Pier Paolo Pasolini: "L'antifascismo come genere di consumo"

Massimo Fini intervista Pier Paolo Pasolini - 26 dicembre 1974.

Pier Paolo Pasolini: "L'antifascismo come genere di consumo"
Pier Paolo Pasolini

Mai come in questi anni in Italia si è sentita risuonare la parola «antifascista», insieme ai suoi due corollari «laico» e «democratico». Non c’è persona oggi in Italia (a parte i fascisti dichiarati) che non si proclami tutta insieme «laica, democratica e antifascista». Eppure mai come in questi anni la Repubblica è stata, al di là di certe apparenze permissive, percorsa da sindromi di intolleranza, di corporativismo, di antidemocrazia: di fascismo, infine, se fascismo significa anche la prepotenza del potere…

Il fatto è che essere genericamente antifascista oggi in Italia non costa nulla, anzi spesso e volentieri paga. Ecco perché il termine è diventato ambiguo, si è consumato al punto da non voler dire quasi più nulla. Del resto è già abbastanza straordinario che a trent’anni dalla Resistenza e dalla caduta del regime si ragioni ancora in termini di fascismo e antifascismo. Questo vuol dire solo due cose: o che siamo rimasti perfettamente immobili e che trent’anni sono passati invano, o che dietro un certo antifascismo di maniera (che nulla ha a che vedere con l’antifascismo reale pagato di persona) si nascondono sotto mentite spoglie i vizi di ieri, le intolleranze, il conformismo, il servilismo di fronte al potere. Un «antifascismo» oltretutto pericoloso perché rischia con il suo conformismo e la sua intolleranza di fare dei fascisti reali dei martiri ingiustificati, e rischia di fare apparire quasi dalla parte della ragione chi ha indiscutibilmente torto.

Da questi dubbi nasce la nostra inchiesta. Un’inchiesta, come si vede, delicata (l’accusa che ci verrà immediatamente rivolta, lo sappiamo, è di “fare il gioco delle destre”). Per questo abbiamo chiamato a rispondere a questi dubbi e a queste domande uomini della cui reale, antica e provata fede antifascista non è lecito dubitare.

Pasolini: «Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto ed obiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà più. Partiamo dal recente film di Naldini: Fascista. Ebbene questo film, che si è posto il problema del rapporto fra un capo e la folla, ha dimostrato che sia quel capo Mussolini, che quella folla, sono due personaggi assolutamente archeologici. Un capo come quello oggi è assolutamente inconcepibile non solo per le nullità e per l'irrazionalità di quello che dice, ma anche perché non troverebbe assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno. Basterebbe la televisione per vanificarlo, per distruggerlo politicamente. Le tecniche di quel capo andavano bene su di un palco, in un comizio, di fronte alle folle "oceaniche", non funzionerebbero assolutamente su uno schermo.

Questa non è semplicemente costatazione epidermica, puramente tecnica, è il simbolo di un cambiamento totale del modo di essere, di comunicare fra di noi. E così la folla, quella folla "oceanica". Basta un attimo posare gli occhi su quei visi per vedere che quella folla lì non c'è più, che sono dei morti che sono sepolti, che sono i nostri avi. Basta questo per capire che quel fascismo non si ripeterà mai più. Ecco perché buona parte dell'antifascismo di oggi, o almeno di quello che viene chiamato antifascismo, o è ingenuo o stupido o è pretestuoso e in malafede: perché dà battaglia o finge di dar battaglia ad un fenomeno morto e sepolto, archeologico appunto, che non può fare più paura a nessuno. E', insomma, un antifascismo di tutto comodo e di tutto riposo.

Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato la "società dei consumi". Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. E invece no. Se uno osserva bene la realtà, e soprattutto se uno sa leggere intorno negli oggetti, nel paesaggio, nell'urbanistica e, soprattutto, negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo. Nel film di Naldini noi abbiamo visto i giovani inquadrati, in divisa... Con una differenza, però. Allora i giovani nel momento stesso in cui si toglievano la divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi e i loro campi, ritornavano gli italiani di cento, di cinquant'anni addietro, come prima del fascismo.

Il fascismo, in realtà, li aveva resi dei pagliacci, dei servi, e forse in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio. Nel fondo dell'anima, nel loro modo di essere. Questo nuovo fascismo, questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell'intimo, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all'epoca mussoliniana, di un'irregolamentazione superficiale, scenografica, ma di una irregolamentazione reale che ha rubato e cambiato loro l'anima. Il che significa, in definitiva, che questa "civiltà dei consumi" è una civiltà dittatoriale. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la "società dei consumi" ha bene realizzato il fascismo.

Un ruolo marginale. Per questo ho detto che ridurre l'antifascismo ad un lotta contro quella gente significa fare della mistificazione. Per me la questione è molto più complessa, ma anche molto chiara, il vero fascismo, l'ho detto e lo ripeto è quello della società dei consumi e i democristiani si sono trovati ad essere, anche senza rendersene conto, i reali ed autentici fascisti di oggi. In questo ambito i fascisti "ufficiali" non sono altro che il proseguimento del fascismo archeologico: e in quanto tali non sono da prendere in considerazione. In questo senso Almirante, per quanto abbia tentato di aggiornarsi, per me è altrettanto ridicolo che Mussolini. Piuttosto, un pericolo più reale viene oggi dai giovani fascisti, dalla frangia neonazista del fascismo che adesso conta su poche migliaia di fanatici ma che domani potrebbe diventare un esercito.

