CHI PAGA IL CONTO QUANDO IL POTENTE FA IL DEMENTE

CHI PAGA IL CONTO QUANDO IL POTENTE FA IL DEMENTE

Di Comidad

Purtroppo noi italiani ci facciamo sempre riconoscere. Tutte le altre democrazie occidentali vibrano di ardori guerrieri, concedono a Kiev di usare le armi atlantiche per colpire il suolo russo, parlano persino di inviare truppe sul terreno; qui da noi invece la Meloni invita alla prudenza, Tajani dice che non siamo in guerra con la Russia, Salvini canta “Blowin’ in the wind” e si mette addirittura a insultare Macron e Stoltenberg. Insomma, una sguaiata esibizione della propria strizza, e giustamente il professor Parsi se ne indigna sulle colonne del “Foglio”.
Comunque Parsi non deve disperare: dopo le elezioni europee, una volta passato il rischio di regalare voti alle opposizioni, vedrà che i leader del governo di destra torneranno alla piena disciplina atlantica; anche perché nelle cose importanti il governo conta poco ed il Consiglio Supremo di Difesa è presieduto da Mattarella, al quale Crosetto deve rispondere.
A smentire le volgarità di Salvini c’è nientemeno la parola di Putin in persona, che in una conferenza stampa ha dichiarato di aver incontrato Stoltenberg quando questi era nel governo norvegese, per risolvere con lui questioni inerenti al Mare di Barents; ebbene, a detta di Putin, in quegli incontri Stoltenberg non gli aveva mai dato l’impressione di soffrire di demenza. Se non è un demente Stoltenberg, si potrebbe legittimamente arguire che a dispetto dell'evidenza non lo sia neppure Macron; perciò possiamo dormire sonni tranquilli.
Bisogna quindi smetterla una buona volta con questo malvezzo di mettere in dubbio la sanità mentale dei nostri leader. Anche nei confronti del presidente argentino Javier Milei sono circolate calunnie del genere, tanto che si è arrivati a chiamarlo “el loco”, il pazzo. Fortunatamente il Fondo Monetario Internazionale si è incaricato di rimediare a questa pioggia di sospettosa malevolenza, pubblicando un rapporto molto lusinghiero nei confronti dei risultati dei suoi primi mesi di governo. Il rapporto FMI ha avuto molta risonanza sui media ed ha avallato le ricette economiche liberiste. Ovviamente non potevano mancare i soliti incontentabili “precisini” che hanno osservato che nel rapporto FMI non c’è una sola affermazione circostanziata, che si tratta esclusivamente di generiche sviolinate senza pezze d’appoggio. In particolare risulta fumoso il paragrafo sulla politica fiscale, in cui si cantano lodi, ma non ci si dice mai dove Milei sta prendendo i soldi. Il liberalismo non è una dottrina che brilla per concretezza; anzi pare un po’ ingenua l’idea di una separazione tra i poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario); il potere infatti se ne frega di tutte le separazioni e distinzioni giuridiche, e tende ad essere trasversale alle istituzioni, al pubblico ed al privato, e persino al legale ed all’illegale. Il conflitto di interessi (ma sarebbe meglio dire l’intreccio di interessi pubblici e privati) è ciò che conferisce incisività, sostanza e vischiosità al potere, dandogli le occasioni per fare cordate d’affari. Negli USA le commistioni e le porte girevoli tra il congresso, le agenzie federali e le multinazionali sono ad un livello irraggiungibile per qualsiasi altro paese; però anche nella nostra umile Italietta ci diamo da fare.
A Leonardo ex Finmeccanica si sono succeduti due presidenti provenienti dalla direzione dei servizi segreti; ora invece alla presidenza di Leonardo c’è un ex ambasciatore. Lo Stato è una finzione giuridica ed un’etichetta solenne con cui indicare regimi o sordidi sistemi di potere; ma oggi la statualità non c’è più nemmeno come narrazione, perciò la porta girevole tra carriere pubbliche e private non soltanto non delegittima un funzionario dello Stato, ma addirittura gli conferisce prestigio personale ed un alone di competenza.
A differenza del vaniloquente neoliberalismo attuale, il liberalismo classico di Montesquieu e di Locke riusciva almeno ad esprimere un concetto concreto, e cioè che politica e fisco sono due nomi diversi per la stessa cosa; infatti i parlamenti dovevano servire appunto a questo, a limitare il potere del re di tassare i proprietari. Nessuno oserebbe tassare le multinazionali, tantomeno Milei, che va a scodinzolare da Zuckerberg e dagli altri potenti; perciò puoi tassare solo i poveri, con lo strumento più rapido e sicuro, quello delle imposte indirette. Milei ha aumentato le tasse sui carburanti, tanto che in pochi mesi il prezzo è più che raddoppiato, siamo già al 115%. Quando i poveri devono comprare benzina o nafta non hanno la possibilità di scaricare su nessuno il maggior costo, perciò alla fine è il prelievo sul reddito dei poveri a reggere il sistema. Il bello è che, in base alla narrativa mediatica, la destra sarebbe anti-tasse mentre la sinistra è pro tasse; ma è tutto giocato sull’equivoco di indicare come “tasse” solo quelle dirette, dimenticandosi dell’IVA e delle accise, cioè le tasse che pagano solo i poveri, visto che sono l’ultimo anello della catena e non possono rivalersi scaricando il costo su altri.
Tutta la fiaba liberista a questo si riduce: spostare il carico fiscale dai ricchi ai poveri tramite le imposte indirette. La stessa cosa che ha fatto la Thatcher in Gran Bretagna, come risulta dalla documentazione reperibile sul sito della Fondazione Thatcher.
Ovviamente la sedicente “sinistra” si presta all’equivoco e partecipa alla pantomima. C’era pure il ministro Padoa Schioppa (lo stesso che voleva rieducarci alla “durezza del vivere”), il quale diceva che le tasse sono bellissime e bisogna pagarle con gioia. Certo, perché si può tagliare all’infinito sulla sanità pubblica, ma ci deve pur essere qualcuno che paga per le armi da inviare in Ucraina.
C’è un nucleo arcano e misterico della scienza economica, quel segreto innominabile che viene rivelato solo a pochi iniziati, ed è appunto lo sfruttamento fiscale dei poveri; il che, detto in linguaggio ancora più tecnico e criptico, significa che alla fine ci sono sempre i fessi che pagano. Ed è giusto così, altrimenti i potenti non potrebbero permettersi il lusso della propria demenza.
Di Comidad
06.06.2024
Fonte: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1216

