Elezioni politiche 2018, ossia il banco vince sempre

Elezioni politiche 2018, ossia il banco vince sempre

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ricordiamo le precedenti elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013, sotto l’egida di Calderoli, inteso come legge elettorale porcellona, poi giudicata incostituzionale. Dovrebbe essere facile rammentare, persino per l’Italia smemorata, perché sono passati a malapena cinque anni e il dopo-Monti in continuità con Monti non è ancora finito, se l’austero programma neoliberista che moltiplica poveri, disoccupati, sotto-occupati come se fossero pani e pesci è sempre nell’agenda dei govern(icch)i, passati, presenti e futuri.

L’”Europa” data per spacciata assieme all’euro in più occasioni, è ancora qui a far danni al nostro sistema sociale, alla nostra struttura industriale e persino alla vita quotidiana degli italiani, mentre si sono moltiplicati i tavoli di crisi – Calenda docet e fabula anche – da Alitalia all’Ilva, da Alcoa a Embraco/Whirlpool. Per non parlare dell’agonia ormai perenne di Roma Capitale, intesa come insieme di municipalità di quasi tre milioni di abitanti e usata cinicamente in campagna elettorale, contro gli incapaci cinque stalle, da un piddì senza scrupoli con la faccia di Giachetti e persino dal proattivo Calenda.

Nel 2013 non vinse il clownesco Bersani smacchia giaguari e incula proletari, non vinsero né Grillo né Berlusconi (allora un tertium non datur) e il banco ne approfittò per giocare la carta di Letta e della “grosse koalition”, alla crucca, con piddì, pdl/ncd, sciolta civica, udc, ppl e radicali nel calderone. Nell’attesa di estrarre dal cappello a cilindro, ad effetto, un fenomeno come Renzi. Possiamo affermare che in quella occasione, facendosi beffe una volta di più del “voto popolare”, il banco lo mise in culo a tutti, assicurando la continuità con Monti e proponendo ancora una volta il moloch dell’austerità, il ricatto del debito, la flessibilizzazione del lavoro, sempre più raro e a sconto. Un po’ come dire che la ruota gira, ma la pallina cade sempre nelle stesse buche, che per noi son quelle sbagliate …

Perché nel 2018 dovrebbe andare diversamente, se la roulette del voto democratico è truccata e i croupier non perdono di vista le fiches un solo istante? C’è persino una nuova legge elettorale, pensata (guarda caso) per promuovere “grosse koalition” destra-sinistra-centro, o sinistra-centro-destra, o centro-sinistra-destra, eccetera, eccetera. In ogni caso, qualsiasi sia la combinazione politica, il programma politico sarà uno e uno soltanto, come lo è stato nella sequenza Monti-Letta-Renzi-Gentiloni.

A dimostrazione di quanto affermo, valido anche per il futuro, si possono fare alcune ipotesi.

Ipotesi che fra meno di due mesi – subito dopo il 4 di marzo, forse già alle idi – potranno essere facilmente verificate. O ci prendo o mi prendo palate di merda.

Poco male, procediamo in ordine di probabilità.

Prima ipotesi. Il centro-destra ricostituito vince, spopola soprattutto nei collegi uninominali, ma non arriva, per poco, al 40% dei voti. Berlusconi canta vittoria, ma il piddì ha tenuto un po’ sopra il 20% e con i nanetti in coalizione (la dannosa Bonino, l’astuto Tabacci e vari farabutti come Lorenzin e Nencini a tamponar le perdite), potrebbe posizionarsi sul 25% o anche più in alto. Fatti due conti in termini di seggi, soprattutto alla camera, e usato Maroni non più presidente lombardo per spaccare la lega e rubare deputati, il cav potrebbe dar corso all’inciucio di governo con il piddì, fregando i suoi elettori e, in generale, gli italiani, sia pure per “senso di responsabilità”, addirittura per amore nei confronti del paese. Risultato: fuori dalle scatole, finalmente, gli innocui “populisti” Salvini e Meloni, cornuti e mazziati come gli italiani. Del resto, se il banco ha permesso il rientro in grande stile del cav (pur senza candidatura), dopo averlo silurato nel 2011, costretto ad appoggiare Monti e poi reso incandidabile fino a sentenza della corte europea per i diritti umani(!), un valido motivo ci sarà pure … Il banco non fa mai niente per niente.

