Ai vertici dell'antimafia un condannato per la "macelleria messicana" alla scuola Diaz

Ai vertici dell'antimafia un condannato per la "macelleria messicana" alla scuola Diaz

DI MARCO PREVE

genova.repubblica.it

Più che la rabbia della vittima c’è il senso di sconfitta del cittadino di fronte al Potere, negli occhi di uno degli ex ragazzi che nel luglio del 2001 attraversarono le notti della macelleria messicana della Diaz e del carcere cileno di Bolzaneto.




Gilberto Caldarozzi, condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per falso, ovvero per aver partecipato alla creazione di false prove finalizzate ad accusare ingiustamente chi venne pestato senza pietà da agenti rimasti impuniti, è oggi il numero 2 – Vice direttore tecnico operativo- della Direzione Investigativa Antimafia, ovvero il fiore all’occhiello delle forze investigative italiane, la struttura alla quale è affidata la lotta al cancro criminale. La nomina, decisa dal ministro dell’Interno Marco Minniti, passata quasi in sordina ed ignorata dalla politica, risale a poche settimane fa. Se ne sono accorti, quasi casualmente nei giorni scorsi i reduci del Comitato Verità e Giustizia per Genova, un gruppo formato da ex arrestati della Diaz e di Bolzaneto e dai loro famigliari.
“Molti dei ragazzi tedeschi, vittime della polizia nel luglio 2001 – racconta un membro del Comitato – spiegano di avere provato paura quando, ritornati in Italia per i processi o per le vacanze hanno incontrato agenti in divisa. Mi chiedo come si possa dire a queste persone che l’Italia è cambiata se uno dei massimi dirigenti del nostro apparato di sicurezza è oggi proprio colui che ieri fece di tutto per accusarli ingiustamente e coprì gli autori materiali dei pestaggi e delle torture”.Caldarozzi, ex capo dello Sco, la Sezione criminalità organizzata, considerato un “cacciatore di mafiosi”, per la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è invece uno dei responsabili dei comportamenti di quella notte del 2001 e dei successivi comportamenti degli apparati di Stato, che sono valsi al nostro paese due condanne per violazione alle norme sulla tortura. Scrissero i giudici della Cassazione per Caldarozzi e gli altri condannati: “hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. Non esattamente una medaglia da inserire nel proprio curriculum. D’altra parte, a luglio di quest’anno sono scaduti i cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e i dirigenti condannati per la Diaz che non erano andati in pensione sono rientrati in polizia. In un intervento sulle sentenze della Cedu, pubblicato sul sito Questione Giustizia di Magistratura Democratica, il pm del processo Diaz Enrico Zucca affronta il caso Caldarozzi: “L’ultimo dei rientri, che si fa fatica a conciliare con quanto espresso nei confronti del condannato in sede di giudizio di Cassazione, è quello che riguarda l’attuale vice-capo della Dia, che vanta così nel suo curriculum il “trascurabile” episodio della scuola Diaz”. Il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, in un’intervista a Repubblica dell'estate ha voluto finalmente affrontare il tema G8 senza tabù, dichiarando che lui al posto di “Gianni De Gennaro (allora capo della polizia oggi presidente di Finmeccanica, ndr) si sarebbe dimesso”. A quanto si sa, i funzionari rientrati in polizia sarebbero stati destinati a ruoli non di primo piano. Ma Caldarozzi è sfuggito a questa logica. Essendo la Dia una struttura che dipende direttamente dal Ministero, per lui, che vanta con Minniti e con il gruppo De Gennaro un’antica amicizia, si sono spalancate le porte dei piani alti. Il suo esilio, per altro non è stato quello di un appestato. Gli anni di interdizione li ha trascorsi lavorando come consulente della sicurezza per le banche e poi come consulente per la Finmeccanica dell’ex capo De Gennaro. Si parlò anche di “collaborazioni” con il Sisde, i servizi segreti, proprio come, sempre a stare alle voci, si racconta intrattenga oggi il anche pensionato Franco Gratteri, ex capo della Direzione centrale anticrimine, il più alto in grado fra i condannati della Diaz. Nonostante l’Italia, tra molte contestazioni e distinguo, si sia dotata da qualche mese di una legge sulla tortura, sembra essere completamente inevaso uno degli aspetti più volte ricordati dai giudici europei. Quello che riguarda non gli autori materiali delle torture bensì tutta la scala gerarchica e i regolamenti interni che non provvedono a isolare i torturatori e chi li ha coperti nelle fase preliminare delle indagini, e che poi non provvede, se non a radiarli, perlomeno a bloccare le progressioni di carriera, o in estremo subordine ad assegnarli ad incarichi non operativi. Diciassette anni dopo aver disonorato – lo dicono, per sempre, i giudici della Cassazione, anche se molti poliziotti e altrettanti politici non hanno mai accettato questa sentenza - la polizia italiana, Gilberto Caldarozzi viene premiato con una delle poltrone più importanti della lotta al crimine. La “macelleria messicana” è stata archiviata dallo Stato. Marco Preve Fonte: http://genova.repubblica.it LInk: http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/12/24/news/pezzo_caldarozzi-185042399/


