DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it
Le dichiarazioni di Moscovici secondo cui portare il deficit oltre il 3% del Pil "sarebbe un controsenso", questo perché il tetto del 3% avrebbe un significato preciso, quello di evitare che il debito slitti ulteriormente, e quindi le elezioni italiane provocherebbero un "rischio politico" dato che da noi alcuni partiti si stanno interrogando sulla fondatezza di queste regole, sono non solo inopportune politicamente (come perfino Tajani è stato costretto ad ammettere, dando prova di buon senso e di un minimo di orgoglio nazionale), ma del tutto infondate sotto il profilo economico e anche storico: questo perché prima di fare lezioncine, bisognerebbe verificare di essere stati coerenti con i principi che si sbandierano a beneficio degli altri paesi (ma che in patria ci si è guardati bene dall'applicare).
Ho commentato queste dichiarazioni, aggiungendo alcuni numeri, i numeri che la nostra stampa, molto sensibile e accondiscendente verso interessi esterni al nostro paese, naturalmente non vi dà:
Mi limito ad aggiungere, per vostra erudizione, un grafichetto che potrete incidere su una lastra di piombo, da arrotolare e sbattere sul musetto dei botoli ringhiosi dell'austerità:
Come vedete i francesi (les bleus) sono sempre stati sopra a noi, e sempre oltre il parametro di Maastricht (in rosso), e lo saranno almeno fino al 2019, con in più il fatto che il divario fra loro e noi è destinato ad aumentare (a indicare che noi saremo, secondo il Fmi, sempre più virtuosi di loro, oltre a essere di fatto in regola con Maastricht già da sei anni: sei anni di sacrifici che l'Europa ci riconosce così, sberteggiandoci!).
Insomma: è il classico caso di bue che dice cornuto all'asino. Le differenze fra asino e bue vi sono note: credo che tutti noi (almeno noi maschietti) preferiremmo essere asini. Concludo con una nota: l'Italia sarà un paese libero quando un giornalista vi darà i numeri che trovate qui, e quando avrà il coraggio di sbatterli in faccia al nostro nuovo amico con le corna, giusto così, per vedere l'effetto che fa, e per ricordargli che, fra le tante differenze cui accennavo, c'è anche quella che l'anello al naso ce l'hanno i buoi, non gli asini. Ma per questo ci vorrebbe un giornalista col retrotreno più simile a quello di un asino che a quello di un bue. Sono sicuro che da qualche parte, nascosto, ci sia e ci legga. Speriamo che si palesi presto: altri seguiranno, perché non se ne può più: ad ognuno puzza questo barbaro dominio.
Con preghiera di far circolare, ricordando a chi leggerà che dire basta dipende da ognuno di noi.
Alberto Bagnai
Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2018/01/deficit-in-francia-e-in-italia-due.html#comment-form
17.01.2018
Orama Mino 20 gennaio 2018
Per quanto riguarda il fatto che i dati reali non vengano detti il Bagnai ha ragione, per il resto è meglio che non scrive; il suo stile ampolloso e inutilmente ridondante lo rende difficilmente comprensibile.
Per il resto, le sue previsioni di economista (vedi il tramonto dell'euro), al momento, non hanno avuto riscontro.
L'economia non è e non potrà mai essere una scienza esatta, ed il Bagnai dall'alto della sua presunzione non fa eccezione, può imbrogliare solo gli sprovveduti affezionati al suo blog.
Antonello S. 20 gennaio 2018
Io sono uno di quegli sprovveduti che segue il blog di Bagnai e posso rispondere al suo meschino commento ricordandole che anche i meteorologi sbagliano le previsioni se superano la settimana, figurarsi se e' facile prevedere con esattezza il crollo di un progetto politico e dirigista cosi' potente. Per il resto sta avvenendo quello che Bagnai ha estrapolato dalla disciplina economica classica.
Pfefferminz 21 gennaio 2018
"per il resto è meglio che non scrive "
Bagnai scrive in modo divino, per niente "ampolloso" o "ridondante". Il suo libro "Il tramonto dell'euro" è non solo comprensibilissimo, ma, a tratti, anche divertente.
Ce ne fossero di divulgatori capaci come Bagnai...
Orama Mino 22 gennaio 2018
Meschino ci sarai tu, con la tua misera compiacenza nei confronti di chi, con tono professorale e presuntuoso, finora continua a sbraitare a vuoto.
Ed evita paragoni idioti e incongruenti con la metereologia.
Cerca di ragionare con la tua testa somaro.
Orama Mino 22 gennaio 2018
Marco della Luna, Marco Saba, Nino Galloni, Giacinto Auriti, Bruno Tarquini... ne vuoi ancora?
Bagnai scrive per compiacere se stesso e la sua vanità intellettuale.
Orama Mino 22 gennaio 2018
L'esempio con la metereologia non c'entra nulla.
Il tuo pappagallesco commento dimostra la mia tesi
Pfefferminz 22 gennaio 2018
"Bagnai scrive per compiacere se stesso e la sua vanità intellettuale"
Questa è la tua opinione. Io la penso diversamente, ma la cosa veramente importante è se Bagnai riesce o no a spiegare i concetti fondamentali dell'economia (e altro) a persone che ne sono a digiuno. Per questo motivo ho scritto che lui è un divulgatore, secondo me (un'opinione quindi).