Seconda ipotesi. Il centro-destra vince e arriva al 40% o poco oltre, con il piddì che tiene intorno al 20. In tal caso, la “grosse koalition” della prima ipotesi sarà ancor più forte in termini di seggi. Berlusconi trionfa nel maggioritario con barche di seggi, il piddì resta a galla (come lo stronzo nella fogna), ma, soprattutto, il banco vince alla grande. Cornuti e mazziati tutti gli altri.

Terza ipotesi (meno probabile delle precedenti). Il cinque stalle supera di slancio il 30% diventando saldamente primo partito e la prima coalizione – di fresconi che votano ce n’è a iosa – ma non arriva, neanche morto, al fatidico 40, magari per due o tre punti. Il piddì è a mal partito, un po’ meno del 20%, un pelo di più del 20 con i nanetti in coalizione (quelli di prima, gli stessi ripugnanti) e il centro-destra arriva secondo, poco oltre il 30%, con grande scorno della mummia resuscitata Berlusconi. Ecco che il furbo Di Maio non più “anti-europeista”, sempre più incravattato e sorridente, lancia l’appello a chi vuole condividere il programma di governo pentastellato e il piddì, alla frutta, risponde … prontamente e positivamente. Il banco incassa ancora una volta.

Quarta ipotesi (ancora meno probabile di quella di prima). Il cinque stalle, nonostante tutte le prove negative finora offerte (Roma, Bagheria, Livorno, la stessa Torino), il suo programma di governo contradditorio e raffazzonato – euro no, euro sì – la volontà d’agire sui vitalizi dei politici e non sul lavoro delle masse, come nella terza ipotesi arriva oltre il 30% con un colpo di reni. Il centro-destra è secondo, il piddì cade sotto il 20%, i liberi e uguali, cioè i transfughi piddì e i resti del sel, arrivano al fatidico 10% o addirittura lo superano di due o tre di punti percentuali. Colpo di scena: i liberti e ungulati corrono in soccorso del 5 stalle e si tenta la strada del governo di minoranza, oppure si “comprano” parlamentari di altre formazioni (ad esempio del piddì bastonato) per sostenere il nuovo esecutivo. Due, diconsi due false opposizioni che governano il paese per conto troika e del pentagono … e il banco vince n’altra volta, inculando gli italiani fresconi.

Quinta ipotesi (la meno probabile). Il piddì tiene al 25 o più % e con i nanetti in coalizione (senza l’inutile Pisapia, che si è sganciato causa ius soli e ora si mangia i coglioni) lo supera di alcune lunghezze, arrivando al 30% o poco oltre. Liberi e uguali giubilano per un quoziente elettorale a due cifre, un pelo di c… più del 10%. Berlusconi, scornato, si sforza di sorridere con un 29% in tasca, mentre i grullini (“la banda degli onesti”) incassano circa il 27, cioè un bottino di voti deludente. Ecco che le sinistre, dopo aver marciato separate, con abbondanza di insulti e attacchi personali al limite della faida tribale, colpiscono unite e riescono a ottenere l’incarico di formare un nuovo governo. Pur essendo di minoranza, sperano che il 5stalle voti i loro provvedimenti, magari con qualche piccolo ricatto e qualche “compra” per starci. Il banco si scompiscia dalle risate e festeggia, in barba a tutti noi.

Mi sembra chiaro, però, che simili governi, a dir poco raffazzonati, caratterizzati dal tradimento delle promesse elettorali e dai cambi di casacca in parlamento, non reggeranno a lungo. Reggeranno quel che tanto che basta al banco, che vince sempre, per propinarci un governo troika commissariale definitivo, con qualche “personalità” di matrice tecnica alla guida, a compimento del sogno elitista e del programma che il banco vittorioso ha in serbo per l’Italia: lacrime, sangue e rigore a prescindere dal responso delle urne.

Capito mi avete, cari bambini dell’italico paese?

