La misura di una nazione

La misura di una nazione

Larry Romanoff
unz.com

Una delle principali iniziative di propaganda americana pretenderebbe di misurare e giudicare le altre nazioni, un teatrino in cui gli Americani, con la preziosa assistenza dei media di proprietà ebraica, si appropriano dell'unico microfono e fanno valere il loro presunto diritto di giudicare la validità morale intrinseca delle altre nazioni, delle altre forme di governo, e persino delle altre culture nazionali. Ma la maggior parte degli standard applicati a queste enunciazione di "com'è bello essere Americani" sono vacui, misure indefinite e in gran parte indefinibili, praticamente non misurabili e, per lo più, utopiche sciocchezze. Veniamo costantemente bombardati da vuote affermazioni sulla "libertà," sui "valori democratici," sullo "Stato di diritto," sull'"ordine internazionale basato sulle regole" o su cose come "una società debba essere genuinamente libera e aperta." Le frasi, pur essendo accattivanti, sono talmente generiche da essere prive di significato.

La superiorità morale non deriva dall'enunciazione di luoghi comuni o di presunti valori utopici, ma dalle azioni. Si è ciò che si è, non ciò che si dice di essere. Non mi interessa molto quello che dite di sostenere o in cui credete; mi interessano le vostre azioni, che sono la vera prova. Questi spettacoli giovanili di pubbliche relazioni consistono per lo più in Americani che sprecano il tempo di tutti rivendicando sciocchi e mitici ideali, fornendo lunghi elenchi di cose in cui "credono," ma che non mettono mai in pratica; le loro convinzioni religiose non provano nulla se non l'isteria di massa, specialmente le parti sui valori democratici. Gli Americani credono di essere "buoni," ma in che modo? Come individui o come nazione, sono migliori o moralmente superiori ad un Canadese, un Tedesco, un Cinese o un Brasiliano? La semplice verità, ovvia per tutti tranne che per gli stessi Americani, è che non sono superiori, e ci sono prove schiaccianti del contrario.

Quando discutiamo della natura delle nazioni, del valore intrinseco dei loro governi e delle loro strutture, e persino della stessa morale sociale, [non dobbiamo dimenticare che] queste norme, stabilite dagli Americani, sono esse stesse sbagliate. La distinzione più importante per una nazione, come per un individuo, è il suo carattere, dimostrato dai fatti piuttosto che dai luoghi comuni, la cui principale caratteristica determinante è l'atteggiamento verso l'umanità, che si riflette principalmente nel suo livello di aggressività o belligeranza - nel desiderio di pace o di guerra. La maggior parte di tutto ciò che è importante per una nazione o per una persona deriva da questa distinzione, da una predisposizione al rispetto per le persone o al disprezzo e all'aggressione. Anche se spesso definiamo queste caratteristiche in termini politici, la loro natura di base non è politica, ma umana e riflette il carattere e la natura delle persone che vivono in queste nazioni. La vera misura di una nazione è data dalle stesse caratteristiche che utilizziamo per misurare le persone. Non valutiamo le persone principalmente in base alla loro politica, alla loro religione o alla loro salute, all'entità del loro patrimonio o alla loro forza fisica. Tutte queste caratteristiche sono per lo più irrilevanti quando chiediamo: "che tipo di persona sei?"

Le nazioni hanno personalità e caratteristiche che servono a definirle. I Tedeschi sono famosi per la loro precisione e il rispetto della qualità. Solo la Germania può costruire Mercedes e BMW. Solo gli Italiani possono progettare e produrre Ferrari e Lamborghini. Solo i Francesi potevano produrre la 2CV. Non è un caso che l'Italia e, in parte, la Francia siano i centri della moda mondiale. Alcune nazioni e i loro popoli sono impregnati di una cultura che valorizza la coesione del gruppo piuttosto che l'individualità, oppure si concentrano naturalmente sulla ricerca della qualità della vita, piuttosto che sull'accaparramento di beni. Alcuni popoli sono interessati principalmente al denaro, altri al potere. La virtù è importante per giudicare una nazione, così come lo è per le persone. Possiamo essere naturalmente invidiosi e forse attratti da persone ricche, belle o potenti. Ma, quando valutiamo gli altri, la maggior parte di noi è in grado di guardare oltre l'aspetto esteriore e superficiale e di frugare un po' più a fondo, concentrandosi innanzitutto sugli aspetti essenziali del carattere di una persona.

