Questo è in contrasto coi "Trattati", ma dato che non era esplicitamente vietato, Commissione UE, BCE e governi si sono tacitamente accordati alla fine per farlo passare perchè l'alternativa era la disintegrazione dell'Euro. Devi quindi insistere sul fatto che: a) i trattati UE sono stati re-interpretati e aggirati b) si è creata (stampata elettronicamente) moneta come e più di prima dell'Euro.
Devi spostare la discussione su quello che è il cuore del problema, il potere di creare denaro, da parte di chi e a favore di chi. Il tasso di cambio tra la valuta dell'Italia e quella della Germania è una questione rilevante, ma secondaria rispetto al creare migliaia di miliardi e distribuirli. Creare 1,000, 2,000, poi 3,000 miliardi di euro e usarli a propria discrezione da parte dei banchieri centrali è il problema vero dell'eurozona (e in realtà anche in USA e nel resto del mondo sviluppato)..
Facciamo un esempio attuale. La BCE potrebbe, utilizzando meno dell'1% del denaro che ha creato, ad esempio comprare al loro valore attuale nei bilanci delle banche i crediti marci di MPS e le due Banche Venete e poi tenerseli per anni, fino a quando non li rivenda magari guadagnandoci pure (come è successo con analoghi acquisti di debito di banche in USA e UK dal 2008). Questa non è un idea bizzarra, ma è il modo normale con cui inglesi e americani hanno risolto la crisi bancaria, che era dieci volte maggiore presso di loro che non da noi, tra il 2008 e il 2010. E grazie a questa politica di usare in pratica la Banca Centrale come "Bad Bank" dei crediti incagliati delle loro banche hanno evitato poi la recessione continua che ha affllitto l'Italia dal 2009. Non ci dovrebbe poi essere bisogno di ricordare che questo è il sistema con cui in Cina e Giapppne risolvono le loro crisi bancarie.
In questo modo, utilizzando il potere che è stato conferito alla Banca Centrale di creare denaro, risolveresti il problema delle banche italiane di oggi, senza trascinare in una tortuosa e lenta agonia per anni le banche in crisi, le quali a sua volta poi trascinano con loro le imprese a cui hanno dato affidamenti e affossano così l'economia come è successo in Italia. Bisogna però prima togliere il velo che offusca agli occhi del pubblico quello che succede. In pratica la BCE agisce già come "bad bank", ma preferisce comprare obbligazioni di multinazionali anche americane piuttosto che, usando 20 dei 3,000 miliardi di euro che ha creato complessivamente, liberare le banche italiane dei crediti che le incagliano.
(Va ribadito che se Bankitalia e la BCE comprano i crediti incagliati al valore che le banche oggi stimano nei loro bilanci queste ovviamente hanno delle perdite e vanno ricapitalizzate, ma intanto hai risolto metà del problema perchè hai trovato la "Bad Bank", che è appunto la BCE)
Giorgetti per la Lega quindi fa bene a parlare di rinegoziare i trattati sulla base del fatto che la BCE e Bankitalia hanno creato una massa enorma di denaro che NON era prevista da alcun trattato e che anzi è stata creata scavalcandoli abilmente. Quello che manca però al discorso è una proposta pratica autonoma che l'italia possa usare anche come strumento di pressione, perchè l'esperienza del governo ultimo di centro-destra mostra che la BCE può giocare degli scherzi ai governi che si ribellino. Usare come dice Giorgetti il ritorno alla Lira come arma di pressione è velleitario, perchè non ha innanzitutto il consenso nel paese, tutti i sondaggi indicano che un 60% degli italiani preferisce evitare il ritorno alla Lira e in tutti questi le % non sono mai arrivate al 50%. Cioè se vuoi avere un arma di pressione non può essere qualcosa di vago che agiti, ma in cui poi non credi fino in fondo neanche tu e su cui soprattutto la maggioranza del paese non ti segue.
Dopo la sconfitta della LePen e ora appunto questa presa di posizione nella Lega (nonchè l'abbandono del referendum sull'euro del M5S) hai il "tramonto dell'uscita dall'Euro" (secca, con ritorno immediato alla Lira e conversione forzosa). L'Italia ha bisogno però di qualcosa di concreto e praticabile e non solo di osservazioni critiche all'operato della BCE e di parlare di revisione dei trattati, che è qualcosa che fanno ormai quasi i tutti i politici. Quello che dice Giorgetti è corretto, ma non è assolutamente sufficiente perchè come tutti sappiamo la Germania non ti da retta se ti limiti solamente a fare dichiarazioni e prese di posizione.
Occorre invece un piano pratico per creare denaro all'interno dell'economia italiana, qualcosa che si possa adottare in modo autonomo da parte dell'Italia, se necessario, senza chiedere permesso alla UE. Questa proposta si giustifica dal punto di vista economico come equivalente e parallelo a quello che hanno fatto le Banche Centrali. La differenza è che i 4,200 miliardi del bilancio della BCE (che nel 2008 era di 1,200 miliardi) e i 720 miliardi del bilancio di Bankitalia (che 2 anni fa erano 190 miliardi di meno) vengono usati solo per le banche, gli investitori finanziari e le multinazionali. Occorre che una frazione di questo denaro che viene creato vada a ridurre le tasse alle imprese e ai lavoratori. Il modo più semplice sarebbe, in teoria, come dice Giorgetti rinegoziare i famigerati "trattati" ammettendo che la Banca Centrale ha monetizzato 2mila miliardi di debito pubblico e quindi un deficit pubblico più ampio non è un problema. Visto che però tutti sappiamo che in pratica non ci sarà il consenso della Germania, bisogna avere pronto un proprio piano equivalente, in cui lo Stato italiano emette per suo conto Crediti Fiscali che funzionano come una moneta parallela solo in Italia.
