La Resistenza tradita

La Resistenza tradita

Di Giovanni Amicarella

Il 25 aprile è passato in una sordina rumorosa: anche senza adempiere gli inviti alla sobrietà della Meloni per il lutto papale, l'atmosfera generale era tremendamente pacata. Qualche corteo, qualche commemorazione, qualche spicchio festaiolo nel grigio cittadino, ma per la maggior parte degli italiani una giornata come le altre, con qualche locale in ferie e i musei gratuiti in alcune città. A me rattrista, e non sono un sentimentale, vedere tanto menefreghismo per la nostra storia.

Vade retro costituzionalismi e altri feticismi imbecilli mal nascosti, mi riferisco proprio alla negazione della memoria storica che da qualche anno a questa parte sta assassinando lentamente, in uno stillicidio silenzioso, parte delle nostre radici.

Perché, che lo si voglia o no, la seconda guerra mondiale ha dato origine al mondo in cui ci troviamo oggi: confini, contraddizioni, geopolitica. Il laboratorio politico degli anni ‘20-’30 dello scorso secolo tutt’ora influenza la nostra vita, nonostante tromboni alterni parlino di superamento e di seguire “qualcosa di più alto”, senza però riuscire mai a dare risposte concrete ai problemi attuali.

La nostalgia e la voglia di superamento permeano la società italiana a tal punto che il nostro lessico politico è cristallizzato, basta pensare questo per capire che significato possa avere quella tragedia storica durata anni.

Una nuova bestia rara è emersa prepotentemente nella bolla: i giustificazionisti. Vale a dire coloro che nelle loro pappardelle soporifere riciclate e ri-riciclate sulla Resistenza, che quasi fanno un favore ai fascisti, entrano nel merito della "virtuosa" conduzione della guerra da parte degli Alleati: stupri, sevizie, stermini, bombardamenti e mitragliamenti su obiettivi civili, approfittarsi del momento per spingere donne (e bambine) nella prostituzione, ecc. diventano conseguenze di nostre scelte, o come la pongono loro, “essercela cercata”. Una comoda soluzione di coscienza per provare meno disgusto allo specchio sapendo di appoggiare oggi la stessa creatura unipolare che ha reiterato quello fatto al popolo italiano su decine di altri popoli, negli stessi modi, con la stessa cruenza.

Anche allora portavano la democrazia, facendo a gara coi le truppe di occupazione naziste a livello di disumanità, solo che sembriamo essercelo dimenticato. Oppure abbiamo voluto farlo? Non nasce proprio da questo la retorica secondo cui tutti quegli orrori sono responsabilità indiretta del regime già sconfitto?

Comodo, sicuramente. Tutto finito, è stata colpa di quelli che abbiamo processato, anche di quello fatto da gente che ci combatteva contro.

Ci rode che quei violentatori siano tornati in patria, abbiano ricevuto tutti gli onori e gli allori possibili ed immaginabili, siano morti di vecchiaia, eppure abbiamo scelto il silenzio, abbiamo preso i soldi per la ricostruzione. Abbiamo venduto l’anima.

Ad alcuni settori della Resistenza la cosa è andata bene, e questo penso sia il tassello fondamentale della grande amnesia del dopoguerra: gli ambienti vicini agli Alleati per ideologia e attitudine si sono impegnati fin da subito per fare argine ai socialisti, in maniera che il paese potesse già conformarsi ad una certa linea e non sviare da essa.

L’istillare paura del costante ritorno del fascismo o del consolidamento del movimento comunista ha permesso agli stessi moderati che già avevano chiuso un occhio di chiudere anche l’altro.

“Questo non è il paese che volevano i nostri nonni” è una frase che da qualche anno ho sentito dire spesso, non corrisponde però al vero: qualcuno di noi ha nonni che l’hanno attivamente voluta questa strada abbassando la testa, altrimenti non saremmo in questa situazione.

C’erano partigiani che hanno lottato per un’Italia libera e non più subordinata ai tedeschi, c’è chi invece, alla fine, non si è dispiaciuto più di tanto ad accettare il nuovo ordine da sottomesso. Parliamone, sì, di Resistenza tradita, ma facciamolo senza peli sulla lingua, perché non è solo dibattito storico: sono fondamenta che continuano ad avere conseguenze.

Basti vedere chi, applicando gli stessi distinguo, si dice antisionista ma svilisce la Resistenza palestinese sulla base di falsità, si dice contro il nazismo ma si strugge per Azov, si dice contro l’imperialismo ma ha festeggiato per la caduta di Assad. Qualcuno è degno nipote degli stessi nonni.

