Finchè c'è guerra c'è Israele

Tel Aviv in guerra totale per la grande Israele, o per la sua fine. Passato e presente dell'ultimo Stato ottocentesco.

Finchè c'è guerra c'è Israele

Riceviamo e pubblichiamo.

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Di Fabrizio Bertolami

Nei giorni immediatamente successivi all'attacco di Hamas del 7 Ottobre, Nethanyahu ha imposto la narrazione sulla "lotta per la sopravvivenza" di Israele. A prima vista non sembra che una milizia come quella palestinese, se pur agguerrita, possa sconfiggere un esercito come quello israeliano, tra i più forti al mondo, e probabilmente la retorica del primo ministro israeliano è servita a raccogliere la maggior parte di consenso verso il proprio operato, considerata la sensibilità degli abitanti di Israele in merito ai concetti di "sopravvivenza" e "sicurezza". L'attacco iraniano in risposta alle azioni israeliane in Libano in aprile e i gli attacchi degli Houthi da sud hanno rafforzato il "framing" e ora che anche Hezbollah è entrato nell'equazione, il senso di accerchiamento percepito dalla popolazione è totale.

Il territorio di Israele, dal 1948 in poi, è aumentato in virtù delle conquiste militari nelle guerre con i vicini arabi ma non è ancora definito da confini irrevocabili e certi, in quanto alcuni di quei territori sono contestati (il Golan in prima battuta), altri sono "occupati dietro accordo" (come a Gaza, formalmente territorio egiziano) ed altri sono occupati illegalmente da coloni all'interno della Cisgiordania, a sua volta occupata.
Lo stesso status di Capitale di Israele è talmente incerto da fare di Israele uno dei pochi paesi a non avere una indicazione certa della Capitale sulle mappe ufficiali dell'ONU e così alcune Nazioni considerano Gerusalemme quale Capitale, con gli USA in testa, ma la maggior parte del mondo riconosce solo Tel Aviv.
Persino la Costituzione non è uno dei pilastri della costruzione statuale israeliana, poichè non ve ne è una e da ciò derivano i conflitti interni scoppiati poco prima dei fatti del 7 Ottobre, allorchè il Governo Nethanyahu tentò di scalzare la Corte Suprema dal suo trono di decisore di ultima istanza.
Vi è poi il tema della cittadinanza: con l'approvazione della legge sulla costituzione dello "Stato Ebraico" nel 2018, si è data una definizione ad essa, escludendone la quota araba, il 20% della popolazione, sebbene la Dichiarazione di Indipendenza del 1948 affermi che:

"Israele garantirà la completa uguaglianza dei diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti, senza distinzione di religione, razza o sesso; garantirà la libertà di religione, coscienza, lingua, istruzione e cultura; salvaguarderà i Luoghi Sacri di tutte le religioni; e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite."

La questione dei confini e quella della cittadinanza richiamano alla memoria le lotte di indipendenza, o di unificazione, che molte delle Nazioni europee e Sudamericane hanno combattuto nel XIX Secolo e che, per alcune di esse, sono sfociate nella Prima e Seconda Guerra Mondiale nel XX° (tramite il concetto di "irredentismo" o quello di "Spazio Vitale").

Possiamo dire, quindi, che per alcuni versi Israele è l'ultimo degli Stati ottocenteschi e così come allora, è la ricerca di un perimetro certo, definito e sicuro, insieme alla certificazione della natura della propria popolazione e all'inclusione di essa entro i confini a muovere la sua Politica Estera.

Ma quali sono i confini esterni di Israele, nel suo immaginario identitario e di sicurezza?

Il tema è ampio ed è influenzato dalla natura stessa dello Stato, che si definisce, sempre citando la Dichiarazione del '48, quale erede della tradizione ebraica e casa di tutti gli ebrei del mondo, delineando confini che idealmente possono ricomprendere il Sinai ed arrivare sino all'Eufrate inglobando tutto ciò che sta nel mezzo, il cosiddetto "Eretz Israel", il Grande Israele. Se questo può essere considerato l'obiettivo strategico, finale, di parte dell'attuale Governo israeliano, ovvero quella incarnata da Smotrich e Ben Gvir, ortodossi e sionisti estremisti, resta l'obbligo di mantenere l'attuale forma ed estensione dello stato, garantirne la sicurezza espandendone progressivamente i confini.

