Il volto e la morte

il volto e la morte

Di Giorgio Agamben, Quodlibet

Sembra che nel nuovo ordine planetario che si va delineando due cose, apparentemente senza rapporto fra loro, siano destinate a essere integralmente rimosse: il volto e la morte. Cercheremo di indagare se esse non siano invece in qualche modo connesse e quale sia il senso della loro rimozione.

Che la visione del proprio volto e del volto degli altri sia per l’uomo un’esperienza decisiva era già noto agli antichi: «Ciò che si chiama “volto” – scrive Cicerone – non può esistere in nessun animale se non nell’uomo» e i greci definivano lo schiavo, che non è padrone di se stesso, aproposon, letteralmente «senza volto». Certo tutti gli esseri viventi si mostrano e comunicano gli uni agli altri, ma solo l’uomo fa del volto il luogo del suo riconoscimento e della sua verità, l’uomo è l’animale che riconosce il suo volto allo specchio e si specchia e riconosce nel volto dell’altro. Il volto è, in questo senso, tanto la similitas, la somiglianza che la simultas, l’essere insieme degli uomini. Un uomo senza volto è necessariamente solo.

Per questo il volto è il luogo della politica. Se gli uomini avessero da comunicarsi sempre e soltanto delle informazioni, sempre questa o quella cosa, non vi sarebbe mai propriamente politica, ma unicamente scambio di messaggi. Ma poiché gli uomini hanno innanzitutto da comunicarsi la loro apertura, il loro riconoscersi l’un l’altro in un volto, il volto è la condizione stessa della politica, ciò in cui si fonda tutto ciò che gli uomini si dicono e scambiano.

Il volto è in questo senso la vera città degli uomini, l’elemento politico per eccellenza. È guardandosi in faccia che gli uomini si riconoscono e si appassionano gli uni agli altri, percepiscono somiglianza e diversità, distanza e prossimità. Se non vi è una politica animale, ciò è perché gli animali, che sono già sempre nell’aperto, non fanno della loro esposizione un problema, dimorano semplicemente in essa senza curarsene. Per questo essi non s’interessano agli specchi, all’immagine in quanto immagine. L’uomo, invece, vuole riconoscersi e essere riconosciuto, vuole appropriarsi della propria immagine, cerca in essa la propria verità. In questo modo egli trasforma l’ambiente animale in un mondo, nel campo di una incessante dialettica politica.

Un paese che decide di rinunciare al proprio volto, di coprire con maschere in ogni luogo i volti dei propri cittadini è, allora, un paese che ha cancellato da sé ogni dimensione politica. In questo spazio vuoto, sottoposto in ogni istante a un controllo senza limiti, si muovono ora individui isolati gli uni dagli altri, che hanno perduto il fondamento immediato e sensibile della loro comunità e possono solo scambiarsi messaggi diretti a un nome senza più volto. E poichè l’uomo è un animale politico, la sparizione della politica significa anche la rimozione della vita: un bambino che nascendo non vede più il volto della propria madre rischia di non poter più concepire sentimenti umani.