Secondo me l'Italia vive qualcosa di analogo a quanto accade in Germania agli albori del nazismo. Anche in Italia attualmente si assiste a quei fenomeni di omologazione e di abbandono degli antichi valori contadini, tradizionali, particolaristici, regionali, che fu l'humus su cui crebbe la Germania nazista. C'è un enorme massa di gente che si è trovata ad essere fluttuante, in uno stato di imponderabilità di valori, ma che non ha ancora acquistato quelli nuovi nati dall'industrializzazione. E' il popolo che sta diventando piccola borghesia ma che non è ancora né l'uno e non è più l'altro. Secondo me il nucleo dell'esercito nazista fu costituito proprio da questa ibrida massa, questo fu il materiale umano da cui vennero fuori, in Germania, i nazisti. E l'Italia sta correndo proprio questo pericolo.

Quanto alla caduta del fascismo, innanzitutto c'è un fatto contingente, psicologico. La vittoria, l'entusiasmo della vittoria, le speranza rinate, il senso della ritrovata libertà e di tutto il modo di essere nuovo, avevano reso gli uomini, dopo la liberazione, più buoni. Sì "più buoni", puramente e semplicemente.

Ma poi c'è l'altro fatto più reale: il fascismo che avevano sperimentato gli uomini di allora, quelli che erano stati antifascisti ed avevano attraversato le esperienze del ventennio, della guerra, della Resistenza, era un fascismo tutto sommato migliore di quello di oggi. Vent'anni di fascismo credo non abbiano mai fatto le vittime che ha fatto il fascismo di questi ultimi anni. Cose orribili come le stragi di Milano, di Brescia di Bologna (*), non erano mai avvenute in vent'anni. C'è stato il delitto Matteotti, certo, ci sono state altre vittime da tutte due le parti, ma la prepotenza, la violenza, la cattiveria, la disumanità, la glaciale freddezza dei delitti compiuti dal 12 dicembre del 1969 in poi non s'era mai vista in Italia. Ecco perché c'è in giro maggior odio, un maggior scandalo, una minore capacità di perdonare... Soltanto che questo odio si dirige, in certi casi in buonafede e in altri in perfetta malafede, sul bersaglio sbagliato, sui fascisti archeologici invece che sul potere reale.

Prendiamo le piste nere. Io ho un'idea, magari un po' romanzesca ma che credo giusta, della cosa. Il romanzo è questo. Gli uomini di potere, e potrei forse fare addirittura dei nomi senza paura di sbagliarmi di tanto - comunque alcuni degli uomini che ci governano da trent'anni - hanno prima gestito la strategie della tensione a carattere anticomunista, poi, passata la preoccupazione dell'eversione del '68 e del pericolo comunista immediato, le stesse, identiche persone hanno gestito la strategia della tensione antifascista. Le stragi quindi sono state compiute sempre dalle stesse persone. Prima hanno fatto la strage di piazza Fontana accusando gli estremisti di sinistra, poi hanno fatto le stragi di Brescia e di Bologna accusando i fascisti e cercando di rifarsi in fretta e furia quella verginità antifascista di cui avevano bisogno, dopo la campagna del referendum e dopo il referendum, per continuare a gestire il potere come se nulla fosse accaduto.

In quanto agli episodi di intolleranza che lei ha richiamato, io non li definirei propriamente intolleranza. O almeno non si tratta dell'intolleranza tipica della società dei consumi. Si tratta in realtà di casi di terrorismo ideologico. Purtroppo le sinistre vivono, attualmente, in uno stato di terrorismo, che è nato nel '68 e che continua ancora oggi. Non direi che un professore che, ricattato da un certo gauchismo, non dà la laurea ad un giovane di destra, sia un'intollerante. Dico che è un terrorizzato. O un terrorista. Però questo tipo di terrorismo ideologico ha una parentela solo formale col fascismo. Terrorista è l'uno, terrorista è l'altro, è vero. Ma sotto gli schemi di queste due forme a volte identiche, bisogna riconoscere realtà profondamente diverse. Altrimenti si va a parare inevitabilmente nella teoria degli "opposti estremismi", oppure nello "stalinismo uguale fascismo".

Ma ho chiamato questi episodi di terrorismo e non di intolleranza perché secondo me, la vera intolleranza è quella della società dei consumi, della permissività concessa dall'altro, voluta dall'alto, che è la vera, la peggiore, la più subdola, la più fredda e spietata forma di intolleranza. Perché è intolleranza mascherata di tolleranza. Perché non è vera. Perché è revocabile ogni qualvolta il potere ne senta il bisogno. Perché è il vero fascismo da cui viene poi l'antifascismo di maniera: inutile, ipocrita, sostanzialmente gradito al regime».

Pier Paolo Pasolini, L'antifascismo come genere di consumo, intervista da Massimo Fini, L'Europeo, 26 dicembre 1974, n.52, pp.44-46, ora in Scritti corsari, con il titolo Fascista, p.233. NOTE (*) = Si intende la strage del treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro (in provincia di Bologna, 4 agosto 1974).

