Di Marco Pizzuti
È l’omino standardizzato che si specchia nella folla e con sincera dedizione, offre la propria esistenza sull’altare della normalità. Vive per il lavoro, suda per il salario, si esalta dinanzi a un gol o a una carbonara ben riuscita, e si crede libero perché può scegliere fra due marchi di birra e tre programmi di cucina.
La sua mente, ben temperata dall’abitudine e dall’apatia, si nutre esclusivamente della pappa pronta dei mass media, che egli ingurgita con la devozione del fedele davanti all’ostia. Non dubita, non verifica, non pensa: semplicemente assorbe. E mentre assimila il verbo televisivo, si sente persino intelligente, poiché la sua opinione coincide con quella della maggioranza e dunque per divina logica statistica deve essere vera.
Armato del consenso numerico, il telebete si sente investito dell’autorità morale per schernire chi osa pensare diversamente: gli spiriti critici, le menti non addomesticate, i refrattari alla menzogna istituzionalizzata. Li chiama “ignoranti”, “complottisti”, o “pazzi” epiteti che, ironia vuole, gli sono stati forniti proprio dal telegiornale che tanto venera.
Fiero del suo conformismo, brandisce il telecomando come uno scettro, convinto che il potere di cambiare canale equivalga al libero arbitrio. Non sa o non vuole sapere che tutti i canali conducono allo stesso altare, dove la realtà è filtrata, truccata e servita in comode porzioni digeribili. Così il telebete, beato nella sua prigionia luminosa, scambia l’omologazione per pluralismo, la propaganda per informazione, e la più perfetta delle schiavitù per la più invidiabile delle libertà...
Di Marco Pizzuti
20.10.2025
Marco Pizzuti. Scrittore e saggista.
Fonte: https://t.me/PIZZUTI/1396
Martin 26 ottobre 2025
Analisi vecchia e superata, che non vede il mutamento epocale intervenuto, figlio della tecnologia.
E' arrivato internet, e tutti possiamo scegliere quello che leggiamo ed approfondire, a nostra scelta. Era lecito pensare che sarebbe aumentata la consapevolezza collettiva, ed invece proprio non è successo, le balle che ci vengono propinate ogni giorno continuano a reggere, dall'UE come un sistema democratico, al global warming causato dall'uomo, alla Russia che non aspetta altro che invaderci.
Contrariamente al tempo della tv e della carta stampata, oggi tutti hanno la possibilità di verificare, ma non accade. Perche? Semplicemente perchè le opinioni comuni non sono tali perchè verificate, ma perchè comuni. Si aderisce all'opinione comune, quale essa sia. Il "si dice" dell'esistenza inautentica, in cui "ognuno è l'altro, e nessuno è sè stesso". Raccomando la lettura di Martin Heidegger, è l'unico che ha capito il senso del nostro tempo.
uomospeciale 27 ottobre 2025
Come non è l'abito a fare il monaco, il mezzo scelto per informarsi non si traduce quasi mai in un cittadino informato, perché userà quel mezzo quasi solo per svagarsi, non per capire.
Internet è stato neutralizzato non dalla censura ma dal porno, dai videogiochi, dalle piattaforme di streaming, di gioco e dai social, dove vengono esposte pure le proprie emorroidi al vento parlando e chiedendo consigli a gente con la quale incontrandola dal vivo, non si berrebbe manco un caffè al bar.
Internet è stato disinnescato e neutralizzato dalla stupidità e dalla superficialità bovina della massa che doveva utilizzarlo, ed è stato un auto-sabotaggio ampiamente previsto e incentivato con ogni mezzo dal potere, ben consapevole che se dai un cellulare a una scimmia non si trasforma di sicuro in un cittadino, ma solo in una scimmia con il cellulare:
Continuerà a tirarsi la cacca come sempre, facendosi anche i selfie da postare sul Web.