Non meno importante che il rapporto col volto è per gli uomini il rapporto con i morti. L’uomo, l’animale che si riconosce nel proprio volto, è anche il solo animale che celebra il culto dei morti. Non sorprende, allora, che anche i morti abbiano un volto e che la cancellazione del volto vada di pari passo alla rimozione della morte. A Roma, il morto partecipa al mondo dei vivi attraverso la sua imago, l’immagine plasmata e dipinta sulla cera che ogni famiglia conservava nell’atrio della propria casa. L’uomo libero è, cioè, definito tanto dalla sua partecipazione alla vita politica della città che dal suo ius imaginum, il diritto inalienabile di custodire il volto dei suoi antenati e di esibirlo pubblicamente nelle feste della comunità. «Dopo la sepoltura e i riti funebri – scrive Polibio – veniva posta nel punto più visibile della casa l’imago del morto in un reliquiario di legno e questa immagine è un volto di cera fatto a esatta somiglianza sia per la forma che per il colore». Queste immagini non erano soltanto oggetto di una memoria privata, ma erano il segno tangibile dell’alleanza e della solidarietà fra i vivi e i morti, fra passato e presente che era parte integrante della vita della città. Per questo svolgevano una parte così importante nella vita pubblica, tanto che si è potuto affermare che il diritto alle immagini dei morti è il laboratorio in cui si fonda il diritto dei vivi. Ciò è tanto vero che chi si era macchiato di un grave crimine pubblico perdeva il diritto all’immagine. E la leggenda vuole che quando Romolo fonda Roma, fa scavare una fossa – detta mundus, « mondo » – in cui lui stesso e ciascuno dei suoi compagni gettano una manciata della terra da cui provengono. Questa fossa veniva aperta tre volte l’anno e si diceva che in quei giorni i mani, i morti entravano nella città e prendevano parte all’esistenza dei vivi. Il mondo non è che la soglia attraverso la quale i vivi e i morti, il passato e il presente comunicano.

Si comprende allora perché un mondo senza volti non possa essere che un mondo senza morti. Se i vivi perdono il loro volto, i morti diventano soltanto dei numeri, che, in quanto erano stati ridotti alla loro pura vita biologica, devono morire soli e senza funerali. E se il volto è il luogo in cui, prima di ogni discorso, comunichiamo con i nostri simili, allora anche i vivi, privati del loro rapporto col volto, sono, per quanto si sforzino di comunicare con i dispositivi digitali, irreparabilmente soli.

Il progetto planetario che i governi cercano di imporre è, dunque, radicalmente impolitico. Esso si propone anzi di eliminare dall’esistenza umana ogni elemento genuinamente politico, per sostituirlo con una governamentalità fondata soltanto su un controllo algoritmico. Cancellazione del volto, rimozione dei morti e distanziamento sociale sono i dispositivi essenziali di questa governamentalità, che, secondo le dichiarazioni concordi dei potenti, dovranno essere mantenuti anche quando il terrore sanitario sarà allentato. Ma una società senza volto, senza passato e senza contatto fisico è una società di spettri, come tale condannata a una più o meno rapida rovina.

Di Giorgio Agamben

link fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-il-volto-e-la-morte

(Testo pubblicato sulla «Neue Zürcher Zeitung», 30 aprile 2021)

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (33)

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Mostra commenti 33 caricati
    1. McBane 15 settembre 2021

      Abituarsi alla maschera aiuterà ad accettare la sostituzione di impiegati in carne ed ossa con algoritmi e intelligenze artificiali.

    2. Astronauta 15 settembre 2021

      Futuro? Ma chi crede nel futuro se il presente è azzerato

    3. McBane 15 settembre 2021

      Non bisogna domandarsi se si crede nel futuro, ma se il futuro crede in noi.

    4. Astronauta 15 settembre 2021

      Il futuro esiste se esitono nuove generazioni ovvero se dopo di noi ci saranno ancora esseri umani sul pianeta.
      Considerat o come attualmente di sta trattando la vita, sia del pianeta che degli esseri umani, non credo che il futuro creda in noi.
      Ma non è il futuro che noi ci vuole, siamo sempre e solo noi a non volerlo praticando volutamente il gusto dell estinzione della vita in tutte le sue forme. .

    5. Astronauta 15 settembre 2021

      Credo che all inps una IA sia benvenuta dopo impiegati in carne e ossa con la mentalità da neanderthal (basta guardare Tridico.Ci promettono una IA anche alla guida dell inps?)

