Ippopotami

2021 OTTOBRE IPPOPOTAMI

di Nestor Halak
comedonchisciotte.org

Qualche volta mi viene da riflettere sul destino della mia generazione, noi che avevamo pochi anni nel 1968, e dodici anni sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più, direbbe De Gregori. Avevamo tutta la vita davanti, ed era una vita facile, in continuo miglioramento, non per nulla eravamo la meglio gioventù del primo mondo, sdolcinata, lisergica e progressista ed il futuro era nostro: lo dicevano tutti. Eravamo cresciuti in quell’atmosfera di mini minor e mini gonne dove niente poteva peggiorare e i figli erano più ricchi ed evoluti dei padri ed i nipoti sarebbero stati più ricchi ed evoluti ancora. Noi il 68 non l’abbiamo fatto: ci siamo cresciuti dentro. Ne abbiamo ricavato una sorta di imprinting.

Ricordo la mia classe di liceo. I più ambiziosi sono diventati pezzi grossi, i più pigri, dopo qualche viaggio-studio a Londra, ufficialmente per imparar la lingua, meglio se in autostop , si sono accontentati di qualche lavoro improbabile (purché pagato s’intende), preferibilmente un sine cura in qualche noiosa gerarchia, ma sempre ben sicuri del loro diritto, certi delle meravigliose sorti e progressive che gli si aprivano davanti, immuni dal bisogno e affrancati dalla contingenza, rampolli dell’Europa in giro per i boulevards. Quand’era Europa. Letargica e benestante come la Germania di Bonn. Ve la ricordate la ostpolitik? Willi Brandt? Ve lo ricordate inginocchiato ad Auschwitz? E come eravamo fichi viaggiando oltrecortina con pochi danari in tasca sulle nostre Dyane colorate. Oggi le auto vanno dal bianco al nero: cento sfumature di grigio. Agli americani, poveracci, poteva capitare di essere spediti a far la guerra in Vietnam o di indebitarsi per studiare, ma a noi, che avevamo più chilometri che anni, era richiesto solo di contestare tutto, con fiero cipiglio, chi mai ci avrebbe potuti toccare? Perciò anche quando finiva l’università, ci adeguavamo con calma, sempre un poco svogliati, alle nostre vite nuove, continuando a parlare di karma e di massimi sistemi.

Eppure già alla fine degli anni ottanta Paolino, gran paraculo, era diventato funzionario a Bruxelles, guadagnava cifre francamente vergognose e Paolone (dottore in logica matematica, PhD all’UCLA, mica robetta eh, tutta merce fina!), se ne lamentava con invidia dato il suo stipendio da ricercatore. Molto tempo dopo, negli ahimè belanti anni venti del terzo millennio, ho provato a chiedergli, oramai professore cattedrato, cosa ne pensasse della pandemia (s’era all’inizio, ma io già non ci credevo), e lui mi ha sciorinato numeri a frotte, anche immaginari, concludendo che il “distanziamento sociale” (si era mai sentita prima questa locuzione? Comunque sia a quel punto della storia la citavano tutti), era l’unica mossa possibile. Roba da non riconoscerlo. Una volta non avrebbe mai ammesso che la pioggia poteva non essere causata dal governo. Vabbè, avrà ragione, mi sono detto, io non ho logaritmi da opporgli.

Avrei voluto chiedere anche il parere di Patrizio, brillante avvocato di Diritto comunitario, qualunque cosa significhi, specializzato in roba come “brevetti e tutela della proprietà intellettuale e immateriale in ambito europeo”, che si arrabattava avvocatescamente in Belgio, cinico, avventuroso e romantico, dimentico a tratti di certe vicende anni settanta, di una seduta spiritica che gli prevedeva un futuro di galeotto, di un incendio di moto a Porta Romana e del tentativo di spegnerlo col giubbotto. Si dava pena di giustificare il suo mondo, per noi alieno, con rare apparizioni da divo stile Lourdes. Per quanto mi riguarda, sarebbe stato un parere di gran peso il suo, forse l’unico di gran peso, ma oramai non gli posso più chiedere nulla: è morto. Non si può dire che abbia realizzato il suo giovanile die young, ma certo non è sopravvissuto a se stesso, come sta accadendo a noialtri (this is the end, the end, my only friend!).

