La morte maestra di vita

LA MORTE MAESTRA DI VITA

Di Stefano Manera

La morte ci può insegnare a gioire della nostra vita?

Credo che sia opportuno trattare questo tema in queste fredde serate invernali, in cui il buio occupa buona parte delle nostre giornate e in cui le tenebre cercano di farsi spazio.

È proprio questo uno dei motivi per cui invito sempre a tenere una luce accesa, che sia una candela o una lampada di sale, per simboleggiare la luce che vuole farsi strada.
Questo dualismo buio e luce esiste dalla notte dei tempi e l'uomo si è sempre confrontato con la morte, elaborando per questo i riti funebri.

Sebbene la morte faccia parte della storia da sempre, la morte è la madre di tutte le paure. Quando si accenna il tema della morte le persone si spaventano, non ne vogliono sentire parlare: in definitiva, è un tema scomodo.

Oggi si muore sempre meno nelle case e sempre più nei luoghi di cura, lontani dalla presenza dei familiari. Quando si muore si procede subito alla tumulazione, mentre una volta esisteva una ritualità fondamentale, si rendeva omaggio, si vedeva la salma, si partecipava alle preghiere. Questo permetteva di attivare il meccanismo della compassione e del rispecchiamento.

La morte ci può insegnare a vivere la vita. Se ci permettiamo di osservarla al di là della paura, essa diviene una maestra.

Ci insegna a non perdere il contatto con ciò che abbiamo ora, la vita. Il nostro bene più prezioso.

Vivere oggi è la nostra grande responsabilità. Il nostro compito è onorare la vita, onorare il nostro corpo, non abusarne, non danneggiarlo, proprio perché ne abbiamo uno solo. Onorare la vita significa anche avere cura della nostra parte più animica, energetica e mentale. Perché non siamo fatti solo di corpo, come ci vorrebbe far credere la moderna visione riduzionista, iniziata da Cartesio e mai più abbandonata.
La morte riguarda tutti e ci insegna che questo tempo che ci è dato (e che nessuno sa quanto durerà) lo dobbiamo vivere al meglio senza buttare via nemmeno un istante. Questa vita e questo tempo non sono cose scontate.
Ricordarcelo è un elemento decisivo per riscoprire il valore dell'unicità della nostra vita.

Perché per alcune persone è più facile e per altre è impossibile comprendere la morte?
Non è una questione solo di religione; come per altri temi (amore, malattia, valori) dipende dal livello di consapevolezza individuale.

I nostri sensi ci fanno vedere solo una parte della realtà, la maggior parte ci è oscura. Se avessimo dei sensi più sviluppati potremmo vedere molto altro, come i campi energetici, per esempio, potremmo "sentire" o "vedere" le energie.
Sulla consapevolezza si può lavorare.

Nella vita esistono diverse fasi: prima dei 7 anni siamo estremamente sensibili alle energie, ma non siamo in grado di razionalizzarle, dopo questa età poi perdiamo la capacità di ascolto delle forze sottili, veniamo condizionati da traumi e da limitazioni, da quello che ci viene detto e che ci può persino portare a vivere una vita non nostra.

Dentro il nostro cuore esiste una fiammella vitale e che dovremmo riscoprire: questa fiammella è il nostro desiderio. Non intendo il desiderio fisico e materiale, ma quello inteso come vocazione. Il lavoro che viene richiesto nella nostra vita è quello di scoprire il vero motivo per cui abitiamo questa vita.
La radice della sofferenza (tema presente in ogni misticismo e in ogni filosofia perenne) é proprio la mancanza di consapevolezza.

Lavoro quotidianamente con pazienti che si rivolgono a me per tanti motivi, ma che celano quasi sempre un grave problema di consapevolezza.
Andare verso la consapevolezza non è un lavoro facile, è un lavoro che pone ognuno di noi davanti ai propri "mostri". Per questo motivo tendiamo a scappare, ma se scappiamo, essi si ripresentano, sempre più grandi.

Come possiamo aiutarci ad uscire da tutto questo? Per farlo, possiamo pensare a dei livelli.
Il primo livello è la percezione, il secondo livello è rappresentato dalla conoscenza, ma questa non basta, il passo successivo, il terzo livello, è quello della consapevolezza che trascende e include sia la percezione che la conoscenza. Quando contattiamo la consapevolezza siamo costretti ad agire. La consapevolezza porta all'azione, se no ci ammaliamo.
Possiamo non agire se restiamo solo con la percezione e la conoscenza, ma non possiamo non agire se entriamo nella consapevolezza.

Cosa fare? semplicemente ascoltarci. Non esistono riti magici.

La cosa fondamentale è l'ascolto di noi. L'uomo lo fa da sempre. Attraverso la tecnologia della meditazione, che può essere di qualunque tipo, qualcunque cosa in grado di allineare la mente col cuore, uscendo dai dualismi come mente/corpo, giusto/sbagliato, bianco/nero, eccetera.

Questo non è affatto un cammino semplice.
Serve allenarsi con costanza e essere leggeri, come quando si va in montagna. Non meditiamo per stare bene nel momento in cui pratichiamo in quella mezz'ora, meditiamo affinchè quella mezz'ora lavori in tutta la giornata, proprio quando non meditiamo.

Con l'ascolto del nostro corpo, delle nostre sensazioni, con la consapevolezza dei nostri pensieri, piano piano arriviamo a vedere con gli occhi aperti, a svelare il vero, a dipanare i pretesti. Meditare è tornare al reale, fuori dall'inganno dell'illusione, meditare è fare spazio, fare vuoto.

Spesso mi viene chiesto come si possa prepararsi alla propria morte?
Rispondo che è possibile riconoscendo che la morte esiste. La morte non chiede di essere capita e compresa, ma chiede di essere osservata e vista. Nel momento in cui noi onoriamo la nostra vita abbiamo già fatto dei gran passi avanti nella consapevolezza e nell'accettazione incondizionata della nostra morte. La morte fa parte della vita come il respiro e il battito cardiaco, condizioni fondamentali della nostra esistenza.

Uscire dal dualismo significa non considerare la morte qualcosa al di fuori della vita, ma capire che fa parte della vita stessa. Solo così potremo vedere anche la nostra morte con grande apertura e meno paura.

Come mantenere un contatto spirituale con i nostri cari defunti?
Nella Bibbia si dice che non bisogna far interagire i morti con i vivi. I nostri morti possiamo ricordarli per quello che sono stati, noi siamo i nostri genitori, i nostri nonni, essi vivono nei nostri cuori, in quello che siamo, nelle cellule di cui siamo fatti. Non dobbiamo fare l'errore di vivere nel ricordo e nel passato. I morti sono morti e chiedono semplicemente di stare lì dove sono, non chiedono di tornare.

Li possiamo ricordare onorandoli e onorando la vita stessa.

Di Stefano Manera

Stefano Manera è medico, scrittore e docente. È specialista in anestesia e rianimazione, esperto di medicina funzionale, omeopatia. È istruttore di mindfluness e assistente spirituale nel fine vita.

23.01.2023

fonte: https://www.stefanomanera.it/blog/la-morte-maestra-di-vita/

Commenti (120)

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    1. absitiniuriaverbis 1 febbraio 2023

      Mi dicevano: si vive una sola volta.
      Errato, si muore una sola volta (reincarnazione a parte per chi necessiti di approfondimenti... ) ma si vive ogni giorno.

      Possiamo condividere questa osservazione o meno, ovviamente.
      Se la prendessimo in considerazione, i punti da chiarire sarebbero almeno due:
      * il primo è inerente l'utilizzo dell' impersonale 'si', al quale bisogna sostituire il personale al singolare ed al plurale
      *il secondo consiste nello smettere di parlare del 'senso proprio della vita' e nel cominciare ad adoperarsi per dare 'un senso alla propria vita'.

      Ho letto con molto interesse ed attenzione i vostri commenti. Non sono in grado di parlare né di teologia né di fede ma sono contento di essere in vostra compagnia.

