LA BANCA CENTRALE PUBBLICA DELL’ARGENTINA E’ UN FARO PER LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

LA BANCA CENTRALE PUBBLICA DELL’ARGENTINA E’ UN FARO PER LA DEMOCRAZIA NEL MONDO

DI PIERO VALERIO


Tempesta perfetta



Quando l’equipaggio di una nave si trova in mare aperto, nel mezzo di una tempesta, e di una Tempesta Perfetta per giunta, l’unica cosa che vorrebbe disperatamente scorgere
all’orizzonte è la luce di un faro.
La salvezza, la terraferma. In Argentina, all’estremità sud del paese, poco più a est della Terra del Fuoco, si trova una piccola isola, quasi uno scoglio in verità, dove c’è un antico faro dal nome evocativo: il Faro della Fine del Mondo.
Poco più in là c’è l’Antartide, con le sue immense distese di ghiaccio, voltandosi indietro si intravedono invece le sconfinate e rigogliose praterie argentine. E in mezzo il Faro.
Un luogo magnifico ai confini del mondo, che non a caso lo scrittore francese di romanzi d’avventura Jules Verne, l’autore di “Ventimila leghe sotto i mari”, ha utilizzato per ambientare uno dei suoi libri meno conosciuti: “Il faro in capo al mondo”. In effetti a partire dal 1991, il faro argentino ha perso il primato di essere quello più a sud del mondo, perché né è stato
costruito uno a Capo Horn in Cile, ma rimane sicuramente il monumento più antico e
famoso, che oggi più che mai rappresenta un vero spartiacque simbolico di civiltà. Una speranza per tutti i naviganti che transitano da quelle parti e sono sommersi e travolti dalle onde
della Tempesta Perfetta globale, senza sapere ancora come venirne fuori e quali strumenti utilizzare per domarla.



In perfetta analogia, l’Argentina guidata dalla presidentessa Cristina Kirchner, così come il Venezuela di Chavez, l’Ecuador di Correa, la Bolivia di Evo Morales, è diventato un faro, una speranza per quei popoli del mondo, dall’Europa alla Cina passando per gli Stati Uniti, che oggi aspirano a ripristinare un regime democratico al servizio dei cittadini e dei diritti umani, dopo essere stati soppressi e repressi dall’occupazione quasi militare dei tecnocrati, dei faccendieri, dei politicanti, degli elefantiaci apparati dirigisti che lavorano alacremente soltanto per tutelare gli interessi delle lobbies finanziarie, dei comitati d’affari, delle corporazioni multinazionali. Un abisso di distanza in termini di cammino evolutivo della civiltà, che è ancora più accentuato dal fatto che la censura della propaganda di regime dilagante in Europa impedisce a noi cittadini di sapere cosa stia accadendo esattamente in Sudamerica, visto che gli organi di informazione su ordine preciso dei loro potenti committenti hanno completamente tagliato fuori dai circuiti della stampa e della televisione le notizie provenienti da quei paesi. Senza andare troppo per il sottile, il continente sudamericano è stato letteralmente cancellato dalle carte geografiche del mondo, perché i cittadini lobotomizzati e teleguidati d’Europa e degli Stati Uniti non devono sapere nulla dei cambiamenti che stanno avvenendo laggiù. I drastici mutamenti di paradigma rispetto al dogmatismo medievale dell’Occidente, con il loro cattivo esempio, potrebbero infatti spezzare di colpo la catena psicologica su cui si fonda gran parte dell’egemonia totalitarista che ci governa: TINA, There Is No Alternative, non c’è nessuna alternativa alla tecnocrazia neoliberista, si fa come dicono loro e basta. E
invece, al pari di ogni altra questione che coinvolge la vita umana, l’alternativa c’è, eccome se c’è. E si chiama Argentina.


