Il sindacalista di polizia in commissione Covid chiede scusa ai cittadini per la repressione pandemica. Ma gli altri delle forze dell’ordine?

Antonio Porto rivela, o ammette, la deriva autoritaria a cui le forze dell'ordine furono indotte in epoca pandemica. Una deriva infame e inutile, sbirresca. Porto merita rispetto perché si espose personalmente (e pagò caro). Ma troppi altri obbedirono con zelo da aguzzini.

Il sindacalista di polizia in commissione Covid chiede scusa ai cittadini per la repressione pandemica. Ma gli altri delle forze dell'ordine?
Antonio Porto, sindacato autonomo di Polizia OSA

Di Max Del Papa, ilgiornaleditalia.it

Le cose che il sindacalista di polizia Porto ha detto ieri in commissione Covid, con un certo scalpore, le avevo sentite pari pari lo scorso maggio a Napoli a un convegno sulla libertà di cura che metteva insieme diverse testimonianze, medici eretici come Stramezzi, Schicchi, Barbaro, intellettuali come Becchi e Freccero, il mio amico Alessandro Rico de “la Verità” e fra i tanti c'ero anch'io in duplice veste di giornalista oncologico. Porto disse le stesse cose, forse con toni ancora più amari, più dolenti, svincolato dal contesto istituzionale. Parlò proprio prima di me. Anche allora si scusò di quella aberrazione, quel vortice mostruoso, sudamericano che inghiottì le forze dell'ordine ed io lo rispettai, come lo rispetto oggi che va in commissione a ripeterle. Altri suoi colleghi però non li rispetto, non le voglio le loro scuse, tardive, false. Perché me li ricordo i gendarmi a dare il peggio di loro, finalmente sguinzagliati dai vari Conte, Draghi, con la benevola accondiscendenza di Mattarella, “non si cerchino scuse per non vaccinarsi”, “non si dia spazio ai novax”, e intanto i gendarmi caricavano con gli idranti gente seduta in terra a pregare. O inseguivano uno che correva da solo su una spiaggia deserta. O entravano nelle case avvisati dal Gassman di turno. Insomma facevano i bravi manzoniani, i bulli. Sapevano di andare oltre la legge e la Costituzione, che è sacra quando conviene, sapevano di cedere a un abuso vergognoso, ma se la cavavano come i gerarchi a Norimberga: eseguivamo gli ordini.

Ordini folli? Sì, folli, repressivi, fatti per schiacciare la popolazione già sconvolta, confusa, allo sbando. Arrivavano con le mascherine se bevevi un caffè, facevano irruzione in forze dentro un ristorante dove la gente cercava di sopravvivere stando insieme; prendevano le generalità, minacciavano, sfottevano, la deriva dell'arroganza li aveva travolti e ne profittavano, si sentivano finalmente forti questi poliziotti o carabinieri o vigili urbani che davanti alle escandescenze di piazza avevano l'ordine di prenderle dai teppisti senza fiatare. Adesso potevano vendicarsi, infierire sugli inermi, sui terrorizzati, sui vinti. E come se lo facevano! Pochi avevano la forza di opporsi, anche perché c'era il serio pericolo di venire ammanettati e portati via come camorristi. A me ne capitavano, di questi bulletti in divisa, perfino dove vivevo: due vigili mi chiamano, mi portano alla loro macchinina e “dov'è la mascherina?”. La mascherina all'aperto non era obbligatoria e, già infuriato, glielo ricordavo ma loro insistevano, ah Del Papa, ti conosciamo. E allora? Se mi conoscete, rispondevo, evitate di chiedermi i documenti; se mi conoscete sapete che sono un rompicoglioni e non ve la sconto, non ve la lascio passare liscia: scommettete che nel giro di due ore vi faccio diventare famosi? Quelli, pallidi, improvvisamente concilianti: “Va beh, per questa volta lasciamo stare”. E io me ne andavo ghignando, ma nel giro di due ore la cosa era sulla bocca di tutti in paese e nessun vigile si sarebbe più azzardato con nessuno.

