Il caso Weinstein: le ricattate, il ricattatore e il Fica Power

Il caso Weinstein: le ricattate, il ricattatore e il Fica Power

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it
Quante volte ci ho provato con una ragazza o una donna nella mia vita? Infinite. Quante volte sono andato ‘in bianco’? Moltissime. Quante volte mi è riuscito il colpo? Parecchie. Devo per questo essere considerato un molestatore sessuale seriale? Quante volte ho chiesto a un amico: “senti, mi presenteresti quella ragazza, che mi piace?”. Deve, per questo, costui essere bollato come una sorta di prosseneta, un Lele Mora in miniatura? Alla radice della questione delle molestie sessuali –tralasciando per il momento il ‘caso Weinstein’ dove centrale è la questione del potere- c’è il fatto che, per ragioni biologiche e antropologiche, poi diventate culturali, è all’uomo che, in linea di massima, spetta l’iniziativa. Perché checché se ne pensi, e lui stesso si vanti, l’uomo non è sempre pronto per il sesso. Nemmeno la donna lo è, ma la sua scarsa predisposizione ha effetti meno drastici della defaillance del maschio che rende tecnicamente impossibile la penetrazione. L’uomo è cacciatore proprio perché non sempre ha il colpo in canna. Ecco perché tocca a lui aprire la partita mentre il compito di lei è di farsi inseguire . C’è perciò sempre un momento in cui lui deve fare necessariamente un atto intrusivo nella sfera personale e latus sensu sessuale di lei: una carezza sui capelli (che, come pensano giustamente i musulmani, non sono affatto innocenti dal punto di vista erotico) tentare di attrarla a sé, cercare di strapparle un bacio. Se ha equivocato sulla disponibilità di lei si beccherà un diniego. Peraltro un tempo le donne, se non volevano starci, sapevano benissimo come fartelo capire. Il linguaggio sessuale, erotico, amoroso ha i suoi codici, anche abbastanza precisi, ma rientrano nell’inespresso, nel non detto, fanno appello alla sensibilità di ciascuno, non possono appartenere all’esplicito e ancor meno al giuridico. Quando ero ragazzo se nel ballo (“il ballo del mattone” come cantava Rita Pavone) lei ti metteva un braccio sul petto voleva dire che era meglio lasciar perdere, se ti poggiava la mano sulla spalla era un segno neutro, se ti metteva le braccia al collo e si lasciava stringere non le dispiacevi, il che non significava ancora nulla se non che eri autorizzato a fare la mossa successiva. A complicare le cose c’è poi l’eterna ambiguità della donna, che è ciò che ci attrae in lei ed è, insieme, l’origine della nostra difficoltà a comprenderla, sia nella schermaglia erotica che in ogni altro campo (peraltro una che si offra spudoratamente, come accade a volte oggi a differenza di un recente ieri, fa cadere ogni libido perché elimina il grande gioco della seduzione). Perché i suoi primi no possono essere di pura parata e nascondere un sostanziale . Una certa insistenza è quindi comprensibile. Insomma capire fino a che punto ci si può spingere è una questione di reciproca sensibilità. Allo stesso modo i possono capovolgersi improvvisamente in un no. Come è stato nel caso di Mike Tyson e Popi Saracino, entrambi condannati a vari anni di galera perché lei, all’ultimo momento, si era negata. E veniamo al caso di Harvey Weinstein, importante produttore di Hollywood. Il suo è un caso tipico di abuso di potere, ma una donna maggiorenne, adulta, sa, o dovrebbe sapere, cosa fa quando concede i propri favori sessuali, magari controvoglia, in cambio di promesse, mantenute o no, di carriera: si prostituisce. Non ci sarebbero corruttori, nel sesso come in politica, se non ci fosse chi è disposto a farsi corrompere. E qui si innesta un’altra questione, che è generale e va ben oltre lo strampalato e apparentemente dorato mondo di Hollywood: quella che nel mio Di(zion)ario erotico ho chiamato –e spero che i lettori mi passino la crudezza del termine- il Fica Power. Com’è fuori discussione che ci sono uomini di potere che ne abusano per portarsi a letto delle belle ragazze sostanzialmente, anche se subdolamente, ricattandole, è altrettanto fuori discussione che ci sono parecchie donne che utilizzano il proprio sesso per avere scorciatoie di carriera, all’interno delle aziende e altrove. Invece di indignarsi quando si parla di Fica Power le femministe o comunque i tanti teorici delle pari opportunità dovrebbero prestare a questo aspetto qualche attenzione, perché questo atteggiamento lede innanzitutto i diritti e le aspettative di quelle donne che sul posto di lavoro si comportano con correttezza. E’ la mortificazione della tanto decantata meritocrazia. Ma questo non si può dire. E’ tabù. Viene considerata un’intollerabile offesa all’immagine della donna che è ridiventata, come nell’Ottocento ma per motivi diversi, un essere angelicato, depurato di ogni bruttura morale. Si batte quindi sempre e solo il tasto del potere di ricatto maschile sul luogo di lavoro. Che c’è, naturalmente, ma è più limitato, se non altro perché può essere esercitato solo dall’alto in basso ed è verificabile, mentre il Fica Power è diretto a tutto campo e praticamente indimostrabile. Inoltre se è vero che l’uomo di potere può facilmente usarlo per ricattare è anche vero che può essere altrettanto facilmente ricattabile e fare la fine dell’incolpevole Strauss-Khan. Un banchiere americano ha confessato che piuttosto che salire in ascensore con una donna sola (in cento piani può accadere di tutto) preferisce aspettare il giro successivo. L’alternativa è la verbalizzazione. Possibilmente scritta e certificata. Negli Stati Uniti circolano moduli in cui i due mettono nero su bianco la loro intenzione di fare sesso e la donna, a scanso di equivoci, dichiara anche fino a che punto è disposta a spingersi. Se andiamo avanti di questo passo i rapporti fra i sessi, già difficili in una società solo in apparenza libera, in realtà sessuofobica, puritana, sempre più simile al matriarcato americano, diventeranno impossibili. Se bisogna verbalizzare, certificare, sottoscrivere, beh allora è meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe. Massimo Fini Fonte:

Commenti (215)

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Mostra commenti 70 caricati
    1. Tessy William 29 novembre 2017

      Dopo 7 anni di matrimonio, mio ​​marito mi ha lasciato con due bambini. Mi sentivo come se la mia vita stava per finire mi sono quasi suicidato, ero emotivamente giù per un tempo molto lungo. Grazie a un incantatore chiamato profet john che ho incontrato online. In un giorno fedele, mentre stavo navigando su internet, alcune persone hanno testimoniato che ha riportato il loro ex amante, alcuni hanno testimoniato che ripristina grembo, cura il cancro e altre malattie, alcuni hanno testimoniato di poter fare un incantesimo per fermare il divorzio e presto. ho anche trovato una testimonianza particolare, si trattava di una donna di nome Marie, ha testimoniato di come ha riportato il suo ex amante in meno di 2 giorni, quando l'ho contattato ha promesso di ripristinare il mio matrimonio, e solo due giorni le preghiere ha fatto tornare mio marito, per favore, unisciti a me e ringrazia il profeta John alla sua mail .... [email protected]

    1. uomoselvatico70 uomoselvatico7 19 ottobre 2017

      La vita è dura per tutti ma una cosa ti posso dire perché è una certezza, e' un fatto....

      Tutte e ripeto, TUTTE le donne della mia famiglia hanno sepolto i rispettivi mariti e parecchie di loro sono ancora vive e vegete a più di 20 anni dai loro funerali.

      Questo accade non solo nella mia famiglia ma anche nelle altre perché praticamente OVUNQUE sulla terra in qualsiasi cultura e paese le donne campano meglio e crepano molto più tardi essendo parecchio più protette e tutelate degli uomini.

      E non sono tutelate solo dalle leggi, ma pure dalle consuetudini sociali, e dal "sentire comune" della gente.

      Sono tutelate in primis, proprio dagli uomini che si sacrificano quasi sempre al posto loro.

      Ovunque c'è un lavoro massacrante, pericoloso o molto insalubre, dovunque c'è da rischiare la pelle o l'invalidità permanente, si manda sempre un uomo, mica una donna.

      Per questo i morti sul lavoro sono per il 97% uomini.
      Uomini che vivono peggio e crepano prima delle donne OVUNQUE nel mondo.
      Basti pensare al tasso di suicidi 5-6 volte più alto nei maschi che nelle femmine a causa delle fortissime aspettative sociali, competizione e pressione psicologica, che i maschi sono costretti a subire dall'infanzia fino alla tomba.

      Se una donna chiede aiuto, trova subito 100 mani tese.
      Ma prova ad essere uomo e finire con il culo per terra e vedrai come cambia di colpo la musica....
      Vedrai arrivare subito qualcuno a prenderti a calci invece che a tenderti una mano.
      Non ci credi?
      Fatti un giro per le mense della caritas e vedrai quasi solo uomini.
      Ex mariti, ex padri, ex tutto..
      Per loro non ci sono "paracadute" non c'è solidarietà, non ci sono seconde opportunità....
      Loro sono uomini.
      Non parlare di quello che non sai, donna.