Di Giovanni Amicarella

27.04.2025

Commenti (12)

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    1. emilyever 29 aprile 2025

      Sinceramente quando ho visto il titolo ho avuto un sussulto: che qualcuno al di fuori dell'ambito accademico avesse avuto l'ardire di leggere la tesi di laurea di storia all'università di Trento di un mio ex studente di liceo, proprio sulla resistenza tradita? narrava di come subito dopo la guerra, finiti i canti e la "giustizia" partigiana, proprio i membri della resistenza furono messi da parte, gli fu ordinato di riconsegnare le armi e alcuni preferirono seppellirle, mentre i gangli della forze dell'ordine, per esempio, furono tutti ioccupati dai loro ex nemici.
      Ricordo che la tesi si apriva con uno episodio tratto dal diario del fondatore delle brigate rosse Franceschini, morto in questi giorni, che racconta di come un vecchio partigiano lo accolse in casa, andò a disseppellire il suo fucile, glielo consegnò pregandolo di vendicare quei giovani che furono traditi dall'Italia del dopoguerra.

    2. BrunoWald 29 aprile 2025

      Molto romantico, quello che scrivi, ma la realtà è un'altra cosa.

      "Resistenza tradita": dipendi in tutto e per tutto dall'intelligence militare alleata, e ti illudi che poi ti lasceranno fare la tua rivoluzione e instaurare la dittatura del proletariato? Bisognerebbe essere un pò tonti, oppure sono quelle cose che ci si racconta a posteriori, per giustificare i propri atti.

      I capi della resistenza, comunisti compresi, sapevano benissimo quello che facevano: aiutare gli americani a prendersi l'Italia, per poi riceverla in gestione. Se i loro gregari s'aspettavano qualcosa di diverso, peggio per loro. È chiaro che ammettere tale verità infrangerebbe un mito che fa comodo a tutti, per cui si fa quadrato.

      PS: il vecchio che consegnò il fucile a Franceschini voleva rimpiazzare il fascismo con lo stalinismo. Franceschini stesso, un uomo onesto che ci credeva, quando rinsavì disse che la classe operaia, per lui, poteva andare a farsi fottere. O qualcosa del genere. Sbagliando di nuovo.

    1. Scalca 29 aprile 2025

      Bah, forse faccio solo un favore a CdC a scrivere commenti poco lusinghieri per i fascisti. Dovrebbero continuare a scriverci solo loro su questo sito.

    2. maghi 29 aprile 2025

      intanto preparati ai blackout come in Spagna e Portogallo, perchè la filosofia green dei tuoi amici di sx ce li farà gustare, prima o poi.E sarà solo l'antipasto, come lo è stato il covid e la guerra messa su in Ucraina per spingerci verso miseria e dipendenza energetica rinnovabile. Ma come fa una persona intelligente a vedere il mondo pieno di fascisti, quando le dittature sono oggi oligarchiche e plutocratiche? E' il potere del condizionamento propagandistico, baby.

    3. BrunoWald 29 aprile 2025

      "Bah, forse faccio solo un favore a CdC a scrivere commenti poco lusinghieri per i fascisti. Dovrebbero continuare a scriverci solo loro su questo sito."

      No, per favore, continua a scrivere anche tu che sei divertentissimo!

    1. Scalca 29 aprile 2025

      Ma la redazione poteva anche evitare il solito articolo sulla resistenza, serve solo a introdurre la favola dei neofascisti per i giovani coatti bianchi italiani di oggi. Serve solo a mantenere e posibilmente aumentare e nutrire quella tribù ideologica che sono i giovani neofascisti (bianchi per forza di cose).

      Ma lo volete capire che quel che si chiama fascismo è una fase alterna dei regimi democratico liberali?

      I fascisti e il fascismo non se ne sono mai andati e oggi sono ben nutriti: tutta la disgraziata epopea ucraina è la rifondazione materiale del neonazismo e del neofascismo europeo.

      Lo stadio evolutivo del capitalismo (parola che i fascisti non amano per niente pronunciare, per loro è l'economia naturale) ormai vuole un neo feudalesimo per la centralizzazione, o il tentativo di essa, dei capitali sempre più concentrati.

      I fascisti servono a questo, al neo-feudalesimo e a fare da capri espiatori se le cose si mettono male per i "padroni", o elites come è più politicamente corretto.

      Per un fascista è politicamente corretto essere filocapitalista, con la puttanata del capitalismo finanziario contro quello industriale: l'uno non può esistere senza l'altro.

      Dopodichè le avventure di una baldracca piena di debiti come D'Annunzio e di un pagliaccio traditore della causa sociale come Mussolini sono l'epopea di tanti fascisti cosí come 50 anni fa altre puttanate erano epopea per una sinistra che non esiste più.

      I neofascisti invece esistono, hanno una funzione sociale precisa nella produzione capitalistica e verranno sempre foraggiati.

    1. BrunoWald 28 aprile 2025

      "Anche allora portavano la democrazia, facendo a gara coi le truppe di occupazione naziste a livello di disumanità, solo che sembriamo essercelo dimenticato".

