L’ Europa colonizzata dagli USA attende le elezioni americane per conoscere….. il suo futuro

Biden era stato chiaro: "Toglieremo di mezzo il gasdotto Nord Stream 2". Sull'Europa si stringe il cappio transatlantico
Ursula Van der Leyen e Joe Biden
Riceviamo e pubblichiamo dall'amico Belisario un'analisi storica e politica di una dipendenza europea trasformatasi nei decenni in una subalternità di stampo coloniale, tanto che per capire come finirà bisognerà - per l'ennesima volta - aspettare i voleri del padrone, che non è neppure a Bruxelles, ma a Washington.

Di Belisario

Una domanda sempre più frequente è come l’Europa è diventata quello che è oggi, ossia una colonia degli USA. Il dibattito in merito è molto ampio e diversificato - non ha nulla di ozioso o di meramente storiografico - e impatta sulla visione odierna e del futuro del continente europeo.

Una linea, purtroppo ancora oggi molto seguita, sostiene che l’ Europa occidentale è diventata una colonia degli USA nel 1945 – come l‘ Europa orientale dell’ URSS nel 1948 – e tale è rimasta, per cui non ci si dovrebbe stupire dell’attuale status.

Tale linea è sbagliata. Se è fuori discussione che dal 1945 l’ Europa occidentale è divenuta fortemente dipendente dagli USA, altrettanto fuori discussione dovrebbe essere che la dipendenza non equivale a colonizzazione. Da sempre le civiltà più sviluppate o i Paesi più potenti hanno esercitato una influenza decisiva sulle civiltà meno avanzate o i Paesi più deboli – e specialmente dopo una guerra – ma esistono diversi gradi di dipendenza, e la colonizzazione ne rappresenta uno dei più estremi.

L’Europa occidentale è stata dipendente, ma non colonizzata dagli Usa, dal 1945 e durante tutto il secolo scorso. E’ dal primo decennio del nuovo millennio che la musica è cambiata, e che la dipendenza è andata rapidamente assumendo tutte le caratteristiche della colonizzazione. Com’ è accaduto?

Si tratta, come ovvio, di una domanda, e di una tematica complessa e difficile. Ma la difficoltà non è intrinseca, come nella comprensione di una complessa formula matematica o ingegneristica, quanto essenzialmente derivata dalla crassa ignoranza e dalla intenzionale falsificazione della storia dei rapporti tra Europa ed USA, propagandate ogni giorno dai mass media occidentali, ed intenzionalmente mirate alla formazione di un falso “senso comune” occidentale. Similmente all’origine antropocentrica del global warming, teoria del tutto priva di fondazione e soprattutto di consenso scientifico, ma ormai parte del “senso comune”, al punto da bollare i contrari con il marchio d’infamia dell’accusa di “negazionismo”. Mutatis mutandis, proprio come la Chiesa Cattolica trattava gli eretici.

L’analisi della serie di divergenze Europa – USA, già a partire dagli anni 50, è infatti ampiamente rivelatoria.

Si potrebbero citare decine di esempi storici e politici che oggi apparirebbero surreali, sotto diversi profili: il tentativo di GB e Francia a Suez nel 1956; le proteste contro l’overprinting di dollari e le minacce di GB e Francia di presentarsi a Fort Knox per chiedere la conversione dei dollari in oro, prima che il Presidente USA Nixon la facesse saltare da un giorno all’altro nell’agosto del 1971; il New York Plaza Agreement del 1985 sul coordinamento delle politiche economiche e monetarie USA-Europa, inclusi i tassi d’interesse, oggi letteralmente impensabile; la Ostpolitik della Germania di Brandt; l’ultra decennale politica filoaraba e filopalestinese dell’ Italia; la segnalazione di Craxi a Gheddafi dell’imminente bombardamento USA della Libia nel 1986, che salvò la vita del leader libico; la crisi di Sigonella del 1987; le resistenze generalizzate in tutta Europa, Germania e Italia in primis, all’installazione degli euromissili; fino al canto del cigno, ossia l’opposizione di Francia e Germania alla seconda invasione dell’ Iraq di USA e GB (2003-2006), costata 700.000 morti civili. Lo stesso accordo per la partnership strategica – non un accordino qualunque – di Berlusconi con la Libia (2008) configurava una notevole, parziale autonomia dell’ Italia, morta e sepolta con la guerra alla Libia e le dimissioni di Berlusconi (2011).