    1. An 19th century man 19 ottobre 2017

      Se sei uomo sei costretto a lavorare, cosa di cui farebbe volentieri a meno, altrimenti nessuna te la da, che vuol dire niente godimento e niente progenie, e sei considerato un poco di buono, se sei donna puoi scegliere di non lavorare e puoi trovare lo stesso quanti uomini vuoi ma scegliete lo stesso di lavorare e vi lamentate pure... Ben vi sta.

    2. Lili Armando 20 ottobre 2017

      "Scegliere di non lavorare"? Senza parole.

    3. An 19th century man 20 ottobre 2017

      Causa: povertà di argomenti.

    1. Lili Armando 19 ottobre 2017

      Prendo nota, precisando che mai tratterei inappropriatamente né uomini né donne. Per me le persone tutte meritano profondo rispetto.
      Riguardo il resto, di sicuro lei ha ragione. Forse conosciamo troppo poco le une degli altri e viceversa. Magari se fossimo piú capaci di parlare tra di noi, ascoltandoci, le cose andrebbero meglio. Comunque sono certissima che gli unomini non sono soggetti a tante aggressioni di tipo sessuale quanto le donne.

    2. An 19th century man 19 ottobre 2017

      La verità l'ha detta quel tipo mediatore culturale prima di essere linciato mediaticamente e poi licenziato alla faccia della libertà di parola: all'inizio la donna si agita, poi diventa un rapporto normale. La realtà è che siamo animali, e i ruoli e le modalità di approccio li ha stabiliti madre natura, è inutile che vogliamo creare un superuomo a norma di legge, basta osservare gli altri animali, in particolare i mammiferi per capire dov'è il problema. Un tempo chi non voleva diventare nonno la figlia se la teneva a casa, perché poi la figlia, se qualcuno le saltava addosso, poi non voleva più separarsi dal suo violentatore perché lo riconosceva come proprio compagno. Certo, la cultura ha sommerso questo tipo di approccio, ed è un bene, ma sinceramente stiamo andando a finire all'eccesso opposto ugualmente dannoso.

    3. uomoselvatico70 uomoselvatico7 19 ottobre 2017

      Non diciamo stronzate per piacere.
      Vorrei proprio vedere se quel "mediatore culturale" la penserebbe ancora così se fossero state sua figlia, o sua sorella ad essere violentate.
      Han fatto bene a licenziarlo.

    4. Nat 19 ottobre 2017

      "Comunque sono certissima che gli unomini non sono soggetti a tante aggressioni di tipo sessuale quanto le donne."

      Certissima? Mmmh...
      Ha mai sentito parlare di Erin Pizzey? Dia un’occhiata al suo lavoro ed alle sue analisi circa le violenza di genere. C’è un documentario semplice ma interessante che si chiama “The Red Pill” di Cassie Jaye. Glielo consiglio.

    5. An 19th century man 19 ottobre 2017

      Licenziarlo per aver espresso un pensiero si può fare? Non è parimenti barbaro ed oscurantista? O dici quello che è comunemente accettato, in qualsiasi stronzata possa identificarsi tale comunemente accettato, o ti rompono il culo, ma questa cosa, gravissima, passa inosservata.. E allora conversare con chi alza i muri è una perdita di tempo.

    6. Gino2 20 ottobre 2017

      in ogni caso guardiamo le cose dal punto di vista ristretto del nostro quartiere.
      Certamente basta ampliare per capire che anche gli uomini subiscono le stesse molestie, per esempio guardando agli altri paesi.
      In molti paesi non c'è l'atteggiamento "cattolico" della donna che c'è in Italia.
      Nei paesi dove la donna è veramente emancipata, la donna di potere chiede in cambio di favori e vantaggi, prestazioni sessuali non meno dell'uomo.
      Posso portare un esempio: il Brasile.

    1. gilberto6666 19 ottobre 2017

      Molto interessante l'articolo di Massimo Fini e tutto il dibattito conseguente, direi che spinge molto verso le posizioni di MGTOW.

    1. Gino2 19 ottobre 2017

      Interessante storia forse in tema :

      http://www.corriere.it/video-articoli/2017/10/19/dal-palcoscenico-zelig-notti-passate-dormire-auto-marco-noce-io-facevo-ridere-tutti-ma-ora-nessuno-riesce-farmi-sorridere/9e00b51c-b4c9-11e7-aa01-fc391f169342.shtml

    1. Gino2 19 ottobre 2017

      .....e in un istante Comedonchisciotte si trasformò nel salotto pomeridiano di canale5....