Commenti (44)

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    1. Martin 25 aprile 2025

      Condivido quasi nulla di questo articolo, e francamente veramente non ne posso più del presunto "dibattito" ancora in salsa anni 70 sul fascismo, a partire dalla citazione di Pasolini, per me autoseppellitosi con quella ignobile immondezza del film "Salo' e le 120 giornate di Sodoma", fatta su misura per diffamare l'Italia e lo stesso fascismo, nonche' inasprire l'odio e lo scontro violento, già grave negli anni 70.
      Il punto e' che il presunto "dibattito" sul fascismo è in realtà solo e unicamente trainato dalla bassa propaganda della sinistra (vedasi i Cazzullo, Scurati, etc), sempre e solo nell'ottica della lotta alla personalità autoritaria ed allo Stato autoritario ex scuola di Francoforte, via connubio tra Marx e Freud.
      Mille grazie, il fascismo è stato una dittatura e si è fatto trascinare nella catastrofe dellaWW2, lo sappiamo tutti. Ma in soli 20 anni ha anche fatto una valanga di opere pubbliche (strade, acquedotti, elettrificazione delle ferrovie, bonifiche, etc), fondato lo Stato sociale prima quasi inesistente (inps, etc) e sopratutto con la fondazione dell' IRI ha creato un modello di cooperazione pubblico-privato al tempo all'avanguardia, ed infatti copiato prima da Roosevelt e dai nazisti, e poi post 1945 adottato in tutta Europa, laburisti inglesi e olandesi in testa. Per chi volesse informarsi un minimo in merito,leggere la versione in inglese Istituto per la Ricostruzione Industriale - Wikipedia , come sempre migliore di quella italiana. L'attività dell' IRI controllato dai fascismo "si limitava da un lato a fornire assistenza per lo più finanziaria, e dall'altro si riduceva esclusivamente al controllo contabile e amministrativo, senza grande interferenza nella redazione di piani tecnici ed economici". Post 1945 l'IRI è poi caduto progressivamente nelle mani dei partiti.

      Non c'e' un dibattito onesto sul fascismo, e chiunque menzioni aspetti quali quelli sopraindicati viene puntualmente tacciato di filofascismo. Non solo: prima si leggevano le opere di uno storico serio come Renzo De Felice, oggi siamo ai livelli Cazzullo e Scurati, livello "Grazia e Graziella....", come si dice volgarmente a Roma.

      A che serve oggi, nel 2025, lo pseudo dibattito martellato dalla sinistra? Gli anticorpi contro l'autoritarismo fascista li abbiamo messi su da parecchio tempo. Siamo di fatto integrati nell' UE e governati dalla Commissione UE, e rischiamo di andare in guerra per una decisione di burocrati eletti da nessuno. Dove sarebbe il pericolo fascista? Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

    2. maghi 26 aprile 2025

      quello che era riuscito al fascismo colla politica sociale, è oggi riuscito ai cinesi, che accoppiando autorità e saggezza come fece il fascismo, hanno trasformato una nazione agricola sull'orlo della fame, nella potenza economica dominatrice del mondo. Anche gli acerrimi nemici occidentali sono rimasti basiti e abbagliati da questa trasformazione. E ammirati, così come lo erano dell'Italia nel periodo ante WWII. L'Italia fu copiata dagli USA per uscire dalla grande depressione del 1929, ma non penso che riusciranno a copiare la Cina. Allora ci volle la WWII per risolvere la questione, oggi ci vorrebbe almeno un pò di buon senso, visto che con le armi nucleari non si può andare da nessuna parte, perchè, se non le ha l'Iran, c'è chi ce ne ha anche troppe. Non ho dubbi su come finirà, ma su come si arriverà alla fine.

    1. BrunoWald 25 aprile 2025

      Non sono le idee e dividere gli uomini, ma l'onestà intellettuale, l'atteggiamento di fronte ai fatti:

      1) la nostra entrata in guerra fu salutata dalle ovazioni di folle immense: gran parte di costoro si dichiararono antifascisti tre anni dopo;

      2) i pirati inglesi non fecero la guerra al fascismo, ma agli italiani;

      3) il regime cadde, giustamente, per la sua incapacità di fare sul serio, di fare i conti con coloro che sabotarono la nazione per poi consegnarla al nemico;

      4) gli italiani ne festeggiarono la caduta sperando che tornassero i tempi della pancia piena, non certo della libertà;

      5) la RSI fu il tentativo della parte migliore del nostro popolo di cadere almeno con dignità;

      6) non ci fu alcuna "guerra di liberazione", ma una sordida guerra civile scatenata da gente che prendeva ordini da potenze straniere;

      7) salvo alcuni idealisti in buona fede, i "combattenti della libertà" si dividevano in due gruppi: quelli che agivano per conto degli angloamericani, e quelli che speravano di rimpiazzare la dittatura fascista con una stalinista;

      8) i combattenti della RSI furono seicentomila, mentre i partigiani non superarono mai le poche decine di migliaia, salvo nell'ultimissimo periodo. Gli altri italiani rimasero alla finestra, in attesa di festeggiare il vincitore;

      9) le guerre civili sono atroci per definizione, e atrocità furono commesse da entrambe le parti. Ma quelle perpetrate a guerra finita, su migliaia di connazionali inermi, resteranno iscritte negli annali dell'infamia. Le torture e i massacri di prigionieri; le ragazze rapate e stuprate da branchi di bestie; le vendette personali e gli omicidi a scopo di rapina, perpetrate da volgari malfattori con la stella rossa, sono un capitolo rimosso della nostra storia, che prima o poi dovrà essere affrontato.

