Il mainstream liberale e la questione palestinese

Il mainstream liberale e la questione palestinese

Di Paolo Borgognone

Il mainstream liberale cerca di strumentalizzare e riassorbire tra i suoi ranghi la questione palestinese allo scopo di rilegittimare Israele. Il mainstream, mediatico e politico, si divide in questo senso in due tronconi: 1) quello di destra liberale, che appoggia esplicitamente Israele e rivendica i suoi crimini contro l’umanità in nome del millantato “diritto di autodifesa” israeliano. Questa porzione del mainstream è anticomunista in assenza di comunismo e disprezza i palestinesi in quanto li caratterizza come islamici, comunisti, terroristi e pezzenti.

La destra liberale esprime la propria solidarietà verso Israele sulla base di pregiudizi classisti, securitari e benpensanti; 2) quello di sinistra liberale che, dopo due anni in cui aveva sostanzialmente appoggiato Israele nella sua guerra di aggressione a Gaza, oggi ne prende formalmente le distanze perché si è accorto che la reputazione di Israele è ormai degradata quasi irrimediabilmente e vorrebbe, attraverso una abile operazione di marketing politico-mediatico, tentare di ripristinare in tutto o in parte tale reputazione. Questo troncone di mainstream, di sinistra liberale, ha come obiettivo rilegittimare Israele mediante l’identificazione di Netanyahu e di alcuni suoi ministri come il problema che, una volta risolto, restituirà a Israele piena legittimità internazionale.

Mentre il mainstream di destra liberale dice che Israele compie azioni di per sé legittime a Gaza perché “si sta difendendo” da gruppi di terroristi, comunisti e pezzenti, il mainstream di sinistra dice che, negli ultimi mesi Israele è andato un po’ oltre quelli che erano i suoi obiettivi iniziali “legittimi” in quanto Netanyahu e alcuni suoi ministri sarebbero “fascisti”. E, rimosso questo establishment “fascista” dal vertice governativo israeliano, Israele tornerebbe ad avere piena legittimità internazionale. Il mainstream di sinistra liberale è antifascista in assenza di fascismo e critica Netanyahu perché considera lui e il suo governo un sistema di soggetti politici “fascisti”. Cosa accomuna queste due facce della stessa medaglia, ovvero il mainstream di destra e sinistra? 1) la comune adesione al liberalismo; 2) il fatto che entrambi siano fermamente russofobi e pro-NATO; 3) la comune avversione nei confronti degli unici alleati regionali dei palestinesi, ovvero l’Iran, Hezbollah, gli Houti, la resistenza sciita irachena e la Siria quando c’era Assad.

Il mainstream di destra liberale ritiene che questi attori statali regionali siano terroristi, comunisti, islamisti e pezzenti e che, per questa ragione, vadano combattuti e che Israele, in nome del principio della crociata anti totalitaria (declinato in chiave anticomunista), faccia bene a invaderli o dichiarare loro guerra. Il mainstream di sinistra considera questi attori statali regionali fascisti e ritiene che Israele, in nome del principio della crociata anti totalitaria (declinato in chiave antifascista) faccia bene a invaderli o dichiarare loro guerra. Nel suo siparietto televisivo con il rappresentante sionista, Enzo Iacchetti, vicino al mainstream di sinistra liberal, disse al proprio interlocutore: “Se volevate veramente eliminare Hamas dovevate fare come avete fatto con l’Iran, dove siete andati a prenderli uno per uno con l’intelligence a casa…”, lasciando così intendere che Israele avesse fatto bene a colpire l’Iran con una guerra di aggressione nel giugno scorso. Il mainstream di destra liberale e quello di sinistra liberale hanno esultato all’unisono quando, nel dicembre 2024, il governo siriano di Assad è stato rovesciato da un golpe jihadista sostenuto dall’Occidente e hanno approvato l’invasione israeliana del Sud della Siria. Il mainstream di destra liberale e di sinistra liberale sono entrambi sostenitori del sionismo. E si dividono in schieramenti sionisti divergenti nei metodi, convergenti negli obiettivi. Il mainstream di destra liberale appoggia il sionismo revisionista (Netanyahu, Likud), il mainstream di sinistra sostiene il sionismo liberale (Gantz, Bianco-Blu).

