LA SOTTILE LINEA ROSSA TRA CELODURISMO E GUERRA APERTA

LA SOTTILE LINEA ROSSA TRA CELODURISMO E GUERRA APERTA

Di Enrico Tomaselli, giubberossenews.it

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’attacco iraniano di ieri non apre una fase di guerra aperta tra Teheran e Tel Aviv. Nonostante tutto, siamo ancora nella fase della deterrenza – o, se si preferisce, del celodurismo.
Indiscutibilmente, e non poteva essere altrimenti, la rappresaglia iraniana è stata su una scala ben maggiore rispetto a quella dello scorso aprile, ed aveva chiaramente lo scopo – ancora una volta – di inviare un messaggio ad Israele ed agli USA; messaggio sia sulla determinazione iraniana a non farsi intimidire, sia sulla propria capacità di risposta militare.
Con l’attacco di ieri, assai spettacolare, l’Iran ha quindi spostato un po’ l’asticella. Non c’è stato il largo preavviso della volta precedente, non c’è stato uso di droni (molto più lenti), la quantità di missili (quasi tutti balistici) è stata significativamente maggiore.

Altri elementi degni di nota dell’operazione sono stati: l’attacco più massiccio ad almeno 4 aeroporti (Tel Nof, Netzarim, Hatzerim, Lod), che rappresentano l’infrastruttura necessaria per l’aviazione – cioè lo strumento con cui maggiormente si manifesta la supremazia militare israeliana; la scelta di bersagli esclusivamente militari (l’occidente è risucchiato nel proprio ombelico, ma il resto del mondo vede la differenza con quanto fa Israele a Gaza ed in Libano); la correlazione diretta tra bersagli e causale (aeroporto Netzarim, sede del Mossad e dell’unità 8200). E, ancora una volta, l’aver utilizzato solo una parte, e non la più avanzata, del proprio arsenale.

Al tempo stesso, non può sfuggire il fatto che ben tre degli obiettivi più rilevanti (Netzarim, Mossad, 8200) siano stati evacuati qualche ora prima, il che – al di là di una certa prevedibilità, e delle capacità d’intelligence – fa sospettare che qualcosa sia stato fatto volutamente filtrare, per ridurre al minimo il numero delle vittime.

Il segnale inequivocabile che, in ogni caso, si sia trattato di un avvertimento, e non dell’avvio di una guerra, sta precisamente nel fatto che l’operazione si è conclusa nel giro di un paio d’ore. Se fossimo stati dinanzi all’inizio di un conflitto, l’attacco sarebbe andato avanti per tutta la notte, e sarebbe ancora in corso, poiché Teheran avrebbe cercato di sfruttare al massimo l’impatto del primo colpo. E, ovviamente, l’estensione e l’intensità dell’attacco sarebbe stata assai maggiore.

Ma, esattamente come accade quando si affrontano due individui che vogliono affermare la propria supremazia l’uno sull’altro, il problema è capire a che punto uno dei due cederà. E naturalmente, poiché qui siamo in presenza di due nazioni – oltre che di ben altri attori che le sostengono – la faccenda è assai più complicata. Oltretutto, è abbastanza evidente che ad essere in gioco è sempre meno il mero rapporto di forze, e sempre più la stessa reciproca esistenza. In questo caso, diventa fondamentale il ruolo di chi può agire se non proprio da mediatore quanto meno da moderatore.

È abbastanza chiaro che, dopo la rappresaglia iraniana per l’attacco israeliano al consolato in Damasco, a convincere Netanyahu a non rispondere a sua volta sono stati gli USA. Ma Washington non ha alcuna prospettiva strategica che preveda la moderazione, si tratta sempre e soltanto di scelte tattiche, opportunistiche. Ed in questa fase non sono particolarmente interessati a farsi coinvolgere in un conflitto mediorientale, le cui conseguenze, oltretutto, sono molto più imprevedibili di quelle del conflitto ucraino.

Al tempo stesso, però, e proprio come in Ucraina, gli Stati Uniti cercano di applicare la strategia della rana bollita, alzando la temperatura un po’ alla volta. Per quanto le situazioni siano ovviamente diverse, sotto molti punti di vista, da quello di Washington gli israeliani sono i propri proxy in Medio Oriente, esattamente come gli ucraini lo sono ai confini russi. Quindi massimo sostegno, se questo serve a logorare l’Iran ed i suoi alleati regionali, e ad innervosire la Russia…, ma la soglia (al momento) invalicabile è che la faccenda deve andare avanti senza che l’U.S. Army debba mettere gli scarponi sul terreno. Anzi, poiché nella regione ne ha già abbondantemente, senza che questi corrano rischi significativi di un massiccio rientro in patria all’interno di sacchi neri.

La questione, quindi (assolutamente dinamica, per niente determinata da prevedibili automatismi), è capire se c’è, e dove si colloca, un punto accettabile al di qua del confine che separa il confronto tra deterrenze e guerra aperta.
In questo momento, la palla è nel campo israelo-americano. E, fondamentalmente, la scelta è tra una replica diretta ed una indiretta.

Se gli USA, insieme ad Israele (e ad altri disposti a seguirli nell’avventura), decidono che vale la pena di alzare ulteriormente la temperatura, convinti che a questo giro sarà l’Iran ad abbozzare (o che comunque il prezzo da pagare sarà accettabile), vedremo una risposta che colpisca direttamente l’Iran. E che, a sua volta, potrà essere diversamente declinata, dall’attacco a qualche base militare secondaria a quello ad impianti di stoccaggio petrolifero, dall’affondamento di qualche nave iraniana ad un attacco su centri di alto valore simbolico, etc. Tenendo comunque presenta la variabile (impazzita) israeliana, che tende comunque a forzare la mano, e quanto più gli USA saranno esposti e coinvolti, tanto più sarà possibile che lo facciano.