Il fiume Litani, nel sud del Libano, rappresenta uno dei confini che Israele intende raggiungere da sempre, rappresentando esso una chiara delimitazione fisica. Contemporaneamente il suo raggiungimento permetterebbe di spostare di altre decine di chilometri la minaccia dei missili di Hezbollah, già capace di raggiungere Haifa e Tel Aviv.

Per ora, la proposta del Governo di Tel Aviv è di creare una zona cuscinetto, demilitarizzata (il che significa senza Hezbollah) in Libano, il che rappresenta comunque un avanzamento enorme, poichè toglierebbe dal tiro dei missili del Partito di Dio tutta la parte nord di Israele. Inoltre, muovendosi oltre la cosiddetta Blue Line, metterebbe ancora più distanza tra il Libano e le alture del Golan, aumentandone la difendibilità e, in prospettiva il raggiungimento del Litani a nord, includerebbe definitivamente le alture e le fattorie di Sheba sotto il pieno controllo israeliano.

Non scordiamo che la distanza dall'attuale confine israeliano al fiume è di circa 50 km: una demilitarizzazione di 20 km equivarrebbe a mettere tutta l'area sotto controllo anche senza invaderla , o prima di invaderla con meno difficoltà.

Israele ha invaso il Libano tre volte a partire dagli anni '70. Le invasioni del 1978 e del 1982 furono essenzialmente dovute a presunti attacchi da parte di gruppi palestinesi con sede in Libano. Nel 1978 Israele raggiunse il fiume Litani all’incirca alla latitudine di Tiro, nel Libano meridionale, e nel 1982 arrivò fino a nord oltre il fiume Awali, assediando la capitale Beirut.

La città di Tiro, capoluogo dell'area sulla costa, è libanese da sempre, poichè di fondazione fenicia e questo potrebbe sembrare un ostacolo insormontabile, ovvero quello di reclamare una parte che non è storicamente citata quale parte del "focolare ebraico". Nethanyahu ha implicitamente chiarito che ciò non lo preoccupa, mostrando una mappa in cui l'area sud del Libano risulta essere già annessa e nella quale Gaza e Cisgiordania non sono rappresentate.


A Gaza le manovre dell'IDF stanno crendo una ripartizione della Striscia in due sezioni, a nord e a sud, divise da un corridoio che arriva sino al mare. parallelamente, Tsahal è entrato da nord e sta circondando Gaza city su tre lati, puntando a circondarla per "stanare" Hamas. Secondo CNN, l'obiettivo è quello di evacuare la popolazione civile per avere mano libera con i miliziani, ma una volta fatta fuoriscire, quella popolazione avrebbe una sola via di uscita, verso il Wadi Gaza, ovvero un altro fiume.


Ancora una volta, la soluzione rappresenta la risposta a due diversi, concomitanti, obiettivi : mettere più distanza tra i razzi di Hamas e le città israeliane, come Tel Aviv già raggiunta diverse volte, e ampliare il proprio spazio. Non dobbiamo dimenticare che sino al 2005 esistevano colonie ebraiche nella Striscia smantellate su decisione di Sharon.

La motivazione alla base del disimpegno è stata descritta come un mezzo per isolare Gaza ed evitare la pressione internazionale su Israele affinché raggiungesse un accordo politico con i palestinesi. Nel 2007 è poi iniziato il "Regno di Hamas" nella Striscia, il che ha permesso di ridurre i costi (materiali e umani) legati alla permanenza all'interno di un'area più che ostile e aumentare la pressione sui palestinesi, scaricandone la responsabilità sui miliziani.

Come si vede , le azioni dei governi israeliani hanno sempre più di un effetto, ognuno dei quali è funzionale alla strategia di aumentare la sicurezza della propria popolazione mentre si creano le condizioni per ridurre l'efficacia del nemico, preparandosi per una ulteriore, possibile, espansione.

Come ogni Stato ottocentesco, Israele è un paese ultranazionalista (alcune porzioni della propria popolazione possono essere addirittura definite "suprematiste") e ciò serve a compattare e ridurre le tensioni interne e a redirigerle verso l'azione esterna, creando tensioni continue con i vicini, salvo quelli che si sono già piegati sotto lo schiacciante rapporto di forze.

