Il tempo dell’Africa

Il tempo dell’Africa

Di Maurizio Torti, sovranitapopolare.org

Le notizie arrivano dall’Africa e scorrono rapidamente sui nostri schermi, leggiamo gli approfondimenti minuto dopo minuto mentre cresce l’ansia per l’inizio di una nuova aggressione allo Stato del Niger.

Anche lo Stato del Gabon ha intrapreso la strada per la libertà dopo aver subito secoli di colonialismo, di furti e prepotenze dalle multinazionali per lo sfruttamento delle ricchezze presenti in Africa. Il Sahel negli ultimi anni ha lanciato il suo grido di libertà e la Francia, dopo anni di colonialismo è costretta a rivedere non solo le politiche in Africa ma la sua presenza anche militare. In Niger la nuova governance-militare ha inviato messaggi molto chiari allo Stato francese e non solo, ha intimato all’ambasciatore francese, dopo aver annullato all’Ambasciata e suoi rappresentanti, qualsiasi privilegio, di lasciare il Niger. L’invito ad andare fuori dal Niger è rivolto anche ai militari della base francese in Niger. Il messaggio indica un termine massimo per cui la loro presenza sul suolo del Niger viene accettata, la scadenza è tra poche ore e la tensione nel paese è molto forte. L’aggressione occidentale potrebbe avere inizio da un momento all’altro, è già stata decisa una data ma non è proprio facile creare una forza militare per aggredire il Niger, dato che il metodo occidentale, quello della guerra per procura, come avviene in Ucraina, non è stato accettato da molti paesi africani, contrari ad ogni tipo di intervento militare. L’Occidente può contare solo su pochi alleati e il tempo passa e non è ancora chiaro a chi può giovare.

Tutta l’Africa è scossa e risvegliata da una fame di giustizia e altri regimi africani, legati a doppio filo con alcune potenze straniere, mostrano molta paura, come il Camerun, guidato da 41 anni dallo stesso presidente terrorizzato da un colpo di Stato, il dittatore del Camerun ha pensato di prevenire il cambiamento, sostituendo tutto lo Stato Maggiore dell’esercito. In Senegal le rivolte sono respinte con il sangue, da almeno 36 mesi le proteste contro il governo sono segnalate in molte città. Dopo l’assassinio di Gheddafi la Libia è concretamente spaccata in due, due governi e da una parte e dall’altra le potenze straniere si contengono le ricchezze, gas e petrolio. E ancora in Congo, dove il fiume rosso sangue continua a scorrere ma è sempre quello dei popoli africani.

Non è importante se oggi scriviamo il nome del dittatore, gli africani conoscono benissimo cosa stanno subendo e da chi. L’Africa è proiettata verso il cambiamento e purtroppo siamo consapevoli che questo avverrà pagando un prezzo ma l’Africa e i suoi popoli non hanno già pagato un prezzo elevatissimo, incalcolabile?

In tutto il continente meraviglioso non c’è un pezzo di terra che non sia stato acquistato da società straniere, protette dalle forme del vecchio e nuovo colonialismo. Non c’è miniera o campo coltivato in cui i maggiori profitti non sono per i popoli africani ma sempre per le stesse società straniere, perennemente protette da Stati colonialisti senza scrupoli.

Da dove viene il nostro benessere? A scuola ho letto della schiavitù subita dai popoli africani, ho studiato lo sfruttamento dei territori africani, ho letto di folli felici di uccidere un elefante o una tigre solo per provare delle forti emozioni.

Molti cittadini africani scappano cercando di sopravvivere in Europa o altri Stati del mondo e da anni ascolto sempre la stessa frase pronunciata dal politico di turno, italiano, francese, americano, inglese e danese, una fila lunga si alterna sul podio e dichiara: “aiutiamo gli africani nel proprio paese”.

Da anni esiste la globalizzazione di tutto e per tutti ma non per l’Africa e gli africani, per loro c’è solo lo sfruttamento, la rapina e il furto. Avete mai sentito parlare di un artista africano famoso ma che vive in un quartiere povero “bidonville” in una qualsiasi città dell’Africa centrale o del sud Africa? Neanche la globalizzazione hanno voluto portare in Africa, no, non sarai mai famoso come artista africano se sei in Africa, hai una solo possibilità ma devi avere un attico a New York, devi vivere nel “salotto buono”.

Da anni l’immagine dell’Africa nei circuiti culturali occidentali è sempre la stessa, vecchia, impolverata, trita e ritrita. Saltuariamente un pò di musica resiste ancora con le band reggae e i tamburi come coreografia per una danza tradizionale.

Quanta miseria nella narrativa occidentale verso la cultura dei popoli africani e questo è il risultato dei vecchi e nuovi colonialismi.

Ora è il tempo dell’Africa e mi emoziono anche a scriverlo, è un momento storico, milioni di africani sono pronti a spezzare le catene e noi cosa facciamo?

Certo, raccontiamo aggiornando le pagine dei giornali, le homepage ma questo è tutto quello che possiamo fare per milioni di persone da secoli sfruttate da uomini senza scrupoli e in nome del dio danaro?

Non basta aggiornare le news, nessuno deve nascondersi sul principio “sono un giornalista e mi limito a scrivere le news”.

Tutti gli Stati africani hanno il diritto di essere riconosciuti alla pari come ogni altro Stato europeo o americano, l’era dello sfruttamento deve essere superata ora, non domani. Non è più possibile costruire e sostenere leader africani guidati da potenze straniere, trasformati in terribili dittatori, difensori degli interessi non degli africani ma degli europei e degli occidentali in generale. Da anni concretamente la Cina riversa sforzi economici in alcune aree dell’Africa anche questo è accettabile solo se agli africani viene riconosciuta la pari dignità economica, sociale e culturale.

A seguito dell’ultimo congresso Africa Russia molti leader africani hanno definito accordi di cooperazione con la Russia in molti ambiti e anche in questo caso ci aspettiamo un reale principio di lealtà nell’ambito del commercio e del progresso negli Stati africani in cooperazione con la Russia. È questo il nuovo mondo? È questo il mondo multipolare? Se rispondiamo si a entrambe le domande, dobbiamo aspettarci nei prossimi anni di vedere il progresso estendersi in tutta l’Africa. Saremo noi a viaggiare verso il continente africano per testimoniare questo tempo e ammirare questa terra meravigliosa.

Siamo umani, abbiamo il dovere di sostenere i popoli africani, lo dobbiamo alla storia dell’Africa, lo dobbiamo alle ingiustizie subite dagli africani. Il tempo dell’Africa. C’è necessità di sostenere in qualsiasi modo i popoli africani e da queste pagine vogliamo fare un appello ai lettori, ai colleghi, agli editori indipendenti, e a chiunque di attivarsi in qualsiasi modo. Organizziamo delle conferenze pubbliche, raccogliamo testimonianze, parliamo dell’Africa e degli africani, sosteniamo chi sta lottando contro il colonialismo.

L’elenco di uomini e donne africani, attivisti per la libertà e contro ogni forma di colonialismo, morti in circostanze poco chiare, perseguitati, incarcerati, torturati e assassinati è una lista molto lunga, impressionante, in questo articolo riportiamo solo i nomi e le date di 22 presidenti africani assassinati. La storia dell’Africa è segnata dall’assassinio di tanti uomini e donne che hanno provato a liberarsi dalle catene della schiavitù, dello sfruttamento e del colonialismo. Il tempo dell’Africa, non lasciamoli soli.

