Emilia Romagna: La misura è colma, l’esasperazione è tanta

"Le promesse nel fango" dopo l’alluvione: Una storia di contrasti politici, ritardi e incapacità, di delusioni e amarezze

Emilia Romagna: La misura è colma, l’esasperazione è tanta

Di Renata Lizzi per ComeDonChisciotte.org

L’alluvione in Romagna ha rappresentato un’emergenza eccezionale, provocata da eventi meteo indubbiamente straordinari, abbattutisi su un territorio notoriamente a rischio idrogeologico, che quindi hanno avuto un impatto e provocato danni imprevisti e imprevedibili: la terza catastrofe naturale del 2023, secondo il Global Catastrophe Recap (Ignazi 2023). L’impatto è stato inatteso e distruttivo sul territorio delle province di Forlì-Cesena e Ravenna, le più colpite da frane, esondazioni, allagamenti estesi di residenze e campi coltivati, strade e autostrade, con vite stroncate dalla furia inaspettata delle acque. La conta dei danni è impressionante: sarebbero 5.885 gli interventi di somma urgenza subito da avviare, relativi a viabilità, territorio, fiumi, canali e reti; 726 le strade provinciali e comunali interrotte totalmente o parzialmente; 936 le frane (in buona parte nella provincia di FC); ben 23 i fiumi e i canali esondati; 70.300 gli edifici coinvolti (privati e pubblici, di questi 1.890 per frane); 14.200 le imprese (soprattutto piccole e esercizi commerciali) e 12.000 le aziende agricole parte delle quali con danni pluriennali (RER 2023).

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La risposta politica non è stata all’altezza della gravita' della situazione purtroppo: dopo i primi annunci di solidarietà e di vicinanza, nelle settimane successive a quelle dei primi soccorsi è sembrata compromessa la necessaria collaborazione e lo stretto coordinamento fra governo centrale e enti regionali e locali, fra politici e tecnici, fra autorità ordinarie e commissario all’emergenza. Divisioni politiche e istituzionali hanno fatto mancare quella capacità di risposta rapida e quel raccordo necessario nelle emergenze per garantire l’efficacia degli interventi di messa in sicurezza e ripristino. La stessa nomina del Commissario straordinario è stata oggetto di un ‘tira e molla’ che si doveva evitare: lo scontro politico dovrebbe evitare l’uso strumentale delle tragedie e dei disastri.

Anche le risposte delle amministrazioni locali sono state insufficienti: la complessità e la gravità della situazione, la limitata disponibilità di risorse umane e finanziarie ridotte al minimo dopo decenni di tagli nei bilanci e di blocco delle assunzioni non hanno consentito una risposta adeguata.

Tutto ciò ha fatto ricadere in massima parte su imprese e cittadini alluvionati l’onere di provvedere alle opere di ripristino e riparazione dei danni. Cittadini alluvionati che si sono sentiti amareggiati, abbandonati e si sono mobilitati in Comitati spontanei che sabato 14 ottobre 2023 hanno organizzato una manifestazione unitaria.

Da osservatori, oltre che da cittadini delle zone colpite, ci corre il dovere di provare a ricostruire questa storia di annunci e di promesse mancate, utilizzando alcuni dati dell’illuminante Report di Milena Gabanelli (Corriere della Sera di lunedì 9 ottobre 2023) e facendo nostri gli appelli accorati e le richieste civili e moderate dei 3000 partecipanti alla manifestazione, di cittadini e famiglie alluvionate della Romagna che hanno sfilato per le vie della città di Forlì per amarezza oltre che per protesta. È un contributo a loro innanzitutto, alla loro richiesta di spiegazioni e sostegno, oltre che di aiuti economici e ristori.

Le promesse annunciate della politica e le risposte inadeguate

In questi 5 mesi trascorsi dal 16 maggio 2023, la risposta della politica all’alluvione in Romagna ha spesso assunto i toni dello scontro politico, ha rivelato manovre di bassa lega per ritardare la nomina del Commissario straordinario all’emergenza e ha giocato per settimane sulle cifre delle risorse effettivamente stanziate, né sono mancati gli scambi di accuse fra Roma e Bologna. Uno spettacolo a dire poco umiliante.

Dopo le prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio Meloni che aveva espresso tutta la sua solidarietà e il pieno sostegno del governo alla gente di Romagna, promesso risarcimenti al 100% per tutti i danni subiti in un territorio che pesa il 2,2% del PIL nazionale, i fatti sono andati diversamente.