Così come nell'800 alcune Nazioni necessitarono delle superpotenze dell'epoca per nascere o unificarsi (pensiamo al supporto inglese e francese alla nascita dello Stato unitario italiano, in ottica anti asburgica, ad esempio) , senza l'aiuto delle potenze occidentali, della loro influenza e copertura, o delle loro armi, la piccola Nazione non potrebbe reggere lo scontro con paesi decine di volte più grandi e più popolosi (Iran, Egitto, Iraq e in parte Turchia) e rischierebbe la sparizione o dovrebbe abituarsi a vivere in uno stato di perenne guerra.

In definitiva le azioni del Governo israeliano (ma non sempre con la quieta accettazione dell'esercito) puntano al raggiungimento del proprio "Lebensraum" e poggiano sul decisivo appoggio di potenze straniere, come USA ed UE, poichè gli obiettivi nazionali degli uni coincidono con gli interessi geopolitici degli altri. Senza questo forte supporto, le azioni di Israele, non solo quelle odierne, verrebbero trattate alla stregua di una "Russia qualsiasi" e condannate duramente , politicamente ed economicamente.

Considerate le forze in campo e ciò che implicherebbe la nascita di un "Grande Israele", non solo per gli Stati Arabi, ma anche per l'Europa, la Russia e la Cina (attore silenzioso ma importante di questa vicenda) è più che probabile che l'attuale momento bellico sarà un giorno solo l'ennesima riga in una lista di eventi senza fine.

Di Fabrizio Bertolami

04.10.2024

Fabrizio Bertolami. Laurea magistrale in Scienze Internazionali, Laurea in Sociologia e Ricerca Sociale, Attualmente iscritto al II° anno della Laurea in Storia. Autore del libro "TTIP la NATO economica? Il partenariato transatlantico per gli scambi e gli investimenti nella geopolitica del XXI secolo", Per Experiences Editore. Leggo tutto e di tutto e non mi basta mai.

Fonti:

https://www.haaretz.com/israel-news/2024-06-18/ty-article/.premium/lebanon-part-of-the-promised-land-israels-messianic-right-wing-targets-new-territory/00000190-2b9d-d340-a1f8-2b9d18220000

https://sputnikglobe.com/20241004/originally-an-outgrowth-of-european-colonialism-israel-now-threatens-wests-dominance-1120407159.html
https://today.lorientlejour.com/article/1358775/does-israel-have-territorial-ambitions-in-lebanon.html
https://www.jpost.com/judaism/article-821680
https://www.jewishvirtuallibrary.org/constitution-of-israel
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/idf-gaza-city-is-encircled-ceasefire-is-not-on-the-table/
https://www.reddit.com/user/Anders_Lau/comments/17ox2nm/israeli_ground_operation_in_gaza_currently_idf/
https://www.zerohedge.com/geopolitical/white-house-urges-all-americans-flee-lebanon-3rd-israeli-strike-rocks-beirut
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-brandishes-map-of-israel-that-includes-west-bank-and-gaza-at-un-speech/
https://www.zerohedge.com/geopolitical/hezbollah-fires-first-missile-tel-aviv-targets-mossad-headquarters
https://www.washingtonpost.com/world/interactive/2023/israel-palestine-gaza-west-bank-borders/
https://www.zerohedge.com/geopolitical/israeli-missiles-intercepted-over-syrian-port-city-which-hosts-russian-navy
https://www.bbc.com/news/world-middle-east-54116567
https://www.un.org/geospatial/content/israel-2
https://www.cambridge.org/core/books/abs/legality-of-a-jewish-state/israel-as-a-nation-state-of-the-jewish-people/4EFB6755456DBB9590617C4A219F7E58
https://israeled.org/resources/documents/israel-declaration-independence/
https://www.sefaria.org/sheets/311428?lang=bi
https://edition.cnn.com/2023/10/31/middleeast/map-israel-ground-operation-gaza-military-movement-dg/index.html
https://fr.wikipedia.org/wiki/Brigade_Golani
https://en.wikipedia.org/wiki/Israeli_disengagement_from_the_Gaza_Strip
http://www.vidiani.com/maps/maps_of_asia/maps_of_gaza_strip/detailed_political_map_of_gaza_strip.jpg

Commenti (35)

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    1. carla 6 ottobre 2024

      Finchè c'è guerra c'è speranza diceva Albertone, un film poco apprezzato dalla critica che per me è invece uno dei migliori di Sordi come attore e regista.
      Quello che detesto di ebrei e mussulmani è la fissazione per la religione di stato.