Sia il mainstream di destra liberale che quello di sinistra liberale considerano Hamas un’organizzazione terroristica e sono entrambi favorevoli al fatto che Israele smantelli questa organizzazione. Il mainstream di destra liberale parteggia per la soluzione mono etnica in Palestina, ovvero per lo Stato ebraico-sionista revisionista il più allargato possibile. Il mainstream di sinistra è invece, almeno nella retorica, per la soluzione “a due Stati”.

La soluzione “a due Stati” non è che l’altra faccia della medaglia della soluzione mono etnica sionista poiché preserva tutte le contraddizioni e le problematiche proprie di uno scenario coloniale. La stessa critica mossa dal mainstream di sinistra contro Netanyahu è ad personam, non coinvolge il sionismo come ideologia e si rifà invece ai modi e alla comunicazione politica antifa propria di tale fazione di mainstream. Infatti, il mainstream di sinistra assimila spesso, sotto la fuorviante categoria di fascismo, equiparata forzatamente al “male assoluto” e usata ad hoc a scopo di legittimazione di se stesso come parte politica antifa dunque rappresentante il “bene assoluto”, Netanyahu, Trump, Putin, Orbán e, più in generale, tutti coloro i quali tale fazione di mainstream non ritiene compatibili con la religione civile liberal-globalista. Cosa distingue chi si batte per la Palestina ???????? da una prospettiva anti-globalista da chi lo fa da una prospettiva liberal-globalista (mainstream di sinistra liberal)?

1) il rifiuto della retorica antifa; 2) il fatto di considerare non tanto e non solo Netanyahu ma il sionismo nel suo complesso, sia esso revisionista o liberale, il problema politico principale nell’area mediorientale e, in prospettiva, globale; 3) il rifiuto di considerare Hamas un’organizzazione terroristica; 4) il rifiuto della soluzione “a due Stati” in luogo della soluzione a Stato unico laico e binazionale, arabo ed ebraico, di Palestina; 5) il rifiuto della religione civile liberal-globalista che, nei fatti, altro non è che una legittimazione morale delle politiche neocoloniali dei Paesi capitalisti liberali; 6) la ferma condanna degli interventi militari israeliani all’estero, non solo a Gaza, ovvero anche in Libano, Siria, Yemen e Iran; 7) il sostegno agli Stati e agli attori regionali non statali anti-globalisti nel Vicino e Medio Oriente, Iran compreso. In definitiva, chi sostiene la Palestina ???????? da una prospettiva anti-globalista si oppone al sionismo in quanto tale, non a determinati attori politici sionisti per tentare, rimossi questi o convinti a modificare certi loro eccessi bellicisti, di riconferire legittimità al sionismo stesso.

Infine, propongo una personale riflessione sulla questione, dibattuta in rete, sulle manifestazioni per la Palestina dei giorni scorsi:

Da parte mia, faccio una profonda autocritica per il fatto che, in queste manifestazioni, gli attori sociali che hanno animato le proteste no green pass nel 2021-22 avrebbero dovuto esserci non solo a titolo individuale bensì come organizzazioni, movimenti, partiti strutturati. Perché non c’erano? Semplice: perché quei soggetti politici, che messi tutti insieme nel 2022 valevano il 4% dei voti e il 6-7% del corpo elettorale tra i simpatizzanti, da 3 anni a questa parte si sono dissolti. Ed è inutile cercare di risalire al colpevole originario perché ognuno di noi darà la colpa al suo vicino per quel fallimento politico. Si sono dissolti perché non erano ideologicamente fondati, bensì frutto di assemblaggi basati su istanze momentanee ma senza un collante e una prospettiva che potessero tenerli insieme a lungo.

Non è per colpa specifica di qualcuno, ma per motivi contestuali, che quei soggetti politici sono evaporati. Così facendo, si è consegnata alla sinistra la titolarità della sacrosanta, benemerita e necessaria protesta per la Palestina. E la sinistra, i centri sociali, si sa, hanno le loro liturgie, i loro riferimenti, il loro modo di stare in piazza e non da oggi. Comunque la stragrande maggioranza della protesta è stata pacifica, ben venga.