24.12.2017

Commenti (30)

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    1. cristina 31 dicembre 2017

      chi di dovere non si dimise avallando molte tesi sul corpo di polizia e politica di quegli anni - minimo dovevano essere obbligati a togliersi per sempre la divisa ma non accade neanche questo - fu una grande macchia italiana cd stato democratico che rievocò gli squadroni della morte delle dittature militari sud americane con le quali Italia ha storici vecchi legami - ebbi modo di vedere dei video su quelle giornate e di ascoltare certe intercettazioni telefoniche di polizia e arma egualmente coinvolte nel massacro. dicevano '' uno in meno, fuori un altro...'' emerse anche una enorme disorganizzazione delle forze di pubblica sicurezza che giravano come cd cani sciolti. vidi un video di una caserma dalla quale uscirono degli uomini con dei passamontagna che si misero in mezzo alla folla di manifestanti - anche ad Atene ( 2006 ) fecero cosi durante una manifestazione contro l'austerità - sono pagati profumatamente per reprimere il dissenso sociale e/o libere manifestazioni pubbliche - Italia non è uno stato democratico. vidi l'omicidio di Giuliani (video girato di nascosto), il defender che gli passò sopra nonostante fosse morto e la pietra che gli tirarono sulla testa nonostante fosse morto - erano esponenti dell'Arma italiana. venni anche a conoscenza delle calunnie che usarono nei confronti di questo ragazzo italiano ucciso tanto per.., vidi come massacrarono con manganelli persino dei medici che si apprestavano a fornire soccorso, vidi molto - nascosero tutto.
      Minniti ha fatto un passo falso perché non si premia un mendicante criminale che non si dimise per venerare 'dio denaro' e un 'ruolo' social professionale, un massone.

    1. Sergio Tomasi 28 dicembre 2017

      Sappiamo perfettamente che manca la volontà politica di eliminare la mafia. L'antimafia è solo il mezzo di facciata che lo stato usa per trattare con un utile mastino. Per trattare coi macellai hanno scelto un macellaio. Non vedo nessuna incoerenza quindi.
      Smettiamo di lamentarci per questo sistema, siamo noi a permetterlo. Viceversa faremmo qualcosa per impedirlo.

    1. --<>-- --<>-- 28 dicembre 2017

      Molto è cambiato da Genova.
      Anche i no global sono diventati pro global, e tante delle organizzazioni che nel 2001 protestavano oggi sono filogovernative e hanno fatturati di centinaia di migliaia di €.
      Non c'è da meravigliarsi.