    2. Nonso 6 ottobre 2024

      Per fortuna che l'Italia è uno stato laico... Non farmi ridere.

    3. carla 7 ottobre 2024

      Ho detto fissazione, per non usare imposizione.
      Nel secolo scorso uno che di nome faceva Enrico Berlinguer aveva la moglie cattolica che andava in chiesa tutte le dominiche.
      Non solo lui, in molte famiglie erano tollerati figli o fratelli di estrema dx o estrema sx, come pure i baciapile.
      Non parliamo della libertà delle donne, quella si che lo era libertà, non certo quella di oggi di andare a letto ogni sera con un partner diverso che potrebbe essere paragonata più alla libertà di esercitare la professione più vecchia del mondo.

    4. Nonso 7 ottobre 2024

      A parte che se hai amiche che cambiano partner ogni sera me le presenti subito, ma poi il cattocomunismo è la nostra storia, Berlinguer non ha mai avuto i mezzi e nemmeno l'intenzione di cambiare la storia di questo paese.

      Evviva il Signore ed evviva le signore di chiesa, che poi sotto la gonna l'han fresca e arresa

    5. carla 7 ottobre 2024

      Se sei affetto da iperlessia
      non è colpa mia

    6. Nonso 7 ottobre 2024

      Cara Carla, nasconditi che fai una figura meno becera

    7. carla 7 ottobre 2024

      L'offesa definisce sempre chi la fa e mai chi la riceve, oltre a dimostrare la mancanza di argomenti

    1. Martin 6 ottobre 2024

      Quello che i media occidentali nascondono intenzionalmente e' anche la evidente psicologia al limite della mitomania di Netanyahu. Il citato si ritiene una delle grandi personalità della storia, e non solo di quella del popolo ebraico.

      Riporto qui una mia limitata esperienza personale.
      Nel 2014 mi toccò andare a Tel Aviv per un congresso internazionale di natura tecnica di 2 giorni. Il congresso doveva essere introdotto da un discorso di saluto di Netanyahu. Bene, si piazzò su una poltrona e fece un discorso di quasi due ore, a braccio, scalzando gli orari dell'intera giornata.

      Rimanemmo scioccati non solo dalla durata assolutamente inusuale dato il contesto tecnico, doveva trattarsi di un mero saluto, ma anche dalle decine di episodi, aneddoti ed eventi autobiografici riportati da Netanyahu in gran relax, su sua madre, la sua prima ragazzina, la strada che il mattino faceva per andare a scuola da bambino, etc etc - come se tutto ciò potesse essere interessante ad una audience di tecnici internazionali.

      L'understatement era che questi aneddoti erano interessanti, perche' provenienti da una personalità storica decisiva, quale Netanyahu riteneva e ritiene di essere.

      Mutatis mutandis, Churchill prima della nomina a Primo Ministro era responsabile per le attivita' navali, e come tale il regista ed il colpevole nr 1 della storica sconfitta in Norvegia. Venne finalmente promosso PM solo dopo l'ulteriore sconfitta di Francia e GB e Dunkerque (ritirata di 335.000 soldati notoriamente permessa da Hitler).
      Se avesse acconsentito alla pace offerta da Hitler, sarebbe stato il PM della sconfitta, come dire un magrissimo bottino personale: meglio continuare la guerra! Alla fine della quale, gli USA presero il posto della GB, e tanti saluti all' Impero Britannico. Gli Inglesi rosicano ancora oggi.

      Passiamo a Roosevelt: fece tutto il possibile, specie ma non solo di nascosto per anni e anni, prima per scatenare la WW2 e dopo per spingere sia il Giappone che Germania e Italia alla dichiarazione di guerra contro gli USA .