Cristina, anche lei docente universitaria in forza di titoli, esami e raccomandazioni (se noi sei addentro alle segrete cose, manco lo sai che c’è un concorso all’università), ma anche di meriti, non dico di no, l’aveva sempre detto senza dirlo (non sarebbe stato educato), che Patrizio sarebbe finito male (troppo eccentrico, non abbastanza normale). Se non era già morto, morirebbe, per dirla con Pavese. Ma se è per questo, tutti noi finiremo male. Certo che lui era apparso alla Madonna (motto di Carmelo Bene), ma devo ammettere che l’ultima volta che l’ho visto vivo farneticava nel suo Parkinson e gettava monete di la dalle porte per poterle attraversare. Sapete che in Belgio cucinano delle ottime cozze? Pure aveva ancora il telescopio nel su giardino di Ath, come quelle notti al quartiere in costruzione in collina, cinquant’anni prima, e non ditemi che è poco aver voglia di guardare le stelle alla sua età. Se Bocca di Rosa metteva l’amore, lui metteva la meraviglia.

Volevo dunque provare a chiedere a Paolino, quello di prima, il funzionario UE, cosa ne pensasse davvero della pandemia e dei vaccini, ma poi l’ho visto in TV con tutti i titoli alla Fantozzi: Grand. Uff.; Duca Conte; Gran Figl. De Putt. eccetera, parlare sornione ad una conferenza (in inglese naturalmente), e così non ho osato. Ma in fondo, cosa mai avrebbe potuto dirmi di differente dalla Von der Layen? Forse potrei chiedere a Stefano, stanziato nelle sue evanescenti, ma periferiche, alte sfere di gentiluomo di campagna di solida tradizione? Con uno dei vini più famosi del mondo a sostentarlo pinguemente (le palle sui vini vanno ancora molto)? Forse lui ne sa qualcosa? A domanda risponde che ha tratto gran giovamento da una cura di magnesio contro l’emicrania. Sì, ne ho tratto giovamento anch’io. Ma cosa possiamo dire di sicuro in proposito? Siamo certi che ci sia davvero correlazione?

In una vecchia canzone Vecchioni chiamava ippopotami personaggi siffatti, gente che la sfanga comodamente, dimenticando ciò che è opportuno dimenticare e omettendo ciò che non è carino ricordare. Discendono il fiume se c’è la corrente, si stancano poco pochissimo o niente. D’inverno in montagna, d’estate in riviera, li vedi passare vestiti da sera. Una volta gli ippopotami litigavano con le iene, ma anche quelle per loro oramai sono bestie per bene. E poi è una libera scelta e va rispettata, perché l’acqua che hanno bevuto è acqua passata.

Ippopotami, sia pure, ma cos’è questa novità di chiuderci in casa? Impedirci di viaggiare? Costringerci a trattamenti medici pericolosi contro la nostra volontà? Vi pare bello, etico, civile? Questo non era nei patti, è un colpo basso! Da giovani volevamo fare la rivoluzione per molto meno, ma adesso che si è fatto tardi cosa volete da noi? Pretendiamo di no, ma siamo anziani! Siamo stati a Santorini nel ‘74 ed abbiamo dormito nei sacchi a pelo in quell’aiuola al Pireo che conosciamo tutti: cosa volete dalla nostra vita? Vi aspettate che ci impressioni Burioni? Ma per carità! Sicuramente beveva vino anche lui nelle osterie di fuori porta (questa è roba di Guccini: oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura / e i vecchi imberiaghi sembravano la Letteratura). Che fa, se la tira solo perché è un “virologo” salottiero? Ma dai, di lauree ne abbiamo a iosa, sappiamo come funziona! Cristina amava tanto Mimì Metallurgico ma, alla fin della fiera, ha sposato un primario ospedaliero. Si tratta di gente che quando piscia sa quel che ha in mano.

Il tecnico della caldaia, invece, è uno che ci crede. Persino alla mascherina, intendo (e non è per nulla facile credere nella mascherina), tanto che ho dovuto metterla anch’io. Mi contraddiceva sostenendo che l’abbonamento per la revisione annuale non è solo un balzello in più, per giunta a favore di privati che probabilmente ungono qualche ruota per ottenerlo, ma serve per la sicurezza. Certo, certo, la sicurezza. Cosa non si vende oggi con la scusa della sicurezza! Cosa non si commette con la scusa della sicurezza! Il governo lavora per il nostro bene e si preoccupa per la nostra salute, certo: si vede bene. Sarà forse che è parte in causa (più il padrone della ditta più che il tecnico, direi, ma evidentemente lui non direbbe). Noi vecchi miscredenti, non gli crediamo per principio ai tecnici delle caldaie. Figuriamoci, neanche crediamo a noi stessi. Dei racconti di Stefano (il gentiluomo di campagna, grande affabulatore), usavamo dire: ma è vero, o te l’ha detto lui? Alternative inconciliabili.