    1. sbregaverse 30 gennaio 2023

      Fe' d'altra vita disacerba il duolo.

    1. 100scimmie 30 gennaio 2023

      La vita non è solo più forte della morte, è legata all'esistenza che è energia, e l'esistenza è l'unica possibile. La morte non è legata alla non esistenza, che non esiste, è legata solo alla vita.
      La non esistenza non esiste è un'invenzione, l'universo è sempre esistito, diversamente anche solo per probabilità sarebbe scomparso tutto, qualunque cosa dopo 14 miliardi di anni.
      Oppure la non esistenza è legata all'antimateria (casomai esista) e avrebbe energia negativa, al che anche questa allora sarebbe sempre esistita e il processo di creazione distruzione si ribilancerebbe senza avere in ogni caso assenza di esistenza (se non in altre forme poco consone alla comprensione del cervello umano).
      Ma dubito che la "dark matter" esista...in alfabeto base 6 fa giusto giusto 666...e mi pare a fiuto un prodotto di quelli là...messa apposta come polpetta avvelenata
      In ogni caso c'è vita anche oltre l'universo...è ufficiale...e un guaio per chi la vede diversamente...

    2. sbregaverse 31 gennaio 2023

      E' ufficiale&gentiluomo ?
      I miei complimenti, salti bene, tra un ramo e l'altro.
      Sospetto tu abbia la coda prensile.

    1. uparishutrachoal 29 gennaio 2023

      Il compito..il compito della nostra vita bisogna trovare..!
      Una volta trovato, lavorare con tutto se stessi per realizzarlo..e la morte allora sarà il meritato riposo del giusto, dolce e ben accolto.
      Quello che poi saccederà non è affar nostro..nostro compito è il lavoro da svolgere prima che la morte ci colga, o almeno avviarlo a buon punto senza dolerci della pigrizia.

      Solo la morte mi ha vinto...non l'accidia..( aforisma detto da un accidioso per mettere le mani avanti che non basteranno )

    1. indipendente 29 gennaio 2023

      È più facile onorare i morti, i cani i gatti e tutti gli animali in genere, da compagnia e non... tutto pur di non confrontarsi per paura di uscire dalla "zona confort".

    1. gianB 29 gennaio 2023

      E se io dicessi : "La vita é maestra di vita" ... chi mi smentirebbe?
      Ovvero "Il tutto é maestro" (di chi voglia imparare) .... e poi perché la morte .... la vita non ne ha piú bisogno ... forse qualcos'altro ...

      P.s. : Non ho letto l'articolo.

    2. sbregaverse 29 gennaio 2023

      Nessuna smentita ma la preferisco alla franciosa :
      MAÎTRESSE.

    3. Fantine 29 gennaio 2023

      Il significato è differente, alla franciosa, Sbrega.
      Lo so che lo sai.

    4. sbregaverse 30 gennaio 2023

      Devo pur imbastire qualcosa per farti sorridere ¿?

    5. Fantine 30 gennaio 2023

      Ti ringrazio, Sbrega 🙂

    1. Arthur 29 gennaio 2023

      Bella riflessione.
      Però non condivido la parte finale.
      Essendo cristiano, credo fermamente nella Resurrezione, come lo credevano i cristiani dei primi secoli, che conservavano fortemente la memoria degli insegnamenti di Cristo.

      "accettazione incondizionata della nostra morte."

      La morte non va accettata, ma vinta.
      La vita è la manifestazione più grande dell'Amore nel creato ed è immensamente piu forte della morte.
      Non abbiamo ancora compreso il Vangelo e questa incontrovertibile verità, quindi facciamo fatica a metabolizzare il concetto di Resurrezione.

      "La morte fa parte della vita come il respiro e il battito cardiaco, condizioni fondamentali della nostra esistenza."
      ... 
      "Uscire dal dualismo significa non considerare la morte qualcosa al di fuori della vita, ma capire che fa parte della vita stessa."

      Non la penso così.
      La morte è un incidente di percorso della nostra esistenza che sperimentiamo poiché non siamo ancora in grado di vivere secondo le nostre potenzialità.
      A tempo debito tutto si manifesterà.

      "I morti sono morti e chiedono semplicemente di stare lì dove sono, non chiedono di tornare."

      I morti attendono di risorgere.
      Resurrecturi quiescunt.
      E noi siamo chiamati ad aspettare la Resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

    2. Arthur 29 gennaio 2023

      Sono l'Amore, il Bene e la Giustizia ad essere maestri di vita, non la morte.

    3. emilyever 29 gennaio 2023

      A me dà molto conforto ripetermi la definizione di un ottantenne saggio:- Non si muore, si ritorna a casa- perchè noi siamo esseri di luce che in questa vita ci siamo incarnati in questo corpo. Non so se sia così, ma cosa costa crederci?

    4. Arthur 29 gennaio 2023

      È una visione consolatoria, ma dualistica, secondo me.
      La vita è una sintesi di spirito, anima e materia.
      Purtroppo siamo abituati a credere che la morte sia ineluttabile, ma non lo è.

    5. emilyever 29 gennaio 2023

      Perchè dualistica? la vita è tutto questo, finchè siamo in questa vita

    6. Arthur 29 gennaio 2023

      Non siamo esseri di spirito incarnati in un corpo, ma una unione di corpo-spirito-anima, almeno questo è quello che penso io.

      Einstein scrisse, poco dopo la morte del suo amico Miche Besso, una lettera alla sorella di lui, contenente una celebre riflessione sul tempo:
      «Michele è partito da questo strano mondo, un poco prima di me. Questo non significa nulla. Le persone come noi, che credono nella fisica, sanno che la distinzione fra passato, presente e futuro non è che un'illusione, per quanto tenace.»

    7. emilyever 29 gennaio 2023

      e' la stessa riflessione sul tempo che mi ha fatto l'ottantenne saggio

    8. Fedeledellacroce 29 gennaio 2023

      Penso che sei andata molto vicina.
      Quando qualcuno mi chiede, che succede dopo la morte, dove andiamo?
      Io rispondo che andiamo dove eravamo prima di nascere.
      Mi sembra assolutamente logico, e comunque é ció che sento.

    9. Fedeledellacroce 29 gennaio 2023

      Arthur, ma un non cristiano risuscita anche lui, oppure é un'esclusiva dei cristiani? Quelli "buoni" intendo eh!

    10. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2023

      Sagace impertinente!

    11. Arthur 29 gennaio 2023

      Resusciteranno tutti.
      E a tutti sarà data la possibilità di essere felici per l'eternità, anche ai malvagi, poiché chi sbaglia non perde il diritto alla felicità, ma ha il dovere di ravvedersi.

      La Resurrezione sarà, secondo me, un grande atto di Amore e Misericordia che restituirà a tutti il diritto sacro della vita, ma contemporaneamente non sarà più possibile il Male, ragione per cui i malvagi non potranno più fare danni.
      Dunque, poiché le opere malvage non saranno più possibili, gli empi resuscitati non costituiranno un pericolo.

      E non credo che l'Inferno sia quello che comunemente si crede.
      L'Inferno sarà, invece, la condizione in cui saranno i malvagi resuscitati, i quali, se continueranno a rifiutare il Bene, passeranno l'eternità a farsi il sangue amaro, infuocati di rabbia e digrignando i denti per il fatto di non poter compiere più le loro azioni empie.

    12. Arthur 30 gennaio 2023

      È la mia interpretazione che non coincide con quella ufficiale di Santa Romana Chiesa.
      I riferimenti sono le parabole evangeliche (che sono metafora del Regno di Dio che si realizzerà sulla Terra) e il Libro della Rivelazione (Apocalisse), nello specifico tutti i versetti dove si fa riferimento al "vincitore" che è il vero protagonista dell'Apocalisse (lasciando perdere tutte le fesserie medievali su questo Libro).

    13. Arthur 30 gennaio 2023

      Apocalisse:
      2,7
      2,11
      2,17
      2,26-28
      3,5
      3,12
      3,21
      21,7 (leggere prima 21,1-6)

    14. Arthur 30 gennaio 2023

      Prima Corinzi - 6,9-10:
      "O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio."

