Il fascismo allora e oggi

Il fascismo allora e oggi

Di Leonid Savin, geopolitika.ru

Quando si parla di fascismo, ognuno di noi di solito fa le proprie associazioni. In Russia è associato alla Seconda Guerra Mondiale e alle numerose vittime del popolo sovietico. In America Latina, ricorda le tristi esperienze delle dittature. In Europa, ricorda i propri esperimenti politici, che alla fine hanno portato al Tribunale di Norimberga.

Tuttavia, non si può ignorare che il fascismo è un prodotto diretto della società borghese, con le sue aspirazioni e i suoi imperativi specifici. Consideriamo questo aspetto in modo più dettagliato.

Nell'articolo “La situazione internazionale”, pubblicato il 20 settembre 1924, Joseph Stalin affermò che:

“...il fascismo è l'organizzazione di lotta della borghesia, sostenuta dall'appoggio attivo della socialdemocrazia. In questo caso possiamo considerare la socialdemocrazia come l'ala oggettivamente moderata del fascismo.

Non c'è ragione di supporre che l'organizzazione militante della borghesia possa ottenere successi decisivi nelle battaglie o nel governo di un Paese senza il sostegno incondizionato della socialdemocrazia. Allo stesso modo, ci sono poche ragioni per pensare che la socialdemocrazia possa ottenere successi decisivi nelle sue battaglie o nell'amministrazione di un determinato Paese senza il sostegno attivo dell'organizzazione militante della borghesia: le organizzazioni fasciste. Queste organizzazioni non si negano a vicenda, ma si completano a vicenda. Non sono agli antipodi, piuttosto sono gemelli. Il fascismo è il blocco politico non strutturato di queste due organizzazioni fondamentali, emerso nel contesto della crisi postbellica dell'imperialismo e concepito per combattere la rivoluzione proletaria. La borghesia non può mantenere il potere senza il sostegno di questo blocco. Sarebbe quindi un errore pensare che il ‘pacifismo’ porti all'eliminazione del fascismo. In realtà, il ‘pacifismo’ nella situazione attuale è l'affermazione stessa del fascismo, con la sua ala moderata e socialdemocratica in primo piano”.

Si tratta di una caratterizzazione abbastanza accurata e precisa dell'interrelazione tra questi fenomeni politici, che non ha perso la sua attualità dopo cento anni. Dobbiamo essere onesti con noi stessi e riconoscere che, per la maggior parte, gli attuali partiti politici in Europa sono ancora una sorta di “ala moderata del fascismo”, con piccole differenze. E anche che molti dei partiti che si considerano di sinistra sostengono il fascismo, che è cambiato un po' nelle sue sfumature, ma rimane essenzialmente lo stesso. Solo che ora l'organizzazione di lotta della borghesia è il blocco militare della NATO, dato che gli stessi capitali sono diventati transnazionali.

Questi autoproclamati “pacifisti” che fanno parte dei partiti parlamentari europei hanno sostenuto all'unanimità il bombardamento della Libia nel 2011 e la distruzione della Siria. Poi, nel 2014, hanno sostenuto apertamente il colpo di Stato in Ucraina, prima facendo pressione sul presidente costituzionalmente eletto Viktor Yanukovych e poi schierandosi con la giunta golpista, che ha iniziato a uccidere i propri cittadini che si opponevano al divieto di parlare la propria lingua. Sapendo per esperienza storica a cosa avrebbe potuto portare una simile politica in Ucraina, la Russia è acorsa in difesa della popolazione russofona, ma è stata immediatamente condannata dai “pacifisti” fascisti degli Stati Uniti e dell'UE.

Gli avvertimenti su questo fenomeno non sono arrivati solo dalla Russia. Fidel Castro, durante un incontro con Max Lesnick, disse profeticamente che a un certo punto la Russia avrebbe dovuto nuovamente combattere il fascismo in Europa, solo che il fascismo ora si sarebbe chiamato democrazia.

Nel luglio 2014, Fidel Castro scoprì anche, con la propria sagacia, la relazione tra gli eventi in Ucraina e nella Striscia di Gaza, evidenziando la somiglianza tra le azioni ostili di contenuto filo-imperialista, anti-ucraino e anti-russo dell'aggressivo governo di Petro Poroshenko, e l'assassinio sistematico di centinaia di bambini palestinesi da parte di Israele, che l'allora Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, descrisse come un atto di autodifesa.

Senza dubbio, il ruolo degli Stati Uniti nello sponsorizzare i propri satelliti fascisti in altre regioni del mondo è enorme. Non a caso lo scrittore americano John Goldberg ha intitolato “Fascismo liberale” il suo libro che descrive la trasformazione del sistema politico statunitense e l'uso di metodi totalitari nell'amministrazione dello Stato.

In effetti, nonostante la retorica democratica degli Stati Uniti, possiamo vedere molti di quegli elementi che erano presenti nella versione originale del fascismo italiano con l'idea di uno Stato-corporazione. Il sistema di governo del Paese negli Stati Uniti si basa sul principio del triangolo di ferro, dove comitati congressuali, funzionari e gruppi di interesse (lobbisti) rappresentano il vero potere che prende decisioni in base ai propri interessi interconnessi.

E poiché, sia negli Stati Uniti che nei Paesi dell'UE, il popolo è di fatto estraniato dal processo decisionale e i gruppi neoliberali al potere sono sempre più incapaci, si cerca di bollare come dittatori molti dei leader degli Stati che si oppongono al fascismo corporativo. Si tratta di leader di Paesi in cui lo Stato è più attento al sociale.

È per questo che nella stampa liberale americana ed europea si vedono costantemente accuse contro Vladimir Putin, Nicolas Maduro, Xi Jinping, Miguel Diaz-Canel e molti altri.

Anche le dottrine e i documenti ufficiali di Washington mostrano il desiderio dell'élite di quel Paese di mantenere la propria egemonia, e molti Paesi sono apertamente considerati una minaccia per gli Stati Uniti, anche se non hanno nemmeno un confine comune con loro. La propaganda mediatica e la censura dei clan politico-oligarchici occidentali non si limita al controllo di giornali e televisioni, ma cerca di manipolare i social network e di attuare la cosiddetta “abolizione della cultura”, come il regime hitleriano, che bruciava i libri di autori indesiderati, o la dittatura di Augusto Pinochet, sotto la quale venivano distrutte anche opere di teorici di sinistra e marxisti.

Da qui la necessità di una più stretta cooperazione internazionale per fermare queste pericolose tendenze. I fronti militare, politico, diplomatico e mediatico sono ora strettamente interconnessi. L'imminente vittoria dell'esercito russo nei pressi di Kherson contribuisce alla sconfitta non solo del fascismo ucraino, ma confuta anche la giustificazione dell'assistenza militare della NATO e dimostra l'inutilità del sostegno al regime neonazista di Kiev.

In questo caso, la pubblicazione di testi di critica ideologica del neo-imperialismo statunitense nei Paesi dell'America Latina fornisce un'ulteriore base teorica e una più profonda comprensione dei metodi distruttivi utilizzati da Washington nella sua politica estera. La consapevolezza della situazione, la sincronizzazione delle azioni e la solidarietà sono le chiavi della nostra vittoria comune.

Di Leonid Savin, geopolitika.ru

26.12.2023

Fonte: https://www.geopolitika.ru/en/article/fascism-then-and-now

Traduzione di Costantino Ceoldo

Commenti (100)

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    1. Bertozzi 6 gennaio 2024

      Quante parole inutili(e idiote): è solo distrazione, un gioco linguistico nel tentativo di definire cosa e chi e quando. Dissertazioni storiche? Macché! Magari! Parlare di fascismo e comunismo oggi è come parlare del panettone della Ferragni o del femminicidio della ragazzetta o della pistolettata del tal politico. Distrazione in cui cadono anche i migliori. Solo una gran perdita di tempo e di risorse mentali, tra vecchi in un RSA che bofonchiano davanti alla TV con la flebo attaccata. Che noia e che spreco!

    2. Nonso 6 gennaio 2024

      Basta vecchi, largo ai giovani.
      Bravo Bertozzo

    3. Luca VFR 6 gennaio 2024

      Se sono giovani stile Ferragnez ma anche no

    4. Pfefferminz 6 gennaio 2024

      Questa volta invece la discussione è stata estremamente proficua. Un vero peccato che tu non te ne sia accorto.

    5. Bertozzi 6 gennaio 2024

      Che ci vuoi fare.

    6. Giudice Holden 6 gennaio 2024

      C'è giovane e giovane... alla sua età Gaetano Bresci aveva già ammazzato un savoiardo, lei un pandoro.

    7. Nonso 7 gennaio 2024

      Questo è un tema interessante: quanti eroi a 70 anni mostrano ancora le zinne in giro?

      Da analizzare e farci un corso di laurea. So già chi potrebbe tenere le lezioni della materia di indirizzo. Da analizzare.

    8. Nonso 7 gennaio 2024

      già

    9. Luca VFR 8 gennaio 2024

      All'epoca di Gaetano Bresci i Ferragnez, semplicemente, non c'erano e non esistevano nemmeno nelle più sfrenate fantasie di Lovecraft. Altro che che Cthulhu. A parte che se li avesse immaginati si sarebbe suicidato.