    1. Vamos a la Muerte 28 dicembre 2017

      La Polizia Italiana non è peggiore delle altre polizie europee anzi, per non parlare dei poliziotti americani che si divertono a sparare al poveraccio malcapitato.
      Detto questo quanto successe alla Scuola Diaz fu uno scandalo o peggio, fu una "macelleria messicana" come detto dal dirigente Michelangelo Fournier, un altro che ha continuato a fare carriera a sua volta. Ma ciò che colpì a Genova, oltre alla violenza fine a se stessa, fu la totale disorganizzazione e l'allucinante pressapochismo con cui fu messa in campo la macchina della sicurezza tanto che furono mandati allo sbaraglio ragazzini come il giovanissimo Placanica evidentemente senza alcuna esperienza e non certo in grado di fronteggiare la violenta guerriglia urbana di quei giorni. La spedizione "punitiva" alla Scuola Diaz la sera del 21 Luglio fu il degno coronamento di una due giorni che organizzata peggio di così non si poteva.
      Il problema del "signor" Caldarozzi non è soltanto quello di essere un pregiudicato, ma anche quella di aver ampiamente dimostrato di essere un manifesto incapace: e adesso viene premiato "con una delle poltrone più importanti della lotta al crimine". Non c'è che dire: siamo messi bene. Un'altra cronaca (nerissima) di un Paese allo sbando e allo sfascio.
      Buonanotte Italia

    1. Max AnimaMillenaria 28 dicembre 2017

      Toh un boys dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro ai vertici dell'antimafia?
      " Ha finito di scontare la pena nel giugno scorso. E in attesa del reintegro in polizia, ha ottenuto un contratto di consulenza con Finmeccanica per occuparsi del settore della sicurezza. Gilberto Caldarozzi, l’ex capo del Servizio centrale operativo, condannato a tre anni e otto mesi di reclusione nel processo per l’irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001, lavora per la holding specializzata in sistemi di difesa guidata da Mauro Moretti da un paio di settimane. Ha raggiunto l’attuale presidente dell’Ente, Gianni De Gennaro, all’epoca capo della polizia, del quale Caldarozzi era certamente uno dei collaboratori più stretti. " http://m.dagospia.com/de-gennaro-chiama-in-finmeccanica-un-poliziotto-condannato-per-la-diaz-93514 Nell'aprile 2008 viene richiesto il rinvio a giudizio per De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti ai fatti del G8 di Genova e in particolare i fatti della scuola Diaz. Il 1º luglio 2009 il pm chiede che gli siano attribuiti due anni di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza, cioè per pressioni sull'ex questore affinché dichiarasse il falso sugli eventi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, per cui in aprile dell'anno prima era stato chiesto il rinvio. L'8 ottobre 2009 nella sentenza di 1º grado, De Gennaro viene assolto. Il 17 giugno 2010 De Gennaro viene condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l'irruzione alla Diaz del G8 nel 2001. Il 23 novembre 2011 viene infine assolto in quanto "i fatti non sussistono". Il 10 dicembre 2012 l'ex questore di Genova Francesco Colucci è però condannato a due anni e otto mesi per falsa testimonianza in favore di De Gennaro.... Il Caso Biagi Il 26 febbraio 2015, in riferimento alla negata assegnazione della scorta al giuslavorista Marco Biagi ucciso dalle BR nel 2002, a Gianni De Gennaro, l'allora Capo della Polizia, e a Claudio Scajola, ex Ministro dell'Interno, viene notificato un atto in cui si chiede a una sezione speciale del tribunale di Bologna di interrogarli per sapere se intendono o meno avvalersi della prescrizione. ( Fonte wikipedia)

      Fino a quando ci faremo Governare da Criminali Di Stato, saremo tutti dei Capponi da Spennare per i loro interessi, no Cittadini da rispettare e tutelare.

    2. Filippo Gregoretti 29 dicembre 2017

      Non sono sorpreso che siano i peggiori a fare carriera. A Genova venne eseguito un ordine molto chiaro: far capire che in quella direzione la protesta non deve andare. La risposta è stata chiarissima, e mi sembra abbia funzionato bene. Dopo Genova la contestazione mai più è stata orientata verso istituzioni sovranazionali. Coloro che hanno eseguito come si deve vengono ricompensati. A ognuno il suo. A chi esegue dal punto di vista economico-gestionale, posizioni di rilievo ben pagate in ambito economico-finanziario. Il potere ricompensa chi fa bene un lavoro. Dal loro punto di vista, Genova è stato un successo.

