Non si è fatto mancare l'intervento dei fratelli americani sulla iniziativa di riforma giudiziaria in Israele. Tuttavia Biden, lungi dal sostenere il rieletto premier Netanyahu, ha letteralmente espresso preoccupazione per la tenuta democratica di Israele: "Insieme ai tanti sostenitori di Israele, sono molto preoccupato" ha affermato ai giornalisti martedì scorso; "[Netanyahu e la maggioranza della Knesset] non possono proseguire su questa strada" concludendo con l'auspicio che il premier di Gerusalemme ovest trovi un compromesso.
Immediata la risposta stizzita di Benjamin "Bibi" Netanyahu: "Noi israeliani non ci facciamo influenzare da ingerenze esterne, nemmeno se provengono dall'amico del cuore". Bibi è poi tornato sulle ragioni della sua riforma giudiziaria che, ricordiamo, concederebbe alla Knesset (parlamento monocamerale di Israele) maggior controllo ed influenza sulla Corte suprema.
In particolare, la riforma prevede:
- Possibilità per il parlamento di porre il veto sulle decizioni della corte attraverso la maggiornaza assoluta (61 voti su 121 seggi)
- Abrogazione del giudizio di costituzionalità sulle leggi fondamentali, ossia la costituzione dello Stato di Israele
- Attribuzione al governo di maggior potere di elezione dei membri della Corte suprema.
I sintesi, la riforma sbilanciarebbe nettamente l'equilibrio dei poteri a favore del governo, che in questo momento è sostenuto per l'appunto da una solida maggioranza capeggiata dal Likud di 64 seggi, più che sufficiente in riferimento al numero necessario per i veti alle sentenze della Consulta israeliana. L'indipendenza della magistratura verrebbe indebolita drasticamente.
La riforma è stata presentata dal ministro della giustizia Yariv Levin; in seguito Netanyahu ha licenziato il ministro della difesa Gallant, contrario alla riforma. Ques'ultimo passo falso ha causato lo scoppio delle proteste e la sospensione del progetto di riforma.
Fonte: www.timesofisrael.com
danone 30 marzo 2023
Immediata la risposta stizzita di Benjamin “Bibi” Netanyahu: “Noi israeliani non ci facciamo influenzare da ingerenze esterne...
Grazie al cazzo bibi, siete voi le ingerenze esterne.
ric 30 marzo 2023
e qualcuno disse :
Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.
«I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba».
Astronauta 30 marzo 2023
Anche in nordamerica non c e' un posto che non avesse prima una popolazione pellerossa.
I nomi dei luoghi li ricordano ancora.
shakespeare scriveva che se alla rosa si cambia nome quella profuma sempre lo stesso.
Non importa se si cambia il nome.Il posto rimane quello che era prima.
ric 31 marzo 2023
ecco perche' US-RAELE sono identici.
ric 31 marzo 2023
chiedilo ai PALESTINESI se il posto e' quello di prima....
Astronauta 31 marzo 2023
E' sempre Palestina. Rimane Palestina occupata.
ric 1 aprile 2023
ok..cosi ho capito cosa intendevi