      Ben prima di Pearl Harbour, le navi americane avevano l'ordine di sparare a vista su qualunque convoglio tedesco e italiano nell' Atlantico, ed i Giapponesi avevano proposto disperatamente diversi negoziati e incontri per mettere fine all'embargo totale di carburanti e materie prime dichiarato da USA, GB e Olanda, embargo che avrebbe ridotto molto rapidamente l'arcipelago giapponese alla fame.

      Morale, sappiamo tutti del peso delle dittature (Mussolini, Hitler, Stalin, Saddam prima contro l'Iran e dopo il Kuwait) sulle decisioni belliche. Mille grazie!

      Ma anche in regimi democratici, è difficile frenare le ambizioni di certi farabutti, quando dispongono del potere mediatico.

      Altro esempio: i limitati bombardamenti nazisti sulla GB fecero molto per compattare il popolo inglese alla dottrina di Churchill. I "poveri" Inglesi al tempo non sapevano che i bombardamenti tedeschi erano in realtà una rappresaglia per i bombardamenti avviati da Churchill per primo sulle città tedesche in Germania - che non furono MAI riportati sulla stampa inglese.
      O la campagna USA sui diritti umani asseritamente violati dalla Spagna a Cuba, preliminare alla guerra USA- Spagna ed alla colonizzazione degli USA di Cuba, Porto Rico, nonche' Hawai e Filippine - donde l'inizio del confronto con il Giappone per la supremazia in Asia (la dottrina Monroe sulle Americhe non bastava più agli USA).

      Oggi, grazie a TV e soprattutto internet, il potere mediatico e' infinitamente più forte e capillare di quello pre WW2.

      Le bombe sono quasi sempre precedute dalle balle dei media.
      E a giudicare dal livello di balle oscene che ci vengono propinate ogni giorno dai media, non c'e' da essere ottimisti.

    2. mago 6 ottobre 2024

      Grande.

    1. mago 6 ottobre 2024

      Mi sono fatto forza e superato il mio senso intimo di repulsione ho seguito un discorso di Bibi,al di là della retorica da bar la persona emana un forte senso di malvagità in senso fisico notate bene e spirituale,con persone come questa la guerra non finirà mai.

    2. Cleon XIII 6 ottobre 2024

      Infatti. Sarà una guerra molto lunga, in Medioriente come in Ucraina. Io non sono fra i profeti della guerra nucleare totale, temo però che si stia arrivando a un punto in cui l'uso di testate tattiche di potenza limitata nei campi di battaglia sarà considerato legittimo. Sia USA che Russia stanno abbandonando il principio fondamentale della deterrenza, la Mutua Distruzione Assicurata, introducendo protocolli che prevedono l'uso del nucleare tattico. Uno scenario da incubo.

    3. Martin 6 ottobre 2024

      Ne riparliamo a novembre, dopo le elezioni USA

    4. Shax 6 ottobre 2024

      La Russia di Putin non le userà a meno dell'improbabile entrata in guerra della nato. Su israhell non ci giurerei purtroppo...

    5. ric 6 ottobre 2024

      io non aspetterei novembre per capire chi e' Trump....

      https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/10/05/trump-israele-dovrebbe-colpire-i-siti-nucleari-delliran_7eac2e8b-bfb3-45e9-b27c-90a2d5dc59aa.html

    1. Martin 6 ottobre 2024

      Chiamare Israele uno "Stato ottocentesco" francamente mi ricorda le famose mutande dipinte durante la ControRiforma nella Cappella Sistina, che paradossalmente evidenziavano la nudità.

      O meglio, suona come uno stratagemma per presentare la condanna di Israele in un formato accettabile al neoglobalismo benpensante.
      "Israele non e' guerrafondaio e genocida, ma ottocentesco".

      Se il fine e' essere invitati in qualche salottino benpensante, funziona, tra un pasticcino e l'altro.

      E cosa significherebbe "ottocentesco"?

      Primo, dopo la leva obbligatoria introdotta dalla "liberatoria" rivoluzione francese (in Vandea i contadini si difesero con le armi da tale abuso), post Congresso di Vienna si torno' agli eserciti professionali, e
      le guerre ottocentesche europee tornarono ad essere combattute da eserciti professionali, ossia sbudellamenti controllati.
      Secondo, le guerre europee ottocentesche erano combattute da eserciti professionali contro eserciti professionali, non contro la popolazione civile.