Non c’è più lo stellone che vi proteggeva, questa volta non finirete a tarallucci e vino.

Cosa ci volete fare … questa è la democrazia del prendere o lasciare!

Andate, andate a votare numerosi, poveri fessi, speranzosi nella democrazia e nel suffragio universale!

Eugenio Orso

Fonte: www.comedonchisciotte.org

16.01.2018




Commenti (76)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 49 caricati
    1. Primadellesabbie 18 gennaio 2018

      É incominciato il tormentone voto-non-voto, e siccome di materiale per vincere non c'é neanche l'ombra (manca sia il prodotto che il venditore), é una tenzone tra strateghi anomali dove ognuno vuol perdere a modo suo, accanitamente.

    1. Marco Echoes Tramontana 18 gennaio 2018

      L'autore è un poco maleducato nel buttare giù i suoi pensieri, ma va tanto di moda oramai, se non si lanciano invettive dal proprio ego verso gli 'altri', le stesse non sembrano convincenti.

      Probabilmente non voterò, mi starà bene qualunque esito elettorale, e mi starà bene qualunque effetto, dato che non mi piace lamentarmi.
      Ma anche quando votavo poi alla fine, a prescindere dal risultato, mi stava bene tutto per amor della democrazia.

    1. fabio 18 gennaio 2018

      Curioso il fatto che il "genio" scrittore (parola grossa) dell'articolo sopra, apostrofa come"poveri fessi, speranzosi nella democrazia e nel suffragio universale!" quelli che vanno a votare e tace sul tasso d'intelligenza (altra parola grossa), di quelli (come lui) che a votare evidentemente non ci vanno, accontentandosi di quello che votano gli altri....i cosiddetti "fessi etc etc"....Da studio...o da TSO?

    2. manicomiopp 18 gennaio 2018

      I grillini da una parte propongono il referendum senza quorum e dall'altra ce l'hanno con gli astensionisti come se per forza ogni voto non dato dovrebbe esser per loro.

    3. fabio 18 gennaio 2018

      Ogni voto non dato è una volontà non espressa....e implicitamente un'accettazione di quella espressa da altri.....

    4. manicomiopp 18 gennaio 2018

      L'hai gia' scritto prima. Inutile ripetere.

    5. alessandroparenti 18 gennaio 2018

      Ce l'hanno con gli astensionisti quindi vogliono un referendum senza quorum, ergo gli astensionisti non dovranno contare uncazzo invece di incidere su questioni politiche come succede ora. Difficile da capire? Mi sembra coerente. A me.

    6. manicomiopp 19 gennaio 2018

      Se non votano, non incidono per niente. Sei grillino te vero??

    1. enricodiba 18 gennaio 2018

      La destra faranno un carrozzone tipo Palermo, dove già non hanno la maggioranza, per il m5s la partita sarà facile, visti i buoni risultati dove governa.

    1. vocenellanotte 17 gennaio 2018

      Ognuno fa quello che vuole ed è libero. Anche astenersi se ritiene che il gesto lo rappresenti.
      Detto questo, chi decide di astenersi sarebbe oltremodo coerente se si astenesse dal fare l'apologia della propria fesseria.
      C'è molta analogia con quelle ridicole lotte LGTB, proud di qualcosa di particolare che distoglie l'attenzione e le forze sul riconoscimento dei diritti di tutti.

    1. Marco Bechini 17 gennaio 2018

      Posare il fiasco Eugenio.
      Ripeto: Posare il fiasco!
      Grazie.

    1. TdP 17 gennaio 2018

      Il treno sta correndo verso il baratro..l'insoddisfazione viene imputata alla insoddisfacente velocità..e intanto viene proposta la votazione sui progetti a come dividere le pietanze nel vagone ristorante dove i cuochi si sono già mangiati tutto ..e quello rimasto è già prenotato..o non hai diritto a reclamarlo...
      Ecco..!
      Poi qualcuno si lamenta di chi preferisce guardare per l'ultima volta il panorama dal finestrino invece di scalmanarsi per accapararsi ciò che non potrà avere...