    1. XL 19 ottobre 2017

      Chiedo scusa, ma sono l'unico a fare l'osservazione lombrosiana della faccia spaventosa di weinstein/frankenstein?

      Quello è un depravato a prescindere dal singolo caso. Come spesso accade (vedi Strauss-Kahn, Clinton e compagni di merende) i maniaci vengono accusati l'unica volta che sono innocenti. Chi li adesca ha un nome specifico: "honey-trap", addestrate dai servizi, ma quello è anche un talento naturale sviluppato da tante sboldrinelle a fini di ricatto senza bisogno di corsi.

      in ogni caso il maniaco meriterebbe di stare al gabbio solo per la faccia che ha.

    1. Zerco 19 ottobre 2017

      Sono uomo, quindi so poco della vita delle donne. Non sono padre, non sono "di qua e di là dall'oceano", non sono "professionale", non sono "plurilaureato", non sono "mai abbastanza", lavoro da trent'anni in ambienti a prevalenza femminile e ho sempre avuto capi donne (tranne in una occasione), sono bruttino e grassottello. La informo che come me ce ne sono tanti, anche nella sua America, e anche noi abbiamo i nostri problemi sul lavoro. Uno di questi è essere scalzato da una ragazza carina che ha studiato meno ma sa gestire bene i "toccamenti". Ci sono anche quelle, sa?
      Cara signora "ingamba": se lo lasci dire da un inferiore che non ha mai fatto "proposte" (e a chi le facevo, alla fotocopiatrice?): voi donne quando siete "sopra", probabilmente come lei, siete peggio degli uomini.
      E, forse non se ne è mai accorta perché lei è "andata avanti" stando molto attenta a non essere violentata e a "sviluppare la capacità di vestirsi come le piace", voi donne "sopra" alle donne bruttine e grassottelle non perdonate niente. Lo sapeva? Questa è la mia esperienza empirica in tanti ufficietti di una misera città italiana.

    1. Stefano Mencarelli 19 ottobre 2017

      Vallo a dire a Nadia $omma che le donne hanno le loro colpe. E pensare che in TV abbiamo la D'Urso che ti fa capire quanto ti pigliano veramente per il culo.

    1. consulfin 19 ottobre 2017

      Per inciso vorrei dire che si trascura nell'articolo la rigida morale borghese che sarebbe anche alla base del comportamento isterico e masochista (non lo faccio perchè mi piace - comportamento riprovevole - ma perchè ci sono costretta). In questo mondo "dirittocivilista" paradossalmente potrebbero avere ragione quegli americani che mettono tutto per iscritto (guarda un po' cosa mi tocca scrivere!).
      La vera ragione del commento è che vorrei porre una domanda naive: come mai, in questo caso, nell'informazione di massa ci si sottrae all'"obbligo" di riportare l'ebraicità del protagonista?

    2. SanPap 19 ottobre 2017

      perché ça va sans dire ?

    1. SuperMururoa . 18 ottobre 2017

      Caro Fini, innanzitutto la saluto con piacere, la stimo dai tempi dell' "extramappa" (ero piccolo!). Riguardo ai moduli, esistono quelli pre-compilati? In tabaccheria o farmacia?
      "Mi dia un modulo per una fellatio e 3 penetrazioni, grazie." "Esagerato..."

    1. Antonello S. 18 ottobre 2017

      Adesso vi confido un segreto...
      Viviamo in una società che nonostante i progressi tecnologici e culturali, non si è mai affrancata dal male oscuro dell'ipocrisia (o quantomeno non riconosce che il fenomeno è ancora saldamente radicato).

    1. Zerco 18 ottobre 2017

      mobbing, stalking, petting, fisting, pissing... gay, transgender, queer... fica power
      il modello angloamericano della società umana fondata sul coito è ormai penetrato anche nella nostra cultura, prima davanti con la terminologia (i rapporti di coppia sono definiti ormai da parole angloamericane con una mescolanza tutta USA tra scienza e pornografia) poi di dietro con le leggi (le leggi su tutti i vari reati sessuali sono di importazione americana-liberal clintoniana) e poi in testa con l'istruzione (che nel modello angloamericano, ormai anche nostro, coincide con il marketing). La nostra società europea - mediterranea era sessuofobica, ma cercava di "inquadrare" il sesso, cercando così di evitare di scompaginare i rapporti sociali ereditati dalla tradizione. Quella americana era ed è erotomane, ossessionata dal sesso, un sesso pesante, onnipresente, hardcore che si spande su tutto, facendo perdere la vera natura dei rapporti personali e sociali. E in questa orgia senza senno né educazione (se non quella della pornografia perenne hollywoodiana) è la donna, che governa il sesso, ad uscirne più stravolta, folle e malconcia. Una brutta copia del maschio.
      Bene, quel modello, insieme a tutti gli altri modelli USA, ci è entrato profondamente in testa dopo che ce l'hanno messo nel culo coi film, la TV, i media e le università.
      Siamo fottuti. Infatti Fini non può che usare una parola americana per definire questo.