    1. JA 15 settembre 2021

      “Suicidi il primo giorno di scuola, a Milano 3 casi tra i ragazzini: 2 morti, una è gravissimaAllarme per la salute mentale degli adolescentiSecondo quanto riporta Ansa, recependo un comunicato dello stesso Bambino Gesù, le misure restrittive promulgate in pandemia hanno avuto un impatto nefasto sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti. L’aumento delle richieste di aiuto per le forme più gravi di sofferenza autoinflitta come autolesionismo e suicidi, solo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, hanno visto schizzare le ospedalizzazioni dal 17% nel gennaio 2020 al 45% del totale nel gennaio 2021.” 14/09/2021
      https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/suicidi-primo-giorno-di-scuola-milano-207260/

    2. Astronauta 15 settembre 2021

      La salute mentale de gli adolescenti è direttamente collegata alla malattia mentale degli adulti attuale.
      Ovvio che gli adolescenti non vogliono stare in un mondo simile dopo che si sono guardati intorno.
      Preferiscono andarsene finche sono ancora intelligenti e svegli.
      Pentirsi di essere venuti al mondo da l idea che non siamo piu esseri umani.

    3. oradaria 15 settembre 2021

      Trovo incredibile questa dicotomia. Siamo terrorizzati da una malattia accettando qualsiasi violenza ma non abbiamo attenzione per chi si uccide. L'eutanasia e il suicidio sembrano essere incoraggiate. La morte è l'unica cosa che viene perseguite : spirituale o fisica non importa.

    4. JA 15 settembre 2021

      Gli adulti (qui in USA ma in Italia non cambia) stanno anche peggio grazie a sinistri criminali che abusivamente ci governano:
      “I decessi per overdose negli Stati Uniti durante la pandemia hanno raggiunto il record di 93.000 l'anno scorso
      I decessi per overdose sono saliti a un record di 93.000 l'anno scorso nel bel mezzo della pandemia di COVID-19, ha riferito mercoledì il governo degli Stati Uniti.
      Tale stima eclissa di gran lunga il massimo di circa 72.000 decessi per overdose raggiunto l'anno precedente e ammonta a un aumento del 29%.
      "Questa è una perdita sbalorditiva di vite umane", ha detto Brandon Marshall, un ricercatore della salute pubblica della Brown University che tiene traccia delle tendenze dell’overdose.
      La nazione stava già lottando con la sua peggiore epidemia di overdose, ma chiaramente "Il COVID ha notevolmente esacerbato la crisi", ha aggiunto.
      I lockdown e le altre restrizioni per la pandemia hanno isolato le persone con tossico dipendenza e hanno reso più difficile ottenere il trattamento, hanno affermato gli esperti.
      La stima di oltre 93.000 morti per overdose si traduce in una media di più di 250 morti ogni giorno, o circa 11 ogni ora.
      L'aumento di 21.000 è il più grande salto da un anno all'altro da quando il conteggio è aumentato di 11.000 nel 2016.” 15/07/2021
      https://apnews.com/article/overdose-deaths-record-covid-pandemic-fd43b5d91a81179def5ac596253b0304

    5. JA 15 settembre 2021

      Sinistri abusivamente al governo come Conte, Draghi, Speranza,... o virologi da burrioni con rating quasi ridicoli: criminali prezzolati che l'andranno a pagare.
      “Le magagne di chi denigra le cure domiciliari ▷ “Sicuri non abbiano interessi? Ecco chi li finanzia”
      Il medico [Cartabellotta] è presidente di un’associazione, Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), sovvenzionata da enti pubblici e da case farmaceutiche, come quelle che producono Pfizer e Astrazeneca: “Perché questo parla? Chi è? Questo è presidente di una fondazione che scrive: ‘Diffondere le conoscenze e migliorare la salute’. Allora non puoi essere pagato dalle case farmaceutiche. Guardate sulla pagine di Gimbe: le fonti di finanziamento sono le aziende sanitarie locali, le università, le strutture di ricovero, società di divulgazione private, media, industrie come Astrazeneca Spa, Pfizer. Perché questo signore, pagato dalle case farmaceutiche, va in tv a dire di vaccinarsi? … E … scrivere che le cure domiciliari sono una scemenza. Video” 12/09/2021
      https://www.radioradio.it/2021/09/cartabellotta-gimbe-covid-19-cure-domiciliari/