No, è inutile tentare, Patrizio è morto e le sedute spiritiche non vanno più di moda, Paolino, (il funzionario UE), in grazia del mestiere, non può dirmi la verità, perciò chiedergliela non sarebbe cortese. Ma capitemi: chiudermi in casa, impedirmi di viaggiare, di andare in pizzeria, persino di prendere un caffè in un bar, impormi con legge e ricatto un “vaccino” nel migliore dei casi inutile, a me, ex primo mondo, ex meglio gioventù, a noi, che abbiamo girato l’Europa e l’America e adesso siamo stanchi, ma vi pare educazione? Cari nipotini dei fiori, bravi ippopotami, mi sa che stavolta non ce la caveremo tanto facilmente: quello che ai nostri padri è toccato in gioventù, a noi toccherà in vecchiaia. Il nostro mondo è cominciato a crollare nel 90, noi contavamo su un lungo addio, molto lungo. Patrizio ha chiuso i conti nell’agosto del 2020, proprio alla fine della sua epoca, mentre c’ero io, non lui, nel luogo dove avevo immaginato che li avrebbe chiusi. Ma in fondo trent’anni non sono pochi, una mezza vita, prima o poi doveva finire. Adesso la frana si fa incontenibile. Up patriots to arms enagagez-vous la musica contemporanea mi butta giù.

Commenti (40)

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    1. Urogallo 26 gennaio 2022

      Non lasciateci Vecchiardi ! Con la generazione Z è finito l'alfabeto.. tirate fuori le energie non abbandonatevi a nostalgie, cercate di guidarci fuori da questa follia !

    1. FrankDax 26 gennaio 2022

      Buongiorno , ultimamente gli articolisti/utenti di CDC surclassano gli articolisti “seri".. :-) un articolo deve essere spunto di riflessione e generatore di emozioni , ed in questo Halak ci riesce proprio bene . Nel ’68 avevo 8 anni , e quindi , essendo in casa sprovvisti del magico “carabattolo” quadrato (arrivato nel ’70 per i Mondiali di Calcio del Messico , un "enorme" 12 pollici..) poco era giunto , alle mie orecchie di bambino , dei fatti di Woodstock . Le influenze negli anni seguenti , però sì . Ricordo le discussioni animate nel biennio dell’istituto tecnico , durante la lettura in classe del “Corriere della Sera” , rito settimanale orchestrato dall’insegnante di religione (Prete.. ma anche i preti erano diversi allora…) , dove , con classico ed ingenuo piglio giovanile , si credeva nella libertà , onestà , in un mondo migliore… in ogni caso , un passo necessario per diventare “grande” , scontrandoti negli anni seguenti , con la realtà . C’era entusiasmo e soprattutto si “pensava” , anche sbagliando, e si era disposti a tutto per difendere queste idee giovanili . Non sono molto d’accordo con Cedric , sul aspetto “borghese” del testo , ero il più grande di quattro fratelli , lavorava solo mio padre , ed ho girato fino a 18 anni sempre senza soldi in tasca , ma i sogni e l’arte di arrangiarsi erano presenti , e i figli papà erano visti come degli “ sfigati” , senza nessuna invidia come succede ai giorni nostri (gente come gli “influencer” dei tempi odierni , li avremmo presi Tutti a calci nel cu*o) . Sono andato a Londra in autostop , con un mio amico nel Luglio ’79 finita la matura , con i soldi guadagnati in Giugno facendo lo scrutatore nel doppio turno elettorale (ci si inventava di tutto per prendere qualche Lira..) , e da Amsterdam a Udine nel ritorno (finiti i soldi) siamo rimasti senza mangiare due giorni , ma l’entusiasmo non è mai mancato . La prima auto l’abbiamo comprata usata , in due amici , e la tenevamo un giorno a testa , quando non eravamo insieme (praticamente mai…) , si faceva colletta per la benzina fra tutti i passeggeri , si scappava a volte senza pagare da qualche pizzeria e quasi tutti lavoravano l’estate per raggranellare qualche soldo , ed effettivamente nel lavoro stagionale si prendevano bei soldi , nell’epoca . Erano i tempi del Fronte della Gioventù e di Lotta Continua , qualche botta è volata , ma da ambo gli schieramenti si credeva ingenuamente nei propri ideali , e sono convinto che le nefandezze di Conte/Draghi nel chiudere gli Italiani in casa , non avrebbero Mai potuto avere luogo in quei tempi…. Direi che “Compagno di Scuola” di Venditti esprime bene il passaggio ai Tempi “ Moderni” , con i tradimenti di tanti ideali … E’ vero , abbiamo passato , almeno per me , un bellissimo periodo fino al ’90-95 , con la Voglia di viaggiare (per me in moto) e conoscere nuovi Paesi e culture diverse e ci siamo dimenticati i grandi ideali , ma la voglia di “ragionare” con la propria testa è sempre rimasta intatta . E’ anche vero che siamo stati fortunati , vivendo (forse) il più bel periodo che abbia attraversato l’italico stivale , per un adolescente/uomo (18/30 anni) , però questo , ci ha fatto perdere di vista , di come , il degrado dei valori si stesse inesorabilmente affacciando . Penso che una causa di quello che è avvenuto , e che sta’ avvenendo , sia stata soprattutto la maggioranza di “ippopotami” fiorita negli anni seguenti , che secondo me rispecchia la percentuale 80/20 dei covidioti/pensanti attuali . Sinceramente non so le cause , ma presumo molto nell’ipnosi da “carabattolo” quadrato . Infine se quello che avviene oggi , sia il Karma da scontare per aver vissuto felicemente quel periodo , considerando che siamo stati una generazione (Italiana) che non ha visto una guerra (fino a d’ora..) al contrario dei nostri Nonni/Genitori , lo accetto se pur a malincuore . Inoltre , se pensiamo bene , che negli stessi anni morivano migliaia di giovani in Indocina/Iraq per i giochi “sadici” dei Potenti di turno.. e che ancora al giorno d’oggi stanno morendo a migliaia nello Yemen e Guerre Locali varie , mentre ora Noi abbiamo paura di esercitare e esigere i nostri diritti , per una multa da 400€… ci dice che a volte il Destino è veramente grottesco… in ogni caso Grazie ad Halak per aver risvegliato ricordi ed emozioni.

