Ucraina, Palestina, Siria, Iran. La guerra sembra non aver più freni nè confini, il mondo è in fiamme. Proprio adesso è il momento di provare a capire cosa si muove davvero, cosa sta accadendo, quali equilibri cercano di nascere e perchè si scatenano continuamente conflitti che cercano di frenare e interrompere un possibile mondo diverso da come l'abbiamo conosciuto e che, diciamolo, non ci piace così com'è. Se l'Occidente appicca la guerra in ogni dove, il sud del mondo cerca una sua via. un mondo non più angloamericano ma multipolare. Ma non sempre è chiaro cosa si intende e cosa implichi.
Lo abbiamo chiesto a Lorenzo Maria Pacini, professore di Filosofia Politica e Geopolitica presso UniDolomiti di Belluno, che da quattro anni dirige il primo corso al mondo dedicato alla Geopolitica del Mondo Multipolare, giunto alla quinta edizione.
- Professore, perché ritiene importante studiare il mondo multipolare sotto il profilo geopolitico?
La geopolitica è la scienza delle civiltà e, come tale, ci permette di comprendere i perché profondi che sono alla base delle relazioni fra i popoli e le loro forme politiche, come anche di costruire dei modelli proiettivi per ciò che avverrà in futuro. I cambiamenti che stiamo vivendo e di cui tutti siamo sempre più consapevoli, racchiudono significati e ragioni che spesso sfuggono alla massa, ma che è possibile studiare e comprendere.
Da ormai tre anni e mezzo si sente usare il termine “geopolitica” in maniera troppo spesso errata, quasi come se fosse una parola magica che comprende molte cose, e così si crea una confusione dannosa nella gente, che non porta a niente di buono. Abbiamo imparato a riconoscere chi vende aria fritta da chi invece lavora per un miglioramento delle coscienze e per la cura del bene comune, e se facciamo ciò per la qualità delle informazioni di cui ci nutriamo, perché non farlo anche per la geopolitica?
- Che valore ha la geopolitica oggi? Possiamo dire che è una materia accessibile a tutti?
Mi impegno già da quattro anni a diffondere una conoscenza autentica della geopolitica, che non sia né ideologica e faziosa, né banale e trasandata. La geopolitica è una scienza seria e il suo valore più grande non è quello di essere usata per scrivere articoli sui giornali o fare chiacchiere sui social: la geopolitica può davvero essere uno strumento utile per promuovere relazioni positive, propositive e pacifiche fra i popoli e gli Stati.
Ai miei studenti ricordo sempre che ogni materia che studiano deve essere un nutrimento per la loro vita, per realizzare i loro sogni e progetti, per diventare persone migliori. Studiare geopolitica, oggi, è una scelta che permette di migliorare la propria mappa del territorio e quindi di comprendere meglio il mondo in cui viviamo.
- Che intende per “mappa del territorio”?
Un concetto molto semplice. Ognuno di noi vive in un territorio, il nostro territorio esistenziale, il nostro mondo; ma ognuno di noi, in quanto unico ed irripetibile, in quanto soggetto a sé, ha una propria visione di questo territorio, ha i propri occhi, che sono diversi da quelli degli altri; quindi ognuno vede il mondo a proprio modo, per così dire. Sul territorio ci muoviamo con una mappa, che è fatta di chi noi siamo, dell’educazione ricevuta, dei valori morali e spirituali, della storia personale, degli strumenti e delle risorse che abbiamo a disposizione. Tutto ciò costituisce la nostra mappa, il nostro approccio percettivo alla realtà. Quando noi introduciamo, ad esempio, nuove conoscenze nel nostro bagaglio, la mappa varia. Pertanto, più perfezioniamo e arricchiamo la nostra mappa, più comprendiamo – e meglio comprendiamo – il mondo.
Studiare la geopolitica del mondo multipolare ci permette di capire perché, come e verso quale destinazione si sta muovendo il mondo attuale, sempre più multipolare.

maghi 15 giugno 2025
il lebensraum è comune a tutta l'umanità in tutti i tempi. Pacini ha scoperto l'acqua calda.