    2. fabtravel.altervista.org 19 ottobre 2017

      Concordo pienamente. E aggiungo alla TV i media e le università anche la musica la cui distribuzione è univoca

    3. Filippo Gregoretti 20 ottobre 2017

      Parole sante.

    4. fastidioso 20 ottobre 2017

      la boldrini and company ne saranno orgogliose

    1. An 19th century man 18 ottobre 2017

      La realtà è che la figa si paga. Sempre. C'è chi te la fa pagare una volta e subito e sono le prostitute, c'è chi te la fa pagare a rate a tempo indeterminato e sono le donne "normali".Quando te la scopi una ventenne fresca fresca, dopo diciamo i trenta, se non hai i soldi o lo yacht? Quindi questi uomini fanno quello che al posto loro farebbero tutti gli uomini, e quelle donne fanno quello che al posto loro farebbero tutte le donne. Io se l'avessi capito prima avrei speso molto meno tempo e danaro infruttuoso dietro alle donne normali e investito di più in mignotte. Non è mai troppo tardi. Non solo, ma capisco la ragione che c'è dietro alla gestione della donna nell'Islam, di salvaguardia dell'ordine sociale, e mi domando se questa demonizzazione dell'Islam non sia l'ennesimo tassello del deliberato progetto di distruzione della società in atto oggi.

    2. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      C'é un precedente, interessante articolo di Fini, sul tema, questo:
      http://www.massimofini.it/articoli/donne-guaio-senza-soluzione

      "...capisco la ragione che c'è dietro alla gestione della donna nell'Islam, di salvaguardia dell'ordine sociale, e mi domando se questa demonizzazione dell'Islam non sia l'ennesimo tassello del deliberato progetto di distruzione della società in atto oggi..."

      É una soluzione un po' "patriarcale", ma é impossibile non avere qualche sospetto che non ci siano molte altre soluzioni, per chi senta il bisogno di un certo tipo di ordine.
      Ma proprio quelli che questo ordine lo invocano e lo esigono, al punto di volerlo imporre agli altri per molti aspetti della vita, detestano le soluzioni "del nemico", anche se non ne hanno di alternative..

    3. An 19th century man 18 ottobre 2017

      E quindi?

    4. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Quindi tutti in marcia alla scoperta dell'acqua calda.

    5. An 19th century man 18 ottobre 2017

      Di questi tempi non mi pare troppo banale..

    6. Gianfranco Attanasio 18 ottobre 2017

      Indubbiamente, almeno per l'Islam: e aggiungerei che tutto collabora per farle entrare definitivamente nel 'mercato', cioe' nel mondo esterno a pagamento, cosa che oggi non accade quanto certuni vorrebbero ( nei paesi del Maghreb in genere al mercato vanno solo gli uomini...perche' conoscono assai bene le loro donne...).
      Morale: cave foeminam..

    7. alboino 18 ottobre 2017

      quel che mi arrischierei a dire è che mondializzazione e consumismo sono funzionali alla"natura" del sesso detto un tempo "gentile". Sono però anche funzionali alla nostra gioventù bietolona e pappamolla, che infatti mi sembra molto effemminata.
      Quanto al fatto che la gnocca si paga sempre, concordo. E' un corollario del mio assioma:; la gnocca è per LEI un gadget promozionale; per LUI un incubo infernale.
      Ma siete liberi di non far caso a quel che dico, perché sono un po' misogino. La ragione? La gnocca, in tempi andati, mi è piaciuta troppo, e troppo tardi mi son pentito delle conseguenze.

    8. alboino 18 ottobre 2017

      va bene... però non esageriamo. Evitiamo per favore l'oscurantismo socio-sessuologico. Cave foeminam, va bene!...ma anche gaude foemina..., accettando qualche inevitabile compromesso con la di lei natura e volubilità, almeno fin quando il testosterone è alto.

    9. alboino 18 ottobre 2017

      trovi che il burka sia detestabile, o no? Io trovo inconcepibile che una segretaria d'ufficio, in Arabia Saudita ecc.., ticchetti sul suo Apple con la faccia velata. Mi sembra un ANACRONISMO senza senso. Rinnovo il mio parere di non esagerare... e di non aggrapparsi MAI a cagate religiose, per nessun motivo.