    2. Nestor Halak 26 gennaio 2022

      Felice di esserci riuscito: ovviamente qualsiasi cosa uno scriva, non piacerà mai a tutti.

    1. sbregaverse 26 gennaio 2022

      Senza l'ambizione non si sale senza lambizione non si sale.

    1. Eugiorso 25 gennaio 2022

      Io sono del 1958 e nel '68 avevo 10 anni e non di più.
      Converebbe riflettere sul perché apparteniamo a una generazione fallita.
      Non sarà proprio perché abbiamo avuto in qualche modo, l'imprinting del '68, rivoluzione fallita che ha portato il neoliberismo e l'usura elitista, non la fantasia(!) al potere?

      Cari saluti

    2. Nestor Halak 26 gennaio 2022

      Be, siamo praticamente coetanei. Non so perché dici che siamo una generazione fallita: secondo me gli anni 60 e 70 sono stati un bel periodo della storia recente, anche tenendo conto del fatto che con tutta probabilità ci sembrano migliori perché ci ricordano la nostra gioventù.
      Poi la storia è proseguita, gli americani si sono trovati improvvisamente padroni del campo e, con la loro ideologia liberista estrema senza più contrasto, ci hanno condotti per mano all'attuale degenerazione, con gli stati subordinati ai potentati dell'economia.
      Il 68 non c'entra.

    1. lurker 25 gennaio 2022

      Gran bell'articolo. Grazie di cuore.

      Mi sembra che tutti i tuoi vecchi amici (e il tecnico della caldaia) siano cresciuti, condizione forse necessaria (ma non sufficiente) per adattarsi con successo alla societa' e alle sue regole. Tu forse no; come, credo, a molti di quelli che ti leggono, ti rimane qualcosa del bambino (la fantasia e la capacita' di meravigliarsi, unita a una traccia di innocenza) e dell'adolescente (sicuramente la ribellione istintiva) che permette di farsi le domande giuste e dire ostinatamente di no anche alle risposte sbagliate che vengono tranquillamente accettate dai piu'.

    2. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Grazie Lurker. Per come la vedo io, non è tanto un fatto di maturità. Credo che la maggior parte delle persone sia molto condizionata dall'epoca e dal ruolo. Altri meno. Un giovane anni 70 doveva essere ribelle perché questo era il suo ruolo e questa era l'aria che tirava.
      Se quel giovane diventa un professore sessantenne cattedrato con prole e non cambia di molto adesso, tenderà ad essere ligio al sistema, perché questo è ora il suo ruolo e questa l'aria che tira. Si chiama conformismo.

