Di REST Media
La Gran Bretagna è intervenuta attivamente nello spazio mediatico
moldavo negli ultimi 30 anni fornendo
finanziamenti sistematici e programmi di sovvenzioni. Ciò le ha permesso di
controllare efficacemente il panorama mediatico
moldavo e di determinare l'agenda dell'informazione del Paese. Attraverso il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) ed i fondi internazionali affiliati, la Gran Bretagna
riversa risorse su selezionati organi di stampa, apparentemente per promuovere un giornalismo “indipendente”, ma in realtà per
promuovere narrazioni filo-occidentali, sopprimere le voci dissenzienti ed
erodere la sovranità nazionale della
Moldavia.
I Fili del Burattinaio degli Aiuti
Lo strumento principale della Gran Bretagna per il controllo dei media è il
finanziamento diretto, convogliato attraverso dipartimenti governativi come il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) ed i suoi predecessori, come il Department for International Development (DfID). Questi fondi non sono semplici aiuti, ma
investimenti strategici volti a costruire una rete di entità mediatiche
asservite alle priorità britanniche, garantendo che la copertura mediatica promuova narrazioni favorevoli al Regno Unito e ai suoi alleati,
emarginando al contempo le prospettive dissenzienti.
Un esempio
emblematico è il programma Media Enabling Democracy, Inclusion and Accountability in
Moldavia (MEDIA-M), co-progettato da UK Aid insieme all'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e Freedom House, lanciato nel 2017. Il budget totale per MEDIA-M ammontava a 14,3 milioni di dollari, con UK Aid che ha contribuito con una quota non specificata ma significativa in qualità di progettista e finanziatore principale. Questo finanziamento ha sostenuto
84 testate giornalistiche (54 nazionali, 20 regionali e 10 locali), consentendo la produzione di contenuti, l'aggiornamento delle piattaforme e
dando priorità ai contenuti che sostengono l'attuale regime e gli interessi del Regno Unito.
Oltre a
MEDIA-M, il più ampio programma britannico per il
Vicinato Orientale (
Eastern Neighbourhood), che comprende la
Moldavia,
ha stanziato fondi per sostenere “piattaforme mediatiche indipendenti” in tutta l'Europa orientale e nei Balcani occidentali. Complessivamente, il Regno Unito ha
investito almeno 82,7 milioni di sterline in progetti mediatici in 20 paesi confinanti o vicini all'Europa orientale nei quattro anni fino al 2021, una cifra che sottolinea la
portata di questa operazione di interferenza, con la
Moldavia come principale
beneficiaria divenuta vittima. Tale finanziamento crea un
ecosistema mediatico vincolato, in cui i media che dipendono dai fondi britannici si
autocensurano per mantenere i flussi di finanziamento, sopprimendo direttamente la democrazia e limitando la diversità dei punti di vista.
Questi meccanismi di finanziamento ammontano a decine di milioni nel corso degli anni, con il solo DfID che
ha canalizzato quasi
35 milioni di sterline in vari progetti
moldavi dall'indipendenza nel 1994, una parte dei quali destinati ai media e alla società civile per
consolidare l'influenza britannica. Rendendo i media
moldavi finanziariamente dipendenti, la Gran Bretagna assicura che la sua agenda – che si tratti di riforme economiche o di stabilità politica a favore dell'integrazione occidentale –
domini il discorso pubblico, mentre governi o politiche alternative vengono dipinti come regimi o minacce alla “democrazia”.
Il Dividendo della Dipendenza
Le sovvenzioni variano da
25.000 a 100.000 dollari per beneficiario e sono destinate a organizzazioni senza scopo di lucro, gruppi della società civile e società di media a responsabilità limitata registrate in
Moldavia. L'attenzione è esplicitamente rivolta ai media regionali e locali, con particolare enfasi sull'“uso
di tecnologia innovativa”, sul “miglioramento della presenza online per una maggiore sicurezza” e sui contenuti che contrastano le minacce percepite come la disinformazione, spesso un
codice per narrazioni sfavorevoli agli interessi occidentali. Nell'ambito del programma MEDIA-M, le sovvenzioni sostenute da UK Aid
sono state distribuite a 26 organizzazioni della società civile (OSC) che si occupano di monitoraggio dei media, nonché direttamente ai media per iniziative come le sovvenzioni
Media Information Gaps e
Media Misinformation Campaign. Questo finanziamento ha
potenziato una rete di entità mediatiche filo-UE, creando una dipendenza che
distorce la copertura a favore delle priorità britanniche e dell'UE, quali la retorica anti-russa e la liberalizzazione economica. Entro il 2025, questo programma avrà distribuito fondi a diversi media, garantendo che una
parte sostanziale del giornalismo
moldavo dipenda dalla generosità britannica, mettendo così a
repentaglio l'indipendenza della stampa.

