Milano criminale, come sempre ma oggi peggio

L'unica vera metropoli italiana in Europa è sempre stata contesa fra organizzazioni delinquenziali di stampo diverso, ma mai come oggi pare fuori controllo o sottoposta al controllo criminale, in una rassegnazione che ha del fatalistico e dell'esorcistico.

Milano criminale, come sempre ma oggi peggio

Di Max del Papa, ilgiornaleditalia.it

Che le curve, per dire gli stadi, non solo di San Siro ma di tutte le città italiane siano in mano alla criminalità organizzata è uno di quei segreti di Pulcinella che si sanno da sempre e sui quali la magistratura interviene solo ove costretta, allertata da pericoli incombenti: dicono che le infiltrazioni fossero pronte a salire fino alle istituzioni massime, “arriviamo a Gravina”, e sono scattati 20 arresti. Ugualmente carsica è la consapevolezza che questa criminalità strutturata non alligna solo fra i tifosi ma condiziona, spesso in modo cooperativo, le società. Il terzo falso segreto è quello dei rapper o trapper che se la tirano da mafiosi e a volte lo sono o quantomeno stanno in rapporti stretti coi boss da curva. “Non è indagato” precisano, cautelativamente, le gazzette su Fedez, dimenticando di aggiungere che con uno zanza da due soldi forse non ci andrebbero così sulle uova. Ma ci stava lui al telefono o alle feste o in vacanza coi capi, coi peggiori pregiudicati che si spartiscono il controllo della droga su Milano; era lui al telefono a ipotizzare nuove intraprese e il modo di coinvolgere questi amici ingombranti, “sì ma come ti presento? Come ti spiego?” e l'altro, più scafato: “Non mi presenti”, per dire che aveva già i prestanome alla bisogna. E il Fedez gli chiedeva per la famiglia dei guardaspalle “enormi, feroci, ma non Hitler” perché l'apparenza del grillino di sinistra andava salvaguardata. Poi anche la moglie, in predicato di venire eletta col PD finché non le hanno fatto scoppiare in mano il pandoro minato.

Fedez non è indagato ma ha organizzato spedizioni punitive con indagati suoi intimi contro altri come lui in rapporti con la stessa feccia, magari di altro colore ma è risaputo che gli ultras si spartiscono il controllo del territorio, da buoni soci nel crimine. Milano, capitale del riciclaggio, è ancora seducente per chi ci capita o ci torna, ancora capace di suggestioni cangianti, il corso Buenos Aires la strada commerciale più lunga d'Europa, 6 chilometri nei due sensi di negozi, oppure i suoi parchi, le sue oasi nella frenesia leggendaria, ma la verità è che non è più padrona di se stessa, che patisce un controllo criminale e tutte le piste ciclabili di Sala non la salvano. C'è il controllo delle mafie finanziarie, c'è quello delle mafie da curva, e c'è quello sommerso del crimine islamista pronto a esplodere e l'altro a prato basso delle varie etnie lasciate libere di strutturarsi in trenta anni di disinteresse irresponsabile e magari interessato. E questi cerchi concentrici di malavita si intersecano come quelli a colori delle olimpiadi. Basta girarla Milano per respirarne l'aria pesante, insinuante che non ti fa mai sentire al sicuro, l'aria che cammina portando pericoli ignoti ma concreti. Così come basta entrare a San Siro per capire chi è che comanda. Ma Carlo Petrini, ex calciatore di serie A negli anni Sessanta e Settanta, non aveva già raccontato tutto nei suoi libri, sempre ignorati, mai querelati?