      10) coloro che sputarono sul cadavere di Mussolini erano gli stessi che gli avevano leccato gli stivali per vent'anni.

      Finché non faremo seriamente i conti con la nostra storia, senza sconti e senza scuse, non potremo mai diventare un popolo, né tantomeno una nazione.

    2. Martin 25 aprile 2025

      Concordo in buona parte con i tuoi punti, ma ci tengo in particolare ad una precisazione storica importante. Il regime fascista cadde con il bombardamento di Roma del 19 luglio 1943. Prima della resa di Tunisi (maggio 1943, 250.000 prigionieri italiani e tedeschi) gli aerei USA e GB potevano decollare per bombardare solo dalla GB, ed arrivavano molto a stento solo in Nord Italia, con un sorvolo A/R molto pericoloso.
      Con la presa dell' Africa e le basi in Algeria e Tunisia, tutta l'Italia divenne facilmente bombardabile, ed infatti i 600 aerei USA che decollarono dal Nord Africa e bombardarono Roma furono di fatto indisturbati. Lo shock fu immenso, perchè rese evidente a chiunque che l' Italia non era difendibile, ed infatti Mussolini 2 giorni dopo convoco' il famoso Gran Consiglio.
      Tralaltro gli USA furono anche decenti, perche' il bombardamento di Roma fu chirurgico (circa 3000 morti), mentre quello di USA e GB su Amburgo (24-31 luglio 1943) fu di sterminio (circa 50.000 bruciati vivi).

      Sia Mussolini che Ciano dal settembre 1942 pregarono più volte Hitler di ritirarsi in un fronte difensivo in Russia e di rafforzare esponenzialmente il Nord Africa, ma Hitler si rifiutò, dato che era ossessinato con l'impero in Russia. In sintesi, eravamo ridotti a chiedere aiuto a Hitler, ed è qui che l'accusa verso Mussolini diventa inattaccabile: aver trascinato in guerra un Paese come l'Italia che non aveva nè la spirito e nè i mezzi per combattere la WW2, specie dopo l'Etiopia e la Spagna.
      Va poi detto chiaro che se avessimo resistito, avremmo subito lo stesso trattamento riservato a Germania e Giappone (bombardamenti incendiari di sterminio e nucleari). Poi come ovvio concordo che saremmo dovuti uscire molto piu' onorabilmente di come siamo usciti.

    3. ric 25 aprile 2025

      sarebbe necessario approfondire l che finanzio' la parte marcia giudaica della RUSSIA per minacciare di invasione la Germania..

    4. BrunoWald 26 aprile 2025

      Anch'io concordo con quanto scrivi.

      Va considerata anche la folle decisione di spedire un'armata in Russia, quando il destino dell'italia si decideva in Nordafrica, dove avremmo dovuto giocare il tutto per tutto. Non riesco a spiegarmi come delle persone razionali abbiano potuto commettere un simile, criminale sproposito, per il quale non esistono giustificazioni plausibili.

      È vero che non eravamo in condizioni di affrontare una guerra mondiale, ma possedevamo una potente flotta, e tra il 1940 e il 1941 si presentò l'occasione irripetibile di schiacciare gli inglesi in Egitto e nel Mediterraneo. La nostra conduzione della guerra aeronavale non dipendeva da Mussolini, ma da ammiragli monarchici che la condussero con tale incompetenza e codardia da far pensare al tradimento deliberato. Uno di loro, Maugeri, passava al nemico le rotte dei nostri convogli, fu pure decorato dagli americani.

    5. Giudice Holden 26 aprile 2025

      C'è da dire che al di là dell'incompetenza dei nostri ammiragli, la flotta della Regia Marina, apparentemente splendida,era minata da gravi lacune. Assenza del radar e mancato addestramento al combattimento notturno (da lì il disastro di Matapan), assenza di portaerei (a differenza degli inglesi, che con pochi vetusti swordfish ci massacrarono a Taranto, gli stessi che fermarono la grande Bismarck) munizionamento scadente dei grossi calibri con grave dispersione delle salve, sommergibili tecnicamente obsoleti, pessimo coordinamento tra Supermarina e Superaereo. Se aggiungiamo la sudditanza psicologica dei comandanti verso la Royal Navy, il quadro è completo. Fecero più danni una manciata d'uomini della X che le nostre splendide corazzate della classe Littorio.

    6. Giudice Holden 26 aprile 2025

      Anche diversi generali, primo di tutti von Rundstedt, supplicarono Hitler, dopo Stalingrado ed il disastro sul Don, di ritirarsi addirittura su una linea difensiva come quella di partenza polacca del giugno 41. Ed anche di tentare una pace di compromesso coi russi. Russi che nella primavera del 43, prima di Kursk, ebbero colloqui in tal senso coi tedeschi. Ma Hitler ed i vertici SS bloccarono tutto.