No, non li perdono quelli che avevano smesso di fare il loro mestiere per partecipare all'orgia del potere, trasformandosi in aguzzini e provandoci un gusto perverso. Non perdonerò mai i Conte, i Draghi, i Mattarella, gli Speranza e tutti quelli che mentivano, aggredivano, imponevano uno stato di polizia i cui effetti si sarebbero visti presto e le cui conseguenze non finiremo mai di patire. “Ordini dall'alto”, dice Porto in commissione e vuol dire: dal vertice, dal ministro di polizia che allora era la piddina Lamorgese e adesso il PD diserta la commissione dove bene o male le cose vengono fuori, anche se non servirà farle venire fuori, mentre i grillini tentano tutto l'ostruzionismo possibile. Mi mandano video di Speranza che ancora gira ed è più arrogante di prima. Ma dove vive questa gente? Non ha capito che per lui, comunque vada, è finita?

Nessuno si è mai preso la sua parte di responsabilità e il motivo non sta solo nella storica viltà italiana del potere, nella irresponsabilità come stile di comando, c'è del peggio e sta nell'attesa, direi quasi la nostalgia, di una stagione drogata, tutti compressi, chiusi in casa e il potere che spadroneggiava, che irrideva le regole imposte a tutti, come nei regimi totalitari. C'erano dentro tutti e adesso si assolvono tutti insieme. Le ammissioni di quelli come Antonio Porto sono coraggiose e benvenute, ma se mi chiedete se serviranno, a cosa serviranno, io vi rispondo: a niente. Perché sono ancora tutti lì, pronti alla replica. Perché per il tempo che resta dovremo continuare a difenderci, mangiati dall'ansia, bersagliati da un allarme dopo l'altro, tutti finti, pretestuosi. Perché hanno scoperto, e lo hanno scoperto tutti insieme, che era così facile terrorizzare i cittadini o, per dirla con il boss decaduto Anthony Fauci, decaduto in America da dove è fuggito ma accolto, unico migrante americano, qui da noi: “Alla gente più stronzate le imponi e più obbedisce”. Ancora oggi quelli convinti che senza vaccino si muore, che non vogliono vedere l'esplosione di tutte le malattie possibili, tra le quali una valanga di cancri al seno. C'è sempre qualche imbecille che sui social viene a provocarmi, ah adesso i vaccini fanno diventare sordi, “ahahahaha”, ma poi toccherà a lui se non qualcosa di peggio: la sordità post vaccinale è uno degli effetti avversi più conclamati, io stesso posso fornire testimonianza di parenti e amici. Quel sibilo, che non passa, che fa impazzire, quell'accorgersi che non capisci più quello che ti dicono, infine la diagnosi. Sordità progressiva irreversibile. Mio suocero, con tre dosi, ormai vive come in un acquario. Ho un amico a Milano, cresciuti insieme, stessa età e quartiere che si è rivolto a uno specialista e quello per prima cosa gli ha chiesto: ti sei vaccinato? Allora per te è finita. Ma ancora la propaganda per i social, l'odio diffuso per quelli che mettono in discussione un composto dell quale tutti a partire da chi lo ha realizzato ammettono la inefficacia e la pericolosità. Per renderlo obbligatorio hanno imposto lo stato di polizia e oggi Pfizer, una di queste fabbriche di veleni, quella che negoziava contratti segreti con la Baronessa Siringa, va nelle scuole a praticare il lavaggio del cervello ai più giovani. Che sono quelli che più di tutti muoiono improvvisamente, e l'informazione puttanesca dice: morte misteriosa, morte improvvisa, peccato, stava così bene.

Di Max Del Papa, ilgiornaleditalia.it

Max Del Papa. Giornalista dal 1992, si divide tra le Marche e Milano. Ultimi libri: “Vale Tutto” e “Eurostyle” (2023, autoprodotti) sullo Stato autoritario e l’Unione Europea più strega che matrigna.