1963: SYLVANUS OLYMPIO, PRESIDENT OF THE REP. OF TOGO – 1966: JOHN-AGUIYI IRONSI, PRESIDENT OF THE REP. OF NIGERIA 1969: ABDIRACHID-ALI SHERMAKE, PRESIDENT OF THE REP. OF SOMALIA 1972: ABEID-AMANI KARUMÉ, PRESIDENT OF THE REP. FROM ZANZIBAR

1975: RICHARD RATSIMANDRAVA, PRESIDENT OF THE REP. OF MADAGASCAR 1975: FRANÇOIS-NGARTA TOMBALBAYE, PRESIDENT OF THE REP. OF CHAD 1976: MURTALA-RAMAT MOHAMMED, PRESIDENT OF THE REP. FROM NIGERIA 1977: MARIEN NGOUABI, PRESIDENT OF THE REP. OF CONGO-BRAZZAVILLE

1977: TEFERI BANTE, PRESIDENT OF THE REP. ETHIOPIA 1981: ANOUAR EL-SADATE, PRESIDENT OF THE REP. FROM EGYPT 1981: WILLIAM-RICHARD TOLBERT, PRESIDENT OF THE REP. OF LIBERIA 1987: THOMAS SANKARA, PRESIDENT OF THE REP. OF BURKINA-FASO

1989: AHMED ABDALLAH, PRESIDENT OF THE REP. COMOROS 1989: SAMUEL-KANYON DOE, PRESIDENT OF THE REP. OF LIBERIA 1992: MOHAMMED BOUDIAF, PRESIDENT OF THE REP. ALGERIA 1993: MELCHIOR NDADAYÉ, PRESIDENT OF THE REP. FROM BURUNDI

1994: CYPRIEN NTARYAMIRA, PRESIDENT OF THE REP. OF BURUNDI 1994: JUVENAL HABYARIMANA, PRESIDENT OF THE REP. OF RWANDA 1999: IBRAHIM BARRÉ-MAINASSARA, PRESIDENT OF THE REP. OF NIGER

2001: LAURENT-DESIRED KABILA, PRESIDENT OF THE REP. CONGO-KINSHASA

2009: JOÃO BERNARDO VIEIRA, PRESIDENT OF GUINEA-BISSAU 2011: MOUAMMAR KHADAFI, PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF LIBYA

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Di Maurizio Torti, sovranitapopolare.org

04.09.2023

Fonte: https://www.sovranitapopolare.org/2023/09/04/il-tempo-dellafrica/

Commenti (86)

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    1. Primadellesabbie 6 settembre 2023

      I confini degli Stati dell'Africa sono stati disegnati a Berlino nel 1884, quando il Continente non era ancora stato esplorato, più o meno accuratamente e in profondità, che nelle aree prospicienti le coste.

      Non solo di fiumi e montagne, ma delle etnie e relativa storia che venivano comprese o divise da quelle linee di confine nessuno dei "disegnatori" aveva la più pallida idea.

      Questo dovrebbe aiutare a capire l'attitudine che guidava quei nostri antenati.

      Un po' più vicino a noi, come aiuto per un'ambientazione culturale, per i più giovani o smemorati:

      Nel 1965, il Parlamento del Regno Unito approvò un Race Relations Act, che rendeva illegale la discriminazione razziale nei luoghi pubblici.
      Questo fu seguito dal Race Relations Act del 1968 che estese le disposizioni all'alloggio e all'occupazione.

    1. danone 5 settembre 2023

      Silvano Agosti dice che l'occidente non è il luogo più ricco del mondo, perchè è il luogo più evoluto e civile del mondo, come credono gli occidentali.
      L'occidente, dice, è il posto del mondo dove si rubano e consumano l'80% delle risorse del mondo, ecco perchè noi siamo i più ricchi di tutti.
      Stiamo iniziando ad intuire che succede alla vecchia europa semplicemente scollegandola dal gas russo a buon mercato, de-industrializzazione forzata.
      Ora aspettate che le risorse dell'Africa e quelle di altri luoghi del mondo smettano di affluire in occidente, per lo meno al prezzo coloniale conosciuto, e immaginatevi quando l'occidente dovrà vivere solo col 20% delle risorse del mondo, le sue risorse dirette, cosa potrà succedere.
      Provo a supporlo, impoverimento colossale, ritorno agli anni 50 come minimo, dimenticatevi l'economia e la prosperità occidentale come l'avete conosciuta nel corso della vostra vita.
      Dobbiamo ridimensionarci per rientrare dentro al modello multi-pollaio, come un pollo fra i polli e non come una faraona fra dei piccioni.
      Tutto quello cui assistiamo in questi anni è diretto dalla volontà occulta di qualcuno che non esiste, di impoverire l'occidente per motivi di ristrutturazione della governace globale.
      Sono sinceramente felice per il risveglio africano, se è reale, e condivido il far cessare lo sfruttamento, ma sono anche consapevole di cosa vorrà dire per l'occidentale medio questo riassetto geo-politico, impoverimento strutturale permanente.

    2. Martin 5 settembre 2023

      Non c'e' proprio nessun risveglio africano, ci sono solo golpes di qualche etnia tribu' o lobby, come sempre da oltre 50 anni, fino a prova contraria. Informati su come sta il Sud Africa governato dai cocchetti dell'Occidente, ossia dalla dittatura dell'ANC. C'e' solo da piangere.

    3. BrunoWald 6 settembre 2023

      " ritorno agli anni 50 come minimo, dimenticatevi l’economia e la prosperità occidentale come l’avete conosciuta nel corso della vostra vita."

      Ho conosciuto gente cresciuta negli anni 50, o anche negli anni 30, ricordare quei tempi con un senso di felicità perduta.

      Il ritorno alla sobrietà sarebbe la cosa migliore che possa capitare agli europei, l'unico modo di scongiurare una fine ingloriosa: ritornare ad essere belli, magri, senza fronzoli, con una sana aggressività e gioia di vivere. Purché il tutto avvenisse parallelamente ad una profonda rivoluzione sociale e politica, ovviamente, non certo per fare da schiavi indigenti a una massa di riccastri depravati. Ma simili sviluppi sembrano essere alquanto improbabili, purtroppo.

      "Dobbiamo ridimensionarci per rientrare dentro al modello multi-pollaio, come un pollo fra i polli e non come una faraona fra dei piccioni."

      Multi-pollaio tipo lager, a quanto pare, ispirato al modo in cui trattiamo effettivamente i polli. Ma a me non mi avranno.

    4. Bertozzi 6 settembre 2023

      E infatti il costo della vita è continuamente in aumento, indovina perché. Dopo aver rubato là e distribuito qua se lo riprendono piano piano.

    5. absitiniuriaverbis 7 settembre 2023

      Forse quello che tu chiami sobrietà è quello che io, ed altri... roba da vecchissimi greci, chiamiamo misura.
      Il concetto è semplice in sé e diventa complicato quando si tratti, in pratica, di definire il limite della 'sobrietà /misura'.
      Sono lungi da volere una legge corredata da una miriade di leggine che, cercando di comprendere il tutto, finiscono per essere assolutamente inutili anzi, dannose.
      Ritorno quindi alla necessità di coltivare al meglio la consapevolezza individuale confidando che, tempo infinito permettendo, si arrivi ad una consapevolezza collettiva.

      Approfitto per ringraziare te e @Martin, @Hospiton @Fantine @Danone @tutti perché è raro leggere un confronto che seppure aspro non trascende i limiti (misura) della convivenza civile discutendo di opinioni senza giudizi sulle persone.
      Grazie mille.

    1. BrunoWald 5 settembre 2023

      "Da dove viene il nostro benessere?"

      Dalla disciplina, il talento, la capacità organizzativa e l'amore per la propria terra di generazioni di europei, basate sull'esperienza di secoli di sofferenze e avversità. Il saccheggio del terzo mondo ha favorito le grandi concentrazioni economiche, non certo la qualità di vita del ceto medio e popolare.

      Prendiamo il caso sudamericano: se le città sono un inferno non è a causa delle multinazionali, che pure saccheggiano anche questi paesi, ma dell'infingardaggine, incompetenza, inciviltà, crassa ignoranza e indifferenza delle popolazioni locali - dalle "autorità" corrotte ai comuni cittadini che scaricano la loro merda dove capita e se ne fregano di tutto e tutti. Sono testimone oculare di quello che scrivo, per cui a me non mi raccontano storielle.

      "Molti cittadini africani scappano cercando di sopravvivere"

      Balle. Non ci sono famiglie di profughi in fuga con l'orrore negli occhi, come nel caso dei milioni di tedeschi in fuga dalle atrocità sovietiche nel 1945... Ad arrivare sono legioni di giovanotti robusti, ben nutriti ed abituati alla violenza, a cui le ONG di Soros hanno raccontato che potranno farsi gli affari loro in un'Europa imbelle, popolata da checche, mignotte ed "attivisti" delle cause perse.