    6. sarah 8 gennaio 2022

      Le voglio raccontare questo: ho conosciuto personalmente alcuni signori della fondazione suddetta già nel 2003, in particolare il presidente che lei nomina. Ero una giovane neolaureata ed essi cercavano collaboratori per la divulgazione di notizie scientifiche. Considerarono la mia candidatura e da qualche parte conservo ancora un paio di articoli di prova che scrissi. Condivido con lei un paio di ricordi: il profilo delle notizie era imbarazzante, poco più che fuffa da rotocalco. Il secondo era la totale mancanza di collaboratori e di risorse, tanto che considerarono anche una totale inesperta come me. In sostanza si trattava ( e a lungo si è trattato ) di perfetti Signori Nessuno che ben poco avevano da offrire ad un'eventuale divulgazione scientifica, al limite della sopravvivenza. Alla fine rifiutai l'offerta economica quasi pari a zero e tornai al mio stato di sottoccupazione. Mi sono stupita anch'io nel vederli lì dove sono, evidentemente alternativa non c'era e questa era l'occasione imperdibile per il decollo. Dovrebbe anche dircela lunga sulla qualità di chi si occupa della narrazione mainstream con tanta violenza. Cani su un osso da spolpare, altroché incontrovertibili scienziati...

    1. sbregaverse 15 settembre 2021

      Il totem/tabù morte è stato rimosso/accantonato da tempo.
      Ma se serve per propagandare la paura è un evergreen.

    1. gix 15 settembre 2021

      E' di sicuro un dilemma non da poco cercare di comprendere cosa trasmette la visione di un volto di un proprio simile. Non so se guardando un volto umano, non necessariamente amico oppure estraneo, siamo in grado di guardare anche alla sua anima. Probabilmente l'ambito spirituale si compenetra con quello materiale, nel momento in cui le espressioni di un volto rivelano per l'appunto gli stati dell'anima di quella persona. Quindi, di conseguenza, si dovrebbe dedurre che coloro che non hanno espressioni riconoscibili e non sono in grado di trasmettere una varietà di emozioni e sentimenti, non abbiano un'anima e non siano nostri simili, nonostante le apparenze, ma questo non esclude che si tratti di persone che semplicemente nascondono bene la propria interiorità. Qualche anno fa, guardando i politici dell'epoca, per esempio un Andreotti o un Craxi (il primo di certo molto più imperturbabile del secondo), uno poteva provare a seguire le loro espressioni o le loro battute, che certamente rivelavano un aspetto quantomeno empatico nella loro ricerca di contatto con il pubblico. Non mi pare che le stesse sensazioni si possano provare guardando una conferenza stampa dell'attuale governo, quanto di più glaciale si possa immaginare, e non solo per i contenuti che propone. Basterebbe questo, ovvero la constatazione oggettiva della quasi totale immobilità delle espressioni trasmesse, per chiedersi se veramente qualcuno che va davanti ad un pubblico in quella maniera sia in grado di cambiare il proprio stato d'animo, eventualmente correggendosi e cambiando la propria stessa visione politica, o essendo pentito di quanto fatto fino a quel momento. Insomma, banalmente, nonostante tutti i pentimenti possibili e i cambi di appartenenza, se oltre alla divisa, agli atteggiamenti, alla postura, anche la faccia rimane sostanzialmente la stessa (ovvero nessuna nuova espressione o piega...), non è che forse anche ciò che c'è dietro rimane uguale?

