Di Christian Peluffo
Come Superman, Batman, Spiderman, anche gli ominidi sono creature inventate (1), emerse dalla fantasia umana o, sarebbe meglio affermare, in questo caso dall’ideologia della modernità, dai decenni di quel XIX secolo, teatro dell’ascesa materialista e positivista.
Si badi bene, al vertice della cosiddetta evoluzione non c’è l’essere umano, ma l’essere umano bianco e maschio, così insegnavano Charles Darwin e i suoi discepoli per numerosi decenni…del resto nessuno può negare che ‘l’uomo è nettamente più evoluto della donna’ (2) e che gli indigeni di questo o quel continente, ‘già meno intelligenti dei cani’ (3), rappresentano ‘un anello di congiunzione fra l’Uomo e la Scimmia’ (4).
Una teoria infatti, quella evoluzionista, che da subito calzò a pennello con l’imperialismo inglese e la sottomissione dei nativi, con la società e l’economia anglosassone, con il Malthusianesimo e, come già accennato, con la montante impostazione materialista delle alte società europee, soprattutto francese e di matrice protestante.
A tali perfette tempeste non bisogna rinunciarvi, così, insieme ad altre numerose e subdole strategie, inventarono gli ominidi, questa sorta di scimmie umanoidi o uomini scimmieschi che ancora popolano manuali, documentari e musei, ma non hanno mai vissuto nella storia reale.
Se ne faccia una ragione la quadrupede Lucy (5) e compagni, tutti i reperti paleontologici appartengono a scimmie o a uomini di differente etnia/razza…creature ormai estinte, ma solo Primati non umani o Uomini al 100% (6) .
Del resto esistono ancora oggi etnie/razze di autentici uomini; poniamo accanto le foto di un aborigeno australiano e di un caucasico, oppure quelle di un nero africano e di un eschimese, di un pigmeo e di un pellerossa, non troveremo delle differenze? Ovviamente si, non di rado più rilevanti di quelle esistenti fra i protagonisti delle ipotetiche linee evolutive umane.
Allora perché i graffiti e simili testimonianze presenti in certe caverne? Possiamo pensare a decine di circostanze che spingerebbero gruppi di uomini ad abitare in grotte e caverne per molto tempo e chiunque di noi, con mezzi ora giudicati ‘di fortuna’, non riuscirebbe a disegnare meglio, mentre molti farebbero peggio anche con strumenti ben più raffinati.
Inoltre dovrebbe destare non poche riflessioni il fatto che gli stessi aborigeni australiani, sino all’arrivo degli europei, non conoscevano l’agricoltura - quelli insediati nel deserto di Gibson non utilizzano recipienti per contenere l’acqua, ma la prelevano direttamente da pozzi e stagni - gli indigeni della Tasmania, oggi estinti, utilizzavano come protezione dalle intemperie delle semplici pareti di foglie (7) – gli Uros del Lago Titicaca sono stabiliti in minute isole galleggianti realizzate grazie alla Totora, una pianta che gli indigeni utilizzano anche per costruire capanne, imbarcazioni e altri oggetti.
Semplici esempi di vita assolutamente primitiva, ma certamente umana nel pieno dell’era contemporanea. Un’evidenza che ricorda le numerose, profonde e per gli evoluzionisti imbarazzanti similitudini fra le ossa dei cosiddetti ominidi e quelle degli incravattati bipedi di nostra conoscenza.
Recentemente persino Scientific American ha dovuto ammettere che i soggetti appartenenti all’ Uomo di Neanderthal e le modelle che sfilano nelle passerelle di Milano appartengono alla medesima specie (8), attestando anch’essa la caduta del celeberrimo personaggio, indimenticabile eroe della nostra metamorfosi.
Nulla di nuovo sotto il sole; già nel XIX secolo numerosi scienziati ridicolizzarono la portata scientifica degli anelli di transizione più o meno depilati da quei paleontologi innamorati della nuova teoria, ma soprattutto, affermano vari storici, delle nuove cattedre universitarie a loro appositamente riservate (9).
Persino Alfred Wallace, il primo ideatore del Darwinismo, criticò apertamente le suggestioni antropologiche del più celebre collega, tanto che questi, consapevole che il suo sistema teorico era “ipotetico in modo angosciante” (10), gli esternò la propria ansia: “Spero che non abbiate del tutto assassinato la vostra e mia creatura” (11).
