GILROY PARLA DELLE RIVOLTE DI AGOSTO, TOTTENHAM, NORD DI LONDRA

GILROY PARLA DELLE RIVOLTE DI AGOSTO, TOTTENHAM, NORD DI LONDRA

FONTE: dreamofsafety.blogspot.com

Winston Silcott nella sua introduzione ha segnalato che se Londra avesse avuto uno stato sociale come quello svedese, forse le rivolte non sarebbero avvenute.

Gilroy: Non voglio che pensassimo con troppo romanticismo alla Scandinavia. L’ultima volta che sono stato a Malmö c’era un franco tiratore con il laser che sparava alla gente di colore per strada.

Voglio dire alcune cose in solidarietà per la gente che ha sofferto, per le famiglie, compresa quella di Mark Duggan, che hanno perso tanto. Questa mattina ero seduto nel tribunale di Highbury, vedendo come il magistrato condannava a mesi e mesi persone che non avevano precedenti penali ancor prima di ascoltarli. E alcuni di questi giovani non erano con le famiglie ma soli, e non sarebbero stati difesi con successo neanche da uno come Michael Mansfield. È una vergogna quello che sta succedendo. Tra le persone accusate di disordine violento, due su tre sono state condannate al carcere preventivo, e questo è uno scandalo, non è giustizia. Abbiamo sentito con molta sorpresa dai nostri dirigenti politici di non sapere quello sarebbe potuto succedere. Uso Twitter, e spero che voi anche, perché è una forma utile per ottenere notizie se non guardiamo tanta televisione. Una persona che seguo su Twitter è della dirigenza della federazione della polizia. Questo dirigente ha riferito di essersi visto con Theresa May [Segretaria degli Interni] nella primavera di quest’anno, prima che iniziassero le proteste studentesche. È tornato da lei dopo le elezioni e le disse che ci sarebbero stati problemi, ma lei non lo seguì e gli disse che era un allarmista. Per questo, penso che dobbiamo analizzare questo problema, ossia che si sia suggerito di non sapere quello che stava per accadere, quando in realtà si sapeva.

La domanda è quindi se la politica è entrata in queste rivolte, o se si è avuta solamente una richiesta di aiuto o una volontà di appropriarsi di oggetti. E penso che la domanda non dovesse essere se la politica è entrata in questi tumulti e saccheggi, ma se la politica esiste ancora in questo paese. Perché quando ci sono tre partiti che dicono le stesse cose, vuol dire che non c’è politica in Gran Bretagna. C'è una specie di intrattenimento, un po' di teatro che viene messo in scena per affrontare una situazione disperata che può solo peggiorare e non può essere compresa a partire da una dimensione locale. Non può essere compreso quello che sta accadendo qui, dobbiamo pensare a quello che succede anche in altre parti del mondo colpite dalla crisi.

Stafford Scott ha scritto un'analisi molto lucida e brillante sui fatti odierni, e ora analizzerò una serie di indicatori per tentare di comprendere quello che sta succedendo: livelli di disoccupazione, numeri dell’esclusione dalle scuole, livelli di detenzione e il numero delle perquisizioni. In questi termini, le cifre sono pessime e peggiori di quello che avveniva trenta anni fa.

Pertanto la tentazione è quella di dire che le cose si ripetono da trenta o venticinque anni, ma non è vero. Per esempio, la polizia ha ammesso di aver fatto centinaia di migliaia di perquisizioni in più in base alla nuova legislazione contro il terrorismo, e che di queste perquisizioni neppure una ha prodotto un arresto! Pertanto penso che bisogna ricordare che la situazione è cambiata.

Nel 1981 si sapeva che c'erano zone particolari di Londra che sarebbero potute esplodere in ogni momento, la soluzione era molto complessa e quindi c’era una forma di controllo morbido anche nelle scuole e così via. E quello a cui abbiamo assistito dal 1981 è la militarizzazione dell’intera struttura scolastica. Il sistema penale e i carceri si sono tinti sempre più di nero, e la suddivisione dei detenuti per etnie in questo paese rappresenta un fenomeno sproporzionato.

A me questi dati non indicano e non mi suggeriscono che la gente, la nostra gente, sia più criminale di qualunque altra. Quello che mi suggerisce è che è stata sottoposta a processi di criminalizzazione.

Bene, nel 1981 si poteva parlare di razzismo. Un giudice ebbe il compito di vedere come si svilupparono gli eventi dal 1981 [tumulti a Brixton, Handsworth, Leeds e Liverpool]. Disse di dover discutere nella propria relazione il tema del razzismo. Naturalmente, disse "Ma quale razzismo?”. Ora, non sono un suo sostenitore; sto solo dicendo che dovette affrontare questo tema. Ora siamo in una situazione in cui tutti dicono: "Il razzismo? Non c’è più. E' una cosa del passato.” Io non credo che sia così.