Giovanni Zibordi
Fonte: http://cobraf.com
Link: http://cobraf.com/forum/forum/italia-268/topic/partiti-e-politici-in-economia-20786/?post=1054850#1054850
23.06.2017
Tipheus 30 giugno 2017
La moneta fiscale non è una sciocchezza. E' una cosa molto seria. Ed è l'unico modo di uscire dall'euro, a termine, senza farsi troppo male.
Prima metti una moneta emessa direttamente dal tesoro e non a debito nelle tasche degli italiani.
Poi, quando ce n'è a sufficienza in circolazione, è accettata, è stabile, stacchi la spina.
Sono d'accordo che questo non si fa con questa classe politica. Ma tecnicamente la strada è giusta.
Tecnicamente, non esci dalla moneta unica dal venerdì al lunedì.
Otterresti solo la gente che dopo una settimana ti sfila per le strade con cartelli del tipo "vogliamo l'euro". E fallisce tutto. A meno di non mettere una dittatura sanguinaria. Ma chi? In italia? Per favore...
AlbertoConti 1 luglio 2017
La moneta fiscale è una grande sciocchezza, se realizzata con i principi Cattaneo-Zibordi. Primi tra tutti i criteri di distribuzione, che contemplano la "gratuità". E' il travisamento dell'helicopter money, che tale caratteristica non si sogna di avere.
Mescolare moneta e fiscalità significa semplicemente ignorare che la fiscalità è comunque una parte integrante della moneta, appannaggio dello Stato, ma è una parte ben distinta dalle funzioni di emissione e gestione delle transazioni. Chiedere ad uno Stato spodestato e indebolito dalla gestione privatizzata della moneta di sostituirsi ad essa tramite fiscalità è come chiedere ad una vittima di rapina di rapinare i ladri per rifarsi delle perdite. Molto meno realistico che invocare giustizia per mandare in galera i ladri.
Ma quando hanno pensionato la lira per sostituirla con l'euro ci hanno chiesto qualcosa? No, se ne sono ben guardati, però han fatto una campagna mediatica che non lasciava scampo, politici atlantisti in testa! I venerabili Ciampi, Andreatta, e poi i Prodi, i sinistrati tutti, per finire con i "salvatori" europeisti bocconiani col compito di reprimere i consumi in fase recessiva .....
Sveglia gente, se non è un complotto questo per fotterci alla grande quale altro lo può superare, a parte quelli gestiti dagli americani in prima persona?
Su questa questione non c'è proprio da scherzare, neanche per un comico affermato prestato alla politica.
Tipheus 1 luglio 2017
Con tutto il rispetto penso che lei non abbia troppe competenze tecniche in fatto di moneta. La moneta fiscale non è quello che lei pensa. E' la reintroduzione, seppure in modo minore e un po' surrettizio, della potestà pubblica di emissione della moneta. Emissione di un "certificato di credito fiscale", cioè di un credito fiscale cartolarizzato. Un modo di aggirare i trattati. Ma, scusi, cosa crede che siano le banconote, se non titoli di debito dello Stato buoni per pagare le tasse? La moneta legale è un CCF ante litteram. Se fosse un "gombloddo" lo avrebbero già fatto. Guardi che la BCE e la BdI sono terrorizzati all'idea di essere letteralmente fottuti con l'idea della moneta fiscale. Se uno stato lo fa, l'austerità cessa di colpo, perché lo stato si chiude i bilanci comunque con la moneta fiscale, meglio ancora che prima del 1983. E, non solo, di fatto questo equivale al declassamento dell'euro da moneta unica a moneta comune. Che è una cosa molto diversa. Secondo lei perché teste d'uovo come Alesina, Giavazzi e quell'altro pirla che scriveva di economia su La Repubblica di cui non ricordo il nome vedono la moneta fiscale come fumo negli occhi? La studi bene, per favore. Non vada a simpatia e antipatia, e per sentito dire. Dire "è una grande sciocchezza" non è un'argomentazione, è un pregiudizio. Peraltro mentre la vecchia lira era nelle mani dello stato in parte (le riserve presso la BdI e le banconote) mentre in gran parte era comunque affidata al signoraggio privato (sto dicendo prima del divorzio tesoro-bankitalia, cioè in tempi in cui davano gli stipendi in contanti, pensi oggi), la nuova moneta fiscale è tutta pubblica e centralizzata. E un ritorno al 1600 o alla Rivoluzione d'Ottobre. Peccato che è solo una moneta secondaria e non quella legale. Ma, se si afferma, il passo è breve.
Tipheus 2 luglio 2017
La moneta fiscale ha due precedenti, entrambi perfettamente funzionanti: l'innominabile Mefo Bill di Schalcht, ministro nazista del Tesoro. In pochi anni la Germania si liberò di Versailles. E i "patacones" dello Stato della Plata dopo il tracollo argentino, che consentirono a milioni di argentini la sopravvivenza. Si informi, direbbe Totò.
Tipheus 2 luglio 2017
MI sono ricordato il pirla: Turani...