DI MARCO MAMONE CAPRIA
hansruesch.net
La montagna di propaganda che si è riversata nell'ultimo anno sugli italiani per convincerli dell'esistenza di immaginarie emergenze sanitarie (come quella della meningite [1]) era preparatoria a un decreto-legge antiscientifico, illiberale, anticostituzionale. I principali media, anche stavolta, hanno tradito il pubblico concentrandosi sul falso scontro (un tipico esempio della tecnica di manipolazione detta “Good Cop-Bad Cop”) tra due signore non laureate ma misteriosamente poste a capo del ministero dell’Istruzione (Valeria Fedeli) e della Salute (Beatrice Lorenzin), e si sono ben guardati dall'entrare nel merito del colpo di mano che si
stava in ogni caso preparando ai danni dei cittadini italiani.
Così il 19 maggio 2017 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un decreto-legge sui vaccini pediatrici [2,3]. Il decreto non è ancora stato convertito in legge, e se non lo fosse entro 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (cosa, quest'ultima, non ancora avvenuta) decadrebbe in tutti i suoi effetti. In base al “decreto vaccini”, diventano obbligatorie per i bambini da 0 a 16 anni ben 12 vaccinazioni, 8 in più rispetto a quelle che lo erano finora (anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B). Le nuove vaccinazioni sono: anti-pertosse; anti Haemophilus influenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti- varicella.
I genitori che violano l'obbligo sono multati da 500 fino a 7500 euro, ogni anno, e sono segnalati al Tribunale dei Minorenni «per la sospensione della potestà genitoriale». Il bambino non vaccinato non può essere iscritto agli asili nido e alle scuole dell'infanzia pubbliche o private.
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Marco Maria 7 giugno 2017
In questi giorni, guardando sui giornali online "tradizionali" si trovavano titoli come "Una sentenza riconosce indennizzo per danni da vaccino" (sulla Stampa.it), oppure "Vaccini, a Milano riconosciuto indennizzo per danni da vaccino" (Wired.it).
Per chi non avesse letto la notizia, riassunto in breve, si tratta di una sentenza della corte d'Appelo di Milano che stabilisce il risarcimento ad una donna colpita epilessia dopo un vaccino quadrivalente nel 1975. Questo avviene, senza attendere il terzo grado perché il Ministero della Salute si è "forse dimenticato" di impugnarla nei tempi stabiliti per cui questa è passata in giudicato. La Corte d'Appello conferma il primo grado emesso dal Tribunale di Pavia nel 2013 che ha riconosciuto il diritto ad un indennizzo.
Non sto qui a riportare tutti i dettagli, avete modo di approfondire con l'onnipresente Google, ma una notizia così esplosiva, proprio di questi tempi, senza che la Beatrice nazionale muovesse colpo per difendere la tesi della sicurezza dei vaccini, facendo passare una sentenza senza proferire, mi sembrava strano.
In verità, la chiosa dell'autore dell'articolo letto già lasciava presagire qualcosa. Non virgoletto perché non ho preso nota delle perle della prestigiosa firma ma suonava più o meno in questo modo: Quando si risolverà il problema dei giudici che vanno contro la scienza?
Mi sembrava già un'ottima base su cui impostare la controffensiva nel sminuire le varie e numerose sentenze che vi sono già state ma che ora, grazie ad una visibilità maggiore, vengono tirate in ballo da chi dubita sui benefici delle scelte governative e soppesate da un maggior numero di persone, fino ad ora all'oscuro.
Altro lato scricchiolante, stiamo parlando di un vaccino innoculato 42 anni fa, roba vecchia!
Alzo dunque le antenne e nei giorni a seguire rilevo che viene dato spazio alle rivendicazioni del Codacos che in qualce modo si attribuiscono una paternità sulla vicenda e prendono l'episodio come un rafforzamento della loro posizione con la recente polemica con l'AIFA, l'agenzia del farmaco.
Anche questo spazio mi dava l'idea che fosse teso a far sbilanciare il Codacons in dichiarazioni trionfalistiche oltre misura.
Poi una quasi certezza, articoli come questo che vi suggerisco di leggere (https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/06/07/vaccini-sentenza-danni/) in cui il titolo "Sentenza sui danni da vaccini, perché non ci dobbiamo preoccupare" e la spalla che recita "La Corte d’Appello di Milano risarcisce una donna colpita epilessia dopo un vaccino quadrivalente nel 1975. È la dimostrazione che i vaccini fanno male?" ci danno già il senso della strategia d'attacco che servirà a smontare le perplessità questa volta aiutate ad arte a raggiungere la massima preoccupazione per meglio rientrare nel limbo del Gregge che si affida alla "Scienza Ufficiale" sponsorizzata dal Ministero della Verità (pardon, della Salute) che tranquillizza tutte le nostre paure e ci da le risposte giuste a tutti i cattivoni che parlano male dei vaccini. Per il momento, ecco alcuni volenterosi alfieri già lancia in resta:
“Non è la giustizia che fa la scienza”. Giorgio Palù, presidente della Società italiana di virologia;
“Che siano sicuri lo dimostrano milioni di vaccinazioni”, ribatte Palù. “Di effetti collaterali ce ne saranno in un caso su 10mila, ma sono lievi. Parliamo di arrossamento o prurito. I casi gravi sono rarissimi, dell’ordine di uno su milioni. In ogni modo, si è dimostrato che è un rischio di gran lunga inferiore di quelli che derivano dal contrarre l’infezione”;
“In quattro decenni i vaccini sono migliorati ulteriormente, i controlli sono stati affinati”. Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene generale e applicata all’Università degli studi di Milano.
Perché partire dal caso singolo per affermare che i vaccini facciano male è insomma un errore concettuale? “... nessuna istituzione ha mai escluso che ci siano dei rischi, per quanto in percentuali infime. Ma se adottassimo lo stesso criterio allora dovremmo rinunciare alla maggior parte dei farmaci, non sottoporci ad alcuna operazione. E curarci con l’omeopatia, notoriamente acqua e zucchero” Stefano Moriggi, filosofo della scienza e docente all’Università di Milano Bicocca.
... Questa dunque non è la linea difensiva ma è una strategia d'attacco vera e propria tesa a sgonfiare, o meglio, a togliere interesse a tutti quei casi, Codacons compreso, che nei giorni precedenti avevavo conquistato qualche posizione per far scricchiolare il muro granitico dei ProVax (ormai il dibattito è ridotto alla rissa tra guefli contro ghibellini togliendo ogni spazio ad un approfondimento su temi che dovrebbero stare a cuore a tutti come verifiche di sicurezza, procedure di manipolazione e conservazione, reali opportunità di introduzione di tipologie di vaccini a discapito di altri o in eccesso vista la mancanza di sperimentazione sull'assunzione di ben 12 vaccini ora obbligatori, modalità di riconoscimento del danno semplificate visto che ci dovrebbe interessare anche la salute di quel binbo su un milione, ecc.).
Vogliamo parlare della ricerca scientifica pubblica da rimpolpare e dell'opportunità di creare un polo farmaceutico di stato sia per far fronte a queste emergenze (sennò perché la decretazione d'urgenza?!?), dare maggiori garanzie sui test e validità dei farmaci (che senso ha oggi parlare di farmaci generici?) sia per togliere ogni legittimo dubbio di involontario (?) favoreggiamento a Big Farm?
No, meglio parlare d'altro, e siamo solo agli inizi...