L'Italia è un mega stadio di calcio: ognuno ha il suo derby

L'Italia è un mega stadio di calcio: ognuno ha il suo derby

Di Andrea Zhok

Comunque, mentre il resto del mondo è con il fiato sospeso di fronte all'evoluzione delle vicende in Medio Oriente, in Italia il disinteresse è caduto su tutto ciò, abbattuto dalla nostra unica vera passione nazionale: frantumarci in gruppuscoli faziosi in feroce contrapposizione reciproca sul nulla.

Minacce nucleari nascondetevi! Apocalisse industriale levate! Distruzione dello stato sociale, chemmenefotteamme!

Tutti garruli e festanti nella nostra partita unica ininterrotta, sin dai Guelfi vs. Ghibellini, di calcio fiorentino.

"Quelli della contrada del Bruco sono gente immonda, senza onore, noi della contrada del Leocorno lo sappiamo bene, sin da quel 3 maggio 1394 quando ci sputarono a tradimento in un occhio. Marrani!"

All'indomani di una grande manifestazione riuscita a sostegno della Palestina, di Palestina non parla più nessuno.

Si parla solo di "E voi dove eravate nel 2022!", "Questo è un siluro alla Meloni, accorrete camerati a difesa della ridotta!"!, "la CGIL è un sindacato giallo!", "l'USB spacca le vetrine!", "Cacciamo i fascisti dal governo!", "Landini è un venduto!", "Fancazzisti che vogliono fare il week-end lungo!", "Irresponsabili!", "Delinquenti!".

E' per questa disposizione temperamentale che il giochino scemo di assemblare, una settimana prima delle elezioni - come tanti sorci di Pavlov - le forze "de sinistra" in un "sforzo antifascista" e le forze "de destra" in un fronte contro i "rossi", da noi continua a funzionare e funzionerà per sempre, garantendo l'autoperpetuazione della paralisi.

Ovunque in Europa sono emerse forze terze, che contendono lo spazio politico al blocco degli intercambiabili di destra e di sinistra, ma da noi non succede e non può succedere (per carità di patria e senso del pudore, nessuno mi menzioni il M5S come controesempio).

Non succede e non succederà perché la nostra principale passione politica non riguarda la politica, ma la polemica, riguarda la possibilità di avere un'occasione per potersi azzuffare con qualcuno, che siano forze idealmente all'altro polo o che siano quelli con il programma proprio identico al nostro, ma guidati da Pippo, che mi sta tanto sul culo.

Ci potrebbero nuclearizzare e non ce ne accorgeremmo neppure. Gli diremmo di non fare rumore perché disturbano il Derby.

La nostra segreta passione sta nel sentirci migliori non per aver fatto qualcosa di degno, ma per aver denigrato efficacemente tutti gli altri.

Di Andrea Zhok

04.10.2025

Commenti (15)

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Mostra commenti 15 caricati
    1. uomospeciale 7 ottobre 2025

      Come disse qualcuno:

      "In Italia la situazione è tragica, ma non seria" 😄

    1. Martin 7 ottobre 2025

      Zhok, mille grazie, ma che l'italiano sia un popolo particolarmente litigioso lo sanno anche i muri, e soprattutto lo sanno anche all'estero. Dividere e far litigare gli Italiani è la cosa più facile del mondo.

    1. Marco Fontana 7 ottobre 2025

      La frammentazione delle genti italiche è il risultato cercato di decenni di propaganda antinazionale, spacciata per antifascismo.

      il M5S è stato davvero un fenomeno unico e, per certi versi, spaventoso. Un programma, tutto sommato, semplice e già sentito ha decollato come un missile grazie ad un abile personaggio, eccezionale comunicatore, ben affiancato da un esperto in comunicazione digitale, vero genio del viral marketing quando ancora i più praticavano i sondaggi telefonici...

      Sabotaggi verso tutto ciò che rappresentava l'orgoglio nazionale ne abbiamo subiti tanti. Basti ricordare l'affondamento della Nazionale di calcio per impedirle di partecipare (e magari vincere) ai mondiali in Russia, boicottati dal padrone americano.

      Vogliamo unificare il Paese su basi diverse? Forse dopo un evento traumatico si potrebbe tentare, visto l'andazzo attuale è un'ipotesi tutt'altro che remota.
      L'importante è restare in vita per tagliare la testa agli oligarchi dopo l'evento. Quelli infatti sopravvivono sempre ai disastri che combinano.

    2. ric 7 ottobre 2025

      quello che non comprendo e' dove si possa intravedere un orgoglio nazionale di uno stato che' mai e' stato NAZIONE .Uno stato che nato a tavolino su neccessita' anglo/giudaica nel 1860 , atto ad attaccare poi da sud l' impero austro-ungarico solamente per favorire la superiorita' sui mercati degli sporki...inglesi , per poi ottenere una disoccupazione e miseria totale grazie ai Savoia ? di cosa si dovrebbe essere orgogliosi? .Emigrazioni di massa di disperati in Francia , america , argentina come bottino di guerra vinta ?

      sei poi l' orgoglio nazionale andiamo a cercarlo sui campi di calcio...
      mentre invece che espropriare di tutti i beni degli imprenditori itaglioti che dislocano le aziende nel terzo mondo... allora siamo veramente allo sfacelo , se poi invochiamo capitali stranieri da investire in itaglia , allora siamo veramente itaglioti da disprezzare ..

      .