Se invece la valutazione sarà che i rischi superino i possibili vantaggi, la replica colpirà interessi iraniani (e dei suoi alleati) fuori dal territorio iraniano; in Siria soprattutto, ma anche in Iraq, in Yemen, in Libano.
Tutto ciò rientra comunque, da ambo le parti, in quello che potremmo considerare un wargame, ma non ancora una guerra.
Guerra che peraltro è già in atto con altri attori, sia pure parzialmente in modo asimmetrico.
Perché il contesto generale rimane il medesimo, ed è sempre opportuno richiamarlo alla memoria.

Israele è in guerra con la Resistenza palestinese da un anno. Un anno durante il quale ha distrutto tutto quanto c’era nella Striscia di Gaza, facendo decine e decine di migliaia di vittime civili, ma senza minimamente venire a capo delle formazioni combattenti palestinesi.

Israele subisce sporadici attacchi dall’Iraq e dallo Yemen, mentre questo ha messo in crisi la sua economia (e non solo la sua) con il blocco navale del Golfo di Aden. Né gli attacchi israeliani, né l’intervento della coalizione aero-navale a guida statunitense, sono stati minimamente in grado di risolvere il problema.

Israele affronta da un anno una guerra di frontiera con Hezbollah, che oltre alle perdite belliche – in termini di infrastrutture, mezzi e personale militare – ha determinato l’evacuazione di un’ampia fascia a nord del paese, con gravi conseguenze sociali ed economiche. Dopo dodici mesi di scambi di colpi – durante i quali la quantità di attacchi israeliani è stata enormemente superiore a quelli provenienti dal Libano – senza riuscire a modificare gli equilibri, Tel Aviv ha provato massicciamente la carta del terrorismo – un po’ confidando nell’effetto intimidatorio, un po’ nella provocazione all’Iran, un po’ nella effettiva capacità di ridurre per questa via l’operatività dell’Asse della Resistenza. Da ultimo, sta provando ad avere ragione di Hezbollah usando la medesima strategia usata contro la Resistenza palestinese – nonostante lì abbia chiaramente fallito: massicci e violenti bombardamenti aerei [1]. Ad ora, anche se sembra avvicinarsi sempre più, l’invasione di terra tarda ad arrivare, segno evidente che lo stato maggiore israeliano è ben consapevole degli enormi rischi che comporta.

Richiamare alla memoria il quadro generale del conflitto, quindi, serve a ricollocare opportunamente in esso tutti gli avvenimenti, anche quando la loro spettacolarità e/o drammaticità tendono a farci scivolare verso l’emotività piuttosto che verso la razionalità.

Nella sua essenza, è questo il baricentro di tutto: Israele sta affrontando la guerra più lunga della sua storia, senza avere alcuna realistica speranza di vincerla, e pertanto trovandosi nella condizione di poter scommettere soltanto sull’espansione del conflitto. Ma il passaggio da un conflitto regionale ad uno globale, attraverso il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, non solo è estremamente difficile – per le suddette ragioni, Washington non lo vuole – ma peraltro non è affatto garanzia di vittoria. Anche perché, ovviamente, se si globalizza coinvolgerà inevitabilmente Russia e Cina (la prima già presente militarmente nella regione), che hanno nell’Iran un partner strategico ed irrinunciabile. Non solo, infatti, salterebbero completamente i piani di sviluppo della Via della Seta ma, almeno per quanto riguarda Mosca, un’eventuale sconfitta dell’Iran porterebbe conseguentemente alla caduta della Siria di Assad, e quindi a perdere la base navale strategica di Tartus [2] – unico approdo sicuro della flotta russa nel Mediterraneo. Tutti elementi che fanno dell’Iran un elemento irrinunciabile per le strategie geopolitiche di Mosca e Pechino.

Difficile pensare che Washington decida di giocarsi il tutto per tutto qui ed ora. Come sempre, quindi, cercherà di massimizzare il danno per il nemico, e minimizzare quelli per sé ed i suoi proxy, senza avvicinarsi troppo alla sottile linea rossa che separa tutto questo dalla guerra cinetica.

Di Enrico Tomaselli, giubberossenews.it

02.10.2024

NOTE


1 – Vale la pena di sottolineare come l’aviazione costituisca la chiave di volta delle strategie israeliane (in effetti, anche di quelle NATO), ma al tempo stesso ne sia il maggior punto debole. Molto probabilmente, quando Teheran afferma di aver distrutto a terra 20 caccia F-35 ed alcuni F-15, si tratta di una stima ottimistica – e propagandistica – degli effetti dei propri attacchi. Ma è abbastanza evidente che colpire gli aeroporti non è semplicemente la risposta diretta agli omicidi terroristici portati a termine dall’aviazione israeliana, ma anche andare ad incidere sulla capacità operativa (offensiva e difensiva) delle forze armate di Tel Aviv. Israele, ricordiamolo, è un paese piccolo (poco meno della Lombardia), con un numero limitato di aeroporti civili e militari. Distruggerne o danneggiarne gravemente le infrastrutture non è poi così difficile, anche alla luce del fatto che le difese anti-missile sono chiaramente saturabili e superabili. Privare Israele della sua aviazione equivarrebbe a metterlo in brache di tela.

2 – Ricordiamo, a tal proposito, che sinora è esistito un agreement di fatto tra Russia ed Israele, in base al quale ogni qualvolta l’aviazione israeliana si apprestava ad effettuare una incursione in territorio siriano, il locale comando russo veniva preavvertito per evitare incidenti. E infatti la contraerea russa non si è mai attivata per intercettare i caccia con la stella di david. Sino a che, pochi giorni fa, questi non hanno cercato di colpire obiettivi vicini a Tartus. In quel caso, tutti i missili lanciati dai caccia israeliani sono stati abbattuti dai russi. Un modo inequivocabile per marcare il territorio.

