio una colpa, ma irriga.

    15. uomospeciale 8 luglio 2024

      Lì il problema è ben più serio, perché a mancargli non è la laurea, ma i soldi per mangiare.
      Di solito Io irrigo solo il giardino e l'orto, ma in cambio mi danno sempre dell'ottima frutta e verdure.
      Non irrigo per niente.
      Quindi lasciamo perdere.

    16. Heidrek 8 luglio 2024

      In realtà il bailamme mediatico intorno alla maturità si fa da decenni e francamente l'ho sempre trovata una cosa piacevole perché è bello che, una volta tanto, nelle discussioni sui giornali e sui bar si trovino tematiche culturali di un qualche livello (mi riferisco alle tracce della prima prova scritta).
      La novità in realtà è quella cosa lì della partecipazione eccessiva/ossessiva dei genitori, delle bottiglie di spumante e dei coriandoli etc., insomma, in una parola: americanata.

    1. Giudice Holden 7 luglio 2024

      Ma perchè, oggi esiste davvero qualche studente che venga bocciato all'esame di maturità? Era già cosa rarissima ai tempi miei, mi sembra impossibile nei tempi odierni. Per ottenere lo status di non maturo, immagino debba dichiararsi omofobo, patriarcale, antisemita e pure no vax.

    2. uomospeciale 7 luglio 2024

      Non basterebbe ancora.
      Per essere bocciati si deve anche spacciare in classe, bullizzare gli studenti, e picchiare i professori.

    3. Giudice Holden 7 luglio 2024

      Guarda, se fai queste cose probabilmente ti promuovono pure. Ci sarà senza dubbio qualche psicologo pronto a schierarsi dalla tua parte. Ma se osi sostenere quello che ho scritto più su, sei fottuto senza rimedio.

    4. Heidrek 8 luglio 2024

      Sì, alcuni studenti vengono bocciati all'esame di maturità (al massimo uno o due per classe) e semplicemente perché non sono preparati.

    1. emilyever 7 luglio 2024

      C'è ancora qualcuno per cui vale la pena andare a scuola per fortuna. Quel "vostro vecchio professore" mi fa pensare che sia ormai in via d'estinzione

Visualizzati 47 di 47 commenti approvati.