    2. Martin 5 settembre 2023

      E che tu Bruno vivi in un Paese latinoamericano, io ho vissuto e lavorato in tre Paesi latinoamericani, incluso il tuo, piu' un Paese africano, per diversi anni.

      Non c'e' proprio modo di spiegare a Europei cresciuti a pane e terzomondismo catto-marxista (per non parlare del delirante relativismo della scuola antropologica occidentale da Boas in poi), e che si credono tanto intelligenti ed acuti, la realta' del sottosviluppo, che viene prima e va ben oltre lo sfruttamento, vero e/o presunto, da parte dell'Occidente.

      Questi si limitano a piagnucolare leggendo le favole di Garcia Marquez e i deliri di Boas, Mead, Levy Strauss ed ovviamente dell'italiano Ernesto De Martino: siamo al livello Sandokan di Salgari.

      Questi ancora credono che e' tutta colpa dell'Occidente, affermazione assolutamente ridicola fino al grottesco per chiunque abbia vissuto e lavorato in quei Paesi - ove la loro storia non fosse sufficiente.

    3. Hospiton 5 settembre 2023

      Conosco decine di persone che vivono e lavorano in Italia e non hanno ancora capito un piffero del Paese, non mi sembra una condizione dirimente per la comprensione delle dinamiche sociali, storiche, politiche. In quanto al sottosviluppo pre-coloniale, evidentemente non era tale da spingerli a migrazioni di massa. Forse perché erano autosufficienti? E stranamente non lo sono più stati solo dopo l'impatto con il colonialismo...per la cronaca mai letto Boas o Levi Strauss, mi limito a corposi libri di storia.

    4. Martin 5 settembre 2023

      Anche se non hai letto i deliri di Boas and company, fa lo stesso, dato che la loro visione e' quella che ci viene propinata in tutte le salse. Idem per Gramsci e per la scuola di Francoforte (Marcuse, Horkheimer, Adorno e Fromm), non c'e' veramente bisogno di averli letti o studiati perche' ce li propinano ovunque in tutte le salse.

    5. Hospiton 5 settembre 2023

      Questo può essere vero ma puoi star tranquillo, ho letto troppi autori di destra per potermi fare influenzare da qualche parolaio francofortino che distorce Marx a suo uso e consumo.

    6. Fantine 6 settembre 2023

      Dalla disciplina, il talento, la capacità organizzativa e l’amore per la propria terra di generazioni di europei, basate sull’esperienza di secoli di sofferenze e avversità. Il saccheggio del terzo mondo ha favorito le grandi concentrazioni economiche, non certo la qualità di vita del ceto medio e popolare.

      
      Da incorniciare, Bruno.

    7. absitiniuriaverbis 6 settembre 2023

      6 anni di America latina (Brasile, Argentina, Messico).
      Ricordi belli e terribili. Condivido.
      E sottolineo, sono sempre i peones che fanno dei governi quello che sono. Volontari o meno, sono comunque complici.
      Come in Europa.

      Lo spazio è infinito ed il tempo non esiste. Sarebbe meglio il contrario,
      il tempo che serve al risveglio è infinito.

    8. BrunoWald 6 settembre 2023

      Ti ringrazio. È un messaggio che cerco sempre di far passare, con alterne fortune.

    9. Martin 6 settembre 2023

      Proprio non sembra, riproduci esattamente le loro teorie, che tu ne sia cosciente o no

    10. Hospiton 6 settembre 2023

      Non ti sembra perché sono allergico al tifo da curva e forse non sei abituato a aver a che fare con un simile elemento, piuttosto raro in Italia, patria del fanatismo ultras. Non è che se mi imbottisco di libri di un autore o di una scuola di pensatori poi devo ripetere come un pappagallo quello che scrivono, ritenendoli infallibili. No, ho sempre letto e studiato di tutto senza prendere nulla per oro colato, e poi ho operato confronti anche in base alle mie osservazioni della realtà, è l'unico modo per provare a orientarsi nella giungla senza farsi ingannare dagli innumerevoli imbonitori sparsi ovunque. Non riproduco teorie o chiacchiere fumose, cerco di limitarmi a fatti incontrovertibili. E se coincidono con quel che dice Boas, allora per quanto mi riguarda non è Boas a delirare, che tu ne sia cosciente o no.

    11. Brule 6 settembre 2023

      Un amico, idealista e di sinistra, andò a lavorare in Congo.
      Sposò una locale, quasi venne ucciso.
      Al ritorno, due anni dopo, sembrava Leonardo di Caprio in Blood Diamond.

    12. Martin 6 settembre 2023

      Sara' sicuramente cascato nella trappola nr 1, ossia sposarsi o convivere con una donna locale, perche' da quelle parti diventi obtorto collo parte della famiglia della consorte, e sono cavoli potenzialmente amarissimi.

    13. Martin 6 settembre 2023

      Cornice doppia, da queste parti non si afferra, purtroppo

    14. Hospiton 6 settembre 2023

      Caro Brule, la storia dell'Africa è colma di idealisti europei che, armati delle classiche buone intenzioni, hanno fatto esattamente il gioco dell'imperialismo, coinvolgendo nelle nostre beghe popoli che per millenni se ne son stati nelle loro giungle, savane e altopiani senza minimamente curarsi di ciò che avveniva in Europa. Cito un Livingstone, per far esempi celebri, ma quanti se ne potrebbero aggiungere. E non impariamo mai la lezione, sempre ansiosi di insegnare agli altri come si vive (spesso sulla spinta di enormi interessi economici), anziché occuparci dei problemi drammatici che affliggono le nostre terre. L'uomo medio occidentale è persuaso di esser più brillante e scaltro degli indigeni di mezzo mondo, in realtà si dimostra costantemente un idiot savant, un ingenuo nelle mani della propaganda forgiata dagli epigoni di Bernays (la faccenda covid è stata significativa in merito), un iper-specializzato che non è neppure in grado di identificare le forze ostili che ha in casa propria. E queste forze, ora che non han più bisogno della manodopera di tale brillante suddito occidentale, ci riporteranno indietro di un secolo in quanto a stile di vita e condizioni sociali...servi della gleba 2.0, solo armati di smartphone e alla mercé di PEC, spid, Puc, PIN ecc ecc. Una fine indecorosa

    15. Fantine 6 settembre 2023

      Ti ringrazio, Martin.
      Non so se sia esatto dire che non si afferri.
      In particolare, sulla tua interlocuzione con @Hospiton, che leggo sempre volentieri, condividendo ciò che scrive, credo - mia opinione - che non vi poniate su una base di dialogo condivisa, dalla quale sviluppare "un dialogo", pur nella distanza di posizioni. Ed è un peccato.
      C'è del vero in ciò che scrivi.
      E non parlo di razza, né ritengo che si possa generalizzare tout court e ritenere che vi sia un modello di "africano" standard, buono a tutte le latitudini.
      Un africano cristiano igbu di Enugu (città, che poi è la Capitale dell'omonimo Stato) in Nigeria, non è un africano del Sud Africa cresciuto nell'odio per i bianchi (e dei bianchi).
      Ma del resto anche noi europei - ribadendo l'amore per la mia "cultura" e ringraziando di essere nata dove sono nata, quando sono nata e da chi sono nata - siamo molto eterogenei e ci siamo scannati per secoli.
      I nostri costumi, tuttavia, tra torture e squartamenti (ho una delle ultime sentenze del Regno Sabaudo/d'Italia con lo squartamento post mortem e l'esposizione dei quarti del malcapitato in quattro punti della città) si sono certamente evoluti sul punto e resto sempre amareggiata dai due pesi e le due misure che si adoperano nei giudizi passati e contemporanei sulla nostra storia e la nostra cultura e le altre.
      Perciò sì, sono molto grata e lieta che ci siano persone come @Brunowald

      Continua

    16. Fantine 6 settembre 2023

      Segue

      Perciò sì, sono molto grata e lieta che ci siano persone come @Brunowald che amano e rispettano la nostra storia e i nostri sacrifici e li ricordano.
      Parlo delle persone del "popolo", a prescindere dalle diverse estrazioni sociali.
      Mi riferisco agli uomini e alle donne che ci hanno preceduti.