    1. Bertozzi 25 gennaio 2022

      Quante prese di coscienza tardive, me ne compiaccio. C'è voluto un regime, ma mi sa che c'è ancora molto da fare. Strano comunque gli stessi definiti oggi e qui ippopotami fino a ieri erano i santi 'che si sono battuti per questo paese e non ci hanno mai fatto mancare niente', gente da invidiare insomma.

    1. ton1957 25 gennaio 2022

      Ottimo articolo, molto bella " l'acqua che abbiamo bevuto è acqua passata" di ippopotami ne ho conosciuti molti ma ci sono sempre stati e c'è poco da dire o pensare e dei Mimi metallurgico che non mi capacito, Mimi oggi è un trivaccinato mascherato e consegna, ad elemosina, pacchi per conto di Amazon o pizze del Cipputo a chiamata di multinazionale ( il Cipputo rimasto disoccupato ha aperto pizzeria che sopravvive di elemosine statali e nuovi debiti (ascensore sociale)).
      Boh! ormai son vecchio ed arrivato ma non mi capacito (che cazzo di acqua abbiamo bevuto?) il Mimi metallurgico ha subito trasformazione antropologica, è divenuto un coglione e pure fighetto e perbenista, chiede più sicurezza e non c'è legge (pure di merda) che non rispetti, si è tagliato i coglioni e li mostra orgoglioso a richiesta di greenpass imposto da Speranza e Draghi.

    2. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Grazie Ton, ma devo dire che "l'acqua che hanno bevuto è acqua passata" non è mia, ma un verso d i Vecchioni dalla canzone "Ippopotami".

    3. sbregaverse 26 gennaio 2022

      A me ricorda il passare le acque che metabolizzate in piscio e merda disintossica(va)no corpi abusati da stravizi.

    1. cedric 25 gennaio 2022

      dall'autobiografia di Nestor Halak scritta da se medesimo

      Ricordo la mia classe di liceo. I più ambiziosi sono diventati pezzi grossi, i più pigri, dopo qualche viaggio-studio a Londra, ufficialmente per imparar la lingua, meglio se in autostop , si sono accontentati di qualche lavoro improbabile (purché pagato s’intende), preferibilmente un sine cura in qualche noiosa gerarchia, ma sempre ben sicuri del loro diritto, certi delle meravigliose sorti e progressive che gli si aprivano davanti, immuni dal bisogno e affrancati dalla contingenza, rampolli dell’Europa in giro per i boulevards.

      L'autore ci ricorda il suo passato di figlio di papà (se lo dice da solo!) che studiava nel liceo per le famiglie perbene. Magari crescendo ha visto la luce come saulo da tarso o francesco da assisi ed ha rifiutatoi privilegi che gli spettavano per diritto ereditario. Adesso scrive belle paginette (si vede che il liceo era buono davvero) e magari è diventato alternativo, autoridotto, fuori dall’ottica del sistema. Resta la domanda: ma se pure i più pigri della sua classe erano immuni dal bisogno e affrancati dalla contingenza, lui era il più pigro dei pigri?

      Peccato non saper scriver bene come lui, ma non tutti possono permettersi il liceo dei migliori...

    2. Rnamessaggero 25 gennaio 2022

      Guarda che il post è utilissimo per far capire a tutti come si sia arrivati alla situazione attuale, in giro c' era solo gente del genere, tutto sommato poteva andare peggio, per noi, che nel '68 avevamo tra un si e un no 5 anni.
      Riguardo allo stile letterario, a me è sembrato solo il tentativo di riuscire ad egualiare Moravagine, che, al momento, resta ancora in vetta alla classifica.

    3. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Di un po' tu che citi sempre Marx e da quello che ho capito diciamo che lo apprezzi, lo sai che Marx ha scritto i suoi libri insieme e grazie ad Engels che era ricchissimo di famiglia? Anzi era un bieco capitalista da parte di padre.
      Sei in contraddizione, perché secondo i tuoi parametri allora anche Marx (grazie ad Engels) ed Engels erano solo due immuni dal bisogno ed affrancati dalla contingenza, alternativi, autoridotti (ma che significa?) e fuori dall'ottica del sistema.
      Bah!

    4. Tizio8020 25 gennaio 2022

      "in giro c’ era solo gente del genere"

      Mica vero.