20.11.2024

Fonte: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/home/661997/il-sindacalista-di-polizia-in-commissione-covid-chiede-scusa-ai-cittadini-per-la-repressione-pandemica-ma-gli-altri-delle-forze-dell-ordine.html

Commenti (40)

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    1. massimo70 22 novembre 2024

      una TV privata molto famosa in Liguria sta trasmettendo un docufilm sul Covid, nel trailer si sente quell'abominevole dell'ex governatore ligure dire.. " il sistema ha funzionato"
      Ma che punizione sarebbe mai abbastanza per un essere del genere..

    2. mago 23 novembre 2024

      Lo chiedo per mio cugino..ha la scorta? Scherzi a parte vivono ancora tutti felici e contenti in attesa di adoperarsi per il prossimo evento.

    3. massimo70 3 dicembre 2024

      pensa che ho speso tutte le mie pause pranzo per cercarlo, casomai lo avessi incrociato sotto la Regione, senza mai beccarlo e cantargliene 4.. civilmente eh?

    4. mago 4 dicembre 2024

      Sei un mito hai tutta la mia stima e amicizia..un ‘sano ‘ digiuno😎🤓

    1. fedo1887 21 novembre 2024

      Sedia elettrica per tutti e direi che sono già fin troppo clemente.
      Soprattutto considerando che quelli veramente pentiti e che sono pronti a scusarsi sul serio sono meno dell'1%.

      Nessuno potrà mai farmi cambiare idea su quel periodo.
      L'unica cosa positiva è aver capito senza più nessun dubbio da cosa è formata l'umanità: 50% di vigliacchi e baciaculo, 49% di nazistelli criminali nel profondo.

      l'1% siamo io e pochi altri ma non è sufficiente.

    1. massimo70 21 novembre 2024

      anche per me le scuse a questo punto sono inutili, però non dimenticherei la parte di responsabilità personale di ognuno di noi, non esiste ricatto grande abbastanza per convincerti ad iniettarti un siero genico che consideri tossico, passi per gli ingenuoni che si sono sierati convinti di fare il loro bene, ma chi lo ha fatto in preda ad un ricatto, con la consapevolezza di farsi del male, ha fatto una cazzata più grossa che se non avesse ceduto al ricatto stesso.

    1. Primadellesabbie 21 novembre 2024

      Lo storico sadismo sociale, che ha imposto il liberismo e l'arte consumata di dissimularsi nei codici e nelle istituzioni, a volte si svela e si celebra con fierezza, abbandonando ogni pudore.

    1. Marco Fontana 21 novembre 2024

      Ottimo articolo del sempre bravo Max Del Papa.
      Detto questo, è giusto rendere merito ad Antonio Porta e al sindacato O.S.A., una coraggiosissima organizzazione che si è schierata proprio nel pieno della pandeminkia, quando chi sollevava la testa si vedeva arrivare subito da dietro la lama del boia.

      Proprio a dimostrazione di ciò, è giusto attribuire una menzione d'onore a Nandra Schilirò, ex vice questore aggiunto della Polizia di Stato, colpevole di aver denunciato pubblicamente gli abusi nella gestione dell'emergenza Covid.
      A causa di ciò, la Schilirò ha subito svariati procedimenti disciplinari e ben DUE decreti di destituzione, in pratica l'hanno licenziata due volte.
      Come fucilare un cadavere. Non si sa mai, nel caso risorgesse...

      Le "istituzioni" vigliaccamente complici a vario livello, che ancora ci ammorbano con la loro presenza, sono sempre tutte lì. Chi segue i lavori della commissione d'inchiesta sul Covid, si rende conto di quali forze siano in campo. La pavidità di troppi parlamentari è piuttosto eloquente. Più che alla Camera, sembra di essere tornati a Corleone ai tempi di Totò u'curtu.

      Ma, tornando al succo dell'articolo, quale migliore dimostrazione di risanamento e rinnovamento della Polizia di Stato, se non la riabilitazione e riammissione in servizio di Nandra Schilirò?
      Ammesso che ne abbia ancora voglia e interesse.