Non si preoccupi caro Darwin, la sua creatura è ancora viva, come sempre sostenuta da una costellazione di falsificazioni e censure, a dire il vero, per chi vuole approfondire la tematica, non così difficili da svelare. Ad esempio è piuttosto noto che Henry Gee, celeberrimo divulgatore evoluzionista, ha tranquillamente ammesso che ogni linea evolutiva è equiparabile a delle favole della buona notte (12) - mentre Richard Lewontin, uno dei più famosi genetisti evoluzionisti, affermò che “nessuna specie fossile di ominide può essere stabilita come nostro diretto antenato” (13)– e dal canto suo Richard Leakey, da molti considerato il più importante paleoantropologo della storia, oltre a denunciare la frode del fossile ‘Lucy’, paragonò il percorso evolutivo umano ad un gigantesco punto interrogativo” (14).
La maggioranza della comunità scientifica è infatti ben conscia che “i criteri di classificazione riflettono necessariamente i modelli che i paleontologi desiderano provare” (15 - A.C. Wilson e R.L. Cann, scienziati evoluzionisti) – così come è consapevole della falsità dell’evoluzionismo, è consapevole che in realtà - come afferma sostanzialmente la legge dell’entropia, la storia della vita e l’evidenza quotidiana – tutto è in continua involuzione, degradazione.
Nel mio semplice ma voluminoso libro ho esposto questa e altre dinamiche (16), anche avvalendomi dei contributi dell’esimio Fred Hoyle (17) e di John Sanford, uno dei più famosi genetisti contemporanei, il cui lavoro (18) - essendo incontestabile e scientificamente attestato - è censurato dalla divulgazione dominante con raffinata costanza.
Una divulgazione colta in premeditata fallacia nelle oltre 300 pagine dell’opera di Jerry Bergman (19), elencante le numerose imprese di ‘Pinocchio l’evoluzionista’, capaci di frequentare assiduamente, come ormai ammettono vari filo-darwinisti, anche molteplici testi universitari (20).
Forse il record dello scandalo lo raggiunsero nella prima metà del XX secolo, quando venne ripetutamente esposto, non solo nello zoo di New York dove lo costrinsero a vivere insieme ai Primati, un congolese evidentemente umano, indicato all’Universo-Mondo come innegabile anello di congiunzione fra l’Uomo e la Scimmia (21).
E non imparano certo, anche perché l’imperatore, nudo e infreddolito, non può far altro che continuare la parata. Del resto lor signori sono ben sicuri che i bambini, quelli che gridano la sua disarmante condizione, prestigiose carriere universitarie e mediatiche non le faranno di certo.
Così, pochi anni or sono, i professionisti di New York hanno voluto ribadire di quale onestà intellettuale è intessuta la loro scuola culturale, scrivendo scimmiesche fantasie in una targa espositiva del Museo di Storia Naturale, riportante che la base della nostra colonna vertebrale è inerte, semplice vestigia di una coda animale /22).
Meglio l’India, non unica nazione che in questi ultimi anni ha abbandonato l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole. Si è stancata di Charles Darwin come un preadolescente si stanca di Babbo Natale; con tutto il rispetto s’intende, a dicembre il caro Babbo almeno qualche promessa la mantiene, Darwin invece non ne ha azzeccata una (23), un giocatore che non tocca palla ma rimane in campo perché è figlio del proprietario della squadra, figlio (e padre) della nostra recente impostazione culturale, così affezionata a Cita che diventa Tarzan, così votata ad annientare la propria civiltà.
Di Christian Peluffo
25.09.2025
Christian Peluffo, dottore in Scienze Naturali, guida naturalistica e saggista. Autore del volume “Einstein non credeva a Darwin” (Arianna Editrice, 2022).
NOTE
1 Inventato è anche, e soprattutto, il concetto stesso di ‘ominide’.
2 ”Si crede generalmente che la donna superi l’uomo nell’imitazione, nel rapido apprendimento e forse nell’intuizione, ma almeno alcune di tali facoltà sono caratteristiche delle razze inferiori e quindi di un più basso e ormai tramontato grado di civiltà. La distinzione principale nei poteri mentali dei due sessi è costituita dal fatto che l’uomo giunge più avanti della donna, qualunque azione intraprenda, sia che essa richieda un pensiero profondo, o ragione, immaginazione, o semplicemente l’uso delle mani e dei sensi”.