I Fedez e i Tony Effe possono inscenare i loro dissing per tonti o per gonzi, ma i legami sono lì e le loro imprese sono lì. E sono l'unica cosa sulla quale anche una intrigante come Selvaggia Lucarelli non si azzarda, sapendo che a Milano nessuno può scagliare la pietra dello scandalo per la semplicissima ragione che nel pantano dei sospetti e delle lingue biforcute qualcuno può sempre insinuare il falso, l'implausibile che però ti si attacca addosso come un sospetto vischioso. Essendo questo malaffare milanese qualcosa di capillare, di pervasivo che volente o nolente finisce per lambire, magari a sua insaputa, non sempre a sua insaputa, chiunque abbia un potere residuale, un ruolo pubblico magari discutibile. “Milano vicino all'Europa”, unica metropoli europea, ma fuori controllo, sfuggita alla coscienza di sé e la plebe dei balordi, degli sconvolti, degli atterriti o partecipa al malaffare o non vuol sapere, fa finta di non sapere. Come quelli che vanno allo stadio e si sgolano sapendo benissimo che tutto è deciso da forze che anche loro alla lunga conoscono e vedono, dalle partite stabilite dal calcioscommesse al merchandising per cui uno degli amici di Fedez poteva dire: “Fratè dentro lo stadio posso farti entrare tutto quello che vuoi”. Anche la bibitina acqua e zucchero che il rapper affarista meditava di lanciare, chissà se al modo dei tagliandi come diceva, intercettato, un altro capoclan: “Se questi non comprano i nostri biglietti a prezzo maggiorato, per loro sono mazzate”. E li avevano avuti dai club col ricatto. Pare che in città si sventino una dozzina di attentati più o meno terroristici al giorno. Siamo sollevati, ma non fino al punto di fingere serenità, di negare a noi stessi che la sicurezza cittadina è blandamente e malamente difensiva e quasi ispirata a fatalismo. Nel dopoguerra consumistico la metropoli era ugualmente spartita fra crimine adamantino e crimine sporco, i banchieri mafiosi come Sindona e i boss alla Turatello, i politici ladroni e i Vallanzasca che convivevano con le Brigate Rosse; l'Idroscalo, “il mare dei poveri”, era malavitoso da cima a fondo, al Derby poteva sedersi il killer Ugo Bossi che posava sul tavolino la pistola col calcio in madreperla e gli istrioni sul palco dovevano farlo ridere, tremando, come poi si sarebbero vantati a successo raggiunto. Tutti, Cochi e Renato come Jannacci, “Cipollino” Boldi e Teo Teocoli, Abantuono, Porcaro i “terruncielli”, tutti anche il Paolo Rossi dalla militanza di sinistra. Davanti ad ogni night, tutti controllati dalla mafia, c'erano le sentinelle dei picciotti in macchina che decidevano chi poteva entrare e dirigevano il traffico sventolando i revolver al posto delle palette; e le amministrazioni, le polizie lasciavano fare per i soliti patti di convivenza inevitabili in una città da tre milioni di persone. Ma mai come oggi si vive in una Milano levantina come avvolti dal fatalismo, pronti a mettere in conto qualsiasi cosa. Un'amica che ha appena raccolto il figlio da scuola si vede affiancare da un'auto di balordi magrebini, la puntano, sono fuori di testa, ubriachi o “fatti” o forse inebriati dal senso di impunità, urlano, si sporgono dal finestrino, lampeggiano, strombazzano e l'auto corre impazzita, come indemoniata, una caccia alla donna allucinante, da film horror nell'indifferenza della città che non vede, non vuole sapere. E dura per chilometri, per interminabili minuti finché quelli misteriosamente spariscono, passano ad altre molestie su altre malcapitate. Ma cosa volete? È andata così ed è ancora lusso che è andata così, la mia amica può raccontarmela, ancora scossa ma può. “Milano ogni volta che mi tocca di venire mi prendi allo stomaco, mi fai morire” già uscendo dalla stazione Centrale. Colorati, sballati, ubriachi, stesi sul prato o che mi vengono incontro con mosse laide, mi propongono la qualunque ma io, milanese di risacca, so come muovermi, capisco quelli davvero pericolosi coi quali lasciar perdere e gli altri mi basta guardarli storto per farli desistere. Una fogna, ma la gente va allo stadio e dice: stasera cazzo vinciamo noi, e di più non vuol sapere

Di Max del Papa, ilgiornaleditalia.it

Max Del Papa. Giornalista dal 1992, si divide tra le Marche e Milano. Ultimi libri: “Vale Tutto” e “Eurostyle” (2023, autoprodotti) sullo Stato autoritario e l’Unione Europea più strega che matrigna.