      Se, dopo la Resurrezione, chi si è comportato in un certo modo, vorrà continuare a farlo ancora, non entrerà nel Regno di Dio, cioè nella condizione nuova.
      Ma questa esclusione non sarà eterna.
      La possibilità di ravvedersi ed accedere al Regno di Dio continuerà ad esserci.
      Ad esempio, gli Ortodossi, a differrenza della Chiesa Cattolica, non affermano che l'Inferno (condizione in cui sarà chi è escluso dal Regno) sia eterno.
      Non si sono pronunciati al riguardo poiché, affermano, non si può mettere un limite alla misericordia di Dio.

    15. Arthur 30 gennaio 2023

      "Chiesa di Roma, la quale non mi interessa affatto"

      Ti consiglio di liberarti dai pregiudizi poiché ostacolano la comprensione di tante cose.
      E ricordati che lo Spirito soffia dove vuole e che la Verità sceglie di manifestarsi attraverso vie misteriose, e in genere sceglie proprio le persone e i luoghi più infimi che il mondo odia e disprezza, e nei quali il mondo vede sporcizia e miseria.

      Questo è infatti uno dei significati della Lavanda dei piedi: Dio si abbassa fino al livello più basso.

      Quando Gesù nasce, la Provvidenza incarica i pastori di annunciare a tutti la nascita.
      I pastori nel mondo antico erano visti con disprezzo, in quanto considerati una categoria di gente ignorante, sporca e miserabile.

    16. Arthur 30 gennaio 2023

      Leggi bene le parabole evangeliche.
      Ad esempio, quella del figliol prodigo.
      Se tu avessi un figlio che sbaglia, lo puniresti per l'eternità?

    17. Arthur 30 gennaio 2023

      Il Vangelo va interpretato.
      E non con la mente, ma con il cuore.

    18. Fedeledellacroce 30 gennaio 2023

      “O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.”

      Praticamente in paradiso non ci va nessuno....
      :-D :-D

    19. Arthur 30 gennaio 2023

      😖🤦‍♂️

    20. Fantine 30 gennaio 2023

      Arthur ha riportato il passo indicato da R66.

    21. Fantine 30 gennaio 2023

      R66, Arthur ti ha abbondantemente risposto.

    22. Arthur 30 gennaio 2023

      Di grazia, potresti gentilmente dirmi in quale passo del Vangelo Gesù afferma che coloro che sbagliano saranno castigati in eterno?

    23. Fedeledellacroce 30 gennaio 2023

      Non ti facevo cosí ferrato in teologia.
      Mi sorprendi!

    24. Arthur 30 gennaio 2023

      Apocalisse 14,9-11:
      "Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli"

      Le Scritture vanno interpretate alla luce del Vangelo, cioè degli insegnamenti di Cristo, Figlio di Dio fatto uomo.
      Non bisogna fare il contrario.

      Questo significa che è il Vangelo e quello che Gesù ha detto ed insegnato che deve fornirti i giusti parametri interpretativi della Sacra Scrittura.

      Gesù non ha mai proclamato una condanna eterna per chi sbaglia.
      Infatti gli Ortodossi non considerano i castighi dell'Inferno come eterni, poiché la Misericordia di Dio supera il Male e le nefandezze e debolezze degli uomini.

    25. Fantine 30 gennaio 2023

      Tu sei troppo buono Arthur, innanzitutto.
      Te lo ripeto.
      Sei troppo buono!
      Buonanotte ;)

    26. Arthur 30 gennaio 2023

      Bnotte.
      Vado a dormire anche io.

    27. Arthur 30 gennaio 2023

      Matteo 24, in specifico 45-50.

      Ok, sarà punito.
      Ma non c'è scritto che la punizione sarà eterna.
      Lo ripeto: in nessun passo del Vangelo Gesù parla di condanne e castighi eterni.

      Le Lettere del Nuovo Testamento sono degli Apostoli, l'Apocalisse è di Giovanni.
      È quello che Gesù ha detto nel Vangelo che deve guidare la retta interpretazione di tutto il resto.

    28. Arthur 30 gennaio 2023

      Mah, io interpreto tutto alla luce del Vangelo, cioè degli insegnamenti di Gesu che sono fondati sulla Carità, perché Dio è Amore.

      Esiste un racconto antichissimo (credo sia narrato da qualche Padre della Chiesa).
      Spesso i credenti chiedevano all'anziano evangelista Giovanni di parlare di Gesù, dato che lo aveva conosciuto di persona ed era il discepolo prediletto.
      Quando erano tutti riuniti, Giovanni si metteva al centro e ripeteva continuamente "Dio è Amore".
      I credenti, delusi, chiedevano perché si limitasse a ripetere questo.
      Giovanni rispondeva che questo è l'essenziale e che tutto il resto è un dettaglio.

      Beh, adesso vado a dormire, perché mi sono attardato.
      Bnotte.
      😴

    29. Vincent1 30 gennaio 2023

      L'unico che ha dato una risposta a questa domanda è stato Gesù Cristo: "Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me anche se muore vivrà e chi vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?". Dalla tua risposta dipende il tuo destino.

    30. Vincent1 30 gennaio 2023

      La seconda che hai detto.

    31. Vincent1 30 gennaio 2023

      Ti consiglio Giovanni 11,25

    32. Vincent1 30 gennaio 2023

      La Parola di Dio è molto chiara e non ha bisogno di nessuna interpretazione. Dio poi non ti richiederà alcuno sforzo né sacrifici. Tutto sta a non commettere un solo peccato. Quello che non sarà mai perdonato e cioè la mancanza di fede in Gesù Cristo. Poi tutte le religioni, compresa quella imperante nel nostro territorio ed anche le filosofie più strane non avranno alcuna utilità per portarti da Lui. Saranno SPAZZATURA.

    33. Fantine 30 gennaio 2023

      Cristiani e non cristiani, saremo giudicati sull’amore (il termine greco parla di genti) e non ci sarà chiesto se non di rendere conto dell'amore che avremo vissuto verso i fratelli e le sorelle, soprattutto verso i più bisognosi. E così il giudizio svelerà la verità profonda della nostra vita quotidiana, il nostro vivere o meno l’amore qui e ora.
      È la nostra vita il giudizio.
      Il "giudizio" non è la sentenza.
      Ma la parola di Dio va compresa, per quanto possiamo, col cuore, non (solo) con la mente.
      Ci sarebbe da ricordare la parabola dei vignaioli (c'è chi lavora dal mattino, chi da sera).
      Il nostro parametro di giustizia e di Amore non è quello di Dio.
      Poi io ed Arthur siamo della stessa "scuola" (per così dire) anche se lui mi precede e di molto nell'amore (e non solo).

      *Estendo anche a te, @Fedeledellacroce.
      Per rispondere alla tua domanda, Fedele.

    34. Vincent1 30 gennaio 2023

      Ognuno ha la libertà di opinione su cui io non discuto. Uno può essere ateo, credente, interista juventino ecc, se però vogliamo vedere il discorso dal punto di vista di Dio, dobbiamo necessariamente partire dalla Sua parola.
      L'amore fraterno (agapè) non è un qualcosa che ci fa meritare il premio ma le cose stanno esattamente alla rovescia e cioè, una volta che si è diventati credenti, l'amore deve scaturire come una causa del passaggio.
      L'amore è come la lancetta della benzina nel serbatoio. Se la lancetta è al massimo significa che il serbatoio è pieno. Io non posso vedere il livello della benzina come non posso vedere il livello di fede. Lo vedo solo nel momento in cui questa si esteriorizza tramite l'amore verso il prossimo.
      Amare il prossimo, fare beneficienza sono indubbiamente azioni estremamente onorevoli ma che, da sole, senza la fede non hanno valore ai fini della salvezza.
      "... poichè senza la fede è impossibile piacerGli".
      Ebrei 11 (il verso non lo ricordo).