    17. Hospiton 6 settembre 2023

      Ciao Fantine, in effetti con Martin mi pare che a volte si parli di aspetti totalmente diversi, forse sono io che non riesco a spiegarmi. In questo momento storico non mi preme analizzare pregi e difetti della cultura europea e africana (generalizzo), bensì denunciare il modus operandi di una classe dirigente occidentale che, dopo aver saccheggiato vari Paesi africani, ora ne sfrutta le criticità per agire pure sul continente europeo, dove è intenzionata a demolire quanto di buono è stato fatto nel corso del 800-900, forse addirittura a cancellare una civiltà per rimodellarla secondo valori fortemente distopici, azzardati melting pot, Inclusione di facciata, sdoganamento di pratiche abominevoli e così via. Questo è il bersaglio cui dobbiamo mirare, a mio parere, un establishment spietato, le discussioni sulle responsabilità circa il sottosviluppo degli africani per me possono aspettare. Mi sembra che alcuni non abbiano afferrato un concetto: dopo aver martoriato le economie del Continente Nero, le élites apolidi hanno in serbo uno scherzetto analogo per i sudditi europei, evidentemente non più funzionali ai loro disegni. I "negri" del XXI secolo saremo noi, e per mano della nostra stessa classe dirigente, perciò dovremmo compattarci per ostacolarne i piani, anziché puntare il dito sulle presunte mancanze dei popoli africani, fattore su cui non possiamo intervenire e di importanza infinitamente minore rispetto alla regia globale che agisce dalle sue roccaforti in USA e UK.

    18. Hospiton 6 settembre 2023

      Spero di esser riuscito a sintetizzare efficacemente e di aver chiarito quali siano le mie priorità, dato che lo scambio di opinioni con Martin alla fine ha preso varie strade ed è risultato dispersivo.

    19. Fantine 6 settembre 2023

      No, Hospiton. Hai sintetizzato molto bene, come sempre.
      Concordo integralmente con ciò che scrivi.
      Peraltro sui disegni distopici hai centrato uno dei principali problemi e hai individuato "l'identità del nemico", per dirla con le parole di @BrunoWald.
      Anche @Martin concorda su questo.
      C'è del vero in ciò che scrive.
      Almeno anche io non credo che la situazione attuale di certe realtà sia da attribuire in via esclusiva ai predatori "occidentali", senza con questo negare le loro incontrovertibili responsabilità passate e attuali.
      Peraltro, credo che lo pensi anche tu che sia un discorso complesso, non liquidabile per blocchi monolitici.
      E come te anche io credo che non abbia troppa importanza, nella situazione data, indugiare troppo su chi, cosa, in che misura.
      Nel contempo comprendo anche le ragioni di @Martin, sebbene non condivida - passami il termine, Martin - la generalizzazione che fa di una intera razza e di un intero continente, senza contestualizzare.
      Nel nord Africa, prima della arabizzazione, vi erano popolazioni ed etnie non certo arretrate e con le quali abbiamo condiviso.
      Ed in generale, sono consapevole di essere a disagio, per usare un eufemismo, a parlare di uomini e razze, quando le diversità naturali che vi sono, come quelle tra uomo e donna, vengono elevate a diversità discriminanti.
      È sempre un terreno scivoloso, a mio parere.

      Continua

    20. Fantine 6 settembre 2023

      Segue

      Perdona il procedere a zonzo di questo commento, caro @Hospiton.
      È solo stanchezza accumulata, insieme ad altro, che sto risolvendo.
      E con l'impegno in futuro di confrontarmi con la medicina orientale che il nostro caro Abs (@absitiniuriaverbis) mi invita a provare sulla mia persona.*
      È sempre un piacere interloquire con te, Hospiton!

      * Interessante un aspetto che Abs potrebbe condividere anche con voi.

    21. Martin 6 settembre 2023

      Si, non voglio intervenire ulteriormente, ne ho fin sopra i capelli, ma quando si parla e parlo di Africa, si intende ed intendo l' Africa Subsahariana. Il Nord Africa e' notoriamente e geneticamente - ossia scientificamente, e quindi fine del discorso - un incrocio tra le popolazioni dell'Africa Subsahariana e le popolazioni mediterranee europee. Ossia qualcosa di anche geneticamente diverso e separato dall' Africa Subsahariana, come evidente dall' esistenza del benedetto deserto del Sahara - al quale tanto dobbiamo - e come peraltro facilmente sia intuibile che comprensibile.

    22. Martin 6 settembre 2023

      Ripeto per l'ennesima volta che il discorso non ha risposto alla domanda "quali sono le odierne priorita'" ma all'affermazione, a mio parere delirante, secondo la quale l' Africa (e anche l' America Latina) sarebbe sottosviluppata principalmente per colpa dell' Occidente, affermazione che a mio parere fa semplicemente ridere i polli, almeno per chi come me ha vissuto e lavorato per molti anni da quelle parti.

      Ogni volta che sento questa follia tanto di moda tra terzomondisti, progressisti e postmarxisti europei che da quelle parti al massimo ci sono andati in vacanza, e non ci hanno come me vissuto e lavorato per molti anni, reagisco, e probabilmente perdo solo tempo.

      Il discorso sulle odierne priorita' non c'entra NULLA ed e' ben diverso.

    23. Hospiton 7 settembre 2023

      Non è che non c'entri nulla, come detto esiste un collegamento per me fondamentale: le dirigenze occidentali a guida USA/UK (con sentita partecipazione dei soliti banchieri) gli architetti dell'operazione in corso. In Europa mirano a cancellare conquiste sociali di un secolo, e lo fanno da decenni, contemporaneamente han pestato e pestano duro in Africa, tutto funzionale ai loro disegni. E quindi a mio parere hanno responsabilità non tanto sul sottosviluppo africano (continente che non era sviluppato neanche prima del colonialismo, forse è questo il punto frutto delle nostre incomprensioni) quanto sulla attuale destabilizzazione, favorita dalla presenza di governi locali spesso indecenti, e sulla creazione e gestione criminale di flussi migratori destinati a inondare l'Europa. Tutto qui, ne abbiamo parlato a sufficienza ma forse si è chiarito l'equivoco di fondo, evidenziato anche da Fantine, sul ruolo interpretato del nostro famigerato establishment in Europa e Africa.

    1. BrunoWald 5 settembre 2023

      Saluto con molto piacere il risveglio di alcune nazioni africane, sperando che si tratti realmente di "fame di giustizia", che le apparenze non ingannino e stiamo assistendo a sviluppi autonomi e non indotti sottobanco dagli americani per fare le scarpe ai loro vassalli francesi.

      Se mai rivedremo un'Italia sovrana, sarà auspicabile una politica di sincera amicizia e cooperazione con tutti i paesi africani non aggiogati al dominio occidentale. Ma la retorica terzomondista sarebbe meglio metterla da parte, a tutto vantaggio di uno sguardo un pò più lucido sul mondo.

      "In tutto il continente meraviglioso non c’è un pezzo di terra che non sia stato acquistato da società straniere,"

      Ciò avviene ormai in tutto il mondo, anche gli europei sono stati espropriati delle proprie risorse, a beneficio della stessa cupola criminale. Pure un artista italiano nato nella periferia di Padova dovrà trasferirsi a New York se punta al successo, ed è così da decenni.

    1. BrunoWald 5 settembre 2023

      Sono pienamente d'accordo con @Hospiton circa l'identità del nemico: la finanza e le multinazionali anglo-aschenazite che imperversano in tutto il mondo e sono intenzionate a impoverirci, schiavizzarci o ammazzarci, con la complicità dei loro camerieri dell'ONU, OMS, UE, e dei vari governi nazionali ad essi asserviti.