Commenti (61)

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    1. Eugiorso 11 giugno 2024

      L'economia non è una scienza, men che meno esatta, ma soltanto una disciplina sociale e nel caso dell'economia liberista mera ideologia dei dominanti.

      Cari saluti

    2. ondina 11 giugno 2024

      Che bello rileggerti, Orso caro...
      Cari saluti a te

    1. pieros 11 giugno 2024

      Ho come il sospetto che fra liberale,liberalismo. Liberismo,ultraliberismo,e chi più ne ha ( di sistemi economico/ politici) più ne dica,e ognuno lo interpreta, il termine,in modo diverso, no si capisce un tubo.

    1. Jimbo 11 giugno 2024

      APPELLO AGLI AMICI, QUELLI VERI
      Amici di Bertozzi impegnatevi un pó di piú.
      Oltre a dare il vostro pollicino dategli un'idea.
      Una, mica cento come noialtri.
      Una, cribbio. Dai, Amici di Bertozzi.
      Aiutatelo se siete veri amici.

    2. Bertozzi 11 giugno 2024

      Oh, è passata una giornata intera e nessuno ti ha cagato.

    1. Jimbo 11 giugno 2024

      Comidad state tranquilli ci pensa l'astensionismo a risolvere i problemi.
      Oppure Bertozzi.
      Magari partendo dalle pensioni.
      E finendo alle.. pensioni.
      "Dacci un'idea, una dai!".
      "Eh non mi viene.. eh"
      "Chiedi ai tuoi amici, loro magari .. mmmh"
      ""Non ne hanno neanche loro.."
      "E vabbé, sará per l'anno venturo".

    2. Bertozzi 11 giugno 2024

      Fallo pure un commento inutile se ti avanza, non c'è limite al lordume che puoi spargere, avanti!