    1. oriundo2006 6 gennaio 2024

      Dopo aver adeguatamente 'meditato' questi ed altri articoli, mi chiedo se tanto interesse per il fascismo o l'antifascismo segnali solo un fatto: ci stiamo rendendo conto di esser giunti al capolinea del sistema attuale e vogliamo interrogarci sul passato, sui famosi 'sentieri interrotti' per vedere, per capire se e come possiamo riprendere un percorso politico differente, eventualmente tenendo conto degli infelici esempi passati.
      Per ora questa tendenza ha riproposto gli evidenti errori di quell'epoca sciagurata: l'aggressione ai popoli slavo-russi, perchè di questo si è trattato, l'idea di una 'superiorità' del 'giardino' dell' occidente di fronte agli 'altri', il militarismo esasperato sino a giustificarne le azioni grazie a provocazioni sanguinose...e sopratutto l'odiosa idea che siamo esseri congenitamente inferiori di fronte al mondo anglosionista.
      Il minestrone dell'avvenire, assai indigeribile, è ancora lo stesso: dopo un secolo buono: abbiamo oggi il peggio mentre il 'meglio' se esiste è però celato e indifendibile.
      L' idea centrale che gira allora nelle nostre teste è una sola: dobbiamo essere sottoposti ad un sistema economico 'liberista' 'cosmopolito' 'eteronomo' oppure possiamo e dobbiamo fare perno sulle nostre qualità di uomini 'territorializzati', composti da un certo flusso di storicità e da tutto quanto ne deriva ?
      Possiamo aver ancora qualcosa da dire partendo da 'noi' come 'popolo', ovvero come totalità organizzata 'naturalmente' attraverso il linguaggio nostro proprio ( ed il resto ) oppure dobbiamo adottare il puto di vista 'altro', dismettendo ogni idea di autonomia financo 'mentale' ?
      Ancora più chiaramente: dobbiamo essere inglobati nella scala dei valori anglosassoni e ridotti a mera singolarità, perdenti nello 'struggle for life' e dunque 'subjecti' privi e privati di radici nostre ?
      Sono domande ontologiche e politiche ad un tempo.
      Lasciamo perdere a questo punto il discorso politico 'fascismo VS antifascismo' che è un test Roarsach che mette in luce le proprie idiosincrasie e basta. Vediamo se riusciamo a cogliere qualche segnale di uscita da questa dannata situazione che ci vede 'cornuti e mazziati'. Se esiste e se è fruibile da tutti: e sopratutto in fretta.

    2. absitiniuriaverbis 6 gennaio 2024

      Impossibile, per me, darti torto.
      Un tempo si diceva che a furia di chiarire si litiga e basta.
      Bisogna uscirne ed anche prendendo la rincorsa. Ed il momento migliore è subito.

    3. BrunoWald 6 gennaio 2024

      Difficile uscire da una situazione qualsiasi se non se ne comprendono origini e caratteristiche.

      Siamo immersi da almeno ottant'anni in una narrativa mistificatoria che è stata interiorizzata da un buon 90%, che infatti continua a interpretare la realtà in divenire sulla base degli schemi proposti dalla suddetta narrativa, con esiti sconfortanti.

      Noi italiani, in particolare, non avremo mai una sola possibilità di unirci intorno a un progetto comune finché non affronteremo seriamente il nostro passato, prendendo coscienza delle menzogne con cui siamo stati allevati. E tale indispensabile presa di coscienza non avverrebbe a beneficio di una parte, ma del tutto.

    1. Papaconscio 6 gennaio 2024

      Usare ancora oggi categorie come "fascismo", nazismo", "comunismo" serve a coprire ciò che da Stato Imperialista delle Multinazionali si è evoluto in "imperialismo finanziario privato" - come dice @Eugiorso - e si fa portatore di concetti escatologici che tradiscono la presenza di livelli occulti, ma comunque riconducibili ad una certa tribù, la solita

    2. Pfefferminz 6 gennaio 2024

      Penso che sia di importanza cruciale chiedersi se sia corretto usare ancora il termine "fascismo" per quello che l'autore Leonid Savin definisce "il triangolo di ferro", perché servono categorie di analisi idonee a sviscerare la realtà attuale. Se autori moderni continuano ad usare il termine "fascismo", questo accade perché hanno individuato degli elementi comuni ai fascismi di allora e di oggi. Bisognerebbe quindi dapprima esplicitare questi elementi comuni. Il termine scelto da @Eugiorso, "imperialismo finanziario privato" è monco, perché non esprime il fatto che esso ha bisogno dello Stato per incidere sulla vita dei cittadini. La mia non è una critica, ma il tentativo di individuare il termine corretto. Il mio interesse è rivolto anche alla comunicazione di tutti i giorni. Qual è il termine che viene compreso immediatamente senza dover aggiungere tante spiegazioni?

    1. gianB 5 gennaio 2024

      Sono solo di passaggio, la dico così, proprio come mi viene di getto: la storia che ti raccontano è proprio una presa per il culo. (Scusate ma stasera mi viene così).
      Ma sarebbe importante che almeno si imparasse questo assunto.

    2. Arthur 6 gennaio 2024

      "la storia che ti raccontano è proprio una presa per il culo"

      Sacrosanta verità.
      Si potrebbero fare un'infinità di esempi sulle bugie, mezze verità, falsificazioni, omissioni, etc.

      Mi limito a presentarne uno.
      In questo video si dicono cose clamorose che quasi nessuno conosce.

      È un'intervista fatta ad Eva Schloss, sorellastra di Anna Frank.
      Al minuto 4.41 dice qualcosa di sconvolgente.
      Se mettete i sottotitoli in Inglese potete verificare voi stessi.

      Afferma che le immagini e le riprese della liberazione di Auschwitz, che tutti conosciamo, sarebbero false.
      Eva Schloss dice chiaramente che ad Auschwitz al momento della liberazione non c'era neve, dice che i soldati russi non avevano macchine fotografiche e telecamere, dice che quelle foto e riprese sono state fatte molto tempo dopo, dice che non c'erano tutte quelle persone vestite in quel modo e che quei bambini ripresi non erano loro che, al momento della liberazione, stavano ad Auschwitz.
      Si percepisce l'imbarazzo dei giornalisti.

      In sostanza, i Russi molto tempo dopo la liberazione di Auschwitz avrebbero inscenato la liberazione facendo foto e riprese (con comparse e attori?).

    3. Arthur 6 gennaio 2024

      Ovviamente non è minimamente mia intenzione negare quanto accaduto nei campi di concentramento tedeschi, ci mancherebbe.
      Ma il punto è che risulta evidente che foto e riprese inscenate ad arte dai Russi sono state proposte come documento storico.
      Cosa gravissima.
      E tutti tacciono.
      Non oso immaginare quante altre cose analoghe sono accadute in passato e accadono ancora oggi.

      PS.
      Non è solo l'Occidente ad essere "impero della menzogna" come lo definisce Putin.
      I Russi non sono affatto da meno.
      Ecco perché non mi bevo la narrazione sulla guerra in Ucraina come scontro tra Occidente e Russia.
      Le forze in campo sono espressione di poteri qualificabili entrambi come mentitori seriali.

    4. gianB 6 gennaio 2024

      Alla luce del tuo ps. che cita la "narrazione sulla guerra in Ucraina come scontro tra Occidente e Russia", mi sento di dover fare delle precisazioni per cercare di spiegare quale sia il livello delle menzogne in atto.
      Innanzitutto bisogna essere consapevoli che il concetto di menzogna è indissolubilmente legato al concetto di potere, l'uno e l'altro vanno a braccetto, non esiste l'uno senza l'altro.
      Quindi ogni manifestazione di potere, istituzionale e non, esiste (nelle diverse misure) in quanto esprime menzogna(nelle diverse e proporzionate misure).
      Detto questo, ciò di cui bisogna prendere consapevolezza è che la più grande menzogna che caratterizza la società giudaico-cristiana sta' nella creazione artificiosa delle sue fondamenta. Tale mistificazione è stata fortemente operata a partire approssimativamente dal 750 a.c. dalle tribù giudaiche mediante la creazione del monoteismo yahwetico, per loro esclusivo scopo. Questa è la madre di tutte le menzogne che poi ha creato la civiltà giudaico-cristiana e in questa madre delle menzogne la Russia vi fa parte (come peraltro vi fa parte l'islamismo). Quindi indicare lo sconto in atto tra l' Occidente e la Russia come uno sconto di civiltà non può essere più fuorviante. Comprensibile che Putin dica che ciò è, ma questo rientra nei suoi bisogni di statista. La verità, a cui anch'egli ha comunque fatto riferimento nei suoi discorsi, è che la Russia è il potenziale braccio armato della Cina e l'indebolimento della Russia è funzionale al futuro sconto Occidente-Cina. E quest'ultimo è un vero sconto di civiltà, nonostante l'ambiente economico in comune che lo ha generato e nel quale il confronto si sviluppa al momento.