La storia della crisi e successiva rinascita dell’Argentina è abbastanza nota e per certi versi, soprattutto nelle caratteristiche della fase di declino, molto simile a ciò che sta accedendo oggi nell’eurozona. Con il pretesto di creare maggiore stabilità nei rapporti commerciali con l’estero e in particolare con gli Stati Uniti, nel 1991 il governo Menem decide di ancorare il cambio del peso al dollaro, con una scellerata parità fissa di 1:1 che ovviamente apprezzava troppo la moneta argentina rispetto alla valuta statunitense. Il risultato è stato che per un certo periodo di tempo per gli argentini è stato molto conveniente importare prodotti dall’estero prezzati in dollari e questo eccessivo ricorso alle importazioni ha creato un deficit permanente nella bilancia commerciale, che è stato inizialmente compensato dal notevole afflusso di capitali e investimenti esteri. Sull’onda di questa maggiore fiducia e apertura del
governo alle imprese straniere, le multinazionali
americane ed europee
strapparono facilmente diverse concessioni per gestire
i servizi essenziali un tempo pubblici, dagli acquedotti all’energia, dall’industria
estrattiva e mineraria alle telecomunicazioni, esportando i profitti in patria,
lontano dall’Argentina, e ponendo le basi per un maggiore indebitamento estero del paese. Sia i titoli finanziari
privati che quelli pubblici argentini, i famigerati Tango Bonds, venivano
piazzati in tutto il mondo assicurando alti rendimenti agli investitori e
fornendo un’illusoria parvenza di stabilità economica del paese. Si trattava però di un equilibrio molto precario e sono bastati gli effetti di contagio della crisi delle borse asiatiche del 1997 per mettere in ginocchio il paese e svelare al mondo la reale insostenibilità del suo straordinario sviluppo economico.



I capitali esteri sui quali si fondava il sostanziale equilibrio contabile della bilancia dei pagamenti cominciano a fuggire dal paese, gli investitori più accorti vendono in fretta i titoli argentini per limitare le perdite e il governo si vede costretto a bruciare notevoli quantità di riserve di moneta estera per mettere in condizione i
debitori di rimborsare i debiti contratti, ad imporre riforme di austerità per rastrellare liquidità dal basso e ad aumentare i tassi di interesse a livelli non più credibili, per favorire l’arrivo di nuovi capitali
dall’estero. Questo circolo vizioso dura fino a dicembre del 2001 quando, sulla spinta delle proteste popolari, il governo decide di dichiarare default sul debito estero denominato in dollari, che ammontava a circa $95 miliardi, e i suoi maggiori rappresentanti sono costretti a scappare in elicottero dal paese per evitare il linciaggio.


Da quel momento in poi si apre una pagina del tutto nuova nella storia dell’Argentina. Nel maggio 2003, dopo la parentesi della presidenza di Eduardo Duhalde durata due anni, viene eletto a capo del paese Nestor Kirchner, che comincia fin da subito un lungo braccio di ferro con il Fondo Monetario Internazionale per rinegoziare le condizioni di rimborso del debito: l’Argentina vuole ripagare i debiti ma secondo le sue modalità e i suoi tempi e non accettando passivamente le severe scadenze imposte dai creditori. In secondo luogo, con un piano progressivo di ristrutturazione il governo argentino si riappropria della gestione dei servizi pubblici essenziali, estromettendo le multinazionali, per consentire innanzitutto un maggior controllo sui prezzi di erogazione, e questo atteggiamento contrario agli interessi privati dei grandi colossi internazionali inasprisce i rapporti con il FMI, che delle loro logiche predatorie e parassitarie è il tutore a livello globale. A peggiorare ancora di più la situazione, Kirchner avvia politiche sociali per ridurre la povertà e la disoccupazione, cosa anche questa che fa infuriare il FMI, che proprio sulle ampie sacche di povertà e disoccupazione prodotte dalle sue stesse ricette di austerità crea i presupposti per fornire manovalanza a buon mercato per le multinazionali.