Chi ammiriamo nel corso della nostra vita? Le persone forti, ma buone. Uomini e donne di grande virtù e carattere saldo, che non sono arroganti, cattivi o meschini, ma pazienti e tolleranti con chi è meno dotato. Ammiriamo la generosità e il cuore gentile. Disprezziamo la meschinità e la vanagloria, così come la gelosia e l'invidia. Aboliamo la violenza e le persone violente ed evitiamo chi si arrabbia facilmente. Nessuno rispetta un uomo che per farsi valere ricorre alla forza fisica o a conoscenze influenti. Nessuno ammira una donna che manca di pudore, né abbiamo alcun rispetto per gli uomini che si divertono a predare i deboli e le donne. A nessuno piace un prepotente o un ipocrita, un bugiardo o un ladro. Nessuno di noi sceglie di stare in compagnia di qualcuno che vuole sempre avere il controllo, che si rifiuta di riconoscere i bisogni o i desideri degli altri, e tutti conosciamo i pericoli di un uomo che gode del potere quando lo ottiene. Ammiriamo invece coloro che mostrano pazienza e tolleranza verso chi è meno fortunato. Rispettiamo l'onestà e l'integrità personale, l'aderenza alla verità, un alto livello di maturità. Ammiriamo il coraggio e disprezziamo i codardi. Guardiamo con simpatia coloro che hanno un senso di giustizia per il prossimo e per se stessi, che trattano gli altri come loro vorrebbero essere trattati. Non amiamo ed evitiamo il bugiardo abituale e la maggior parte di noi nutre un naturale e meritato disprezzo per chi mente.

Quindi, se dovessimo valutare Capitan America, come si collocherebbe in termini di superiorità morale o di altro tipo? Iniziamo con i tratti superficiali, dobbiamo ammettere che è fisicamente forte, più ricco di molti, forse bello e ben vestito, e sembra vivere in una bella casa. Ma poi? Afferma di credere in un Dio, ma infrange liberamente tutte le leggi di quel Dio. Non è altro che una persona violenta, la violenza verso gli altri è una caratteristica del suo carattere, ed è così fin dall'infanzia. Non c'è dubbio che usi la sua forza per fare il prepotente e intimidire quelli che lo circondano, ed è certamente un predatore. Predare i deboli è una delle sue occupazioni principali. È anche un codardo, che evita il confronto finché non riesce ad indebolire sufficientemente l'avversario, stando a distanza, prima di attaccarlo, non avendo mai dimostrato alcun interesse per quello che potremmo definire "un combattimento leale." Così come la sua prepotenza, anche la sua cattiveria è leggendaria; non è altro che un darwinista sociale, e la sua aderenza alla legge della giungla guida praticamente tutti i suoi incontri sociali. Non solo è cattivo e violento, ma gode nel far soffrire gli altri (più deboli) e lo fa fin dall'infanzia. In generale, è determinato a vincere a tutti i costi, gettando nella spazzatura qualsiasi valore finge di possedere. Non solo dice in continuazione un sacco di bugie, ma le usa per denigrare la personalità di coloro che intende bullizzare e attaccare fisicamente, sperando che gli ignoranti non si rendano conto che questa è la sua tattica per giustificare la sua violenza contro di loro. Ed è un piagnucolone. Prende con la forza tutto ciò che può, e si lamenta quando non può.

Certamente è un ipocrita, e la sua ipocrisia è così evidente da essere considerata una caratteristica della sua natura. Non vediamo alcuna prova di gentilezza d'animo o di una disposizione al perdono e l'unico prodotto che sembra distribuire con generosità è la sua intrinseca violenza. È evidente a tutti che gode del potere, come ogni personalità di bassa lega. Vediamo prove schiaccianti della sua meschinità e della sua immaturità, così come della sua mancanza di semplice onestà e sincerità, l'insincerità un aggettivo che definisce perfettamente il suo carattere. È spesso geloso e invidioso, al punto da fare tutto il possibile per distruggere coloro che spiccano per le loro virtù e che sembrano attirare l'ammirazione o il rispetto degli altri. È talmente illuso che nella sua mente ritiene di avere l’esclusiva al rispetto e all'ammirazione, per non parlare dell'obbedienza. La giustizia (nei confronti degli altri) non sembra essere nel suo vocabolario.