L’Europa occidentale è stata dipendente, ma non colonizzata dagli USA negli anni 50, 60, 70, 80 e 90. La colonizzazione è avvenuta a partire dal primo decennio del 2000, ed è il risultato finale di una serie esponenziale di errori strategici.

Il primo errore strategico è stato il trattato di Maastricht del 1993 e seguenti, che hanno conferito alla Commissione UE poteri enormi ed in costante crescita, con la conseguente, drammatica erosione dei poteri dei Governi e dei Parlamenti nazionali democraticamente eletti dai popoli europei. La Commissione UE si è così trasformata in un vero e proprio Governo europeo eletto da nessuno, irresponsabile verso i popoli, scarsamente controllato e quasi impossibile da rimuovere. E a partire dalle Presidenze Obama (2009-2017), la Commissione UE è diventata una vera e propria dependance delle elites neoglobaliste Dem USA.

Il secondo errore strategico è stato l’assenso alla globalizzazione decisa dagli USA con i trattati di Marrakesh del 1994, allo scopo di consentire la delocalizzazione di parte dell’ apparato industriale e produttivo USA in Cina e in Asia. Il dibattito in Europa fu al tempo inesistente, perché la politica commerciale dell’ UE era già stata interamente delegata alla DG Trade della Commissione UE, subito allineatasi alle decisioni del business USA, di cui il Presidente Bill Clinton fu il mero esecutore.

Che la globalizzazione avrebbe attaccato direttamente i Paesi ad alto welfare e/o assistenza sociale - welfare inevitabilmente prezzato nei relativi prodotti e servizi - e quindi principalmente l’ Europa, non era certo né una novità né una teoria astrusa, ed è infatti quello che è regolarmente accaduto.

Non solo: era già altrettanto chiaro in partenza che la delocalizzazione produttiva nel Terzo Mondo (e nell’ Europa dell’ Est), se incrementa i profitti attraverso la riduzione dei costi di produzione, al tempo stesso fa perdere al Paese dell’impresa delocalizzata la ricchezza derivante dal costo del lavoro o degli stipendi, ossia dai redditi della classe dipendente o lavoratrice della produzione, invece delocalizzata.

Ed infatti sia gli USA che l’ Europa occidentale – per non parlare della GB - sono in avanzato grado di deindustrializzazione, con il crescente impoverimento degli strati meno agiati della popolazione.

Gli USA – come vedremo più avanti - hanno in parte compensato la deindustrializzazione con la rivoluzione tecnologica di internet, cellulari e nuovi media; l’ Europa NO, perché è estranea alla rivoluzione tecnologica in corso da oltre 30 anni, ed è solo una importatrice netta del settore. Non c’è una sola presenza europea tra i giganti del nuovo millennio: Apple, Microsoft, Amazon, Google, Facebook, Nvidia negli USA, o Tencent, Baidu, Samsung, Taiwan Semiconductor in Cina e in Asia.

Ma come si ricorderà, al tempo della nascita della globalizzazione con i trattati di Marrakesh del 1994, chi opinava in contra fu bollato con il marchio d’infamia dell’accusa di “protezionismo”. Mutatis mutandis, o tanto per cambiare, proprio come la Chiesa Cattolica trattava gli eretici.

Il terzo errore, tardivamente riconosciuto perfino da Romano Prodi, è stato far entrare tutti insieme o quasi i Paesi dell’ Est nell’UE nel 2004, con la conseguente radicale alterazione degli equilibri a favore della Commissione UE. Nell’UE a 12-15, la Commissione era comunque tenuta sotto controllo, perché bastava il dissenso di solo alcuni Stati Membri per provocare il ritiro delle sue (esclusive) proposte legislative ed il conseguente negoziato per una maggioranza ampia e condivisa.