    5. Giudice Holden 6 gennaio 2024

      Mi meraviglia questo stupore. E' cosa nota che foto e filmati della II guerra mondiale riprese dai vincitori siano spesso dei "falsi", ripresi dopo il vero avvenimento... uno dei tanti esempi, la famosa bandiera di Jwo Jima. La narrazione della "realtà" è sempre stata nelle mani del potere, dagli storici romani a Paolo Mieli.

    6. Pfefferminz 6 gennaio 2024

      "Ma il punto è che risulta evidente che foto e riprese inscenate ad arte dai Russi sono state proposte come documento storico. Cosa gravissima"

      Fra le cose gravissime possiamo metterci anche l'attribuzione dei fatti di Katyn ai tedeschi al processo di Norimberga. Altro che fotografie.

    7. Arthur 6 gennaio 2024

      Ci sono altri casi simili.
      In Italia possiamo fare l'esempio della strage del Duomo di San Miniato, avvenuta il 22 luglio 1944.
      La strage è stata attribuita per decenni ai tedeschi.
      È stato fatto pure un film, La Notte di San Lorenzo, che incolpa tedeschi e nazi-fascisti.
      Dopo ripetute indagini si è ormai chiarito che l'eccidio fu causato non dai tedeschi ma dagli americani.
      I tedeschi avevano fatto radunare le persone in Chiesa proprio perché luogo sicuro che, si pensava, gli americani non avrebbero mai osato colpire.
      Purtroppo gli americani alzarono il tiro e il 22 luglio del '44 il 337º battaglione d'artiglieria campale statunitense sparò, a quanto pare accidentalmente (?!?, come a Dresda?...), un granata che colpì il duomo, entrando da una finestra e facendo una strage.

    8. Arthur 6 gennaio 2024

      Dopo la guerra era stata posta una lapide commemorativa che, ovviamente, accusava i tedeschi.
      Alcuni idioti (naturalmente appartenenti a una certa area politica, lascio immaginare quale) cercarono persino di coinvolgere il vescovo, accusandolo di essere d'accordo con i tedeschi.

      [Quando li parafraso come "utili idioti" di certi poteri criminali e di annessa ignobile propaganda, non mi sbaglio, e quanto accaduto a San Miniato lo prova in maniera incontrovertibile.]

      Poi, emerse e accertate le reali responsabilità, molti anni dopo fu aggiunta una seconda lapide, per dovere di verità.
      Persino il noto Mieli aveva esortato a rimuovere la prima lapide commemorativa, poiché era necessario che su una lapide fosse scritta solo la verità storica.
      Alla fine sono state rimosse entrambe le lapidi, anche quella che diceva la verità.

      PS.
      Le informazioni sui fatti del 22 luglio 1944 le ho tratte da wikipedia.
      Potete verificare di persona.

    9. Arthur 6 gennaio 2024

      La verità evidentemente è scomoda.

      Si sa, gli anglo-americani, i loro amici sionisti e la sinistra, stanno tutti dalla parte giusta della storia...
      E in questo momento storico, dopo decenni di padronato globale, lo stanno dimostrando.

      I tedeschi no, sono tutti nazisti brutti e cattivi, ce lo insegna la "squola" pubblica, il processo di Norimberga, Hollywood, la, TV, gli storici, etc.

      A Dresda gli anglo-americani hanno scaricato tonnellate di roba per sbaglio (come a San Miniato?).
      I tedeschi, nazisti brutti e cattivi, se lo meritavano di morire arsi vivi, in definitiva erano animali parlanti, come i palestinesi...

      Tutta la mia solidarietà alla città di Dresda e ai suoi abitanti, ai quali nessuno ha mai chiesto scusa.
      E al popolo palestinese.

    10. BrunoWald 6 gennaio 2024

      "Si percepisce l’imbarazzo dei giornalisti."

      Eh sì...
      Molta gente resterebbe a bocca aperta se sapesse quant'è sfumato e ingannevole il confine tra la realtà e la fantasia.

    11. Luca VFR 6 gennaio 2024

      I giornalisti o, meglio, le "presstitute" sono gente del calibro di quello che scriveva, durante la WW II, che "grazie allo sforzo degli ufficiali annonari la razione quotidiana di cioccolato è aumentata da 30 a 20 grammi..."

    12. Giudice Holden 6 gennaio 2024

      Bisognerebbe capire cosa tu intenda con "sinistra". In Corea e Vietnam la "sinistra" e gli americani se le son date di santa ragione. Per una trentina d'anni son stati sul punto di massacrarsi a vicenda con una guerra termonucleare. Certo, se per sinistra intendi invece la socialdemocrazia europea ed i liberal d'oltreoceano, allora si... sono dalla stessa parte.

    13. Giudice Holden 6 gennaio 2024

      ... od altre stragi come quelle compiute dagli americani di Patton in Sicilia, su prigionieri italo tedeschi.

    1. Martin 5 gennaio 2024

      Il sistema e la societa' capitalistica occidentale contemporanea non ha proprio nulla in comune con il fascismo e con il nazismo, sotto nessun profilo.

      E' evidente che l'autore non conosce il fascismo nella sua realtà storica ma solo nella deformazione ideologica della visione marxista, per cui le socialdemocrazie sarebbero fascismo light. La stessa di Lenin, Stalin e Lukacs.

      Non c'è alcun modo di presentare la lobby neoglobal come "fascista", perchè non ha nulla a che vedere con la realta' storica del fascismo.

    2. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Perché, Gustav Noske di che partito era?

    3. Martin 5 gennaio 2024

      Stai a vedere che Rosa Luxemborg, Carl Liebnecht e Bela Kun sarebbero esempi positivi....

    1. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Appena il 22 dicembre 2023 era apparso su ComeDonChisciotte un articolo dal titolo "Perché non possiamo più parlare di fascismo e comunismo". E invece se ne parla eccome e gli autori continuano a sfornare libri in cui il termine "fascismo" è stampato sulla copertina.

    2. Jimbo 5 gennaio 2024

      É vero ma forse il problema nasce dal fatto che alcune caratteristiche siano simili a quelle del fascismo e del comunismo.
      Una specie di restyling di un prodotto, un auto ad esempio.
      Si mantiene il tipo anche se il 20%, 50% o 80% non c'entra più.

    3. Martin 6 gennaio 2024

      Se ne parla in modo sempre piu' volgare, propagandistico, unilaterale, pettegolo e diffamatorio. Invece che, per esempio, De Felice - il massimo storico del fascismo, per inciso Ebreo, come si continua a cercare di nascondere - o Ernst Nolte, si leggono le favole ed i pettegolezzi di Cazzullo e Scurati, la storia in versione Novella 2000. Per non parlare del cinema italiano degli ultimi 30 anni....l'ultima perla e' la Cortellesi.... non c'e' un regista o noto attore italiano che non sia di sinistra, esattamente come in Francia....

    4. Pfefferminz 6 gennaio 2024

      Ho omesso di precisarlo, ma non mi riferivo a libri che trattano del fascismo storico, bensì del fascismo "nelle sue nuove vesti" come, ad esempio, l'opera che ho già menzionato di Ullrich Mies, il quale parla di soft power e di come il sistema cerchi di introdurre il pensiero unico rendendo impossibile quello critico. Lui lo definisce fascismo "nelle sue nuove vesti" ovvero "il fascismo che non vuole essere tale" (titolo del libro, Der neue Faschismus, der keiner sein will").
      Sul fascismo storico sono d'accordo con te che Renzo De Felice è il massimo storico di quel periodo.

    5. Martin 7 gennaio 2024

      Far passare le socialdemocrazie per fascismo e' sempre espressione del filone leninista-stalinista-lukacsiano ed infine marcusiano.

    1. BrunoWald 5 gennaio 2024

      Se poi vogliamo limitarci agli aspetti sociali, la prima guerra mondiale e le devastanti crisi economiche che ne seguirono costituirono un trauma terribile, che scosse la società europea fin dalle fondamenta, spazzando via l'ingenua fiducia nel progresso e nella ragione che in precedenza aveva accomunato un pò tutti.

      La bancarotta morale delle vecchie classi dirigenti ne aveva distrutto irrimediabilmente il prestigio, lasciando intere nazioni senza più alcun punto di riferimento. Si può ben dire che il fascismo fu il movimento rivoluzionario della classe media, che non poteva più rispettare la borghesia né identificarsi nei suoi valori, ma non era nemmeno disposta ad arrendersi al marxismo e al suo messianismo imposto con le buone o con le cattive.

      E non si trattava di parrocchiani e vecchie zie: coloro che tornarono dalle trincee si erano assuefatti alla morte e alla violenza, ma avevano anche appreso il valore del cameratismo e dell'azione organizzata, pertanto costituivano una temibile forza combattente, che in Italia, in Germania, in Ungheria, nel Baltico e altrove seppe affrontare il terrore rosso con le sue stesse armi. Non per nulla, Hitler affermava di aver imparato dai bolscevichi l'uso politico del terrore.

      Quel mondo, per noi, è come se fosse un altro pianeta: tentare di assimilarlo al presente è ridicolo.