01.10.2024

Commenti (36)

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    1. Phantom 3 ottobre 2024

      E' sempre peggio per un semplice motivo,negli anni 50 la malavita beveva vino,poi negli anni 60 si è passati agli spinelli,negli anni 70 è iniziata l'eroina e per i ricchi la cocaina,e infine dagli anni 2000 le varie sostanze chimiche,e il cervello di questi personaggi è bollito,raggiungendo gli aspetti del comportamento di oggi.Ma per lo stato andava bene così,.anche perchè la provenienza di certi personaggi e delle forze dell'ordine e della magistratura è la stessa..E dulcis in fundo si sono aggiunti gli extracomunitari.

    1. nandoricciardi 2 ottobre 2024

      La Lombardia è, senza fare questioni di primogenitura formali, la culla della Lega Nord, diventata poi misteriosamente "La Lega" senza connotazioni geografiche: padana, veneta,lombarda... Tutto si può dire su questo movimento politico, tranne che non abbia avuto accesso alle stanze del potere nell'ultimo 30ennio. Anzi, a dirla tutta, si è riservata, stando al governo, i ministeri chiave. Da quanto posso arguire il livello della convivenza civile a Milano, una volta "unica metropoli italiana" sarebbe decaduto negli ultimi decenni, anche (?) a causa dell'immigrazione selvaggia e dall'importazione di costumi delinquenziali da altre latitudini. Ma la Lega non era nata come partito identitario, territoriale, addirittura autonomista per non vedere più il Nord depredato dal parassitismo di quel Meridione irredimibile perché permeato dalla malavita organizzata, "male endemico", così si dice, di quelle terre? E, per farla breve, come può succedere che in tempi di autonomia differenziata realizzata (perché supererà alla grande anche l'eventuale intralcio di un referendum), la Lega non ha saputo difendere il suo territorio dalle infiltrazioni malavitose? Ha forse posto fine al "travaso di soldi dal nord al sud", ma ha accolto fraternamente il percorso inverso della 'ndrangheta? Che stranezze!

    2. Cangrande1965 3 ottobre 2024

      Vedi nel Veneto.
      La Lega, da anni e anni, referente della n'drangheta.
      È di un'evidenza incontestabile.

    3. oriundo2006 3 ottobre 2024

      Minga tropp...il partito dei dane' e' sempre quello, trasversale a tutto, onnipresente dove conta esserci, dove e' importante farsi contare, mediatore di tutte le scelte, ombratile nelle responsabilita', generoso con alcuni che sanno come fare le cose...e non sottilizza piu' di tanto, anzi: tutto serve.
      Ma questo non e' il problema.
      La caduta generalizzata di tenuta della citta' ha altre origini.
      E' in fondo il riflesso perfetto della nostra epoca, alienata e tristissima. La citta' poi vive di un hinterland altrettanto squallido, la Brianza e' stata rovinata, i paesini coperti da una enorme quantita' di giganteschi ipermercati ed insieme a loro da enormi edifici industriali spesso deserti o pochissimo utilizzati, fatti solo per buttar giu' i soldi e non farli apparire in banca.
      Accanto a cio', a questo squallore lancinante ( almeno per me ), impersonale, non 'umanizzabile', stanno i residui di epoche passate, dimore gentilizie, parchi un tempo tenuti bene, case decenti anche se non certo da ricchi e auto alla moda, tante, tantissime...frutto di tanto lavoro sommerso o di una encomiabile tendenza al risparmio ?
      A voi la scelta.
      Ma forse neppure questo e' davvero il problema. E' che gira dappertutto una quantita' enorme di droga, e' un lubrificante sociale potentissimo, appiana le divergenze di classe, modifica i comportamenti, azzera il confine tra lecito e illecito, basta che se po' fa'.
      Appena potro' me ne andro'.