L’accessione dei Paesi del’ Est ha radicalmente alterato lo scenario, grazie anche alla montagna di sussidi a pioggia, finanziati dai Paesi dell’Europa occidentale ma – attenzione - elargiti dalla Commissione ai Paesi dell’Est. Le fasi del finanziamento dell’UE e della corresponsione dei sussidi a pioggia sono infatti temporalmente e proceduralmente diverse, ed i Paesi dell’ Est, salve alcune isolate eccezioni da parte di Polonia e Ungheria, hanno subito sviluppato una naturale deferenza nei confronti della Commissione – come inevitabile, dato che è la Commissione che decide e distribuisce aiuti dal 2004 pari ad una quota tra il 3% ed il 5% del Pil annuale dei Paesi dell’ Est.

Un enorme Piano Marshall ormai ventennale, di cui nessuno parla, e che non ha minimamente impedito, dal 2004, l’esponenziale fallimento rappresentato dalla perdita di un terzo della crescita, degli stipendi e del potere d’acquisto dell’ UE rispetto agli USA.

Lo sbilanciamento degli equilibri politici e finanziari a favore dei Paesi dell’ Est e della Commissione UE, divenuta enormemente più autonoma e meno controllabile, è stato parallelamente accompagnato prima dalla decisione di non sciogliere la NATO – dopo l’autoscioglimento del Patto di Varsavia ed il ritiro unilaterale della presenza militare russa nell’ Est Europa – e dopo dall’estensione della NATO fino alle frontiere con la Russia, avviata dal Presidente Clinton, ripetutamente protestata dalla Russia ma culminata con il sostegno diretto della Commissione UE e degli USA di Obama al colpo di stato del 2014 in Ucraina, che ha segnato l’inizio delle ostilità russo-ucraine.

L’UE a guida Dem USA continua a ritenere una priorità strategica l’estensione territoriale ad Est, in aperto conflitto con la Russia. Dopo il tentativo di destabilizzare la Bielorussia (fallito), quello di destabilizzare l’ Ucraina (riuscito in pieno), la prossima pedina del domino è la Georgia.

Il quarto errore, sul quale oggi c’è ampia ma tardiva concordia – i buoi sono già allegramente scappati dalla stalla - è stato aprire le frontiere all’invasione migratoria originata dalle crisi strutturali dell’ Africa e del Nord Africa – a cominciare dai tassi demografici - e dall’emigrazione delle popolazioni vittimizzate dalle guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria. Immigrazione di massa che rappresenta una costante pressione verso due obiettivi che nessun politico europeo avrebbe mai il coraggio di sostenere apertamente: la riduzione sia del costo del lavoro che della sostenibilità del welfare state europeo. Due piccioni con una fava, complimenti!

Il quinto errore è non solo il più sottovalutato, ma ancora oggi nascosto e mimetizzato dalla propaganda dei mass media occidentali, ed è stato quello di consegnare interamente lo status giuridico di internet, dei motori di ricerca, dei nuovi mass media internet e dei social fora alle decisioni degli USA. Un altro errore letteralmente devastante per l’Europa, causato dal ritardo culturale e dall’impreparazione delle presunte elites governative europee, e dall’ intenzionale, solidale acquiescenza della Commissione UE ai diktats degli USA.

La prima questione fondamentale era quella dei limiti al principio di extraterritorialità di internet, limiti ferocemente osteggiati fin dall’inizio dagli USA. Ed infatti c’è un solo Google, un solo Facebook o Tweeter con sede e personalità giuridica solo negli USA, e sono tutti regolati direttamente dagli USA.

La seconda era la remunerazione del diritto d’autore, letteralmente sbriciolato da Google News e Facebook, con la conseguente distruzione dei mercati editoriali e pubblicitari europei, ed il trionfo incontrastato dei media USA.