      Non erano truppe di occupazione.

      Erano nostri alleati, che si trovavano sul nostro territorio perché chiamati dallo stato italiano per aiutarci a respingere l'invasione anglo-americana.

      Poi lo stato italiano si è dissolto, i suoi vertici fuggiti dopo aver consegnato la nazione al nemico mediante una resa incondizionata, sottoscritta alle spalle dell'alleato.

      Cosa dovevano fare i tedeschi? Ritirarsi in buon ordine, "vielen Dank und Auf Wiedersehen"? Aspettare gli americani sul Brennero?

      Dissoltosi lo stato, giacché la monarchia non era più che una finzione che sussisteva all'estero sotto protezione alleata, altri italiani hanno creato sul nostro suolo la Repubblica Sociale Italiana, sia per cercare di rimediare in qualche modo alla figura di m*rda fatta a Cassibile dall'Italia tutta, sia affinché la parte non ancora invasa del nostro territorio non restasse alla mercé dei tedeschi.

      A quel punto, una minoranza di italiani al servizio degli angloamericani scatenarono una guerra civile nelle retrovie del territorio nazionale, cosa che ebbe un'influenza modesta sulle operazioni militari, ma raggiunse brillantemente lo scopo voluto dai loro padroni: scavare un fossato di odio e di sangue che dividesse per sempre il nostro popolo, come dimostra il fatto che nel 2025 sto ancora a perdere il mio tempo rispondendo alle amene storielle del sig. Amicarella.

      Altro che "resistenza tradita"... Missione compiuta! Questo è quello che festeggiate voi, avvolti nel fumo delle menzogne che vi raccontate da ottant'anni.

    2. maghi 29 aprile 2025

      il divide et impera dei romani funzionò, funziona e funzionerà sempre alla grande, basta che ci sia un dominatore e dei traditori sempre pronti a servirlo, si trovano sempre. Risultato: 80 anni di occupazione da parte di forze straniere. Gli africani, gli indiani, gli iraniani, i paesi del sud est asiatico, i coreani del nord si sono scrollati di dosso questi dominatori, noi invece grazie a questi traditori ce li teniamo. Risultato: sparizione lenta della nostra lingua, tradizioni, cultura e infine del nostro popolo col meticciato e l'immissione facilitata e favorita di mln di stranieri, accolti come salvatori, mentre agli italiani gli organi dello stato riservano il trattamento oppressivo inventandosi norme e leggi capestro riservate e applicate solo agli autoctoni. Se non sono traditori del loro popolo questi, allora cosa sono?

    3. Scalca 29 aprile 2025

      poveri vecchi fascisti, dio li aveva mandati per innalzare gli italiani, ma questi stessi non ne furono degni ... ogni volta questa amara fiaba mi getta nello sconforto di un profluvio di lacrime ... italiaaaa, italiaaa ... ma perchè secondo voi l'italiano deve essere mafioso e/o fascista o non essere?

      Il vostro Freda vi direbbe "gnaulanti".

      Piangere e fottere, questa è la destra moderna. In linea con le lagne di chi comanda e fotte.

    4. maghi 29 aprile 2025

      hai poco da recriminare. Anche te sarai sostituito e meticciato, se non eliminato completamente te e la tua discendenza. Fattene una ragione e non credere di salvarti, perchè il potere non ha amici o nemici, solo interessi.

    5. BrunoWald 29 aprile 2025

      Anzitutto non sono di destra. A ben vedere non sono nemmeno moderno, amo i tempi remoti in cui si era fedeli al proprio clan e al proprio onore, e ai nemici si piantava un'ascia in mezzo alla fronte.

      Nemmeno piango. Oddio, nella vita ho pianto per una donna (ma ero assai giovane) e quando ho perso degli amici a quattro zampe, ma per la politica, suvvia...! Semmai rido, nel vedere gli antifascisti e il loro mondo sprofondare nel fango e nella demenzialità pura, mentre si ostinano a puntare il loro ditino accusatore...

      È un riso amaro, però, lo ammetto, perché il mio paese sprofonda insieme a loro, che comandano, piangono e fottono da ottant'anni, ma restano sempre e solo dei servi dello straniero.

      A me, di comandare, non me ne fotte nulla, ma ho l'orgoglio di non aver mai preso ordini da nessuno. E nello specifico del mio commento, mi sono limitato a illustrare una serie di fatti, cui hai risposto con astiose divagazioni di parte.

      Dulcis in fundo: il fascismo fu l'unico a eliminare la mafia, poi tornata in gran spolvero al seguito dei Liberatori.

    1. nicolcass 28 aprile 2025

      Una giornata di lutto...belle le parole scritte da un anonimo su un muro di Roma nel 1945: " Andatevene tutti, lasciateci piangere da soli"

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