Charles Darwin, L’evoluzione - L’origine delle specie, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, I fondamenti dell’origine delle specie, Autobiografia, Newton Compton, Roma 1994, 936. Vedi anche Charles Darwin, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale, Newton Compton, Roma 2006, 424.
3 Questa e simili dichiarazioni sono raccolte nel volume del celebre sociologo Rodney Stark, La scoperta di Dio, Lindau, Torino 2008, 43;45.
4 “In un futuro non molto distante, con il metro dei secoli, le razze umane civilizzate quasi certamente stermineranno e rimpiazzeranno le razze selvagge della terra [...] La distanza tra l’uomo ed i suoi simili più vicini sarà allora più grande, perché sarà quella tra l’uomo civilizzato e qualche scimmia così bassa come per esempio il babbuino, anziché come è ora tra il negro o l’australiano ed il gorilla”..
Charles Darwin, The Descent of Man, 2a edizione, A.L. Burt Co., New York 1874, 178. In Mihael Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole, Gribaudi Editore, Milano 2009, 161.
5 E’ attestato da vari scienziati evoluzionisti che Lucy camminava sempre su quattro zampe, ma anche non considerando questo fatto, anche tacitando le accuse (persino inoltrate da filo-darwinisti) di ‘fossile artificialmente formato da ossa di almeno due animali’, bisogna ricordare che nel 2017 vennero trovate a Creta delle orme fossili del tutto bipedi, alquanto più vecchie di Lucy; scoperta che la pone in fuorigioco cronologico nella sua pretesa di rappresentare un anello di transizione.
Qui sarebbe opportuno aprire un immenso capitolo sulle datazioni, sulla loro supposta affidabilità e soprattutto su come vengano accettate e divulgate solo quelle compiacenti con certe teorie. In ogni caso, da qualsiasi lato si guardi, anche la Paleontologia confuta ogni immaginazione evoluzionista.
6 Gli stessi evoluzionisti ammettono che sono immensamente più numerose le specie (animali, vegetali, fungine...) estinte rispetto a quelle attuali e che ad oggi esistono circa 700 specie e sottospecie di Primati.
Dunque è alquanto sospetto che varie volte, quando i paleontologi scoprono fossili di Primati non conformi alle aspettative, fatichino a considerarli testimonianze ‘stabili’ di specie o sottospecie o razze sconosciute e ormai estinte, ma tendano ad invocare probabili anelli di transizione verso l’Uomo...capaci, ovviamente, di costituire un prezioso trampolino per prestigiose cattedre universitarie e lauti stipendi.
7 Cfr. J. Flori & H. Rasolofomasoandro, Creazione o evoluzione?, Edizioni ADV, Impruneta 2005, 289.
8 Cfr. Michael Shermer, Our Neandertal Brethren; Why They Were Not a Separate Species. Genome sequencing has revealed our common humanity - www.scientificamerican.com
9 Non è un mistero che da subito vennero alquanto favoriti gli scienziati che credevano (o facevano finta di credere) alla teoria di Darwin. La stessa celeberrima rivista Naturevenne fondata nel 1869 per sostenere, con i soliti mezzi, le idee del naturalista. Personaggi alquanto influenti come Joseph D. Hooker, Thomas Huxley, Herbert Spencer (ecc.) si organizzarono perché, ad iniziare dall’Inghilterra, le alte società del mondo occidentale accettassero la nuova teoria.
10 “La mia teoria è ipotetica in modo angosciante”. Charles Darwin to Asa Gray, November 29, 1859, citato in F. Darwin & A.C Seward, More Letters of Charles Darwin, London 1903, 1, 126. In M. Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole, Gribaudi Editore, Milano 2009, 165.
11 In F. Focher, L’uomo che gettò nel panico Darwin, Bollati Boringhieri, Torino 2006, 175.
12 “Prendere una linea di fossili e pretendere che rappresenti una linea di discendenza non è un’ipotesi scientifica che può essere testata, ma un’asserzione che ha la stessa validità delle favole della buona notte: divertente, forse istruttiva, ma non scientifica”.