La terza era la natura mediatica, e la conseguente regolamentazione dei motori di ricerca (Yahoo, Google, etc), invece finiti sviliti dagli USA più o meno al rango di mere utilities (come i fornitori di luce, gas, et similia).

Russia e Cina richiedevano almeno una parziale affermazione del principio di territorialità di internet, ossia del suo controllo anche da parte delle autorità nazionali, perché l’alternativa non era l’assenza di standards e controlli – come molti buontemponi e vittime della propaganda USA anche in Europa ritenevano - ma standards e controlli decisi solo dagli USA.

A fronte del totale appiattimento della Commissione UE ai diktats degli USA, e della conseguente mancata formazione di un consenso internazionale, sia Russia che Cina hanno provveduto a limitare il dominio dei media USA, ed in particolare a sostituire motori di ricerca, applicazioni e media USA con equivalenti nazionali, spesso più avanzati (vedasi WeChat della cinese Tencent).

Noi qui in Europa non abbiamo fatto nulla del genere, e non si trattava di allearsi alla linea di Russia e Cina, ma solo di proteggere i nostri interessi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i media USA e le versioni dei media USA dominano completamente in Europa, ai fini della formazione del nuovo “senso comune” occidentale.

Le campagne mediatiche occidentali, le versioni da rifilare al popolo bove sono oggi decise a Washington e New York, con la gentile collaborazione di Bruxelles.

Così dobbiamo digerire ogni giorno una serie di balle esponenziali: come che la guerra russo-ucraina non sarebbe iniziata con il colpo di stato e la guerra civile ucraina del 2014; come se la questione Palestina fosse di fatto iniziata con l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, quando risale al 1948; come se il genocidio perpetrato dalla costante escalation israeliana, con due milioni di persone evacuate ed in condizioni miserabili a Gaza, un milione in Libano e almeno 45.000 vittime tra Gaza, Cisgiordania e Libano, per oltre il 70% civili, fosse riducibile al mero diritto di Israele di difendersi – che nessuno in realtà contesta - quando l’obiettivo, in Israele apertamente discusso alla luce del sole, è la Grande Israele; come se l’ ignobile strage dei pagers e walkie talkies in Libano, con diverse centinaia di persone uccise, menomate, evirate o accecate, in gran parte innocenti civili, non avesse segnato una nuova frontiera sia del terrorismo che della vittimizzazione delle popolazioni civili nei conflitti contemporanei.

Siamo ormai al livello avanspettacolo o vaudeville, o dei numeri da circo equestre: è ormai stato accertato perfino che l’attentato al gasdotto North Stream è stato perpetrato da agenti ucraini (identificati) con l’attiva cooperazione della Polonia, e probabilmente del Regno Unito, ma il Cancelliere Scholz e la coalizione governativa “Jamaica” – dai colori della bandiera di quel Paese, che carino, vero? – fanno finta di niente, e pazienza se l’industria tedesca è in recessione anche e sopratutto a causa della bolletta energetica.

D’altronde, noi Europei siamo specializzati anche e soprattutto nel gettare il sasso e nascondere la mano, come quando il Presidente della Commissione José Manuel Durão Barroso – poi passato a Goldman Sachs - dopo anni e anni di negoziati, pochi giorni prima della finalizzazione del trattato di associazione UE – Ucraina, “improvvisamente scoprì” che il trattato sarebbe stato incompatibile con l’unione doganale dell’ Ucraina con Russia e Bielorussia, donde l’improvviso, esponenziale aggravio della bolletta energetica ucraina che spinse il Presidente filorusso Yanukovich a rifiutare l’accordo, e l’inizio della guerra civile ucraina, il colpo di stato del 2014 e le ostilità armate contro le province ucraine ribelli popolate all’ 80% da Russi.

