PERCHE' GLI PSICOLOGI SONO INFINITAMENTE PIU' PERICOLOSI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DEI TEORICI DEL COMPLOTTO

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet.com

Hanno aiutato i regimi di tutta la storia a definire il sospetto sulle autorità come infermità mentale, proprio come fa John Gartner in Psychology Today

Secondo un articolo dello psicologo John Gartner apparso in Psychology Today, le persone inclini a pensare che gli uomini potenti possano mettersi insieme e programmare di mantenere ed aumentare il proprio potere, sono dei psicotici di tipo border line che costituiscono un vero e proprio pericolo per la società. In realtà centinaia di anni di storia ci insegnano che gli psicologi abitualmente aiutano i regimi autoritari a rafforzare politiche tiranniche ed inumane e a schiacciare l’opposizione politica definendo qualunque sospetto sulle autorità illegittime un'infermità mentale.


Come evidenziato nel nostro articolo di ieri, gli psicologi dell’Unione Sovietica erano abituati a soffocare la libertà di parola classificando lo scetticismo e l’opposizione politica come stati di malattia mentale, proprio come sostenuto nel grossolano pezzo di Gartner. Nella ex Unione Sovietica, gli psikhushkas — ospedali psichiatrici — erano usati dallo Stato come prigioni di isolamento per i prigionieri politici al fine di screditarne le idee e distruggerli sia mentalmente che fisicamente. Lo stato sovietico iniziò ad utilizzare gli ospedali psichiatrici nel 1939 come punizione del regime stalinista.


Secondo il Moscow Serbsky Institute, all’epoca, le “idee di lotta per la verità e la giustizia erano teorizzate da personalità con tendenze paranoiche”. Il trattamento di questa particolare forma di schizofrenia comprendeva varie forme di detenzione, elettroshock, torture elettromagnetiche, torture con radiazioni, iniezioni lombari, droghe quali narcotici, tranquillizzanti ed insulina, e percosse. Secondo Anne Applebaum, autrice di “Gulag: una storia”, almeno 365 persone insane, se non di più, sono state curate per “pazzia politica”.


La professione di psicologo fa la sua apparizione proprio sotto i regimi autoritari, come viene messo in luce nell’opera di Ulfried Geuter The Professionalization of Psychology in Nazi Germany. Sotto il Terzo Reich di Hitler i rapporti tra il regime nazista e gli psicologi erano stretti e reciprocamente vantaggiosi. Persone come lo psicologo nazista Robert Ritter, Ph.D. (v. immagine sopra) furono strumentali nella persecuzione delle minoranze e nel rafforzamento delle politiche eugenetiche.


“Dalla Germania nazista, Sud Africa, Russia ed ex - Yugoslavia fino ad arrivare all’Iraq, la psichiatria è stata e/o resta un attore chiave. Infatti, il matrimonio tra il governo e la psichiatria è stato contratto sin dalla nascita della psichiatria stessa” scrive Jan Eastgate, Presidente Internazionale della Commissione Cittadini per i Diritti Umani. “Nell’800 il Cancelliere di Ferro Otto von Bismarck, usò la psichiatria per influenzare le popolazioni per soddisfare I suoi sogni di conquista attraverso la guerra”.


Nel suo libro Dangerous Minds: Political Psychiatry in China Today and Its Origins in the Mao Era, che la critica ha definito “eloquente e convincente” in una recensione sul New York Times, l’autore Robert Munro afferma come gli psichiatri e gli psicologi continuino ad essere in primo piano nell’ambito del brutale sistema comunista cinese sull’attribuzione di malattie mentali a coloro che esprimono opinioni politiche negative nei confronti del partito governante.


Il libro rivela come “a partire dagli anni ’50 in poi i dissidenti cinesi che presentavano petizioni alle autorità venivano presi dalla polizia, esaminati dagli psichiatri e considerati insani da un punto di vista penale o, se mentalmente “normali”, designati come criminali da rinchiudere nelle carceri.”


Una definizione ufficiale della polizia cinese sui detenuti meritevoli di “custodia psichiatrica” citata da Munro nel suo libro, mette in luce un elenco di: persone che scrivono lettere contro il governo, fanno discorsi contro il governo o coloro che meramente esprimono opinioni su importanti questioni nazionali ed internazionali che potrebbero essere considerate anti-governative.