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Innanzitutto vi è stato lo scontro politico per la nomina del Commissario straordinario: l’urgenza avrebbe giustificato l’attribuzione della nomina al Presidente della regione Bonaccini, conoscitore del territorio, già commissario in pectore nella veste di governatore regionale, già dotato di una struttura attiva e funzionante (l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile). Non è andata così: non solo si è posto il veto sulla nomina di Bonaccini (da parte di Salvini, preoccupato del fatto che l’esponente del PD gestisse bene l’emergenza e acquisisse troppi consensi), ma si è colpevolmente ritardata (da parte del governo Meloni) la nomina del Commissario straordinario all’emergenza nella figura del Generale Figliuolo. La sua nomina non è stata immediata, è stata formalizzata solamente il 3 luglio 2023 e solamente la legge 100/2023 del 31 luglio ha predisposto risorse e tempi per il funzionamento della struttura commissariale di supporto. In realtà il Commissario in pectore Figliuolo ha presenziato a una serie visite e sopralluoghi e incontri con i sindaci dei Comuni colpiti, ma la sua operatività ha tardato di molto. Ancora a fine agosto la struttura del Commissario non era costituita: le 60 unità di personale che avrebbero dovuto essere comandate da altre amministrazioni e corpi tecnici mancavano dall’essere individuate; lo stesso Commissario Generale Figliuolo entra in azione a rilento perchè “piovuto dal cielo, senza nessuna conoscenza del territorio” e ancora impegnato in altri importanti incarichi (Ignazi 2023). A fine agosto 2023, le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa lasciano ‘basiti’, sorpresi: "È inutile che io venga a dare delle date…stiamo per mettere a punto le piattaforme e le procedure, dopo di che arriveranno le richieste e noi, con quello che abbiamo, facendo le proiezioni, andremo a chiedere anche altri fondi ed erogheremo i rimborsi. Dobbiamo solo mettere a punto … schemi e modelli di perizie, bisogna asseverare i danni e dare la modellistica, la daremo a breve. Io una data non ce l'ho. Non sono in grado di darla" (Ansa 31 agosto 2023).

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Era dunque già il 31 agosto 2023 ed è trascorso anche tutto settembre per sapere che le procedure e il portale, le indicazioni su requisiti e modelli di perizia e di domanda dei contributi arriveranno a metà novembre 2023. Confidiamo nella provvidenza come ai tempi di Manzoni… Eppure già il decreto legge 88 del 6 luglio 2023 (poi annullato e confluito nella legge 100/2023 del 31 luglio) prevedeva che il Commissario - entro due mesi dalla nomina – per quanto riguarda la ricostruzione privata individuasse gli interventi di immediata riparazione degli edifici residenziali e produttivi, definisse i criteri di indirizzo per progettazione e la realizzazione degli interventi di ricostruzione e di riparazione o ripristino degli edifici danneggiati, definisse procedure, tempistiche.

La vicenda delle risorse promesse ma mai destinate, il balletto delle cifre annunciate (4,5 miliardi) e il difficile conteggio di quelle effettivamente stanziate (2,2 miliardi) con una serie di provvedimenti successivi hanno provocato gravi tensioni fra il presidente Meloni e Bonaccini. In una lettera che la premier Meloni ha inviato il 12 agosto 2023 al governatore dell’Emilia Romagna e sub commissario alla ricostruzione Stefano Bonaccini si legge che "…non sarebbe corretta l’informazione secondo la quale in Romagna non si sarebbe visto un euro…il governatore mette in discussione l’impegno del governo per desiderio di visibilità" (Sole 24 ore del 12 agosto 2023).

In realtà sono stati emanati due decreti legge, poi confluiti nella legge 100 del 2023, di difficile lettura per il conteggio effettivo delle risorse stanziate e/o disponibili, ma una buona parte delle risorse erano destinate a far ripartire le attività produttive e riservata alla cassa integrazione dei lavoratori. Risorse che – come si vedrà oltre nel paragrafo dedicato al Report di Gabanelli - non sono state utilizzate.