Qualche infiltrato, estremista, maranza, scombinato, in piazze così numerose c’è sempre. Non li apprezzo, sia chiaro, come non apprezzo la sinistra in generale. Ma è nella fisiologia di manifestazioni come queste che nella coda, qualcosa accada. Non mi stupisce. Continuo a guardare alla giusta causa per cui le manifestazioni ci sono state e a sostenere questa causa e chi per essa si batte con onore e dignità.

Per il resto: o i movimenti che animarono le proteste no green pass tornano a essere protagonisti, organizzandosi e ristrutturandosi, di piazze e comunità, o il loro posto sarà inevitabilmente preso da altri. Infine, ça va sans dire, è chiaro che il popolo no green pass fosse altra cosa, dal punto di vista demografico, socio professionale e persino di vaghi riferimenti politici rispetto al più rodato popolo filo palestinese. Sono due attori sociali imparagonabili dal punto di vista della Teoria Politica. Hanno percorsi, background, istanze e issues parallele, che si incrociano poco. Fermo restando il fatto che nelle piazze per la Palestina c’erano, a titolo individuale o di associazioni, molti che hanno sfilato nei cortei no green pass, le due soggettività politiche restano diverse strutturalmente.

Ciò non significa che non siano entrambe meritorie. Sia chiaro che ciò che dico non è la pretesa di avere la verità in tasca ma un piccolo, e opinabile, contributo a un dibattito in corso per cui ben vengano le critiche.

Di Paolo Borgognone

25.09.2025

Paolo Borgognone. Storico, scrittore e saggista.

Fonte: https://www.ariannaeditrice.it/articoli/28321

Commenti (26)

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    1. Scalca 27 settembre 2025

      Condivido vari passaggi dell'articolo, ma non condivido la stucchevole posizione sulla "violenza" attribuita a infiltrati, maranza, ecc... che c'è? L'etichetta "bleccheblocche" è passata di moda?

      Forse si, adesso si usa forse "maranza" come sinonimo di "islamici pezzenti", per rimanere nella coerenza dell'articolo.

      Personalmente ho sfilato sia contro il greenpass che contro il genocidio. Dovetti allora tsgliare traumaticamente con un mondo residuo di "compagni", o presunti tali, che non volevano scendere in piazza con i "fascisti" contro il GP, posizione puranente identitaria. Dicevo loro: "Bene, scegliamoci oiazze e giorni diversi, ma scendiamo in piazza!". Lo stesso direi agli identitari di destra, global o non global per me non fa differenza.

      Tornando alla bigotta e ipocrita posizione anti-violenza (che forse sottindende che la violenza viene solo da sx o dagli "islamici"), fatemi capire l'ipocrisia: in Cile (2019), in Indonesia, in Nepal, in Francia secondo voi si mettono a frignare appresso al mainstream per le "violenze"?

      Le piazze non si gestiscono quando c'è una vera motivazione sentita, anche nel subconscio, da tanti. Puoi provocarle, infiltrarle, ma non sai fino in fondo che piega possono prendere quando ci sono energie inespresse che si liberano.

      Dopodichè viviamo tutti in un sistema, questo si globale, che si fonda sulla violenza quotidiana di ogni tipo, a cominciare dai ricatti occupazionali. Non saper discernere sul piano morsle moventi e condizioni di soggetti diversi è indice di corrivitá, seppur inconsapevole, con la immane e quotidiana violenza del dominio dei pochi sui tanti.

      La stessa parola "democrazia" indicava la violenza dei pezzenti.

    1. nicolass 26 settembre 2025

      Premesso che sono a favore della Global Sumud Flotilla quello che mi ha fatto storcere il naso è il fatto che una parte politica nello specifico la sinistra si è intestata l'iniziativa almeno in Italia. Questo è stato un favore fatto all'élite al potere che ha potuto sfruttare l'evento per un dividi et impera tra quelli di destra e quelli di sinistra.