    1. Astronauta 2 ottobre 2024

      Una canzone dei Baumstelle dice di Milano …. da sola contro un mondo di fascismo e squallore sta…
      Perche’Milano non e’ mai quella che si vede (Scerbanenco)

    2. Nonso 2 ottobre 2024

      C'è una bella canzone di Lucio, Dalla.

    1. uomospeciale 2 ottobre 2024

      Milano è diventata la città peggiore d'Italia e forse dell'Europa intera.
      Costo della vita fuori controllo, telecamere onnipresenti con divieti e multe assurdi e ossessivi usati solo per fare cassa a carico dei poveri fessi che lavorano a pagano per mandare avanti la baracca, quotidianamente vessati e assediati da un esercito di pusher, borseggiatori, ladri, clandestini, occupanti abusivi, scrocconi e "risorse" stipendiate dallo stato che bivaccano barcollando ubriachi e drogati nelle stazioni, nei parchi e sulle panchine.

      Il tutto mentre centinaia di migliaia di persone fanno una vita da schifo spesso tenendo in piedi due lavori che gli bastano appena per pagarsi l'affitto di un monolocale grande come uno dei miei bagni.
      Monolocale dove ci vanno giusto a dormire e basta:

      -Perché tra lavoro, spostamenti e traffico solo il tempo per dormire, gli resta...
      Milano è una città da dove scappare via e basta.

    2. Brule 3 ottobre 2024

      Da abitante di Milano, confermo.
      Va detto però una cosa.
      A livello di violenza, anni fa era peggio.
      C'erano più p**le, nel bene e nel male.
      A liceo, quando si usciva dopocena, ma alle volte bastava il tardo pomeriggio di inverno, se si era in uno o in due due era normale essere accerchiati, presi a schiaffi, o minacciati con coltelli o siringhe, e svuotati del contenuto delle tasche.
      Poi qualcuno sbroccava, iniziava ad allenarsi nei cortili, per ottenere il quattro di bastoni, cioè l'antagonista svenuto di mazzate. E andava in giro a cercar rissa.
      Non ti potevi neanche sfogare con le madri, anche se tornavi con un occhio nero o lividi "pensa a studiare, lavativo".
      Alle volte qualcuno veniva derubato del giubbotto o delle scarpe.
      Ho sempre vestito in maniera sobria ed economica per cui a me non successe mai, ma ricordo compagni che veramente tornavano a casa scalzi.

    1. BrunoWald 2 ottobre 2024

      Non sono mai vissuto a Milano, e da un bel pò nemmeno in Italia, ma mi sembra che l'articolo riassuma la realtà di qualsiasi città occidentale. Immagino che un abitante di Berlino, Parigi, Londra, Stoccolma o New York potrebbe descrivere più o meno gli stessi scenari.

      Lo squallore e l'abiezione ritratte da Del Papa sono il prodotto finito di un preciso modello socio-economico, le cosiddette "democrazie occidentali", che ben potremmo chiamare Democrazia Reale parafrasando il celebre "Socialismo Reale" incarnato dall'URSS e i suoi satelliti: anche quel modello aveva le proprie caratteristiche specifiche, strutturali, per cui se ne facevi parte dovevi prenderti il pacchetto completo.

      Nel "socialismo" dovevi sorbirti la gerontocrazia del partito, la burocrazia asfissiante, la polizia segreta e i vicini delatori, le code per il pane, proprio come in "democrazia" ti devi ingoiare il malaffare, la delinquenza, il degrado, le bande di immigrati, il sudiciume e i graffiti sui muri, e tutta questa sordida decadenza, con le facce da culo come Fedez a fare da testimonials...

      Le democrazie occidentali sono questa cosa qui, dei cadaveri in putrefazione: prendere o lasciare... Da un secolo "lasciare" non è più consentito, come società, ma forse è ancora possibile da soli o in piccoli gruppi. Direi che vale la pena di provarci.