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Fonte: https://giubberossenews.it/2024/10/02/la-sottile-linea-rossa-tra-celodurismo-e-guerra-aperta/

Commenti (42)

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    1. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Leggo oggi due notizie che vi riporto senza commenti:

      In un incontro a Doha, i rappresentanti di Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait hanno assicurato all'Iran l'assoluta neutralità degli Stati del Golfo nel conflitto in corso e che non permetteranno agli Stati Uniti di usare le loro basi aeree contro l'Iran.
      - Reuters
      Il Ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita: "Siamo disposti a mettere da parte tutte le nostre divergenze con l'Iran e a proseguire su un percorso di amicizia buona e duratura"

      CONFERMATO: Israele ha effettuato attacchi aerei contro i sistemi AD russi e siriani attorno alla base aerea di Hmeimim e un deposito di munizioni non identificato a Jableh (pare che si tratti di un deposito di munizioni Russo)
      @Middle_East_Spectator

    2. Cleon XIII 4 ottobre 2024

      Che io ricordi, mai sentite dichiarazioni più nette da parte dell'Arabia Saudita. Non mi fiderei neanche un po', però è un fatto.
      Altra cosa, i Russi si stanno innervosendo non poco: dichiarazioni durissime e razzi contro gli aerei israeliani.

    1. BrunoWald 3 ottobre 2024

      "...non può sfuggire il fatto che ben tre degli obiettivi più rilevanti (...) siano stati evacuati qualche ora prima, il che (...) fa sospettare che qualcosa sia stato fatto volutamente filtrare, per ridurre al minimo il numero delle vittime."

      Ovvero, attacchi un'entità terrorista sanguinaria, che ha distrutto un quartiere di Beirut per uccidere Nasrallah, che ti ha bombardato un consolato, che commette attentati sul tuo territorio, che ha spianato Gaza provocando decine di migliaia di morti, e infligge a milioni di persone un incubo di fame e terrore, e tu ti preoccupi di ridurre al minimo le vittime?

      Ma va là...

      E non mi riferisco agli iraniani, che evidentemente hanno i loro motivi e giocano una partita complessa insieme ad altri attori, palesi e non. Mi riferisco a coloro che si bevono simili storie.

    2. Arian Van Heisen 3 ottobre 2024

      Esatto, il problema è Putin , è troppo condizionato dai suoi amici nasoni in Russia dove esiste una ampia comunità infatti la contraerea russa non si è mai attivata per intercettare i caccia con la stella di david.
      la quale fa quello che vuole nell' area.

    3. Hospiton 3 ottobre 2024

      Se si vuol provare a evitare una guerra (non si tratta di mie supposizioni ma dichiarazioni di Teheran) è indispensabile limitare le vittime collaterali, perché offrire inutili pretesti a un nemico superiore dal punto di vista propagandistico? Questo non è Iran-Iraq, è Iran-Impero anglosionista, scontro impari anche senza errori e passi falsi da parte del regime degli ayatollah.

      A Israele i morti civili non interessano, è palmare, anzi probabile facciano parte della strategia come è sempre stato e come ricorda Pappé nel lucido intervento che ho riportato (disumanizzazione scientifica dei palestinesi e dei "nemici di Israele", tecnica che ti permette di sterminare migliaia di bambini a Gaza mentre a Tel Aviv, 10 km di distanza, ci si abbronza in spiaggia), d'altro canto è plausibile e auspicabile che l'Iran intenda muoversi in maniera diversa... non per pura bontà, ovvio, bensì quantomeno per calcolo diplomatico.

      Se avessero praticato un bombardamento a tappeto e magari sventrato 500 civili che avrebbero ottenuto? Il solo risultato di fornire ulteriori argomentazioni propagandistiche ai sionisti (centinaia o migliaia di ebrei dilaniati con l'ausilio di tecnologia russa, lascio immaginare i media occidentali)... inoltre si sarebbero posti sullo stesso piano dei macellai israeliani senza però aver a disposizione la straordinaria potenza mediatica del nemico che, non dimentichiamo, controlla network internazionali, social e agenzie di stampa quali AP e Reuters. Ergo di ogni vittima con la Stella di David conoscerai vita, morte e miracoli, racconti strappalacrime in apertura di tg come avvenuto il 7 ottobre, nel contempo migliaia di iraniani, libanesi, palestinesi maciullati diventerebbero statistiche -possibilmente al ribasso, sappiamo come funziona- da enumerare con freddezza e rapidità in chiusura di notiziario, dopo i servizi su casi Sangiuliano vari e Champions League.

      Tornando all'operazione della notte scorsa, i missili hanno colpito obiettivi sensibili? Se la risposta è affermativa ora Israele dovrà riflettere: continuare con escalation, massacri e provocazioni pur sapendo che la propria contraerea si è rivelata inefficace e che i missili iraniani possono devastare basi aeree e interi quartieri di Tel Aviv e altre città? I sionisti più fanatici forse non avrebbero dubbi, avanti sino alla fine, ma qui potrebbe entrar in gioco l'opinione pubblica israeliana che non è inerte come la nostra, né pare così compatta intorno a Bibi.

      Per quanto mi riguarda il dubbio principale verte sui danni prodotti dai bombardamenti iraniani, il vero nocciolo della questione: se sono state danneggiate basi militari, e se quindi i famosi ipersonici Fatah han eluso senza problemi la contraerea, il messaggio è arrivato, Israele è consapevole della propria vulnerabilità con tutto quel che ne può conseguire, anche in termini di dibattito interno...se viceversa i missili han avuto l'effetto di un petardo gli iraniani han fallito. Vedremo nei prossimi giorni se la mossa di Teheran abbia rappresentato un colpo a vuoto o meno, a ogni modo per me l'ottica del risparmio di civili è più che comprensibile, dal punto di vista persiano.

