DI LEONARDO MAZZEI
antimperialista.it
Ve ne sarete accorti, da qualche giorno Renzi sta tornando buono per il mainstream. Per mesi l'hanno punzecchiato, e di tanto in tanto bastonato, ma adesso basta che il Pd è già troppo in basso nei sondaggi. Non che l'esito delle urne sia del tutto predeterminabile dal concerto dei media, ma lorsignori ci provano. Eccome, se ci provano!
Per il blocco oligarchico, messa in sicurezza la linea eurista, addormentato cioè il dibattito sull'Europa al fine di renderlo quasi monocorde e certamente innocuo, è ora il momento di provare a disegnare gli scenari più consoni del dopo-voto. Finito il tempo degli anestesisti, è ormai arrivato quello degli stregoni.
Sull'esito del lavoro degli anestesisti, certo frutto di tanti fattori, ha già scritto in maniera mirabilmente sintetica Sandokan: «Sulla questione delle questioni, quella della gabbia dell'euro e dell'Unione europea, si registra un contestuale avvicinamento delle posizioni di tutte le diverse forze politiche in campo». Insomma, tutti a criticare l'Europa così com'è, ma tutti a vendere nel mercato elettorale l'unica soluzione totalmente impossibile, cioè quella della "ridiscussione", "riforma", "revisione" dei trattati che è del tutto irrealizzabile, altro non fosse che per la necessità di un voto unanime di 27 Paesi con i loro diversi (e spesso contrapposti) interessi in campo. Da qui la sua conclusione: «le elezioni 2018 passeranno, l'euro resterà, e nessuno gli torcerà un capello».
Ora, tutte le persone informate dei fatti sanno che senza affrontare il nodo europeo non può esserci spazio alcuno, non solo per combattere la disoccupazione ed uscire davvero dalla crisi, ma neppure per misure parziali volte quantomeno ad alleviare le sofferenze sociali che la crisi ha portato con se. Ne consegue che tutti i programmi elettorali, per lo più basati su promesse ed obiettivi mirabolanti, sono quanto di più falso la storia elettorale italiana abbia mai registrato fino ad oggi. Come falso è il dibattito che ne deriva. Ma questo ogni persona minimamente avvertita già lo sa.
Quel che resta da mettere agli atti è che, almeno da questo punto di vista, l'azione degli anestesisti del sistema è riuscita. Il che, dopo 10 anni di crisi tutt'altro che risolta, dopo 5 anni della più indecente delle legislature, è sinceramente sconfortante.
E ora? Dopo gli anestesisti, avranno successo anche gli stregoni che lavorano alle future alchimie parlamentari e governative affinché nulla cambi in questo disgraziato Paese?
Già, che «nulla cambi» è il loro evidente e dichiarato obiettivo. Così non fosse non ci proporrebbero ancora il volto di pesce lesso Gentiloni. Un volto conservatore come pochi, tanto nella mimica quanto in quel cognome aristocratico che porta.
Il fatto è che la generale omologazione al credo eurista ancora non basta a disegnare una maggioranza in grado di reggersi in piedi. O meglio, questa omologazione, proprio perché rende possibili diverse soluzioni variamente gradite a lorsignori, sembra non determinare ancora una chiara gerarchia nelle loro preferenze.
Eppure questa gerarchia esiste. I dominanti son sempre previdenti, e - almeno quando possono permetterselo - oltre al piano A cercano sempre di avere un piano B. Da qui una certa apparente confusione, che adesso inizia però a diradarsi.
Il piano A è rimasto quello che avevano pensato in autunno, le cosiddette "larghe intese", formula alquanto vaga che voleva nascondere quel patto Renzi-Berlusconi che ha consentito la forzatura del Rosatellum. Questo piano ha oggi però una variante, quella che prevede a Palazzo Chigi un "terzo uomo": non più il ritorno del Bomba come sembrava a settembre, ma un personaggio più grigio ed addomesticabile, insomma se non Gentiloni, magari Padoan o qualcun altro ma di quella fatta. Ecco a cosa è servita la pressione su Renzi, a fargli accettare il passo indietro sulla presidenza del consiglio. Certo, se il Pd dovesse recuperare rispetto ai sondaggi il fiorentino rispolvererebbe all'istante le sue ambizioni. Ma non pare proprio che sia questa l'aria che tira.
