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Domenica 15 giugno Wow Spazio Fumetto termina la sua attività. Una frase asciutta, che si legge sul sito del museo e traduce con compostezza istituzionale il dispiacere profondo di chi, da 14 anni, ha animato questo luogo diventato simbolo della cultura pop e della Nona Arte a Milano. È la Fondazione Franco Fossati ad annunciare la chiusura definitiva del Museo del Fumetto di viale Campania 12, con parole che non nascondono la delusione per la gestione da parte dell’amministrazione comunale. Una storia, quella di WOW, che si conclude tra accuse di burocrazia miope, bandi tardivi e traslochi economicamente insostenibili. Alla radice, un debito sull’affitto accumulato negli anni e arrivato a 180mila euro, che ha reso impossibile al Comune di Milano rinnovare la concessione degli spazi.
Inaugurato nell’aprile 2011, alla presenza delle autorità cittadine, WOW Spazio Fumetto era nato come un polo culturale unico in Italia: museo, archivio, biblioteca, spazio espositivo e luogo d’incontro per artisti, editori, appassionati e curiosi. Grazie al lavoro della Fondazione Franco Fossati, nata nel 1997 e intitolata al critico e giornalista che ha dedicato la vita alla divulgazione della cultura del fumetto, il museo si era affermato come punto di riferimento nazionale e internazionale. In un’ottica di dialogo tra le arti e i media, WOW ha ospitato mostre su Batman e Hugo Pratt, Peanuts e Corto Maltese, Moebius e Dragon Ball, senza mai perdere di vista l’anima divulgativa.
Ma nonostante l’apprezzamento del pubblico e il valore riconosciuto delle attività svolte, la Fondazione è stata costretta a chiudere i battenti, lasciando i locali entro la scadenza imposta dal Comune: il 15 giugno 2025. La motivazione? L’impossibilità economica di affrontare un trasloco solo per ritrovarsi, forse, a rientrare negli stessi spazi qualche mese dopo, in caso di vittoria al nuovo bando. «Non è possibile affrontare la spesa onerosa di un trasloco per lasciare i locali vuoti per poi rientrare dopo pochi mesi», si legge nel comunicato ufficiale. E ancora: «A fronte del diniego da parte del Comune di poter restare per pochi mesi, la Fondazione Franco Fossati non può che prendere atto delle decisioni burocratiche e lasciare libero uno spazio nel quale molto probabilmente non potrà più rientrare per mancanza di fondi».
Non sono bastati gli appelli, le 12mila firme raccolte, né le donazioni e il crowdfunding degli ultimi mesi. Né sono serviti i progetti già in cantiere – tra cui due grandi mostre – che avrebbero potuto rilanciare la sostenibilità del museo. «Abbiamo lottato contro i mulini a vento», ha dichiarato Luigi Bona, presidente della Fondazione. «Siamo stati definiti fumettari che vivono con la testa fra le nuvolette, ma così è troppo anche per dei supereroi».
«L’Amministrazione porta avanti da tempo scambi e interlocuzioni con la Fondazione Franco Fossati, che nel 2011 ha avuto l’affidamento in concessione (onerosa) dell’immobile di Viale Campania 12 per l’allestimento del WOW Spazio Fumetto – contratto già rinnovato nel 2019 e in scadenza il 31 marzo –, con l’obiettivo di trovare possibili soluzioni alla situazione di grave morosità in cui, purtroppo, la Fondazione si trova», spiegavano dal Comune in una nota diffusa alla stampa. «Tra queste, la possibilità di concedere una proroga di ulteriori due anni a fronte di una garanzia sul debito, che la Fondazione non è stata in grado di presentare».
Si smantella un ecosistema culturale. Il presidio del Giardino Oreste del Buono, i laboratori scolastici, l’accesso libero alla Biblioteca con oltre 9mila volumi, il bookshop specializzato, la caffetteria, gli eventi che coniugavano educazione e intrattenimento. Tutto questo rappresentava un modello virtuoso di spazio pubblico ibrido, tra museo e centro culturale partecipato, che ora si interrompe.
«Restiamo aperti a qualsiasi Comune o privato che voglia progettare seriamente con noi una possibile alternativa», ha aggiunto Bona, rilanciando un appello per una nuova casa. Intanto, il 15 giugno, dalle 15 alle 20, il museo aprirà le sue porte per l’ultima volta, per un saluto collettivo insieme a disegnatori, sceneggiatori e amici che ne hanno fatto parte.
E chissà se, come nei migliori fumetti, anche questo finale nasconde una vignetta dopo i titoli di coda. Ma per ora, «Non resta che salutarci con un SOB».
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Fonte: https://www.exibart.com/musei/milano-addio-wow-spazio-fumetto-cosi-chiude-il-museo-della-nona-arte/
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