    4. BrunoWald 3 ottobre 2024

      Condivido quasi integralmente quello che scrivi.

      Ma non ho detto che l'Iran avrebbe dovuto fare una strage indiscriminata di civili allo stile sionista: ho detto invece che se attacchi obiettivi militari nemici - basi aeree, comandi dei servizi segreti ecc. - non avvisi in anticipo, non fai filtrare alcunché, ma agisci senza preavviso. E se in tal modo elimini anche un pò dei loro militari e delle loro spie, tanto meglio: non potrebbero sfruttarlo mediaticamente, perché si tratta di obiettivi legittimi, e perché ammetterebbero la loro debolezza.

      Invece, far loro un fischio per permettergli di evacuare le basi non ha alcun senso, perché quegli stessi nemici a cui hai salvato la pelle te li ritroverai poi di fronte nel prossimo round, e non ti restituiranno il favore.

      Fin qui, mi sembrano considerazioni abbastanza obiettive, ma voglio esporre anche un punto di vista più personale, con tutti i limiti del caso: quegli orchi psicopatici comprendono un'unica lingua, quella con cui si rivolgono al resto del mondo, e prima o poi qualcuno dovrà somministrare loro la stessa medicina, con gli interessi, o non sarà mai finita.

      I media si fottano, tanto mentiranno sempre e comunque.

    5. Hospiton 3 ottobre 2024

      Non so, non è la prima volta che sento di comunicazioni pre-raid, a parte il voler evitare vittime civili (e nelle basi militari lavora anche personale civile, così come nei kibbutz-fortini) e alcune ipotesi formulate da Cleon non mi vien in mente nient'altro...ma se non avevano queste intenzioni perché informare gli americani e poi far trapelare tramite i media il fatto che le basi israeliane fossero state avvertite dell'imminente bombardamento? Che senso avrebbe?

      Comunque credo che a Teheran sappiano perfettamente che non si può ragionare con gente come Netanyahu, e immagino che l'obiettivo dell'operazione non sia render mansueta quella iena quanto tentar di raccogliere consenso a livello internazionale, favorire il lavoro di diplomatici e mediatori senza fornire facili appigli ai sionisti, che non aspettano altro ...molto complicato, dato la pervasività dell'apparato ashkenazi in Occidente, in Russia e non solo, ma uno Stato semi-isolato come l'Iran non ha molti margini di manovra. Gli israeliani possono sterminare un popolo e non si muove una foglia, almeno nel mondo atlantista, anzi continuano a buttarla sul vittimismo antisemita...un nemico maledettamente difficile da affrontare dal punto di vista sia militare che propagandistico (e la propaganda conta, o non ci ingozzerebbero di balle 24 ore su 24, 365 giorni all'anno).

      ps Ora sembra stiano concordando con gli USA un attacco a strutture petrolchimiche iraniane, l'ho letto poco fa, pare che nulla li dissuada dal cercar l'escalation...

    6. Hospiton 3 ottobre 2024

      Se hai una cinquantina di minuti a disposizione ti segnalo quest'intervista a Salvo Ardizzone, esperto di politica e società del Medio e Vicino Oriente...rivela alcuni retroscena e particolari di un certo interesse sul mondo musulmano e sulla situazione internazionale. Il canale è di Giacomo Gabellini, tra gli analisti più equilibrati in cui mi sia imbattuto, un vero studioso per nulla incline al tifo da stadio (per esempio non si fa problemi a citare Gilles Kepel e le possibili faide interne ai Pasdaran che avrebbero portato all'eliminazione di Raisi)
      https://www.youtube.com/watch?v=wnkInSQTqUo

    7. Cleon XIII 4 ottobre 2024

      In guerra sì. Sta proprio qui la questione. L'Iran non è in guerra e non vuole la guerra con Israele. Tuttavia ha voluto comunicare che, nel caso, chi vuole fargli la guerra dovrà pensarci molto bene. Perchè non vuole la guerra? Per molti motivi ma, in particolare, perchè gli obiettivi da raggiungere non sono in questo momento praticabili. Non può provocare una rottura nella società dello "Stato Ebraico" (caduto Netanyahu, il prossimo continuerebbe con la stessa manfrina, forse in modo più subdolo), non può mandare truppe per proteggere Gaza e il Libano (dovrebbero attraversare lunghe distanze in territori anche ostili) e non può liberare la Palestina (per lo stesso motivo). Viceversa Israele la guerra la vuole perchè ha in mente di mandare a combattere in Iran il suo proxy, ovvero gli States. Sinteticamente, Israele nella regione svolge un ruolo di destabilizzazione, l'Iran di pacificazione. E tutte le sue azioni lo confermano, lotta contro l'ISIS e sostegno alla Siria in primis.Quando e se l'Iran avrà armi nucleari e quando sarà formalizzata l'alleanza con la Russia il suo ruolo potrebbe diventare più incisivo e forse, riuscirà a mettere a cuccia gli Ebrei scatenati.

    8. BrunoWald 4 ottobre 2024

      Capisco il tuo punto di vista, ma purtroppo sono finiti i bei tempi in cui era ancora possibile distinguere nettamente il tempo di pace dal tempo di guerra. Anche perché ormai gli stati nazionali sono solo strumenti nelle mani di poteri transnazionali: la "pandemia" è stata un atto di guerra contro l'umanità, ed ha avuto una portata globale.

      Comprendo le difficoltà dell'Iran, e il fatto che che i suoi dirigenti non intendano cadere nelle provocazioni... ma Sion è già in guerra contro la Persia, è solo questione di tempo prima che la situazione precipiti.