    35. Fantine 30 gennaio 2023

      Un piccola considerazione, R66: non si dovrebbero cambiare i commenti, aggiungendo interi pezzi, dopo che il nostro interlocutore ha già risposto; gli si doverebbe rispondere di nuovo, altrimenti il dialogo e le risposte date, lette da chi (a differenza mia) non ha assistito al dialogo in diretta, assumono una diversa lettura.
      Con cordialità

    36. Fantine 30 gennaio 2023

      Il testo greco di Matteo, 25, 32:

      συναχθήσονται ἔμπροσθεν αὐτοῦ πάντα τὰ ἔθνη, καὶ ἀφορίσει αὐτοὺς ἀπ’ ἀλλήλων, ὥσπερ ὁ ποιμὴν ἀφορίζει τὰ πρόβατα ἀπὸ τῶν ἐρίφων,

      Traduzione:

      Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre.

      Le traduzioni dei termini si fanno nel contesto e la parola in questione significa popoli, nel senso delle genti. Quindi tutti, Vincent.
      Tutte le genti, ogni uomo.
      Questa è catechesi cattolica (a me piaceva il termine lectio divina ;) ).
      Con tale termine, poi, si indicavano anche i gentili (i pagani), nel senso delle altre genti.
      Questo brano di Matteo è l'ultimo insegnamento di Gesù (si fa per dire).
      La "carità", Vincent, nel senso autentico, non quello falso e ipocrita o talvolta misero e superficiale in cui molti hanno creduto di seguire l'insegnamento di Gesù.
      Dio è Padre e Gesù è Figlio.
      E grazie a Gesù anche noi siamo figli.
      Noi cristiani partiamo avvantaggiati rispetto alle altre genti ;)
      E dovrebbero riconoscerci da come ci amiamo gli uni gli altri.
      E dobbiamo ricordarci "non colui che dice Signore Signore...ma colui che fa la volontà del Padre mio".
      Torneremo a parlarne, fratello Vincent 🤝
      Perdona la fretta.

    37. Arthur 30 gennaio 2023

      Matteo nel capitolo 25:46 che cito, il grassetto è il mio: “E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna.”

      Nel testo originale greco il termine è, se non ricordo male, aionion.
      Viene tradotto eterno sia da cattolici che protestanti.
      In realtà tradurre così costituisce un errore superficiale e grossolano.
      Errori del genere sono frequenti per molti termini nel Vangelo.

      Ecco alcuni esempi.

      Aionion ha la radice di aion, termine che significa tempo.
      I termini adoperati dai greci per indicare il tempo erano tre o quattro: chronos, kairos, aion e un altro che non ricordo, comunque meno importante.
      La traduzione letterale puoi cercarla su internet o su vocabolari o libri di greco, anche se questi termini hanno assunto significati diversi nel corso dei secoli, infatti certi termini in epoca ellenistica (tra il II° e IV° secolo) avevano un differente significato rispetto al periodo più antico.
      Ad ogni modo il significato letterale non è poi così importante poiché determinate parole greche sono adoperate nel Vangelo per tradurre concetti tipici della cultura di chi parlava aramaico e quindi hanno in realtà un significato ben diverso.
      Una corretta interpretazione dei passi evangelici non può prescindere da questo.
      Dunque, i tre termini chronos, kairos e aion a livello teologico assumono un significato diverso da quello letterale.
      Chronos è il tempo degli uomini.
      Aion è il tempo di Dio.
      Kairos è il punto di incontro tra il tempo degli uomini e quello divino, ossia il momento opportuno in cui determinate cose volute da Dio si manifestano nella nostra realtà: quando Dio stabilisce qualcosa, lo fa nell'aion, cioè nel suo tempo, infatti Dio esiste, compie atti di volontà e delibera nel suo tempo; ciò che lui ha stabilito si realizzerà nel nostro tempo che è il chronos, inteso come successione di eventi, ma il momento della manifestazione della volontà divina o della sua azione (diretta o mediata) è il kairos, termine che andrebbe tradotto con momento opportuno oppure a tempo debito.
      Sul significato del tempo e su certi termini esistono riflessioni molto belle dei Padri della Chiesa e di altri autori medievali, come S. Pier Damiani.

      Quindi, tornando al passo da te citato, la corretta traduzione sarebbe: se ne andranno al supplizio, secondo il tempo di Dio.
      Cosa può significare?
      Che si tratta di un supplizio che Dio stabilisce nei suoi tempi e nei suoi modi, e pertanto che non è competenza nostra metterci al posto di Dio giudicando ed emettendo sentenze sugli altri.
      Del resto, Gesù ha detto di non giudicare.

      Ora non ho tempo, ma appena posso ti scrivo una riflessione sul termine kairos, utilizzato nel racconto delle Nozze di Cana, ma purtroppo tradotto in maniera sbagliata (letterale) che non fa capire il senso autentico del racconto evangelico.

    38. Arthur 30 gennaio 2023

      Per essere chiara andrebbe tradotta correttamente.
      Dipende da chi la traduce.
      Se si leggono traduzioni con termini tradotti in maniera erronea, si attribuiscono a Cristo cose che non ha detto o non si capiscono alcune cose.
      Non appena posso ti farò un esempio.

    39. Fantine 30 gennaio 2023

      So che lo sai e anche molto meglio di me, Arthur, ma a beneficio di chi legge, aggiungo: anche il termine greco κόλασιν" (αἰώνιον), può essere tradotto non solo con "supplizio", ma anche con pena, punizione (al di là della origine dal relativo verbo greco).
      Ma il discorso riguardava quel "aionon".

    40. Fantine 30 gennaio 2023

      Sbagliato posto.Spostato al commento in basso.

    41. Fantine 30 gennaio 2023

      Facciamo il punto: la Bibbia è un tutt’uno e non quello che pare al lettore.
      Se invece si va a pescare soltanto quel che fa comodo scartando le parti (a te) “scomode”, che ne stiamo a parlare a fare?
      Scrivi uno statuto tuo e nessuno avrà nulla da ridere.
      😉

      Il tuo commento originario era questo, R66.
      Ad ogni modo la tua aggiunta ha dato modo di proseguire il dialogo.
      L’avrei solo inserita dopo la risposta di Arthur ;)

    42. Fantine 30 gennaio 2023

      Perché "meschino", R66?
      Se scrivo qualcosa e tu rispondi a quello che ho scritto, se voglio precisare meglio qualcosa lo scrivo dopo la tua risposta.
      Lo trovo un modo di procedere più lineare. E, di regola, il dialogo con un interlocutore si svolge così. Lo scritto consente di modificare, ma sarebbe preferibile ed opportuno far seguire, non aggiungere.
      Tutto qui, R66.

    43. Fantine 30 gennaio 2023

      Se l’argomento ti interessa cerca di frequentare dei corsi biblici perché così non va affatto.

      Travisi e non poco le sue parole e passi dall'argomento all'interlocutore.
      Ti saluto, sempre con cordialità e rammarico.
      Hai perso una occasione.

    44. Arthur 30 gennaio 2023

      "Dicendo che anche ai “malvagi” non pentiti verranno abbonati i misfatti, si annienta il senso della venuta di Cristo.
      Tu la fai sembrare come una ripetizione di simil detti di Confucio."

      Non ho mai detto questo.
      Ho detto che tutti risorgeranno, sia i giusti che gli empi, e questa è una verità cristiana incontrovertibile.
      Sostengo solo che non ci sono elementi per affermare inequivocabilmente che la punizione o il castigo degli empi sarà eterno.
      Io credo che avverrà nei tempi e nei modi stabiliti da Dio che è Amore infinito.
      Personalmente credo che la punizione sarà eterna solo se gli empi non si ravvederanno.
      Quindi l'eventuale eternità della punizione non sarà un castigo inflitto da un Dio vendicativo, bensì una condizione duratura nella quale si troverà chi ha deliberatamente rifiutato il Bene e scelto il Male.
      E credo che la possibilità di ravvedersi non duri fino ad un certo punto per poi cessare con il Giudizio di Dio, ma la porta aperta continuerà ad esserci sempre.
      Infatti gli Ortodossi non si pronunciano sulla presunta eternità del castigo poiché non compete all'Uomo porre limiti alla misericordia e volontà divina, che agiscono non secondo la logica umana ma secondo quella divina.