    1. ton1957 28 dicembre 2017

      Tranquilli, è stata una semplice dimenticanza (si son scordati di chiedergli il certificato penale) però adesso che il popolo s'è indignato, correranno subito a correggere l'errore.................Mattarella gli dara la grazia e tra le risate generale dei politici per la volontà popolare in democrazia (vecchia barzelletta che però fà sempre ridere) tutto sarà sistemato/dimenticato.
      P.s. inutile prendersela, in 150 anni, da Cavour a Berlusconi, passando per i Savoia e Andreotti ed arrivando sino a REnzi e Gentiloni (menziono anche la Boldrini per non fargli torto).......di piccoli errori senza nessuna rilevanza, in piccoli errori senza nessuna rilevanza,.......è il popolo italiano che è divenuto un errore senza nessuna rilevanza. ( che è pure giusto se non si hanno le palle)

    2. Lupis Tana 28 dicembre 2017

      Abbiamo dei gioppini al potere... e pensare che in Bergamasca stanno scomparendo... io li farei trasferire a Bergamo,
      però pensandoci bene ne abbiamo già, è che si nascondono bene...

      è sempre peggio... la depressione aumenta sempre più, ci stà infiacchendo e quando verrà il momento di agire non avremo più forze. annichiliti. saluti, t l

    1. Cataldo 28 dicembre 2017

      Gli eventi del 2001 sono inseriti in un contesto internazionale, tutta l'operazione era stata ampiamente preparata, almeno nel suo canovaccio principale, la coerenza di tutta la faccenda mi fu chiara già da un paio di mesi prima: si stava preparando una mattanza di esempio*.
      C'era l'assoluta necessita per le elite al potere di chiudere la stagione delle grandi mobilitazioni trasversali, era evidente l'aggregazione di componenti storicamente divise nella loro opposizione alle logiche di potere basate sulla guerra e sull'impoverimento dei lavoratori, che trovavano nel G8 il perfetto bersaglio: a Genova si è lavorato dal principio per trasformare il bersaglio in una grossa esca per la trappola.
      Ricordo con nitidezza che avvisai tutti quelli che sapevo avrebbero voluto andare a Genova, fui anche molto brusco con alcuni amici su questo punto, prendendomi anche qualche insulto.
      Quanto accadde fu dunque l'esito di una strategia internazionale, che con il senno di poi sappiamo essere nei prodromi di una stagione che si sarebbe aperta solo pochi mesi dopo.

      Non provo alcuna sorpresa in questa promozione, sarebbe stato ipocrita e ingiusto, nel contesto, punire chi ha eseguito gli ordini, privare la struttura di persone cosi fedeli e disposti comunque al sacrificio,* i responsabili effettivi sono Fini e Berlusconi e la finta opposizione in parlamento di allora, che si consegnarono ad una strategia che la polizia non voleva e si imposero in modo apicale, con Fini che senza averne titolo in quei giorni presidiava la questura e gli uffici delle forze di polizia in prima persona.
      Lo spessore umano di questo personaggio emerse allora in tutta la sua pochezza, dal suo sodale nulla ci si aspettava, ma alcuni trovavano in Fini delle qualità, che sinceramente mi sfuggivano allora, il tempo su queste cose è galantuomo :)

      * A livello locale c'erano stati dei segnali di un cambiamento nella
      "postura" delle forze di polizia, che pestarono a sangue a Napoli i
      disoccupati con ordini partiti direttamente da Roma.
      ** Per chi non mi conosce preciso che con questo non voglio dire che hanno fatto bene, sono sempre criminali, ma non si deve parlare di "mele marce", semmai qui il problema è nel tronco del melo stesso.