      L'attuale ministro dell'Interno, già dirigente di polizia, incarna i limiti di una certa classe dirigente questurizia da Ancien Régime.
      Ma le risorse ci sono, Nandra Schilirò e Antonio Porto sono li a dimostrarlo.
      La legge di riforma della Polizia di Stato è del 1981, forse è l'ora di farne una nuova, in grado di dare al Paese una polizia moderna e, finalmente, democratica.

      Piccolo problema: nella flotta di nani, ballerine e imbecilli che una legge elettorale folle ha paracadutato in Parlamento, avremo un numero sufficiente di elementi validi per poterlo fare?

    1. mago 21 novembre 2024

      Ma che pretende questo signore scusandosi con scuse tardive e puerili di passare una mano di bianco su un muro pieno di scritte dei nomi di persone di cui moltissimi giovani morti perché loro che devono proteggere il popolo si sono chinati per vari motivi a chi le dava ordini assurdi, cancellare il dolore di tante persone magari poi al giro di boa fare lo stesso come se non fosse successo nulla?

    2. absitiniuriaverbis 21 novembre 2024

      Piuttosto che niente meglio piuttosto.
      Dovremmo però domandarci se non sia iniziato quello che una volta si chiamava 'il salto della quaglia' che in termini più recenti recita 'quando la nave affonda i primi a saltare fuori sono i topi'. C'è chi sente il vento che cambia e aggiusta le vele.

    3. nicola 22 novembre 2024

      Sì, infatti, c'è anche questo. Tra l'altro, quel sindacalista ha tenuto a far presente che all'inizio della fase pandemica la polizia ha operato in un contesto difficile, senza adeguati mezzi di protezione (sic!) contro il terribile virus... insomma, ognuno tira l'acqua al suo mulino, o meglio alla sua categoria. Il che conferma che le responsabilità, così come le eventuali scuse, non possono che essere personali.

    4. mago 23 novembre 2024

      Questi la categoria ma tutti gli italiani sono dei trasformisti passano da un padrone ad un altro a secondo delle loro esigenze si salvano e stimo i pidioti della rossa Emilia Romagna che moriranno tutti pidioti ma anche se cambiassero non è che farebbero un buon affare avanti a vele spiegate verso la fine.

    1. Bertozzi 21 novembre 2024

      Non perdoni la polizia?
      Eh, che vuoi che sia.
      La verità più amara è che non puoi perdonare chi magari vive sotto il tuo stesso tetto, il sangue del tuo sangue o gli amici di una vita, con cui magari hai ancora a che fare come prima. Non puoi perdonare il 90 per cento degli zombie là fuori, figuriamoci gli sgherri più ignoranti di cui il sistema dispone, gli sbirrini in divisa. Ma è l' arrivarci solo ora che più mi stranisce. Ah, prima pensavate fossero tutti dei santi? Dei gran lavoratori? Gente piena di valori?
      Buongiorno!
      Però occhio, che ad ammettere che i familiari stessi facevano parte della mafia sanitaria ed erano sgherri tanto quanto gli altri si rischia di diventare dei Bertozziani, e finire per farsi dare dello psicotico da qualche geotinellico improvvisato su CDC perché semplicemente si ammette che il papi o la mami o il nonnino caro o il nipotino caro ti avrebbe tranquillamente segregato per seguire Burioni o Speranza. Una simile ammissione rivela la vera natura maligna del 90 degli zombie là fuori, e sì, anche dei vostri cari, del vostro papi e della vostra mami. Per cui tutti in fila dietro Bertozzi nello studio dell' analista per farsi curare, perché questa è verità che mai fu detta e mai sarà accettata.
      Che si fa dunque con i cari complici della dittatura? Li si perdona e si dimentica? Si mangia il rospo... o si sceglie la dissociazione, e la psicosi?
      La risposta giusta, come direbbe il saggio è fin troppo facile, anche perché la cosa veramente grave è essersi accorti solo ora - o in quei giorni li - di vivere in un mondo dove il 90% degli esseri si venderebbe padri madri figli e nipoti e pure il culo di nonna per seguire Pregliasco o Bassetti, o per farsi uno spritz, e il tutto senza colpo ferire.
      E lo farebbe anche oggi, o domani.
      Senza fare un plissé.
      Capisco che questo sgretoli la retorica del "quando c'era nonno era diverso", e " l' unica cosa importante è la famiglia" e altre amenità varie di cui prima si riconoscono le contraddizioni e i paradossi e le crudeltà e le imposizioni sotterranee o in bella vista e meglio sarà.
      Quindi, al di là dello sbirrino che per me non esiste proprio, il nonno che mascherinava il nipotino di zero anni al parco per non prendere la febbre bubbonica lo perdoniamo? La sorella che ti dice "eh una punturina che vuoi che sia" la perdoniamo? L' autista del bus che non faceva salire tuo figlio no vax lo perdoniamo? Il maestro di karate del nipotino che gli dice di fare finta di essere vaccinato per fare sport con gli altri bambini lo perdoniamo? E coi maestrini di scuola, sadici aguzzini di bambini anche contenti di esserlo che si fa? Sono gli stessi che tengono i vostri figli e nipoti 6/8 ore al giorno ogni giorno anche oggi. Sono le stesse persone, e con loro che si fa? Ci se li tiene, ci si tappa occhi bocca orecchie e naso si sceglie la dissociazione.
      Per cui, figuriamoci se è un problema il perdono per lo sbirro.