Quando si parla dei dirigenti politici delle nostre comunità - la generazione che è cresciuta in quell'epoca trenta anni fa - , va detto che molti di essi hanno accettato la logica della privatizzazione. Hanno privatizzato quel movimento e hanno venduto i loro servizi come consulenze, gestione e addestramento alla diversità. Hanno venduto i propri servizi alla polizia, li hanno venduti all'esercito, li hanno venduti al mondo aziendale. Andate sui loro siti web e vedrete quanto siano orgogliosi della propria clientela. E questo significa che, in molte zone, la perdita di esperienza, la perdita di immaginazione sono un fenomeno generalizzato. Attualmente i giovani nei tribunali non hanno pertanto una campagna di difesa a loro sostegno. Ancora non ne hanno ancora una, ma spero che si sviluppi.

Quindi, gran parte di quella leadership è stata veicolata verso il governo locale e ha formato una specie di "agenzia di consulenze". E se volete comprendere cosa significhi, dovete guardare posti come il Sudafrica, dove, in seguito all’apartheid, tutta una fascia di militanti, tutto uno strato sociale è sceso in strada e ha ottenuto le pensioni, sono riusciti ad avere varie cose, perché il governo, per cambiare la società, ha pensato che avere una classe media di colore fosse un modo per migliorare le cose. Bene, qui le cose non funzionano allo stesso modo.

Questa privatizzazione è anche una privatizzazione della mente. Perché nel 1981 non c'erano computer, non c'erano telefoni cellulari e le persone non avevano tutta questa distrazione digitale. Non c'era una pornografia che saturava il mondo nel quale si muovono i giovani, non c'erano posti per scaricare i film. Sono cambiamenti vistosi e ci segnalano qualcosa di importante per comprendere la differenza tra ieri e oggi.

La differenza tra il 1981 e i nostri giorni è che la relazione tra l'informazione e il potere è stata invertita e le nostre tattiche per attuare la difesa delle nostre comunità devono prendere in considerazione questi cambiamenti. E ciò significa che dobbiamo pensare con molta attenzione a quanto siamo immischiati nei media. Sono molto contento che ci siano persone presenti che diffondono in modo indipendente l’informazione, che fanno circolare le notizie e le interpretazioni di quello ci sta succedendo. Dobbiamo portarlo anche fuori dal nostro paese, dobbiamo internazionalizzarlo. Dobbiamo pensare come la tecnologia ci può essere utile. E i media non sono assolutamente trasparenti.

Perché quello che è avvenuto nella digitalizzazione dei media e nella privatizzazione è la contrazione e l'impoverimento dei nostri media. La gente parla di "istupidimento", ma è qualcosa di diverso. Ciò comporta un controllo molto più stretto su quello che si può dire.

E anche la tecnologia che è così differente da quella del 1981 fa parte di quello che vorrei chiamare, stasera, una “controllocrazia”, che ci governa attraverso la sicurezza. E questo riguarda il DNA nei vostri corpi, nelle vostre bocche, nelle preparazione microscopica di DNA, le camere a circuito chiuso che ci circondano. E qui trovo un'altra caratteristica interessante della settimana scorsa, il modo in cui funziona l'operazione narrativa dei media. Questi, che sono di proprietà di gente come Murdoch, hanno a disposizione un’"ora d’oro" dopo l’arrivo della notizia, in cui la possono imbrogliare e così questa storia fasulla cresce, come una palla di neve che ruota per un pendio di una montagna.

Quello che dobbiamo comprendere è che questo non succede per caso. Queste cose sono tecniche per rendere l'informazione efficiente e dobbiamo apprenderle.

Una delle altre differenze tra ora e trenta anni fa, tra ora e venticinque anni fa è che i tumulti non sono solo un tema di neri e bianchi. È una storia che è si complicata dai vari cambiamenti avvenuti nelle nostre città e nelle nostre comunità. È una storia che è stata complicata dallo sviluppo dell'Islam politico nelle nostre comunità; voglio dire, se non ci fosse stato il Ramadan, non si può sapere che eventi sarebbero sopraggiunti.

E oramai non è una storia che possa essere spiegata solo con il riferimento a una storia caribica, perché la maggioranza della popolazione nera presente oggi nel nostro paese è gente di origine africana, con una gamma di differenti esperienze, una gamma di differenti storie e di ragioni per stare qui. Abbiamo una quantità di proprietari di piccole attività, di commercianti, molti dei quali sono immigrati che sono giunti da un altro luogo, e che si stanno comportando come le persone che hanno un negozio hanno sempre fatto, e non è una sorpresa che chiedano l’intervento delle forze dell’ordine e altre iniziative per proteggere le loro proprietà.