Nel frattempo e in attesa che il Commissario Figliuolo diventasse operativo, la Regione e gli enti locali sono intervenuti con misure di immediato sostegno e hanno provveduto agli interventi di somma urgenza sul territorio, anticipando le risorse. Sono stati attivati gli aiuti immediati alla popolazione, attraverso le domande di CIS e CAS (Contributo Immediato sostegno e Aiuto subito), che ciascuna famiglia e residente alluvionato poteva inoltrare ai Comuni, ricevendo un anticipo di 3000 euro e un saldo di altri 2000 euro dopo verifica dei danni e dei costi sostenuti. A partire da giugno, sono stati aperti 74 cantieri in somma urgenza: 28 anche in provincia di Bologna, 23 nel ravennate, 14 nella provincia di Forlì-Cesena, 4 nel riminese, 3 nel modenese e 2 nella provincia di Reggio Emilia. Nel corso dell’estate sono proseguiti interventi per la riparazione degli argini, la sistemazione dei danni da tracimazioni, smottamenti, rimozione di legname e materiali portati dalle piene, interventi sulle opere idrauliche danneggiate. Si tratta di 5.885 interventi, individuati di concerto con Province e Comuni, i cui costi sono stimati per oltre 1,8 miliardi di euro. Degli oltre 1,8 miliardi di euro stimati, più di 516 milioni sono già stati spesi per 972 lavori già attuati e per 1.912 in corso d’opera. Si tratta di interventi che hanno tutti necessità di copertura finanziaria nazionale (RER 2023).

I fatti e i dati nel Report di M. Gabanelli al 9 ottobre 2023

Lunedì 9 ottobre sul Corriere della Sera viene pubblicato e in prima serata nel TG La7 viene mandato in onda il servizio Report di Milena Gabanelli che riesce a dare, in breve, l’ordine di grandezza dei danni, a fare ordine nella confusione delle cifre, a indicare di quelle che saranno le assurde procedure per le richieste e le autorizzazioni dei ristori.

I danni: quelli calcolati e certificati fin qui ammontano a 8,5 miliardi così suddivisi: 3,8 miliardi per il patrimonio pubblico come strade, scuole, canali; 2,2 miliardi per i danni alle abitazioni; 1,8 miliardi per i danni alle attività produttive, comprese le aziende agricole. A questa cifra vanno aggiunti 682 milioni già spesi per fronteggiare l’emergenza e per la messa in sicurezza del territorio, di cui 412 anticipati da Comuni, Province, Regioni e consorzi di bonifica.

alluvione emilia romagna danni

Le risorse stanziate e quelle ritirate: a fine maggio, con il primo decreto per l’Emilia-Romagna il governo aveva annunciato un primo pacchetto di aiuti per 2 miliardi e 200 milioni. Quando il decreto viene pubblicato il 1° giugno i soldi diventano circa 1,6 miliardi, così divisi: 900 milioni sono per gli ammortizzatori sociali, cioè la cassa integrazione; 300 milioni per aiutare le aziende che esportano. Per la cassa integrazione sono stati chiesti solo 30 milioni, dato che le imprese colpite sono per lo più di piccole dimensioni. Inoltre tutti, titolari e dipendenti, si sono subito rimboccati le maniche e rimesso in piedi gran parte delle aziende. Invece dei 300 milioni stanziati a sostegno dell’export ne sono stati chiesto soltanto 12-13. I requisiti necessari sbarravano già in partenza l’accesso ai fondi per moltissime imprese. Alla fine 1 miliardo e 150 milioni sono tornati nelle casse dello Stato.

I ristori ai privati e il sostegno alle famiglie: l’aiuto economico fino a questo momento ottenuto è quello di 3.000 euro a famiglia per far fronte alle spese immediate. Sono questi gli unici soldi arrivati alle quasi 36 mila le famiglie che nelle prime ore avevano dovuto lasciare tutto e poi darsi da fare per ripulire, recuperare ripristinare. In 65 Comuni si contano 9.371 nuclei familiari che hanno poi chiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (CIS E CAS): gente che si è accampata per lunghi periodi da amici, parenti o in roulotte. Per ciascuna famiglia a breve saranno distribuiti altri 2.000 euro. Per un complessivo di 5.000 euro a famiglia.

alluvione emilia romagna risorseMa quanti soldi sono disponibili effettivamente per il 2023? Finora ne sono stati autorizzati 908,5 milioni, di cui 876 versati sulla contabilità del Generale Figliuolo, quindi già disponibili. Ma 412 anticipati a maggio per i lavori urgenti sono da restituire a Regione, Comuni, Province e consorzi. Quindi, pronti all’uso quest’anno restano meno di 500 milioni. Bastano i numeri di frane e strade per capire che di soldi ne servirebbero ben più. Si prevede di concludere i rilievi entro fine ottobre e si stima che il numero totale delle frane sia oltre 50 mila. La maggior parte hanno danneggiato case, terreni o aziende, e qui i diretti interessati sono intervenuti pagando di tasca loro, oppure è ancora tutto sospeso.

