LA SINISTRA E' MORTA A TIENANMEN

LA SINISTRA E' MORTA A TIENANMEN

DI LORETTA NAPOLEONI

unita.it/

Il socialismo nasce in Europa, ha un’infanzia difficile in Russia e raggiunge la maturità in Cina. Nel sessantenario della fondazione della Repubblica popolare cinese, a Pechino si celebra in gran pompa il successo di un’ideologia agonizzante in casa nostra. Ma il Sol dell’Avvenir in Europa sta calando da vent’anni e a contribuire a questo lunghissimo tramonto è stato, paradossalmente, proprio il partito comunista cinese. Più che il crollo del muro di Berlino sono i fatti di Tienanmen a mettere in moto un processo inarrestabile, che porta alla disintegrazione della sinistra europea. Nell’immaginario collettivo occidentale il sangue degli studenti trasforma la Cina nel nuovo nemico dell’umanità.



Sommersi dalle macerie sovietiche i partiti socialisti non hanno più un punto di riferimento reale. Nessuno osa guardare alle riforme di Den Xiaoping e al modello cinese - infinitamente più flessibile rispetto a quello sovietico ed anche a quello nostrano - come un esempio di marxismo che si adatta alla globalizzazione prendendo in prestito dall’economia di mercato ciò che serve per mantenere in vita il socialismo. Piuttosto osservano le metamorfosi del partito laburista britannico.
Tony Blair lo reinventa abbracciando il nuovo dogma: il neo liberismo. E così sposta l’asse completamente al centro e s’impossessa della retorica della signora Thatcher. Trasforma l’Inghilterra nel paradiso fiscale dell’alta finanza e si allea con i neo-conservatori di Bush in una guerra ingiusta. Attira voti grazie ad un benessere economico fittizio, che poggia sull’indebitamento. Oggi tutti lo sanno e il Regno Unito paga lo scotto di questa politica più degli altri. È infatti tra i pochi paesi occidentali dove non si intravede alcuna ripresa economica, con una contrazione del PIL del 5.5%.



Eppure è il modello edonistico di «New Labour» che gran parte della sinistra storica europea abbraccia. Blair è infinitamente popolare tra quella classe media allargata che si pensa sia ormai il nocciolo duro dell’elettorato del vecchio continente.



Così il socialismo si spoglia delle sue origini operaie. In Germania e Italia, dove un tempo esisteva una sinistra operaia, va a braccetto con i «venture capital», le banche d’affari e gli «hedge funds». L’operazione funziona per qualche anno, fintantoché la bolla finanziaria distribuisce ricchezza a tutti. Uniche voci fuori dal coro la Spagna, la Norvegia e il Portogallo, dove ancora oggi il socialismo resiste, ma il club degli amici di Blair le snobba. Poi tutto improvvisamente cambia.

Alla fine del 2006 l’economia mondiale inizia a rallentare per entrare in recessione l’anno dopo. Il socialismo «alla Blair» è la prima vittima. In Inghilterra tornano alla ribalta i conservatori che nel 2009 sconfiggono «New Labour» nelle elezioni amministrative. In Francia e in Italia sale la destra che si accaparra la maggioranza anche alle elezioni europee. L’Europa torna conservatrice, titolano i giornali questa settimana quando riportano la vittoria della Merkel in Germania, come sempre nei momenti di crisi, pensano tutti. Ma in realtà a rivitalizzare la destra non è la crisi quanto l’essersi appropriata di quei valori che il socialismo, quello vero, ha sempre difeso: la protezione del cittadino, il suo benessere, la cura dell’ambiente in cui lavora e vive e così via.



Forse è vero che la lotta di classe è «passé» ma le classi esistono e sono più che mai distanti tra di loro. E la destra lo sa bene. Il reddito reale di quella media è oggi più basso che negli anni 70, ed è di questo che la Lega parla, non certo degli indici di borsa, quando fa propaganda politica nelle ex zone rosse dell’Italia. Dall’altra parte del mondo il socialismo cinese trionfa perché ha mantenuto il contatto con la propria base e ne ha fatto gli interessi. Il partito ha decentralizzato il proprio potere economico facilitando la crescita economica e il benessere. Mentre ai paesi del blocco sovietico era applicata la terapia d’urto, e cioè la trasformazione da un giorno all’altro in economie di mercato, la Cina comunista faceva piccoli passettini e li faceva da sola. Ed ecco i risultati in poche cifre: negli ultimi 60 anni la popolazione è crescita da 542 milioni ad un miliardo e 300 milioni, l’età media è salita da 35 a 73 anni, il PIL per capita è passato da 51 a 2770 dollari, le riserve bancarie da quasi zero a 2 mila miliardi di dollari (le più alte al mondo), gli studenti universitari da 117 mila a 20 milioni, la mortalità per parto da 1.500 ogni 100 mila nascite a 34. La democrazia è solo dietro l’angolo. Il socialismo in Europa sarà anche morto ma l’ideologia vive. Se vogliamo vedere la sua versione moderna possiamo andarla a cercare in Cina dove ancora sorge il /sol dell’avvenir/.