    45. Vincent1 30 gennaio 2023

      Esatto. E' proprio così. Inoltre è insito nella natura umana il fatto di autoassolversi e auto premiarsi per doti che si pensa di avere.
      Qualora il nostro premio, cioè la salvezza fosse meritato, a cosa servirebbe la grazia di Dio?
      Potremmo passare direttamente in Paradiso con un nostro green pass da noi timbrato e attivato. Inoltre a cosa sarebbe servito il sacrificio di Gesù sulla croce. A dimostrare forse un Dio sconfitto oppure, come è in realtà, un Dio vittorioso?

    46. Vincent1 30 gennaio 2023

      Io purtroppo non avendo la conoscenza nè di greco, nè di ebraico nè di aramaico mi limito a quelle che sono arrivate fino a noi come traduzioni 'ufficiali' e, non noto in esse (tranne alcune eccezioni), evidenti differenze di significato.
      E' chiaro che, come mi è capitato ultimamente in cui ho discusso con una persona che ha letto il VT in ebraico, alzo le mani in quanto non potrei minimamente nè accettare nè contrastare neanche un rigo.

    47. Fantine 30 gennaio 2023

      R66, non ti allargare.
      Non parlare di ABC, per favore, ti si potrebbe rispondere a tono. Da parte di persone come me.
      Anche un cieco o un profano coglierebbe il livello del tuo interlocutore, la cui volontà io rispetto. E taccio.
      Studia, R66.
      Studia.
      E apri anche il cuore. Soprattutto se leggi le scritture.
      Persone come me, ti risponderebbero "fumala tu, io non sono capace".
      Perciò abbiamo entrambi strada da fare.
      Io nell'amore di certo.

    48. Vincent1 30 gennaio 2023

      A me sembra di capire che, una volta radunati tutti i POPOLI (nella mia versione è scritta 'tutte le genti' ma ciò non ne muta il significato), Egli li separerà ma non come popoli bensì come PERSONE. Ognuno secondo le proprie responsabilità. Per quanto riguarda la seconda parte del tuo scritto, non mi sembra che si discosti da ciò che io stavo dicendo in altri post.
      'E dovrebbero riconoscerci da come ci amiamo gli uni gli altri.' Ciò infatti è come dicevo io: non è l'amore che ci fa guadagnare la salvezza bensì è la salvezza che produce amore e solo da questo ci distingueranno dai non salvati.
      E' ciò che ho affermato più volte.

    49. Fantine 30 gennaio 2023

      Non è questo il punto, R66.
      E non c'entra la fede.
      Ricordi la lettera a San Paolo?
      Io ricordo il tuo primo commento e il seguito.
      Non prendere il garbo o la cortesia dell'interlocutore per debolezza, R66.
      Il mio commento riguardava il tuo parlare di livello basico o di studio.
      Un fuor d'opera enorme.
      Tanto più verso il destinatario a cui destinavi le tue parole.
      Si dovrebbe comprendere e saper comprendere il livello del proprio interlocutore.
      E non parlavo di me.
      Ti saluto, sempre con cordialità ed altrettanto rammarico, come sopra.

    50. Hospiton 30 gennaio 2023

      A proposito di evangelisti, che tu sappia la loro storicità è provata con sufficiente certezza?

    51. Vincent1 30 gennaio 2023

      Se io uso amore verso il prossimo compiendo atti caritatevoli e assistenziali, merito la salvezza?
      E' ciò a cui l'uomo è portato a rispondere di si.
      Ma la salvezza, così come Dio la intende non può essere qualcosa di meritato altrimenti la grazia non sarebbe più grazia bensì un do ut des, uno scambio alla pari. Andremmo nel Paradiso per i nostri meriti e tutto ciò che Gesù ha fatto per noi (morte sulla croce), sarebbe stato inutile.
      La Sua grazia è invece qualcosa di estremamente costoso che noi non potremmo mai contraccambiare ed è per questo che Lui ce lo da gratuitamente. L'unica cosa che ci chiede in cambio è la fede. Una volta che il primo passo è stato fatto, il cambiamento del nostro io sarebbe compito Suo. Lui lavorerà e farà il lavoro che noi, come uomini non saremmo mai stati capaci di fare.
      Diventare cristiani è quindi un arrendersi e dare il timone a Dio e Lui penserà a come meglio manovrare le nostre vite.

    52. Bertozzi 30 gennaio 2023

      Oh R66 anche te, quanta pazienza che hai, gli chiedi il versetto, non te lo sanno dare, gli porti allora tu il versetto e loro lo interpretano al contrario e ti dicono a te di studiare, dopo aver fatto una rielaborazione dello scritto degna di Netflix. E occhio che fra poco ti accuseranno di insulti personali, sei a un pelo proprio, visto che le risposte alle tue domande non ce le hanno, hanno l'ammore la benevolenza la provvidenza e il porco... (bestemmia ndA). Un po' come quando il soggetto in questione dopo aver cannato plateali previsioni (rivolta Patriots di destra in Usa e nazionalizzazione di Eni ed Enel qui da noi, non so quale faccia più ridere) ha fatto spudorata campagna elettorale per la Meloni per mesi interi quotidianamente, ovviamente da qualcuno spalleggiato, e poi se ne dimentica, a distanza di qualche mese, non ne parla più, quando la sua candidata è prima ministra e fa il peggio che può lui scompare, fa qualche mese senza scrivere, di modo che la cosa passi sotto traccia - quando fino al giorno prima scriveva in ogni post perche tutti dovevamo votare Meloni- e di sicuro non scrive dell'argomento in oggetto (la Meloni nostra redentrice), fa passare un po' di tempo di modo che la gente dimentichi e poi torna con ste fregnacce escatologiche degne dell' oratorio anni 70, dai, non dargli retta: profezie sbagliate, campagne elettorali di destra, escatologie cristiane degne del bar dei cinesi sotto casa; gli hai fatto tana come tanti prima di te, ovviamente non sarai perdonato e nessun regno dei cieli per te, per tutti, anche i peggiori - scopriamo oggi con grande sorpresa e sollievo dopo tal esegesi biblica - ci sarà un posto lassù, ma non per te.
      Per cui saremo almeno in due!

      P.s: è mia opinione che alcuni utenti si sono uniti a questo forum col preciso intento di mandarlo in vacca. Il tutto da ben prima delle elezioni e ben prima dell'affaire delle 'infiltrazioni' nella redazione, per chi ricorda gli eventi. Basta ricordarsi, guardare chi è apparso in tale periodo e negli ultimi due anni, che tipo di discorsi fa, per che parte politica è ovviamente schierato, e dove vuole portare gli argomenti e il livello del sito: e tutto il cerchio si chiude. Potrei fare almeno.5 nomi di utenti che fanno sto giochino sporco e palese, ma chi ha un po' di pelo sullo stomaco lì ha già belli sgamati e non ci perde più tempo (visto che il farci perdere tempo su questioni inutili e abbassare il livello delle discussioni è il loro unico fine).

    53. Hospiton 30 gennaio 2023

      Confermi quanto ho sempre pensato sull'argomento (su cui ho conoscenze "tecniche" non eccelse, ho letto solo alcune parti delle Scritture, mentre le ricerche storiche portano a risultati che in altri ambiti verrebbero ritenuti a dir poco insufficienti per la legittimazione di una grande istituzione), la colonna portante è la fede. Per questo non condivido l'accusa di "pregiudizi" che, se ho ben compreso, ti è stata rivolta a proposito dell'indifferenza che nutri nei confronti della mediazione "romana" in materia, mi riferisco a un commento più in alto di Arthur...essendo per l'appunto una questione di fede, superato il confine delle dotte disquisizioni teologiche si entra in una dimensione in cui ognuno può dire la sua perché nulla è provabile oggettivamente, non in questa esistenza, ma ogni esperienza è soggettiva, la verità è inattingibile per me come per i più illustri teologi e biblisti. Pertanto trovo il tuo disinteresse (semplifico) nei confronti della Chiesa Romana (il cui operato cozza spesso e volentieri con gli insegnamenti attribuibili a Cristo) perfettamente comprensibile, il pregiudizio non c'entra.