    10. alboino 18 ottobre 2017

      Quindi comportiamoci come Socrate con Santippe. E' la soluzione che salva capra e cavoli.

    11. An 19th century man 18 ottobre 2017

      Vabbe' il burqa lo detesti, ma non pensare al burqa in se, quanto alla sua funzione. Io credo che le esigenze per le quali il burqa è stato creato sono reali. Poi magari esisteva una soluzione migliore e nessuno ci ha pensato...

    12. Primadellesabbie 19 ottobre 2017

      Ingresso di un centro commerciale, assieme a me entra una famiglia composta da 5 o 6 femmine di ogni dimensione, tutte in burka, 2 ragazzini magri circa 4 e 7 anni, e il capofamiglia, mi avvio alla toilette poco distante e mi accorgo di essere preceduto dal gruppo di donne in mezzo alle quali c'é il bambino piccolo, stanno per entrare nei servizi per signore, a questo punto spunta di corsa alle mie spalle il ragazzino più grande che si lancia con decisione in mezzo ai burka, afferra senza una parola il fratellino già oltre la porta, e lo sottrae appena in tempo, poi si avvia con un'espressione di trionfo e tenendo il piccolo con aria protettiva, verso i servizi per machi.

    13. DesEsseintes 19 ottobre 2017

      Stavo in aeroplano.
      Davanti a me c'era una nonna araba francofona in costume d'ordinanza con un infante in braccio.
      Nella fila davanti tre bambini che viaggiavano con lei di cui il più grande un maschio di circa undici anni al finestrino.
      Un po' turbolenti, non una cosa esagerata ma si vedeva che la nonna era sfiancata dalla loro vivacità.
      Alla discesa parte l'annuncio che bisogna allacciarsi la cintura.
      Tutti eseguono meno il maschietto al finestrino che anzi si mette direttamente in piedi sulla sedia con le mani sui fianchi ridendo.
      La nonna gli intima si sedersi e di ubbidire ma lui se ne frega...ho visto la signora scoraggiata e ho dovuto intervenire...
      Mi sono alzato, sono andato dal bambino, l'ho guardato negli occhi con la faccia cattiva puntandogli il dito e gli ho detto:

      "Je te coup les pieds!"

      Lui è sbiancato e si è immediatamente seduto allacciandosi la cintura.
      Mi è venuto il dubbio di aver esagerato con la cattiveria e tornando al posto ho guardato la nonna per vedere se si era seccata...lei col pupo in braccio si profondeva in ripetuti inchini di riconoscenza...meno male...gli dato una carezza sulla spalla e abbiamo risolto così...

      Vedi che uno si lamenta di certi atteggiamenti autoritari ma poi se li sai usare nel modo giusto...

    14. fabtravel.altervista.org 19 ottobre 2017

      Un indovino mi disse: cerca di magna' lontano da dove cachi!!

    15. fabtravel.altervista.org 19 ottobre 2017

      E se fossero proprio i compromessi ad aver portato a questo? E se i musulmani non fossero solo burca ma anche mille e una notte e danza del ventre?
      40/50 anni fa Salomè era l'erotismo anche per noi. Forse abbiamo velocizzato troppo i tempi anche in questo caso

    16. fabtravel.altervista.org 19 ottobre 2017

      E anacronistico come passare ore e ore da parrucchiere estetista palestra chirurgo sarto e gioielliere con il fine di essere provocante e poi lamentarsi degli effetti della provocazione.
      Anche se opposto è pur sempre un integralismo e quindi a mio giudizio da condannare

    17. fabtravel.altervista.org 19 ottobre 2017

      Concordo. E poi il burka è tipico solo degli ortodossi integralisti. Da non confondere con il chador simile a quello delle nostre suore. E non dimentichiamo che le vecchiette ancora oggi si coprono la testa prima di entrare in chiesa.

    18. Huber 19 ottobre 2017

      Quanto mi piacciono le vecchiette con il fazzoletto (maccaluru) in testa...Da sempre...Mi fanno tenerezza, si cautelano...

    19. alboino 19 ottobre 2017

      evidentemente non ti basta quel ragazzino ben educato ala morigeratezza per uscire dalla tua impasse.
      Quanto a me, direi che ho idiosincrasia epidermica per i bietoloni nostrani che maneggiano lo smart con aria da superuomini felici, ma trovo anche un po' estremista la morigeratezza esercitata un po' rudemente su un bambino piccolo, Sono gli stessi che poi crescono e, arrivati all'età del testosterone, non sono morigerati per niente, con le donne nostre, s'intende!

    20. Pfefferminz 19 ottobre 2017

      "...capisco la ragione che c'è dietro alla gestione della donna nel'Islam, di salvaguardia del'ordine sociale".