    3. Martin 7 ottobre 2025

      Fontana, la frammentazione delle genti italiche e' un fatto storico millenario. Solo in Italia esistono diversi dialetti incomprensibile ad altri Italiani già a qualche centinaio di km di distanza, e la differenza tra Nord e Sud Italia oltrepassa di parecchio le differenze esistenti tra diverse nazioni europee. Poi certo, la sinistra ha sempre fatto campagna antinazionale.
      Da ormai 2 decenni siamo governati e sfruttati da Bruxelles, ma la maggioranza non riesce a comprenderlo. Ora cercano perfino di trascinarci nella nuova guerra alla Russia, ma ancora la maggioranza non riesce a comprenderlo.

    4. Marco Fontana 7 ottobre 2025

      Gli italiani attuali, è vero, sono spaventosamente ignoranti.
      Ma non è questa la condizione ottimale per far emergere individualità così capaci e brillanti da ricavare della massa ciò per cui essa stessa esiste, ovvero una massa critica?

      La stessa frammentazione culturale è, provatamente, matrice di nuove eccellenze. Così come lo è risaputamente anche in senso genetico e biologico. La bellezza dei lineamenti classici italiani, incredibilmente vari e comunque armonici, è storicamente risaputa e artisticamente tramandata. Il meticciato è un'altra cosa.

      Sottovalutare lo sport come elemento di aggregazione e identità è sbagliato. Ricordate come il duello Coppi-Bartali evitò una guerra civile dopo l'attentato a Togliatti?
      Sparare sul Paese è forse il vizio peggiore degli italiani. Ma quanto amore non corrisposto o frainteso genera fratture perenni tra figli e genitori?
      Non è forse causato dal sentirsi rifiutati da un'entità statale spesso sentita, a volte con ragione, come estranea?
      Quale potente senso di orgoglio e appartenenza possono dare le grandi vittorie sportive? "Panem et circenses" ha un altro significato.
      E, infine, quale difficile percorso storico, filosofico e psicanalitico, occorre intraprendere per portare finalmente le coscienze più aperte (minoritarie in ogni aggregato umano) a ricevere l'illuminazione che possa finalmente far vedere tutta la caverna senza ombre?

      Sono d'accordo, in linea di massima, che "fare" gli italiani è un processo difficile e ancora in parte incompiuto. Ma mi basta andare in giro per il mondo, non solo in Europa, o parlare con la maggior parte degli italiani che vivono all'estero, per aver voglia di riabbracciare forte il mio grande Paese e, magari, pensare a come cacciare qualche "fratello d'Italia" irriconoscente e corrotto, magari usando lo scopettino del wc per cancellare ogni traccia delle sue scelleratezze.
      Non era forse un santo (italiano) colui che disse: "Chi batte, ama."?

    1. alessandroparenti 7 ottobre 2025

      Non sono d'accordo sul fatto che sia una peculiarità dell'Italia. E non taccio per pudore come dice l'autore. Il M5s è stato un successo mai visto prima e mai realizzato in altre nazioni europee, almeno dal dopoguerra. È stato infiltrato da cialtroni, arrivisti e piegato dal padrone Americano, e non capisco perchè siamo tutti pronti ad ammettere che siamo una colonia per poi dimenticarcene quando dobbiamo sostenere una tesi. Semmai ai più svegli il fallimento del Movimento ha fatto capire una cosa sola: non c'è niente da fare. Le elites hanno troppo potere. E i mezzi per mantenerlo e potenziarlo in futuro. Nessuna rivoluzione le toglierà dal posto in cui sono, il controllo è ormai totale e i pericoli per il loro dominio possono estirparli ancora prima che germoglino. E sanno che la massa si ribella veramente solo con la pancia vuota e il cibo spazzatura come la pasta non costa niente. Poi che a qualcuno stia sul culo Pippo o Beppe e quindi cerchi di squalificare il loro lavoro è sempre successo. Datemi retta: purtroppo siamo al "si salvi chi può".

    2. Martin 7 ottobre 2025

      Parenti, purtroppo come spesso secondo me le accade, manca l'altro lato della medaglia.

      La politica è anche, o presto diventa, un mezzo per arricchirsi personalmente. Non ricorda il movimento Italia dei Valori di Di Pietro? Sembravano tutti giovani Robespierre in lotta contro la corruzione. Poi sono arrivate decine di scandali di corruzione e mazzette nelle amministrazioni provinciali e regionali.
      Poi non e' detto che chi sia bravo a strillare, aizzare, in sintesi sula piano della demagogia, sia anche bravo a governare, neanche un po'.

    1. Dario Lampa 6 ottobre 2025

      Mah.. Sarà... Eppur (qualcosa) si muove! C'è un 50% dei cittadini elettori che ha schifato il sistema e si stanno riversando nelle piazze... Manca solo "l'istanza unificante" per creare l'alternativa.

    2. Scalca 7 ottobre 2025

      Neanche guerra e miseria saranno istanze valide per unire gli italiani, anzi ...

    3. Dario Lampa 7 ottobre 2025

      Non credo proprio.
      Una "poesia' per gli italiani sprovveduti "chemmenefotteamme":
      «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.»...

    4. Martin 7 ottobre 2025

      Tipicamente italiana, perche' manca il soggetto. CHI?

    5. uomospeciale 7 ottobre 2025

      A me pare invece, che non vengano a prendere proprio nessuno.
      Neppure chi ruba, spaccia, scippa, rapina, minaccia, aggredisce, brucia negozi e macchine, & tira sassi alla polizia.

    6. Dario Lampa 7 ottobre 2025

      E' anche coloro evadono le tasse i quali sono i peggiori ladri... Perché a pagarle per loro sono i lavoratori e i pensionati.
      E chi tira sassi alla polizia probabilmente è prezzolato anche e soprattutto da chi sta a destra o da chi vuole uno stato di polizia.

    1. fiurdesoca 6 ottobre 2025

      amen!!!

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