È arrogante e vanaglorioso quasi oltre ogni descrizione, anche la modestia è assente dal suo vocabolario. Si vanta spesso del suo alto livello di istruzione, ma sembra essere più ignorante di chiunque altro. L'avidità è una caratteristica assai brutta, ma quest'uomo è avido in modo particolarmente sgradevole: non solo vuole essere ricco al punto da picchiare la gente e derubarla, ma è anche determinato a far sì che tutti siano poveri e rimangano tali. Non solo vuole essere il più ricco di tutti, ma, secondo lui, nessun altro dovrebbe possedere ricchezze. In apparenza sembrerebbe fare eccezioni per alcuni suoi amici, ma, in realtà, ruba a loro come ruba a chiunque e, se fosse necessario, userebbe liberamente la violenza anche contro di loro. È praticamente un fuorilegge, viola qualsiasi normativa nazionale o internazionale che ritenga scomoda, utilizzando come protezione la sua forza fisica e la sua prepotenza. Platone lo aveva già detto più di 2.000 anni fa: "La misura di un uomo è come si comporta con il potere."

Forse la caratteristica più sorprendente di quest'uomo è la sua capacità di autoingannarsi. Viaggia non solo nel suo Paese, ma in tutto il mondo, vantando in modo sacrosanto il suo carattere eccellente, raccontando a tutti e a ciascuno i suoi alti valori, la fede nel suo Dio, la fede nella libertà e nell'uguaglianza, quelli che lui chiama "diritti umani," e molto altro ancora, tutte caratteristiche palesemente inesistenti nelle sue azioni. Chiede quindi al mondo di ignorare le sue azioni criminali e di essere giudicato solo in base ai valori immaginari che professa. Quest'uomo è pazzo? Sì, certo che lo è. È psicotico, e anche molto pericoloso. Ma c'è di peggio. Capitan America è prima di tutto un assassino. È quello che sa fare meglio e che ha sempre fatto, e tratta con assoluto disprezzo le sue vittime, soprattutto i bambini piccoli, che per lui sono solo "insetti spiaccicati." Dire che quest'uomo è patologico significa sottovalutare gravemente la sua malattia mentale. Pochi nella storia hanno ucciso così tante persone come quest'uomo, e lo hanno fatto in modo così selvaggio e senza rimorsi, o hanno glorificato le uccisioni come fa lui, scrivendo e cantando delle "gloriose battaglie" che ha sostenuto contro gli avversari più deboli. Mostra un livello di criminalità assolutamente perverso.

All'inizio del 2014, lo scrittore americano John Kaminski aveva pubblicato un articolo intitolato "America Minus the Mask: First and Foremost, a Nation of Killers". L'autore aveva esordito affermando: "L'America è una nazione di assassini. Lo è sempre stata, a partire dai primi Padri Pellegrini che misero piede nel Massachusetts e che in seguito uccisero proprio le persone che li avevano salvati dalla fame. L'intera popolazione americana è intrappolata nell'auto-illusione di essere eroi, che combattono una serie infinita di nemici malvagi. Ma, in realtà, i loro nemici mirati sono sempre state persone innocenti, che di solito si facevano gli affari loro, messe in pericolo proprio dai beni che possedevano, beni che gli Americani inevitabilmente bramano, al punto da uccidere per ottenerli. I Paesi più prosperi e lungimiranti sono sempre stati i migliori assassini, e l'America, il cui budget per guerre e armi supera il totale di tutti gli altri Paesi del mondo, è il più prodigioso Paese assassino di tutti i tempi."