La nostra situazione diventa complessa in modo differente per la presenza di gente dall'Europa Orientale. Voglio dire, la donna che è saltata dalla finestra a Croydon era arrivata dalla Polonia per lavorare a Poundland, per farsi una vita migliore. Immaginate cosa vuol dire arrivare dalla Polonia per lavorare a Poundland, ricevendo il salario minimo in cerca di una vita migliore.

Pertanto, dobbiamo anche comprendere queste differenze.

Il governo vuole introdurre nuove leggi per criminalizzare l'uso di maschere. Ora le uniche persone che davvero possono uscire con una propria maschera sono del gruppo di controllo del territorio [della polizia metropolitana]. Non sento Jack Straw dire: “Non riesco a vedere i loro volti.” Pertanto, ciò indica che esista un doppio standard, e dobbiamo insistere su questo.

E, di certo, ci sono le gang a Londra, ma non si tratta solo di gang. E penso che Gary ha citato un buon punto sugli Stati Uniti. Stiamo parlando di povertà e una delle peggiori forme di povertà che è stata creata in questa situazione è la povertà dell'immaginazione. E quello che succede in questo paese, è qualcosa che molti di noi nelle nostre comunità condividiamo con David Cameron, che ci piaccia o no. Quando sentiamo sulla nostra pelle l'impatto della nostra povertà di immaginazione, ci dirigiamo verso quello che pensiamo sia il futuro, e sono sempre gli USA.

Non ho mai pensato che in un dibattito pubblico sarei stato d’accordo con Sir Hugh Orde, il capo della polizia dell'Irlanda del Nord, ma lui direbbe chiaramente che non siamo di fronte a una situazione che possa essere eliminata dall'infiltrazione di tecniche statunitensi. E penso che abbia ragione. Penso che dobbiamo ricordarcelo prima di pensare che la sceneggiatura di Coach Carter faccia parte del nostro futuro e che sia la soluzione per i problemi dei nostri ragazzi.

Se andiamo per questa strada, ci orientiamo verso una società che funziona a condizione di un incarceramento di massa. E non si tratta solo di fare prigioni più grandi e più affollate, trasformandole in macchine per guadagnare denaro da parte delle grandi aziende private, ma anche di trasformare le vostre scuole in prigioni e trasformare le vostre strade in prigioni, e trasformare la vostra comunità in qualcosa che somiglia molto più a una prigione. E non vogliamo una società basata sull’incarceramento di massa. Quello non è il nostro futuro. Non siamo statunitensi, non siamo statunitensi.

Alla fine, credo che dobbiamo mettere fare pressione su David Lammy affinché controlli la nostra informazione. Allo stesso modo, dobbiamo mettere pressione sui media e non correre dietro a Sky News e la BBC. Dobbiamo mettere pressione ai nostri rappresentanti politici. Io vivo in Finsbury Park, non tanto lontano da Tottenham, e so anche dove vive David Lammy. È una specie di strano agitatore della vostra comunità.

L'ultima cosa che voglio dire è che nel 1981 e nel 1985 sapevamo di dover affrontare un sistema. Capivamo le interconnessioni tra le parti. Quando parlo di povertà dell'immaginazione, voglio dire che stiamo pensando come persone che mettono a fuoco queste cose attraverso il prisma di un mondo privatizzato. Pensiamo solamente a queste cose come individui e non le vediamo collegate. La settimana scorsa c’è stata una lezione sorprendente, un testo elementare che ci ha dato l'opportunità di comprendere davvero come funzionano queste cose . Ricordate quella festa a cui tutti sono andati, nei Cotswolds, e c’erano proprio tutti. C’erano i Miliband, i Laburisti, le persone della televisione (non uno che arrivasse dal territorio di David Starkey, ma solo quelli da Channel Four News), ed erano tutti insieme, e questo ci dice qualcosa sul perché si riuniscono tutti insieme.

Ci dicono che sono una classe. E pensano e agiscono e si comportano come una classe. Chiacchierano tra loro, si sposano tra loro, vanno negli stessi posti. E vogliamo essere un corpo unico, se vogliamo agire con armonia, dobbiamo apprendere come si relazionano tra loro, e anche se stanno parlando di quello che stiamo facendo.

Queste sono le parti che posso vedere in questo sistema, il ruolo dell’informazione, della polizia, della privatizzazione, della disuguaglianza. E dobbiamo comprendere che abbiamo le risorse di cui abbiamo bisogno nelle nostre comunità: dobbiamo solo utilizzarle in modo differente. Grazie.

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Fonte: Paul Gilroy speaks on the riots, August 2011, Tottenham, North London

16.08.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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