Mentre continua senza sosta il duello frontale a distanza fra governo argentino e FMI, la rapida svalutazione del peso rispetto al dollaro seguita al default, che si aggira intorno al 200% con un rapporto di cambio ora più realistico e aderente alle esigenze dell’economia argentina di circa 3 pesos per un dollaro, fornisce intanto un doppio beneficio per la bilancia commerciale del paese: da un lato favorisce le esportazioni e dall’altro rende più costose le importazioni, a tutto vantaggio delle produzioni locali. Lentamente l’Argentina riesce a rimettere ordine nei suoi conti disastrati, anche se bisogna subito sottolineare, come già evidenziato in uno splendido articolo pubblicato sul blog Voci dall’Estero, che non è affatto basata sulle esportazioni la grande ripresa economica dell’Argentina, la quale dura inarrestabilmente dal 2° trimestre del 2002 fino ad oggi. Durante il periodo che va dal 2002 al 2011, lo stesso FMI certifica una crescita
cumulata del PIL
argentino del 94%,
che equivale esattamente ad una straordinaria
media annua del 9,4%
(al pari se non più della stessa Cina), mentre il contributo delle esportazioni sul PIL cumulato nella fase più forte di espansione (2002-2008) si limita ad un modesto 7,6%, cioè solo il 12% del totale. Troppo poco per essere un fattore realmente decisivo e determinante. Se esaminiamo il grafico sotto possiamo in effetti notare che le esportazioni sono cresciute in valore, ma in relazione al ritmo travolgente di aumento del PIL l’apporto dell’export è diventato sempre più marginale e decrescente e se consideriamo infine il saldo netto fra export ed import avremo addirittura un risultato negativo (importazioni di poco superiori alle esportazioni).




Commenti (110)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Io ho domande semplici, ma precise, non sono bravo coi naufraghi e i fari. E le posso fare anche una alla volta.

      La BCRA (Banca Centrale) dall'inizio 2012 ha fatto interventi per 7.94mld di USD contro i 3.07 del 2011. Nonostante questo il Peso NDF è a 6.30, contro il 4.71 ufficiale. Se mi può spiegare Tanita che significa secondo lei evitando di parlarmi del dulce de leche o del bife de lomo magari mi faccio anch'io un'idea differente da quella "perversa" ed "eretica" (ma sopratttutto un pò preoccupata) che ho.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      E' impossibile parlare.
      Io cito un poll, non è che me ne freghi qualcosa, ma è un poll, che mostra 25% di popolarità dal 65% di un anno fa. Ed è strano se la popolazione è contenta. Magari non è un poll attendibile. E io lo accetto, se mi spiegano perchè lo stesso era attendibile quando invece faceva il 65%. Risposta: nella mia famiglia è al 100% E anche in quella della Kirchner immagino io. Ma che significa?

      Dico che hanno protestato i sindacati PER ANNI, nonostante gli aumenti. E lo si può verificare. Risposta: Moyano (sindacalista) è straricco. E gli altri?

      Dico che gli aumenti salariali così alti non hanno senso a fronte di una inflazione del 10%, e invece hanno senso se più era più alta per proteggere i lavoratori. Risposta: mia mamma....

      Dico che, e solo quest'anno, il cambio è 34% più alto dell'ufficiale. Chiusyra di venerdì. Risposta: mia nonna...

      Dico che che BCRA mostrava 3 miliardi di dollari di fughe di capitali al mese, e che hanno fatto misure da guerra come blocco dei movimenti di capitali. E che il Peso di fatto non è convertibile. Risposta: mia zia....

      Dico che per conservare riserve la settimana scorsa non hanno nemmeno consentito un pagamento delle obbligazioni provinciali denominato in USD, cosa che finirà probabilmente in tribunale e avrà dei riflessi e poi c'è stato un tiramolla di dichiarazioni e smentite.
      E' un indice di difficoltà. Non è una cattiveria. Risposta: il filetto costa...

      Dico che il PIL come ultimo dato ufficiale è 0 % e basta guardarselo.
      E anche che per fortuna paiono meglio gli ultimi dati ufficiosi. Risposta: noi viviamo e sappiamo.....

      Potrei andare avanti però sta di fatto che anche sulla tacca delle sole percezioni personali mica c'è solo Tanita. C'è chi dice 1400 pesos di stipendio e cioè 300USD. Un altro che è un disastro e cita anche lui nonne e zie. La volta scorsa lo stesso. Argentini, a detta loro.
      Quindi che sono questi qui, dei moralmente inferiori? Cattivi? Perchè? Il fatto è che non è proprio una discussione decente quella della nonna buona e della nonna cattiva e del fletto.

      Se vuole Tanita io prendo una cosa alla volta e lei, che pure è accademica, mi risponde. Se è vera o se è falsa. E che cosa significa. No la zia e il filetto.