    2. danone 5 gennaio 2024

      Ottime analisi Bruno, sia in questo che nell'altro articolo, bravo e complimenti
      Sul fascismo hanno tutti strati e strati di propaganda in testa, tranne pochissimi che hanno approfondito l'argomento e che scoprono immediatamente quanto poco conosciuto sia nella realtà il fascismo, soprattutto da quelli che si bevono la propaganda anti-fascista tout court senza nessuna capacità critica autonoma, fra l'altro etichettandosi da soli come perfetti utili idioti.
      Se lo vedessero come il regime che inventò il welfare nel mondo, copiato anche dal new deal di Roosevelt, per far rialzare l'america dopo la grande depressione, forse capirebbero che fu un movimento anti-capitalista e rivoluzionario, non certo anti-proletario, ma nemico acerrimo del capitalismo predatorio delle elites anglo e dell'ebraismo internazionale, le due realtà parassite e predatorie che ancor oggi sottomettono e depredano i popoli del mondo.
      Comunque anche nel periodo bellico precedente vedo la mano invisibile di un livello di potere superiore, di elites occulte, che anche allora infiltrarono ed etero-diressero tutti gli attori in gioco, comunismo, fascismo, nazismo e liberal-democrazie erano tutti già l'espressione del divide et impera della stessa longa manus del vero potere, che è in azione e manovra dietro le quinte anche oggi.

    3. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Il fatto che il fascismo abbia inventato il Welfare NON significa automaticamente che il regime fosse nemico delle élite che tramano per il governo mondiale.
      (Io non etichetto nessuno come "perfetto utile l'idiota" e penso che dovresti farlo anche tu, perché non si nasce imparati)

    4. danone 5 gennaio 2024

      Non mi riferivo a te con quella definizione Pfef.
      E' un fatto che chi aderisce alla propaganda è sempre un utile idiota se non se ne accorge e sul fascismo strati e strati di propaganda ancora lavorano nelle menti di coloro che l'accettano passivamente senza approfondire l'argomento con proprie personali ricerche.

    5. BrunoWald 5 gennaio 2024

      Ti ringrazio. Purtroppo la propaganda si sedimenta nell'inconscio ed è quasi impossibile averne ragione.
      Ad esempio, si tirano in ballo i finanziamenti a Mussolini e Hitler ma non quelli a Lenin, per sostenere tesi preconcette.

      Sono sempre più convinto anch'io che già allora ci furono infiltrazioni in tutti i campi politici e in tutte le nazioni, e che risultarono decisive nell'indirizzare il corso degli eventi. Ad onta di coloro che fanno dello spirito con la battuta "son tutti d'accordo", allora come oggi gli attori in gioco, che sono appunto quelli che appaiono sul palcoscenico, sotto i riflettori, non sono quasi mai consapevoli di essere etero-diretti.

      A suo tempo, Mussolini e Hitler morirono senza comprendere veramente a cosa dovevano la loro disfatta, e Stalin fu ucciso quando non serviva più. Staremo a vedere come andrà a finire questa volta.

    6. absitiniuriaverbis 6 gennaio 2024

      Una curiosità, non prima di aver apprezzato quanto scrivi e come lo scrivi.
      Allora 'Mussolini e Hitler morirono.... e Salin fu ucciso'. Perche questa differenza nello scrivere? È chiaro che tutti si muore, in un modo o nell'altro.

      Staremo a vedere come andrà a finire questa volta: come al solito.
      Gli esperti ci diranno prima come andrà a finire e poi ci spiegheranno perché non è andata a finire così come avevano previsto.

    7. Martin 6 gennaio 2024

      Sottoscrivo salvo il riferimento alla classe media, perche' fu invece, come il nazismo, innanzitutto un complesso e diversificato movimento popolare interclassista, che è l'aspetto decisivo che i marxisti non sopportano e cercano di nascondere, perche' nega all'origine i fondamenti del marxismo, ossia il materialismo storico e dialettico e la dottrina della lotta di classe.
      Piu' o meno come la guerra civile jugoslava non e' minimamente spiegabile attraverso, ma anzi ridicolizza il dogmatismo della centralità delle categorie marxiste dei rapporti di produzione e della lotta di classe.
      Con il risultato, more solito, di scadere nella mera distorsione, diffamazione e demonizzazione, e non comprendere ne' far comprendere il fenomeno nella sua reale dimensione storica, politica, sociale e culturale: nel bene e nel male.

    8. Martin 6 gennaio 2024

      Esattamente, le politiche avviate dal fascismo nel 1928 e copiate da Roosevelt con il New Deal, e dal nazismo nel 1933 sono oggi etichettate come "keynesiane", come se fascisti e nazisti le avessero copiate dal genio brUtish John Maynard Keynes.

      Politiche che finalmente diedero un valida alternativa tra liberismo e comunismo, e che sono continuate nel dopoguerra in tutto l'Occidente. Vedasi la fondazione dell'IRI, i programmi di giganteschi lavori e opere pubbliche in deficit e la cooperazione pubblico-privato, pura avanguardia per gli anni 20 e 30 dello scorso secolo. Piu' la decisa accelerazione verso la formazione dello Stato sociale e asistenziale rispetto a USA, GB e Francia.

      Che peccato che l'opera madre di Keynes, la "Teoria Generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta" sia stata pubblicata in inglese nel 1936.

      Qualunque studente di economia dovrebbe notarlo, a livello "elementare, Watson".....

      Ma invece non lo nota quasi nessuno e la mega deformazione della realta' storica resta in piedi....tanto basta accusare di essere fascista chi lo fa notare.......

    9. Martin 6 gennaio 2024

      Non penso che Mussolini e Hitler non abbiano capito a chi dovevano la loro disfatta, e Stalin e' morto di morte naturale, non c'e' alcun dubbio.

    10. BrunoWald 6 gennaio 2024

      Intendevo dire che probabilmente Mussolini e Hitler morirono, l'uno assassinato e l'altro suicida, senza essere pienamente consapevoli delle influenze occulte che avevano direzionato gli eventi in un certo modo, conducendoli alla rovina.
      Si badi che ho detto "pienamente", non che ne fossero completamente ignari.

      In quanto a Stalin, che si riteneva vincitore, in Russia molti ritengono che sia stato avvelenato dai suoi medici per incarico dei soliti noti. Infatti, ormai aveva svolto il suo ruolo ed era divenuto semmai un ostacolo.

    1. BrunoWald 5 gennaio 2024

      Ecco, continuando il discorso sulla propaganda, qui si verifica il passaggio da quella elegante e sofisticata di Karaganov, a quella becera e vetero-stalinista di Savin, che a tratti raggiunge esiti grotteschi.

      Il fascismo fu un fenomeno storico complesso, che si può interpretare su molteplici livelli - quindi, anche su quello materialistico della lotta di classe - ma che in essenza fu la reazione della parte sana dell'Europa alla decadenza della nostra civiltà, ormai conclamata alla fine della 1GM.

      Questo non significa che tutti i fascisti fossero brave persone, o che fra i loro avversari, marxisti compresi, non ci fossero anche individui di prim'ordine... Non significa nemmeno che all'interno del fascismo non convivessero elementi contradditori, contrasti, differenze profonde... Significa che il significato storico del fascismo fu quello di cui sopra: un rifiuto radicale delle dinamiche, concezioni e poteri che ci hanno condotto esattamente dove siamo adesso.

      Come ripeto sempre, si potrà pensare ciò che si vuole di questa o quell'altra ideologia; ma tracciare un collegamento tra due progetti politici che si negano a vicenda, come il fascismo e il globalismo, implica una mala fede non comune.

    2. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      "Significa che il significato storico del fascismo fu quello di cui sopra: un rifiuto radicale delle dinamiche, concezioni e poteri che ci hanno condotto esattamente dove siamo adesso."

      Quali sono i fatti a sostegno di questa interpretazione del "significato storico del fascismo", perché io sinceramente non ne conosco. Quello che associo al fascismo storico è l'invio al confino di chi la pensava diversamente.

    3. BrunoWald 5 gennaio 2024

      Non di chi la pensava diversamente: dei nemici. E non solo li spediva al confino, ma permise pure che ne uscissero vivi, cosa che dimostra la sua mancanza di serietà.

      Comunque, devo dire che trovo alquanto limitata e faziosa la tua visione del fascismo, ma del resto sei in numerosa compagnia ormai da circa ottant'anni.

    4. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Io però vorrei capire il tuo punto di vista. Se la mia visione del fascismo è "limitata e faziosa", dammi la possibilità di rettificarla. Potresti citare alcuni fatti a sostegno della tua tesi? ("un rifiuto radicale delle dinamiche, concezioni e poteri che ci hanno condotto esattamente dove siamo adesso.”). Basta qualche accenno, poi mi arrangio io a fare delle ricerche. Grazie.

    5. BrunoWald 5 gennaio 2024

      Il progetto politico del fascismo si ispirava a un socialismo nazionale, ostile al potere finanziario, in cui lo stato era il decisore di ultima istanza e la comunità di stirpe (in tedesco Volksgemeinschaft, concetto centrale nella visione del mondo NS), l'orizzonte della sua azione. Direi che esso si ispirò, in modo senz'altro imperfetto, a quello che potremmo definire un ideale eroico, agonistico, aristocratico dell'esistenza, tratto in parte dal romanticismo e in parte dalla tradizione ellenica e romana.