    1. Jimbo 11 giugno 2024

      Comidad tutto bene. Chiaro. Limpido.
      Ma l'alternativa al capitalismo liberista?
      Eppoi, siamo sicuri che la gente vuole un'alternativa?
      Forza Comidad, un passo avanti.
      Alla prossima.

    1. Jimbo 11 giugno 2024

      Il liberismo o liberalismo o come diavolo si chiama piace tantissimo in Uccidente.
      "Si, ma toglie ai poveri x dare ai ricchi!"
      E quindi?
      "Basta essere ricchi o diventarlo"
      (Vuoi vedere che non ci sta 'sta grossa crisi... ma dai! Chi l'avrebbe mai detto).

    2. DrCaligari 11 giugno 2024

      Superciuk direi.

    3. R66 11 giugno 2024

      I termini non sono soltanto concetti astratti; trascinano con sé anche implicazioni pratiche altrimenti inattuabili.
      Nel caso specifico, sono quelle che piacciono.
      Uno tra tante è l'interconnessione mondiale, il vivere in dimensioni fuori dalla portata reale di ogni singolo.
      Mi sembra che neanche tu sia tanto contrario o sbaglio?
      Altrimenti non staresti a parlare e riparlare di una soluzione globale.
      Chi aborra davvero un qualcosa, non sta a perdere tempo su come aggiustarla.

    4. Jimbo 11 giugno 2024

      Di inevitabile c'é quasi solo la morte.
      O, secondo me, le guerre per l'attuale sistema "liberista o come si chiama".
      É possibile una soluzione globale ? Certo che si, quindi é la risposta, non ho idee in proposito ma certo che sí.
      Si vuole? La risposta sembra essere .. certo che no.
      Secondo me perché in Italia si sta da dio.
      Mi auguro che Comidad scriva di questo.
      Se si vuole fare passi avanti nella discussione, sennó si resta fermi come paracarri.

    5. R66 11 giugno 2024

      Non sono riuscito a spiegarmi bene, ci riprovo.
      Il concetto di soluzione globale fa parte dello stesso insieme in cui risiede il liberalismo, desiderarla o anche solo pensarla possibile (e non lo è per ovvia natura umana, non per incapacità dei presenti di turno), implica il mantenimento dell'altro fattore.
      Bisogna creare un gioco in stile l'Allegro Chirurgo e non appena si tocca un pezzo incluso nel pacchetto: MEEEEEEE - allarme liberalismo.
      Giusto per capire quante cose se ne andrebbero e soprattutto, se il poveraccio è più contento di esser povero con l'illusione anziché povero senza.
      EDIT
      Ritengo rare le persone in grado di fare le giuste associazioni e di vedere il contenuto degli insiemi, i più tendono scindere i fattori alla bisogna.

    6. Bertozzi 11 giugno 2024

      Utilità commento: zero.

    7. Bertozzi 11 giugno 2024

      Utilità commento: -1.

    8. Jimbo 11 giugno 2024

      Il liberismo é insito nella soluzione globale quindi non c'é soluzione.
      Puó essere, tu lo dai per certo.
      E poi bisogna definire Soluzione globale.
      Presuppone dei problemi. Ci sono?
      All' homo occidentalis sta bene codesta soluzione.
      Confortevole.

    9. Jimbo 11 giugno 2024

      Sei fermo alle pensioni, e prima le pensioni, poi le pensioni.
      Prima ancora le pensioni e ...le pensioni.
      Una volta c'erano almeno i vazzini.

    10. Bertozzi 11 giugno 2024

      : - 2

    11. R66 11 giugno 2024

      Ti faccio un esempio apparentemente banale a cui però pensano in pochi.
      Oggi appare naturale spostarsi di luogo per comprare una casa, affittarla o anche solo per andarci in vacanza.
      Non ci si sofferma sul fatto che ciò sia reso possibile dal concetto liberista e che fino a diversi decenni fa era quasi impensabile.

      In una situazione comunitaria invece, dovresti prima entrare in punta di piedi, presentarti, renderti gradevole agli occhi dei residenti e soltanto, poi, previa loro approvazione, potresti attuare gli intenti.
      Così ogni volta, per sempre, anche per 30 km di distanza.

      Già ti dico che io ci sguazzerei, ma a te andrebbe bene?
      Agli altri, a quelli blablabla abbasso il liberismo che però si fanno il bel viaggetto low cost, andrebbe bene?
      A quelli che mangiano l'avocado perché si sa, è l'unica fonte di vitamina K, andrebbe bene?