      Vero forse se parliamo di figli di papà...ma se parliamo di gente normale era tutto il contario!
      "Chi" avrebbe dovuto pagare le Dyane colorate, la benzina, i viaggi??
      I figli della Classe operaia in estate lavoravano... finiva la scuola, iniziava la stagione balneare.
      Una media di dieci/dodici ore di lavoro al girono, sette giorni su sette, dai primi di giugno ai primi di settembre.
      Vacanze mai fatte.
      Finita la scuola, inziavi la ricerca del lavoro.
      Solo che se a metà anni '80 facendo la stagione prendevi tantissimo...da fisso non ti davano un cacchio.
      Una sfilza di "Contratti Formazione & Lavoro", ogni due anni ti lasciavano a casa per assumere un altro al tuo posto.

      Ma ripeto, parlo di gente normale, non di parassiti!

    5. Rnamessaggero 25 gennaio 2022

      Figliolo, compagno, stai parlando della mia vita, dei comunisti quindi, cioè di quelli che contavano una cippa rispetto a tutti gli altri: "o sei finito in banca pure tu", per dirla con Venditti.

    6. cedric 25 gennaio 2022

      Certo che lo so che Engels era un figlio di papà, l'ho studiato al liceo(!).
      Pure William Burroughs era figlio di una famiglia ricchissima proprietaria della nota ditta di calcolatrici meccaniche. Questo non gli ha impedito di partecipare al gruppetto di visionari che ha letteralmente creato le premesse per il nuovo secolo. Nel gruppetto c'era Ferlinghetti, Ginsberg e Corso e magari era lui che pagava il conto delle birre e delle canne. Chissà quanti (pochi?) hanno letto i suoi romanzi.
      Effettivamente le rivoluzioni le hanno sempre fatte i ricchi ed annoiati borghesi, mica i disperati popolani che morivano di fame. Anche se l'autore sembra un agiato ed annoiato borghesuccio (se lo dice da solo!) si spera che nel prossimo capitolo dell'autobiografia non si descriva come un novello Burroughs (anche lui citava gli ippopotami...)

    7. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Brutto commento, livoroso e classista, fa molto ancient regime o, sul fronte opposto, Pol Pot. E' brutto giudicare le persone non per quel che dicono, ma per l'ambiente di provenienza, nella fattispecie niente più che la piccola borghesia urbana seconda metà del XX secolo, gente che lavorava, la famosa classe media, peraltro descritta con una certa auto ironia. D'altra parte Robespierre era un avvocato, mica un sans culottes. Ovviamente ognuno parla di ciò che conosce e l'articolo non fa nulla per dissimularlo: è un articolo, mica fiction. O possono parlare solo i proletari con green pass di provenienza?

    8. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Con tutto il rispetto, giuro che non ho mai tentato di imitare Moravagine!

    9. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Sarà ma vedi io ho una storia strana. Mio nonno paterno era un artigiano, quello materno era un pastore con un gran cervello però visto che il veterinario del paese andava a chiedere consiglio a lui. Mia madre una casalinga ignorante, mio padre si è arricchito dando il culo in 15 anni di immigrazione all'estero in America del Sud. E con tanta avarizia. Ho vissuto in un quartiere borghese dove abitano un sacco di papaveri, ma ho sempre frequentato i proletari. Ho vissuto in agiatezza ed ho potuto studiare. Non ho fatto il liceo perché non mi interessava ma se avessi voluto le disponibilità ce le avevo. Per un periodo della vita ho vissuto bene, poi mi sono andate male molte cose tutte insieme e, diciamo, sono caduto in disgrazia. Ora sono un pezzente.
      Vedi però tutto questo mi ha fatto capire che delle classi di appartenenza di una persona non me ne frega un beato c@zzo. A me interessa la persona, e l'uomo che c'è dentro. Ho conosciuto proletari più stronzi dei borghesi, ommini de merd@. E borghesi a cui do tanto di cappello. E viceversa.
      In fin dei conti la divisione e visione più giusta degli esseri umani l'ha data Sciascia in quel suo meraviglioso romanzo. Non c'è bisogno ripeterla, ma tu di certo non occupi le prime posizioni.

    10. Rnamessaggero 25 gennaio 2022

      Halak, era una battuta, i temi che avete trattato non erano paragonabili, la mia dichiarazione è comunque circosritta nella sfera delle impressioni personali. Essendo il tuo intervento autoreferenziale , capisco che possa dar fastidio ogni commento leggero. Senza scuse perché sarebbe patetico ma come puoi vedere, con franchezza e assoluto rispetto.

    11. Primadellesabbie 25 gennaio 2022

      Un momento, halak.

      Il proletariato non è migliore della borghesia, non c'è migliore e peggiore in questa materia.

