I TESTI DI RADIO GAZA #54 - "Oggi abbiamo ricevuto una telefonata da un ufficiale dell'esercito israeliano"

I TESTI DI RADIO GAZA #54 - "Oggi abbiamo ricevuto una telefonata da un ufficiale dell'esercito israeliano"


A cura di Michelangelo Severgnini


Guarda la puntata #54:


(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)


Da giugno 2025.

209.868 € raccolti grazie a 2.126 donazioni.

208.282 € inviati finora a Gaza.

4.210 € ricevuti a settembre.

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A cura di Michelangelo Severgnini

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<<Oggi, all’improvviso, abbiamo ricevuto una telefonata da un ufficiale dell’esercito israeliano che ci ha comunicato che dovevamo allontanarci dalla zona perché sarebbe stata bombardata; non ha specificato una casa in particolare, ma ha detto che l’intero quarti ere sarebbe stato bombardato e, in meno di 20 minuti, sono state distrutte più di 10 case, tra cui la nostra, in cui vivevano cinque famiglie, per un totale di oltre 30 persone.


Qui a Gaza nessuno sa perché ci uccidono, perché distruggono le nostre case, perché moriamo.
Sappiamo solo il numero delle vittime, sappiamo da quanti giorni e da quante settimane siamo qui insieme, ma nessuno sa perché ci sta succedendo tutto questo>>.

Crollano palazzi a Gaza. Qualcuno rimane in piedi per miracolo, sebbene colpito. I palazzi che non sono crollati oggi, crolleranno domani. Magari all'improvviso.

La guerra non è soltanto un missile cade. La guerra è anche il buco che resta, le crepe che si formano, le infrastrutture che collassano.
Nei giorni scorsi siamo stati in tour sull'isola di Sardegna: Sassari, Nuoro, Cagliari, grazie alla collaborazione di Sandalia Onlus.
Abbiamo raccolto 1.145 euro in 3 serate.

È stato un altro modo per portare Gaza sotto gli occhi di chi abbiamo incontrato.

Molti infatti pensano e affermano che Gaza sia lontana.
Al contrario, Gaza è troppo vicina.
Abbiamo dimostrato con questo progetto di poterci prendere cura di Gaza nel concreto.

Quel che ci affligge non è l'impotenza. È proprio la mancanza di collaborazione, per non dire l'aperta censura, di chi dovrebbe fare sapere che un modo per intervenire c'è, e invece non lo fa.

<< La pace sia su di voi, con la misericordia e le benedizioni di Dio. Benvenuti, ascoltatori e follower del canale Radio Gaza. Oggi ho voluto realizzare questo video in modo diverso, perché non vogliamo solo raccontarvi di Gaza, ma vogliamo anche ascoltare voi. A volte, da lontano, ci arriva un’unica immagine del luogo, ma dietro a quell’immagine si nascondono molti dettagli.

Una giornata normale, una famiglia normale, dettagli quotidiani, ma questi dettagli sono parte integrante della nostra vita. Per questo vogliamo avvicinarvi di più ai dettagli della vita quotidiana che viviamo e aprire uno spazio di dialogo tra di noi. Quindi, se avete una domanda che vi è sempre venuta in mente sulla vita a Gaza, vi prego di scriverla nei commenti.

Che si tratti di domande sugli studi, sulla vita quotidiana, sui giovani, sulle famiglie, su aspetti o dettagli che forse non conoscete della vita qui. Allo stesso tempo, se c’è qualche argomento o punto di discussione di cui vorreste che parlassimo nei nostri video, vi prego di segnalarcelo tramite i commenti o inviandoci un messaggio.