    7. Martin 26 aprile 2025

      Non va dimenticato Enigma. Anche la sconfitta di Capo Matapan fu originata dalle decifrazioni. Tuttora gli archivi GB si rifiutano di pubblicare le decifrazioni, che ebbero un ruolo enorme anche nella guerra in Africa. Poi c'era Canaris che per anni passo' informazioni alla GB, ed anche su questo gli archivi restano chiusi.

    8. Martin 26 aprile 2025

      Era cmq un obiettivo di Stalin, vedi le opere di Viktor Suvorov

    9. Giudice Holden 26 aprile 2025

      Enigma sicuramente influì sia nella guerra navale mediterranea che in Atlantico. Ma dalle navi italiane furono riportati numerosi avvistamenti fin dal principio dei ricognitori inglesi ad alta quota. Anche senza enigma, sapevano della presenza in mare della Vittorio Veneto. A Matapan poi come sempre influì la presenza delle portaerei britanniche e l'assenza delle nostre (grazie all'idiozia del regime sulla penisola portaerei naturale...). Gli attacchi ripetutti degli aerei inglesi danneggiarono la Vittorio Veneto ed il Pola. Poi i radar inglesi (e l'assenza dei nostri, altra idiozia del regime) fecero un'ulteriore differenza. Ciliegina finale, l'incredibile leggerezza di Iachino, che nonostante la flotta inglese all'inseguimento, ordino alla divisione di incrociatori di tornare dal Pola.

    10. Martin 26 aprile 2025

      "I pirati inglesi non fecero la guerra al fascismo, ma agli italiani" .

      E' un punto fondamentale che sfugge del tutto alla maggioranza degli Italiani, ed alla quasi totalità degli antifascisti militanti.
      Chi come il sottoscritto ha conosciuto vari Inglesi delle generazioni nate tra il 1920 ed il 1940 sa quanto furono programmate al razzismo antilatino ed antitaliano. Il pregiudizio negativo era assolutamente prevalente.
      Questo aspetto sfugge anche per ignoranza storica.
      In Europa gli sbudellamenti reciproci tra Cattolici e Protestanti finirono con il trattato di Westphalia del 1648. Gli Anglicani inglesi invece continuarono a sterminare Cattolici e Irlandesi, ed a perseguitarli, fino alla metà del 1800. Due secoli in più!
      La cosa più beffarda è che poi vengono a parlarci di tolleranza.

    11. Nonso 26 aprile 2025

      I prati inglesi non fecero la guerra al fascismo, ma alle fascine.

    12. Martin 27 aprile 2025

      Attenzione che la GB spediva intenzionalmente aerei a far ricognizione proprio per cercare di eliminare il sospetto delle decifrazioni

    13. Giudice Holden 27 aprile 2025

      Vero, ma comunque tra aerei e sommergibili gli inglesi avevano un monitoraggio del Mediterraneo molto efficiente. Senza contare le numerose spie.

    1. DrCaligari 25 aprile 2025

      C'e' un punkabbestia, dentro ognuno di noi che lavora. Che trama e brama ma segretamente anela. E dissimula e inganna mentre ambisce, come ergastolano ai Fornelli, di fare dell'oggi soltanto un'altra tacca sul muro dei giorni. Punkabbestia si, in quanto unisce il bisogno primordiale e sacrosanto di un recupero della propria animalita, che sente perduta, alla consapevolezza intima di come sarebbe impossibile e ridicolo il ritorno a uno stato di natura. E allora prova una sintesi, trova un compromesso e chiama pensione questa carota che insegue. Ma la coscienza e' il bastone, il capo, i colleghi, i conti da far quadrare, l'approdo a fine mese. Cosi, per contrappasso, proprio di lavoro si inebria e stordisce. Il primo maggio e' il compleanno di tutti questi punkabbestia ed io faccio gli auguri a tutti quanti loro.

    1. gix 25 aprile 2025

      Si certamente, la società dei consumi, i bisogni imposti, spesso superflui o reclamizzati a scapito delle esigenze fondamentali della vita, tutto ciò può essere considerato il fascismo moderno, se si riesce a vedere la realtà da un diverso punto di vista, che non sia quello degli opposti schieramenti. Si può azzardare però che il vero fascismo di oggi è l'ignoranza, la disinformazione e la propaganda da parte del potere, ma anche l'inedia delle masse, il rifiuto di conoscere la storia. Sarebbe fondamentale conoscere la storia anche solo per capire che certe idee, certe parole possono assumere un significato in un certo contesto storico, ma possono diventare uno strumento per fregare la gente se riproposte in un contesto completamente diverso.

    2. simonlester 25 aprile 2025

      Al giorno d' oggi è difficile conoscere la storia;
      1 perché è sempre scritta dai vincitori
      2 perché è sempre manipolata dalle famiglie di potere per apparire o scomparire come gli aggrada.
      3 perché ogni autore scrive la sua versione, fino ad avere decine di interpretazione per lo stesso fatto o personaggio storico.
      I fatti possono essere inoppugnabili , ma le motivazioni e gli artefici dietro possono essere completamente diversi da quelli che scrivono sui libri di scuola.
      Personalmente sto cercando di seguire alcuni ricercatori che dipanano i fatti a partire da antiche famiglie o tribù più influenti del passato e le loro trasformazioni fino ai nostri giorni.