      Nondimeno, la tracimazione del terzo mondo in Europa è una delle armi principali con cui intendono distruggere le nostre società già fortemente provate dalla caduta demografica, la decadenza valoriale e la spaventosa confusione generata dall'assenza di qualunque punto di riferimento credibile. In simili condizioni, questa migrazione epocale provocata dalle centrali del capitalismo rappresenta una minaccia esistenziale, a prescindere dal fatto evidente che i vagabondi scesi dai barconi non costituiscano il nemico principale.

      Per questo sono assai pericolose le anime belle come il sig. Torti, e tutti coloro che, in preda ad assurdi sensi di colpa indotti, si sentono in dovere di sostenere chicchessia, senza accorgersi che casa loro sta andando in rovina. Questo articolo, che trasuda un idealismo infantile, è stato scritto da qualcuno che ha "imparato a scuola" della schiavitù subita dai popoli africani, ma ignora che essa sarebbe stata impossibile senza l'attiva cooperazione di quei clan tribali e quei reucci negri che organizzavano guerre per vendere i loro vicini agli schiavisti inglesi, per avidità e sete di potere.

    1. Martin 5 settembre 2023

      "La storia dell’Africa è segnata dall’assassinio di tanti uomini e donne che hanno provato a liberarsi dalle catene della schiavitù, dello sfruttamento e del colonialismo. Il tempo dell’Africa, non lasciamoli soli"

      Ahh sono qui che mi rotolo dalle risate....fin dalla fine del colonialismo, ormai 50 anni fa, la maggior parte dei Governi africani ha fatto solo schifo, e di golpes o pseudorivoluzioni che sono finite come sempre in corruzione ed abusi generalizzati ne abbiamo viste a decine...

      In base a cosa gli ultimi golpes sarebbero rivoluzionari o anticoloniali? Siamo alle solite, una etnia tribu gruppo o lobby prende il potere e si fa gli affaracci suoi... e' tanto semplice....fino a prova contraria.

      Il problema dell' Africa sono gli Africani, tanto quanto il problema dell' Italia siamo noi Italiani, e fine del discorso, perche' chiunque ragioni lo capisce. Non puo' essere diversamente.

    1. JHON 5 settembre 2023

      L' Africa che non vogliamo è quella che la lercia classe politica comandata dalle potenze coloniali che hanno sfruttato e devastato il continente Africano nel corso dei secoli è L'immigrazione incontrollata. Milioni di giovani uomini, donne, bambini, sbarcati sul Continente Europeo, sempre in numero maggiore nel corso degli ultimi anni. Lo slogan: aiutiamoli a casa loro non ha funzionato, per le note cause di cui gli artefici del fallimento, hanno nome e cognome. La carità Cristiana, può essere un buon motivo per aiutare questa gente, ma non la soluzione! L' Italia ha dato abbastanza in questo senso, ora è il momento di mettere in chiaro le regole, per far si che le nostre città non diventino delle discariche umane senza più controlli e leggi. Ben venga dunque questo nuovo vento di Libertà, che sta sollevando il continente Africano dalla schiavitù, aiutandoli in qualche maniera in questo progetto, risolveremo molte questioni legate ai fenomeni di integrazione fra i Popoli.

    2. Martin 5 settembre 2023

      Ahh come rido.. ma quale vento di liberta', studiati un po' di storia africana

    3. JHON 5 settembre 2023

      E' un po' come quella dei giapponesi nei confronti dei loro carnefici atomici, di cui conosci perfettamente.

    4. Martin 5 settembre 2023

      Studiati come stava il Congo prima che arrivassero i Belgi di Leopoldo....le porcate che hanno fatto i Belgi le conoscono tutti, come stava il Congo invece non lo sa quasi nessuno: schiavismo e cannibalismo endemici.

    5. Hospiton 5 settembre 2023

      Il cannibalismo dei congolesi (fatto di cui non è mai fregato una mazza ad alcun europeo, gli imperialisti belgi, inglesi, francesi in Africa sono andati solo per rubare a mani basse) non cambia di una virgola le porcate inenarrabili commesse dal colonialismo, porcate che proseguono tuttora con esiti catastrofici (già, perché il colonialismo è vivo e vegeto, altro che finito 50 anni fa...ha solo cambiato volto e sistemi). L'ho già scritto e continuerò a scriverlo ogni volta che leggerò fiacchi tentativi di sminuire l'entità dei crimini che l'imperialismo occidentale continua a commettere, e che ci riguardano sempre più da vicino.

    6. Martin 5 settembre 2023

      Gli Africani si sbudellano, sfruttano e abusano tra di loro da sempre. Concordo sul fatto che non hanno veramente mai avuto alcun bisogno di alcun esempio in materia da noi Occidentali, infatti continuano imperterriti.

      La cronaca nera che ormai leggiamo tutti i giorni in Italia e' la mera esportazione dei loro modelli antropologici, culturali e sociali.

      Il relativismo culturale della scuola antropologica occidentale da Boas, Meade, Levy Strauss etc in poi ha contribuito alla assoluta e delirante cecita' che affligge il pensiero progressista occidentale.

      Nessun modello democratico, umanitario o di rispetto delle minoranze etc e' mai provenuto dall' Africa nera e la prima cultura che ha condannato lo schiavismo e' stata quella occidentale, tanto per cambiare. Anche perche' lo schiavismo in Africa e' anteriore di secoli alla odiosa tratta degli schiavi in America.

      Prova pure ad addossare la colpa di circa due milioni di Tutsi e Hutu - l'ultimo genocidio, ma reciproco - bruciati o segati vivi a noi Occidentali. In Sud Africa non funzionano piu' nemmeno le fogne e l'energia elettrica, ed e' sotto dittatura del glorioso African National Congress. Buona fortuna....

    7. Martin 5 settembre 2023

      Se fosse solo un minimo vero quello che scrivi, dopo la fine del colonialismo 50 anni fa, gli indicatori economici sociali sanitari e d'istruzione sarebbero migliorati. Invece sono tutti peggiorati, al punto che ormai da un decennio a milioni cercano di scappare dall' Africa e di venire da noi. Come fa a non bastare?

    8. Hospiton 5 settembre 2023

      Non me ne frega nulla di tutsi, hutu, dello schiavismo africano e roba analoga, il mio e nostro problema è lo strapotere di banche e multinazionali occidentali ormai più potenti dei singoli Stati, non certo qualche popolo del Ruanda o del Burundi o di chissà dove. Chi è che sta impoverendo milioni di italiani e europei? Chi è che calpesta le nostre presunte democrazie? Chi è che promuove da anni un'immigrazione incontrollata (per avere schiavi a buon mercato) e spazza via chi prova a tenerla sotto controllo (Gheddafi docet)? I Tutsi? O forse le merdosissime classi dirigenti occidentali, sempre più palesemente nemiche dell'uomo comune, europeo o africano che sia? Continua pure a concentrarti sui negroni dell'Africa Nera, utilissimo.

    9. Hospiton 5 settembre 2023

      Stai negando fatti come quelli avvenuti in Libia nel 2011? Eccoti il colonialismo 2.0, governi spazzati via non appena intralciano i piani degli imperialisti. Ed eccoti flussi migratori folli, a quanto pare funzionali alle strategie degli stessi poteri che negli ultimi decenni hanno annichilito le già fragilissime democrazie nostrane. Chissà come mai gli africani sentono solo oggi la necessità di fuggire in massa verso l'Europa, eppure la traversata del Mediterraneo su zatteroni era possibile anche nei secoli precedenti... evidentemente c'è una regia precisa, altro che indicatori economici.

    10. ducadiGrumello 5 settembre 2023

      sforzo lodevole ma vano caro Hospiton, non ci arriva

    11. Hospiton 5 settembre 2023

      Forse hai ragione caro Duca, ma in effetti non scrivo per convincere Martin, spero più che altro che serva a chiarire le idee a eventuali lettori di passaggio: focalizzarsi sui nostri problemi reali, su obiettivi concreti. Il giorno in cui i Tutsi prenderanno il controllo della banca Rothschild, di Goldman Sachs e di Blackrock ci concentreremo su di loro...