      Il progetto politico globalista ne costituisce l'inversione totale, configurandosi come il dominio di rapaci mafie private che usurpano i poteri dello stato usando la finanza come arma. Esso può affermarsi solo estirpando identità, valori, tradizioni, etnie, culture, e addirittura la naturale polarità fra uomini e donne che è il motore della vita, per poi regnare su una poltiglia umana informe, apatica, incapace di qualunque tensione ideale, adatta ad essere plasmata a piacimento come argilla, in base alla delirante agenda transumanista.

      Questo non significa che nel fascismo non esistessero contraddizioni, che non sia sceso a compromessi più o meno tattici con forze reazionarie, che in generale la sua azione non sia stata pesantemente condizionata dalle circostanze storiche concrete, da limitazioni d'ogni genere, dal culto della tecnica e le aberrazioni della propaganda, da errori anche gravi.

      Significa bensì che il mondo che si sta affermando sotto i nostri occhi è la negazione del fascismo e dei suoi ideali.

    6. XaMAS 6 gennaio 2024

      mamma mia, il confinio, c'era meta' dell'Italia al confinio vero ?
      poi, meglio il confinio o un viaggio in un gulag in Siberia come faceva il baffone tanto esaltato dall'autore dell'articolo ?
      lei continua in ogni commento a sottolineare sta cosa, la mancanza di diritti, ma in unione sovietica era per caso diverso ??
      se avesse vinto la rivoluzione rossa nella guerra civile 20-21 lei crede che il popolo italiano sarebbe stato meglio, sotto il regime comunista ?
      a me sti articoli che parlano sempre male del fascismo e santificano marx (un ebreo) e stalin che ne ha fatte di cotte e di crude al suo popolo hanno davvero stancato, pero' i gulag e le pallottole in testa erano simbolo di "liberta", il confinio dio mio, il male totale.
      Si vede come in Corea del Nord vivono bene o come vivevano bene tutti quei tedeschi dell'est che han preferito morire cercando la LIBERTA piuttosto che vivere nell'assurda ideologia comunista...

    7. XaMAS 6 gennaio 2024

      Bruno, lasci perdere, per buona parte degli italiani il fascismo e' l'entrata in guerra, il confinio, matteotti, le squadracce (perche invece i comunisti erano santi e quelli morti nel 20-21 tutti per errore, non furono i comunisti ad ucciderli)
      le bonifiche, le opere pubbliche, l'iri, la scolarizzazione, la ripresa economica dopo il 29, sono tutte cose volutamente messe nell'oblio quando si parla di quel periodo, perche' buona parte degli italiani crede che una matita ed un foglio elettorale significhino democrazia quando solo 4 anni fa si e' visto che la cosiddetta democrazia, la cosidetta liberta individuale, e' andata a farsi friggere quando i padroni han deciso che andava fatto cosi.
      pero' dopo 100 anni ancora si da' la colpa di tutto a benito mussolini che anzi pure a scriverlo fa quasi effetto tanto che si evita persino di nominarlo.

      ps: nemmeno durante la 2GM in Italia la gente aveva il divieto di uscire di casa come nel 2020, pero' va bene cosi, avete vinto voi, tenetevi sta immondizia.

    8. BrunoWald 6 gennaio 2024

      Quelli che incolpano Mussolini dell'entrata in guerra, dovrebbero rivedersi il video della folla immensa che riempiva piazza Venezia quel 10 di giugno, e l'entusiasmo con cui accolsero le parole del duce. Fa impressione persino a me...

      La guerra contro l'Impero britannico era necessaria, semmai la colpa è di averla perduta: ma anche qui, pur riconoscendo le responsabilità di Mussolini, ci furono tanti altri che "diedero una mano", e per ragioni tutt'altro che nobili, cosa che la vulgata si guarda bene dal raccontare.

      In definitiva, non potrei essere più d'accordo con lei: hanno vinto loro, si tengano questo schifo di mondo e se lo godano fino in fondo.

    1. Esploratore 5 gennaio 2024

      Ezra Pound non la pensava proprio così. Ma era pazzo ed andava tenuto in gabbia.

    1. Nonso 5 gennaio 2024

      Scusate, ma il pacifismo millantato da determinate fazioni politiche, cosa c'entra con il pacifismo filosofico che si oppone al concetto di guerra?
      Nulla.

    2. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      L'autore infatti mette il termine pacifisti fra virgolette e parla di "pacifisti" autoproclamati che sostengono di fatto i bombardamenti.

    1. Stefanovic 5 gennaio 2024

      Un cumulo di idiozie simili non si leggevano da quando era ancora vivo Eugenio Scalfari. Se voglio trovare somilianze tra due entità lo posso fare anche tra Tex Willer e un triceratopo. Ciò però direbbe poco dei soggetti in questione, ma molto dell'autore.

    1. Violetto 5 gennaio 2024

      Dopo Marx si stava organizzando la rivoluzione del proletariato.
      Tutto il mondo "non proletario", in gran parte neo-borghese, borghese, nobile, quindi capitalista finanziario, si oppose.
      Il fascismo, tra gli altri, nacque avendo come nemici i comunisti.
      Il resto sono riscritture di un fenomeno storico semplicissimo!
      Il potere non voleva la rivoluzione e la successiva dittatura del proletariato.
      E ci sono riusciti.
      Non esiste, infatti, nemmeno l'ombra di qualunque cosa possa essere di "quella sinistra" di lotta contro lo sfruttamento del capitale!
      Questo dimostra chi comanda, chi ha vinto e chi è il nemico

    2. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      "Il fascismo, tra gli altri, nacque avendo come nemici i comunisti"

      Avendo come nemici socialisti e comunisti.
      Giacomo Matteotti era socialista. Inoltre il Partito Comunista d'Italia è derivato dal Partito Socialista Italiano.

    3. danone 5 gennaio 2024

      Anche il partito fascista fu fondato da fuori usciti del partito socialista, con Mussolini in testa, e che però non vollero aderire al partito comunista.
      Gramsci e Mussolini erano amici e si rispettavano.
      Mussolini finanziò anche delle cure che dovette ricevere Gramsci e il fratello di quest'ultimo aderì convintamente al partito fascista, per cui considerare il fascismo un partito anti-proletario è totalmente assurdo.

    4. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Mi vengono le lacrime.

    5. danone 5 gennaio 2024

      Ottimo, le lacrime aiutano gli spurghi disintossicanti.

    6. LuxIgnis 5 gennaio 2024

      Quello che era la prima riunione del partito fascista è un conto quello che è diventato dopo è un altro.
      Che Mussolini potesse anche avere simpatie per Gramsci ci può anche stare ma intanto quello è morto in galera.
      Ci sono dei fatti. A me non sembra che le leggi fascistissime fossero tanto a favore dei proletari e dei lavoratori in generale. Basta leggerle.
      Poi magari per qualcuno eliminare i sindacati a patto quelli fascisti (oste com'è il vino?), eliminare il diritto di sciopero e altre cose è sicuramente un atto d'amore.
      Ma sai sono quei tipi d'amore ch dicono: ti amo tantissimo ma solo finché fai quello che dico io.

    7. danone 5 gennaio 2024

      Giusto Lux, ci mancherebbe, gli errori si devono pagare senza sconti, e il fascismo ne ha fatti di enormi, ma bisogna considerare anche il contesto dell'epoca, dove tutti infiltravano tutti, come oggi.
      Quando ti blindi, non ti blindi solo perchè sei un totalitario, nessuno nasce totalitario, ti blindi perchè così facendo credi di difenderti da certe infiltrazioni negative, che de-strutturano e deviano la tua ragione sociale, i tuoi obiettivi.
      Che poi anche il blindarsi sia una scelta di difesa istintiva sbagliata, siamo d'accordo, ma bisogna comunque prendere in considerazione tutto il contesto del tempo come sfondo di queste dinamiche che furono, se non lo si fa, non ci si aiuta a capire.

    8. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      "... per cui considerare il fascismo un partito anti-proletario è totalmente assurdo."

      Guarda che le squadre fasciste erano al servizio dei proprietari terrieri per sgomberare con l'uso della violenza le terre occupate dai proletari. È così che è nato il fascismo.

    9. LuxIgnis 6 gennaio 2024

      Io sono d'accordo che le cose vanno viste nella loro complessità e una riduzione degli aspetti globali e una semplificazione sono sempre a favore di chi cerca di imporre un'unica visione per il proprio tornaconto.
      Ma poi ci sono i fatti, e quelli sono innegabili.
      Il fascismo è partito con degli spunti interessanti ma è subito deviato, diventando un partito autoritario e secondo me a favore dei poteri forti.
      D'altronde noi tutti recentemente abbiamo visto la stessa cosa con le sue grandi diversità, nel M5S. Quello che era all'inizio era veramente interessante e aveva personaggi interessanti e validi a suo interno, poi sappiamo tutti com'è andata.