    2. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      io comunque sono orgogliosamente Bertozziano

    3. Bertozzi 21 novembre 2024

      E aggiungo: questo pentimento avviene in concomitanza - dite che è un caso? - con l' approvazione del nuovo codice della strada iper repressivo che ha il chiaro intento di impoverire il cittadino medio e farlo sentire in colpa e dannato (Grazie destra sovranista! A te interessa davvero l' italiano! Questi sono provvedimenti decisivi per risollevare le sorti di un paese). Ci aspetteremmo, dunque visto che sono pentiti, un po' di comprensione, da parte degli sbirrini... Macché! Dicono loro, visto che siamo pentiti saremo ancora più repressivi e disumani, col codice nuovo, e se ci dite qualcosa daremo la colpa a Salvini e ne usciremo puliti anche stavolta. Tante grazie del pentimento.

    4. Bertozzi 21 novembre 2024

      Hai infatti il mio beneplacido, caro Duca ;-)

    5. nicola 21 novembre 2024

      Tutto giustissimo, ma secondo me occorre spostare l'attenzione dalla strettoia perdono/non perdono. La cosa importante è prendere coscienza che certa gente fa certe cose, e che non può non farle. Che si tratti dello sbirro, del nonno o dello zio. Ecco, secondo me, occorre accettare questo. Il perdono o il perenne risentimento non cambiano la faccenda. Anche perché, in fin dei conti, non c'è niente da cambiare.

    6. Bertozzi 21 novembre 2024

      Concordo ed è quel che vado ripetendo da anni, non solo riguardo al covis (vedi argomento pensione ecc) e parli con uno che tal coscienza - rispetto agli sbirri come ai parenti e amici - l' aveva anche prima del covis. Quel che temo è che ci sia gente che fa fatica ad accettarla anche dopo.

    7. absitiniuriaverbis 21 novembre 2024

      Come scrivi ne' il perdono né il risentimento cambiano la realtà dei fatti.

      Il tuo 'non c'è niente da cambiare' non lo condivido. C'è da agire su tutti i fronti a partire dall'educazione che deve focalizzare sul come pensare e non sul cosa pensare.
      C'è moltissimo da fare.

    8. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      lol

    9. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      penso spesso che tutto ciò che vediamo accadere è stato pensato dalla mente cosmica collettiva molto tempo fa, e adesso succede e basta, inevitabilmente. Il nostro potere di intervento non è nullo, ma è ridotto - il che non significa che non ci sia. Ogni tanto arriva qualche frescone in cantina e mi fa i complimenti per i miei vini, io dico sempre che il viticoltore/vinificatore fa il notaio, si limita ad apporre il bollo su quello che l'annata concede, al netto di alcune prassi lavorative minime senza le quali non sarebbe possibile ottenere un raccolto.