    1. Giovanni Parodi 17 gennaio 2018

      salve
      quindi resterò a casa e eviterò, come ormai faccio da quando siamo occupati dalla UE, gli inutili e patetici, "ludi Cartacei" ...
      un saluto

      Piero e famiglia

    1. grey owl 17 gennaio 2018

      Ho letto solo critiche a tutto l'arco parlamentare, ma quali soluzioni suggerisce ?
      Io, quando non posso offrire soluzioni, taccio !

    2. Giovanni Parodi 17 gennaio 2018

      salve
      soluzioni ? un paio ci sarebbero ma una, temo di non poterla scrivere, l'altra sarebbe di votare in blocco una formazione sovranista e patriottica ma qui entra in campo la psicopolizia (come a Genova alcuni giorni fa) e tutto torna alla "normalità"
      Libertè, egalitè, pereppeepepeè ...
      Questi son i frutti, amarissimi del 1789, del 1917 e del 1968 ... e Spengler l'aveva capito: la sinistra fa sempre il gioco del grande capitale e poi aggiungeva, ironico, a volte senza saperlo ;-)
      un saluto
      Piero e famiglia

    1. Pimander 17 gennaio 2018

      Dimentica il monito di Moscovici che si puo' tranquillamente riassumere cosi:
      .
      "Se torna Berlusconi riparte lo spread".

    1. Ronte 17 gennaio 2018

      Da tanti anni assistiamo alla rivoluzione dei padroni (politici a servizio) e la realtà ci parla spietatamente di assalto indiscriminato ai diritti della gente, accompagnato dalla tragedia ambientale. E allora chiedo:Perchè non rispondere alle malefatte di quei criminali con una posizione volta al rovesciamento delle cose? Per quanto tempo ancora dobbiamo subire l'arroganza del Sistema che ci sta portando alla disfatta totale?
      Sappiate che la dittatura fascista (non pochi sperano) trova spazio quando la crisi economica-politica-culturale e sociale raggiunge livelli di emergenza. Intanto la corruzione sgomita a tutto tondo.

    1. Denisio 17 gennaio 2018

      Da quando si rispettano le regole emanate dal club privatista neoliberista e criminale chiamato furbescamente unione europea le disgrazie e le tragedie si rincorrono una dopo l'altra. Questi tirranni ci vogliono ridurre a mendicanti che si tirano gli stracci e che si tirano i capelli l'un l'altro come ciechi zombie e noi naturalmente come abbiamo fatto fin'ora ci prestiamo al ruolo nella nostra grande tragedia. Guai a disobbedire ai padroni, che schiavi saremmo? Ier sera ho avuto la fortuna di cambiar canale mentre l'esimio professor Morti esprimeva concetti riguardo la droga, l'impressione è che avesse la solita scopa infilata nel retto visto il suo gorgogliante eloquio simile a quello di un automa. Sembrava abbastanza convinto che i traffici in Europa fin'ora fossero andati troppo bene grazie al QE (lo spaccio) e che da ottobre senza la magnanima mano del suo omonimo Mario (il trafficante?) le cose potrebbero cambiare per l'Italia, evidenziando in questo modo l'ostilità razzista che aleggia nel club europeoide. Ancora una volta confermato che il nemico pubblico n1 dopo aver distrutto il valore collettivo e sociale delle istituzioni, si appresta a terminare l'opera senza nemmeno nasconderlo. Per questo credo che sia sostanzialmente dannosa l'omertà nei confronti della necessità di uscire non solo dal club privato chiamato furbescamente unione europea ma dal sistema finanziario globale capitalista che ormai ha l'aspetto di un vecchio padrone schiavista e cialtrone in preda all'alcol che dopo aver fatto a pugni con la vita, offre a tutti nient'altro che lo spettacolo grottesco del suo karma.