      Quindi, secondo te, "la salvaguardia dell'ordine sociale" passa attraverso la repressione della donna. Vuoi che si ritoni ai tempi in cui una donna poteva svolgere un lavoro solo con il consenso del marito? Oppure ai tempi in cui una donna doveva sottostare ai voleri del coniuge? Non sarebbe meglio immaginarsi un mondo di reciproca comprensione invece di tornare indietro nel tempo?

      "demonizzazione dell'Islam"

      Capisco bene che tu vedi la "demonizzazione dell'Islam" in atto? Perché io vedo proprio il contrario, vedo il favoreggiamento dell'Islam con l'obiettivo di annullare gradualmente gli effetti della secolarizzazione. Ci sono già state sentenze di giudici che hanno mostrato "comprensione" verso certi usi e costumi islamici. Non dimentichiamo che ci sono stati casi di giovani ragazze uccise brutalmente dai loro fratelli perché si erano troppo "adeguate" ai costumi europei delle loro coetanee. Il dilagare dell'Islam è stato inoltre uno dei motivi che ha portato consensi all'AfD.

    21. An 19th century man 20 ottobre 2017

      "Quindi, secondo te, "la salvaguardia dell'ordine sociale" passa attraverso l'oppressione della donna. "

      Embè? Qual è il problema? È una questione di parole. Il fatto che la donna rimanga a casa ad educare i figli vuol dire per lei seguire la propria indole.
      Tranne che per qualche virago femminista acida e incattivita tutte le donne lavoratrici dichiarano che ne farebbero volentieri a meno per dedicarsi alla famiglia.

      Tu (e altri per lo piú mediadipendenti e col senso critico di un topo da laboratorio) la chiamate oppressione.
      Io la chiamo realizzazione.

    22. Filippo Gregoretti 20 ottobre 2017

      Dopo I 30 io ventenni a iosa! Pur solo con una Suzuki del 91. È dopo I 40 che è iniziato a diventare più complicato :D

    23. Filippo Gregoretti 20 ottobre 2017

      Ci sono anche niqab da cui sbucano borse e telefonini giusti... Anzi direi che nei paesi islamici evoluti sono ancora più consumisti di noi.

    24. An 19th century man 20 ottobre 2017

      Vabbè, il concetto quello è!

    25. Filippo Gregoretti 20 ottobre 2017

      ahahaha

    26. Pfefferminz 20 ottobre 2017

      Avevo indicato come situazioni di "oppressione della donna" : "la gestione della donna nell'Islam" e, a titolo esemplificativo, la situazione in cui una donna può svolgere un lavoro solo "con il consenso del marito" e deve, più in generale, "sottostare ai voleri del coniuge".
      Tu parli invece del "fatto che una donna rimanga a casa ad educare i figli".
      Questa è, a mio avviso, se voluta dalla donna, una situazione di privilegio (può significare, ad esempio, che le condizioni economiche glielo permettono).
      Io volevo soltanto mettere in rilievo la centralità del concetto di libertà dell'individuo, negato dall'espressione "gestione della donna nell'Islam".

      Sul "senso critico di un topo da laboratorio":

      Vedi, An 19th century man, il topino, dopo opportuno addestramento, riesce a raggiungere la meta e a gustarsi la ricompensa, l'essere umano, invece, è così "furbo" da riuscire, spesso, a tirarsi la zappa sui piedi. Quindi, quello che nelle tue intenzioni era un epiteto, forse forse è un complimento.

    1. orckrist 18 ottobre 2017

      Sembra che il sig. Weinstein, visto quello che si sta spiattellando sui "giornali", abbia avuto più donne di John Holmes.
      Di questo passo sarà impossibile trovare una donna che non sia stata molestata da lui...

    1. DOLCE LUNA 18 ottobre 2017

      Gli esperti in sessuologia hanno preso in giro le donne per decenni.Il trucco e' stato far credere che senza sesso non si possa vivere felici.Quindi aver stimolato gli ormoni delle donne le ha rese piu' mascoline.La natura conosce i propri pregi e difetti non c'e' nessun bisogno di consigli da parte di nessuno.Oggigiorno si puo' scegliere liberamente.La crisi economica riequilibrera' le 2 mentalita' tra uomo e donna,insieme si sopravvive soli si muore.

    2. Holodoc 18 ottobre 2017

      Io credo che molte donne per natura vivano felici senza sesso.
      Per molte (non tutte) il sesso è un optional. Se c'è, ok... se non c'è va bene uguale, ci sono le amiche, i viaggi, i nipoti, le sorelle...
      Per noi maschietti, specie in giovane età, la faccenda è molto diversa: la spinta all'accoppiamento è, mediamente, molto più forte.