    1. Teopratico 2 ottobre 2024

      Giusta e ben scritta l' analisi, bisogna far prendere coscienza alle masse che il sistema vigente è solamente mafioso, di democrazia, se qualche decennio fá ce ne hanno concessa qualche briciola, ora non ne rimane più nulla. Il sistema oggi è quello, predatorio, spregiudicato, malavitoso, e lo è ormai esplicitamente, non ci sono più scuse per votare o pagare tasse.

    1. Martin 2 ottobre 2024

      E' inutile ponzare e disquisire, la situazione di Milano e di tante altre città e cittadine italiane è principalmente il risultato di immigrazione incontrollata + buonismo e lassismo delle due tradizioni ideologiche e sociologiche ancora dominanti in Italia, ossia la cattolica e la post marxista.

      Cosa manca? Mancano rigore (ossia pene adeguate, oggi a meno di un terzo di quelle medie USA) e disciplina nei luoghi pubblici. Ossia, più Polizia. Suona fascista? Pazienza, a me suona come buon senso.

      Perfino di fronte a 17enni, tre in qualche mese, che ammazzano a freddo l'intera famiglia, un familiare o l'amante, scatta il riflesso buonista e la vittimizzazione..... dell'assassino! E si' che a 17 anni la pena è in partenza dimezzata - come se non ci avessero pensato prima, vero?

      Se tanto dà tanto, che importanza possono avere rapine, scippi, risse? Sono quisquilie, disadattamenti indotti dal sistema!!! Sono tutti vittime del sistema! Come ci si può attendere che qualcosa possa migliorare sulla base di questa "logica"?

    2. BrunoWald 2 ottobre 2024

      Non sono vittime del sistema, ne sono parte integrante. Ma il pesce marcisce dalla testa, per cui il problema di fondo è strutturale. La polizia è parte del problema. Rigore e disciplina servono quando hai un'alternativa solida e vitale da proporre, quando si tratta di ricostruire, ma in un contesto come l'attuale sarebbe come amputare una gamba ad un cadavere in decomposizione.

      Servirebbe una rivoluzione che spazzasse via tutto il marciume, a cominciare dai piani alti. Prima o poi ci arriveremo, ma non sarà indolore.

    3. mago 3 ottobre 2024

      Milano calibro 9.

    1. oriundo2006 2 ottobre 2024

      La frase migliore, che rissume tutto ( anche quel 'colore' forse non appropriato veramente ) e':
      ''Milano ... sfuggita alla coscienza di sé..''.
      Qui c'e' davvero l' origine di tutto il resto.
      Da cui si deduce che la citta' e' gestita da persone solo indirettamente legate alla vita politica pubblica, alla realta' dei suoi ( disgraziati ) abitanti, alla identita' sociale condivisa che si fa giorno dopo giorno sulla strada, nel lavoro, nella loro mentalita' ( spesso alquanto aberrante ): una citta' alienata dai suoi cittadini, estranea, attraente come un incubo in bianco e nero.
      Abitata e non vissuta.
      Lasciata nei week end appena possibile e con fatica riabitata nella domenica sera, previa pizza scaramantica.
      Sala e' solo un prestanome di questi poteri 'indiretti'.
      E' li' per tutelarne le priorita', la loro egemonia nella conduzione dei flussi di 'dane', nelle scelte che-nessuno-sa e non certo per 'rappresentare' i cittadini.
      Che dire altro ?
      Non tutto e' negativo pero': tipo se cerchi la bamba la trovi subito. Te la portano a casa direttamente dei forti pedalatori diurni e notturni. Un bel progresso...ciumbia...vuoi mettere ?!

    1. mago 2 ottobre 2024

      Milano da bere bei tempi la banda della Comadina il nel Rene,Lutring e compagnia.poi mandarono al Nord i mafiosi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
      la classe politica peggiore di sempre le risorse che hanno ridotti Milano come una città Africana e i Cinesi che danno un tocco di esotico con i latinismi che temperano le matite con il machete..Manca qualcosa?

    2. Brule 2 ottobre 2024

      Beh, per i giovani ci sono le ganze da apericena. Coda di cavallo, urla al telefono stile imbruttito che parla di fatturato.
      Come rinunciarci?