      Tutti speriamo che l'Argentina possa farcela, ma non tutti sono disposti a bersi qualunque cosa e non tutti sono disposti a stare zitti. Io comunque no, ma non pretendo nulla, ognuno dice la sua. Io mostro cosa vedo, e sono dati, non c'è nonne e zie.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      P.S.:
      Non abito in un country e non lo farei mai. I countries ed io siamo ideologicamente incompatibili.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Infermiera in Argentina, Martin.
      Sono io che da ragazzina mi hanno tenuta lontano dalla dittatura. Il resto sono rimasti in Argentina, compresa mia mamma.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Galluccio ha appena cominciato.
      Comunque,
      "La petrolera YPF, controlada por el Estado argentino tras la expropiación del 51 % de las acciones al grupo español Repsol, colocó hoy en el mercado local obligaciones negociables (ON) por 1.500 millones de pesos (320,5 millones de dólares), una operación que la compañía calificó como "exitosa".
      La petrolera subastó tres tipos de títulos, todos nominados en moneda local y bajo legislación argentina, en una oferta de la que participaron cerca de mil inversores. EFE/Archivo"

      Cioé titoli in moneta nazionale e assoggettate alla legislazione argentina.

      Tu cosa pretendi, che in tre mesi ci trasformiamo in Libia? Certo, se facessimo come gli USA con l'OTAN e diamo duro ai bombardamenti per garanzia degli investitori, di sicuro ci andrebbe megio. Ma a quel prezzo io preferisco tornare ad andare a cavallo. E non sono l'unica.

    1. martin17 13 ottobre 2012

      Infermiera in Italia !!! ma io parlo della pensione argentina !!! dai tanita esci dal country ogni tanto,fate un gireto per villa 31,porta anche la tua mamma che lì servono infermiere...

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      P.S.: Guillermo Moreno non é ministro di commercio.
      E' Segretario Commercio Interno.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      La mia, infermiera. Hai bisogno dello scan della ricevuta?
      1400 dici? Il doppio in dollari di quanto prendeva mia mamma nel 2001! Il 1000% di quanto lei prendeva allora, in pesos.
      Prendiamo l'inflazione di Mincuo, arrotondiamo, 25% annuo. Il potere d'acquisto di tua mamma é aumentato.

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Shit! Sará che la mia provincia non appartiene piú all'Argentina?
      "Existen unas cien (100) Plantas Embotelladoras en el país, aproximadamente.
      Unas veinte (20) pertenecen a los denominados sistemas de franquicias, casos Coca-Cola; Pepsi-Cola y Danone, y otros ochenta (80) a embotelladoras independientes con marcas propias, siendo las más conocidas Pritty; Naranpol de Productora Alimentaria S.A.; Prodea, que produce la línea de los productos de marca Cunnington; Embotelladora Matriz S.A. (Ivess) y otras de antigua trayectoria como Industrial Sodera S.R.L. y Bartolomé Sartor S.R.L., en Santa Fe (Pent) o Salvador Marinaro e Hijos S.R.L., en Salta, más otros tantos como Goliat en Mar del Plata, o Secco en Santiago del Estero."
      (www.copal.com.ar) Coordinadora de las Industrias de Productos Alimenticios.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Ma quale giornaliero di breve termine. E quale trader. Ma fa un piacere. Neanche capace di leggere su regressione, o di chiedere che significa dati mensili e annuali. Entrambi. Breve termine!!!
      N.B. Le risate te le saresti fatte di gusto già molti mesi fa.
      Ma visto che uno censura, non hai potuto ridere.
      Avresti riso un sacco. Perchè chiedevo lumi sui drivers dei cambi, con il relativo peso, e a seconda del periodo, perchè il professore parlava di uscita da EUR e della "stima" della svalutazione. E non per il 2030.
      E quindi gli chiesi su term of trade, produttività, debito del Governo, utili netti sugli investimenti, volatilità implicita e attesa, soprattutto sull'equity per alcuni, aspettative tassi sui derivati (cioè tipo di curva, normale o invertita e inoltre il differenziale short-end e long end) alle commodities (soprattutto per alcuni cross) e infine alle politiche e possibilità di intervento oltre al famoso PPP relative (cioè i famosi differenziali di inflazione) se sapeva dirmi qualcosa.
      Tutte determinanti dei cambi. E così magari anche ridevi su come si fanno i modelli, a JPM, come a MS, o GS ecc... dove stanno gli sciocchi, e come quelli siano diversi per ciascuna valuta, e diversi a seconda anche del periodo di forecast.
      Solo pensare a PPP relative come "driver dei cambi" fa ridere chiunque abbia anche solo una lontana parentela con l'argomento cambi.