    54. Bertozzi 30 gennaio 2023

      Perché la loro è un interpretazione delle scritture mediata dall'Hollywoodiano lieto fine; che ci vuoi fare, i telefilm anni 80 arrivano fin sul pulpito.

      (Invertono la frase "come in alto così in basso" in "come in basso così in alto", come fa notare il libro che ti ho dato tempo fa...)

    55. Fantine 30 gennaio 2023

      Caro Hospiton, Arthur non ha affatto difeso la mediazione romana, né accusato nessuno.
      Certi incipit mostrano una chiusura - a mio parere - che non consentono un dialogo sereno.
      Quanto a me riesco a dialogare con persone di altre fedi con un atteggiamento di reciproco rispetto.
      Il dialogo, a prescindere dalla conoscenza dell'etimologia del termine, indicativa del procedere dialogico, presuppone rispetto.
      E di solito si comprende il livello dell'interlocutore.
      E si parlava di esegesi, non di fede.
      Non chiedo patenti ai miei interlocutori e non rilascio giudizi sul livello culturale, quando dialogo.
      Il resto è altro.

    56. Bertozzi 30 gennaio 2023

      Uffa, ma insomma, non basta interpretare il vangelo col 'cuore'?
      Era così facile. Tanto ognuno c'ha il suo, di cuore, per cui vale tutto. Problema risolto.

    57. Bertozzi 30 gennaio 2023

      Infatti, come sei esigente oh...

    58. Fantine 30 gennaio 2023

      @Sbregaverse
      Ho compreso ora, caro Sbrega, alcuni dei tuoi commenti passati, rivolti a me.
      Sempre touchè.
      E merci.
      Spero di conoscerti un giorno, se vorrai.

    59. Hospiton 30 gennaio 2023

      Bè Fantine, Arthur ha parlato di pregiudizi con riferimento a un commento di R66 sulla Chiesa Romana, riporto "Chiesa di Roma, la quale non mi interessa affatto”

      Ti consiglio di liberarti dai pregiudizi poiché ostacolano la comprensione di tante cose". inequivocabile direi. Dati i trascorsi della Chiesa Romana direi che parlare di "pregiudizi" sia fuori luogo, qualora si decida di non riconoscerle l'essenzialità che si è auto-attribuita nei secoli, e il non riconoscerne un'autorità indiscutibile non impedisce di confrontarsi serenamente sulle Scritture né dovrebbe essere d'ostacolo alla comprensione delle stesse, in caso contrario si sconfina nel dogmatismo. La dimensione spirituale, cui le Scritture dovrebbero fornire una sorta di chiave d'accesso, non ha bisogno di mediazioni, per come la vedo io, ognuno la può vivere in modo del tutto personale perciò non trovo corretto parlare di "pregiudizi", tutto qui.

    60. Hospiton 30 gennaio 2023

      Sai, lo trovo un aspetto dell'esistenza (intendo la fede, la ricerca di qualcosa che vada "oltre") così vasto, Soggettivo, imperscrutabile, inesprimibile che non ho mai sentito l'esigenza di domandare a qualcuno suggerimenti, consigli, come se in qualche modo sapessi dal principio che nessuna risposta mi avrebbe mai soddisfatto o realmente coinvolto. Lo vivo come un percorso estremamente intimo, personale, forse scoprirò qualcosa, forse no, in ogni caso credo non riuscirò mai a trasmettere alcunché ad altri per mezzo del mero, limitatissimo, linguaggio.

    61. Hospiton 30 gennaio 2023

      Ecco, appunto, non conoscevo il passo, gli spazi si restringono e la mia idea di spiritualità già ne risente...chi può darmi certezze sul buon Timoteo? Affidabile?

    62. Hospiton 30 gennaio 2023

      Si, si, quel che intendevo è che in effetti non cerco, non ne parlo (questa è la prima volta che mi capiti di discutere di Fede da non so quanto) non scarto né prendo nulla volontariamente, non con un preciso obiettivo in testa... insomma alcune cose capitate "casualmente" mi han fatto intuire che qualcos'altro ci sia, per ora non sento la necessità di indagare oltre (o forse non sono spiritualmente pronto)

    63. Hospiton 30 gennaio 2023

      Basta che non sia un vento "artificiale".
      (Da quel che ho assaggiato nel menù teologia E interpretazioni, sento che nulla come profondi studi in materia mi allontanerebbe dal trovare la Fede. Interessantissimi storicamente, filologicamente, ma non profumano di Verità, ovviamente mia personalissima opinione)

    64. Fantine 30 gennaio 2023

      Leggiamo forse in maniera diversa, caro Hospiton.
      Ho seguito il dialogo da spettatrice inizialmente.
      Per deformazione personale e professionale il metodo dialogico lo considero una ricchezza.
      E questo nei vari ambiti del sapere.
      Spero di conoscere anche te, un giorno, se vorrai.
      Magari andiamo a trovare @Sbregaverse, in luogo neutro! Lontano dai suoi libri e dai tuoi!
      E ci portiamo dietro qualche altro compagno di CDC ;)

    65. Hospiton 30 gennaio 2023

      Forse si è espresso male, non saprei, però la frase non lascia granché spazio ad altre interpretazioni. A ogni modo il dibattito tra R66 e Arthur (più aggiunte come la mia) mi pare sereno e civile, normali discussioni che ci stanno tutte, direi di non drammatizzarlo più del dovuto. Ultimamente mi sposto con poca frequenza dalla mia cara vecchia Sardegna ma magari capiterà Fantine, a presto 😉

    66. Arthur 31 gennaio 2023

      Invece si tratta proprio di pregiudizi.
      Ad ogni modo, occorre ribadire che in una civile ed onesta discussione ci si confronta liberamente e con schiettezza, senza offendere gli interlocutori (e questo non è comunque avvenuto, ad eccezione di qualcuno che fa sempre ironia di cattivo gusto).

      Però, se quando si argomentano le proprie opinioni, si alzano muri, questi si chiamano pregiudizi o chiusura mentale.
      Ad esempio, se uno cita Santa Romana Chiesa (della quale io stesso non condivido molte cose e ti assicuro che sono tante) e il tuo interlocutore ti risponde così:
      "Non ho parlato della chiesa di Roma, la quale non mi interessa affatto, ho chiesto riferimenti scritturali."...
      Questo significa assumere un atteggiamento di chiusura verso ciò che un soggetto o istituzione (o ente) dice ed insegna.
      Voglio ricordare a tutti che la Chiesa in 2000 anni, oltre ad averne commesse di tutti i colori, ha anche prodotto una tale vastità di riflessioni teologiche, spirituali e morali (decine di migliaia di volumi) da poter costituire una biblioteca immensa.
      Ad esempio, io non condivido svariate cose scritte da S.Agostino (cose che considero anche piuttosto gravi) ma non per questo, se uno parla di S.Agostino, io alzo un muro.

      Ne respicias a quo, sed quod dicitur.
      "Non badare a chi parla, ma a ciò che dice" (S.Tommaso d'Aquino)

    67. Arthur 31 gennaio 2023

      Quello che scrivi (insieme a quello che hai scritto in un post più sotto) corrisponde grosso modo al punto di vista di Lutero.

      Io non condivido il punto di vista protestante.
      La visione protestante è dovuta al fatto che Lutero ha costruito la teoria della giustificazione per sola fede interpretando alcuni passaggi in maniera erronea sfiorando il ridicolo.