    3. mago 2 ottobre 2024

      Ma poi ste ragazze e ragazzi una volta maritati che fanno ? Senza euros non possono più fare gli apericena e vivere alla grande. Queste poi manco sanno fare un uovo al tegamino. la vedo male malissimo.

    4. Brule 3 ottobre 2024

      Letteralmente fanno debiti, straordinari, o i risparmi del nonno, per pagare il sushi "all you can eat" o il food delivery. Altrimenti... cappe incendiate a non finire.

    1. indipendente 2 ottobre 2024

      La casööla, la cutulééta, sul Làmber in muturééta, i fradèi che fa i turdèi e la bela Madunina sempre là, a futura memoria.

    2. Nonso 2 ottobre 2024

      Memoria ... Di quando intorno c'era la campagna e quel duomo si ergeva come tante folgori dal centro della terra verso il cielo.
      Di quando, costruendo le prime strade, gli artisti dovevano suggerire le prospettive con atti di magia, per risparmiare spazio reale.
      Di quando veniva sventrata e faceva la Storia.
      Di quando in quando tradisce, massacra la coscienza di chi ci spende la vita, fino a generare demoni senza anima, che macinano soldi e poi se li mettono nel naso.

      Ho amato Milano, ma si è rivelata la più meschina delle t r o i e.

    1. gabedo 2 ottobre 2024

      Milano è la testa d'ariete dello svilimento italico. Storicamente quasi sempre sottomessa, mai capitale di alcunché. Ossessionata dalla sindrome di inferiorità. Un napoletano si sente inferiore di un berlinese? Un genovese di un madrileno? Un fiorentino di un londinese? Un veneziano di un parigino. Per non parlare di un romano.... Un milanese si sente inferiore a tutti tutti. Eppure l'abbiamo elevata a capitale d'Italia... È evidente che è stato voluto per farci sentire tutti milanesi...tutti inferiori ai barbari che ci opprimono

    1. XaMAS 2 ottobre 2024

      in cina c'e' il comunismo ed hanno non solo corruzione ma pure la mafia, quindi qual e' il sistema immune dal crimine?

    2. ric 2 ottobre 2024

      quello Cinese se sbagli la paghi.

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      https://www.china-files.com/in-cina-per-i-corrotti-fine-pena-mai/

    1. ric 2 ottobre 2024

      quelli che citi sono " cavalieri del lavoro "

    1. Kajros 2 ottobre 2024

      Aspettavo. Bell'articolo. Ma chi ci vive sa tutto il sottobosco di nero che si muove sottotraccia ; comunque mi sembra una storia di "maranza" senior quella di fedez e canaglierie varie...Per cio' che concerne le curve , grupetti che han fatto gestione criminogena? boh

    1. mazzam 2 ottobre 2024

      Milano si. così.
      Milano sempre in guerra.
      Milano bellissima.

      Se non ci stai non sai.

    2. Nonso 2 ottobre 2024

      Mi l'ano d'Italia

    3. Kajros 2 ottobre 2024

      si direi che "l'ano" ci è diventata alla grande e marcia sempre in quella direzione chic , choc , arco-baleno , maranza , baby gang , caro affitti , fondi speculativi etc etc...capitale morale? da anni luce non piu'! Del lavoro? Quale quello interinale o quello nel food&beverage per sbarbatelli che van bene 800 euro al mese? fotografie en passant...

    4. Nonso 2 ottobre 2024

      Ce ne hai messo di tempo a rispondere

    1. Marco Fontana 2 ottobre 2024

      Per un milanese autentico, posto che possa significare ancora qualcosa, questo articolo è come una sberla meritata: fa male, ma è la fedele descrizione dell'epilogo inevitabile di un decadimento al quale abbiamo assistito ipocritamente impassibili, complici più o meno consapevoli del processo digestivo neoliberista che ha trasformato la massa umana fagocitata in... tutto quello che produce la digestione.