    10. absitiniuriaverbis 6 gennaio 2024

      Potrebbe anche essere che chi parta con una propria tesi, valori, obiettivi, e via dicendo si trovi poi nella supposta stanza dei bottoni per scoprire che i bottoni sono altrove e fuori portata. Come altre volte riportato, nella stanza esiste solo un telefono che riceve senza possibilità di chiamare.

    11. LuxIgnis 6 gennaio 2024

      Non credo sia così. E assolutamente non lo era allora.
      E anche se fosse così, si potrebbe sempre fare qualcosa: denunciare la situazione al popolo.
      Ma non lo ha mai fatto nessuno. Mai.

    12. absitiniuriaverbis 6 gennaio 2024

      Comprendo il tuo eccepire. Non intendo sostenere l'insostenibile.

      Tuttavia, guardiamo fuori casa, chi si aspetterebbe che Sleepy Joe dichiarasse al popolo di essere filoguidato?

      Mi pare che fosse Nietzsche che avvertiva: che differenza c'è tra un convinto ed un ingannato? Nessuna se è stato bene ingannato.

    13. LuxIgnis 6 gennaio 2024

      Beh SleepyJoe non è filo guidato è parte integrante del loro sistema. Lo è sempre stato. Ora è vero che è rinco ma non è parte passiva.

    14. absitiniuriaverbis 6 gennaio 2024

      ... ovvero molto molto bene ingannato!
      Come il comico.

      Ma, tornando a bomba, perché a tuo vedere i governi manifestano una distanza non indifferente tra quanto promettono e quanto fanno? Nuovi venuti compresi.
      Senza contare che, vedi Europa, ci sono dichiarazioni che sconfessano la necessità di riscuotere il consenso popolare. Nemmeno ipocriti, lo dicono apertamente. Uno schema Epstein alla stragrande?

    15. LuxIgnis 6 gennaio 2024

      Non lo so. O meglio sono cose multifattoriali che se uno vuol vederci per forza un filo conduttore ce ne vuole.
      Quando succede una cosa, in tutti i campi, vi è sempre la tentazione di trovare una causa all'effetto. Una riduzione semplicistica che sicuramente fa comodo ma non è corretta.
      Ogni evento accade perché si mettono in fila una serie di fattori in degli spazi e tempi ben precisi.
      Ma è certo che vi sono poteri che possono influenzare alcuni di questi fattori, o bloccarne alcuni. Ma non tutto, mai.
      L'Europa non è retta da politici, ma da un gruppo di personaggi che non sono politici ma gente della finanza. Sono loro che comandano.
      Il mondo occidentale è governato dalla finanza, dalle corporazioni. Sono loro che detengono il potere. I politici non contano nulla.

    1. Eugiorso 5 gennaio 2024

      Il ragionamento fila, c'è coerenza ed è credibile, ma rilevo che il fascismo storico è stato ormai superato - come la socialdemocrazia - ed oggi viviamo sotto il tallone di una sorta di imperialismo finanziario privato, apolide e privo di etica, alimentato da ebrei, statunitoidi e angli.

      Cari saluti

    2. Jimbo 5 gennaio 2024

      Potrei sbagliarmi ma i fascismi sono almeno di due tipi.
      Uno è quello che definisci storico, e che è ormai superato (e ovviamente può riemergere).
      Ma l'autore si riferisce all'altro, definendolo "organizzazione di lotta della borghesia", la borghesia cioè si adopera per sottomettere il proletariato con la forza. Borghesia che può essere di dx o sx o moderata o...
      Quindi non necessariamente fascismo "storico".
      E avverte che si è unito alla socialdemocrazia, diventando il mostro attuale.

    3. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      "Ma l'autore si riferisce all'altro,..."

      Io l'ho capita diversamente. Tu hai descritto ancora una volta il fascismo storico, mentre il fascismo attuale è quello che sottende il "triangolo di ferro" "dove comitati congressuali, funzionari e gruppi di interesse (lobbisti) rappresentano il vero potere" (Leonid Savin). Questa forma attuale di fascismo ha in comune con il fascismo storico "l'idea di uno Stato-corporazione". Esempi delle trasformazioni avvenute sono le grandi imprese come Black Rock il cui fatturato annuo supera i bilanci degli Stati o il fatto che la Fondazione Bill e Melinda Gates sia al secondo posto nei finanziamenti dell' OMS, influendo sulle decisioni di quest'ultima a scapito di tutti noi.

    4. Eugiorso 5 gennaio 2024

      Può essere, ma possiamo chiamare una cosa nuova con un nome nuovo e io ho deciso per "imperialismo finanziario privato", che usa gli stati e le forze militari per i suoi scopi di dominio, se è vero che chi governa di fatto sono i "miliardari democratici", che controllano tutte le istituzioni usa ... e le piazze finanziarie.

      Altrettanto vero che la socialdemocrazia è morta ... Anzi, le BR pur sbagliando alcune analisi, se ne sono accorte nella direttiva della direzione strategica (delle BR) del lonetano 1978, l'anno del rapimento Moro.

      Le BR sostenevano che il SIM, cioè lo stato imperialista delle multinazionali (così chiamavano il potere in occidente), non era né fascista né socialdemocratico, ma qualcosa di nuovo e di diverso, che loro contrapponevano al social-imperialismo sovietico.

      Cari saluti

    5. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      "... imperialismo finanziario privato, apolide e privo di etica"

      Autori moderni lo definiscono "fascismo". Ad esempio Ullrich Mies nel suo libro "Der neue Faschismus der keiner sein will" (Il nuovo fascismo che non vuole essere tale). Dalla recensione del suo libro su Amazon: "... il nuovo fascismo, che non vuole essere tale, entra nel mondo come un progetto globale, come uno stato di sicurezza biopolitica transnazionale, capitalismo degli stakeholder e governance globale." Altro esempio è l'autore citato da Leonid Savin, John Goldberg, e la sua opera "Fascismo liberale".

    6. Jimbo 5 gennaio 2024

      Premesso che può darsi che abbia inteso male l'autore, mi pare di notare che il fascismo attuale rispetto al passato sia piú malleabile, flessibile, perché può essere sempre di dx, ma anche di sx o finta sx o altro.
      Penso anch'io che sopra vi siano le lobby che fungano da burattinai.

    7. Jimbo 5 gennaio 2024

      Sì alla fine non sarebbe male coniare termini nuovi, fascismo ad esempio é terribilmente inflazionato.
      La definizione BR mi garba assai.

    8. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Esatto. I burattinai eseguono le prescrizioni che provengono dalle élite o dai "partenariati" (lobby, grandi imprese, fondazioni, organizzazioni non governative, ecc.) e appiccicano sul partito di appartenenza un'etichetta per trarre in inganno gli elettori.

    9. Gino 5 gennaio 2024

      dicendo

      “organizzazione di lotta della borghesia”

      l'autore si qualifica (vecchio stampo ideologico sovietico) e si squalifica:

      la borhesia oggi in occidente 'esiste' così come anche 'esiste' il proletariato: talmento "proletario" da non poter più generare neppure 1 figlio a coppia; talmente "borghese" nel senso di essere talmente "piccolo piccolo", ma talmente tanto da essere diventato paragonabile ad un micro organismo.

      Nell'occidente dei nostri giorni esiste solamente il potere degli oligarchi: quello dei vassalli parassitari intermediari al livello nazionale, ma sopra di loro quello di coloro che invece tirano i fili al livello internazionale. Oggi in occidente nient'altro esiste (a parte qualche sporadica opposizione disperata).

      Fascismo, socialdemocrazia, socialismo, democrazia, liberalismo, ambientalismo, ecologismo, LGTBQ..., pacifismo, destra e sinistra, progressismo e conservatorismo, ecc, ecc, in occidente possono esistere se e solamente se possono servire a fare il loro brodo.

      Tutto e solamente se può venire proficuamente strumentalizzato.

    10. Gino 5 gennaio 2024

      altri lo definiscono "comunismo"...

    11. Gino 5 gennaio 2024

      Ma perché mai si debba poi sprecare il nostro tempo cavillando sulle spoglie di un cadavere?

      Sono falliti e sono finiti.

      Dovremmo cominciare a guardare avanti (seppure io condividendo l'opinione che serviranno almeno altri vent'anni, affinché in occidente possa cominciare un nuovo ciclo).
      Nel frattempo noi occidentali dovendo accontentarci di assistere passivamente agli sviluppi che stanno avvenendo altrove.

    12. oriundo2006 5 gennaio 2024

      L' idea corporativa io invece la vedo assai meglio realizzata in Cina: tutto nello stato, tutto per lo stato come espressione organizzata del popolo e nulla al di fuori dello stato governato dal partito.
      Quanto all'articolo è sempre la solita propaganda contraria a tutto quanto fu realizzato in Italia e Germania in quell'epoca funesta: non fu grazie al grande capitalismo che avvenne ma contro di esso in quanto elitario e non volkish/popolare.
      L' obiettivo era come rendere grande un Paese contro gli stati esteri che lo volevano perennemente schiavo: attraverso le irragionevoli richieste di danni oppure attraverso la strozzatura alle materie prime, indispensabili allora come oggi. L'obiettivo non era quello di arricchire chi ricco era già, e lo era al di là dell' immaginabile: era trarre dalla miseria nera milioni di tedeschi come di italiani.
      Assai poco dialetticamente materialista, l'analisi...e molto politicamente giustificatoria dello stalinismo.
      Ancora oggi si dimentica che Stalin chiosava raffinate interpretazioni politiche mentre inviava a morte certa nei gulag milioni di uomini e donne.