Aveva già cercato di descrivere nei dettagli l'intensa campagna di propaganda iniziata da Lippman e Bernays, che aveva fatto sì che i Tedeschi mangiassero i bambini durante la Prima Guerra Mondiale, che Gheddaffi in Libia uccidesse il suo stesso popolo, e promosso tante altre menzogne, affinché i banchieri ebrei della City di Londra potessero rimuovere un'irritante ostacolo e controllare il petrolio e l'oro [della Libia]. Kaminski scriveva: "Anche se la menzogna viene svelata, il risultato potrebbe non cambiare. Questo è il ritratto della giustizia americana nel mondo, l'eredità che questa odiosa nazione di assassini continua a scatenare sul mondo. Tutte le belle parole di teologi e filosofi servono solo a coprire le indicibili realtà di Hiroshima (e altre) che mirano a ridurre la popolazione ad un livello gestibile in una piantagione gestita da uomini con la frusta in mano." Aveva concluso con questo paragrafo:

"Quanto devono essere orgogliosi gli Americani del fatto che gli Stati Uniti continuano ad essere il gigante mondiale della guerra. Oggi basta un pugno di dollari praticamente senza valore e gli Stati Uniti risucchiano un'altra nazione prostituita nell'orbita corrotta del Nuovo Ordine Mondiale. Alcuni di noi cercano di alzarsi in piedi e far notare che tutto questo è sbagliato, ma le nostre voci si perdono in una marea di banalità irrilevanti che, per la maggior parte delle persone, sono più importanti della loro vita e del loro benessere. E, mentre vengono lanciati nuovi aerei e sganciate nuove bombe, le nostre voci vengono soffocate dagli orribili rantoli delle persone che respirano affannosamente e muoiono a causa del nostro rifiuto di riconoscere che noi stessi non siamo riusciti a protestare contro le bugie che li stanno uccidendo. A causa della nostra profonda ignoranza, le nostre famiglie subiranno presto la stessa sorte di quegli innocenti che sono morti perché non abbiamo avuto il coraggio di affrontare le bugie che ci sono state dette, e che ci vengono ancora dette. L'America è una nazione di assassini. Se vi definite Americani, dovete accettarlo come verità e agire di conseguenza per cercare di riscattarvi dal giudizio che la storia darà di voi: quello di sconsiderate canaglie. O almeno dovreste farlo, se vi interessa qualcosa."

Altrove avevo brevemente parlato del recente film hollywoodiano "American sniper," basato sulla storia vera di Chris Kyle, un Americano descritto come "il cecchino più letale della storia americana, la cui fama si è diffusa ovunque, un eroe...". Quest'uomo ha scritto un libro su se stesso, descrivendo come gli piacesse uccidere gli Iracheni, anche i bambini piccoli, guardando le loro madri in preda all'angoscia che piangevano sui corpi dei loro figli. Il libro è diventato popolarissimo ed è stato quasi un anno intero nella classifica dei best-seller del New York Times. Hollywood ha realizzato su di lui un film che ha riscosso un enorme successo, con sei nomination all'Oscar, e il governatore del Texas Greg Abbott ha dichiarato ufficialmente il 2 febbraio come il "Chris Kyle Day" nello Stato del Texas, "per celebrare un eroe americano." In suo onore sono state realizzate statue in bronzo. Un giornale ha dichiarato che il film ha ricevuto "elogi diffusi tra i conservatori per aver ritratto un soldato americano al suo meglio." Chris Hedges ha scritto un eloquente articolo intitolato "Killing Ragheads for Jesus" (Uccidere i Beduini in nome di Gesù), in cui ha affermato che questo film "esalta agli aspetti più spregevoli della società statunitense - la cultura delle armi, l'adorazione cieca dei militari, la convinzione che abbiamo il diritto innato, in quanto nazione "cristiana," di sterminare le "razze inferiori" della Terra." Ha scritto che il film si apre in una chiesa dove la congregazione sta ascoltando un sermone sul "piano di Dio per i Cristiani americani," piano in cui il nostro cecchino eroe, Chris Kyle, sarà chiamato da Dio ad usare il suo "dono" di uccidere. Kyle aveva detto: "Vorrei solo aver ucciso di più. Mi piaceva uccidere... mi piaceva quello che facevo. Mi piace ancora... è stato divertente. Mi sono divertito come un matto." Hedges ha notato che Kyle si era persino tatuato una croce sul braccio perché "volevo che tutti sapessero che ero un cristiano." La rettitudine di uccidere in nome di Dio ha perseguitato l'America fin dalla sua nascita ed oggi è virulenta come non mai. Se questo non vi spaventa, non so cosa potrebbe farlo. Come potreste evitare di concludere che gli Americani sono totalmente e criminalmente pazzi?