Rimborsi a privati e agricoltori - Con il secondo decreto ci sono anche i soldi per i privati: 120 milioni già utilizzabili, più 149 autorizzati ma non ancora sul piatto. Per avere un ordine di grandezza: le aziende agricole a cui l’acqua ha causato danni sono circa 21 mila con 41 mila addetti; quelle agroalimentari sono 2.800 per 23 mila operatori. E l’impatto è stato importante anche sul settore zootecnico. Ma di fatto le aziende non hanno ancora avuto un centesimo.

Tempistica e procedure per inoltro delle richieste di contributo: fino al 16 novembre non sarà disponibile nemmeno il modulo da compilare per chiedere il rimborso perché la piattaforma informatica è in corso di aggiornamento. Dopo quella data il cittadino che ha avuto la casa allagata, o l’impresa danneggiata, può presentare la domanda di risarcimento con allegata perizia asseverata da parte di tecnici che il cittadino stesso dovrà individuare e incaricare. A quel punto il Comune verifica lo status di alluvionato; se tutto va bene consente alla piattaforma della Regione di processare la pratica; Invitalia fa l’istruttoria (studia la perizia, identifica il danno) e se tutto è in regola rimanda la pratica al sindaco; il sindaco la dichiara chiusa e la invia a Figliuolo per la firma e l’erogazione. Una procedura per ricevere i rimborsi che - come si suole dire – aggiunge la beffa al danno e impone una domanda: a che serve il Commissario straordinario all’emergenza se i passaggi devono coinvolgere tutte quelle amministrazioni?

alluvione emilia romagna amministrazioniLe domande inevase dei cittadini e le ragioni della manifestazione ‘Terre alluvionate’ del 14 ottobre 2023

A cinque mesi dall'evento calamitoso che ha travolto la Romagna – secondo il Comitato Terre alluvionate che ha promosso la manifestazione – si deve constatare con disappunto e amarezza quanto si sia ancora lontani da una risposta adeguata per tempi, entità e certezza di risorse alle urgenze dei territori e delle persone coinvolte. Sono gravi i ritardi e le insufficienze che espongono le realtà alluvionate ai pericoli di un periodo autunno/invernale che si avvicina.

Come è stato possibile? Quali sono le ragioni del malcontento e dell’esasperazione, ma soprattutto dell’amarezza e della delusione che hanno spinto quasi 3000 cittadini – provenienti da quartieri e campagne, Comuni e città limitrofe, accompagnati e sostenuti da decine di sindaci con la fascia tricolore - a sfilare per le strade della città di Forlì?

alluvione emilia romagna manifestazionealluvione emilia romagna sindaciIn parte si è già risposto sopra, con il racconto dei ritardi, delle risposte inadeguate e contradditorie del governo centrale. Anche le forze politiche dell’opposizione – che pure in questi territori hanno tradizionalmente raccolto ampi consensi (seppure in progressivo calo) – non si sono attivati né mobilitati al fianco dei cittadini e dei sindaci che ancora provengono dalle loro file. E allora, come ha scritto Ignazi (2023) non resta che la mobilitazione della società civile.

Anche da parte delle amministrazioni locali – nei confronti dei cittadini e dei privati alluvionati – non c’è stata sempre e in tutti i Comuni la risposta attesa e il sostegno (non solo economico) di cui gli alluvionati hanno inevitabilmente bisogno. Nei vincoli e nei limiti di risorse e capacità disponibili, le amministrazioni locali hanno mancato di dare la necessaria attenzione e le dovute indicazioni ai cittadini, ai privati, ai piccoli esercizi commerciali: è mancato la comunicazione sulle priorità da affrontare, un accurato inventario dei danni relativi al residenziale privato; è invece stato attribuito alle dichiarazioni private e alle richieste che verranno inoltrate per i maggiori contributi - accompagnate da perizie di tecnici comunque scelti e nominati dai privati - l’oneroso e difficile compito della stima dei danni e dei costi. In tal modo, si è lasciato il compito e la responsabilità alle famiglie di provvedere non solo finanziariamente ma anche operativamente alla gravosa impresa delle riparazione e dei ripristini, a volte persistendo le situazioni di rischio e incertezza.