    13. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Sì, è vero, ma a torto. Essi si riferiscono al fatto che i globalisti vogliono abolire la proprietà privata ("Non possiederai niente e sarai felice"). Omettono però di dire che l'élite globale si impossesserà necessariamente di tutti i beni presenti sul pianeta e che quindi si tratta non di comunismo, ma di concentrazione delle ricchezze in poche mani. Il comunismo, per definizione, abolisce NON la proprietà privata tout court, ma la proprietà dei mezzi di produzione ovvero di ciò che serve ad assicurare il sostentamento delle persone. Se per i comunisti è in primo piano il sostentamento delle persone, per i globalisti queste ultime sono soltanto "mangiatori inutili" nel momento in cui esse possono venire sostituite da macchine e non servono più a produrre ricchezza.

    14. oriundo2006 5 gennaio 2024

      Manca a questi apologeti alla rovescia di un fenomeno storico di un secolo fa ( notare che il tempo passa ogni tanto farebbe assai bene ) un elemento riassumibile nell'idea fondatrice di detto 'fascismo': l' unione delle forze di tutto il Paese per il riscatto storico, politico, sociale, economico impedito da forze oscure concorrenti, oligarchiche perchè plutocratiche e deresponsabilizzate perchè cosmopolite.
      In definitiva si imputa al fascismo il suo contrario, attraverso l'autoritarismo che di sicuro non era cosa nuova a quell'epoca e ne prima e ne dopo e si tralascia, come lapsus assai 'politically', che detto 'fascismo' era l'esaltazione del popolo e delle masse umane delle rispettive nazioni attraverso la mistica del sangue rigenerativo e della guerra levatrice della Storia a favore di popoli diseredati.
      Spiegatemi dove vedete oggi l'esaltazione del 'popolo', del 'volk' come programma politico. Forse l' unico esempio che mi viene in mente è l' Iran e forse la Corea del Nord.
      L' occidente di sicuro non solo non lo è ma anzi è il suo esatto contrario: quelle occidentali sono configurazioni politiche estranee al 'popolo', anzi ostili ad esso: prova ne è la voluta denatalità o la mediatizzata omosessualità, tutto il contrario che nel ventennio.
      Diamo a quell'epoca il suo giusto posto nella tragedia complessiva che dovettero subire i nostri nonni: non sputiamo sui loro sacrifici, perchè volenti o nolenti ne siamo eredi.

    15. Cachafaz 5 gennaio 2024

      Be', in effetti, risulta che in unione sovietica veniva permesso di avere in proprieta' fino a 5000 mq di terreno per coltivazione propria, il soggetto poteva vendere l'eccedenza sia privatamente che alle cooperstive agricole ufficiali. Magari in Italia, oggi, ti dessero 5000 mq di terreno da coltivare, impegnandosi -lo stato-pure a comprarti i prodotti-.

    16. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      In Cina esistono delle imprese private che agiscono secondo il sistema capitalistico e che probabilmente vengono tenute d'occhio dal partito. Per Stato-corporazione intendo invece il caso in cui le imprese private si impongono sul potere politico.
      L'articolo, a mio avviso, non è propagandistico, in quanto le tesi possono essere avvalorate dai fatti.
      Dal mio punto di vista non è accettabile che si perseguano fini nobili, come strappare le masse alla miseria, mandando nello stesso tempo gli avversari politici al confino o nei campi di concentramento. Per quanto riguarda il miracolo economico del Terzo Reich, la storiografia più recente ha messo in luce ingenti finanziamenti provenienti da oltreoceano e i possedimenti statunitensi non sono stati espropriati neanche durante la guerra.

    17. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Scusa, Oriundo, ma questa definizione di fascismo come "unione delle forze di tutto il Paese per il riscatto storico, politico, sociale, economico impedito da forze oscure..." mi è del tutto nuova. Stessa cosa per "esaltazione del popolo e delle masse umane...". Mai sentito niente di simile, per cui mi sorge spontanea una domanda: ma i fatti hanno supportato queste declamazioni? O sono rimasti discorsi della domenica?

    18. Pfefferminz 5 gennaio 2024

      Oggi con la scusa dell'agenda green vogliono addirittura impedirti di coltivare la terra.

    19. Hospiton 6 gennaio 2024

      Peraltro cadavere che agì in una nazione che oggi possiede peso specifico prossimo allo zero, diventata la quintessenza dello status coloniale. Argomento che può quindi stimolare noi appassionati di storia italiana e Europea, ma nel resto del mondo (ciò presso i protagonisti degli scenari contemporanei e del prossimo futuro) queste tematiche non fanno parte di alcun dibattito o agenda, non interessano nessuno se non storiografi e specialisti vari... l'Europa continua a vivere chiusa nel suo passato anche a livello di discussioni -così come voluto dai prestigiatori che dominano il discorso pubblico- un passato che era ancora eurocentrico o quasi, mentre oggi la situazione si è ribaltata. Ci inducono a utilizzare categorie e modelli di 100 anni fa per descrivere il XXI secolo, come se nel 1922 e dintorni si fossero scannati sull'epopea napoleonica e la Restaurazione, su Colloredo, Metternich, Wellington ecc. Fin quando non ci scrolleremo di dosso certi pesi rimarremo impantanati, peraltro senza neppure chiarire aspetti del XX secolo che rimarranno fumosi, oltre il danno la beffa. Anche questo è sintomo di decadenza, un conto è analizzare fatti e personaggi storici nel loro contesto e tentar di trarre alcuni insegnamenti, un conto è utilizzarli insistentemente per interpretare il presente e immaginare il domani (il nuovo fascismo ecc), ovvero quel che osservo nel dibattito attuale (sia mainstream sia nella controinformazione). Forse il fosco paesaggio odierno ci spinge a cercare conforto o semplici riferimenti in scenari in cui recitavamo ruoli ben più rilevanti, ma questo ci rende sterili, poco propositivi, catastrofisti all'eccesso (e infatti l'utente FedeleDellaCroce notava l'assenza di articoli o progetti che ispirino, che diano slancio, mentre abbondano previsioni sul tragico destino che attende la razza umana ecc ecc...per me è tutto collegato, ci siamo zavorrati e persistiamo nell' assecondare le agende dei soliti noti)

    20. oriundo2006 6 gennaio 2024

      Salve Pfeff, le imprese si impongono sempre sul potere politico in 'democrazia' come negli stati totalitari: cambia tutt'al più l'indirizzo di azione e la direzione manageriale ma chi produce ha la priorità.
      Oggi il potere industriale e commerciale ha fagocitato lo stato attraverso la 'pemeabilità' del potere politico alla corruzione ma sopratutto per la superiore 'organizzazione' delle masse umane che realizza, cosa assai facile da capire: l' impresa realizza il consenso interno, cosa che gli stati faticano a fare..un obiettivo intermedio essedo l' idea del reddito di cittadinanza sganciato dalla produzione e proprio perciò cassato: dopo tutto io impresa faccio meglio lo stesso, tenendo a libro paga gente che so altrimenti inutile.
      Lo stato vuole tendenzialmente esser gestito come una impresa, ovvero efficientemente e profittevolmente, mentre l' impresa si dà obiettivi di larga portata un tempo propri solo allo stato ( tipo Musk e Co. ).
      Un caleidoscopio di punti di vista non più concorrenti ma unificati nell' idea centrale della priorità al 'sistema', quale che sia e come sia in definitiva realizzato: sistema ovvero capitale, pubblico o privato, ovvero sapere e potere congiunti.
      E docilmente gli esseri umani si fanno guidare, dominare, asservire felici per le 'magnifiche sorti e progressive' ala cui realizzazione si sentono vocati: quello che abbiamo visto col covid è solo l'applicazione della direzione d' impresa alla massa umana eteronoma, composta da soggetti 'individualizzati' singolarmente e ricomposti nella logica del comando.
      Privi di autonomia sono abituati ad obbedire sempre e comunque. Come ho già scritto altrove, il lavoro salariato è la vera antitesi alla democrazia, come ideale politico di uomini liberi: le ideologie contano assai meno.