    12. Martin 5 settembre 2023

      Non e' questione di concentrarsi sull' Africa, e concordo bene anche io sulla distruzione della Libia voluta da USA Francia e GB. E' solo che gli Africani non sono mere vittime, ma i primi responsabili del sottosviluppo in cui versano: non puo' essere diversamente, e se ci pensi bene, solo partendo da questo assunto le cose potranno realmente cambiare in Africa.

      Come noi Italiani siamo i primi responsabili dello stato in cui versa il nostro Paese - dar la colpa sempre agli altri non funziona e non e' sostenibile.

      Nello specifico, proprio nessuno ci aveva obbligati a dare lo spazio aereo e a bombardare la Libia, dopo neanche un anno dalla firma di un accordo bilaterale veramente strategico, e tralaltro con l'assist della Germania chiaramente contraria alla guerra, ma lo abbiamo fatto: ed e' colpa SOLO nostra, non c'e' alcun modo di rigirarla.

      Infatti il nostro status e la nostra credibilita' internazionale dopo la guerra ALLA Libia sono giustamente scesi al livello di quello del Belgio, che pero' e un Paese piccolo, non l'ottava economia del mondo e la terza dell'UE.

    13. Martin 5 settembre 2023

      Non ragionate sui fatti, ma per assunti ideologici, non c'e' niente da fare.

    14. Martin 5 settembre 2023

      Siete voi che non ci arrivate e ragionate sulla base dei soliti assunti cattomarxisti

    15. Hospiton 5 settembre 2023

      Mi spieghi come fai a ritenerli dei selvaggi primitivi e contemporaneamente i primi responsabili per non aver saputo gestire le meraviglie portate dagli europei? Se regali un gingillo pericoloso come il "progresso" a un presunto selvaggio come puoi lamentarti se quest'ultimo lo gestisce alla c...o di cane (oltretutto il fatto che si siano autogestiti è una balla colossale, gli assassinii elencati nell'articolo sono lì a rammentarcelo). Non ti accorgi della contraddizione insita nel tuo ragionamento? La prossima volta facciamo una bella cosa: progresso, democrazia e il resto del pacchetto teniamocelo per noi, anziché esportarlo con pretesti pietosi presso popoli con usi, costumi e mentalità lontani anni luce dalla nostra. Certo, significherà meno profitti per i nostri filantropi, banchieri e magnati vari, ma eviteremo un sacco di guai.

    16. Hospiton 5 settembre 2023

      L'unico che insiste sull'ideologia sei tu Martin, a me del cattomarxismo frega meno di zero. Per due anni un nemico preciso mi ha trattato come un reietto solo perché ho rifiutato di aderire al culto scientista-vaccinale, e quel nemico non si annida nei ghetti di Lagos, Kigali o Ouagadougou, no, si annida tra N.York, Londra, Bruxelles e Basilea, con diramazioni nella nostra capitale. Spero di esser stato chiaro su quali sono le mie priorità, e le ideologie non c'entrano nulla, si tratta di semplice legittima difesa.

    17. Martin 5 settembre 2023

      Gli assassini dell'articolo valgono come una lista della spesa. Dietro ogni evento c'e' una storia.

      Sono assolutamente d'accordo sul fatto che avremmo dovuto farci gli affari nostri, invece di andare a depredarli. Ma se stavano come stavano, per millenni prima che arrivassimo noi a depredarli, ossia all'eta' della pietra, di certo non e' stato per colpa o causa nostra. Idem per gli Aborigeni australiani.

      Poi mi domando: se per esempio Maya Aztechi o Mapuches avessero imparato a navigare l'oceano e fossero sbarcati loro in Europa, pensi che sarebbero state rose e fiori per noi? Puoi informarti su come trattavano le popolazioni che sottomettevano.

    18. Martin 5 settembre 2023

      Non stiamo parlando di priorita' ma delle cause del sottosviluppo africano. E visto che hai toccato la medicina, ringrazia il cielo che esiste la medicina occidentale e non solo lo sciamanesimo o i sacrifici "muti" del Sud Africa.

    19. Hospiton 5 settembre 2023

      Dietro la maggior parte di quegli assassini c'è la mano di servizi occidentali, mercenari appositamente assoldati o burattini già presenti in loco, esattamente come avvenuto in un'altra colonia posta un po' più a nord, a forma di stivale (Mattei). Per il resto non capisco quante volte dovrò ripetere che della loro arretratezza tecnologica non mi interessa minimamente, io so solo che sono stati i padroni dell'Occidente a coinvolgerli nell'attuale Grande Gioco, non il contrario, e perciò le responsabilità di tutto quel che sta accadendo sono primariamente e indiscutibilmente delle nostre mefitiche élites, sanguisughe di razza. Come si possa non notare che questi flussi migratori sono incoraggiati dalle suddette elites è un mistero, eppure la propaganda è evidente. E come si possa negare il ruolo svolto da multinazionali e servizi in numerosi Paesi africani è altrettanto misterioso...si creano scientificamente le condizioni per impoverire una nazione, e qualche milione di sbandati lo si dirotta verso l'Europa per aver a disposizione un esercito di schiavi, utile a abbassare i salari e creare caos sociale a buon mercato. A me pare che ambienti come la City abbondino di personaggi che sguazzano in simili frangenti, poi se vogliamo continuare a parlare di usanze tribali di berberi o hutu facciamo pure, ma la sociologia e l'antropologia c'entrano poco con un discorso di puro e feroce esercizio del potere.

    20. Hospiton 5 settembre 2023

      La medicina occidentale ha ammazzato mio padre quando aveva poco più di 50 anni, e mi ha trattato come un appestato per due anni per aver rifiutato l'intruglio Pfizer, personalmente non ringrazio un c...o di nessuno. E se permetti del sottosviluppo africano ci interessiamo solo perché si stanno riversando qui a centinaia di migliaia, altrimenti ce ne fregheremo alla grande. E se si riversano qui a centinaia di migliaia è perché a qualcuno, qui in occidente, fa comodo, altrimenti non avrebbero accoppato Gheddafi. E coloro a cui fa comodo sono gli stessi che saccheggiano le risorse di quei Paesi, in combutta con governi locali corrotti all'inverosimile. E se non si lasciano corrompere, bè la lista dell'articolo si allunga...

    21. Hospiton 5 settembre 2023

      Aggiungo che ogni volta che si parla del cartello bancario e dei misfatti delle corporations, cioè degli indiscutibili poteri che dominano dispoticamente l'occidente e taglieggiano l'Africa da oltre un secolo, si svia alla grande e la si butta su medicina e africani sottosviluppati. Tutto ciò su CDC, non su Repubblica o sul CorSera. Deprimente

    22. Martin 5 settembre 2023

      Si riversano da noi primo perche' da loro e' fame miseria e abusi, ossia il fallimento totale delle loro societa', e secondo perche' qui da noi certe elites dominanti da Obama in poi hanno deciso di abbattere le societa' occidentali via immigrazione incontrollata, anche su questo non c'e' il minimo dubbio.

      Appunto, venendo a noi Italiani: la portaerei Garibaldi e' ormeggiata a Livorno, e la Cavour sta per essere spedita "a vigilare la Cina", ossia ad assistere il bullismo USA e Nato nel Pacifico, con la scusa di proteggere Taiwan.

      Anche un idiota comprende che schierare una delle due nel Canale di Sicilia, con il naviglio e gli aerei di supporto, avrebbe quanto meno un grosso effetto dissuasivo verso l'immigrazione.

      Ma non lo facciamo, ossia abbiamo rinunciato a difenderci. Di questa rinuncia siamo pienamente responsabili come Paese e come popolo, non c'e' modo di girarci intorno.

    23. Martin 5 settembre 2023

      L'articolo era dedicato al sottosviluppo africano. Per me e' letteralmente insostenibile che sia principalmente causa dell'Occidente.

      Il discorso sulle elites dominanti in Occidente e su dove ci stanno conducendo e' tutt'altra cosa.

    24. Hospiton 5 settembre 2023

      Le elites dominanti di cui parli, e che vogliono distruggere (o comunque riplasmare) la nostra civiltà, sono le stesse che han devastato quelle africane, imponendo modelli di sviluppo totalmente inadatti per culture tribali. Insomma di che stiamo discutendo? Io punto il dito su chi sta generando il caos che osserviamo, e le centrali sono tutte in occidente. Da qui non si scappa.