    1. Riccardo 16 gennaio 2018

      Secondo me l'astensione risulta efficace e legittima se accompagnata ad comportamento attivo finalizzato alla distruzione del sistema vigente (se fai il bombarolo di professione sei giustificato dal non votare) . Diversamente se sfocia nel lamento qualunquista e passivo risulta, a mio avviso, inutile e funzionale al potere stesso. Questo lo dico con rammarico perché per anni ho sostenuto la delegittimazione di questo sistema mediante l'astensione ma in realtà non ho mai ottenuto nulla, come non otterrò nulla recandomi alle urne ma almeno in questo modo eludo possibili potenziali sensi di colpa . In sostanza? Che tu voti o non voti non frega un kaiser a nessuno

    2. ant85 16 gennaio 2018

      Capisco , però perchè commentare o perdere tempo a scrivere articoli se poi ritieni che tutto è truccato? Per quanto mi riguarda ho deciso che andrò a votare per le prossime politiche, poi, se i partiti tradizionali conquisteranno percentuali importanti, smetterò e basta. Non voterò più ma conseguentemente smetterò di leggere articoli relativi alla politica e per COERENZA non andrò ad intasare i blog per inneggiare alla bellezza dell'astensionismo.

    3. Roberto R. 16 gennaio 2018

      Essere delusi è più che giustificato, ma astenersi vuol dire proprio resa incondizionata …

    4. alessandroparenti 16 gennaio 2018

      Mark Twain diceva che se il voto servisse a qualcosa non ce lo permetterebbero,e forse ha ragione. Ma poi vedo quanto si impegnano perchè si voti come vogliono loro e mi viene qualche dubbio. E continuo a provarci,fosse solo per rompergli i coglioni...pardon! ...le uova nel paniere.

    5. Roberto R. 17 gennaio 2018

      La Rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.
      Paolo Borsellino

      Come si dice, cento teste cento idee. Resto comunque convinto che la cosa importate sia il rispetto reciproco.

    6. manicomiopp 17 gennaio 2018

      ah behh se l'ha detto Borsellino....quanta responsabilita' c'hanno i giudici nell'italico andazzo?? a 200000 e passa euri l'anno a loro va bene cosi.

    7. alessandroparenti 17 gennaio 2018

      Per farsi ammazzare non è poi tanto,almeno nel suo caso. E poi lo ha detto Borsellino, non Grasso.

    8. Pandroid 17 gennaio 2018

      Questo poteva valere 30 anni fa. Oggi è (forse) troppo tardi, ed il cambiamento si può fare probabilmente, o comunque nella maggioranza dei casi, giorno dopo giorno. Allontanandosi, per quanto possibile ad ognuno di noi, dal sistema. Le cose da boicottare, i comportamenti da cambiare, sono tantissimi, e non c'è altra soluzione che dare l'esempio.
      Se lei ha soluzioni più veloci, o pensa che delegare quello che non abbiamo voglia di fare sia la scelta giusta, è liberissimo.
      Come io lo sono di smettere di scegliere il meno peggio.

    9. Roberto R. 17 gennaio 2018

      Non condivido ma rispetto la scelta.

    10. manicomiopp 18 gennaio 2018

      Che problemi hai con Grasso??tale quale Borsellino: "C'era già l'esplosivo e il telecomando. Grasso doveva venire a Monreale, e lì doveva avvenire l'attentato. Facemmo un sopralluogo, ma poi non se ne fece più nulla, ma ci fu un problema tecnico. Rischiavamo che scoppiasse prima del passaggio e non se ne fece più nulla"

    11. Lupis Tana 18 gennaio 2018

      il cambiamento sono anni che lo aspettiamo, e non si fa dentro una cabina ma con la carabina, per far rima. t l

    12. Pandroid 18 gennaio 2018

      Ma senz'altro, ognuno di noi credo sia libero di scegliere il modo di agire più consono alle proprie convinzioni. Semplicemente non ho più la cieca fiducia nel voto, che considero un'arma come le altre, da usare o non usare a seconda della situazione. L'astensione non è un dogma.
      Un saluto

    13. manicomiopp 18 gennaio 2018

      ..e non si fa dentro ad una cabina
      con la matita in mano
      ma con la carabina e
      la bomba a mano..

    1. mingo 16 gennaio 2018

      Questa ode all'astensionismo fa un molto pena ed è ridicola.

    2. Pandroid 17 gennaio 2018

      L'astensione è un diritto.
      Per assurdo la più grossa speranza per il popolo di risvegliarsi sarebbe un'astensione di massa, e l'improvvisa consapevolezza che tanti finalmente si sono resi conto del loro "giochino".
      Ovviamente non andrà così, ma astenersi come forma di protesta è legittimo e sacrosanto.