In tutto questo, credo che dovremmo porre alcune domande agli Americani. Non vi fa venire il voltastomaco sapere cosa ha fatto il vostro governo in Afghanistan, Iran, Iraq e Libia, o gli squadroni della morte della CIA ad Haiti, Nicaragua e El Salvador? Cosa ne pensate di Madeline Albright, che aveva deliberatamente fatto morire mezzo milione di bambini iracheni per dare una lezione a Saddam? Se ne siete orgogliosi, di cosa siete orgogliosi esattamente? Dei bambini morti? Del fatto di averli potuti uccidere senza essere puniti o aver dovuto pagare risarcimenti? Come si può, come esseri umani, non reagire con un disgusto totale nei confronti di una tale persona e di chi l'ha nominata e sostenuta? Avete visto le foto dei feti orribilmente deformati partoriti in Iraq, Libia, ex Jugoslavia e Vietnam? Come potete convivere con questo? Come vi sentite quando il vostro Paese uccide così liberamente tanti milioni di donne e bambini in altri Paesi e poi si lamenta di qualche bambino ucciso in una scuola del vostro Paese? In che modo il vostro Presidente è diverso da un qualsiasi dittatore psicopatico o un boss mafioso? Come si fa a non provare ribrezzo per proprio Presidente, per il proprio governo e per il proprio Paese? Come potete, in quanto Americani, voltarvi semplicemente dall'altra parte e non guardare i secoli di orrori e miseria che il vostro Paese ha inflitto a tante nazioni innocenti?

Siete sempre stati molto orgogliosi dei vostri Presidenti e degli altri leader nazionali, spesso citandoli come giustificazione della superiorità morale della vostra nazione, ma la maggior parte dei vostri beniamini, come Washington, Lincoln, Roosevelt e Kennedy, erano degli sprovveduti, con una lunga lista di porcherie, squallore, razzismo, meschinità, crudeltà, immoralità, criminalità e istinti genocidi che avrebbero fatto credere ad Attila l'Unno di essere nato prima del tempo. Molti dei vostri Presidenti, Segretari di Stato e Segretari alla Difesa erano pazzi criminali. Cosa ne pensate del fatto che i vostri leader abbiano aperto un'università dedicata all'insegnamento della tortura e della repressione delle popolazioni civili? Siete così orgogliosi delle vostre istituzioni democratiche, ma come rispondete all'accusa che il vostro Congresso è il più grande corpo di traditori della storia?

Dove trovate le basi per la vostra pretesa superiorità morale? In che modo voi, come individui, siete superiori a chiunque, ovunque? In che modo il vostro governo è superiore? In che modo i vostri presidenti e i vostri leader sono moralmente superiori ai delinquenti genocidi che insegnano nella vostra Scuola delle Americhe? Tutto il vostro Paese, dal suo governo "democratico" alle sue istituzioni, alla CIA, ai militari e alle corporazioni, è solo una grande impresa criminale. Non capisco come sia possibile oggi essere americani e non vergognarsi profondamente del proprio Paese e di tutto ciò che esso rappresenta - non le cose che dice, ma quelle che fa. È ormai tempo che il mondo smetta di coccolarvi e sfidi invece le vostre insensate pretese di bontà e superiorità, presentandovi tutte le sporche verità della vostra nazione e chiedendovi di rendere conto delle vostre azioni e dei vostri crimini.

Vi vantate di essere una democrazia, un governo del popolo e sostenete di essere al comando, di controllare le azioni dei vostri deputati e dei vostri senatori e di avere il potere di sostituirli in qualsiasi momento. Che queste affermazioni siano vere o meno, voi, come individui, siete responsabili degli enormi crimini del vostro governo. Sapevate o avreste dovuto sapere cosa stavano facendo il vostro Presidente, la CIA e le forze armate, e la vostra deliberata ignoranza non può giustificarvi. Quando siete venuti a conoscenza di questi crimini, non avete fatto nulla. Non vi siete opposti, non avete parlato. Non ci sono state proteste di piazza, né milioni di lettere ai giornali per esprimere il vostro orrore o la vostra disapprovazione. Al contrario, la maggior parte di voi sembrava approvare questi atti, vantandosi di essere Americani, e sembra che questo termine vi piaccia veramente tanto. E in tutto questo, siete così orgogliosi di essere Americani che ogni notte vi addormentate cantando ninne nanne sui vostri valori democratici. Ma come osate vantarvi dei vostri valori democratici quando le vostre mani grondano di sangue?