alluvione emilia romagna manifestazione2Ogni cittadino e famiglia alluvionata ha impegnato l’estate, oltre che nei lavori di ripulitura di stanze e garage, nel recupero di mobili e beni perduti, nella ricerca di imprese e artigiani, ditte termoelettriche, idrauliche ed edili per ottenere preventivi, per valutare l’opportunità e la sicurezza dei lavori, per guadagnarsi l’impegno di avvio dei lavori quanto prima possibile. La ricerca ha poi coinvolto ingegneri e geometri per le perizie asseverate di accompagnamento alle prossime richieste di contributo al di sopra dei 3000-5000 euro. Come sempre accade quando la domanda eccede l’offerta si crea tensione sul mercato e così è successo in Romagna, dove le ditte e le imprese sono overbooking e i prezzi sono lievitati a dismisura. Molte imprese hanno presentato preventivi un po’ gonfiati – specie nel caso di condomini – e richiesto clausole di garanzie per versamenti anticipati… Insomma l’azienda termoelettrica che specula sul danno del vicino di casa alluvionato, nello steso quartiere, nella stessa città.

Questo ha ulteriormente gettato nello sconforto i cittadini alluvionati. La misura è colma, l’esasperazione è tanta: subire un’alluvione, vedere i propri beni e i ricordi di una vita portati via dall’acqua e rovinati dal fango è qualcosa che non si può raccontare, viene meno una parte di te. È una violenza che migliaia di famiglie hanno subito. Eppure la manifestazione di sabato 14 ottobre è stata composta, civile, nessun discorso pubblico, nessuna rivendicazione urlata, soltanto una voce accorata: se siamo un paese, sia siamo una città ci aspettiamo il sostegno e il supporto delle nostre autorità, l’onestà dei professionisti e delle imprese, la trasparenza e la rapidità delle procedure e dei contributi, a coprire gli enormi costi già sostenuti e ancora da sostenere.

Di Renata Lizzi per ComeDonChisciotte.org

16.10.2023

Renata Lizzi è professoressa associata in Scienza Politica presso l'Università di Bologna. Si occupa di politiche pubbliche e gruppi d'interesse; ha pubblicato lavori su questi temi e su politiche agricole e del cibo, politiche ambientali e recentemente sulla transizione energetica. È docente presso il Campus di Forlì e tiene insegnamenti su Istituzioni, politiche e governance dell'Unione Europea su Istituzioni e politiche del Cambiamento Climatico.

NOTE:

- Ansa 31 agosto 2023, scaricata da Ansa Emilia Romagna Notizie il 10 ottobre 2023 https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2023/08/31/alluvione-figliuolo-una-data-per-i-ristori-ora-non-so-darla_920ad211-4f1c-4f75-8427-47574d8fbf00.html

- Fasano G. e Gabanelli M., 2023, Alluvione in Emilia-Romagna, la beffa dei rimborsi, 9 ottobre, da Il Corriere della Sera https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/alluvione-emilia-romagna-beffa-rimborsi/69fbcdc8-65ea-11ee-be50-fc53f6bb2a42-va.shtml

- Ignazi P., 2023, Le partite del governo sulla pelle dei romagnoli, in «Domani», 18/08.

- RER Regione Emilia Romagna, 2023, Alluvione in Emilia Romagna, Domande e Risposte, aggiornamenti al 21.06.2023, https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/domande-e-risposte

- Sole 24 ore, del 12 agosto 2023, Alluvione, scontro Meloni-Bonaccini. La premier: già stanziati 4,5 miliardi, scaricato il 20 agosto 2023 https://www.ilsole24ore.com/art/alluvione-meloni-replica-bonaccinigia-stanziati-45-miliardi-la-ricostruzione-AFbcArX

- Ravenna Notizie, 14 ottobre 2023, Più di 3mila partecipanti alla manifestazione generale delle terre alluvionate della Romagna. “Promesse nel fango” https://www.ravennanotizie.it/cronaca/2023/10/14/piu-di-3mila-partecipanti-alla-manifestazione-generale-delle-terre-alluvionate-della-romagna-promesse-nel-fango/