    3. mingo 18 gennaio 2018

      dell'astensionismo di masse a questi non gliene frega una beata minkia ,anzi per alcuni meno vanno a votare meglio è, almeno li voteranno i soliti lecchini permettendogli di fare quello che fanno adesso i cavoli loro!

    4. Pandroid 18 gennaio 2018

      Può darsi, ma io parlavo dal punto di vista della coscienza popolare, che è attualmente prossima allo zero.
      In ogni caso non mi pare che votando siano cambiate le cose, anche perchè sulle cose veramente importanti noi non abbiamo diritto decisionale (ceta, trattato di lisbona, etc etc etc), se non tramite appunto il nostro comportamento quotidiano, le nostre proteste e l'arma del boicottaggio.
      Il fatto che queste armi siano lente, lentissime, è solo dovuto al tempo che è passato prima che una parte di noi si cominciasse a risvegliare dal torpore neoliberista che è calato ovunque. E' troppo tardi? Non lo so, molto probabile.
      Sicuramente il concetto di un politico che fa quello che noi, per primi, non vogliamo fare (esempio stupidissimo, conosco molte persone che voteranno potere al popolo per loro posizioni anti-globalizzazione/neoliberismo, e che però non sono nemmeno in grado di boicottare amazon, non dico imbracciare il fucile), è utopia. Vera però
      Un saluto

    1. Antonello S. 16 gennaio 2018

      A me sembra descritta male la seconda ipotesi...

    1. maxjuve 16 gennaio 2018

      L'alternativa quale sarebbe secondo l'autore e quelli come lui che hanno capito tutto da subito? Starsene sul trespolo tanto non cambierà mai niente? No grazie, io a questo punto di nichilismo cosmico non sono ancora arrivato.

    2. Pandroid 17 gennaio 2018

      Se l'autore fosse stato un nichilista cosmico per quale motivo avrebbe dovuto perdere tempo a scrivere l'articolo?

    1. maxjuve 16 gennaio 2018

      Chiamarli 5 stalle denota un gran rispetto comunque; tutta questa fatica per scrivere che per l'autore il voto non conta una cippa, grazie lo sappiamo ma se permette la signoria vostra vorrei votare contro quelli che ci hanno portato a questo punto e i 5 stelle non sono compresi nel gruppo anche se non le farà piacere. Fosse solo per una soddisfazione momentanea ma lo farò.

    1. snypex 16 gennaio 2018

      Concordo e ringrazio l'autore, (a parte qualche espressione off limits).

    1. --<>-- --<>-- 16 gennaio 2018

      Le elezioni le può vincere chiunque, sarà poi la magistratura, in base all'operato del premier ( se funzionale o meno ai poteri forti) a decidere se e quanto governerà.
      In Italia funziona così.

    2. cdcuser 16 gennaio 2018

      la magistratura italiana è un asset saldamente in mano agli "atlantici"

    3. --<>-- --<>-- 16 gennaio 2018

      Appunto, governeranno loro, sotto qualsiasi forma o sembianza.

    1. Vamos a la Muerte 16 gennaio 2018

      Articolo ( si fa per dire) in cui lo scrivente si diverte a spalare letame a destra e a manca.
      Un Pippone che si può riassumere semplicemente così:

      "Non andate a votare! Fanno tutti schifo! Sono tutti uguali!"

      Amen.

    2. ant85 16 gennaio 2018

      Ma i 5 stelle sono pure peggio. Questo dicono Gli Orso e Bertani.

    3. alessandroparenti 16 gennaio 2018

      E quindi non votateli così governerà sempre destra e manca! Amen

    4. ant85 16 gennaio 2018

      Leggi bene il mio commento.

    5. alessandroparenti 16 gennaio 2018

      Volevo completare il tuo commento, come tu hai completato quello di Vamos a la Muerte, giustamente.

    6. ant85 17 gennaio 2018

      Ok scusa.

Visualizzati 49 di 76 commenti approvati.