    10. alduccio 21 novembre 2024

      Perdonerei urbi et orbi, ma non agli dei ex machina, a cui comunque non si potrà mai arrivare.
      Per quanto riguarda l'altra questione, credo si voglia far tornare la società occidentale al tempo delle carrozze che erano poche sulle strade, disincentivando l'acquisto delle autovetture tramite prezzi proibitivi, irrigidendo le sanzioni ed aumentandone le tasse.

    11. nicola 21 novembre 2024

      Il cambiamento nasce sempre da una spinta interiore, che nessuno, se non il diretto interessato, può sollecitare. Ma in ogni caso si tratta sempre di un qualcosa che può avvenire, non che deve avvenire. Se ci pensi bene, che senso ha dire che se tizio avesse fatto o facesse questo anziché quello o se caio fosse così invece che colà le cose andrebbero meglio. Ma meglio in che senso? E per chi?
      Va tutto come deve andare e per questo dico che non c’è nulla da cambiare.

    12. nicola 21 novembre 2024

      Credo che anche l'apposizione del bollo sia stata già programmata. Così come le prassi agronomiche.

    13. uomospeciale 21 novembre 2024

      D'altra parte, se leggendo articoli come questo che giustificano e santificano la vera e propria rapina colossale e sistematica subita dai milanesi ogni anno attraverso le multe, moltissimi commenti approvano sia il furto che la perdita di libertà, che cosa ci si può aspettare ?

      https://www.hdmotori.it/auto/articoli/n599782/milano-incremento-multe-stradali-2025/

      Un popolo troppo ubbediente è un popolo schiavo di chiunque e in eterno.

      Non resta che sperare negli immigrati e nella disubbidienza civile e fiscale di massa.
      Certo che per come siamo messi oggi, ( e in previsione dei peggioramenti futuri ) meno uno lavora, produce e paga per mantenere questo schifo, e meglio è..

    14. BrunoWald 21 novembre 2024

      "E coi maestrini di scuola, sadici aguzzini di bambini anche contenti di esserlo che si fa?"

      Ne conosco uno, si vantava convintamente di far lezione con mascherina e schermo plastico. Dubito si sia mai posto il problema dell'esempio che trasmette agli alunni, malgrado la sua spocchia di laureato in psicologia.

      Condivido la totalità del tuo intervento, che ha il pregio di eliminare ogni ambiguità su quello che è il nocciolo della questione: la "vera natura maligna del 90 degli zombie là fuori, e sì, anche dei vostri cari, del vostro papi e della vostra mami." Tutta gente che ci avrebbe tranquillamente lasciati deportare pur di "evitare il contagio" e bersi uno spriz in santa pace al tavolino.

      E - si sveglino gli illusi - tornerebbero a farlo alla prossima occasione. Non sono pentiti di niente e, come era scontato, non hanno capito un caxxo. Il compito di capire spetta infatti a noi, senza sconti né patemi. Due cose su tutto:

      1) quella che abbiamo visto all'opera è precisamente la natura umana, di norma dissimulata dall'ipocrisia sociale. Il potere lo sa bene e se ne serve con perizia.

      2) Questa natura di base è sempre stata la stessa, ma in contesti arcaici e comunitari era temperata da una serie di fattori virtuosi, ormai inesistenti.

      A mio avviso, l'attuale società è irredimibile: non è questione di "perdonare", moto soggettivo che non cambia un tubo, ma di prendere atto della radicale alterità tra loro e noi. Le implicazioni di questo fatto evidente sono preoccupanti, ma far finta di nulla sarebbe molto peggio.

    15. BrunoWald 21 novembre 2024

      Senza la spinta interiore di cui parli, nessuna educazione, nessun ordinamento sociale, nessuna esperienza di vita può cambiare il materiale di base.