Commenti (14)

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    1. 3CENT0 16 ottobre 2023

      Cito dall'articolo "Molte imprese hanno presentato preventivi gonfiati –specie nel caso di condomini– e richiesto clausole di garanzie per versamenti anticipati. Insomma l’azienda termoelettrica che specula sul danno del vicino di casa alluvionato, nello steso quartiere, nella stessa città." Ahnn, quindi non è tutta o solo colpa dei "comunisti" locali delle coop, dei "fascisti" nazionali "esselunga", dei fuido-globalisti europeisti, dei masso-mafiosi, dei gesuiti papisti, degli alieni [o di qualsiasi CATEGORIA-Y possa essere narrata come esterna (dunque si cucca tutte le colpe) rispetto ad una qualsiasi CATEGORIA-X narrata come interna (dunque buona, perchè mica ci vuoi mettere un po' di luce nei fatti tuoi) insomma sarebbe anche un po' colpa dell'aziendetta del vicino di casa che ti fott* a sangue per speculare su una misera percentuale. Ma tu pensa, ma chi l'avrebbe mai detto. Ecco, se ho imparato qualcosa del (nota*) "sistema romagna-mia" (che suona un po' come "cosa-nostra") e che lì c'e' un bel giro oliato di perizie e consulenze fotocopia che professionisti e autorità da anni si scambiano e accettano, per far passare ogni porcheria possibile, ogni "ritocchino" immaginabile, su territorio, edifici e "sociale". Per forza la manifestazione ha solo 5000 persone educatissime: tutti mangiano su tutti. (nota*) o Aquila 2009 - gente che ride durante le scosse pensando alla ricostruzione; o Campania Felix che da 30 anni vendono i terreni su cui coltivano per sotterrare rifiuti

    1. JHON 16 ottobre 2023

      Se cerchiamo di capire cosa potrebbe fare la differenza, in casi di disastri naturali in questo paese, si dovrebbe partire da alcuni punti critici e da osservare. 1- Emilia Romagna, governo PD, governatore: Bonaccini, la sua giunta ha restituito al mittente una somma di 8o milioni, che erano destinati alle manutenzioni e messa in sicurezza di fiumi, torrenti e strade, come dire: non ne abbiamo bisogno, dei vostri soldi, siamo una Regione Virtuosa. 2 IL Ministro alle infrastrutture e v.premier è quel tale che ha illustrato il progetto del ponte sullo stretto, con il fumetto di Topolino in mano. Quindi: capacità di analisi=zero. 3 La nomina di commissario straordinario al Generale Figliuolo, reduce dalla campagna Covid, colui che doveva andare casa per casa a stanare i delinquenti Pericolosi NO-Vax. Quindi, una persona sicuramente carismatica, ma completamente inadatta a tale ruolo. 4 Le coperture finanziarie, cioè quella famosa "coperta corta" sbandierata continuamente da sua Eminenza, allievo prediletto di super Mario. Ora, dal sentito dire, la Riforma fiscale approvata recentemente con la Legge di Bilancio, prevede l' accorpamento delle Aliquote IRPEF, per i redditi medio bassi, lo sconto sul canone Rai, Asilo gratis per il secodo figlio, (primo nò), pensiamo chi verrà favorito, 7 miliardi per rinnovo contratti delle P.A! Più o meno sono questi i punti che graveranno con le loro coperture, nel debito Futuro. Prosegue.

    2. JHON 16 ottobre 2023

      Ma la vera esca per i Tonni, inserita in questa legge di Bilancio è quella relativa allo sconto del 19% sulla copertura assicurativa per casi di calamità Naturali, come quello per l' appunto che riguarda l' articolo ed altri casi successi dopo, Marche, Veneto, Piemonte ecc.... Come volevasi dimostrare nel futuro prossimi cari Italiani che ci avete dato la fiducia per governarvi, se vorrete vivere una vita veramente che vale la pena di essere vissuta, dovrete pagarvi tutti gli optional annessi ai rischi che inevitabilmente andrete incontro, Salute, Malattia, Vecchiaia e anche al Territorio che noi volutamente non manuteniamo, come i guard rail e i ponti, proprio perché Noi, pensiamo soprattutto alla vostra Tranquillità.