      S.Paolo quando diceva che non sono le opere a giustificarci, si riferiva alle "opere della Legge ebraica", cioè parlava di una miriade di pratiche come ad esempio abluzioni rituali, circoncisione, regole alimentari, etc.
      Ovviamente non si riferiva alle opere buone e agli atti di carità che devono accompagnare la fede di chi crede, altrimenti questa è vuota e non serve a nulla.
      È nelle opere di Bene che si manifesta la fede.
      Le opere di Bene sono segno di una vita coerente e conforme a ciò che Cristo ha insegnato.

      Quanto alla Grazia, questa è una condizione gratuita che Dio ci dona in Cristo e che ci trasforma in uomini nuovi, ma non è una sorta di aura magica che ti salva come se ci fosse un Dio che con la bacchetta magica ti invia la brillantina sulla testa.
      Se la Grazia non è testimoniata dalle nostre opere e non porta frutto, non serve a nulla, significa avere un tesoro e non utilizzarlo; e non utilizzare questo dono (nella carità che si compie nelle buone opere) significa svilirlo e vanificarlo.

      Grazia e opere buone sono i due lati di una stessa moneta, sono pertanto complementari ed inseparabili.
      Dunque, Grazia e opere costituiscono una moneta preziosa.
      Questa moneta è il "talento", moneta romana di cui Gesù parla nella celebre parabola dei talenti.
      Il vero significato della parabola dei talenti è che dobbiamo far fruttare il dono della Grazia nelle buone opere.
      La Grazia senza le opere è come la moneta nascosta sotto terra.

    68. sbregaverse 31 gennaio 2023

      NON ad aggiungere scompiglio , ma ETERNO E' per molti (ed è mia doxa esegetica), in un illusorio spaziotemporale, semplice :
      ADESSO.
      N.B. NON sono interessato a disquisire su pene suplizi ovvero sui suplizi mediante (il) pene.
      L'attenzione va posta altrove.

    69. sbregaverse 31 gennaio 2023

      VENUTA DI Cri....?!
      PURA BLASFEMIA !

    70. sbregaverse 31 gennaio 2023

      GUARDA che ci sono fior di teologhe/teologi che negano l'esistenza e del purgativio e dell'infernevole.
      P.S. Nell'ambito del romano cattocomunista vaticanesimo.

    71. sbregaverse 31 gennaio 2023

      PERCHE' ?!(non- ci- va-nessuno)
      CI SONO GIA'.

    72. sbregaverse 31 gennaio 2023

      Agapè NON è amore fraterno ,bensì :
      AMORE INCONDIZIONATO

    73. sbregaverse 31 gennaio 2023

      TUTTE LE CREDENZE SONO
      IMMONDIZIA.

    74. sbregaverse 31 gennaio 2023

      GLI ERRANTI nel mondo antico erano praticamente TUTTI pastori.

    75. Arthur 31 gennaio 2023

      Quando parlavo di offese non mi riferivo a te.
      Non ho nulla contro il sarcasmo, l'ironia che allieta una discussione e neanche contro un linguaggio un po' provocatorio che stimola al confronto.
      Quindi non c'è bisogno di scuse da parte tua.
      E non è necessario che si scusi con me neanche chi esagera nei miei confronti, in definitiva si tratta di cose irrilevanti di fronte ai problemi seri della vita.

      secondo te, quale delle 7 chiese rappresenta il fare dell’attuale chiesa di Roma?

      Non so risponderti.
      Dovrei emettere un giudizio e non mi compete.

    76. Arthur 31 gennaio 2023

      Ora sei un fine teologo.

    77. sbregaverse 31 gennaio 2023

      Biblica ?!?

    78. sbregaverse 31 gennaio 2023

      QUI ci si limita alla teologhia cristiana cattolica romana, seguita, si fa per dire, da 1,1/2 miliardi di fedeli,sempre si fa per dire.
      Arturone mio ,DEVO continuare ?
      SEI TROPPO informato intelligente acculturato ecceterato ecceterato per una disamina che porta al
      nula nula( il NULLA è altra coscia ....COSA)

    79. sbregaverse 31 gennaio 2023

      ACCIO una discreta trentennale infarinatura con pratica e grammatica di :
      MISTICA COMPARATA DELLE GRANDI( ANCHE PICCOLE)
      RELIGIONI
      N.B. E ,dato che vado predicando da sempre, e la tua memoria NON difetta, ti dovresti essere fatto un' idea sullo sbrega-teologo-mistico.

    80. Fantine 31 gennaio 2023

      Bella battuta, Sbrega!
      Perfettamente in tema!
      No, caro Sbrega, il mio amato compagno ha l'esclusiva e ci piace così ;)
      E poi sono certa che hai sentimenti paterni nei miei riguardi.
      Mi hai detto che ti ricordo tua figlia e nei termini da te espressi.
      A proposito, spero ti sia piaciuto il brano al pianoforte che ti ho girato, anche se non ero io a suonarlo. Il pianoforte.

    81. Fantine 31 gennaio 2023

      Concordo sul fatto che l'attenzione vada posta altrove, Sbrega.

    82. sbregaverse 31 gennaio 2023

      Questa volta sei tu a stupirmi.
      NON aspettavo replica alcuna ad una battutaccia(debole e telefonata) di una banalità che più banale di così ,forse, solo, compare Turi mi potrebbe invidiare.

    83. sbregaverse 31 gennaio 2023

      CI SI PUO' accontentare di una BUONA FIDUCIA.

    84. sbregaverse 31 gennaio 2023

      BRAVO ti sei tolto dal gruppone dei segaioli IRRIDUCIBILI.
      SEMPRE senza difetto di affetto.

    85. Fantine 31 gennaio 2023

      Ma che battutaccia, Sbrega!
      Nè banale. Sei rimasto in tema!
      Certo che Turi ti è rimasto nel cuore!

    86. sbregaverse 31 gennaio 2023

      SE NON FOSSE RISORTO TUTTO CAMBIEREBBE.

    87. sbregaverse 31 gennaio 2023

      .....sei ad un pelo proprio......
      molto approssimativo e vago.
      SPECIFICARE di che pelo trattasi.
      "NON è un capello ma un crine di cavallo uscito dal paltò "

    88. Hospiton 31 gennaio 2023

      Mah, potrei definirli pregiudizi se ci riferissimo a qualcuno che si ostina per partito preso a non aprire un saggio che tratti di storia della Chiesa, patristica, interpretazioni bibliche, esegesi ecc, ma pretende di dare giudizi basati sul nulla o su luoghi comuni sentiti qui e là...in quel caso sarei d'accordo nel parlare di atteggiamenti pregiudizievoli, che biasimo quanto te. Nel caso di R66 mi sembra però lampante che vi siano vaste letture a sostegno delle sue posizioni, letture che gli han fatto ravvisare aspetti contraddittori nel modus operandi ecclesiastico (e qui mi sono sentito coinvolto anch'io, perché ho notato cose simili pur partendo da basi differenti, perciò sono intervenuto) quindi non parlerei di pregiudizi, piuttosto di differenti vedute, opinioni, interpretazioni date con una certa cognizione di causa. Nient'altro, mi sembra che tutto si sia chiarito, per me si tratta di dibattiti proficui.

    89. Hospiton 31 gennaio 2023

      Fatico anche con quella, ma posso lavorarci...

    90. sbregaverse 31 gennaio 2023

      TROPPA GRAZIA SANTANTONIO.
      Ricordo la Pentecoste.
      TREDICI ( dodici più MARIA)
      TREMEBONDI che in un colpo solo vengono, arsch aarssss aaaahhh, illuminati dalla GRAZIA e coraggiosi come leoni vanno a diffondere il VERBO.
      E non sono luterano, anzi sì, sono un
      l'uterano, a corto di battute.
      E certo questo è un episodietto secondario sicuramente metaforico?!

    91. Vincent1 31 gennaio 2023

      Ma è risorto.

    92. Vincent1 31 gennaio 2023

      Ti dico la verità. E' più difficile rispondere ad un ateo che a uno che si professa credente e che poi in realtà non lo è.
      Un ateo, per quanto ingiustificato davanti a Dio, conserva, da un punto di vista umano, un fondamento di coerenza.
      Coerenza che va rispettata e accettata. Ovviamente rimane sempre valido l'invito ad aprirsi. E' un invito. Niente di più.