In questi giorni Israele si prepara a festeggiare le proprie festività e chiude completamente i valichi per diverse settimane; ciò comporta grandi difficoltà nell’approvvigionamento di cibo e bevande. Il blocco proseguirà fino al 7 ottobre, mentre la popolazione locale continua a subire un aumento folle dei prezzi da tre settimane, senza che arrivino aiuti e dopo una serie di demolizioni di case in corso da diversi giorni. Diventa sempre più difficile procurarsi cibo, bevande e tende, poiché oltre duemila famiglie hanno perso le loro case a seguito della serie di demolizioni: ogni complesso residenziale distrutto fa sì che più di 200 famiglie perdano la loro dimora e inizino il calvario alla ricerca di ciò che è possibile riparare; con la chiusura dei valichi, però, ciò risulta impossibile.

È stata presa di mira un’auto civile che procedeva accanto a un autobus pieno di passeggeri, i quali sono rimasti tutti feriti
Israele cerca deliberatamente di causare il maggior numero possibile di vittime e di distruzione ogni volta che Gaza subisce bombardamenti intensivi
Siamo nel bel mezzo di un genocidio.

A tarda notte Israele ha compiuto un’operazione di assassinio mirato nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Il problema non è l’assassinio in sé, ma il luogo in cui avviene il bombardamento:
i bombardamenti colpiscono zone affollate, causando un numero altissimo di vittime, tutte civili. Per uccidere una sola persona vengono uccisi più di 50 civili, e l’operazione è volta intenzionalmente a uccidere i civili>>.


A cura di Michelangelo Severgnigni


Michelangelo Severgnigni. Documentarista e saggista.


Commenti (2)

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Mostra commenti 2 caricati
    1. GioCo 23 settembre 2026

      Arriverà il giorno (ormai non manca molto) in cui il mondo sarà esposto allo shock della Verità: questi massacri hanno un mandante e questo mandante è lo stesso che sta dietro ai giri pedofili, al commercio di innocenza e allo schiavismo strisciante.
      Non è "occidentale" in senso stretto, ma apolide. E' staccidente di occidente a essersi genufilesso, ad avergli permesso l'ingresso e ad avergli dato le chiavi per lo sfruttamento libero dell'innocenza in cambio di Potere praticamente a ogni livello della sua scala sociale, dallo smartphone al castello/tenuta da VIP. Meglio, gli assicura di girare la testa dall'altra parte, in cambio di quei "beni e servizi" terreni di cui non riesce a fare a meno. Finché avrà il "panem et circenses" per sé garantito, non ci sarà problema, ma il Drago è in affanno. Non riesce più a garantirlo a tutti e quindi i giovani "pasdaran" dell'ultim'ora nostrani si fanno la guerra a colpi di consensi sui social per apparire tra più "in" del momento accaparrandosi così i suoi residui favori: briciole di briciole. Favori sempre più selettivamente polarizzati ove i più stretti fedeli pascolano, troppo pasciuti nel dogma della non condivisione: o con noi o contro di noi. I fedeli sono irriducili fanatici che danno a tutti gli altri del "fanatico" se non stai con loro. Ne hanno bisogno fisico. Il collasso è inevitabile e non ci sono reti di protezione. Gaza è qui, non in palestina, solo che nessuno se ne rende conto (o vuole anche solo ptrenderne atto).

    2. GioCo 23 settembre 2026

      A Gaza si muore senza senso perché "il rito di sangue" ha bisogno di sempre più carne innocente da sacrificare al fine di far arrivare le richieste dei fanatici alle orecchie dell'entita che si nutre di disperazione.
      Noi siamo il suo cibo, ma lui è sempre più "distante" e ciò significa necessariamente più "alimento" per avere i suoi favori, a costo di farlo allo scoperto. Questo si traduce in massacri indiscriminati crescenti, diffusi e senza soluzione di continuità: la scusa o "la ragione" per sostenerli (di base religiosa e mistica) si fa sempre più labile ed è inevitabile che alla fine la realtà più surreale esploda in faccia a tutti.
      La parte più inaccettabile di questa "surrealtà" non è rito, è non averlo "visto" fin'ora.

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