    3. uomospeciale 16 ottobre 2023

      Ho appena finito di guardare la trasmissione "report" del 15/10/2023 sullo stato disastroso della sanità italiana.
      Prevedo che molto presto, l'aspettativa di vita media in Italia scenderà parecchio.

    4. oriundo2006 17 ottobre 2023

      A quanto mi risulta, dal governo Monti in avanti lo stato non prevede più l' intervento in aiuto dei privati: tocca assicurarsi. Io l'ho fatto. La decurtazione/sconto è misura benvenuta, insieme ad analogo provvedimento per tutte quelle spese che lo stato ci impone.

    5. JHON 18 ottobre 2023

      Anche l' IVA su IVA su IVA, andrebbe decurtata dall' ingordigia vorace di questo stato' che una mano dà e l'altra toglie.

    1. danone 16 ottobre 2023

      Dopo l'alluvione ci ho riflettuto seriamente e sono arrivato alla lucida constatazione che non bastano un pò di esondazioni sporadiche, serve una terapia d'urto molto più estrema per questo paese.
      Io sarei per un bel mad flood stile vecchio reset, 10 metri di fango su tutta l'Italia e chi si è visto si è visto.
      Dieci metri di fango sopra lo schifo e la vergogna che è diventato questo paese negli ultimi dieci anni.
      Non funziona più un servizio pubblico, tutto passa per centralini telefonici, spid e identità digitali, non si comunica più con un operatore umano nemmeno se ti serve un carro-attrezzi per la macchina con urgenza.
      Se sei benestante non te ne accorgi nemmeno del degrado pubblico di questo paese, puoi fare quello che cazzo ti pare, ma se sei in difficoltà economiche e chiedi un aiuto ai servizi sociali, ti contano i peli del culo e spera che risultino tutti, perchè se il numero dei peli del culo che ti hanno chiesto e tu gentilmente hai fornito, dopo previo conto e controllo, non conguaglia, stai pur certo che da italiano in questo paese non ti caga più nessuno.
      Come regola generale..
      chi non ha niente da farsi portare via, non può pretendere nell'aiuto di nessuno in questo paese, non sei parassitabile e quindi sono cazzi tuoi.
      Bella civiltà e la vogliamo pure salvare?
      Ma dai e perchè mai?
      Date retta, un bel mad flood di dieci metri, giusto il tempo del consolidamento della terra e ricostruiamo da capo, sopra.

    2. uomospeciale 16 ottobre 2023

      Severo ma giusto.

    1. Martin 16 ottobre 2023

      Ma andiamo, su, Giorgia e' subito accorsa, ha fatto il suo giretto e si e' fatta fotografare con il viso addolorato, vi sembra poco?

    1. indipendente 16 ottobre 2023

      Il generale Figliuolo... è un peccato non ci sia più il Zanza. Di sicuro avrebbe fatto meglio.

    1. Jimbo 16 ottobre 2023

      Affidarsi a Bonaccini? La misura é colma? Ma dove?
      Ma chi scrive vive su Marte?
      Ma lo ha capito chi caspita ha governato in Romagna negli ultimi 30 anni?
      Chi ha licenziato gli addetti al controllo dei fiumi, chi ha riempito i fiumi di vegetazione, chi non ha fatto casse di espansione?
      Fatevi un selfie con Schlein, Bonaccini e Mattarella.

    2. sarah 16 ottobre 2023

      Ma i vaccini, contro il tetano o quant'altro, sono arrivati prontamente. Fatti quelli, non c'è più nulla da temere. Svergognati. Pensano che qui si viva su marte.

    1. Jimbo 16 ottobre 2023

      Quelli che organizzano le manifestazioni sono i colpevoli: quelli del PD, il partito antitaliano colpevole del disastro romagnolo.
      Hanno governato loro per trent'anni, manigoldi bastardi.
      Con l'aiutino della CGIL, il sindacato anti-lavoratori.
      Che peste li colga.

    2. XaMAS 17 ottobre 2023

      strano, perche io leggendo quanto scritto dalla dottoressa Lizzi vedo :

      "non solo si è posto il veto sulla nomina di Bonaccini (da parte di Salvini, preoccupato del fatto che l’esponente del PD gestisse bene l’emergenza e acquisisse troppi consensi)"

      come fa a sapere la dottoressa che il sig. Bonaccini avrebbe gestito bene l'emergenza? forse perche appartiene al pd ?

      misteri

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