      Per passare ai massacri di massa degli eserciti di milioni di disgraziati chiamati alla leva obbligatoria (Francia come sempre per prima), c'e' voluta la WW1.
      E per includere anche la popolazione civile nel massacro, c'e' stata la WW2, da tutte le parti (vedasi i bombardamenti sui civili, iniziati da Churchill e perpetrati in massa da USA e GB). Della serie, il progresso!

      Non c'e' nulla di ottocentesco nelle attuali guerre. Anche perche' a quanto sopra, va aggiunta la variabile nucleare, che limita le prospettive della guerra convenzionale.

    2. Hospiton 6 ottobre 2024

      Forse con "ottocentesco" intende una tendenza colonialista, apertamente esibita da Israele (unica nazione che oggi può parlare di coloni, insediamenti, occupazioni, deportazioni senza che alcuna figura istituzionale del nauseabondo occidente osi fiatare) e accettata dall'Occidente succube, se non addirittura incoraggiata, "è un loro diritto!"...si tratta dell'ultimo Stato dichiaratamente coloniale, guardiamo per esempio il piano espansionistico del Grande Israele che vien citato con assoluta tranquillità. D'altronde quando possiedi un apparato propagandistico come quello sionista puoi permetterti questo e altro senza che le prefiche progressiste euro-americane strillino al razzismo, all'odio, alla violenza intollerabile ecc...immagina se fosse il governo Meloni o in generale un governo europeo a comportarsi e rilasciare dichiarazioni alla Netanyahu & friends, macellando nel contempo civili come non ci fosse un domani. Noi veniamo accusati di razzismo a ogni singolo legittimo respingimento di stupratori e tagliagole clandestini, altre nazioni possono sterminare un popolo e colonizzare intere regioni tra gli applausi dei vari Mattarella.

    3. Cleon XIII 6 ottobre 2024

      Ottocentesco nel senso di coloniale e colonialista.

    4. Martin 6 ottobre 2024

      Sicuramente colonialista funziona meglio di ottocentesco.

    5. mago 6 ottobre 2024

      da noi ti difendi in casa tua vai in galera e risarcisci il delinquente,abbandoni un cane per strada e ti condannano a 5 anni ergo siamo un popolo civile.

    6. Martin 6 ottobre 2024

      Funziona sicuramente molto meglio di ottocentesco

    7. ric 6 ottobre 2024

      sta anche bene il novecentesco...itagliota...

      Aspetta e spera..bell abissina ... noi ti verremo a liberar !

      cosi cantava il pedofilo Montanelli...

      Quando Enzo Biagi introduce l’argomento della giovane moglie che Montanelli ebbe in Africa, il fondatore de Il Giornale risponde con allegria leggera:

      Regolarmente sposata, in quanto regolarmente comprata dal padre. Aveva 12 anni, ma non mi prendere per un bruto: a 12 anni quelle lì sono già donne. […] Avevo bisogno di una donna a quell’età. Me la comprò il mio sottufficiale insieme a un cavallo e un fucile, in tutto 500 lire. […]. Lei era un animalino docile; ogni 15 giorni mi raggiungeva ovunque fossi insieme alle mogli degli altri. (Ibid.)

      https://media.famigliacristiana.it/2020/6/images_2784090.jpg

    8. Martin 6 ottobre 2024

      Oriana Fallaci, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, le presunte grandi firme storiche del giornalismo italiano.
      Premetto che per me non possono esistere grandi firme del giornalismo, proprio in linea di principio. Esistono grandi ideologhi, teorici e filosofi, non grandi giornalisti.

      La Fallaci passo' 20 anni a fare propaganda attiva contro l'America e contro il capitalismo in quanto tale, poi in età avanzata (e patologie dell'età avanzata femminile) si trasferi' a New York e scoprì l'odio contro l'islamismo, passando anima e cuore al lato degli USA e dei massacri USA. E così sarebbe diventata una grande giornalista. Nessuno che discuta il suo salto della quaglia. O si sbagliava prima, o dopo. Secondo me si sbagliava sempre, è tanto semplice.

      Biagi e' sempre stato l'equivalente giornalistico della cameriera che spettegola sulle macchie nelle lenzuola della padrona, con il sorrisetto melenso e ammiccante tipico dei poveri ebeti. Ma pensava di essere arguto.