    2. Cristoduli 15 settembre 2021

      Il volto umano è immagine di Dio.
      "A immagine e somiglianza", la somiglianza l'abbiamo persa con il peccato originale, l'immagine non può perdersi... fintanto che di volto UMANO si può parlare. Ma questi hanno altro in programma per noi

    1. IlContadino 15 settembre 2021

      Tra le altre si dice che i morti diventano soltanto dei numeri e che si va cercando una governabilità fondata su un controllo algoritmico. Approfitto per esporre una questione nella speranza di ricevere una secca smentita rassicurante.
      Qualche giorno fa mi è stato detto che i vaccinati vengono rilevati dalla ricerca bluetooth del telefonino, non tutti i telefoni mi si dice, solo quelli di qualche anno fa riescono, gli ultimi non lo fanno. Cosa assurda, dico io, ma dato che sono persona pregna di curiosità (e che possiedo un telefono non proprio di ultima generazione) decido di giocare a questa cosa, vado a caccia di Pokémon.
      Non sono uno a cui piace smanettare con le apparecchiature elettroniche, quindi non le conosco a dovere, ciò che noto è che nella ricerca bluetooth compaiono sequenze alfanumeriche di dodici cifre, a coppie di due intervallate da due punti. Niente di strano, ma in effetti quando sono in compagnia di persone non vaccinate non c'è quel tipo di sequenza, al contrario quando c'è qualche vaccinato nei paraggi, ecco la sequenza. Non credo sia una cosa reale, di certo vi è una spiegazione logica e semplice a questo fenomeno, magari qualcuno di voi me la sa dare, così mi metto il cuore in pace e smetto di dar la caccia al Pokémon. Grazie in anticipo;)

    2. gix 15 settembre 2021

      Confermo, è una cosa che ho provato anche io e posso confermare che queste sequenze alfanumeriche le rileva anche il bluetooth del mio telefono che è nuovo. Per curiosità ho provato in ambienti con persone vicine e in altri con persone a distanza, con dispositivi elettronici nelle vicinanze e nel primo caso compaiono queste sequenze (anche molte, se c'è gente), mentre nel secondo compaiono solo le sigle dei dispositivi, in genere riconoscibili. Questo non dimostra nulla, ma magari un esperto potrebbe facilmente capire di cosa si tratta.

    3. IlContadino 15 settembre 2021

      Mannaggia Gix, in questo modo tu non plachi i miei turbamenti, anzi li alimenti, assieme alla curiosità. Anch'io ho fatto questo tipo di esperimenti, è per questo che ne ho scritto. Ora sarò più esplicito, chiederò collaborazione ad alcuni amici vaccinati, vediamo che succede. Comunque concordo con te, nulla di dimostrato, un esperto saprà sicuramente dare spiegazione razionale. Però è divertente, oltre che preoccupante

    1. Divoll 14 settembre 2021

      Il volto e' al centro delle arti figurative, specialmente nella ritrattistica, fin dall'antichita'. Immagini con un ritratto idealizzato o realistico del defunto, messe sulla salma, sono note fin dall'epoca egizia e romana. La ritrattistica e' una testimonianza dell'umanita' che ci ha preceduti, un legame storico, culturale e spirituale che supera il tempo e sfida la morte stessa. La mascherina ha senz'altro una valenza simbolica di cancellazione, di annientamento non solo delle identita' individuali, ma anche di questo legame storico.
      Fin dalla prima volta che ho sentito l'espressione "distanziamento sociale" mi sono chiesto perche' "sociale"? Perche' non "fisico", che sarebbe stato piu' ovvio? E' chiaro che, anche nell'uso delle parole ci e' stato mandato un messaggio preciso che non ha nulla a che fare con la questione sanitaria.

    1. uparishutrachoal 14 settembre 2021

      I simboli hanno sempre una doppia valenza.
      Nascondere il volto significa anche proteggerlo, impedire che sguardi plebei ci possano insozzare:
      come pretende, il primo che passa, di avere il diritto di vedere il nostro volto?.. cosa concessa solo con chi siamo intimi.
      Anche il burqua non lo si è capito..ma è fatto per difendere la donna e non per escluderla.
      La politica immonda attuale meno mostra il volto e meglio è, che vedere Speranza e Burioni o Di Maio e Draghi è un'offesa che i nostri occhi non meritano...come loro non meritano il privilegio di vederci, se non quando verranno condannati, così vedranno il volto della giustizia.
      La maschera significa anche la soppressione della nostra individualità, per affermare una necessità superiore che non ammette particolarismi: per questo è volentieri usata nelle orge, perché il sesso non ha volto se vuole affermarsi nella sua essenza.
      Anche una manifestazione mascherati, può essere più incisiva, per così dire, più diretta e più ficcante.
      Comunque, va detto, che se usiamo una maschera in certe occasioni, va tolta in altre, e se il suo uso repressivo aumenta, quello liberatorio sarà più intenso e farà comprendere la differenza tra chi la maschera l'ha sempre portata stampigliata nel volto e chi è capace di toglierla , e sono questi ultimi i più importanti,