      No?
      Allora liberismo senza gli intoppi del liberismo?
      Liberismo senza gli inventori, quei satanassi cattivi?
      Liberismo arcobaleno, ibrido, sostenibile, come vogliamo chiamarlo?
      Qualche unicorno non ce lo mettiamo?

    1. Martin 11 giugno 2024

      Non esiste in America Latina un regime che abbia creato tanta povertà e rubato a man bassa tanto quanto ha fatto il peronismo argentino per decenni. Un regime di ciarlatani, ladri, parassiti e sfruttatori, cammuffati dietro la demagogia socialista. Purtroppo dall'Europa non si comprende, va oltre l'immaginazione e bisogna aver vissuto qualche anno in Argentina per capirlo.
      Non provo piu' nemmeno a spiegarlo.

    2. oriundo2006 11 giugno 2024

      Ma Milei, cugino primo di Nethaniau, cos'altro è se non un populista stavolta a vantaggio dei soliti noti, cioè degli straricchi innominabili ? Dava fastidio il peronismo perchè espressione politica di un democristianesimo cialtrone e latente in tutti i paesi cattolici: paternalista, autoritario, inefficiente, ladrone sin che si vuole, ma che lasciava un certo margine di grasso a tutti. Ma Milei non è certo da meno quanto a gestione spregiudicata dell'economia: ed è pupillo della setta più chiusa e potente dell'ebraismo, quella Chabad Lubavitch. E' la vera 'mano nera' che comanda di qui e di là dell' Atlantico. Difficile pensare che governino per amore del prossimo goy, molto difficile. Ma ultimamente è venuto meno loro un elemento importante...e Milei non si dà pace per questo. E' persino andato dal papa a chiedere lumi, dal gesuita sornione e doppio come una moneta falsa. Il suo regno durerà poco.

    3. Martin 11 giugno 2024

      So benissimo chi e', incluso il fatto che è un filo Lubavitch e un filo israeliano, più altre perle di vario tipo, ma resta il fatto ha messo fine alla stampa di moneta, allo sfruttamento e alla corruzione peronista, una autentica impresa che a me basta e avanza, dopo aver visto con i miei occhi come il peronismo ha ridotto l' Argentina.
      Ma appunto, bisogna averlo visto con i propri occhi, come mi è toccato per alcuni anni.
      Ho da tempo rinunciato a spiegarlo. Esempi lampanti come il divieto di licenziamento (il giudice ti reintegra sempre) anche quando non ti presenti al posto di lavoro per settimane, non vengono creduti o afferrati nelle chiare conseguenze. O i sussidi a pioggia ai milioni che rifiutano un lavoro stabile, grazie ai sussidi a pioggia.... e così via...

      Contrariamente a quello che pensi, il regno di Milei durerà eccome. Infatti, dopo l'ultimo, quarto default sul debito in 20 anni - record universale e probabilmente perenne - i rubinetti dei finanziamenti bancari internazionali si sono chiusi da oltre 3 anni.
      Pensa a quanto sono cattive le banche internazionali: non al secondo o al terzo, ma al quarto default in 20 anni!!

      Morale, nessuno presta più un dollaro agli Argentini, da anni. Andare a piagnucolare in giro o a accusare il capitalismo cattivo, semplicemente non funziona più.

      Il giochetto "prendo i soldi in prestito poi li spendo come mi pare e dopo la bancarotta chiedo e ottengo lo sconto del 30% - quindi comunque ci torno" non funziona più.

    4. Bertozzi 11 giugno 2024

      Eppure sembra invece proprio un tentativo di spiegazione

    5. Heidrek 11 giugno 2024

      In realtà il più straordinario risultato del liberismo è stato il Cile. Eric J. Hobsbawm ripete il concetto almeno 2-3 volte ne "Il Secolo Breve", con tono quasi compiaciuto in stile "ve l'avevo detto":

      "Il capo militare del regime, generale Pinochet, rimase al potere per diciassette anni, nei quali egli impose una politica economica ultraliberista, dando così dimostrazione, fra l'altro, che il liberalismo politico e la democrazia non sono associati naturalmente con il liberismo economico."