    2. ric 29 settembre 2025

      e' il tipico atteggiamento di chi " vota contro " avendo la certezza che vince l' avversario , solo per fare la differenza . ma in questo caso ben vengano le istanze dei sinistri anche se intrise di ipocrisia..Slain in primis..

    1. Martin 26 settembre 2025

      La radice del problema è che le decisioni non vengono prese nei Parlamenti nazionali ma presso la Commissione UE e la Nato a Bruxelles, per chi ancora non lo avesse afferrato. Governi e Parlamenti seguono a ruota, salve alcune eccezioni (Ungheria, Slovacchia, in parte Austria).

    2. ric 29 settembre 2025

      l' europa e' nata esattamente per disfare le nazioni..

    1. nicolcass 26 settembre 2025

      Scippo una espressione a D'Orsi: " Non conosco ora la posizione di mieli, in ogni caso io sto dall'altra parte"

    2. ric 29 settembre 2025

      e' il personaggio piu' viscido del momento ...
      fa sempre le domande con risposta inclusa. E' sempre presente in ogni dove.. a confondere i fatti per imporre le sue considerazioni ..tipico atteggiamento dei nasuti..

    1. PietroGE 26 settembre 2025

      Esistono altri motivi per comprendere, ma non giustificare, l'atteggiamento pilatesco della destra e della sinistra italiana e europea nei confronti del genocidio in corso a Gaza. Il governo italiano, con il debito gigantesco che grava sul Paese, ritiene di doversi ingraziare le lobby finanziarie internazionali, che sono ebraiche o influenzate dagli ebrei. La sinistra liberale è ancora ancorata al mito del popolo ebraico vittima del fascismo e del nazismo e tende a giustificare anche l'ingiustificabile. Ci sono poi gli illusi, a destra, che credono che se appoggiano Israele contro gli islamici, poi li possono avere alleati se decidessero di rimandare a casa loro gli islamici immigrati in Italia o in Europa. Non si sono ancora accorti che gli ebrei, in Europa e altrove, sono i primi a promuovere l'immigrazione di massa, solo non vogliono averla in Israele. L'ipocrisia di crede che il problema sia Netanyahu, e non il popolo ebraico in generale, viene messa in luce da quello che succede, dal 1967, in Cisgiordania.

    2. mago 26 settembre 2025

      Ma secondo te,la nostra nel capire certe cose è una benedizione o maledizione. Lo chiedo perché ultimamente mi sembra di vivere in mondo distorto.

    3. PietroGE 26 settembre 2025

      Cercare di capire è sempre meglio che non sapere o illudersi con le notizie del mainstream.

    4. casalvento 26 settembre 2025

      Ricordo un rabbino ‘francese’ che diceva: “L Islam è la scopa con cui vi spazzeremo via”.

    5. BrunoWald 26 settembre 2025

      Non a caso qualcuno parlava di "nemico razziale"...

      Ma si sa, nel mondo alla rovescia la lucidità è considerata follia.

    6. ws 26 settembre 2025

      se appoggiano Israele contro gli islamici, poi li possono avere alleati se decidessero di rimandare a casa loro

      Pura idiozia di chi subisce "il braccio" ma non vuol vedere " la testa" che lo muove !
      Perché Sionisti ed elites arabo SUNNITE non sono solo complici alle spalle del popolo palestinese ma anche nella colonizzazione islamica SUNNITA de l europa!

      Dove infatti pensate che saranno "ricoverate" le masse palestinesi ( SUNNITE al 98% ) quando i sionisti israeliani avranno completato la pulizia etnica della Palestina ?

    7. ws 26 settembre 2025

      " chi capisce patisce" ( proverbio frascatano)
      " bon per te che non capisci niente! " ( sfottò toscano)

    8. ric 29 settembre 2025

      hai visto benissimo ..

    1. DrCaligari 26 settembre 2025

      Se vedete succedere a Gaza quello che state vedendo è perché il mondo arabo ha dato il benestare. Punto. Altrimenti tutto questo non sarebbe potuto succedere. 8 miliardi di famelici vampiri, privi di cultura e di qualsiasi riferimento che non sia il ventre o il generico "consumare". Quindi su queste basi siamo in troppi, andiamo ridotti lo sappiamo. Una delle ragioni per cui Gaza l'hanno abbandonata tutti, scambi e promesse a parte. E se tuo fratello ti abbandona posso salvarti forse io? Triste lo so, anzi terribile, ma almeno questo è vero.