Larry Romanoff

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/lromanoff/the-measure-of-a-nation/
14.10.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Gli scritti di Larry Romanoff sono stati tradotti in 32 lingue e i suoi articoli sono stati pubblicati su oltre 150 siti web di notizie e politica in lingua straniera in più di 30 Paesi, oltre che su più di 100 piattaforme in lingua inglese. Larry Romanoff è un consulente di gestione e uomo d’affari in pensione. Ha ricoperto posizioni dirigenziali in società di consulenza internazionali ed è stato proprietario di un’azienda di import-export internazionale. È stato visiting professor presso la Fudan University di Shanghai, presentando casi di studio sugli affari internazionali ai corsi EMBA senior.

Commenti (19)

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    1. gix 19 ottobre 2022

      Si direbbe quindi che certo, l'America è una nazione di assassini, o quantomeno "un paese pericoloso" come diceva giustamente il povero Anelli: l'autore enuncia bene il concetto, non c'è che dire. Per iniziare bisognerebbe rammentare che ciò vale per quell' America che esiste si e no da 2/300 anni, non certo quella plurimillenaria di cui si sa poco, che esisteva prima. Quella che c'è adesso, oltretutto, non è altro che un'emanazione ed uno sviluppo, deteriore, della peggiore cultura e della peggiore morale del cosidetto vecchio mondo europeo. Quindi, volenti o nolenti, ci siamo dentro anche noi. Poi bisogna dire che forse non si parla abbastanza del senso di appartenenza di un popolo, in questo caso quello americano moderno. Gli americani sono in effetti alla continua ricerca di qualcosa che li unisca, se non come comunità, almeno a livello di ideali superiori inconsci, qualcosa che vada ben oltre i semplici simboli esteriori, come la bandiera o le divise dell'esercito. Non basta la, presunta, oggettiva, superiorità morale e materiale, occorre che i primi a crederci siano gli americani stessi, e ciò, in un contesto umano globale, può venire solo dopo un lungo riconoscimento (non condizionato) da parte di altri popoli. La continua ricerca della conferma della propria superiorità, potrebbe nascondere proprio la convinzione di non poter competere con altri, dal punto di vista storico, culturale e del semplice saper stare al mondo. Infine c'è un aspetto che varrebbe la pena approfondire: nonostante la indubbia corruzione, la decadenza, la irrilevanza dei valori proposti da quella cultura, le elite hanno, finora, bene o male dominato il mondo, almeno la parte che conta. Qualcuno ha forse voluto l'America (finora, forse in futuro non più) come poliziotto, non necessariamente buono, del mondo? Non è detto che i vaxxini non debilitino il sistema immunitario di questo enorme corpaccione che è l'America stessa, che forse tra non molto dovrà dedicarsi ad una lunga ed accurata disintossicazione, staremo a vedere.

    1. oriundo2006 19 ottobre 2022

      Cito: ''..La distinzione più importante per una nazione..è il suo carattere.. la cui principale caratteristica determinante è l’atteggiamento verso l’umanità, che si riflette principalmente nel suo livello di aggressività o belligeranza – nel desiderio di pace o di guerra..''.
      Questo a mio avviso è un sottoprodotto.
      Rimango fedele alla vecchia idea umanistica della 'Paideia': il livello di una società si misura sul tipo d' uomo e di donna che produce, che indica, che amplifica nei diversi settori della vita umana, che modella come suo ideale da raggiungere, che impone come traguardo morale da raggiungere in vista dell'elevazione dell'intero genere umano, sussunto sotto questo ideale.
      Questo ideale è sempre in relazione col Divino come meta ultima da raggiungere attraverso la selezione degli impulsi umani e la loro 'spiritualizzazione' con la 'cultura' e la religione: entrambi determinando il nesso sociale per eccellenza.
      Bastano queste poche parole per capire che gli USA sono l' antitesi dell'umanità, sia in pace che in guerra. Si potrebbe dire che fanno la guerra solo perchè inibiti interiormente da darsi altro 'valore' che non sia questo, che certifica la loro sostanziale inutilità per il genere umano.
      Perchè questa deriva verso il basso e non verso l'alto, deriva legittimata da un richiamo assai stridente col 'cristianesimo' da cui se ne deriva il permesso a fare ciò che si vuole degli 'altri' ?
      La risposta a questa domanda scava il solco fra noi e loro.