    16. fuffolo 21 novembre 2024

      L'unico potere che abbiamo è quello su noi stessi, azionarlo questione di libera scelta

    17. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      certamente possibile, se non probabile. In particolare le piante perenni legnose sono a un livello superiore avendo un sistema cerebrale, l'apparato radicale, estesissimo. Molte le abbiamo snaturate, rendendole ectoplasmi dipendenti dalla chimica di sintesi - meli, peschi ecc. - ma la sacra triade mediterranea formata da vite fico e olivo ha una complessità comportamentale che per noi resterà insondabile ancora per un pezzo

    18. Balabiott 21 novembre 2024

      Zero perdono il tempo della pietà è finito.

    19. absitiniuriaverbis 22 novembre 2024

      Concordo che la spinta interiore sia un fattore determinante. Non ho dubbi in proposito.
      Ma aggiungo: l'educazione appropriata non fa di tutti degli illuminati/realizzati (comunque tu voglia chiamarli) però può limitare la possibilità di rendere gli individui condizionabili a priori.
      E questo è il punto che sostengo.
      Non è un problema di meglio o peggio, è un problema di realizzare se stessi cercando di evitare condizionamenti e l'educazione appropriata può coadiuvare la crescita.
      Limitare il discorso al 'meglio o peggio' equivale a limitare il discorso al solo 'perdono o risentimento'.

      Tutto è perfetto così com'è, va tutto come deve andare: certamente.
      Ma questo non significa necessariamente accettare la situazione contingente. Nemmeno esclude la possibilità di cercare altre vie che farebbero comunque parte del tutto è perfetto così com'è.

    20. nicola 22 novembre 2024

      Diciamo piuttosto che accettare una situazione non significa conformarsi ad essa. In sostanza, si può e si deve combattere accettando il fatto che ci sia la guerra.

    1. nicola 21 novembre 2024

      Io cerco di vederla così. Ribadisco: cerco, perché non è per niente facile. Ognuno, in quel periodo, ha fatto quello che non poteva non fare: gli aguzzini, i sadici, i vigliacchi, i coraggiosi integrali, i coraggiosi a metà, gli indifferenti… ce n’era per tutti, e tutti hanno recitato la parte scritta apposta per loro. È perfettamente inutile, per non dire nocivo, recriminare su questo e quello, dire che le cose sarebbero potuta andare diversamente se… e via discorrendo. È andata com’è andata. Punto. Trovo dunque fuori luogo le scuse o le ammissioni di colpa generiche, che non significano nulla e non redimono nessuno. Tanto meno una categoria. Certo, ci sarà pure qualcuno che si è pentito di ciò che ha fatto. Magari questo qualcuno avrà anche chiesto scusa a qualcun altro, ma non è questo il punto. Il punto è che la vita ci porta sempre al posto giusto nel momento giusto. Non si tratta di capirlo, perché non si può capire, si tratta di accettarlo.

    2. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      di più vano delle scuse ci sono solo le speranze che qualcosa si risolva per via giudiziaria

    3. nicola 21 novembre 2024

      È una bella lotta. Ma in corsa ci metterei anche la suddetta commissione Covid.

    1. Dario Lampa 21 novembre 2024

      Cito: "[...]finalmente sguinzagliati dai vari Conte, Draghi, con la benevola accondiscendenza di Mattarella[...]Sapevano di andare oltre la legge e la Costituzione, che è sacra quando conviene, sapevano di cedere a un abuso vergognoso, ma se la cavavano come i gerarchi a Norimberga: eseguivamo gli ordini[...]".
      E quante altre volte l'esercizio del "Potere" è andato oltre il Diritto Costituzionale con il beneplacito del PdR di turno? La casta al potere "se la canta e se la suona" interpretando spesso la Costituzione a sua convenienza, per l'appunto.
      Quando l’ esercizio del potere va oltre il diritto è dovere del popolo ricorrere alla resistenza”. (John Locke)

    2. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      Beneplacido? Ma è parente di Michele?

    3. IlContadino 21 novembre 2024

      No, di Carmelo

    4. alduccio 21 novembre 2024

      La rielezione di Mattarella è stata un'abominazione.

    5. ducadiGrumello 21 novembre 2024

      ah, Placidobene

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