      E non ci sarebbe ragione di confronto se per ognuno fosse previsto e garantito lo spazio per vivere serenamente la sua condizione, con la sua famiglia, la sua gente, i suoi costumi.

      Ma non è andata così, per funzionare, la società dell'industrializzazione ha scelto una strada diversa, basata sulla rivalità, che prevede difficoltà esistenziali di non poco conto per chi non accettasse la sfida.

      Dato che quasi tutti hanno finito per accettare per non essere costretti a dire ai figli di non poter comperare loro i libri di scuola, è pieno di poveri sul lastrico ma non ci sono più proletari, è scomparso persino l'habitat appropriato: tutti borghesi, opportunamente travestiti da capitalisti in vista dell'assalto al cielo.

      Io partirei da queste considerazioni.

    12. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Ma no, non mi ha mica dato fastidio il commento, vanno benissimo anche quelli leggeri, ma che era una battuta, davvero, non lo avevo capito: mi sembra più una battuta la mia risposta!

    13. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Sinceramente non ho capito nulla.

    14. Primadellesabbie 25 gennaio 2022

      Se tutti si capissero, la crescita dell'umanità sarebbe troppo veloce.

      (Diceva un mio amico)

    15. cedric 27 gennaio 2022

      LuxIgnis wrote: la divisione e visione più giusta degli esseri umanil’ha data Sciascia in quel suo meraviglioso romanzo. Non c’è bisogno ripeterla, ma tu di certo non occupi le prime posizioni.

      Quando non si hanno più argomenti, la 38° ed ultima regola di Schopenhauer funziona sempre.
      Un buon vecchio argumentum ad personam (come ultima risorsa diventare offensivi, oltraggiosi e grossolani) viene sempre buono....
      Cordialità!

    16. cedric 27 gennaio 2022

      Se si desiderano applausi basta andare al Rotary o dalle damine vincenzine, chi invece frequentava l'ambrajovinelli è uso a gestire le critiche (e aspesso anche gli insulti!)

      Mi rendo conto che sentirsi chiamare alto/borghese crei risentimento (evidentemente tale termine suona disdicevole) . Tuttavia serve accettare le proprie origini, se tu non fossi stato un alto/borghese di buona famiglia ora non scriveresti così bene. Magari avresti fatto l'artigiano o il bracciante.
      L'ho scritto spesso anche io che la rivoluzione francese l'hanno fatta i borghesi (Danton era medico) e pure Che Guevara era figlio di una ricca famiglia di imprenditori. Pero' loro qualcosa l'hanno fatta per cambiare il mondo, tu da alto borghese di buon liceo che contributo reale hai dato per rendere questo mondo migliore? Cordialità anche a te!

    1. sbregaverse 25 gennaio 2022

      Gran pezzo,tutto nudo e tutto caldo, come quello dell'Ubalda.Malinconia : canagliata nostalgica .

    2. Nestor Halak 26 gennaio 2022

      Vero!

    1. fuffolo 25 gennaio 2022

      C'erano tante armi e pochi controlli, si doveva approfittarne.

    2. Rnamessaggero 25 gennaio 2022

      Concordo e mi sa che hai detto tutto.

    1. Primadellesabbie 25 gennaio 2022

      Gli ippopotami segnano il territorio con un metodo curioso, mentre espellono le feci, in acqua o sulla terraferma, agitano forsennatamente la corta ma robusta coda che, come le pale di un ventilatore, le disperde lanciandole tutto attorno, e quando due maschi si sfidano il vincitore trancia con un morso la coda del perdente in modo da impedirgli, per il futuro, la diffusione del suo sentore.

      Complimenti per l'articolo Nestor e per le numerose precise sciabolate (sono testimone di puntate precedenti, quando si potevano vedere le persone arrabattarsi in poca acqua trasparente, ancora priva di maleodoranti apporti tecnologici, al tempo in cui i sentori borghesi erano ancora ben separati e circoscritti.)

    2. ndr60 25 gennaio 2022

      Da bambino andavo allo zoo (a quel tempo c'erano ancora) e ciò che mi colpiva degli ippopotami è che defecavano nella piscina, quindi finivano per nuotare in mezzo agli strxxzi. Poi, guardando i documentari sull'Africa, ho scoperto che i poveretti erano abituati così poiché i fiumi africani sono enormi, e le loro feci entrano pure in una complessa catena alimentare.
      Morale: se cambia il contesto, devi cambiare abitudini, altrimenti sei nella mxxda.

