Lo Stato e la guerra

meloni_bibi

Di Giorgio Agamben, quodlibet.it

Ciò che noi chiamiamo Stato è, in ultima analisi, una macchina per fare guerre e prima o poi questa sua costitutiva vocazione finisce con l’emergere al di là di tutti gli scopi più o meno edificanti che esso può darsi per giustificare la sua esistenza. Questo è oggi particolarmente evidente. Netanyahu, Zelens'kyj, i governi europei perseguono a ogni costo una politica di guerra per la quale si possono certamente identificare scopi e giustificazioni, ma il cui movente ultimo è inconscio e riposa sulla natura stessa dello stato come macchina di guerra. Questo spiega perché la guerra, com’è evidente per Zelens'kyj e per l’Europa, ma com’ è vero anche nel caso di Israele, sia perseguita anche a costo di andare incontro alla propria possibile autodistruzione. Ed è vano sperare che una macchina da guerra possa arrestarsi di fronte a questo rischio. Essa andrà avanti fino alla fine, qualunque sia il prezzo che dovrà pagare.

Di Giorgio Agamben, quodlibet.it

14.06.2025

Giorgio Agamben è un filosofo italiano. Ha scritto diverse opere che spaziano dall’estetica alla filosofia politica, dalla linguistica alla storia dei concetti, proponendo interpretazioni originali di categorie come forma di vita, homo sacer, stato di eccezione e biopolitica.

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-lo-stato-e-la-guerra

Commenti (5)

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    1. clausneghe 24 giugno 2025

      Gli Stati come li conosciamo andrebbero aboliti, ed è quello che succederà se si lasceranno correre con la loro inumana macchina da guerra destinata a schiantarsi,essendo contro natura e puro artificio.

    1. Shax 24 giugno 2025

      La mia tesi di laurea fu incentrata sul saggio 'I limiti all'azione dello stato' di W. Von Humboldt nel quale il filosofo e giurista tedesco espresse la sua visione di uno stato che avesse limiti ben precisi e che non potesse controllare e dirigere la vita dei cittadini ma avente il solo scopo di garantirne libertà e sicurezza.
      Questo assunto è stato il faro dei governi moderni e c.d. occidentali almeno fino agli anni '50 quando abbiamo visto imporci, fuori dalle regole costituzionali, organizzazioni sovranazionali che hanno preso il sopravvento sulle politiche di governo nazionali.
      Oggi l'assunto iniziale è ribaltato: lo stato entra nella vita quotidiana dei cittadini e in cambio non offre nulla, anzi limita la libertà e la sicurezza degli individui.
      La propaganda ci ha raccontato che la libertà si raggiunge con la guerra, e le innumerevoli guerre di esportazione della democrazia a stelle e strisce degli ultimi 50 anni lo dimostrano. La propaganda, non dissimile da quella attuata già in epoca nazifascista, ci insegna che c'è sempre un nemico esterno da combattere che mette in pericolo la libertà dei cittadini. E che questo nemico va combattuto a suon di bombe.
      Tutto questo per nascondere che il vero pericolo per la sicurezza e la libertà oggi è costituito proprio dallo stato, almeno nella sua forma attuale.

    2. clausneghe 24 giugno 2025

      Concordo, anche se devo dire che grazie allo Stato e alle sue regole che non può infrangere pena la perdita completa di leggitimità, percepisco la mia ben meritata pensioncina, parte del denaro che a suo tempo mi rubò, legalmente, si intende..Lui può.

    3. Shax 24 giugno 2025

      La pensiocina che i giovani d'oggi, me compreso, non percepiranno mai.
      Dicesi rapina di stato.

    1. maghi 24 giugno 2025

      a me pare invece che lo stato sia una macchina o un'organizzazione volta al controllo dei cittadini. Ovvio che, come diceva Platone nella "Repubblica", se è retta dalle persone migliori, i filosofi, sarà amministrata per il bene del popolo, se è retta dalle persone peggiori, prezzolati, criminali mafiosi, corrotti e corruttori, sarà amministrata solo nell'interesse delle elitè e in fondo per il male del popolo, inclusa la guerra, il decadimento morale, la sua infelicità e paura.

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