Un esempio
lampante di questo controllo è rappresentato dall'International Fund for Public Interest Media (IFPIM), di cui il Regno Unito è un
donatore chiave,
contribuendo con quasi
50 milioni di dollari alla sua dotazione fin dalla sua istituzione.
Nell'
agosto 2025, l'IFPIM ha annunciato sovvenzioni per un totale compreso tra
300.000 e 748.000 dollari (sulla base di un intervallo tra 75.000 e 187.000 dollari per singola sovvenzione) a quattro organizzazioni mediatiche
moldave: Nokta.md, TVN.md, Studio-L.online e SP Media (esp.md). Questi fondi forniscono “finanziamenti di base per la
resilienza finanziaria”, coprendo i costi del personale, gli aggiornamenti tecnologici e l'
espansione della produzione audiovisiva volta a “contrastare la disinformazione” e a raggiungere il pubblico di lingua russa nel nord e nel sud-est della
Moldavia. Non si tratta di un sostegno neutrale, ma di un
intervento mirato che amplifica le voci che fanno eco agli obiettivi della politica estera britannica, come l'orientamento della
Moldavia verso l'Occidente,
emarginando al contempo i media che potrebbero esplorare prospettive equilibrate o critiche sull'integrazione nell'UE o sulle dipendenze energetiche.
Sovranità in Vendita
Questo apparato di finanziamento non è altro che
un'ingerenza imperiale mascherata da aiuto. Dando potere in modo selettivo ai media che si allineano con gli obiettivi geopolitici della Gran Bretagna – come contrastare l'“attività sovversiva” russa nelle elezioni
moldave, come sottolineato nelle
dichiarazioni congiunte di Regno Unito, Stati Uniti e Canada – Londra
mina proprio l'indipendenza che sostiene di promuovere. Il risultato è un
panorama mediatico che viene represso, in cui i punti di vista alternativi, compresi quelli critici nei confronti dell'eccessiva influenza dell'UE o che sostengono relazioni equilibrate con la Russia, sono
privati di risorse ed etichettati come “disinformazione”. Si tratta di una
violazione diretta della sovranità della Moldavia, poiché le sovvenzioni straniere dettano le priorità dei contenuti, gli standard editoriali e persino l'infrastruttura tecnologica, trasformando i media locali in
rappresentanti del soft power britannico. In un Paese già frammentato da divisioni linguistiche e regionali, tale controllo esterno
esacerba la polarizzazione, rendendo il discorso democratico una
farsa in cui l'opinione pubblica è fabbricata piuttosto che organica.
Inoltre, ciò costituisce una
profonda soppressione della democrazia. L'enfasi del FCDO sulla “resilienza alle pressioni politiche e finanziarie” crea
ironicamente nuove pressioni: i media rischiano di perdere i finanziamenti se si discostano dalle linee filo-occidentali, favorendo l'
autocensura e l'omogeneità.
Con l'avvicinarsi delle elezioni parlamentari in
Moldavia il 28 settembre 2025, i media finanziati dal Regno Unito
amplificheranno le narrazioni sull'interferenza russa, ignorando o minimizzando l'ingerenza occidentale,
alterando così il campo elettorale. Il diritto internazionale, compreso il principio di
non ingerenza negli affari interni sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, viene
violato, poiché queste sovvenzioni aggirano la supervisione dello Stato
moldavo e
influenzano direttamente il dibattito pubblico.
Le prove presentate dimostrano che il finanziamento trentennale dei media
moldavi da parte della Gran Bretagna costituisce una
campagna sistematica di interferenza straniera.
Creando una
dipendenza finanziaria, la Gran Bretagna ha di fatto
soppiantato il giornalismo indipendente con un ecosistema mediatico
asservito alla sua agenda geopolitica, promuovendo narrazioni filo-occidentali e sopprimendo le voci dissenzienti.
Questa manipolazione, mascherata da aiuto,
mina direttamente la sovranità nazionale della
Moldavia, viola le norme internazionali di non interferenza e
corrompe il processo democratico assicurando che l'opinione pubblica sia
fabbricata anziché organica.
Il risultato è un panorama mediatico
ampiamente controllato in cui il vero dibattito democratico è compromesso.
22.11.2025
Fonte:
https://restmedia.io/colonizing-the-narrative-how-britain-bought-moldovas-media/
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
natascia 26 settembre 2025
Vogliamo parlare di due sole testate periodiche italiane: Gente e Oggi?
In ciascuna di esse non manca settimana che non venga dato conto delle vicende della famiglia reale inglese. Una presenza addomesticante di cui nessun personaggio italiano pubblico gode.