Di Danilo Fabbroni per ComeDonChisciotte.org
Pochi giorni fa albergavo in quella sorta di Fiera della Vanità meglio conosciuta come “Salone Nautico” e sorbendomi i rari caffè concessomi dall’estenuante tour de force tipico di ogni Salone commerciale che si rispetti ecco che colgo dal tavolo di un mio vicino l’apodittica frase: “Il Papa, anzi la Chiesa tutta, si deve aggiornare, FINALMENTE!”. Fraseologia del genere benché colta al volo, benchè sporadica, la dice lunga dello Zeitgeist, lo Spirito del Tempo che aleggia su tutti noi, volenti o nolenti, credenti, non-credenti o miscredenti[1].
Il “modernismo”, l’Innominabile Attuale[2] come ebbe a dire, sempre lungimirante da par suo, Roberto Calasso, fa sì che i “selvaggi col telefonino” interpretino tutto Oltretevere come un pacchetto Office abbisognante di aggiornamenti da far quasi nottetempo. Per dirla col giullare Adriano Celentano il conclave bianco & giallo papale dovrebbe esser “rock” sui tempi odierni e non “lento” su figurazioni vecchie, antiche, obsolete (le Sacre Scritture)[3]: dal che si evince che costoro vedrebbero bene Bono[4] degli U2 eletto a suon di fumata bianca emessa dal Conclave recentemente concluso, neo-Papa della Sacra Chiesa Romana.
Non hanno torto, ohibò. Alla luce dei fatti – quelli del recente papato retto da El Papa argentino traguardando le filippiche de El Papa col collimatore che provvede a raddrizzare i pensieri mal indirizzati dalle piaghe (tali e quali le piaghe bibliche!) woke[5], politically correct[6], cancel culture[7], relativismo[8], genderism[9], LGBT+[10] e basta che non ne possiamo più, si potevano sovrapporre perfettamente, come fa la filigrana nella banconota del dollaro americano nella carta moneta con cui viene stampato, a quelli di un qualunque decerebrato come Bono degli U2 appunto o se vogliamo per stare in “cosa nostra”, al Jovannotti invitato alla conferenza del Bilderberg Group[11].
Dal che si potrebbe auspicare che lanciando l’aggiornamento 2.0 del pacchetto office-Vaticano si potrebbe installare in quell’ambito linee di pensiero come quelle di Scalfari, del suo quasi eponimo Scalfarotto[12], dell’assonante per cognome George Soros, insomma, per farla breve, le onuste faglie di Pensiero (lo scriviamo colla p maiuscola per render loro l’onore che si meritano!) dei repubblichini[13] di “la Repubblica” per intenderci facilmente ed alla buona.
Ammorbato da simili pensieri nefasti me ne esco all’aria aperta cercando di sottrarmi dai Vopos sempre occhiuti della psico-polizia eco-idiota che ti impalerebbero se ti trovassero a fumare giacché la loro permissività va solo agli smart/usufruitori di Shaboo, Fentanyl e consimili e felicemente mi accendo un toscanello salace al riparo da occhi indiscreti, come fossi un congiurato. Volate di fumo orbitali escono dalla mia bocca e sento che mi manca solo un goccio ambrato di Fundador di Jerez per lambire il Paradiso. A proposito di Paradiso, di Dante, di Guelfi, di Ghibellini, di Giordano Bruno mi torna alla mente l’asserzione di quel vicino di caffetteria e mi sorprendo a pensare che … abbia davvero ragione, così la mente vaga alla ricerca di una figura degna di incarnare il pontifex coevo e – miracolosamente – come in un ologramma mi si incomincia a comporre davanti, mirabilmente, gli occhi il viso da varano, plagato da innumerevoli rughe di George Soros e penso, mi fa riflettere e mi dico, questa volta a voce alta, non sommessa: “è lui! Lui è El Papa! lui se lo merita!” al che mi risveglio, desto da un sogno (o da un incubo?) forse merito di una signora che passando di lì mi lancia un giubilìo di approvazione a quello che ho detto poc’anzi.
Scosso, mi riprendo e mi dico: “del resto se l’Argentino si “fregiò” della boutade «chi sono io per giudicare…» anche Soros si sarà dato questa scusa quando trasse – come dire? – profitto (possiamo dire profitto?) dai Konzentrations-lager”.[14] Sì, mi convinsi che sarebbe la scelta giusta, tanto oramai Oltretevere ha abdicato a far il katechon: attende l’Armageddon e noi con lui. R.I.P.
Di Danilo Fabbroni per ComeDonChisciotte.org
10.05.2025
Danilo Fabbroni compare a metà degli anni Cinquanta e sfiora tangenzialmente il ’68 mentre Gli Anni di Piombo lo vedono in pieno sobbollimento nel tentativo di esfiltrare dalla mediocrità della provincia da cui provenivano i suoi natali. Una serie di Pianeti disposti in circostanze favorevoli lo proietta in una cross-pollination intessuta di sfere e di interessi compositi, all’apparenza urticanti uno contro l’altro: velista agonista professionista; fotografo di interni professionista ma in primis raccattando argent de poche scrivendo della sua amata creatura da sempre, la Musica. Tre “costanti” che si imprimeranno per sempre nel suo DNA. Ha all’attivo decine e decine di articoli tra articoli, libri, interviste in video, oltre 2 medaglie al valore atletico. Vox clamantis in deserto.