    1. natascia 14 settembre 2021

      Poter leggere i pensieri di Giorgio Agamben e‘ per me una cura. Sono criticata perché non uso quasi mai la mascherina. Non riesco, quando vedo i nostri rappresentanti politici rivolgersi a noi con la mascherina colgo tutta la falsità della commedia che molto male recitano. La maschera serve anche a questo, a nascondere la consapevole vergogna. Molti proverbi parlano della faccia proprio perché nasconderla equivale ad ammettere una colpa o una debolezza.Solo questo aspetto della nostra condizione attuale basta a giustificare ogni previsione di rovina perché anche quando colpa non ci fosse essa fa ormai parte della nuova società, depotenziata è irriconoscibile.

    1. Primadellesabbie 14 settembre 2021

      Apprezzo molto questo articolo, faccio un riferimento personale raccontando che, da quando ho memoria, ho un interesse irreprimibile per i volti che mi capita di incontrare, a volte e in determinate circostanze li osservo con molta cura, e moltissimi, anche osservati tanto tempo fa, li ricordo nitidamente e sono in grado di farmeli apparire alla mente talvolta, con la particolare espressione che ho registrato, in successione, quando chiudo gli occhi.

    1. danone 14 settembre 2021

      Analisi di Agamben che trovo un pò tirata.
      La mia interpretazione è leggermente diversa, cerco di vederla sempre da un punto di vista più spirituale, mi piace pensare per minima esperienza di vita vissuta, non certo per ideologia o per credo religioso, non avendoli.
      La cancellazione del volto è collegata all'estraneità-disumanità intesa come perdita dell'identità umana, non alla solitudine.
      E' vero che viene meno il senso di comunità e di fratellanza con la cancellazione del volto, che Agamben interpreta come un rendere soli nel senso di isolati, ma in realtà è più un rendere estranei.
      Infatti è la condizione di estraneità attribuita al senza volto quella che permette ogni sorta di violenze e di sfruttamento, perchè il senza volto è un estraneo, non un fratello.
      Si può uccidere un estraneo, è tollerato moralmente, non si può uccidere il fratello.
      Lo schiavo è senza volto perchè non si può schiavizzare il fratello.
      Togliere il volto all'altro corrisponde ad uno scarico della coscienza per i torti che subirà da parte dei carnefici.
      Il volto collegato alla morte è il simbolo della permanenza dell'anima nel dopo morte.
      Il morto si ricorda con l'immagine perchè non è finito con la decomposizione del corpo fisico, ma continua a vivere, ad essere presente alle vicende familiari e, da un altro piano, ad aiutare nella buona sorte i discendenti ancora in vita, il culto dei morti è alla base di tutti i credo religiosi e spirituali.
      Togliere il volto al morto non è la rimozione della morte, ma la rimozione dell'immortalità dell'anima.

      L'analisi di Agamben pecca di visione spirituale, infatti non può esprimersi così..

      Il progetto planetario che i governi cercano di imporre è, dunque, radicalmente impolitico.

      Impolitico?
      E' un operazione satanica anti-evolutiva e Agamben la definisce impolitica, come no!