    2. Max AnimaMillenaria 28 dicembre 2017

      Grazie per aver conservato un ricordo nitido di quei tempi nonostante le accelerazioni impetuose del turbocapitalismo già ci riconsegnano un ricordo sbiadito di quegli avvenimenti che sembrano appartenere ad un’altra epoca ormai remota: la compressione spazio-temporale dell’ipermodernità e i dispositivi discorsivi che la sorreggono non ci permettono infatti di inquadrare le nostre esperienze di vita. L’ipertrofico “consumo di eventi” nasconde l’infinitesima brevità di un 17ennio nella storia dell’umanità, così come l’insistente e reiterata invocazione deduttiva della “chiusura di un ciclo” nasconde molto spesso null’altro che il desiderio soggettivo di vivere e sopravvalutare il proprio tempo come dimensione cruciale “a cavallo della storia”. Porre lo sguardo oltre la contingenza immediata, e possibilmente anche oltre il cortile di casa, ci aiuterebbe invece nel cogliere alcune tendenze dei processi storici sui quali sarebbe opportuno interrogarci. Un Ricordo va al povero Carlo Giuliani: Le televisioni hanno mostrato un volto coperto, un corpo gracile e un estintore (vuoto) tenuto in mano. Le televisioni non hanno raccontato il contesto, non hanno raccontato che i Defender (delle specie di camionette) passavano in mezzo alla folla cercando di investire le persone. E che poi un Defender si incagliò lì, proprio in quel punto, e stranamente si rimise in moto solo dopo che il carabiniere uccise Carlo, e sul corpo di Carlo, poi, il Defender ci passò sopra. Non una, ma due volte. E quando Carlo era a terra, probabilmente ancora vivo, perché il sangue gliel'hanno trovato anche nelle vie aeree, non ti hanno raccontato che gli stessi che lo hanno ucciso gli hanno fatto delle cose brutte con un sasso picchiato sulla testa, e poi hanno provato a dire che ad ucciderlo era stato "il sasso di un manifestante". Ma non ci riuscirono. E la poliziotta alla radio subito dopo esultò: "1-0 per noi", sì, disse proprio così, c'è la registrazione. Pensare che si leggono anche commenti a favore di questi mastini da guardia, dei criminali che tengono in ostaggio il nostro paese.

    3. Filippo Gregoretti 29 dicembre 2017

      Proprio così. Più che il melo, l'imprenditore agricolo.

    1. Annibale Mantovan 28 dicembre 2017

      Secondo me le violenze della polizia alla Diaz furono causate da provocazioni. Mi sembra che a quei tempi la sx aveva appena perso le elezioni e, come al solito, NON accettava il risultato popolare. Erano giorni che i media fomentavano. Non voglio discolpare nessuno ma non si va con i manganelli a manifestare. Una sinistra fascista quindi ha generato una risposta violenta ed irrazionale. Siamo uomini...non robot! Io sono dalla parte di polizia e carabinieri.

    2. Filippo Gregoretti 28 dicembre 2017

      Al di la dei modi, imho, c'era un momento nel quale la contestazione era orientata verso i giusti obiettivi, a partire dai disordini di Seattle contro la WTO. Proprio quel tipo di contestazione si è voluta stroncare. Niente al livello di Genova a mio avviso può accadere in Italia senza la regia del dominatore, serviva una dimostrazione. Oggi, che da no-global si è passati a no-borders, la contestazione è funzionale al sistema, che quindi la coccola.

    3. Airperri 28 dicembre 2017

      Le provocazioni sono state fatte dai numerosi infiltrati, come è emerso dal processo. Per il resto non credo che ci sia molto da commentare, purtroppo.

    4. Pimander 28 dicembre 2017

      Gia'..gli angioletti tedeschi convinti con una carota ad entrare in un ristorante poi rivelatosi una scuola da dei fomentatori pagati dalla polizia... angioletti che tremano quando vedono delle divise perche pensano di stare di nuovo al ristorante mentre invece sono in tribunale.
      Gia'...come non crederci....
      .
      In realta' materiale che da da pensare ce ne sta e parecchio.

    5. Filippo Gregoretti 28 dicembre 2017

      Certo, con una regia molto chiara.