    6. Martin 11 giugno 2024

      Conosco benissimo Hobsbawm, e' un marxista. Infatti, nell'invitabile mala fede marxista, riconosce i meriti del liberismo cileno solo perche' può andargli addosso, associandolo intrinsecamente alla dittatura di Pinochet.

      La realta' dei fatti e dei numeri - di tutti gli organismi internazionali - e' che il Cile e' stato per decenni il primo Paese in America Latina per crescita economica, riduzione della povertà e riduzione della distanza dalle classi. I numeri sono chiari e innegabili.

      Questo fatto enorme e' appunto un fatto enorme e va riconosciuto, non negato in partenza e in mala fede, per ragioni ideologiche.
      La ragione di tale record del Cile risiede nelle riforme economiche liberiste fatte dalla dittatura di Pinochet, che in Cile hanno funzionato.
      In Argentina, invece, i militari si sono dedicati solo ad ammazzare i terroristi di due eserciti, il marxista e il montonero - totale minimo 15.000, senza riformare alcunchè. Così il peronismo è tornato subito dopo.
      Il peronismo e' un sistema che molto semplicemente stratassa chi lavora e guadagna e mantiene milioni di nullafacenti a colpi di sussidi a pioggia.

    7. Heidrek 11 giugno 2024

      Che il PIL cileno sia cresciuto sotto Pinochet è un fatto incontestabile, riduzione della povertà e delle diseguaglianze un po' meno, crebbero soprattutto i redditi più alti a fronte di un crollo verticale del benessere degli strati più poveri della società ma, al netto di questo, la spesa pubblica cilena si concentrò -com'era facilissimo immaginare- nelle spese militari a scapito di tutti i servizi: se la prospettiva di un'economia ultraliberista sono crescita economica e controllo sociale a fronte di scarsa istruzione, sanità etc., onestamente non ci vedo alcun risultato positivo.
      Per tacere del fatto che il merito principale del miracolo economico cileno va ricondotto all'esportazione di materie prime grezze (rame) che il precedente governo socialista voleva giustamente porre a garanzia di una crescita economica fondata su equità e giustizia sociale. E tacciamo pure sulle conseguenze a lungo termine delle politiche economiche dei Chicago Boys: il covid ci ha fatto dimenticare in un battibaleno le sommosse cilene del 2019.

    8. Martin 11 giugno 2024

      Niente da fare, mi dispiace ma hai letto le balle dei marxisti, la crescita del PIL e la riduzione della povertà e della distanza tra le classi SONO stati indiscutibili e prolungati per decenni. Lo shock iniziale duro' qualche anno e fu ampiamente superato per decenni.

      Si è trattato di un successo assoluto che continua a non andare giù per ragioni ideologiche e politiche, ergo lo si diffama o lo si riduce.

    9. Heidrek 11 giugno 2024

      Ma guarda, senza intenti polemici: se mi giri qualcosa riguardo il miglioramento delle condizioni sociali sotto Pinochet sarò ben felice di leggere ed eventualmente ricredermi.

    10. Martin 11 giugno 2024

      Devo cercarlo, ma e' stato riconosciuto perfino dalla CELAC e da tutti i dati decennali economici e sociali degli organismi internazionali.

    11. emilyever 11 giugno 2024

      No, non abbiamo dimenticato.Credo fosse uno dei miei primi post qui sul CDC

    12. Cataldo 11 giugno 2024

      Il pil del chile sotto la dittatura è cresciuto , ma poco, mentre è esploso a partire dal 1990. Il regime ha fatto sicuramente qualcosa sull'aspettativa di vita, ma nell'ambito dei progressi fatti in quegli anni sul fronte sanitario e della salute delle donne, anche questo indicatore dopo il 90 è continuata a crescere in modo significativo; questo differenziale di performance della dittatura è abbastanza mitologico, piu che storia reale.

    13. Martin 11 giugno 2024

      Falso, il Pil ha iniziato a crescere all'inizio degli anni 80 e in modo continuativo, e non certo per ragioni fisiologiche LOL. Ci sono centinaia di dati delle O.I. internazionali, non c'è nulla su cui discutere. Si tratta di dati per oltre due decenni, in prima posizione in tutta l'America Latina. Non e' che uno si alza e li nega.