      In passato le donne erano "obbligate" moralmente a prendere marito, ora non è più così e ci sono molte single felici, che vivono il sesso come optional, se ne hanno voglia (tanto un maschietto pronto alla bisogna si trova sempre).

    3. DOLCE LUNA 19 ottobre 2017

      Giustissima la prima parte,ma non tutte accettano di farsi pagare cinema ecc.

    4. Holodoc 19 ottobre 2017

      Ok... ma apprezzano moltissimo che uno si offra di farlo, o sbaglio?

    5. Holodoc 19 ottobre 2017

      Non tutte accettano, ma quanti punti perderà il maschio se non si propone di farlo insistendo anche un po'?

    6. DOLCE LUNA 19 ottobre 2017

      NON SAPREI!cmq una cosa e' certa,sono i giovani che fanno sperare in un mondo piu'bello e stimolante,e siamo noi adulti ad insegnarghi come fare.

    7. Pfefferminz 19 ottobre 2017

      "...ci sono le amiche, i viaggi, i nipoti, le sorelle..."
      Ti sei dimenticato il gatto. ;-)

    8. Holodoc 19 ottobre 2017

      Beh mica potevo fare tutto l'elenco... c'è anche il sushi, lo yoga, la canasta, il tè macha, i macarons, Pitarosso, etc etc

    9. Pfefferminz 19 ottobre 2017

      Era un commento ironico, Holodoc. Grazie comunque della condivisione delle tue esperienze di vita. Se posso permettermi di dire la mia: non offrirei il cinema o la cena al ristorante o altro se non lo volessi veramente. Molto più bello rapportarsi agli altri su un livello di parità e autenticità.

    10. Holodoc 20 ottobre 2017

      Io mio era un discorso sulle aspettative nei confronti degli uomini, non ho parlato di cosa faccio o non faccio io.

    11. Pfefferminz 20 ottobre 2017

      Sì, hai ragione. Scusami.

    1. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      Il buon senso di Fini sempre benvenuto.

    1. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Un gruppo di antropologi, impegnato nello studio di una tribù dispersa in qualche isola indonesiana, era alle prese con un problema imprevisto, del quale non riusciva a venire a capo.
      I giovani maschi liberi erano affetti da una malattia venerea e, una volta curati, si riammalavano dopo breve tempo. Fatti gli opportuni accertamenti su tutta la comunità il mistero non si chiariva.
      Finché scoprirono casualmente che un'anziana, che avevano creduto di poter trascurare nelle cure e nell'indagine, per via dell'età, era all'origine della insistente propagazione.

      (Da uno dei testi fondamentali di storia dell'antropologia).

    2. Tonguessy 18 ottobre 2017

      Personalmente amo letture diverse. La necrofilia non mi mai parsa sufficientemente interessante.
      Ma poi il detto non era: gallina vecchia fa buon brodo? Pare che quel brodo non fosse proprio un toccasana.

    3. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Si, ho avuto un lungo interesse per l'antropologia ed é un episodio difficile da dimenticare.
      L'ho messo per ricordare che molti comportamenti, finché e se non ci ridurranno a macchine, sono e saranno sempre fuori controllo.

    4. Tonguessy 19 ottobre 2017

      il problema è il metodo. Dato che è impossibile considerare tutte le varianti, inevitabilmente si sceglie di omettere quelle considerate di poco conto al fine di elaborare una teoria sensata in termini di elaborazione e previsione. Ne sanno qualcosa i meteorologi con il famoso battito di farfalla. Il problema quindi è irrisolvibile: chiunque operi una "riduzione scientifica" (ed in tal senso anche l'antropologia che citi lo fa) si mette a rischio di solenni smentite. D'altronde l'alternativa è l'olismo che non è verificabile, dato che si tratta solo di intuizioni. E a questa società gliene frega poco delle intuizioni e di tutto ciò che non è verificabile e scientificamente appetibile. Quindi la vecchia ha fottuto non solo gli autoctoni ma anche gli eruditi antropologi.

    5. Primadellesabbie 19 ottobre 2017

      La storia delle cantonate che ha preso l'antropologia fa testo a sé, é un capitolo entusiasmante ed estremamente istruttivo.

    1. ndr60 18 ottobre 2017

      Completamente d'accordo con Fini, si può parlare molto più di prostituzione che di stupro; e aggiungo che, per fare carriera, è molto più frequente l'altra forma, quella intellettuale, e i giornalisti ne sono le vittime ( e i carnefici) più rappresentativi.

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