    6. Max AnimaMillenaria 28 dicembre 2017

      Le televisioni ti hanno mostrato un volto coperto, un corpo gracile e un estintore (vuoto) tenuto in mano. Le televisioni non ti hanno raccontato il contesto, non ti hanno raccontato che i Defender (delle specie di camionette) passavano in mezzo alla folla cercando di investire le persone. E che poi un Defender si incagliò lì, proprio in quel punto, e stranamente si rimise in moto solo dopo che il carabiniere uccise Carlo, e sul corpo di Carlo, poi, il Defender ci passò sopra. Non una, ma due volte. E quando Carlo era a terra, probabilmente ancora vivo, perché il sangue gliel'hanno trovato anche nelle vie aeree, non ti hanno raccontato che gli stessi che lo hanno ucciso gli hanno fatto delle cose brutte con un sasso picchiato sulla testa, e poi hanno provato a dire che ad ucciderlo era stato "il sasso di un manifestante". Ma non ci riuscirono. E la poliziotta alla radio subito dopo esultò: "1-0 per noi", sì, disse proprio così, c'è la registrazione. Ma mettevi una maschera, dovreste solo vergognarvi. Lei sta con questa gente? Piazza Alimonda, Genova, h. 17:30 circa del 20 luglio 2001. I tutori dell’ordine hanno appena massacrato di botte il fotografo Eligio Paoni, colpevole di aver fotografato da vicino – e troppo presto – il corpo di Carlo Giuliani, e hanno metodicamente distrutto la sua Leica. Nel cerchio rosso, un agente lo trascina sul corpo e gli preme la faccia su quella insanguinata di Carlo (ancora vivo). Non è difficile immaginare cosa gli stia dicendo. Cosa non si doveva sapere delle condizioni del ragazzo in quel momento? Forse la risposta riguarda un sasso, un sasso bianco come il latte che si muove da un punto all’altro del selciato, scompare e ricompare, e a un certo punto è imbrattato di sangue. https://www.wumingfoundation.com/giap/2012/07/tu-che-straparli-di-carlo-giuliani-conosci-lorrore-di-piazza-alimonda/

      Si guardi questo documentario: il film sul G8 di Genova censurato dalla RAI https://www.youtube.com/watch?v=Ev_Oq5s-p9I
      Oppure LA TRAPPOLA - Genova 20-21 Luglio 2001 Pubblicato il 28 giu 2011. Inchiesta sui fatti del G8, l'assassinio di Carlo Giuliani e i dubbi sull'archiviazione del relativo processo. Tutto il materiale presente nel documentario (foto-video-audio) è tratto dagli atti ufficiali del tribunale di Genova relativi ai processi seguiti ai fatti del luglio 2001. https://www.youtube.com/watch?v=bC-dy_gp17c
      Buona visione spero che almeno sia cosciente di quello che ha scritto.

    7. Annibale Mantovan 28 dicembre 2017

      Non conosco i fatti in quanto non c' ero e dei documentari registrati "dopo" non si sa da chi non mi fido. Secondo me, dalle prime immagini, il fatto che la camionetta calpestò il povero Carlo Giuliani 2 volte fu un incidente causato dal panico del guidatore. Vi erano centinaia di persone a circondare quella camionetta a lanciar pietre e armati di bastoni...non erano mica pacifisti. Cosa doveva fare il carabiniere? Scendere dalla camionetta e dire alt? Si è sentito in pericolo di vita ed ha tentato di scappare. Si è comportato come una persona normale. Dalle immagini risulta chiaro che non ha visto il povero ragazzo. I primi responsabili della morte di Carlo Giuliani sono i sobillatori (La Repubblica, Espresso, alcuni giornalisti RAI, ecc.) i secondi sono i facinorosi!...il terzo, il meno responsabile, è il carabiniere guidatore. Secondo me, a conclusione, serviva un morto a quella manifestazione per rafforzare la campagna di odio mediatica verso il governo e scrivere milioni di pagine. Alla sx non andava di aver perso le elezioni. Niente di nuovo comunque, dal '68 condire la lotta politica con dei morti era come mettere il sale sull' insalata. Che dire, abbiamo per fortuna punti di vista diversi. A me il caso di Carlo Giuliani assomiglia a Giulio Regeni...ogni tanto serve qualcuno (sempre sfortunati giovani) a tirar le cuoia ma non per motivi apparenti.

    8. Alessandro Damalio 28 dicembre 2017

      Ottima disamina.
      I provocatori non esistono, ed a dire ai poliziotti che sarebbero stati attaccati con buste di sangue infetto da HIV sono stato io

    9. Alessandro Damalio 28 dicembre 2017

      Il problema non è il sordo che non vuol sentire, ma il tordo che ascolta tutto e capisce 0