    1. martin17 13 ottobre 2012

      Allora tanita,come mai YPF cerca disperatamente inversori? avrai sentito che Gallucio ( presidente di YPF) il 1 ottobre é tornato dalla gita per gli Usa ed Inghilterra a mani vuote,senza trovare un solo imprenditore che voglia investire? cosa facciamo gliela riprendiamo agli spagnoli per poi cercare di piazzarsela agi anglosassoni? hai qualche dato prova che dimostre "l'aumento della produzione di YPF"? perché il governo chiede a voi imprenditori di calare la produzione perché non c'é abastanza energia?

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Lamento non essere alla tua altezza, Mincuo. Che ci vuoi fare, sono umanista. M'interessano "le umane sorti". Se per me fosse quei debiti illegittimi non li pagherei, né quello italiano, illegittimo pure, né quello spagnolo, ecc.- Anzi, il nostro é persino illecito poiché quando ci fu il colpo di Stato nel 1976 l'Argentina aveva un debito estero di 7 miliardi di dollari e tutti i debiti contratti da un governo de facto, usurpatore, non sono legali. La dittatura non aveva la legittimitá per contrarre debiti per conto dello Stato argentino (tu ne sai di queste cose perché sei molto rispettoso delle istituzioni internazionali quindi, del Diritto e delle Costituzioni, vero?). A proposito di Diritto, cosa faceva l'FMI in quei tempi con l'Argentina?

    1. martin17 13 ottobre 2012

      Nel mese di aprile il brillante ministro del comercio interno argentino Moreno,ha autorizato l’aumento ad una veintina di multinazionali tra cui Bimbo,Pepsi e Procenex Vanish…a marzo lo aveva fatto con Coca cola,Nestlè,Johnson ecc….per chi non lo sa il ministero ha clasificato tutti i prodotti comerciali in tre categorie:basici-selettivi e premium,in teoria per “protegere”alle persone di basso redito,stranamente gli aumenti applicati autorizati del governo sono in maggioranza quelli BASICI….incoerenza? ma no,gia che il governo da il calcio gratis in tv per tutti,qualcosa si dovrà pure pagare!!!negli ultimi 12 mesi i beni di prima necesità sono aumentati del 30%…forse il FMI se ne andrà ,ma le multinazionali continuano a sfrutare e guadagnare…altri esempi?

    1. Aironeblu 13 ottobre 2012

      Ma si sa', come dice Mincuo, queste sono tutte palle e noi siamo tutti ignoranti, non abbiamo accesso all'informazione pagata in inglese e riservata... Beh, Come profezia non era difficile....^^