      Anzi, diciamola tutta: i khazari sono nemici dell'umanità. Di fatto sono in guerra contro l'umanità intera, e andranno avanti finché non saranno fermati. Non esistono compromessi possibili, basta leggere i loro testi o ascoltare quello che dicono.

      È qualcosa di inaudito, incomprensibile a livello razionale: eppure, i loro stessi atti stanno aprendo gli occhi a un numero crescente di persone in tutto il mondo. Ora cominciano ad accorgersene pure i russi, domani sarà forse la volta dei cinesi; ma se non ci svegliamo tutti insieme, mi sa che lo rimpiangeremo amaramente.

    9. Hospiton 4 ottobre 2024

      A mio parere questa storia della resistenza all'asse del male è una favola inventata dalla controinformazione occidentale, roba retorica a uso e consumo di sprovveduti e idealisti fuori tempo massimo. Russia, Cina, Iran e altri Paesi stanno facendo i loro interessi, credo siano semplicemente stanchi di dover giocare con regole stabilite unilateralmente in Occidente, questo al di là di sovragestioni varie e eventuali...dubito che a Mosca, Teheran, Pechino fatichino a prender sonno la notte poiché preoccupati del massacro in corso a Gaza o per i raid a Beirut. Non si tratta di paladini immacolati, parlerei piuttosto di gente pragmatica, che misura le proprie mosse con attenzione poiché consapevole che il blocco sionista e angloamericano è avversario maledettamente ostico da affrontare. Per Brics e affini uno degli obiettivi consiste nel raccogliere consensi al di fuori dell'Occidente (nel video che ho postato Ardizzone parla della seduta all'ONU, quando Bibi Netanyahu ha iniziato a parlare gran parte dei presenti si è alzata e ha abbandonato l'aula), e se vuoi raccoglier consensi devi mostrarti meno gratuitamente sanguinario di quanto non abbian fatto negli ultimi decenni USA e Israele. A favore di Russia & C torna anche il fatto -indiscutibile- che si son sempre mostrati meno aggressivi e imperialisti degli anglo-americani, non ricordo missioni russe, cinesi o persiane/iraniane volte a esportare modelli socio-economici a suon di bombe e cannoni in Paesi distanti migliaia di km. Si son sempre limitati a controllare i loro territori e confini, spesso stroncando con durezza rivolte e dissidenze ma senza avventurarsi in genocidi stile Vietnam, Iraq, Gaza. Sul piatto della bilanci bisogna soppesare pure tali elementi, quando si propone al resto del mondo un nuovo corso

      ps sugli omicidi mirati di membri del cartello bancario, faccendieri e personaggi simili ogni tanto qualche avvertimento arriva, magari camuffato da incidente o malore improvviso come nel caso dell'oligarca MIkhail Watford, da tempo residente in Inghilterra. La storia è piena di episodi simili (pensa alla morte "tempestiva" di Cavour, quasi certamente avvelenato)

    10. Metis 4 ottobre 2024

      Bhe se allora questi paesi se ne fregano dei palestinesi e libanesi massacrati, che poi oggi tocca a loro un domani magari chissà a chi altro, hanno dei leader politici completamente asserviti ai rutti naziebrei, l'economia solidamente gestita e controllata dalle loro banche, mi domando quale alternativa all' occidente potrebbero mai rappresentare per il resto del mondo che non sia un nazisionista. L' alternativa questi paesi la rappresentano solo per gli usurai naziebrei.Quindi mi chiedo, ma a me da goy che cacchio me ne potrebbe fregare, se oggi questi schizzati usano come golem l' esercito americano per fare i loro interessi nel mondo e un domani magari quello cinese? Cosa cambia per il resto del genere umano, se la guerra la vincano gli americani, gli iraniani o i cinesi se hanno tutti lo stesso padrone? Chi se ne frega della loro diplomazia, gli standard morali e tutte le varie stronzate che i naziebrei hanno stabilito per gli altri. Se non esistono paesi che si oppongono nei fatti alla loro tirannia, alla loro viscida usura , mentre i loro genocidi restano impuniti, vuol dire che non esiste nessuna alternativa. Poi fino ad oggi, i cinesi, gli indiani, e tutto il resto dell' allegra brigata non ha invaso paesi per esportare la "democrazia", un domani sei così sicuro che non lo facciano? Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

    11. Hospiton 4 ottobre 2024

      Finora nessuno ha dimostrato che siano tutti in mano a un unico padrone, soprattutto con riferimento alla Cina, e che le loro banche siano alla totale mercé della BIS...è una faccenda che ho tentato di approfondire ma si trova poco materiale per poterne discutere in maniera decente (su questo sito sono stato forse l'unico insieme a Colzani -utente che purtroppo non scrive più su CDC- ad aver citato precise infiltrazioni ebraiche in Cina e personaggi come Shapiro o Rittenberg, quindi ritengo di aver un minimo di credibilità quando affermo che disponiamo di informazioni lacunose, non sufficienti per ritenere Pechino un'ennesima marionetta).
      Ricordo che la prima riunione della BIS si tenne a Roma nel 1930 (quindi piena epoca fascista), e oltre a banchieri anglo-francesi come Montagu Norman e Quesnay eran presenti lo storico governatore della Banca d'Italia Bonaldo Stringher, il suo successore Azzolini, il fondatore dell'IRI Beneduce e Hjalmar Schacht in rappresentanza della Germania, all'epoca presidente della Reichsbank e futuro ministro dell'economia durante il governo Nazionalsocialista. Nessun rappresentante russo o cinese, per l'Oriente vi era una delegazione giapponese. Rammento ciò poiché Italia e Germania, nonostante abbiano partecipato alla fondazione di quella che ancora oggi è la banca di riferimento per l'intero sistema internazionale, negli anni successivi implementarono politiche del tutto disallineate rispetto ai voleri della finanza anglo-ebraica. Perché oggi non potrebbe avvenire qualcosa di analogo con Russia e Cina, considerando che queste due potenze hanno teoricamente maggiori possibilità di smarcarsi dalla morsa dell'usura internazionale di quante non ne avessero Italia e Germania negli anni 30 del XX secolo?