    21. oriundo2006 6 gennaio 2024

      Erano la radice del consenso di massa di quei regimi, di destra solo perchè a sinistra vi era la collettivizzazione forzata con annessi espropri e eccidi senza fine.
      Erano 'socialisti' sia il fascismo che il nazismo e lo erano davvero. Erano e si volevano la 'terza via' fra i due estremi del liberismo anglosassone ( sappiamo come fosse in realtà guidato dal sionismo internazionale ) e della dittatura del 'proletariato' ( e sappiamo anche qui come non lo fosse ): era la ricerca di un 'medium' interno alla vita stessa del popolo che doveva essere messo in luce e realizzato.
      Questo richiamo al 'popolo', alle sue forze segrete ( oggi diremmo del DNA ) costituiva la giustificazione ultima del potere di un uomo solo come 'vate' perchè 'interprete' di tale 'volontà' implicita agli italiani come dei tedeschi.
      Il legame tra capo e massa era legame di un destino comune volto alla realizzazione di quello che le masse presentivano 'inconsciamente' e che il capo era intento a realizzare come politica di potenza esteriore.
      Il richiamo a Manno o a Cesare non era mero orpello di maniera ma era simbolo della continuità dei tratti fondamentali della Nazione ( ed in Francia era lo stesso...): nel 'popolo' agiva una forza sotterranea ( il Vril ) che doveva essere portata alla luce e pienamente realizzata.
      Era il tesoro segreto di Mime...
      Impossibile che tu, così attenta e sempre preziosa nei tuoi rimandi al mondo gemanico, non abbia mai avuto sentore di questa indubitabile verità, oggi travisata perchè intesa come 'copertura' per finalità anticomuniste o semplicemente 'dittatoriali'.
      Facevano sul serio allora. Oggi ?

    22. oriundo2006 6 gennaio 2024

      Tieni conto che questo aspetto era la fonte, l' origine segreta del 'nazismo magico': che magico non era ( solo ) ma era razionale ricerca di queste fonti segrete.
      L' Ahnenerbe ne era la punta di diamante, con spedizioni condotte anche in Paesi che allora erano davvero alla 'fine del mondo', tipo il Tibet...o l'Antartide.
      Si voleva capire, studiare e amplificare per forse replicare la fonte segreta del patrimonio ereditario, che oggi diremmo genetico.
      Tutto era orientato al Volk, per migliorarlo, per non permetterne la 'contaminazione' da parte di DNA 'inferiori'.
      Perchè 'inferiori' ? Cosa vi era e vi è di differente nei tanti ceppi umani ? Quale era il 'segreto' finale di tutto ciò ?
      Vi era anzi vi è una connessione con il 'peccato originale' ?
      Queste domande le lascio alla vostra intelligenza. Io la risposta l' ho già.
      Ah, a proposito. Quanto venne fatto nei 'campi' da deviati mentali tipo Mengele è veramente nulla di quello che viene fatto oggi.
      Semplicemente 'loro' hanno fatto declassare la ricerca, se condotta dai cattivi ( e lo erano, parecchi almeno ) a film horror con quintali di disprezzo e di travisamento, mentre i buoni ( per definizione: i vincitori ) si dedicano solo a 'pure' indagini 'scientifiche' di laboratorio prive di 'interessati' esperimenti su esseri umani.
      Si, ciao...Wuhan, i laboratori in Ucraina ( e adesso in Italia: attenzione ) dicono il resto.
      La lotta politica e militare di oggi è la lotta per impadronirsi dei segreti del genoma umano. Ci sono riusciti ? Manca poco o pochissimo ?
      In ogni caso, tornando alla storia, si vede come i 'cattivi' erano avanti nella conoscenza della realtà, mentre ad esempio i 'comunisti' si trastullavano con ipotesi materialiste di stampo ottocentesco. Questo instupidimento è durato per quasi tutto il '900 sino a quando 'qualcuno' ha detto loro la verità.

    23. Bertozzi 6 gennaio 2024

      Concordo su tutto; e più che altro dice di noi che siamo vecchi, nella testa nel corpo e nello spirito.

    24. Hospiton 6 gennaio 2024

      Vero Bertozzi, mente e spirito decrepiti. Soliti discorsi, soliti schieramenti ammuffiti, sono il primo a apprezzare qualche buon articolo o una documentata analisi storica, nel momento in cui però si sfruttano in continuazione* fatti, uomini, partiti, movimenti, ideologie del passato per incasellare ogni evento contemporaneo o addirittura per predire il futuro significa che siamo buoni per la pressa. *(sottolineo "in continuazione" perché questa non è l'eccezione, anzi direi che le superatissime letture della serie "destra-sinistra" stanno aumentando man mano che Italia e Europa sprofondano).

    25. BrunoWald 6 gennaio 2024

      "In definitiva si imputa al fascismo il suo contrario,"

      "Spiegatemi dove vedete oggi l’esaltazione del ‘popolo’, del ‘volk’ come programma politico."

      Il problema è che la discussione non si svolge sul piano razionale, ma a un livello fideistico in cui i fatti risultano irrilevanti qualora contraddicano assiomi dati per scontati.

      Il fascismo è il Male, ergo: tutto ciò che è male è fascismo. L'autoritarismo, la guerra, la persecuzione degli avversari politici, l'imposizione di una fede o ideologia, il culto del capo: tutte cose inventate dal fascismo, mica esistevano dai tempi delle piramidi...

      Il fascismo fece probabilmente per le classi popolari più di qualsiasi altro regime dell'epoca, ma che importa: in realtà erano gli sgherri dei padroni!

      I capitalisti occidentali finanziarono il nazifascismo per combattere il comunismo sovietico: che poi si alleassero invece ai bolscevichi per distruggere il nazifascismo è un dettaglio irrilevante, che non può certo intaccare il dogma.

      E così via...

    26. BrunoWald 6 gennaio 2024

      Siete veramente incredibili...

      Spetta a voi a decidere chi è fascista e chi non lo è!

      Arriva un Mies qualsiasi e, con sprezzo del ridicolo, stabilisce che Tizio e Caio sono "fascisti che non vogliono essere tali"... E con quelli che invece rivendicano fieramente il proprio fascismo, e si dichiarano nemici mortali di Tizio e Caio, come la mettiamo?

      L'altro fenomeno, l'ebreo Goldberg, s'inventa l'ossimoro del "fascismo liberale"...

      La UE è il Quarto Reich, sorto con un programma che è l'esatto capovolgimento di quello del Terzo: la dissoluzione delle nazioni, lo sradicamento delle identità, l'invasione terzomondiale, l'odio contro i bianchi e la tradizione europea, la distruzione della famiglia, la promozione dell'aborto e dell'omosessualità, la complicità incondizionata con i sionisti, la repressione sistematica dei dissidenti, scomunicati al grido di "Fascisti! Razzisti! Nazisti! Sessisti! Antisemiti!"...

      Ecco le caratteristiche del "fascismo che non vuole esserlo", secondo voi.

      E infatti NON lo è! È il suo contrario.

    27. Pfefferminz 7 gennaio 2024

      https://comedonchisciotte.org/fascismo-transnazionale-delite/

      Nel caso ti interessi conoscere il pensiero di Ullrich Mies.

      Una piccola precisazione: la frase "fascisti che non vogliono essere tali... " non ha senso. Il sottotitolo dell'ultimo libro di Ullrich Mies è al singolare, "Der Faschismus der keiner sein will" ed è da intendere, secondo me, nel senso di "tutti vi diranno che non è fascismo ed invece lo è". In un'intervista Mies dice di aver elaborato le definizioni di fascismo di Umberto Eco e di un professore universitario, un certo Rosenthal, fuggito in USA nel 1933, oltre che di Agamben.

      Quello che, secondo me, non vuoi accettare è che l'uso del termine "fascismo", per lo meno nei Paesi di lingua tedesca, è normale ed indica la condizione in cui vengono meno i diritti. Il giornalista Ken Jebsen, in un discorso di qualche mese fa, è riuscito a nominare il fascismo tre volte nel giro dei primi quattro minuti. Ha detto, ad esempio, che grazie alla situazione venutasi a creare con Corona, ha capito cosa è successo nel 1933. Ha continuato dicendo: "A scuola vi hanno insegnato come è finito il fascismo, non come è iniziato e c'è un motivo".

    28. BrunoWald 7 gennaio 2024

      Ho letto l'articolo, col quale sono in completo disaccordo.
      Del resto, l'autore ha elaborato le definizioni di fascismo di Umberto Eco e di un certo ebreo Rosenthal, fuggito negli USA nel 1933... Tutta una garanzia!

      E non è che non voglia accettare che si definisca fascismo "la condizione in cui vengono meno i diritti": proprio non me ne frega niente. È solo un'ulteriore conferma della disonestà intellettuale e della cecità ideologica di un certo ambiente politico ed accademico.

      Mi appassiona discutere con avversari dalla mente aperta e spregiudicata, ma non ho pazienza con ottusi marxistoidi come questo Mies: uno che definisce "fascismo internazionale d'elite" l'attuale costellazione di forze detta globalismo è un idiota istruito, che si preclude ogni possibilità di comprendere ciò che sta accadendo.

      Ma un idiota accorto, beninteso: riesce infatti a dilungarsi sul "capitalismo globale, l'élite di potere transnazionale, il complesso transnazionale digitale, militare, dell’intelligence, della scienza e dei media" senza menzionare nemmeno una volta la mafia aschenazita che ne costituisce il nucleo guida.

      Mi spiace, cara Pfeff: con uno che vede dappertutto il fascismo ma non si accorge dei kazari, non perderei tempo a discutere nemmeno del tempo che fa.

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