Non è facile essere un divulgatore, non basta sapere le cose, ma bisogna saper applicare la didattica, saper trasmettere i contenuti, sapersi mettere al posto dell'interlocutore. Ti sarà capitato di ascoltare una conferenza di un autore famoso e di non aver capito un'acca. A me è capitato più di una volta, ma in particolare mi ricordo una lezione su Nietzche all'università, rivolta a tutti gli studenti, non solo a quelli di filosofia, ove l'oratore non è uscito dalla sua torre d'avorio e sembrava parlare ai suoi colleghi usando solo termini inerenti alla materia stessa.
Un divulgatore bravo, nel campo della geopolitica, è lo storico Daniele Ganser, il quale dà la spiegazione delle parole che introduce via via e si limita a dare una cifra per per ogni lezione perché "sa" che gli ascoltatori non riescono a ricordarsi più di quella.
(Le conferenze di Daniele Ganser riscuotono un grande successo, sempre il tutto esaurito, l'ultima a Berlino sul WTC 7).
Degli autori che hai citato conosco Saba e Galloni. Li ho ascoltati con interesse, ma per me sono "outsider", nel senso che sostengono tesi tutte da verificare (non voglio dire che sono sbagliate).
Bagnai invece è un economista che, pur avendo le sue opinioni, può discorrere con gli altri economisti su un terreno comune.
XL 22 gennaio 2018
Beh, no, Galloni è a un livello, anche accademico, decisamente superiore a Bagnai.
D'accordo invece su Dalla Luna, che a me sembra molto bravo, ma devo ammettere che la sua figura è da outsider, come la chiami tu.
DesEsseintes 22 gennaio 2018
Ragazzi, Galloni è stato
“...Direttore generale, al Ministero del Lavoro alla Cooperazione, dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Politiche per l'Occupazione Giovanile e Cassa Integrazione Straordinaria nelle grandi imprese, sindaco all'INPDAP, e all'OCSE. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei Sindaci dell'INPS[4] e dal 2015 all'INAIL.”
Sarebbe una cattiveria nei confronti di Bagnai essere messo a confronto con uno che è di almeno due “categorie di peso” superiori.
Vedete che c'è scritto “sindaco dell'INPDAP”...io conoscevo benissimo il “sindaco dell'IRI”...un signore tanto per bene però quando si trattò di fare insider trading per la storia dell'Alfa che non andò alla Ford ma alla FIAT non ci pensò su due volte anche se per cifre certamente non da capogiro...
No piccolini, IRI non è un paese che c'è il sindaco...sindaco lí significa un'altra cosa...
Sono certi ambientini...non parlo di inghippi che quelli ci stanno ovunque...è che si tratta della “corte” ossia dei suoi “cortigiani”...vi ricordate quello che diceva “cortigiani vil razza dannata”...ma voi non ve ne accorgereste e vi incarterebbero e scarterebbero come caramelline con voi che alla fine del “trattamento” riferireste ai vostri sodali...
“Ah...è un vero signore...una persona per bene...mi stima...”
...e lui ha appena raccontato (testuale) che siete un minorato mentale da compatire...voi non avete nemmeno la più pallida idea, poveri piccolini... :D
Orama Mino 22 gennaio 2018
Certo che la mia è un'opinione e, come tale, l'ho espressa.
Per quanto riguarda le sue tesi è un keynesiano e, a mio parere, di divulgatori ce ne sono migliori di lui, almeno per quanto riguarda lo stile scritto.
Il suo essere ampolloso, con quelle continue digressioni umoristiche (che fanno sorridere solo lui) e lenzuolate ironiche, non lo rendono professionale.
Per quanto riguarda la sua presunzione, tra l'altro, mi è bastato leggere una volta sul suo blog che a specifica domanda sul signoraggio, che un utente gli poneva, replicava con altezzosa arroganza che il compianto prof. Auriti "era solo un brav'uomo", e che il signoraggio "beh lasciamo perdere".
Orbene, il prof.Auriti era un giurista che parlava di signoraggio che, più che una questione di "economia", è una questione "giuridica".
Ciò premesso, quando uno come Bagnai nega il signoraggio liquidando la questione con le parole sopra riportate beh, per quanto mi riguarda non ha capito nulla ed è solo uno smargiasso, con buona pace delle tesi Keynesiane che divulga.
Qui non è più questione di politiche economiche ma di dittatura finanziara.
Pfefferminz 22 gennaio 2018
Prendo atto di quanto tu e DesEsseintes raccontate di Galloni. Io ho espresso il mio giudizio solo sulla base di quel poco che so: in particolare mi ha incuriosito la sua proposta sulla contabilità bancaria all'atto della creazione del denaro in caso di prestito. Non avendone sentito parlare da parte di altri studiosi, pensavo che Galloni fosse un outsider. Rettifico il mio giudizio su di lui e ringrazio.
Pfefferminz 22 gennaio 2018
Seguo CDC da circa 5 anni e di lamentele su Bagnai ne ho già sentite tante, ad esempio che sarebbe molto maleducato e che userebbe termini che non si addicono ad un accademico di una università finanziata dai contribuenti. Anche quello che lei racconta non contribuisce certo a metterlo in buona luce.
Io mi sono limitata a dire che lo leggo volentieri, che mi piace il suo stile e che sa spiegare bene i concetti, ma non voglio convincere nessuno. La saluto cordialmente.
Orama Mino 23 gennaio 2018
Congratulazioni Pfeffermiz per l'atteggiamento di apertura e onestà intellettuale.
Legga anche gli altri autori che sono stati citati e si faccia la sua idea.
Cordialità.