    25. Hospiton 5 settembre 2023

      Eppure sei tu a considerarli storicamente arretrati. E se li consideri arretrati non puoi accusarli di non aver saputo gestire modelli di sviluppo che in Europa sono stati implementati lungo secoli, non decenni. Come dare un revolver a un bambino per poi lamentarsi se spara in faccia a qualcuno. In quanto al discorso sulle elites dominanti non è "tutt'altra cosa", i burattinai sono loro, in Europa e Africa.

    26. Martin 5 settembre 2023

      E' qui che non ci siamo. Io in Africa ci ho vissuto e lavorato, anche se non per molto. Il sottosviluppo africano e' principalmente per causa degli Africani, e lo stesso mutatis mutandis per l'America Latina.

      Se invece vogliamo parlare dei progetti delle elites dominanti occidentali, specie da Obama in poi, probabilmente concordiamo in buona parte. Ci stiamo letteralmente suicidando.

    27. Martin 5 settembre 2023

      Osserva lo stato in cui sono stati trovati gli Aborigeni australiani e le popolazioni della Papua Nuova Guinea: come fai ad addossarne la colpa all'Occidente?

    28. Martin 5 settembre 2023

      E' ovvio che i flussi migratori sono incoraggiati dalle elites dominanti in Occidente, da Obama in poi.

    29. Hospiton 5 settembre 2023

      Ma che c'entrano gli aborigeni Martin? Non mi risulta che stiano emigrando a milioni verso l'occidente...Accuso l'occidente (si parla sempre di establishment, beninteso) di aver generato il caos che attualmente viviamo, le condizioni le hanno create due secoli di colonialismo sfrenato, di abusi, ingerenze. Gli usi tribali africani o di altre culture indigene erano un loro problema, roba che di certo non avrebbe provocato esodi di massa (infatti mai verificatisi in millenni di storia, non nella direttrice Africa-Europa). E anziché concentrarci su chi ha generato tale caos e continua a generarne, oggi anche all'interno della derelitta Europa, puntiamo il dito sull'incapacità degli africani di gestire un modello pilotato a Wall Street o nella City, in cui lo strumento principe è l'usura legalizzata e promossa a altissimi livelli. Ma andiamo...

    30. Hospiton 5 settembre 2023

      Appunto.

    31. Martin 5 settembre 2023

      Il che non significa che Africa e America Latina siano sottosviluppate principalmente per causa dell' Occidente - e' li' che non ci stiamo.

    32. Accattone il Censore 5 settembre 2023

      Mead si scrive senza e finale.

    33. Hospiton 5 settembre 2023

      Parliamo di due realtà molto diverse...a ogni modo questo discorso sulle responsabilità circa il sottosviluppo non porta a nulla, sicuramente ritengo l'Occidente responsabile di ingerenze pesantissime che contribuiscono a rendere ingovernabili e instabili numerose nazioni africane. Se gli africani hanno una colpa è quella di non organizzarsi e tentare di spazzar via chiunque appoggi i noti usurai internazionali, riguadagnando una sovranità che hanno perso da 150 anni (al di là di farsesche proclamazioni di indipendenza che ricordano il nostro 25 aprile), ma combattere contro l'attuale infido sistema è ancora più complicato che affrontare i vecchi eserciti coloniali...inoltre noi siamo gli ultimi a poter impartire lezioni in merito, dato che ci facciamo calpestare in maniera analoga dagli stessi esatti poteri.

    34. LuxIgnis 5 settembre 2023

      Bene, ma chi è che ci racconta dei congolesi prima dei Belgi?
      I congolesi? No sono i belgi stessi.

      Tu non senti puzza di bruciato? Io sì e anche parecchia.

    35. Martin 5 settembre 2023

      Le cronache storiche non concernono solo i Congolesi.... magari fosse così....

    36. Martin 5 settembre 2023

      Gli Africani si sbudellano, abusano e sfruttano tra di loro come da nessuna altra parte del mondo, non dovrebbe essere cosi' difficile da capire. Non hanno mai avuto bisogno di esempi, modelli o incoraggiamenti da noi Occidentali. A me francamente dispiace, perche' ho conosciuto anche gente splendida in Africa, ma questa e' la realta', e non mi sembra cosi' difficile da afferrare.

    37. Hospiton 5 settembre 2023

      Ma infatti non sto affermando che il colonialismo abbia reso gli africani più feroci. L'uomo sa essere crudele più o meno a ogni latitudine, molte tribù africane non fanno eccezione. Ma nel caso africano non è la ferocia che ha provocato sconquassi sociali, bensì l'adozione forzata di un modello di sviluppo del tutto inadatto per culture tribali, aventi una visione della realtà e un rapporto col circostante estremamente differente dai nostri. Insomma per un mondo che manteneva tradizioni millenarie l'impatto con la modernità occidentale è equivalso a uno shock...è stata una follia, ma forse non dal punto di vista di Rothschild & Friends

    38. Martin 5 settembre 2023

      Io continuo a ringraziare il cielo che tra noi e loro per millenni c'e' stato il Sahara, altrimenti la storia dell'Europa sarebbe stata molto diversa. Oggi purtroppo neanche il Sahara e' piu' sufficiente.
      In effetti se li avessimo lasciati in pace, sarebbero rimasti dove sono, e per noi sicuramente sarebbe stato meglio.
      Ma non per loro: chissa perche', i Neri che oggi stanno meglio vivono negli USA, Canada, GB, Europa e perfino in Brasile.
      Guarda che caso non a casa loro, ossia in Africa: ma che strano,vero?

    39. Hospiton 5 settembre 2023

      Il Sahara c'è ancora, e il Mediterraneo lo attraversano con mezzi di fortuna proprio come avrebbero fatto secoli fa, evidentemente è qualcos'altro che è cambiato nell'ultimo secolo. Che sarà mai? Forse...il colonialismo, con seguente (finto) post-colonialismo?

    40. Martin 5 settembre 2023

      E' cambiato che la lobby NeoGlobal che vuole affossare l'Occidente li incoraggia a venire. Ma se stessero appena decentemente in Africa, non si muoverebbero. Lo vedono anche loro quanto stanno meglio quelli che se ne sono andati, inclusi i loro fratelli che a suo tempo furono trasferiti obtorto collo nelle Americhe: oggi stanno come Re rispetto a loro.

    41. Hospiton 5 settembre 2023

      Difficile stare decentemente in Africa quando poteri precisi la saccheggiano scientificamente, causando una sperequazione immane nella ripartizione delle ricchezze. E ciò è responsabilità in eguale misura di classi dirigenti locali corrotte e del nostro insaziabile apparato industriale e finanziario, alla perenne ricerca di terre rare, gas, petrolio, minerali ecc ecc...in quanto agli afroamericani che stan da re è un discorso valido solo per una parte di loro, il resto vive in squallide periferie in mano a gang di strada. Niente American Dream per i nigga degli slums

    42. Martin 5 settembre 2023

      Un Nero in uno slum americano sta come un Re rispetto al Nero medio africano. Nelle Americhe solo a Haiti stanno come in Africa, perche' dopo la strage a coltellate di tutti i bianchi fatta da Dessalines nel 1804, nessun bianco ci ha messo piu' piede.

    43. Hospiton 5 settembre 2023

      Stai generalizzando troppo, in molte grandi città africane esiste un ceto medio che vive senz'altro in maniera più dignitosa degli afroamericani stanziati nei ghetti di Detroit o Memphis. Tempo fa conobbi una persona che lavorò per diverso tempo a Yaoundé, nel Camerun, e me ne parlò come di un Paese stabile socialmente, con buone infrastrutture, servizi più che discreti e una borghesia che non se la passava male.

    44. Hospiton 5 settembre 2023

      Un elite di neri, una netta minoranza. Leggiti un po' di biografie di giocatori NBA neri, leggiti in che condizioni più o meno tutti loro han passato infanzia e adolescenza (e non è roba che puoi aver visto da turista o lavoratore, perché quei quartieri sono off limits)...la sorella di Rodman teneva un fucile a pompa pronto in salotto, tanto per dirtene una. E per ogni miracolato che è riuscito a fuggire dal ghetto e diventare milionario ce ne sono mille rimasti a farsi di crack, spacciare o finir abbattuti da qualche gang rivale. Un inferno, non credo che i pastori del Kenya invidino l'esistenza dei negri delle suburre di Cleveland o Chicago.