    1. sbregaverse 19 ottobre 2022

      50 Stelle.
      Bandiera U$A ¿? BANDITI U$A.
      I BANDITI VANNO BANDITI.

    1. BrunoWald 19 ottobre 2022

      Bell'articolo, che riassume le cose scritte dal compianto Stefano Anelli, in arte John Kleeves, ormai trent'anni or sono. È vero che in un certo senso scopre l'acqua calda, ma è anche vero che la maggior parte della gente non ha idea di tutto ciò: i cattivi per loro sono quelli di Hollywood, cioé i nemici degli americani.

      Chris Kyle mi sembra "perfetto", nel senso che è l'archetipo interclassista dell'americano. E a proposito: non è che quando ci "liberarono dal fascismo" fossero diversi, erano gli stessi di sempre, e infatti furono accolti festosamente dalle masse italiote non perché ci portassero la "Libertà", ma più prosaicamente, sigarette e calze di nylon. È su QUESTE basi che nacque la "democrazia italiana": non dimenticarlo sarebbe salutare, benché doloroso.

      In quanto alla pretesa di giudicare le altre nazioni, hanno semplicemente imparato dai loro maestri: "Noi possiamo giudicare gli altri popoli, ma gli altri non possono giudicare il popolo ebraico", disse Ariel Sharon. La stessa miscela di violenza e ipocrisia, crudeltà e vittimismo, avidità e pretesti morali.

    2. Fantine 19 ottobre 2022

      Caro Bruno, l'Italia è il Paese dove ancora non si riesce a dire unanimemente e umanamente che massacrare e fucilare una bimba di 11 anni accusata di fascismo per il temino fatto a scuola sul Duce è una vergogna.
      Alcuni di quelli che oggi si strappano le vesti per l'attentato a Dugin, sono gli stessi che tacciono per l'assassinio di Gentile.
      A prescindere dalle zolfe postume sui mandanti.
      Grande umanità della moglie e del figlio che salvarono i poveri malcapitati arrestati per quell'omicidio, con il loro caro appena morto.
      L'umanità resta l'umanità.
      È la base essenziale di ogni cosa.
      Ho già scritto dell'insegnante comunista che salvò la vita al podestà dal linciaggio di gente sino ad allora tesserata, a differenza sua, che perse il lavoro per non averla presa quella tessera.
      Come ho già scritto del giovane SS che salvò dei ragazzi nel bosco.
      Come ho detto, l'uomo è tante cose.
      E ci sono momenti in cui scopre o ricorda chi è.

    3. absitiniuriaverbis 19 ottobre 2022

      'momenti... ricorda chi è'.
      Penso che ci siano molto più che 'momenti'.
      Poi, però, in ogni momento si rammenta che la convenienza alloggia altrove.

    1. Eugiorso 18 ottobre 2022

      Circa 40 milioni di poveri che non hanno niente - neppure l'assicurazione sanitaria, altrimenti muori in strada - riflettono bene la vera sostanza del sogno americano, fondato sui "baroni-banditi" che si giocavano fortune ai tavoli del poker, sparandosi addosso e rapinandosi a vicenda, nessuna etica comunitaria o di classe, poveri e ricchi (arricchitisi rapinando e sparnado) con una discreta percentuale di ebrei dediti all'usura, alla finanza e ai traffici con il denaro ...
      Questa dovrebbe essere la "società-matrice" del neocapitalismo selvaggio - merkati & investiori - imposto anche a noi in Italia e in Europa occidentale ...
      Russi e cinesi non ci stanno e, mentre i primi già combattono, con coraggio e sangue freddo, i secondi stanno decidendo se restare "commercianti" o combattere anche loro, per non essere asfaltati ... dal "sogno americano".

      Cari saluti

    1. Luca VFR 18 ottobre 2022

      Ammesso che esista, nel Sistema Giorgi detto anche Internazionale, una unità di misura per le Nazioni, il numero che esprime la "misura" dell'Italia ha, come prefisso, la "p" di pico o la "f" di femto :D

    1. indipendente 18 ottobre 2022

      Capitan America a Superciuk gli fa una s... punto

    1. Rnamessaggero 18 ottobre 2022

      Che tristezza, tanto lungo sforzo nel descrivere il più articolato possibile, reale punto di osservazione di capitan America e non siamo neanche riusciti ad andare oltre ai complimenti, rispetto alla realtà che è molto peggio.