C'è però un piano B, quello del "governo del presidente" evocato da D'Alema. A seconda dei risultati, il piano B potrà essere una scelta od una necessità. Una scelta qualora i numeri del piano A (sulle cui possibilità di successo torneremo in un prossimo articolo) risultassero troppo risicati, una necessità se quei numeri proprio non vi fossero.
La differenza tra questi due piani è ovvia: il primo esclude i Cinque Stelle, il secondo li ricomprende. Nel primo caso ad M5S verrebbe assegnato il classico ruolo dell'opposizione di Sua Maestà, nel secondo quello di ruota di scorta governativa delle più collaudate forze sistemiche. La prima soluzione è quella per cui lavorano gli stregoni dell'informazione, la seconda è una possibile necessità non più esclusa per principio dall'oligarchia, ma solo considerata un po' meno vantaggiosa della prima.
Se oggi Renzi sta tornando buono per il mainstream è perché un Pd in caduta libera finirebbe per determinare nei collegi uninominali una polarizzazione M5S-destra, assai più che Pd-destra. Con il risultato, ben colto dai sondaggisti, di danneggiare non solo il partito di Renzi al centro-nord, ma pure la destra al sud e nelle isole. Ecco allora il duro lavoro degli stregoni della comunicazione per riportare su le quotazioni del Bomba. In cambio Renzi ha dovuto platealmente dismettere il suo refrain preferito, quello del vincitore delle primarie come unico candidato alla guida del governo da parte del Pd. Oggi per Palazzo Chigi gli va bene un pd-purchessia, domani accetterà forse anche un non-pd-purchessia pur di non tornare nell'anonimato della sua Rignano.
Resta che, specie con questi chiari di luna, quello degli stregoni è pur sempre un lavoro duro. Lavoro che sarebbe quasi impossibile, se solo vi fosse un'alternativa politica credibile. Ma questa non c'è. C'è anzi la sua negazione fatta persona nel volto neodemocristiano di Luigi Di Maio. Mala Tempora Currunt!
Leonardo Mazzei
Fonte: http://antimperialista.it
Link: http://antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4209:elezioni-dopo-gli-anestesisti-allopera-gli-stregoni&catid=78:italia
19.01.2018
visto su http://www.main-stream.it/
Camillo 21 gennaio 2018
Penso che, prima di tutto e con riferimento ad Europa ed euro, sarebbe utile considerare tre opzioni:
a) Tutto rimane come é
b) Si suppone di poter apportare qualche cambio
c) Si butta tutto al macero
Ovviamente le opzioni a) e b) fanno gioco a chi é identificato come "dominante"; tenendo presente che se, anche, la opzione b) risultasse maggioritaria, poi, se ne potrebbe cavare ben poco.
Chi, tra i partiti politici italiani sostiene, o dice di sostenere, le varie opzioni?
a) + Europa, i centristi (forse) e parte del PD
b) FI, parte della Lega, parte di FdI, parte di M5S, parte del Pd, LeU
c) Forza Nuova, Casa Pound, parte della Lega, parte di FdI, parte di M5S e Comunisti Italiani; oltre a Mossa del Cavallo (Chiesa e Ingroia)
A questo punto non resta che scegliere l'opzione che meglio rappresenta quello che desideriamo per il futuro nostro e dei nostri discendenti.
Temo che l'astensione faccia il gioco della maggioranza, ovvero: le opzioni a) e b).
Poi, stabilito il percorso generale preferito dalla maggior parte degli italiani, ci si potrá di nuovo dividere in partiti al fine di scegliere il "mezzo"con il quale raggiungere il "fine".
Tipheus 21 gennaio 2018
Nessuna persona sana di mente pensa che la b sia una strada praticabile. E' solo uno specchietto per allodole.
Annibale Mantovan 21 gennaio 2018
Quoto con te sul punto b. Il punto c si divide in 5 partiti...buona notte. Governo talmudico per altri 5 anni.