    1. Tanita 13 ottobre 2012

      Sono d'accordo con Bagnai quando dice che l'Italia ha il problema strutturale di dover ricorrere ai mercati dal 1981 quando si é prodotto il divorzio tra Stato e Banca d'Italia. In quel tempo io abitavo a Torino, i miei cugini lavoravano sodo ed erano pocomeno che ricchi. Noi avevamo la dittatura. Oggi loro sono tutti falliti tranne 1 e hanno difficoltá a capire ció che sta accadendo in Europa.
      L'Argentina ha intrapreso un'altra strada quanto erano in procinto di privatizzare la Banca Centrale.
      A Mincuo non piace che lo Stato la usi, in Argentina. Invece a noi si. Quando le pensioni erano in mani private, mia mamma prendeva 140 dollari (2001). Oggi ne prende 600, (tenete conto che i fondi pensione sono stati rinazionalizzati). Nel 2001, con 140 dollari acquistavi 10 chili di filetto di vitello; nel 2012 con 600 dollari ne acquisti circa 62 (facciamo due conti...)
      Mincuo non mi crede quando gli dico che mia mamma ha un maggior potere d'acquisto paragonato con il 2001 peró sarebbe duro per lui convincela, bollette alla mano. Nel frattempo la pensione italiana (ricordate, siamo cittadini italiani) le é stata tagliata da 400 a 180 Euro. Immaginate per lei, per una di quelle ignoranti che nulla sa, quale governo sia migliore. E' riuscita a convincere tutti i nipoti che votano. Sará che le universitá sono pure uno schifo (Ah, Harvard! Dove si fanno le domande targate JP Morgan!). Dico, perché sei dei suoi nipoti si sono laureati all'universitá pubblica e gratuita e due di loro hanno giá montato su le proprie aziende (metalmeccaniche). Se l'approvazione della Kirchner é diminuita al 25% come sostiene Mincuo, nella mia famiglia é salita al 100%. Va considerato che nessuno di noi investe in finanze; siamo arretrati, di quelli che ancora credono che i soldi che valgono sono quelli che scaturiscono dal lavoro. Abbiamo questa specie di handicap naturale che, tuttavia, é di genetica italiana: "banquieri ladri", ci insegnavano da piccoli e in italiano. (Ah, l'inflazione sul suolo non coincide con quella di Legarde: ogni sabato faccio la spesa e il filetto continua a 48 pesos x chilo, come la settimana scorsa).
      Altre informazioni d'interesse: In Argentina abbiamo festeggiato il trionfo di Chavez come se si fosse trattato di elezioni a casa. Chavez nel suo discorso di domenica ha parlato di noi e ha detto che era una vittoria anche nostra e per noi; infatti credo che il risultato é molto importante per i processi d'integrazione in corso da queste parti (non sul modello europeo, per caritá).
      Ci sono dei problemi peró. La corporazione mediatica é "on fire" e le operazioni per cercare la destituzione di questo governo sono fortissime come lo sono in Bolivia, Venezuela, Ecuador, nel Brasile, in Uruguay... L'Europa e poi gli USA + l'Europa hanno sempre voluto dominarla e l'hanno sistematicamente saccheggiata (raccomando la lettura "Le vene aperte dell'America Latina" di Edoardo Galeano). Vedremo come evoluzionano le cose a nord e a sud; la partita é globale.
      P.S.: Non soltanto l'Argentina sta "pesificando", sganciandosi dal dollaro. Anche i cinesi, i russi, i brasiliani, gli iraniani e tanti altri. Sembra una tendenza. (Chiedo scusa per il tono un po' ironico; mi é venuto cosí come conseguenza dell'atteggiamento del nostro compagno commentatore nei miei confronti. Se comunque si vuole approfondire, la rete é piena d'informazione sui paesi sudamericani, anche se scarsa in italiano; ho persino trovato, in inglese e in spagnolo e for free quella che riferisce Mincuo, che é di parte, come peraltro la mia, naturalmente; le nostre parti, tuttavia, non sono coincidenti: le variabili che consideriamo per valutare positivo o negativo un governo appartengono a categorie in... Opposizione. Gli interessi delle finanze si contrappongono con quelli della gente, come tutti sappiamo).

    1. martin17 13 ottobre 2012

      Tanina,ma che lavoro faceva la tua mamma? la mia era operaia,sai quanto ne prende? 1400 pesos !!!! en Cordoba,ma per favore,si parla di Argentina od Australia? non é questione di ignoranza,ma semplicemente di dire la verità tutta....

    1. giali 13 ottobre 2012

      toh in spagnolo si dice Producto Bruto Interno!

      allora ci fai!

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      Guarda che io ti avverto ulan bator, dopo non dire che non sei avvertito. Io non faccio il trader e non speculo sulla povera gente, e questo lo considero offensivo. Quindi ora sei avvertito ed è avvertita anche la redazione.

    1. istwine 13 ottobre 2012

      http://www.bcra.gov.ar/pdfs/eventos/frenkelroberto_i.pdf Questo è il primo che mi viene in mente, è una semplice presentazione. Ma tieni conto che la teoria PPP non è così accettata come credi, anzi, è una teoria sostanzialmente neoclassica. Marc Lavoie ha scritto cose buone, secondo me a riguardo. Poi in genere penso che stia sbagliando totalmente approccio con mincuo, penso abbia molto da insegnare a riguardo.

    1. mincuo 13 ottobre 2012

      GDP" [www.tradingeconomics.com]

Visualizzati 20 di 110 commenti approvati.