Ma l’uso degli psicologi nel perseguimento di politiche inumane non è da ascriversi prettamente e limitatamente ai regimi tirannici della prima metà XX secolo..


Alcune recenti rivelazioni sullo scandalo delle torture mettono in luce il ruolo degli psicologi nell’ambito di quelle che Physicians for Human Rights definisce “sperimentazioni umane illegali” e delle torture sui detenuti di Guantanamo, Abu Ghraib, Bagram e altri siti di detenzione americani.


“I professionisti del settore sanitario hanno partecipato ad ogni fase dello sviluppo, attuazione e giustificazione legale di quello che viene chiamato il “programma di torture segreto della CIA” sostiene il London Guardian.


I medici e gli psicologi hanno attivamente monitorato le tecniche di tortura praticate dalla CIA ed hanno contribuito alla valutazione della loro efficacia, “una violazione dei valori etici fondamentali” secondo l’American Medical Association nonché un abuso flagrante della convenzione di Norimberga del 1947 che vieta le sperimentazioni sugli uomini senza previo ed ufficiale consenso. Lo stretto legame della CIA con psicologi e psichiatri nella conduzione di pratiche di tortura illegali risale a decine di anni fa.


“Lo storico Alfred W. McCoy fa luce al riguardo nel suo ultimo libro 'A Question of Torture' ed in numerosi articoli ed interviste,” scrive Stephen Soldz. “Egli documenta ampiamente lo sforzo decennale da parte della CIA di usare le perizie psichiatriche per sviluppare forme di tortura tali da distruggere la personalità dei detenuti, rendendoli, presumibilmente, incapaci di trattenere le informazioni desiderate. Molte di queste tecniche sono state utilizzate durante la guerra del Vietnam e nelle varie campagne cosiddette “pacifiche a fronte di contro-insorgenza” supportate dagli USA nei paesi dell’America Latina negli anni ’70 e ’80.


Anche se il John Gartner di Psychology Today presenta un singolo esempio di “teorico del complotto” che espresse il suo favore perchè Alex Jones che entrasse nel Bohemian Grove armato di fucili e lo usa per avanzare l’affermazione secondo cui le “teorie del complotto” sono una delle minacce più grandi per la società, una letteratura documentata e datata centinaia di anni fa dimostra che psicologi, e particolarmente la loro tattica di classificare atteggiamenti di sospetto verso le autorità e teorie di complotto come “forme di malattia mentale”, hanno giocato un ruolo chiave nel preservare il potere di elite dittatoriali contribuendo alle loro pratiche inumane nel contrastare la libertà di parola o un’opposizione politica più che legittima.


Titolo originale: "Why Psychologists Are Infinitely More Dangerous Than Conspiracy Theorists "


Fonte: http://www.prisonplanet.com

Link

03.09.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA POMPEI

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 10 caricati
    1. GMRiccardelli 16 ottobre 2009

      scientology

    1. vic 16 ottobre 2009

      E se ci rinfrescassimo la memoria?

      Ci fu un certo Cameron, prestigioso psichiatra attivo in Canada', il quale riceveva incarichi molto curiosi dal Pentagono statunitense. Le sue procedure, del suddetto Cameron, non erano per niente divertenti, anzi erano assai inquietanti.

      Per questi meriti acquisiti sul campo divenne presidente dell'ordine degli psichiatri Americani e poi di quelli mondiali.

      Questa e' la storia della psichiatria.
      Apri gli occhi cittadino!

    1. Tonguessy 16 ottobre 2009

      La mia era una provocazione, ma ne posso parlare in termini meno estremi.
      Popper si è inventato il falsificazionismo in epistemologia proprio perchè si era indispettito per il fatto che l'ego (o qualsiasi altra funzione della psiche secondo i dettami della psicologia) non potesse essere confutato. Cioè se uno psicologo dice che l'ego esiste ed uno scettico dice che non esiste, esiste o non esiste? Qual'è la prova dell'esistenza dell'ego? Se mi dai la prova della sua esistenza (che vada al di là delle convenzioni scritte sui libri di psicologia) allora sono disposto anche a ritrattare. Sennò resto delle mie convinzioni.

      Il dibattito è aperto.