    45. Martin 6 settembre 2023

      Ah certo se prendi come standard, invece che come una scelta deviante, quelli che si rifiutano di lavorare e che si danno alle gangs ed allo spaccio di droga... e poi gli consegni anche l'aura di "vittime del sistema".............che e' esattamente il loro alibi ideologico

    46. Martin 6 settembre 2023

      Il ceto medio africano esiste, ma e' una piccola e instabile minoranza

    47. Hospiton 6 settembre 2023

      Ma quale scelta deviante, quello è lo standard o almeno continua a esserlo in gran parte delle metropoli USA e per una sostanziosa fetta della popolazione nera. Gli afroamericani sono sempre stati emarginati, trattati come spazzatura. Ho già parlato della emblematica storia di Bill Russell, uno dei più forti cestisti degli anni 50/60 che non poteva mangiare insieme ai compagni bianchi nelle trasferte a sud. E Jesse Owens, medaglia d'oro olimpica, doveva usare le uscite di servizio degli hotel di N.York, quella principale gli era preclusa, e a differenza dei medagliati bianchi non ricevette neppure un telegramma di congratulazioni da Roosevelt. E non parliamo dell'epoca della Guerra Civile, bensì di pochi decenni fa. Trattati come esseri inferiori, altro che "aura da vittime del sistema". Solo negli ultimi decenni una minoranza si è imposta a livello sociale, sportivi, artisti e una fascia borghese ormai benestante, ma i milioni confinati nei ghetti continuano a vivere da emarginati, e molti di loro non lo fanno certo per scelta (come dimostrano le storie di chi se la cava per meriti sportivi) ma per assoluta mancanza di alternative, se sprovvisti di mezzi eccezionali per eccellere come capitato a un LeBron James, o per estrema diffidenza nei confronti di un sistema che reputano ostile. Per noi è facile star qui a giudicare, ma bisognerebbe immedesimarsi, provare sulla propria pelle che significa crescere negro in una periferia di Cleveland, forse cambieremmo opinione.

    48. Martin 6 settembre 2023

      Trovo inutile aprire quest'altro fronte. Il razzismo WASP ha colpito tutti gli immigranti di altre origini (Siciliani e Irlandesi inclusi), ma si e' certamente accanito particolarmente sui Neri. Il punto e' che sono passati 50 anni dalle lotte degli anni 60. Ci sono tanti Neri oggi che lavorano e perfino votano Repubblicano, ma tanti altri - molti di piu' - che preferiscono delinquere. Infatti i Neri sono il 12-13% della popolazione USA, ma fanno da sempre oltre il 50% di omicidi stupri e rapine e della popolazione carceraria, nonche' il 30% degli aborti (dati incontestabili, anche se nascosti).

      Tu spiegherai questi dati incontestabili con l'eredita' del razzismo, io invece NO CUBITALE, quindi e' inutile che stiamo a discutere, perche' il solco che ci divide in questo caso e' molto piu' profondo di quello che concerne l'Africa. Dovrei argomentare a livello di qualche decina di pagine, e proprio non ne ho voglia.

    49. LuxIgnis 6 settembre 2023

      Se conosci l'antropologia è piena zeppa di pregiudizi e razzismi velati. Soprattutto quella dell'800 influenzata anche dal Darwinismo (e Darwin era un razzista).
      Ora si ha un approccio più cautelato.
      Molti resoconti dati per veri erano solo dicerie prive di fatti. Luoghi comuni che sono purtroppo duri a cadere perché fa comodo pensare che queste popolazioni fossero barbare, incivili.
      È una pratica che si fa comunemente in politica internazionale: dai comunisti che mangiano bambini ai tedeschi che infilzano i neonati con le baionette. La trama prevede quasi sempre cannibalismo e violenze sui bambini.
      Certi resoconti assomigliano più alla trama di un film dell'orrore che alla realtà.
      Ricordano il film "Cannibal holocaust" che è un film considerato di serie B, ma è diventato un cult, e racconta di una troupe che vuole fare un documentario sui cannibali sud americani e registrando nefandezze allucinanti (il film è molto ma molto duro, ha scene veramente esplicite di violenza) per poi scoprire alla fine che erano tutte alterate e che le nefandezze le avevano commesse i documentaristi per fare lo scoup sensazionalistico.

    50. Hospiton 6 settembre 2023

      Peccato che negli USA nessuna minoranza abbia lontanamente subito quel che han subito loro per secoli. E se loro han prodotto prevedibile microcriminalità, è inutile che ricordi cosa ha prodotto l'immigrazione siciliana. O forse no, dato che hai parlato di crimine meglio ricordarlo: la Mafia, le 5 famiglie di N.York più altre disseminate sul resto del territorio, un'organizzazione tentacolare infinitamente più potente delle gang di straccioni del Bronx, cui non a caso il governo si rivolse per facilitare lo sbarco in Sicilia, ricompensandola poi con il sostanziale controllo della regione e incaricandola di tenere a bada eventuali disturbatori come Mattei e Falcone. Tutta roba che ancora oggi si ripercuote sui destini dell'Italia. Tornando agli afroamericani, inutile citare percentuali se non si parla delle condizioni di partenza che le influenzano (e quelle dei neri erano le più sfavorevoli in assoluto, a me non risulta che Di Maggio o Phil Rizzuto non potessero pranzare coi compagni di squadra poiché italoamericani, né che gli italiani venissero confinati in campionati appositi come le negro leagues, cito esempi sportivi data l'importanza dello sport nella cultura americana), condizioni che continuano a incidere e continueranno a farlo a lungo. Oggi la situazione è parzialmente migliorata anche per i neri, ma l'impressione è che si sia svolto più che altro un lavoro di facciata, progressismo un tanto al chilo.

    51. Martin 6 settembre 2023

      T'ho detto, e' inutile che apriamo questo fronte, il GAP che ci separa e' molto piu' profondo di quello che concerne l'Africa. I Neri USA per me non sono vittime del sistema.

    52. Martin 6 settembre 2023

      La sorella di Rodman teneva un fucile a pompa nel salotto per difendersi da altri Neri, se mai ti fosse sfuggito

    53. Hospiton 6 settembre 2023

      Tenuti segregati in condizioni disumane da un governo non negro, se ti fosse sfuggito. L'ideale per fomentare rabbia, divisioni, istinti criminali, qualsiasi etnia popoli un quartiere (basti osservare Scampia, abitata da bianchi). A me non piace parlare di "vittime del sistema", preferisco parlare di "sistema criminale", concepito appositamente per creare sacche di miseria da cui può fuggire, scientificamente, solo uno su mille in modo da raccontare ai beoti all'esterno che "se ci credi ce la fai" e cazzate simili utili solo a perpetuare la guerra tra reietti. Ma per comprendere ciò bisogna immedesimarsi, o esserci cresciuti in quei luridi ghetti dove la prima cosa che impari è esser aggressivo. Pensiamo che la ferocia animalesca di un Mike Tyson si sarebbe sviluppata in quel modo se fosse cresciuto in una lussuosa residenza di Bel Air o Malibu? O in una villa da magnate newyorkese a Long Island? Quella è la quintessenza di ciò che producono i ghetti, e negli ultimi due secoli i neri sono stati i ghettizzati per eccellenza, pagando un prezzo del tutto spropositato rispetto alle loro mancanze o presunte tali, in quanto stabilite con i parametri di chi da duecento anni abbondanti pretende di dettare le condizioni a tutti.

    54. Hospiton 6 settembre 2023

      PS il fronte sui neri americani l'hai aperto tu, citando il trasferimento "obtorto collo" di milioni di schiavi che "oggi stanno come re". Poi, se ricordo che la maggior parte di loro in realtà vivono di stenti nelle periferie, mi vieni a dire che è inutile aprirlo.

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