      A ogni modo non sono d'accordo con coloro che sostengono che Pechino rappresenti un'alternativa, sempre di regime si tratta...ciò che mi auguro è che non siano asserviti a quei poteri di cui parli, e me lo auguro perché se sarà costretto a affrontare nemici esterni pronti a mettere in discussione la sua egemonia globale, l'anglo-sionismo avrà più difficoltà a implementare le sue agende anche qui in Occidente, potrebbero crearsi spazi inaspettati, fratture, dissidi interni, resistenze. In un simile auspicabile contesto l'alternativa dovremo crearla da noi, senza aspettare aiuti esterni che, anche qualora arrivassero, non sarebbero disinteressati. Oggi tutto ciò appare utopistico, domani chissà.

    12. Metis 4 ottobre 2024

      Eh si, solo il tempo ci dirà di chi faranno gli interessi i leader cinesi. Oggi anche volendo non credo che i rutti naziebrei ne farebbero trovare traccia in rete di questi legami economici, non sono mica fessi. Ma così a sensazione personale, qualcosa mi dice che al momento più opportuno per loro,qualche fortunata , e del tutto casuale eh, congiunzione astrale giocherà a loro favore come durante tutte le ultime guerre. Guarda gli anglosuini, anche a costo di smantellare il loro impero coloniale , hanno avuto leader politici che hanno messo davanti a questo gli interessi delle pantegane naziebree. Stranamente tutti i paesi coinvolti in qualsiasi guerra o rivoluzione interna, fanno sempre gli interessi finanziari della stessa setta, guarda se non hanno una fortuna sfacciata i suini nazisionisti.

    13. Hospiton 4 ottobre 2024

      Il timore è proprio quello, che siano riusciti a nasconder perfettamente le tracce delle loro macchinazioni in Cina. In quanto al resto difficile darti torto Metis, anche soffermandoci al solo '900, secolo in cui il potere della finanza ebraica è emerso con evidenza...
      quando in una società basata sull'economia, sul denaro, sull'avidità e sull'apparenza arrivi a:

      • monopolizzare il settore bancario;
      • controllare i flussi monetari e l'emissione della moneta stessa;
      • organizzare un capillare apparato propagandistico gestendo innumerevoli istituzioni culturali, accademie, gran parte dei media tra agenzie di stampa, giornali, cinema (Hollywood l'hanno creata loro, Goldwyn, Warner, Mayer, Selznick, Cohn, Zanuck, Freed, Mirisch) e ora naturalmente il fenomeno social;
      • demonizzare sistematicamente chi nota tutto ciò, facendolo a pezzi tramite suddetto apparato propagandistico

      considerato tutto ciò, avrai ottime possibilità di indirizzare a piacimento gli avvenimenti, e se anche qualcosa sfuggisse al controllo rimangono ampi margini per intervenire e rigirarla a proprio favore. Il dominio è servito, da riconoscere che si son rivelati perfetti per dettar legge in un tipo di civiltà borghese, mercantilista, capitalista come quella gradualmente sviluppatasi a partire dal XV-XVI secolo in Occidente, come notava già Marx (accusato di antisemitismo anch'egli, nonostante fosse ebreo, proprio in ragione di alcune considerazioni sulla mentalità ebraica contenute in un suo saggio sulla questione giudaica)...
      staremo a vedere, di certo se anche il blocco brics è eterodiretto dai padroni dell'usura ci sarà poco da stare allegri.

    14. Metis 4 ottobre 2024

      Questi malati di mente sono riusciti a controllare tutti i paesi occidentali e non solo, grazie ai "goy"che hanno comprato, e il denaro loro lo stampano a piacimento. L' avidità e la sete di potere avranno sempre la meglio sui buoni principi, questa lo so è una banalità ma è anche tristemente vero.Non ci sono occidentali cattivi, contro russi e cinesi buoni, ci sono solo banalmente leadership vendute, e la massa bestiame del popolame volutamente tenuta all' oscuro di certe dinamiche, altrimenti i naziebrei avrebbero già fatto la fine che meritano. Quindi finché ci sarà chi è disposto a vendersi questi saranno sempre lì, al posto di comando. Ma vedi io per assurdo ho fiducia proprio nella loro natura. I naziebrei aderiscono al vecchio proverbio che chi divide ha sempre la parte peggiore, quando cercheranno di fregare , e lo faranno, i suini viscidi che hanno comprato, e terranno tutto per loro se ne vedranno delle belle. Oppure quando qualcuno peggio di loro capirà che se si tolgono questa setta dai coglioni, non si dovranno più accontentare delle briciole, ma si potranno prendere tutto quello che i nazisionisti detengono saldamente nei loro zamponi.

    1. Hospiton 3 ottobre 2024

      L'Iran si è espresso chiaramente, non vogliono la guerra. Ecco il motivo degli avvisi pre-bombardamento, evitare vittime civili (e forse anche militari) dimostrando però di poter colpire qualsiasi obiettivo. Ed è probabile che la riunione al Cremlino della notte precedente abbia autorizzato Teheran all'utilizzo di missili e tecnologia fornita dalla Russia.
      Atteggiamento opposto quello dei sionisti, che evidentemente cercano il conflitto per una varietà di motivi... il loro modus operandi fatto di genocidi (Gaza) e stragi indiscriminate di civili nel contesto di operazioni "antiterrorismo" è lì a dimostrarlo, così come lo dimostra il solito ributtante doppiopesismo dei nostri miserabili mass media, una vergogna indicibile.