    1. DrCaligari 11 giugno 2024

      C'è da dire pure che siamo polli a oltranza: io da quando ho saputo che il signorino Sinner ha spostato la residenza a Montecarlo già da circa quattro o cinque anni ho almeno completamente smesso di tifarlo e l'altro giorno sognavo la vittoria di Alcaraz. Cosi come la dichiarazione di Pecco Bagnaia che gli fa i complimenti ma "gli tira le orecchie perché le tasse si pagano in Italia" me lo ha fatto volare in testa alla classifica degli idoli sverniciando tutti gli altri in impennata e ciaone con la sinistra. Almeno questo diobo' ce lo vogliamo concedere?

    2. Martin 11 giugno 2024

      Il furbacchione e' sudtirolese al 100%, di madre lingua tedesca, ma ha capito al volo che fare il tennista italiano (con residenza fiscale a Montecarlo) e' molto piu' comodo. Esattamente come Gustavo Thoeni.

    3. DrCaligari 11 giugno 2024

      Concordo e aggiungo che quei volkspartei li parlano tanto ma sono peggio dei teroni. In albergo una bottiglia d'acqua da litro me la facevano pagare 7 euro ti giuro roba che volevo conservarla come una reliquia e portarla al don per fare le benedizioni.

    4. oriundo2006 11 giugno 2024

      Sulle ascendenze di Sin-ner non mi pronuncerei con tanta sicurezza. Era già a Montecarlo quando era agli esordi: le 'amicizie' hanno fatto subito differenza. Il resto dopo. Ma tutto sommato lasciamolo in pace a godersi da giovane quanto neppure da vecchi noi abbiamo avuto.

    5. Martin 11 giugno 2024

      Non c'e' proprio nessuna incertezza, e' un sudtirolese di madre lingua tedesca

    6. Astronauta 11 giugno 2024

      Esattamente come tutti gli altoatesini di lingua tedesca.
      Vogliono i soldi dall Italia (tanti) mentre sognano il Tirolo unito ma con capitale Innsbruk.
      Furbetti dellalto adige, nemmeno tanto tedeschi (d animo).
      Andare contro l Italia mentre prendono i denari dalla stessa e’ segno di poverta d animo.

    7. emilyever 11 giugno 2024

      Però mi chiedo sempre: ma quanto avrà sborsato Sinner per comprarsi anche solo un monolocale a Montecarlo? e pure gli affitti costano molto...Anch'io ho tifato Alcaraz, che sostengo dalla sua prima apparizione a Rio de Janeiro 4 anni fa, e non per motivi fiscali, ma perchè quando lo vedo combattere contro Sinner mi sembra rappresenti l'eterna lotta dell'uomo, con la sua cratività, contro la macchina.

    8. emilyever 11 giugno 2024

      Prima di lui lo aveva fatto Berrettini che è romano

    9. emilyever 11 giugno 2024

      Era a Bordighera agli esordi, oltre confine

    10. Martin 11 giugno 2024

      Ma che domanda, primo guadagna milioni, secondo li risparmia di tasse con la residenza a Montecarlo. Si ripagherà in qualche anno di sconti fiscali rispetto a Italia o Austria.

    11. Martin 11 giugno 2024

      Si e' spostato a Bordighera per alcuni anni.
      Dico, e' nato da famiglia sudtirolese in Sud Tirolo e la sua prima lingua e' il tedesco, non c'e' da discutere

    12. Martin 11 giugno 2024

      Sono sempre stati tedeschi, si difendono benissimo e fanno bene a difendersi.

    13. emilyever 11 giugno 2024

      Certo che non c'è da discutere, volevo solo chiarire che non è andato dal Tirolo subito a Montecarlo, ma è vissuto all'accademia di Riccardo Piatti a Bordighera per alcuni anni

    14. emilyever 11 giugno 2024

      Probabilmente è così, ma credo valga più per le tasse sui soldi degli sponsor, perchè i premi dei tornei sono tassati all'origine, tranne quello che vinci a Dubai

    15. 3CENT0 11 giugno 2024

      e Medvedev, Zverev, Rublev, Rune, Dimitrov, Hurkacz...