NOTE
[1] Uno degli Inganni, da vera e propria Cena delle Beffe, sovrani del nostro dissennato tempo è proprio quello dettato dal cono d’ombra di cui tutti siamo vittime consapevoli o no: quello gettato dall’Aufklärung, in altri termini, l’Illuminismo di cui ci fecero “na capa tanta” a scuola. Ci diciamo, a mo’ di stupido meme, che siamo atei; anti-clericali; agnostici; anti-fede-religiosa, irridiamo la profonda Fede che osservano i musulmani verso il loro Dio come Gestalt ridicola ma alla stessa stregua subdolamente crediamo di pensare che gli accogliamo al grido di “nessuno è straniero”! simbolo cristallino di quanto contorta sia la Logica/illogica del pensiero coevo occidentale, ma al medesimo tempo crediamo fermamente, tanto da sborsare di tasca nostra somme ingentissime, ad una messe immane di maghi Otello, Othelma, Maghi Zurlino da 4 soldi; crediamo ciecamente (sottolineamo: ciecamente) a centinaia di Vanna Marchi, regalando loro palate di soldi che farebbero impensierire Paperon de’ Paperoni; pendiamo dalle labbra di terribili/osceni figuri quali gli influencer che non sanno fare una “o” con un bicchiere e ne siamo ammaestrati come topi dietro un Flauto Magico; crediamo a gnomi, elfi, zucche vuote di Halloween, alla figura svuotata di senso di Babbo Natale ma aborriamo ogni Fede colla effe maiuscola!
[2] Prima o poi dovremo tornare su questo argomento, su questo sito.
[3] Nessuno riuscirà mai a spiegare, a decodificare, con senso compiuto come mai l’Essere Umano sia facilissimamente irretito – folgorato sulla Via di Damasco della Pura Menzogna - da un racconto-fuffa qualsivoglia (Vanna Marchi; qualsiasi marionetta del giornalismo attuale; l’Influencer en vogue; il mandato-killer dai mandanti, le Elite tecno-Finanziarie Iniziatiche, che continua dalla sponda del Lago Trasimeno ad auspicare le “riforme” quando queste sono solo macelleria sociale e nient’altro!) e non lo sia anche solo leggiucchiando Opere Colossali come le Sacre Scritture delle tre religioni monoteistiche, opere gigantesche, immortali, se non per altro pel loro valore puramente letterario! Proprio vero che vulgus vult decipi … ergo deciaptur!
[4] Non a caso Bono/U2 è un fedelissimo cane da riporto dei Poteri SovraNazionali Globalisti a differenza di un pop-rocker come Roger Waters/Pink Floyd a cui va tutto il nostro rispetto.
[5] Woke in romanesco si traduce in “state svej”, “statevene all’erta” e ci si chiede quanto siano stati “svegli” i wokisti quando la malefica ciurma di rapper & ganster-rapper ci hanno ammorbato a morte colla loro Scheisse-Musik – consiste nell’emettere flatulenze attraverso la laringe e l’epiglottide, vedi gli epigoni nostrani Fedez, SferraEbbasta & Co. -? Peggio: ancora dobbiamo auscultare la Voce dei “state svej” in conseguenza delle vicende di Puff Diddy quando sfrugolava le manacce tra le cosce di imberbi, eppure il colore della pelle del Divo Puff Diddy è il medesimo dei “Black Lives Matter” o no? cfr. Timeline of the charges against Sean Combs (salvo che fintanto che non si è giudicati tutti sono innocenti).
[6] Se non ci fosse da piangere lacrime amare la stessa definizione di “polticamente corretto” dovrebbe far sganasciare dalle risate più sconquassanti, a mo’ di “Oggi le Comiche”: l’arte della politica deve essere necessariamente “scorretta” nell’era delle società democratiche altrimenti è MiniCulPop, Ministero della Cultura Popolare in era fascista (si noti bene che in quell’epoca fascista nondimeno non si toccarono elementi dell’Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana di Raffale Mattioli che erano dichiaratamente anti-fascisti! come del resto Jósef Leopold Toeplitz, detto Giuseppe, banchiere polacco, Nostro fratello Maggiore, naturalizzato italiano, capataz della Comit appunto!) altrimenti è Bis-Pensiero orwelliano. Vorremmo sapere dagli alfieri del politicamente corretto come si comporterebbero dinnanzi ad un novello Giordano Bruno che manifestamente starebbe contro ogni pensiero politicamente corretto e quindi incorrerebbe nel neo-santo rogo dell’Inquisizione politcally correct!?