      Siamo davanti a dei fanatici messianici probabilmente senza eguali al mondo per delirio di onnipotenza e pericolosità effettiva (dato che non mancano certo dei mezzi per attuare i loro progetti) e questa non è una novità apportata dalla corrente narrazione multipolarismo vs unipolarismo, è un fatto con radici storiche...mi pare che troppo spesso si ignori o ci si dimentichi che l'arma terroristica è sempre stata prerogativa del Sionismo, da ben prima che nascesse Israele.

      Consiglio questa recente intervista al grande storico israeliano Ilan Pappé per rinfrescarci la memoria e capire con che soggetti devono convivere persiani e palestinesi da oltre un secolo. Ogni popolo o nazione ha i suoi bei difetti ma negare che oggi ve ne siano alcuni ben più cinici e aggressivi di altri -per tendenze, credenze radicate, necessità, ragioni che si perdono nella notte dei tempi, e che non intendo certo tentar di sintetizzare qui- equivale a negare un'infinità di fatti comprovati.
      https://www.youtube.com/watch?v=2yQADMyq2Tc

    1. Shax 3 ottobre 2024

      israele è un pazzo furioso fuori controllo, e questo determinerà la sua fine. Ieri sera estesi black out su tutto il paese dopo il lancio di razzi di Hezbollah che hanno colpito sottostazioni elettriche. Anche diversi droni dallo Yemen sono caduti su tel aviv.
      Houthi che intanto continuano la loro lotta contro i rifornimenti allo stato sionista: solo ieri colpite due petroliere inglesi che si dirigevano nei porti israeliani. Traffico quasi azzerato e porti che stanno andando incontro alla bancarotta. Nel frattempo nel paese si respira aria da guerra civile.
      Tutto come da attese verso il collasso finale.

    2. Bertozzi 3 ottobre 2024

      Che anche oggi non arriva. Magari domani. Non perdete le speranze mi raccomando. Una candelina accesa per l'apocalisse anche oggi, mai perdere le sane abitudini e giusti auspici.

    3. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      In che paese si respira l'aria da guerra civile? Davvero, non ho capito.

    4. Shax 3 ottobre 2024

      Intanto i media anche occidentali e israeliani pian piano stanno facendo emergere quella verità che noi ci eravamo inventati: la base nevatim ha subito danni alle strutture e presenta detriti in una ampia zona.

    5. Shax 3 ottobre 2024

      in israele ovviamente.
      Intanto giungono notizie di tentativi di aerei israeliani di bombardare la base russa di Hmeimim in Siria dove era appena atterrato un aereo cargo iraniano.
      Si segnalano combattimenti tra forze russe e israeliane!!

    6. BrunoWald 3 ottobre 2024

      "La base di navatim non esiste più…è stata colpita da decine di missili balistici e un paio di ipersonici"...

      Parole tue.

      Ora risulta che avrebbe subito "danni alle strutture": quindi, che non esistesse più te l'eri inventato.

    7. Shax 3 ottobre 2024

      Veramente sopra ho riportato la versione ufficiale dei media mainstream che sono passati da 'nessun danno perchè tutti i missili sono stati intercettati' a questa evidenziata sopra. Non ho detto che sia la verità, ho detto che questo è quello che dicono oggi a differenza dei giorni scorsi.
      Poi se ogni cosa è buona per far polemica...

    8. BrunoWald 3 ottobre 2024

      Ho capito.

      Comunque non desidero polemizzare, perché in fin dei conti stiamo dalla stessa parte. Sarei felicissimo se i sionisti ricevessero quello che si meritano, appunto per questo sto attento a differenziare i fatti concreti dai miei desideri.

      Fatti che peraltro conosciamo poco e male, perché la propaganda esiste da entrambe le parti, e te ne accorgi facilmente se analizzi certi canali alternativi.

      Non ha senso litigare tra di noi, perché non sappiamo come stiano realmente le cose: ad esempio, chi sa davvero cosa sia successo a Raisi? Potremmo escludere una faida interna? Solo per fare un esempio.

      Poi magari ho torto, nel mio scetticismo, e a dire il vero ne sarei felice. Quasi sempre, spero di sbagliarmi... 😉

    1. sbregaverse 3 ottobre 2024

      Leviatano.
      Spedizione di speleologia da parte dei leviti celoduristi: negli anfratti cavità e tane anali.

    1. clausneghe 3 ottobre 2024

      Articolo scritto bene e ricco di dettagli veritieri.
      Ho visto vari video anche su you tube dove gli impatti a terrra sono evidentissimi e numerosissimi, sembrava un cielo attraversato dalle meteore, come nei film sulla fine del mondo..
      E per chi stava sotto non era un gradito spettacolo pirotecnico, almeno a sentire le urla da babbuini spaventati dei "fratelli maggiori" lì presenti. Ben gli sta, a questi arroganti falsi omicidi infanticidi fanatici religiosi oscurantisti e razzisti kipputi, nemici della pace e piaga del mondo civile.
      E se la Russia cambia registro, sostituendo un Putin palesemente influenzato dalla mafia Ebraica molto presente ai vertici. con un altro Leader tipo Stalin che per inciso è ancora la figura più popolare in Russia, per loro,quelli di Sion si mette malissimo e può darsi che si veda all'opera quel bibblico "Re del Nord" che spianerà le montagne nella sua furiosa distruttiva calata.

    1. IlContadino 3 ottobre 2024

      Un po' mi scoccia che non si parli più con tanta insistenza dalla operazione militare speciale, mi ci iniziavo ad affezionare, me ne accorgo ora che non c'è più.
      Personamelme preferisco quella parte di mondo là a questa qua, qui mi incasino coi nomi, non mi acchiappano, li sento distanti, nazrhalleccheccazzhho..netagniauomiao, no no, non mi garba, prego torniamo di là, per piacere.