    3. gix 25 aprile 2025

      E' senza dubbio vero quello che affermi, ma non tutta la realtà è manipolabile, per esempio non lo è quella che deriva dai racconti diretti di chi ci ha preceduto, come per esempio i nostri nonni, i nostri conoscenti ecc. Poi c'è la possibilità di farsi comunque un'idea della storia anche vedendo i diversi punti di vista, cercando di comprendere le contraddizioni che comunque sempre esistono nelle storie raccontate, anche tenendo conto della provenienza e del grado di affidabilità delle fonti. Il fatto è che occorre sviluppare un proprio spirito critico, anche per studiare la storia, e il tuo metodo può anche essere una soluzione.

    1. Teomondo Scrofalo 25 aprile 2025

      Il fascismo storico, almeno in Italia, finì con Mussolini nel 1945.
      Ciò che impropriamente è chiamato "fascista" è stato più correttamente definito come qualsiasi forma di prepotenza del potere, normalmente caratterizzata dal culto della persona del fondatore e da un certo gusto per le uniformi ed un certo tipo di disciplina,
      Alla luce di questa definizione qualsiasi istituzione umana, dall'impero romano fino all'ultimo gruppo scout, potrebbe essere definita come "fascista".
      Di autoritarismo dirigista ne abbiamo visto a vagonate nel periodo della pandemia ma, piuttosto che stivali elmetti e camice nere, indossava più spesso un bel camice bianco. Stessa cosa per l'indottrinamento dei più giovani: al motto "libro e moschetto, fascista perfetto" si è sostituito "dad e vaccino, perfetto cretino".
      Eppure i maramaldi del 25 aprile continuano ad uccidere il fascista morto ed a chiedere certificati di antifascismo a gente che col fascio non si è incontrata manco per sbaglio.
      Non prendo sul serio né chi dichiara fascista né tanto meno chi fa sfoggio di antifascismo, in entrambi i casi assenza di fascismo.
      PS: chi volesse convincermi del proprio genuino antifascismo potrebbe andare a fare il dissidente in Israele o in Ucraina, posti dove di nazisti veri ne troverà a bizzeffe soprattutto in posizioni apicali.

    1. danone 25 aprile 2025

      Ormai noi italici, per la storia che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, dovremmo saperlo oggi, come vanno certe vicende collettive.
      Lo sviluppo economico, industriale e finanziario di una nazione e la manipolazione ideologica e politica che la società e i cittadini di quello stessa nazione subiscono, vanno di pari passo, o meglio, la manipolazione mediatico-culturale della società civile è una conseguenza degli obiettivi economici e politici che chi manipola da sopra il nostro basso mondo conosciuto e gli trasmette il senso della realtà collettiva ufficiale, vuole raggiungere.
      Questa manipolazione permette l'accettazione da parte dell'opinione pubblica dell'ottenimento e l'instaurazione di un preciso ruolo geo-politico che il paese in questione deve assumere, all'interno del quadro geo-politico degli equilibri internazionali che questo potere occulto vuole mantenere o cambiare in una certa fase o epoca storica.
      E questo pattern è all'opera in tutti i paesi della terra, ovviamente ognuno declinato all'interno della propria specifica storia e cultura, e c'è chi si difende meglio (russi, cinesi, iraniani) e c'è chi si difende peggio (vedi europa), probabilmente perchè le spore malefiche e le radici di questo potere occulto parassita che governa il mondo è proprio nei paesi europei che si sono annidate e sviluppate molto prima che altrove.
      I paesi dell'europa occidentale contengono il vero potere all'origine dell'infezione colonialista ieri e globalista oggi.

    2. DrCaligari 25 aprile 2025

      Sono molto d'accordo con quello che scrivi e condivido tanto da poter dire mi hai letto nel pensiero. C'e solo un punto su cui non concordo e infatti a mio parere un po ti contraddici: quando affermi che russi cinesi e iraniani si difendono. Prendiamo l'iran, fino al 79 doveva entrare tra i paesi modernizzati poi subentrano i pasdaran (chiaramente sintetizzo al massimo). Ecco guardacaso questo, e la liberazione degli ostaggi, avvengono nel momento in cui all'inizio dell'80 sale in carica Reagan che ha bisogno di un trionfo come battesimo politico. Ronnie, uno che era appena arrivato e in generale alle 17 lanciava la penna e usciva dall'ufficio, mentre il povero Jimmy Carter che aveva passato mesi immerso nelle trattative giorno e notte non ci aveva cavato un ragno dal buco. Inoltre incominciava l'era della cultura dei diritti e cosa c'e di meglio di un paese che impone il burqa e prende a pedate i gay per giustificare l'intrapresa della lunga e necessaria crociata? Mi fermo qui per ragioni di spazio ma anche per Russia e cina potremmo facilmente dimostrare lo stesso.

    3. danone 25 aprile 2025

      Si concordo con quanto scrivi.
      Anch'io ritengo che tutti i paesi siano etero-diretti in definitiva da un potere occulto, ma all'interno di questa manipolazione noto che alcuni popoli mantengono comunque una identità collettiva di popolo più forte ed integra di quella di altri, che nel tempo è stata maggiormente alienata purtroppo.
      Come ho già scritto in precedenza russi e cinesi e iraniani secondo me sono dentro all'agenda del vero potere fino al collo come tutti, ma la loro identità tradizionale è rimasta più integra di quella di altri popoli.