    3. Primadellesabbie 25 gennaio 2022

      In Africa ci sono corsi d'acqua e stagni di tutte le dimensioni che, durante la stagione secca divengono pozze di fango prima di disseccarsi del tutto.

      Nonostante siano trascorsi migliaia di anni e di generazioni, gli ippopotami, come tanti altri animali [animali=dotati di anima!], non hanno "aggiornato" le loro abitudini.

    1. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Simpatico articolo.
      Solo che io allargherei la categoria degli ippopotami a tutti i livelli sociali ed a tutte le epoche.
      Ne ho visti tanti di tutti i tipi e di tutti i colori. Gente che parla ma con il cuore disconnesso. Uomini dalla "lingua biforcuta". Addomesticati con un piatto di lenticchie.
      C'è sempre una grande differenza tra l'aver capito con la testa e l'aver capito con il cuore.
      Chi ha capito con il cuore sa ed agisce di conseguenza, non può farne a meno con tutte le responsabilità che ne comporta.
      Chi ha capito con la mente non sa ma parla e rifugge le responsabilità.

    2. Brule 25 gennaio 2022

      La tragedia è che non pochi pagano di tasca loro per farsi addomesticare, manco la fatica di organizzare un piatto di lenticchie...

    1. Arthur 25 gennaio 2022

      Articolo bello, ma mi ha fatto pensare ad alcune cose che mi hanno lasciato un po' di amarezza...

      Conosco persone che si sono sempre riempite la bocca di principi, libertà, diritti, democrazia, etc e ora sono i più allineati, spesso ad un livello insulso e degradante.
      All'inizio ero pietrificato.
      Non capivo. Il mio cervello è partito in quarta nel tentativo di fare ipotesi, sotto-ipotesi, nel cercare di trovare giustificazioni, attenuanti....

      Subito ho pensato che molta gente sia in vendita.
      Poi ho riflettuto: devono "non capire", nel senso che inconsciamente hanno un forte bisogno di rifiutare la verità altrimenti il loro mondo (fatto anche di compromessi) crollerebbe.
      O magari si rendono perfettamente conto, ma non se la sentono di mettere in discussione tutto, è un rischio che non vogliono (o non possono) correre, chissà.
      Ma da un po' di tempo mi sto convincendo che forse è tutto più semplice da spiegare: ho sopravvalutato molta gente.
      Verità sconfortante.

      E sono stanco di chiedermi "perche?"
      La Verità ultima, semplice, cristallina, davanti ai nostri occhi, è una: l'Uomo è schiavo.
      Schiavo di sé stesso e, soprattutto, schiavo delle effimere sicurezze e delle pseudo-certezze che egli costruisce dentro di sé.
      Ma forse nella maggior parte dei casi sono altri che costruiscono dentro di lui.

      PS.
      Nonostante tutto, credo che la Verità esista, ma chissà qual è la risposta.
      Anche Pilato lo chiese a Gesù:
      quid est veritas?

    1. IlContadino 25 gennaio 2022

      Altro ottimo scritto di Nestor.
      Mi ha trasmesso una certa malinconia, più che altro me l'ha fatta notare, me l'ha portata a galla. Malinconia non negativa, ma malinconia sana, utile, credo possa esserlo.
      Mi piace stare fra la gente, è piacevole, ma amo stare in disparte, per fatti miei, però amo stare defilato quando è per mia scelta, non tanto quando vengo escluso, in questo caso mi girano le zizzole, perché mi tolgono il gusto di defilarmi; ecco dove nasce la malinconia, mi è venuta a mancare la possibilità di escludermi, perché mi han fatto fuori, che dispetto! Cercherò di approfondire questo stato malinconico, vediamo dove mi porta;)

    1. Ricciardo 25 gennaio 2022

      Probabilmente qualche ippopotamo ha attraversato anche la mia gioventù. Se non ne ho conoscenza, o non lo ricordo è perché ho l'abitudine, e me ne sono reso conto solamente ora leggendo questo bellissimo scritto, di chiudere i conti della mia vita vissuta con una certa cadenza periodica. Perché sono rispettosamente a-social o perché la vita mi ha portato molte volte a cambiare d'ambiente.
      Non che sia giusto, né sbagliato, però è quello che è accaduto nel mezzo secolo abbondante che è trascorso.
      Tale atteggiamento comporta un grande vantaggio: quando apri un nuovo libro di contabilità, tutto è nuovo, e viene d'istinto scriverne nuove pagine.

      Per far evaporare un po' di questa nube di spleen, consiglio di cercare su internet uno dei molti video di Silver Nervuti, efficacissimo commentatore di questi tempi pandemici.

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