    2. mago 26 settembre 2025

      Il fratello dollaro..

    3. nicolcass 26 settembre 2025

      restiamo umani, possiamo fermarci e raccogliere i feriti.

    4. ric 26 settembre 2025

      non credo.....

    5. Scalca 27 settembre 2025

      No, il "mondo arabo" che ha dato il benestare sono le elite, le borghesie arabe (tali nel loro piccolo sono pure Hamas e ANP). Coloro che nei popoli, cioè chi del popolo non capisce istintivamente che le guerre sono sempre fatta da e negli interessi delle oligarchie, delle faxioni oligarchiche che regolano i loro conti metcantili con il sangue dei loro subalterni, fará sempre il gioco delle oligarchie perchè elide, cancella quell'interesse comune e universale di tutti i sottomessi, i subalterni, i sudditi.

      Opportunismo: quando si scelgono le opportunitá che favoriscono il proprio piccolo interesse a discapito degli altri si apre un debito col destino (cioè si accumulano cause sotterranee) che prima o poi si pagano, e si pagano a casaccio.

      Chi ama l'ordine e l'armonia deve capire quali sono le strade, anche difficili, non rimettersi alle scorciatoie.

    6. Scalca 27 settembre 2025

      Gli umani sono tutto e il contrario di tutto. Carneficine e massacri sono perfettamente umani.

    7. DrCaligari 27 settembre 2025

      Bravo scalca dici giusto però non dimenticare il contesto, qui il dilemma del consumo e delle risorse tocca l'elitte ma pure il popolino non so se me capisci. Poi i primi s'inzuppano le tasche ok ma il problema tocca tutti dico.

    8. ric 29 settembre 2025

      meglio sarebbe sgozzare i boia....

    1. Shax 26 settembre 2025

      Partendo dal presupposto che tutti i partiti e i politici attuali sono succubi dell'influenza sionista, è ovvio che ci sono delle distinzioni. Anche se, mi chiedo, dove fossero coloro che ora urlano quando erano al governo e cosa hanno fatto per Gaza e per i palestinesi quando avrebbero potuto agire.
      Ricordo che solo negli ultimi giorni navi cariche di armamenti, esplosivi, nitrati di ammonio, petrolio e combustibili vari destinati a israele sono state intercettate nei nostri porti da Ravenna a Trieste, da Taranto a Genova e solo l'intervento dei camalli che si sono rifiutati di caricare le navi o di farle attraccare ha permesso di evitare che queste spedizioni partissero. La retorica della sempre sia lodata venditrice di triglie al mercato del pesce della Garbatella, finito di farsi i selfie con i famosi democraticamente eletti tagliagole Isis come al jolani, è difesa anche da una schiera di impresentabili giornalai che ieri hanno avuto l'ardire di affermare che in realtà nella terra palestinese ci sono sempre stati gli israeliani e sono i palestinesi ad averli cacciati a partire dal 1947. A queste parole false per fortuna ha replicato un ragazzo del pubblico in una trasmissione di rete 4, dicendo appunto che la storia della Palestina non poteva essere cambiata semplicemente raccontando falsità come queste.
      A fronte di ciò dobbiamo anche dire che, nel silenzio sempre dei media a libro paga, molti leader internazionali dal palco dell'ONU hanno sparato ad alzo zero contro l'occidente e anche contro l'Italia, affermando senza mezzi termini la complicità nel genocidio.
      Postilla a margine: ad ottobre la sempre lodata melona e pletora di minestri di governo dovranno affrontare una denuncia di fronte alla corte penale internazionale proprio per complicità in atti di genocidio. Direi che non si mette bene per questa gente.

    2. mago 26 settembre 2025

      Non hanno neanche più il pudore quando le sparano grosse.

    3. ric 26 settembre 2025

      bei tempi...gli anni 70 !

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