Loretta Napoleoni

Fonte: www.unita.it

1.10.2009

Commenti (26)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 6 caricati
    1. Gariznator 1 ottobre 2009

      Questo articolo non mi piace, è superficiale (e ci sono pure errori ortografici) e non dice nulla d'interessante...

    1. vimana2 1 ottobre 2009

      Il socialismo sarà anche morto ma il giornale "L'Unità" nn è affatto rinato, siete degli infamo lecca piedi dei potenti USA e il suo figlio mantenuto: israele!

    1. Tonguessy 1 ottobre 2009

      Santiddio Loretta! Quando scrivi di economia ti fai anche apprezzare, ma quando ti avventuri nella geopolitica che razza di macello!

      La sinistra non è morta a Tienanmen, muore tutte le volte che D'Alema va a spasso con IkarusII (comprato con mutuo di 8000€/mese presso la Popolare di Lodi di Fiorani), quando non legifera sul conflitto di interessi anche se lo può fare, quando sale sul Britannia per privatizzare, quando spedisce le truppe a sostegno della NATO e contrariamente ai dettami costituzionali, quando litiga continuamente e crea nuove correnti che dividono, quando estromette chi ancora ha il coraggio di opporsi a logiche opportuniste (vedi Rizzo oppure Zolea), quando da' un seggio alla Binetti, quando vuole Consorte, un bocconiano, a fare speculazioni e non investimenti, quando si dimentica del significato di cooperativa e trasforma la propria storia in spa......meglio che mi fermi qui.

      Tienanmen non c'entra proprio un bel cazzo!!!

    1. KayserSose 1 ottobre 2009

      Non vedo motivo di andare così lontano.

      La sinistra italiana è morta il 9 maggio 1978 a Roma, in via Caetani, quando la CIA uccise Aldo Moro attribuendo la colpa alle fantomatiche Brigate rosse (che erano state distrutte da Dalla Chiesa nel 1974). Tutti i leader della sinistra sapevano che era una recita, e Moro era stato ucciso dai suoi, ma non parlarono. Preferirono essere fedeli al sistema di potere italiano piuttosto che al popolo.

    1. trotzkij 1 ottobre 2009

      La sinistra è un cadavere certificato da quando è infiltrata e rappresentata da gentaglia infima come loretta napoleoni, che fino a ieri strombettava le menzogne di bush e neocon vari.
      e, alla corte di Cita, del cul fece trombetta ...editoriale...

    1. maumau1 1 ottobre 2009

      pur ei bambini sanno che a Tienammen fu soppressa una rivoluzione colorata...quelle appunto che sapientemente gli USA ed il mondo della finanza ocicdentale mettono su per impadronirsi del potere dal basso..
      illudono gli studenti e le forze che vedono nel controllo statale un blocco alle loro aspirazioni di arricchimento e sfruttamento degli altri..
      ecco che promettono ricchezze,importanti incarichi futuri etc...
      a Tienammen dei giovani insorti più volte avvisati di tornare sui loro passi
      furono repressi nel sangue..tant'è che a nessuno è fregato nulla che nell'anniversario di piazza Tienammen non è importato a nessun cinese di commemorare le ''vittime'' a meravigliarsi sono stati solo gli occidentali vittime vere della disinformazione mediatica..
      li invece tutti sapevano che era solo una lotta interna al partito ,cosa loro,e che la frangia sovvenzionata dall'occidente fu sconfitta nel sangue...
      Invece in Russia lo stesso ti po di sovvenzioni portò ad eleggere Gorbachov e poi Eltzin ,permise ai capitalisti e finanziieri angloamericani ed israeliani di penetrare nell'economia russa per depredearla e sottrarre concessioni di estrazioni a prezzi stracciati...
      Poi arrivò Putin che però azzerò quei contratti e cacciò gli invasori ecco perchè gli è stato giurato odio eterno,ma la Russia cosi' come la Cina sono ad oggi fuori della portata degli USA,ecco perchè cerca di minarne i confini con continue ribellioni colorate...sia essa Ucraina o etenie Uiguri(o come si chiama..)

      ciao

Visualizzati 6 di 26 commenti approvati.