    1. Truman 16 ottobre 2009

      L'articolo mi sembra un po' centrato male. Per quanto tutti gli intellettuali e tutti gli scienziati tendano a mettersi al servizio del potere (da questo punto di vista non è importante se la psicologia sia una scienza o meno), la psicologia non mi sembra spiccare particolarmente rispetto ad altre discipline, mentre la psichiatria, che nel testo compare più avanti in modo un po' smorzato, è sempre stata strumento di repressione.


      Provo a spiegarmi meglio: se la psicologia è etimologicamente lo studio dell'anima (o più prosaicamente lo studio della mente) è la psichiatria che si occupa delle malattie mentali e delle loro conseguenze pratiche. Per esempio è lo psichiatra a decidere che una persona non è in grado di intendere e di volere e quindi deve essere sottoposta a trattamento coatto.


      Insomma ad un certo punto c'è un'invenzione fantastica (o balzana, dipende dai punti di vista) il potere inventa l'idea che l'anima si possa ammalare e su questa invenzione (la malattia mentale) emargina i dissidenti trasformandoli in devianti, li punisce rinchiudendoli in luoghi peggiori della carceri, li trasforma in sepolti vivi.


      Diceva Calvino che il vero inferno non sta in un altro mondo.

      "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio." - Italo Calvino ( Le città invisibili)


      Gli ospiti coatti dei manicomi hanno conosciuto il vero inferno. Per questo il potere ama i manicomi. Sono più efficaci delle carceri nel seminare il terrore tra i dissidenti.

    1. giosby 16 ottobre 2009

      Un coltello può servire a tagliare il salame o a tagliare la gola a qualcuno.

      Ma non per questo vogliamo eliminare tutti i coltelli dalla faccia della terra!


      O no?


      :-)

    1. cardisem 16 ottobre 2009

      Si! Ho notato. Mi imbatto spesso in detrattori che non offrendo nessun argomento contro i miei argomenti, nessuna confutazione razionale che sarei molto lieto di poter ascoltare, giacché credo nell’utilità delle critiche che si ricevono, quando sono per davvero critiche, ebbene la buttano subito sul psicologico, psicanalitico e simili. Dico che è un’esperienza personale dalla quale per fortuna ho imparato a difendermi e a non lasciarmi ferire ed offendere, ma si può citare il caso del docente torinese che è stato sottoposto a vera e propria perizia psichiatrica per aver osato criticare Israele o la Shoah. Il docente ha dovuto procurarsi un suo consulente di parte per uscirne fuori. E raccontava come li sentiva gridare dall’esterno... Era un espediente per riuscire a licenziarlo dalla scuola.

    1. giosby 16 ottobre 2009

      Proprio per niente!

      E' una scienza giovane e molto controversa, dove si scontrano molteplici teorie.

      E' molto difficile fare ricerca in psicologia perché mentre con altre scienze si può distinguere chiaramente il fenomeno osservato dall'osservatore, in psicologia l'oggetto della ricerca è l'essere umano e la sua psiche e pertanto il ricercatore è egli stesso soggetto e oggetto della ricerca.


      Questo la rende una scienza particolare, ma non certo una disciplina!

    1. zeppelin 16 ottobre 2009

      Appunto, la psicologia NON E' UNA SCIENZA, bensì una disciplina.

    1. giosby 16 ottobre 2009

      Come si fa a pensare che una scienza come la psicologia sia di per sé inutile? O peggio dannosa?

      Qualunque scienza può essere utilizzata al servizio di una causa ingiusta, ma da qui a ritenere che tutta questa scienza sia da buttare via ne corre!

      Credo piuttosto che una conoscenza maggiore della psicologia manca in tutta la cultura generale.

      Infatti è vero che il potere utilizza questa scienza per sedurre e ipnotizzare i cittadini (vedi TV-Berlusconi o lo stesso recente articolo di Barnard che "ci permette di capire tutto"...) ma è anche vero che se i cittadini non conoscono affatto questa scienza e nutrono soltanto disprezzo per essa continuando a ignorarla e a snobbarla non potranno mai ACQUISIRE GLI STRUMENTI PSICOLOGICI per rendersi conto di essere MANIPOLATI dai più svariati poteri!


      Altro che scienza inutile!!!

    1. Tonguessy 16 ottobre 2009

      Ci sono professioni utili e ci sono professioni inutili. Gli psicologi invece fanno parte delle professioni dannose. L'articolo ce lo ricorda

Visualizzati 10 di 30 commenti approvati.