    4. DrCaligari 25 aprile 2025

      Allora si la loro contropartita e' stata la salvaguardia della propria identita, la nostra ottenere un'opulenza che a esser sinceri non avevamo mai conosciuto prima. Pero restando nel caso dell'iran io ho conosciuto dei 20enni iraniani che mi hanno detto che li non possono ascoltare la musica, organizzare delle feste, farsi qualche ragazza perbacco. Quindi sembra un paradosso ma esasperare l'identita puo essere il modo migliore di accorciare il piu possibile i tempi di assimilazione di una cultura cosi distante. Cioe azzerarla. Inoltre il transumanesimo spazzera via ogni relativa residua differenza. Insomma dura no, dura minga. Presto con i piedi ben piantati in un non luogo nemmeno piu anche solo i guardoni di un luogo vero potremmo fare.

    1. nicolcass 25 aprile 2025

      Negli USA il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie, in Italia l'antifascismo...

    2. ric 25 aprile 2025

      ma senza l' uso costante della parola antifascismo , secondo te i sinistroidi ed il centro destra come farebbero a distinguersi almeno sulla carta dalla massa di incapaci globalizzanti filo-yankee mondialisti che hanno il potere in europa atto a servire le apoloidi multinazionali ?

    3. ric 25 aprile 2025

      l' antifascismo in italia e' diventato il Passe-partout che autorizza a sparare le piu' grandi cazzate e rende impuniti certi reati....

    1. Giudice Holden 25 aprile 2025

      A rischio di ripetermi, dico che il problema del fascismo fu uno solo: che non fu fascista. Una volta al potere, si dimostrò per quello che era realmente: una tragicommedia all'italiana, in cui recitarono generali incapaci, gerarchi furbetti, rancidi savoiardi, industriali pelosi, untuosi preti, intellettuali opportunisti... un caravanserraglio unito in un culto (neanche troppo convinto) del capo, capo che lui per primo non fu poi così fascista. Anzi.
      Insomma, tutti fascisti in Italia. Il problema è che quando tutti lo sono, in realtà non lo è davvero nessuno. E' come voler essere amico di tutti, alla fine non si è amico di nessuno.
      Ma di fascisti veri ce ne furono, è vero. Quelli che lo dimostrarono sul campo, spesso cadendo.

    2. ric 25 aprile 2025

      abbastanza d' accordo . Se il fascismo nasce nasce dalla inezia dei Savoia , concentrata in un regnante nanerottolo dedito a collezionare francobolli mentre il popolo italiano fuggiva per mancanza di risorse pur al seguito di una "vittoria " militare stando fuori dalla stanza dei bottoni a VERSAILLES dove si spartivano la vittoria...credo che tutta la cerchia dei collaboratori di mussolini si dedicassero a spartirsi quanto restava del italia...

    3. Giudice Holden 25 aprile 2025

      Nasce soprattutto dal combattentismo del dopoguerra, e nasce rivoluzionario, come riscatto alla vittoria mutilata e come reazione al marxismo. Nasce repubblicano, antiborghese, ed in certa misura anticlericale. Poi...

    4. ric 25 aprile 2025

      poi..ecco il dramma..

    5. Martin 26 aprile 2025

      Va rammentato che mentre in Germania comandava Hitler, a Roma c'erano il Re, Mussolini e il Papa.....................

    6. Nonso 26 aprile 2025

      Va rammendato, visti i buchi.

    7. Giudice Holden 26 aprile 2025

      Vero. Ma se si ha davvero l'ambizione di fare una rivoluzione, allora la si porta fino in fondo. Washington, Danton, Marat, Lenin, Trockij, non si posero il problema, ed i poteri che avevano contro ed affrontarono erano qualcosa in più delle guardie svizzere o dei savoiardi. Certo, c'era l'esercito ed i milioni di cattolici. Il rischio del fallimento c'era. Ma dopo aver preso il potere ed averlo consolidato, Mussolini poteva aver l'audacia di tentare e trasformare realmente il paese e gli italiani. Ma non volle rischiare.

    1. PietroGE 25 aprile 2025

      Pasolini parla giustamente di 'fascismo archeologico' contrapposto a quello consumista (degli anni '70) e quello 'woke' 'gender', immigrazionista e antirazzista ad ogni costo di oggi. Il substrato comune c'è ed è la manipolazione delle masse e la criminalizzazione degli oppositori, quelli veri non quelli che siedono in parlamento. Detto questo però è doveroso anche notare l'incapacità del popolo italiano di accettare la sconfitta nella WWII inventandosi, furbescamente, una vittoria 'morale' a tavolino, appunto : il 25 Aprile. La WWII era o non era una guerra contro il nazifascismo? Abbiamo o non abbiamo combattuto con la resistenza contro questo demonio, sconfiggendolo? SI e allora siamo anche noi i vincitori della WWII. Questo lo ho sentito con le mie orecchie alla TV. Quando un popolo odia perdere anche una partita di calcio, figuriamoci una guerra, il senso del ridicolo scompare e rimane il risentimento verso i vincitori 'ufficiali' perché non ci annoverano anche noi nelle loro fila. Quello che è difficile da far accettare è che il fascismo è stato l'ultimo periodo storico dove l'Italia era una nazione sovrana. Dopo ci sono state solo le servitù militari e economiche.