      Bocca ha prolungato e declinato su qualunque cosa il mito dei valori della Resistenza per buoni 50 anni, proprio come un disco rotto o una ossessione. Terremoto in Friuli? I valori della Resistenza! Mina non vince Sanremo? I valori della Resistenza! Berlusconi? I valori della Resistenza! Ma basta, no?

      A Montanelli almeno va riconosciuto il coraggio di essere stato un quasi isolato esponente del pensiero liberale, comunque lo si giudichi, in Italia certamente oppresso da cattolici e marxisti - ma nulla di più, un fatto italiano.
      Questa della schiava, opps la moglie etiope di 12 anni non la sapevo.

    9. Shax 6 ottobre 2024

      I grandi giornalisti sono quelli che raccontano la verità, e oggi ne vedo veramente molto pochi e nessuno mainstream...d'altronde se fossero liberi non potrebbero stare in tv e sui giornaloni a libro paga della propaganda.

    10. ric 6 ottobre 2024

      e ha detto il pedofilo , che la bambina strillava per non farsi penetra.... e degli " aiutanti" dovevano tenerla ferma...

      purtroppo non trovo piu' il filmato in cui lui stesso lo diceva senza vergogna.

      se qualcuno riesce a ritrovarlo o ne ha la registrazione le metta subito in evidenza...

    11. BrunoWald 6 ottobre 2024

      Sospetto che con ottocentesco si intendesse "nazionalista", e perciò implicitamente "di destra", se non "fascista"... Così si tira l'acqua al proprio mulino, evitandosi l'onere di chiamare le cose (Israele) col loro nome: uno stato talmudico razzista e suprematista, che si fa un dovere di sterminare gli animali parlanti, senza limiti o freni di nessun tipo.

      Due piccioni con una fava.

    12. BrunoWald 6 ottobre 2024

      Giorgio Bocca, il "partigiano" che ancora verso il 1942 tuonava contro la guerra degli ebrei contro le nazioni ariane: un'autentica icona della cialtroneria italica.

    1. Shax 6 ottobre 2024

      israele è una entità terroristica che usa il genocidio come arma di distruzione di massa che agisce nell'impunita' più assoluta tranne rare eccezioni come sudafrica turchia e Spagna che hanno denunciato i terroristi alla corte internazionale di giustizia e l"iran che ha dato una severa lezione tanto da costringere i sionisti ad oscurare con nubi posticce le immagini satellitari delle basi colpite. Nel mentre usa Ue e occidente orgogliosamente appoggiano questi crimini contro l'umanità e impediscono anche le manifestazioni a sostegno di Palestina e Libano. Un'infamia indelebile.

    2. mago 6 ottobre 2024

      Ma ti sembra logico che dopo 80 anni di commemorazione di shoah di scampati che ogni anno girano per licei a raccontare tocca a noi in modo educato e gentile farlo notare?

    3. Shax 6 ottobre 2024

      L'occidente è un buco di culo senza speranza.
      E scusa il francesismo.

    4. mago 6 ottobre 2024

      In tre parole hai centrato il problema.

    5. Martin 6 ottobre 2024

      "French cheeses smell of dirty ass" - anonimo USA

    6. Shax 6 ottobre 2024

      Bisognerebbe chiedere primariamente alle nostre 'istituzioni' e poi alle comunità ebraiche locali perché si deve ricordare l'olocausto e non i morti civili di Gaza, di tutta la Palestina, del Libano, della Siria...pare quasi che loro siano il popolo eletto al di sopra di tutti gli altri...e pare che lo siano anche per le corrotte istituzioni italiane e occidentali...
      Anche perché ammesso che vogliamo credere al 7 ottobre e considerato che una parte dei rapiti sono stati liberati, vogliamo fare che stiamo a 70 ebrei morti/rapiti a quante migliaia di civili uccisi tra palestinesi, libanesi, siriani....????

    1. ws 5 ottobre 2024

      Caso mai il contrario . "finché c'è israele c' è guerra"

    2. piero deola 6 ottobre 2024

      Finchè c'è un ebreo non ci sarà pace.

    3. ric 6 ottobre 2024

      preferisco 1000 arabi in casa mia che un ebreo a 1000 km di distanza.....

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