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A Roma viene imbrattata la sinagoga maggiore. Non si conoscono i nomi ed i cognomi degli autori, ma si sa già chi è stato: gli antisemiti.
SOLITA STORIA
Di solito ripetere giova (repetita juvant), ma certi concetti sono rimangono difficili da infilare nelle teste: forse ciò è dovuto allo schermo elettromagnetico di certe kippah. Insomma certi sionisti con la kippah creano una sorta di gabbia di Faraday e così non passa niente. É una questione elettromagnetica, mica di buona volontà.
Per taluni è difficile far capire che una cosa è l’Ebraismo ed un altra è il sionismo, ma è sempre la stessa storia: facendo le vittime si guadagna sempre (e molto ).
Per il sionista indossare l’abito dell’ebreo osservante è molto comodo: consente di poter gradare: “aiuto! antisemitismo! aiuto!“. In questa maniera il mondo è sempre obbligato a proteggere il sionista, anche quando commette crimini.
LE SCRITTE
Sempre i soliti ignoti: comunque propal, novax, centrosocialisti, gommisti e pompisti, avrebbero scritto cose orribili su un muro e oltraggiato una targa a memoria di un bimbo (vittima di un lontano attentato).
Che i criminali imbrattatori fossero anche dei novax lo si è capito subito guardando i filmati delle telecamere: nessun degli individui emetteva la leggera fosforescenza tipica del siero mRNA, ergo: non erano vaccinati!
Questo è il risultato del misfatto:
A prima vista potrebbero essere delle scritte “cretine” sui muri, del tipo “Camilla mi manchi” oppure “abbasso Inter“, però con la giusta attenzione una qualsiasi mente elevata può cogliere in quei segni, la mente assassina mai sazia di sangue ebreo.
Ovviamente non è da tutti capire queste cose, ci vogliono doti che sono precluse a molti.
Hanno capito subito al volo il pericolo antisemita:
- Giorgia Meloni, è andata direttamente ala sinagoga, facendo bella mostra di tailleur tardo masoretico e sentenziando: “Io sono venuta qui a dire che difenderemo questi cittadini e li difenderemo da ogni forma di antisemitismo vecchia e nuova“
- Daniela Fumarola (CISL): >.
- Ambasciatore Jonathan Peled Condanno con assoluta fermezza il vile attacco alla sinagoga di Monteverde e alla targa in ricordo del piccolo Stefano Gaj Tachè, vittima innocente del terrorismo palestinese. Quanto accaduto dimostra nuovamente la natura antisemita e violenta delle manifestazioni propal e il loro totale disprezzo per i valori democratici e la convivenza civile.
- Antonio Tajani: “Condanno con forza la profanazione della sinagoga nel quartiere Monteverde a Roma. Imbrattata la targa dedicata a Stefano Gaj Taché, ucciso in un attentato terroristico nella Sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982. Ho telefonato a Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica della Capitale, per esprimere la mia solidarietà. Contro ogni fantasma del passato, basta antisemitismo, basta odio.“
- Pina Picierno: “Condanno il vile atto contro la sinagoga di Monteverde a Roma, dove è stata imbrattata la targa dedicata a Stefano Gaj Taché, il bambino ucciso nell’attentato ad opera di terroristi palestinesi al Tempio Maggiore nel 1982. Sono vicina alla Comunità ebraica di Roma e alla famiglia Gaj Taché, ancora una volta colpita da gesti vigliacchi che offendono la memoria di tutte e tutti noi. Occorre una risposta ferma e decisa contro l’antisemitismo sistemico che riemerge continuamente per le strade, nelle piazze nel nostro dibattito pubblico.”
- Guido Crosetto: “Esprimo la mia più sincera solidarietà alla Comunità Ebraica di Roma per il vergognoso atto vandalico contro la Sinagoga di Monteverde. Imbrattare una targa dedicata ad un bambino, che all’età di due anni fu vittima del terrorismo, significa voler alimentare l’odio e riaprire ferite profonde della nostra storia. Ferma condanna per ogni forma di odio e intolleranza“.
- Nicola Porro: “Questa volta non ci sono scuse, continua l’escalation di odio contro gli ebrei dei ProPal“
La lista di solidarietà alle vittime della strage dello spray nero (non urticante) è lunga, ma ho preferito riportare i pensieri dei più dotati ed illuminati.
Purtroppo in molti sentono la mancanza del supporto di Milei, MotoSegaMan, ma sarà per la prossima volta, per il momento lo ricordiamo così:
SCRITTE INNOCUE
I soliti complottisti avevano immaginato che questa fosse una scritta inneggiante all’odio, all’odio non-razziale (cioè l’odio per chi non è della migliore razza):
il commento non è mio, ma di un cultore della materia. Anche i più sciocchi capiscono che dire “rischi la vita” non è una minaccia di morte, ma è una innocua figura retorica.
Per esempio, quando Gabriele Rubini, detto anche “chef Rubio”, viene malmenato, si trattò di una rappresentazione dinamica di figura metaforica.
In quel caso Rubio venne “attenzionato” anche dai “servizi” perchè fu tracciato ed intercettato, cosa che anche ai comuni balordi è negata. Però tutti notammo (era il maggio 2024) che nessuno aveva mosso una parola contro questa aggressione, tanto che molti pensarono che Rubio si fosse fatto male cadendo per le scale (bagnate, ovvio).
Chiaramente l’aggressione a Rubio finirà nel dimenticatoio e nell’archiviazione, però le denunce per “odiorazziale” contro di lui continueranno, chissà come mai.
PER ESSER CHIARI
Quando la confusione è troppa è meglio essere più chiari: imbrattare è sbagliato, ma è sbagliato solo quando tutto è giusto. Però se il “padrone” comanda il servo…
01.12.2025
mago 3 dicembre 2025
imbrattano sinagoghe e fanno a gara per mandare la loro vicinanza e la l loro solidarieta,ne fanno di ogni contro le chiese Cattoliche in Italia e tutti muti,sono personaggi slegati dalla realta` e dal popolo.
ric 3 dicembre 2025
------------------------------ quando mai il Vaticano dira' qualcosa sui suoi fratelle maggiori ?
mago 3 dicembre 2025
mai, anche Prevost in Libano quando un notabile le ha sganciato il siluro impassibile di fronte al dramma.