Henry Gee, In Search of Deep Time: Beyond the Fossil Record to a New History of Life, The Free Press, New York 1999, 32, 113-117. In J. Wells, Le balle di Darwin, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2009, 30.
13 Richard C. Lewontin, Human Diversity, Scientific American Library, New York 1995, 163. In J. Bergman, Evolution’s blunders, frauds and forgeries, Creation Book Publishers, Powder Springs 2018, 44.
14 Cfr. I disegni immaginari e i pupazzi nei musei che dimostrerebbero l’evoluzione dell’uomo…- www.youtube.com - ultima consultazione 11-09-2025.
15 A. C. Wilson & R. L. Cann, Origen africano reciente de los humanos, ‘Investigación y Ciencia’, giugno 1992, 8-13. In J. Flori & H. Rasolofomasoandro, Creazione o evoluzione?, cit., 99.
16 Christian Peluffo, Einstein cancella Darwin. L’evidente falsità dell’evoluzionismo, Youcanprint, Lecce 2025.
17 “Il processo di invecchiamento, infatti, dimostra che le dichiarazioni che spesso si sentono, nel senso che la teoria di Darwin è così evidente come il fatto che la Terra gira attorno al Sole, o sono espressioni di una ingenuità quasi incredibile, oppure sono degli inganni [...] con tante prove così evidenti di senescenza nel mondo intorno a noi, sembra ancora incredibile che tanta gente pensi che sia ‘ovvio’ che il sistema biologico nel suo insieme possa dirigersi nella direzione opposta”. Fred Hoyle, Mathematics of Evolution, Acorn Enterprises LLC, Memphis, TN, 1999. In J.C. Sanford, Entropia genetica, vedi nota successiva, 205.
18 John Sanford, Entropia genetica, Edizione AISO, Cinisello Balsamo 2017. Il genoma umano è in rapida involuzione; tale realtà è ammessa dalla comunità internazionale dei genetisti.
L’aumento dell’età media dell’Uomo contemporaneo riguarda (quasi) esclusivamente l’Uomo del cosiddetto ‘primo mondo’ odierno, protagonista di una vita quotidiana fisicamente assai meno usurante rispetto a quella dei nostri antenati. Soprattutto sono gli sbalorditivi progressi della Chirurgia, dell’Igiene, della generale Medicina a determinare tale incremento, che rimane tuttavia ben più risicato di quanto molte persone credono. Se paragonassimo le età di numerosi filosofi greci e romani, protagonisti di un quotidiano relativamente ‘comodo’, con quelle degli abitanti di molteplici nazioni del terzo e del quarto mondo odierno, assisteremmo a delle riduzioni della vita media.
19 Jerry Bergman, Blunders, frauds and forgeries, Creation Book Publishers, Powder Springs 2018. Le numerose falsità indicate nel volume sono ormai ammesse da molti evoluzionisti.
20 Sebbene fosse denigrata da vari ricercatori, nelle nazioni più sviluppate la cosiddetta Teoria della Ricapitolazione (o Legge Biogenetica Fondamentale) è stata divulgata come fosse scaturita da un’evidenza scientifica, ampiamente insegnata persino nelle università almeno sino al 1997, quando le foto degli embrioni umani vivi hanno infine testimoniato la sua fallacia.
Ricordo che tale prospettiva embriologica si poggiava su dei disegni sostanzialmente falsificati, opera di Ernst Haeckel e datati al 1868. Ricordo ancora che Charles Darwin sosteneva che proprio ‘i fatti dell’embriologia’ costituissero la principale prova a favore della sua teoria…ora si comprende perché, per circa 130 anni, la divulgazione è stata protagonista di quel vergognoso falso scientifico. Si potrebbero citare molti altri esempi del genere.
.21 Cfr. C. Peluffo, Einstein cancella Darwin, cit., 365-366. E’ la storia di Ota Benga, purtroppo morto suicida nel 1916.
22Keaton Halley, Il Museo di Storia Naturale di New York inganna il pubblico- antidarwin.wordpress.com - ultima consultazione 11-09-2025
Sebbene non fondamentali, le ossa terminali della colonna vertebrale posseggono più di una funzione, non a caso sono collegate a muscoli e tendini. Inoltre il coccige delle donne è più flessibile e meno curvato rispetto a quello degli uomini, al fine di favorire il parto.