    1. R66 18 ottobre 2022

      Provo a fare la parte del potente che in poltrona sorseggia un brandy da 1.000 $ al bicchiere.

      Caro Larry,
      hai scoperto l'esistenza dei rapporti di forza, bravo!
      Confidando sul fatto che tu ti renda conto di quanto sia paradossale contestarli a chi li adopera, immagino che tu stia alludendo all'edulcorazione degli stessi.
      Bene...
      Vorresti quindi che io lo dicessi apertamente al mondo?
      Che mi mostrassi?
      Sappi che non lo farò e sai perché?
      Perchè il non doverlo fare è uno dei vantaggi inclusi nei rapporti di forza.
      Visto che mi stai simpatico, ti voglio comunque dare una dritta: non ci vado mica io a coltivare il pomodoro che mangio.

    2. Bertozzi 18 ottobre 2022

      Comunque è sicuramente cognac - tu non puoi capire, sei povero.

    3. R66 18 ottobre 2022

      Mi sentivo in soggezione già con il bicchiere di vetro... azz cristallo, cristallo!

    1. cruzaros 18 ottobre 2022

      non conosco niente di capitan America,se non il nome;
      conosco un po' la storia dell'America (U$A ) e condivido pienamente il giudizio di Romanoff

    1. clausneghe 18 ottobre 2022

      Troppe parole. quelli vanno sterminati e basta,come chiama il loro Karma e vedrete che presto o tardi qualcuno lo farà.
      Una Federazione di Stati scellerati che in 240 anni di esistenza è stata in guerra per 201 anni, che premio potrà avere se non il famoso "chi di spada ferisce di spada perisce?
      Alla malora, allora, nipoti della feccia Inglese e Tedesca..

    2. cruzaros 18 ottobre 2022

      anche italiana...

    1. LuxIgnis 18 ottobre 2022

      L’America è una nazione di assassini. Lo è sempre stata, a partire dai primi Padri Pellegrini che misero piede nel Massachusetts e che in seguito uccisero proprio le persone che li avevano salvati dalla fame. L’intera popolazione americana è intrappolata nell’auto-illusione di essere eroi, che combattono una serie infinita di nemici malvagi. Ma, in realtà, i loro nemici mirati sono sempre state persone innocenti, che di solito si facevano gli affari loro, messe in pericolo proprio dai beni che possedevano, beni che gli Americani inevitabilmente bramano, al punto da uccidere per ottenerli. I Paesi più prosperi e lungimiranti sono sempre stati i migliori assassini, e l’America, il cui budget per guerre e armi supera il totale di tutti gli altri Paesi del mondo, è il più prodigioso Paese assassino di tutti i tempi.

      Sottoscrivo.

      American sniper è l'unico film di Clint Eastwood che mi sono sempre rifiutato di vedere pur apprezzando molto Eastwood perché è un grande regista, anche se è una persona non certo a modo.
      Ma non avendolo visto non posso giudicarlo.
      Dovrei prendere coraggio e vedermelo poiché mi sembra strano che Eastwood abbia fatto un'elegia di un assassino. Eastwood è un patriota, di destra, convinto dei valori americani, ma non fino a quel punto, anzi.

    2. BrunoWald 19 ottobre 2022

      Mi sono rifiutato di vederlo anch'io, immagino per motivi simili ai tuoi. E poiché condivido il tuo giudizio su Eastwood, mi dispiacerebbe molto se fosse sceso talmente in basso.

    3. mago 19 ottobre 2022

      Uno dei tanti film che grazie a Desert Storm hanno aperto un filone destinato a durare nei secoli per autocelebrazione,a proposito a quando le epiche geste dei Seals in Ukraina...spero a breve.
      Non ho letto il libro ma il film è altra cosa, molto edulcorato un tantino bello per chi è appassionato di armi e nello specifico il mondo degli snipers...per il resto anche questo alla fine ha trovato il suo castigamatti ed ironia della sorte un americano..chiamiamolo karma o quello che sia...

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