I mass media occidentali guidati dagli USA ci stanno letteralmente affogando in un mare di balle sulle evidenti responsabilità degli Stati Uniti a trazione Dem, della Commissione UE e da ultimo di Israele per un contesto internazionale sempre più pericolosamente vicino alla WW3. Non si tratta di difendere Putin, ma solo di osservare onestamente la realtà.

E’ il sopraindicato, letterale cumulo di errori strategici la causa della colonizzazione europea agli USA. Un cumulo che non può che mettere sotto accusa le elites governative europee, in cronico ritardo culturale rispetto agli USA, del tutto incapaci di definire e tutelare gli interessi europei e costantemente a rimorchio delle decisioni USA. Elites ormai sottratte al controllo degli elettori, grazie al Governo eletto da nessuno della Commissione UE, e letteralmente ossessionate dal potere. La Commissione UE ha solo due reali priorità: il progressivo esautoramento dei poteri dei Governi nazionali e l’estensione territoriale ad Est agli ordini dei Dem USA: una classe dirigente di burocrati eletti da nessuno, di meri yesmen degli USA, assolutamente inadeguata alla difesa degli interessi europei.

Ed infatti, le elezioni USA del 5 novembre p.v. saranno decisive non solo per gli USA, ma anche per l’Europa, come mai dalla fine della WW2.

Si tratta “solo” di vedere se vinceranno i Dem USA, ossia le elites neoglobaliste che controllano gli USA e conseguentemente l’ Europa, o Donald Trump, favorevole al ritorno degli USA all’isolazionismo - dopo oltre un secolo di storia degli USA, all’opposizione al neoglobalismo - dopo 30 anni dai trattati di Marrakesh del 1994, ed infine anche alla rottura del cordone ombelicale con l’Europa, attraverso un neoprotezionismo apertamente competitivo anche nei confronti dell’ UE.

Eh si, grazie al cielo una quota vicina o superiore al 50% della popolazione statunitense non ne può letteralmente più della decadenza delle guerre inutili e dell’invasione migratoria degli USA e dell’ Occidente causata dal neoglobalismo guerrafondaio.

Donald Trump rappresenta certamente un jolly con diverse incognite, ma certamente di gran lunga preferibile allo scenario catastrofico che una vittoria delle elites neoglobaliste dischiuderebbe per l’Europa e per il mondo: quello del rischio sempre più concreto della Terza Guerra Mondiale.

A noi Europei non resta che attendere: per conoscere il nostro futuro, dobbiamo attendere le elezioni USA: più colonizzati di così!

Coraggio, mancano solo 20 giorni…….

Belisario, 15 ottobre 2024

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Commenti (31)

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Mostra commenti 31 caricati
    1. carla 16 ottobre 2024

      Trump ha un grosso unico problema: I nemici in casa
      I dem oniaci hanno mille metodi collaudatissimi di brogli:

      • Defunti resuscitati
      • Dominion che modifica i voti direttamente a favore dem
      • Documenti non richiesti per esprimere il voto=voti infiniti in alcuni stati
      • Voti acquistati anche a solo 100$ cad.
      • Magistratura peggiore della nostra

      Alla luce dei fatti solo un miracolo potrebbe far vincere Trump, ma il miracolo l'abbiamo già avuto con gli attentati andati a vuoto

    1. mystes 16 ottobre 2024

      Completare il tiolo dell'articolo: "L’ Europa colonizzata dagli USA attende le elezioni americane per conoscere….. il suo futuro"...padrone...giusto Trattato di Pace firmato nel 1946.

    1. BrunoWald 15 ottobre 2024

      Quelli che vengono percepiti come "errori" dall'Autore dell'articolo, sono in realtà scelte strategiche decise al di sopra dei governi nazionali, e della stessa Commissione UE, dalla mafia globalista - o mafia khazara, se vogliamo essere più espliciti - precisamente al fine di provocare quelle conseguenze deleterie per l'Europa, di cui siamo tutti consapevoli.