[7] Già la dicitura “cultura che cancella” la dice lunga dopo che ci siamo sorbiti dozzine di anni in cui ci hanno rimbombare nelle orecchie il concetto del relativismo, questo a partire dal gaio scorfano teutonico Nietzsche che non per nulla fu esfiltrato dalle latrine torinesi dei marchettari ai podî delle migliori sessioni di studio del ridicolo demi-monde universitario: quindi tocca cancellare la sublime commedia dantesca giacché il toscano ha scudisciato il Profeta? Oppure obnubilare il bardo inglese perché troppa attenzione scrisse e dette agli orizzonti italici ed alla Pietas comune contro la Predazione oligarchica? Perché osò, udite! udite! tacciare la “specie protetta” degli Usurai veneziani ansimanti lubricamente per riavere indietro una libbra di carne?
[8] Si è davvero visto quanto relativismo fu in auge durante l’imperversare della Peste di Davos attorno al 2020 quando i delatori correvano al cellulare per denunziare il jogger che sgambettava all’aria aperta infrangendo i diktat orwelliani-aldoushuxleiani di Mario Draghi, di Mario Monti, di Sir Mortadella Prodi, della spettrale Von der Layen, di Jacquest Attali, del sindacalista (sic!) Landini (“la Sinistra farà quello che mai la destra si sognerà”: Gianni Agnelli!): tutto è relativo ma non le leggi-capestro-inganno della Commissione Europoide mai eletta da chicchessia, se non dai voleri dei caveau delle banche!
[9] Il genderism, ultimo ma non da meno nella scala Richter del Ridicolo pretende di sostenere che la propria matrix sessuale sia determinata da quanto uno “sente”, “percepisce” della propria corporeità senza discrimine di dati reali, scientifici (vedi presenza cromosomatica; presenza di dati fisiologici, ecc.): ma non eravamo noi tutti Figli della dea Ragione, progenie del Secolo secolarizzato della Scienza Suprema, pronipoti della sfera “discreta” (digitale) quindi insensibile al disturbo connaturato coll’ambito analogico? Certo che sì ed allora come si spiega questo revanscismo del sentire, del percepire, del sondare senza nessuna giustificazione razionale?
[10] LGBT+: quando riusciremo e leggere e sentire da parte di questa casta degli Intoccabili (non sbagliamo: non sono costoro i śūdra, शूद्र, gli Intoccabili dell’India, al contrario, sono gli Untouchables, coloro che stanno al di sopra di ogni parametro, di ogni legge, protetti da Menti Raffinatissime) quale giustificazione/spiegazione portano alla domanda di un figlio/a di una coppia stesso-sesso di “come mai non ho padre o madre come tutti gli altri infanti di questo mondo” (leggi: con quale estrema arroganza costoro hanno decretato che un figlio/a non deve avere un padre od una madre vera, reale…) allora ci toglieremo il cappello e diremo chapeau! Temiamo di attendere indefinitivamente…
[11] Buffoni dell’ultima ora si sono inorgogliti del fatto che l’umbro Jovanotti fosse stato convocato nel parterre du roi del consesso Bildberg dimostando platealmente di non aver capito nulla delle Ombre Cinesi con cui si gioca la Partita: la presenza italica di figuri quali quello del cantante (si fa per dire ovviamente: se Jovannotti è un “cantante” allora Peter Hammil chi è? dio sceso in terra?) si spiega solamente con una presa pei fondelli da parte delle élite tecno-finanziarie iniziatiche nei confronti nostri al pari del Nobel conferito al giullare circense Dario Fò, quella insita nell’aver a corte regia il classico “italico” tutto pizza, fichi & mandolino per puro folclore mediterraneo.
[12] Araldo incontestato dei Riti Uranici quindi in piena investitura LGBT+.
[13] I repubblichini di “Repubblica” – ne siamo certi – non si adonteranno per l’epiteto di repubblichini: del resto l’editore loro storico, lo spettrale nobile, di nome e di fatto, Caracciolo non disdegnò di certo il sodalizio con Ciarrapico, fascista verace di nome e di fatto! Il medesimo editore non disdegnò, anzi! accolse a braccia aperte fra le colonne de “L’Espresso” sotto le false spoglie di Gourmet-Giallo Zafferano, Federico Umberto d’Amato, uno dei più spregevoli lacchè dei Sovrani Poteri Atlantici che mai abbia avuto questa nostra disgraziata Patria a Sovranità Limitata e sì che di lecca-deretani di costoro se ne sono visti a iosa, a manciate, a tonnellate, a partire dall’epifania del Fascismo quando l’ammiraglio Maugeri della fascistissima SuperMarina avendo prestato giuramento al Governo Fascista ricevette poco dopo dell’alba del vergognoso nostro armistizio la Bronze Star, croce al merito assegnata dal governo americano! Chissà perché la ricevette…
[14] Cfr. (33) George Soros nel 1944, a Budapest vendette ebrei ai nazisti in cambio dei loro averi. Intervista BBC - YouTube. Anche: George Soros CLEARLY admits to assisting Nazis to rob Hungarian Jews in WWII (CBS 1998); e George Soros 1998 60 Minutes Interview : 60 Minutes : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive.
sbregaverse 11 maggio 2025
È Hanna che ti ha sorriso caro Danilo ¿?
Giubilìo o Giubileo ¿?