23 Dalla previsione sui fossili di transizione alle considerazioni embriologiche - dalla storia della vita (gremita di estinzioni di specie e non certo di evoluzioni/perfezionamenti) alla scoperta delle ‘complessità irriducibili’ - Charles Darwin ha collezionato una serie di previsioni fallaci. Persino il concetto di ‘selezione naturale’, costituente il tratto più originale della sua prospettiva, è stato quasi sicuramente plagiato dai lavori di Edward Blyth, datati agli anni ’30 del XIX secolo.
Addirittura la sua intuizione sui famosi Fringuelli delle Galapagos è tutta da riscrivere: “Il giovane Darwin non poté ipotizzare subito la discendenza dei diversi Fringuelli da una specie fondatrice, perché nemmeno s’accorse della loro parentela, della loro appartenenza ad un ristretto gruppo sistematico. Quest’ultima rivelazione gli giunse magari improvvisa, ma non romanticamente condotta dal divagare del suo pensiero innanzi all’oceano, bensì successiva, grazie all’ornitologo inglese John Gould (1804-1881), celebre ma non abbastanza per intaccare la mitologia darwinista”. C. Peluffo, Einstein cancella Darwin, cit., 57.
BrunoWald 26 settembre 2025
Ogni potere ha bisogno di una ideologia che lo legittimi.
L'evoluzionismo legittimava i pirati inglesi e gli usurai della City, loro padroni. Ai tempi di Darwin, la mafia khazara si apprestava a lanciarsi alla conquista del mondo attraverso il suo braccio operativo, l'impero britannico. La predazione del pianeta, accompagnata dalla sparizione di intere culture, altro non era che la sopravvivenza del più adatto.
Ampliando il discorso, ogni società ha bisogno di un mito fondativo che spieghi l'universo e conferisca un senso alla vita umana. Nelle civiltà tradizionali, il mito si radica nella sfera del Sacro: un Principio Divino è all’Origine della Manifestazione, e dei principi (Dharma) che la reggono.
Ma il totalitarismo del mercato non può tollerare l’esistenza di una sfera sacrale che limiti la sua azione nichilista: la totalità dell’Essere va profanata, ossia ridotta a merce. Di qui l’esigenza di trovare un mito fondativo che prescinda da un’Origine divina: et voilà, l’evoluzionismo!
Per questo una teoria mai dimostrata viene venduta al volgo come un dogma, attorno al quale le consorterie accademiche (finanziate dai soliti noti) continuano a fare quadrato.
absitiniuriaverbis 26 settembre 2025
...ho letto ora il tuo ed aggiungo a quanto ho già commentato il perché li chiamava 'bugiardi': perché mentivano sapendo di mentire (strumentalizzati).
E questo combina con la tua ipotesi
Scalca 26 settembre 2025
Sottoscrivo la tua asserzione: ogni dominio necessita di una ideologia che lo legittima.
Questo è un bel problema, nel senso che siamo passati da dio al caso senza una possibilitá laica di attesa di conoscere meglio.
Dovremmo forse accettare di accettare sempre il metodo scientifico, ma ongi dominio è eminente e sovrano, altrimenti non sarebbe tale, cioè non può ammettere un principio fuori dalla propria portata di manipolazione.
Altra domanda è: ma perchè abbiamo bisogno assolutamente di un principio trascendente (teologico o ideologico) se giá in noi e fra di noi abbiamo la riduzione del tutto e abbiamo gli elementi su cui lavorare, che sono in noi e fra di noi?
Non che non si debba speculate e conoscere ciò che ci trascende, ma per quel che riguarda i problemi di convivenza fra noi e fra noi e il mondo non vi asterebbero gli elementi immanenti?
Non ho una risposta bella tonda, pronta e perfetta
Martin 26 settembre 2025
Non c'è nessuna prova nè di una e nè dell'altra, quindi siamo, appunto, sul fronte della concezione del mondo e delle diverse visioni.
Personalmente, sono convinto che chi più è andato vicino alla verità - anche per quanto attiene alla concezione del mondo - è il filosofo tedesco Martin Heidegger. Ancora non si riesce a trovare un post heideggeriano all'altezza.