      Si tratta dello stesso potere transnazionale che ha già distrutto e sottomesso l'Europa con due guerre mondiali, e del quale siamo vassalli a tutti gli effetti dal 1945. Solo che ciò non era evidente fino a circa trent'anni or sono, per una serie di motivi facilmente intuibili: in primis le limitazioni tecnologiche e l'esistenza del blocco sovietico (altra creazione dei khazari), che ostacolava l'economia globale e sconsigliava la destabilizzazione sociale avviata dopo il 1989.

      I tempi non erano ancora maturi, erano necessari stati coesi con dirigenti di un certo spessore, ma le premesse per il disastro attuale c'erano già tutte.

    2. Martin 16 ottobre 2024

      Dal mio punto di vista, in buona parte è come tu dici, il problema è in quanta parte. Se osservi come si è andati alla WW1, ci furono quelle forze ma anche altri fattori. Il predominante fu che la borghesia ed il modello di sviluppo liberista del tempo non sapevano come gestire la massa del proletariato industriale, ed erano anche terrorizzati dal rischio del contagio del mondo contadino (come poi avvenuto in Spagna).

      Una somma di fattori sotto diversi profili simile a quella odierna, in Occidente.

    1. ailavioni 15 ottobre 2024

      Credo che finchè non abbiamo risolto il problema dei puntini in più o in meno, discettare sulla possibile vincita della Camalla oppure del Trump sia superfluo.
      Ora mi domando, canonicamente quanti dovrebbero essere ?
      Possibile che nel parlamento europeo dove hanno regolamenteto tutto, dalla curvatura delle banane al diametro dei piselli fino ad arrivare alla frequenza del coitus interruptus, non abbiano mai emessa una normativa vincolante sul numero dei puntini ?
      Ciò è grave, soprattutto perchè questa lacuna inficia la mia fede, finora incrollabile, nella efficienza di questa europa unita.

    1. Martin 15 ottobre 2024

      La cosa che più mi delizia in caso di vittoria di Trump, oltre alla fine dell'armamento dell' Ucraina, saranno le bastonate da fumetti o le botte da orbi che infliggerà all' UE. Tipo Popeye contro Brutus....

      Se Trump piazza una tassa del 10% anche sull'import dall'UE, ci sarà una gazzarra, un volo di stracci, una rissa livello ubriachi da bettola di porto a Bruxelles veramente indimenticabile....

      Cosa farà la sguattera dei Dem Usa, ossia la Albrecht VDL? Secondo me salta nel giro di un anno......

    2. fedo1887 17 ottobre 2024

      Leggendo tanti commenti mi sembra di capire che Trump non stia facendo nulla e non abbia fatto quasi nulla per evitare un secondo farloccamento delle elezioni in stile 2020.

      Questa è la cosa che mi terrorizza di più.

    3. Martin 17 ottobre 2024

      No, c'e' una feroce guerra in corso da 4 anni sulle regole tra Repubblicani e Democratici in ogni Stato, dato che più che una elezione federale negli USA è un insieme di elezioni statali. I Dem scoraggiano ovunque l'identificazione dei votanti, i Rep la vogliono rafforzare, specie nel voto per corrispondenza.

      Negli Stati Rep si sono rafforzati i controlli legali, in quelli Dem no. I Dem hanno la brutta faccia tosta e la piena mala fede di spacciare le regole sull'identificazione dei votanti come un tentativo di non far votare la gente. Sono le stesse argomentazioni storicamente usate da vari regimi nel mondo per truccare le elezioni.

      Non solo, risulta che i Dem stanno trasferendo decine di migliaia di immigrati illegali nelle capitali degli swing states decisivi (Philadelphia, Atlanta, etc), proprio per farli votare illegalmente.

      Il rischio che la Harris vinca con un margine ridotto e brogli quindi decisivi è alto. Se invece dovesse come probabile vincere Trump, proveranno a non farlo assumere invocando l'incompatibilità con uno dei procedimenti giudiziari-truffa ancora in corso. In entrambe le ipotesi, si rischia seriamente lo scontro armato,

    4. fedo1887 18 ottobre 2024

      Lo scontro armato sarebbe manna dal cielo nello scenario che hai descritto.
      Incredibile come l'illegalità dei Dem sia lasciata libera di scorrazzare liberamente senza nessun intervento giudiziario.