    93. Vincent1 31 gennaio 2023

      Perchè? L'amore fraterno, secondo le direttive che Dio ci dà, è condizionato?

    94. Vincent1 31 gennaio 2023

      "Quanto alla Grazia, questa è una condizione gratuita che Dio ci dona in Cristo e che ci trasforma in uomini nuovi"
      Dici bene. Hai detto tutto.
      La grazia, lo dice il suo nome è gratuita e, dopo averla ricevuta si diventa uomini nuovi.
      Le opere dovranno scaturire ma come conseguenza della grazia ricevuta.
      Se ciò non avviene, se non si dimostra amore verso il prossimo, il credente deve porsi una domanda: sono stato veramente toccato dalla Grazia?
      Perchè è solo la Grazia di Dio che trasforma gli uomini. Con tutto il mio sforzo, io non riuscirei a farlo.
      Per quale motivo Francesco di Assisi ha dato il suo patrimonio ai poveri? Si è sforzato di farlo oppure è stato il tocco di Dio a trasformarlo?

    95. sbregaverse 31 gennaio 2023

      Le erbe voglie non crescono nemmanco nel paradiso terrestre, nel regno dei cieli, difficile, ma a dire il vero non ci sono mai(ancora)
      stato.

    96. sbregaverse 31 gennaio 2023

      NON hai chiara la situazione.
      C'è quello INCONDIZIONATO, quello condizionato e quello che ha avuto la CONDIZIONALE.

    97. Vincent1 1 febbraio 2023

      No. Volevo proprio dire che è più difficile appunto perchè un ateo, non avendo avuto il tocco divino, rimane in un contesto umano e il suo ragionamento (sempre umanamente parlando), è coerente.
      A lui si può rispondere ovviamente incoraggiandolo a chiedere questo tocco e parlando di ciò che Dio ha fatto per noi e mostrandogli gli effetti del cambiamento (amore). Altro non si può fare.
      Con un credente che ha invece delle idee strane, si può avere un confronto sulla base delle scritture ed avere un dialogo costruttivo.

    98. Vincent1 1 febbraio 2023

      Penso di aver capito a cosa alludi e francamente non posso darti torto.
      Che tristezza.

    1. gix 29 gennaio 2023

      La morte presuppone una vita vissuta, ma i modi per viverla sono indifferenti alla morte stessa. Questo giustifica per esempio quelli che muoiono giovani, come è capitato a quei 5 poveri ragazzi immolatisi sulla strada, tutti all'inizio della propria esistenza. Ma anche quelli che campano 100 anni, e magari muoiono nel migliore dei modi possibili, avranno reso utile la loro esistenza, per se stessi prima di tutto, e poi magari per gli altri? Cosa distingue una vita produttiva, dal punto di vista della consapevolezza, da una vita che passa così, senza colpo ferire e senza esperienze degne di essere ricordate o condivise? Certo, ora in Ucraina c'è molto lavoro per la morte, ma, per esempio, bisognerebbe provare a spiegare perchè in Messico l'hanno fatta santa, non solamente per esorcizzarla, credo.

    1. alduccio 29 gennaio 2023

      Se ci hanno mentito su tutto, possibile che abbiano tralasciato proprio la morte?

    2. emilyever 29 gennaio 2023

      Infatti, se ti riferisci a questi ultimi anni, non hanno tralasciato la morte, ci hanno vietato le autopsie, per capire di che cosa fossero realmente morti ed eventualmente trovare le cure prima che arrivasse il siero natalizio...

    1. Individualista 29 gennaio 2023

      La paura della morte ha contribuito enormemente alla follia degli ultimi 3 anni.

      Ci sono soggetti, la maggior parte, che vivono ogni istante della loro vita con questo sottofondo costante che non gli fa vivere nulla; di conseguenza mi permetto di arrivare al paradosso che vive veramente persino un depresso allettato che paura non ha rispetto ad un giramondo felice che invece paura ha.

      Non avrò mai figli ma se li avessi avuti, arrivati alla scoperta della morte, avrei contattato la famiglia di una persona vecchia morta qualche giorno prima e avrei chiesto loro, spiegandone i motivi, se sarebbe stato possibile partecipare alla veglia prima del funerale col preciso scopo di mostrare ai miei bimbi cosa è la morte: annullamento di tutte le possibilità (su questa Terra) e dunque necessaria spinta alla vita.

      Avrei dato loro anche un grande aiuto per non farsi sparare il diserbante genico, proprio perché avrei fatto di tutto per mitigare al meglio il loro impulso di morte "esacerbando" la loro voglia di vita.

    1. LuxIgnis 29 gennaio 2023

      C'è una cosa in questo mondo che non devi mai dimenticare di fare. Se dimentichi tutto il resto e non questo, non c'è nulla di cui preoccuparsi, ma se ricordi tutto il resto e dimentichi questo, allora non avrai fatto nulla nella tua vita.
      È come se un re ti avesse mandato in qualche paese per svolgere un compito,
      e tu esegui un centinaio di altri servizi, ma non quello che ti ha mandato a fare. Quindi gli esseri umani vengono in questo mondo per fare un "lavoro particolare". Quel lavoro è il compito, e ogni compito è specifico per la persona. Se non lo fai, è come se un coltello della migliore tempra fosse inchiodato su un muro per appendere le cose.
      Per un centesimo, si potrebbe comprare un chiodo di ferro per quella funzione.
      Ricorda la radice profonda del tuo essere, la presenza del tuo signore. Dai la tua vita a chi già possiede il tuo respiro e i tuoi momenti. Se non lo fai, sarai come colui che prende un prezioso pugnale e lo infila nel muro della sua cucina in modo che sia un perno a cui appendere il mestolo.
      Perderai preziosa amabilità e ignorerai scioccamente la tua dignità e il tuo compito.

      Rumi

    1. IlContadino 29 gennaio 2023

      "La vita non ti appartiene e ti può essere tolta in qualsiasi momento, rifletti su questo."
      Così recita l'aforisma buddista, roba tosta, mica bruscolini.
      Mezz'oretta in meno di tv, mezz'oretta in più di riflessione su questo, vedi come cambia la faccenda;-))
      Buona domenica a tutti

    2. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2023

      Di quale vita parli? Ce n'è almeno una che nessuno ti può togliere...😜

      Sarà che oggi è il secondo giorno lavorativo dopo il capodanno cinese...!

    1. clausneghe 29 gennaio 2023

      Don Juan disse che "La morte è l'unico fatto veramente importante che possa capitare all'uomo" e abbiamo detto tutto..

    1. Eugiorso 29 gennaio 2023

      Questo discorso sulla morte potrebbe essere d'uopo, visto che i criminali neocon usa (il riferimento di crosetto guerrafondaio) stanno spingendo per un confronto nato-Russia e un allargamento del conflitto in ukraina ... Con il primo uso delle armi nucleari, il discorsetto sulla morte diventerà di attualità in tutta Europa e, a stertto giro di posta, nel mondo (speriamo anche negli stramaledetti usa).

      Tuttavia, se le cose precipiteranno con l'uso del nucleare strategico (dopo quello tattico) non avremo molto tempo per svilupparlo ... Qundi sarà del tutto inutile.

      Cari saluti

    2. clausneghe 29 gennaio 2023

      Bhè, Orso, la cosa, essere al centro di un'esplosione termo nucleare, avrebbe pure i suoi vantaggi.
      Ti dissolvi allo stato gassoso istantaneamente, niente sofferenza, niente riti e funerali dispendiosi, niente di niente solo una gran botta e vai a conoscere il Fattore di tutte le cose..Ahaah.

    3. Eugiorso 29 gennaio 2023

      La morte ci dissolve in atomi che poi possono vagare liberamente nell'universo ... senza pagare benzina o trasporto pubblico, vittime del "caro vita".

      Siamo in sintonia.

      Cari saluti

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