    10. Annibale Mantovan 28 dicembre 2017

      °°°°

    11. Max AnimaMillenaria 28 dicembre 2017

      (16 giugno 2001) Guerriglia a Goteborg: la polizia spara
      feriti due manifestanti. Alla fine i nervi hanno ceduto e sono partiti i colpi di pistola. Due manifestanti sono stati feriti (uno all'addome e l'altro all'inguine) da un poliziotto che era stato circondato insieme ad altri colleghi e sottoposto a una sassasiola.... http://www.repubblica.it/online/mondo/goteborg/aperto/aperto.html

      GENOVA - Un documento di 36 pagine che mette nero su bianco i rischi di infiltrazione di elementi neonazisti tra i manifestanti anti-globalizzazione: il rapporto - pubblicato dal "Secolo XIX", datato primi di luglio e portato al Senato dal diessino Gavino Angius - ha un titolo abbastanza generico, "Informazioni sul fronte della protesta anti-G8", ma è molto dettagliato nel descrivere la minaccia costituita dagli estremisti di destra. Nel fascicolo si parla parla espressamente di tre organizzazioni: Forza nuova, Fronte nazionale, Comunità politica di avanguardia. E viene riferito che, in particolare, Forza nuova aveva in programma di infiltrare alcuni suoi militanti tra le tute bianche, e di compiere atti di violenza contro le forze dell'ordine per screditare la sinistra antagonista. http://www.repubblica.it/online/politica/gottotredici/documento/documento.html Scusi per lo sfogo di prima ma ho seguito questa storia con molto interesse, il solo ricordare quelle immagini mi da il volta stomaco, schierarsi dalla parte dei servi di regime.....

    12. Annibale Mantovan 28 dicembre 2017

      Ah...se lo dice il PDS ...la parte comica del tuo ragionamento è quando dici che il regime, i servi...a proposito, non capisco, chi sono quelli del regime? Perchè il regime che vedo io sono PD & Friends (compreso Berlusconi), La Repubblica, Espresso, La Stampa, la Rai, qualche grande Famiglia...Io quella roba lì la vedo come dittatura e regime. Tu chi vedi come regime? Carabinieri e Polizia? e pure ti viene il voltastomaco...uhm...forse hai mangiato troppo.

    13. Alessandro Damalio 2 gennaio 2018

      Fa più schifo chi guadagna miliardi di € sulla pelle altrui o chi assicura la protezione a costui per 1600 euro netti al mese?

    14. Annibale Mantovan 2 gennaio 2018

      Tu pensi che ci sia soddisfazione nelle forze di polizia e carabinieri? Io ne conosco alcuni e c' hanno i maroni pieni più dei miei di tutto questo andazzo. Tirano a campà come tutti. Poi, che tra loro vi siano qualche stupido violento ok ma la grande maggioranza sono forze sane, sopratutto i Carabinieri. Dici che stanno proteggendo la vita dei miliardari? devi chiederlo ai generali...quelli nominati dai politici.

    15. Alessandro Damalio 3 gennaio 2018

      Poverini, sono risentiti, loro...
      Scioperano solo quando uno finisce sotto processo per aver sfondato teste e gabbie toraciche ma c'hanno i coglioni pieni perchè lo dice Annibale.
      Dove sarebbero tutti questi uomini in divisa stanchi di prestare servizio? Giurano sullo stato e finiscono con il proteggere tutto benchè lo stato.
      Se ti capita di parlare ancora con qualcuno dei tuoi amichetti, dì che sarebbero proprio loro i primi da appendere: chi con la propria ignavia legittima una forza di mafia

    16. Annibale Mantovan 4 gennaio 2018

      vabbè.

    1. Filippo Gregoretti 27 dicembre 2017

      Bisognerebbe spiegare ai ragazzi tedeschi che l'Italia non è cambiata. Semplicemente, da quando anziché contestare entità sovranazionali e alta finanza, si occupano di gender, migranti e abbattimento dei confini, non c'è più nessun bisogno di fracassarli di botte.

    1. vocenellanotte 27 dicembre 2017

      Qualche volta avere a libro paga un boia fa comodo. Questa è l'unica chiave di lettura.

    1. Tizio.8020 27 dicembre 2017

      Cit. :"anche se molti poliziotti e altrettanti politici non hanno mai accettato
      questa sentenza "

      Perdonatemi: da quando in qua le Sentenze della Cassazione "devono essere accettate" ??

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