      Tra la magistratura italiana e quella USA non so chi sia più corrotto.

    5. Martin 18 ottobre 2024

      I Dem USA e la magistratura USA hanno imparato la lezione del PD e della magistratura italiana. Alcuni commentatori USA hanno colto nel segno quando hanno affermato che fenomeni come la persecuzione giudiziaria di Donald Trump sono fino ad oggi accaduti solo in Italia, Stati Uniti e nelle Banana Republics.

    1. Chiara Pinna 15 ottobre 2024

      In Italia dobbiamo ringraziare Berlusconi e Prodi, rappresentante della falsa sinistra, che ci hanno resi da colonizzati comunque pensanti e consapevoli, lobotomizzati asserviti e zerbini.

    1. SOD 15 ottobre 2024

      Ottimo articolo di sintesi, su Trump non ci credo tanto, soprattutto per cio' che riguarda un diverso atreggiamento in medio oriente

    1. Bertozzi 15 ottobre 2024

      Anche noi colonizzati culturali del fu CDC attendiamo frementi le sceneggiate elettorali dei nostri padroni e ogni giorno ci sorbiamo palate di articoli di americani, sai mai ci si sentisse liberi. I cinque e dico cinque puntini di sospensione nel titolo la dicono lunga sul livello editoriale raggiunto dal sito. Affidatevi a chatgpt, sarebbe più vario, e pure più preciso a livello grammaticale e semantico. Magari intratterrebbe di più pure nella scelta e traduzione degli articoli.

    2. SOD 15 ottobre 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    3. Martin 15 ottobre 2024

      Bertozzi, poi magari ci spiegherai quale terribile attacco o minaccia o pericoli di sorta implicano o nascondono i due puntini di sospensione aggiunti ai tre della Regola Ortodossa.... io mi sto sforzando, ma proprio non ci riesco.
      Trattandosi evidentemente di una questione decisiva, conto sul tuo aiuto.. pensa che da piccolo facevo anche gli orecchioni sui quaderni!

    4. Martin 15 ottobre 2024

      Bertozzi nei due puntini di sospensione aggiunti identifica una grave minaccia, propedeutica o simbolica di molte altre.

      Appunto bisogna incoraggiarlo ad elaborare ulteriormente la questione

    5. SOD 15 ottobre 2024

      Martin, sei tu che non comprendi l"argutezza di pensiero, l'argomentare della critica. Noi non possiamo capire tanta finezza di pensiero e di creativita'. Ricorda che sono i pensionati il male della societa', la mia mente non all'altezza ha capito questo, meschino me. Quei punti di sospensione sono la sintesi di quanto Bertozzi ha percepito dell'articolo, la colpa e' nostra che non siamo all'altezza dell'egregio. Rassegnamoci, ho vissuto 80 anni per nulla, solo ora vedo luce. Grazie

    6. pieros 15 ottobre 2024

      lo stato mi ridà i contributi ( con gli interessi, ovviamente) e rinuncio alla pensione. Tranne la minima che quella la danno a tutti. Anche a chi non ha mai versato ( soldi veri eh.non figurativi) una cippa.

    7. Martin 15 ottobre 2024

      SOD, nè io nè tu siamo in grado di afferrare la minaccia rappresentata dai due puntini di sospensione in più, appunto non ci resta che sperare che Bertozzi ce la chiarisca e dettagli.

      La mia ipotesi e' che da bambino, anche Bertozzi come me sia stato costretto ad imparare a memoria e a recitare più volte "La cavalla storna" di Pascoli, con quel ritornello ripetuto decine di volte: ""O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna,," etc etc

      Io, nonostante la grave violenza subita, sono riuscito a voltare pagina, Bertozzi no, e c'è poco da ridere...