    16. DrCaligari 12 giugno 2024

      In ogni caso vi dico che in questi anni abbiamo avuto molti sportivi, rockstar eccetera che provano a fare il giochino, la finanza all'inizio lascia fare ma poi dopo qualche anno dimostrando che hai soggiornato per almeno 6 mesi e un giorno in Italia presenta il conto. Certo poi patteggiano ed escono la metà e tutto ok ma almeno è qualcosa. Se invece risiede in pianta stabile li allora non gli si potrà dire nulla.

    17. Martin 12 giugno 2024

      Non e' sgradevole risiedere a Montecarlo, neanche un po'

    18. emilyever 12 giugno 2024

      Se hai un garage dove parcheggiare l'auto, ti risponderebbe una signora che avevo conosciuto quando ogni anno andavo a vedere il torneo di tennis di Montecarlo. Non ci sono sconti o posti riservati ai residenti sulle strisce blu.

    19. Martin 12 giugno 2024

      Ovvio, devi avere diversi milioni per comprare o affittare un appartamento e viverci

    1. R66 11 giugno 2024

      Conoscete la storiella sugli spinaci?
      Si narra che, a causa di un errore iniziale di stampa sui loro valori nutrizionali, questa verdura sia apparsa come semi-miracolosa: sebbene in seguito i valori siano stati corretti, la leggenda è rimasta fino ai giorni nostri.
      Lo stesso è successo con il liberalismo.

      Tutto l'equivoco nasce dall'aver creduto alla prima definizione fornita riguardo al suo significato.
      Se avessero scritto: sistema predatorio e piramidale per permettere ai pochi di sfruttare i molti - oggi si parlerebbe di cucito o di modellismo.

      Io non ero presente alla sua prima definizione, però lo ero quando Prodi ha parlato dell'euro.
      Quella in cui tutti avremmo dovuto lavorare di meno e guadagnare di più.

      Adesso si può dire che fosse una colossale panzana, e quindi, che si fa?
      Si realizza di essere stati dei creduloni?
      No, macché, si dà del demente a chi non rispetta i primi significati.
      Ci si indigna addirittura...
      Ottimo, pollice in alto, bene così, pronti per la prossima fiaba e i prossimi dementi.

    2. absitiniuriaverbis 11 giugno 2024

      Ma il vecchio Bracciodiferro esiste ancora? E Olivia?
      Caducita' delle cose umane: per info chiedere a Marco Aurelio. No perditempo.

    3. sbregaverse 11 giugno 2024

      E allora dai allora dai
      Le cose giuste tu le sai
      E allora dai allora dai
      Dimmi perchè tu non le fai.

    4. sbregaverse 11 giugno 2024

      Macchè liberalismo del menga,
      tutto nasce con l'aggettivazione :
      MIA~MIE~MIEI~MIO*
      *in ordine alfabetico.

    5. R66 11 giugno 2024

      Alla gente è rimasto MIAO.

    6. Nonso 11 giugno 2024

      E allora dai dai dai
      Daje una spinta

    7. sbregaverse 11 giugno 2024

      Non male non male.

    8. Martin 11 giugno 2024

      Nessuno batte Prodi per i danni inferti all'Italia con il cambio dell' Euro, quando Prodi era Presidente della Commissione, ossia almeno la seconda autorità competente dopo la BCE.
      Dico, i concorrenti per danni di centinaia di miliardi inferti all' Italia non sono pochi: Amato, Andreatta e Ciampi - ma nessuno batte Prodi.
      Il quartetto Prodi Amato Andreatta e Ciampi ha letteralmente rovinato l'Italia, dalle migliaia di miliardi inutilmente bruciati per difendere il cambio nel 1992 (Ciampi e Amato), alla privatizzazione dell'Iri (Prodi e Andreatta), al regalo delle frequenze a De Benedetti (Ciampi) fino al cambio dell' Euro (Prodi). Questa e' la classe dirigente che abbiamo avuto. Ma il problema secondo la sinistra e' stato Berlusconi.....

      L'importante, per fregare gli Italiani, e' presentarsi come moderati e preferibilmente cattolici.

    9. R66 11 giugno 2024

      Direi presentarsi con la caramella, a quella hanno creduto, mica a Prodi come persona.

    10. benji 11 giugno 2024

      Anch'io ho sentito la favoletta di Prodi e fin da subito mi accorsi del mitico 'padulo' in arrivo.

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