    2. nicolcass 25 aprile 2025

      Abbiamo tentato questa narrazione a Parigi nel 1946, ma non siamo stati creduti.. ma alla Francia è riuscita

    3. DrCaligari 25 aprile 2025

      La Francia ha messo sul tavolo la linea Maginot, purtroppo i nostri generali non sono riusciti ad aggirarla. O forse e' piu corretto dire che sono stati "bravi", ancora una volta, da riuscire ad aggirarla: sono usciti da parigi con la democrazia mutilata.

    4. Martin 25 aprile 2025

      La line Maginot finiva in Svizzera

    1. Dario Lampa 25 aprile 2025

      "...Ma ho chiamato questi episodi di terrorismo e non di intolleranza perché secondo me, la vera intolleranza è quella della società dei consumi, della permissività concessa dall’altro, voluta dall’alto, che è la vera, la peggiore, la più subdola, la più fredda e spietata forma di intolleranza. Perché è intolleranza mascherata di tolleranza. Perché non è vera. Perché è revocabile ogni qualvolta il potere ne senta il bisogno. Perché è il vero fascismo da cui viene poi l’antifascismo di maniera: inutile, ipocrita, sostanzialmente gradito al regime».
      Esatto. Direi che mi ha tolto le parole di bocca...
      Ora ai le parole fascismo e antifascismo non hanno più senso: tutti i partiti del cosiddetto "arco costituzionale" (tranne qualche eccezione) sono oramai dei "consociati a scopo di spartizione di potere".. Quello che servirebbe potrebbe essere un vasto movimento popolare "extra" che possa portare ad una nuova "costituente".

    2. ric 25 aprile 2025

      una nuova costituente ? con quali valori assoluti...oltre a quelli imperanti del consumismo liberalista ?

    3. DrCaligari 25 aprile 2025

      Con lo stato di eccezione da una parte e la narrazione mediatica dall'altra la costituzione si riduce a uno strumento amministrativo, non politico. Una nuova costituente sarebbe solo un altro crowdfunding dai poveracci ai milionari.

    1. maghi 25 aprile 2025

      leggendo l'inizio dell'articolo, mi sono ricordato di un fatto che successe nell'azienda dove ho lavorato per 38 dei 53 anni di lavoro della mia vita. Fu sparsa la voce su uno che fosse un ladro, che fu anche sorvegliato da ispettori e con cimici illegali per coglierlo in fallo e licenziarlo. Ovviamente non fu mai colto in flagrante, perchè era uno dei migliori e dei pochi colleghi con cui ho avuto il piacere di lavorare. Empatico, onesto e collaborativo come quasi nessuno. La diceria fu sparsa per invidia e per dirottare i controlli in modo che i veri ladri potessero continuare a rubare indisturbati.
      Lo stesso sta succedendo cogli antifascisti: si accusano altri solo per coprire le proprie malefatte. Lo stesso metodo, le stesse procedure, la stessa grancassa, allora fatta da alcuni, anche solo consorziatisi inconsciamente tramite la sindrome del capro espiatorio (forse), oggi tramite gli organi di stampa prezzolati. Non so se l'apparato di controllo della mia azienda fosse controllato dalle stesse persone che montarono la diceria, ma non mi meraviglierei se lo fosse stato, proprio come i media odierni sono schierati quasi tutti dalla stessa parte. Allora i maldicenti accusatori rimasero scornati, oggi per colpa di questi antifascisti ne buscheremo tutti, perchè prima o poi il divide et impera finirà, ma non perchè sarà trovato il sistema di andare tutti d'accordo, il che è impossibile, ma perchè non esisterà più un popolo coeso, essendo nei piani delle oligarchie di trasformare le nazioni occidentali in una accozzaglia di etnie in totale disaccordo tra loro, con uno stato debole, che penserà solo a difendere sè stesso, possibilmente anche in guerre civili per accaparrarsi i beni della nazione. Il disimpegno manifestato dagli USA mi sembra voglia dire al resto del mondo, che possono pure prendersela quest'Europa piena di gente viziata e buona a nulla e non posso dar loro torto. Solo una profonda e dolorosa catarsi può rimettere apposto gli europei.

    2. DrCaligari 25 aprile 2025

      Tu hai una qualita piuttosto rara e che mi piace: quello che scrivi e' sempre molto personale. Non sono gay eh, ricordo di essere stato etero, te lo dico perche comunque e' un merito ed e' giusto riconoscerlo.

    1. BrunoWald 25 aprile 2025

      "...e rischia di fare apparire quasi dalla parte della ragione chi ha indiscutibilmente torto."

      🤣

      Ma va a dar via el cûl...

      Quanti equilibrismi, contorsioni, arrampicature sugli specchi, pur di non ammettere quello che era già chiaro allora, ed oggi risulta di una evidenza schiacciante: il fallimento totale, innegabile e irredimibile di tutto un mondo, nato in circostanze vergognose dandosi un sacco di arie e marcito lentamente, trascinando la nazione nella tomba con sé.

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