    8. SOD 15 ottobre 2024

      io ho versato tutto e prendo il minimo. Ma non mi metto a sputare invidia sociale. Qui invece troppa saccenza, troppa saccenza da tastiera. Fanno i liberi pensatori e sparano demagogia in continuazione. Io non ho la forza e neanche la testa per commentare tutti gli articoli, e' piu' facile quando si sparano le stesse 4 baggianate sotto ogni articolo e si passa anche o da capipopolo per 4 gatti o da incompresi vista la propria presunta saccenza.

    9. SOD 15 ottobre 2024

      Commento oscurato per decisione del Comitato di Redazione per violazione delle Regole sui commenti.

    1. Shax 15 ottobre 2024

      Il problema è come si fa a rendersi indipendenti o perlomeno fare i propri interessi quando questi divergono da quelli del padrone?
      L'abbiamo visto innumerevoli volte nella storia recente: quando da Aviano partivano i jet che andavano a distruggere Belgrado destabilizzando definitivamente i balcani, l'abbiamo visto poi quando distrussero la Libia da cui ottenevamo materie prime in maniera vantaggiosa, l'abbiamo visto con la Russia, la cui chiusura al mercato italiano ha distrutto l'economia e continua a distruggerla ancora oggi.
      Eppure il padrone è così, ti chiede di fare sacrifici anche se è contro l'interesse nazionale, ti chiede di spacciare la sua propaganda manco fosse fentanyl, ti chiede anche di scusarsi se qualche beneamato soldato benedetto da qualche delirante testo sionista ti spara addosso, d'altronde sei tu che sei lì, a rompere le scatole mentre loro devono invadere e devastare.
      Il padrone è il padrone, devi cedergli i gioielli di famiglia tipo poste e rete tim, devi agevolare le sua manie di grandezza, devi pure starnene zitto se ti sparano addosso.
      Ci manca solo lo slogan finale: 'non si invochi il genocidio per sottrarsi al sionismo'. E avremmo visto tutto.

    2. Cataldo 15 ottobre 2024

      Purtroppo caro Shax siamo ad un punto ancora più basso, in quanto manca la comprensione stessa dei nostri interessi come popolo e come nazione, ed è anche naturale essendo queste entità in via di evaporazione

    3. Shax 15 ottobre 2024

      Si concordo, il problema è che c'è una parte del paese che ancora non l'ha compreso, nonostante la valanga di eventi successi, l'impoverimento esasperato e la deindustrializzazione selvaggia.

    4. Sony 15 ottobre 2024

      Una parte del paese sei ottimista.

    5. SOD 15 ottobre 2024

      perfettamente d'accordo

    6. Shax 16 ottobre 2024

      Spero che prima o poi almeno la maggioranza capisca in quali mani siamo, quali sono i nostri veri padroni e quanto sangue hanno sulle loro mani.

    1. Cataldo 15 ottobre 2024

      Una riuscita sintesi, ovviamente una eventuale elezione di Trump, dopo lo spettacolo vergognoso e inquietante del conteggio elettorale delle passate presidenziali, è molto difficile, cosi ad occhio per impedire la manipolazione dovrebbe prendere il doppio almeno dei voti della KH; in ogni caso non sarebbe una palingenesi per noi europei, ma potrebbe almeno spingere ad un minimo di riflessione i cerebri ancora funzionanti.

    2. SOD 15 ottobre 2024

      sul medio oriente Trump agirebbe diversamente? Io non penso

    3. Martin 15 ottobre 2024

      Non mi sembra abbia la minima intenzione di farsi trascinare in una guerra da Israele, nè di farsi trattare come una pezza da piedi da Israele come Biden/Harris, o almeno lo spero

    4. fedo1887 17 ottobre 2024

      No scusa un secondo....ci stai dicendo che dopo quello che è successo nel 2020, Trump non si è organizzato per difendersi da ulteriori brogli e farloccamenti delle elezioni??

      Non ci voglio credere.

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