      Con alcuni "lievi" distinguo:
      la parte migliore, energia e liquidi vitali, all'élite.
      La parte solida, la maggior parte, defecata in faccia alla massa inerme, inebetita da lustri di incultura condizionante, televisiva e cartacea.
      Stordita da un risveglio troppo brusco, dopo essersi lasciata cullare per tanto tempo da sogni "americani" di meritocratici successi. Propalati, guarda caso, proprio da chi, giusto un attimo prima dell’eruttazione finale (sempre di digestione si tratta), ha mollato squadre di calcio, giornali e affini vari, per assicurare un dorato futuro di rendite su speculazioni finanziarie alla prole di imbecilli che ha generato.

      La storia attuale di Milano, della mia cara città, che onoro ancora anche se ormai ridotta a pantheon delle memorie quasi estinte di generazioni di poveri morti, così tanto, ma tanto migliori di noi, potrebbe essere riassunta nel pezzo di Max Del Papa, istantanea paradigmatica del decadimento della metropoli che, ne sono certo, anche lui ha amato in quanto immigrato talentuoso e capace.

      Una volta si diceva "milanese d'adozione", ma non era soltanto un modo di dire.
      Milano adottava veramente chi voleva farne parte. Ti adottava in tanti modi, soprattutto facendoti sentire parte di un tessuto sociale da cui essere non solo accolto, ma protetto. Senza pregiudizi, nonostante qualche inevitabile resistenza, destinata comunque a dissolversi nella prima generazione nativa.

      Ora è finito tutto.
      Il peggior sindaco che mi ricordi è al secondo luciferino mandato, perché reiterare l'errore è diabolico. I figli degli immigrati nati qui rivendicano lontane ascendenze, magari improbabili, ma pur sempre meglio di un disperante vuoto di
      appartenenza.
      Probabile conseguenza finale dell’implosivo materialismo capitalista, dove tutto ciò che non è mercificabile non ha ragion d’essere, umanità inclusa.
      Della dimenticanza di innocenti luoghi comuni, come quel famoso “Milan col coeur in man”, tanto bello perché tanto vero. Un tempo.

      Ora teniamoci Fedez, con affini e tamarreide di contorno. I particolari sulla presunta mancata "carriera" nel PD dell'ex consorte mettono ancora fango su una ferita che non può e non deve guarire. Se un giorno Milano potrà tornare ad
      essere Milano, mi si perdoni l'ingenua sentimentalità, occorrerà amputare per far ricrescere. Morire per rinascere.
      Basta trucco e parrucco con certi personaggi, ai quali dedico questo insuperabile proverbio napoletano (c'è anche tanta bella napoletanità nella Milano antica):
      "'E voglia 'e mettere rum, chi nasce strunze nun po' addiventà babbà".

      Riposa in pace Milano mia, un giorno ti rivedrò.

    2. SOD 2 ottobre 2024

      ho parenti milanesi che vedono milano come lei, un tempo c'era una trasmissione "Milano, Italia". Al tempo ero un cinquantenne e oggi, posso dire che vedi Milano e capisci che fine ha fatto l'Italia.

    3. ric 2 ottobre 2024

      non pensare che Torino sia meglio...

    4. uomospeciale 2 ottobre 2024

      Appena un pò meglio si..
      La sua antica vocazione di città operaia ancora la salva un pochetto...
      i prezzi non sono ancora quelli di Milano

    5. ric 2 ottobre 2024

      si si...
      ma San Salvario ..la Falchera...Porta Pila....le Vallette , mi troverei piu' tranquillo a Marrakech

    1. Nonso 2 ottobre 2024

      A qualcuno piace Milano,
      AHAHAHAHAH che ingenuo!

      Una città orribile, ci ho vissuto 5 tra gli anni migliori della mia vita, e quando sono andato via mi sono reso conto che non avevo vissuto ma avevo regalato quei 5 anni a Milano stessa.

    1. sbregaverse 2 ottobre 2024

      Notarelle acroamatiche di uno dei mille natanti.
      Qualcuno suggerisce di limitarmi a svestirmi doccia nuoto altra doccia asciugatura rivestizione e sempre

      ...........acqua in bocca.

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