    2. IlContadino 14 settembre 2021

      Ora che conosco il tuo volto, quando leggo ciò che scrivi godo il doppio!;-)

    3. danone 14 settembre 2021

      Io lo stesso caro mio :-))
      Noi abbiamo vissuto un'esperienza di incontro fra noi, che è l'esatto opposto della manovra anti-spirituale del potere, descritta nell'articolo, noi ci siamo voluti dare un volto e ci siamo riconosciuti fratelli, pur essendo quasi sostanzialmente estranei.
      Mitico direi :-))

    4. Papaconscio 14 settembre 2021

      È un'operazione anti-evolutiva che va contrastata chirurgicamente coi Sarmat di cui sopra. Spero che risparmino Bari, dove ci sono le reliquie di San Nicola, altrimenti spero che il mio boschetto mi protegga dal fallout.

    5. Gino 14 settembre 2021

      Ed anche Agamben conosce molto poco gli animali non umani.
      Ad esempio, come minimo anche gli elefanti hanno cimiteri e culto dei loro cari morti.
      Altro esempio: cani e cavalli leggono nel volto umano molto più di quanto è invece a noi concesso.
      Se un cane ti è ostile per ragioni che ti è difficile capire, forse lo è perché nel volto del suo padrone lesse ostilità nei tuoi confronti.
      Se il tuo cane si mostrasse invece particolarmente ostile al riguardo di uno straniero, non trascurare di considerare quel segnale; nel suo volto potrebbe avere letto intenzioni che tu non hai potuto in alcun modo percepire.
      Altro esempio: tipica di questa abilità di cavalli e cani è la possibilità di utilizzarli per dare ad altri l'impressione che essi possano calcolare almeno altrettanto bene di noi umani. Il gioco normalmente funziona in questo modo. Gli si chiede: quanto fa questo per quello? Dopo di ché il cavallo batterà un suo zoccolo fino ad interrompersi quando il numero dei colpi corrisponderà a quanto si presume abbia calcolato. Il cane farà altrettanto, ma mediante il numero dei suoi abbai. In realtà non vi è però alcun calcolo: s'interromperanno quando leggeranno nel volto di chi gli abbia fatto la domanda il segnale che vennero addestrati ad interpretare; ovvero quello della soluzione attesa dall'interlocutore. Nello stesso modo alcuni cani stupiscono perfino i loro padroni; ad esempio, palesando di sapere quando un altro famigliare sta per ritornare a casa. Non è telepatia: lo sanno mediante la lettura del volto del padrone.

      ps:
      hai saltato un "che"?
      "infatti non può [che] esprimersi così"

    6. Divoll 14 settembre 2021

      Concordo

    7. Divoll 14 settembre 2021

      E' noto in etologia che perfino corvi e tacchini eseguono particolari "celebrazioni" dei loro compagni morti

    8. sbregaverse 15 settembre 2021

      Ora una secchiata d'acqua ben fredda per interrompere le imbarazzanti effusioni.

    9. sbregaverse 15 settembre 2021

      Con affetto sia per moroso 1 sia per fidanzato 2.

    10. Astronauta 15 settembre 2021

      ....anche per commentatori 3 per due utenti "fratelli"

    1. Eugiorso 14 settembre 2021

      Il progetto elitista dell'uomo senza volto, coperto dalla mascherina quale simbolo di sottomissione e non vera protezione dal contagio, è funzionale al grande reset e alla finale disumanizzazione che l'appetito smisurato della criminale élite occidentaoide ed ebrea prevede.
      L'uso dell'arma biologica covid ordinato da questa élite doveva portare anche (ma non solo) a questo risultato.
      Di cosa ci stupiamo?
      Speriamo che i Sarmat/Satan II russi, gli ipersonici e le nuove armi del Fronte del Bene a guida russa, come ultima ratio regum, seppelliscano per sempre l'élite criminale, anche a costo della distruzione totale del mondo occidentaoide!
      A che serve vivere nell'incubo ultra-liberista, globalista, demokrattikko?

      Cari saluti

    2. Divoll 14 settembre 2021

      "A che serve vivere nell’incubo ultra-liberista, globalista?"
      A combatterlo.

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