    2. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Quando non se ne parla, vuol dire che sta andando bene. Potrebbe andar meglio, ma va bene, accontentiamoci.

      Riassuntino:
      Zelensky è andato a New York chiedendo soldi, armi e il coinvolgimento diretto della NATO in operazioni sul territorio della Federazione Russia. Ha ottenuto la metà di quel che aveva chiesto perchè Netanyahu gli ha fregato il posto nella fila (è il più Ebreo di tutti). Intanto nel Donbass i Russi avanzano un po' meno piano del solito, il che preoccupa non poco la NATO, ma soprattutto la parte UE della NATO. I Baltici, in particolare, sono agitatissimi. Si sta facendo strada negli USA una nuova soluzione, che è sostanzialmente identica alla vecchia: dare alla Russia i territori che sta attualmente controllando in cambio dell'adesione dell'Ucraina alla NATO.
      Mmh... A prima vista sembra una presa per i fondelli, la Russia ha mandato i soldati in Ucraina proprio per sventarne l'ingresso nella NATO e quindi, sì, se alla fine accettasse un accordo del genere la NATo potrebbe cantar vittoria su tutta la linea, con le sue truppe a ridosso dei confini Russi praticamente da tutte le parti. In effetti, anche a pensarci bene è una presa per i fondelli. Staremo a vedere come e se questa idea idiota maturerà fino a giungere al livello di proposta ufficiale.
      Però c'è un elemento nuovo: l'ammissione tacita che la trattativa per chiudere la crisi, se ci sarà, potrà essere solo fra NATO e Russia (praticamente USA e Russia).

    3. R66 3 ottobre 2024

      A me incuriosisce tanto la faccenda degli avvertimenti.
      Come funzionerà di preciso?
      Ci sono parole chiave, si incazzano o è tutto molto pacato e disteso?

      Israele: Sì, pronto?
      Iran: Aho, Israè, 'so l'Iran...
      Israele: Ue, ciao, come va?
      Iran: Diciamo, che... si "tira" avanti...
      Israele: Già, già, che vuoi farc...
      (dopo un attimo di silenzio)
      Israele: Ahhh, ho capito, vecchio volpone! Aspetta che ora l'incaricato è in pausa pranzo, mandami le coordinate su WhatsApp...

    4. IlContadino 3 ottobre 2024

      Oooh, grazie del riassuntino Cleon, una boccata d'aria fresca

    5. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Credo che si faccia così: si comunica a un paese terzo l'intenzione e il giorno dell'attacco in modo che passi l'informazione alla potenza presente nell'area a cui si vuole intimare di non intromettersi. Questo perchè nella guerra moderna l'effetto sorpresa non esiste, quindi tanto vale mettere agli atti intenzioni e obiettivi per chiarire la propria posizione e per lasciare al nemico l'opzione di de-escalare.

    6. R66 3 ottobre 2024

      Beh, tanta fiducia nel processo: il terzo crede al secondo ed entrambi credono al primo.

    7. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Non fiducia: le comunicazioni sono coerenti con le rilevazioni e le informazioni di intelligence.
      Evidentemente all'Iran interessava che tutto l'apparato difensivo di USA e Israele fosse attivo, per dimostrare una capacità. Che era lo scopo dell'attacco. Siamo in grado di colpirvi anche quando siete in massima allerta.
      Traduzione: noi non vogliamo la guerra ma sappiate che se voi la volete pagherete un prezzo alto.

    8. BrunoWald 3 ottobre 2024

      "Credi" che si faccia così...

      E magari hai anche ragione. Ma trovo stupefacente la sicurezza con cui, in questo sito, si fanno affermazioni categoriche su questioni di cui, obiettivamente, sappiamo pochissimo.

      Forse sei un esperto di guerra moderna, io non ne so molto, ma qualche principio generale credo di averlo afferrato: la cosa migliore è tenere le mani in tasca, ma se decidi di usarle assicurati di far male sul serio, altrimenti l'altro s'incazza e c'è il rischio che ti sfasci una sedia sulla testa. Tra una scarica di cazzotti, e una salva di missili balistici, non fa troppa differenza: specialmente se ti tocca affrontare un energumeno violento e psicopatico, abituato ad ammazzare e distruggere impunemente.

    9. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Riporto soltanto cos'hanno detto gli interessati nei comunicati ufficiali.

    10. sbregaverse 3 ottobre 2024

      Certo è ci acchiappano.*
      *Prendono per le chiappe.

    11. Cleon XIII 3 ottobre 2024

      Comunque non era mia intenzione apparire saccente, mi dispiace aver dato questa impressione.

    12. BrunoWald 4 ottobre 2024

      Ma figurati, hai solo esposto la tua legittima opinione, nella mia replica non c'era nulla di personale. Oltretutto non sono sicuro di come stiano le cose, potresti benissimo avere ragione.
      Diciamo che col tempo sono diventato molto diffidente.

    13. Hospiton 4 ottobre 2024

      Diffidenza più che giustificata...navighiamo a vista.

    1. absitiniuriaverbis 3 ottobre 2024

      Una riflessione condivisibile ed equilibrata questa presentata nell'articolo.
      Noto tuttavia che che
      * se si parla di Russia si parla di guerra (o invasione se Ucraina)
      * se si parla di USA si parla di intervento
      * se si parla di Iran si parla di risposta mirata
      * se si parla di israele si parla di operazione limitata
      L'ipocrisia delle parole è evidente quanto le differenze artificiali di pesi e misure.

    2. sbregaverse 3 ottobre 2024

      Suggerimenti : scaramuccia, scontrino, battagliola, guerricciola, miceto atomicuccio.

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