C’est la guerre

C’est la guerre
Mentre traduciamo questo articolo le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno annunciato l'inizio di un'operazione di terra nelle zone di confine del Libano meridionale, così si legge in un comunicato riportato anche dall'agenzia russa TASS. “Raid di terra limitati, localizzati e mirati, basati su informazioni precise, contro obiettivi terroristici e infrastrutture di Hezbollah (...). Questi obiettivi sono situati in villaggi vicini al confine e rappresentano una minaccia immediata per le comunità israeliane nel nord di Israele”, si legge nella dichiarazione. “L'aviazione israeliana e l'artiglieria dell'IDF stanno supportando le forze di terra con attacchi precisi su obiettivi militari nell'area”. Precisando che “queste operazioni sono state approvate ed eseguite in conformità con la decisione dei vertici politici. L'operazione Northern Arrows continuerà in base alla valutazione della situazione e in parallelo ai combattimenti a Gaza e in altre aree. L'IDF sta continuando ad operare per raggiungere gli obiettivi della guerra e sta facendo tutto il necessario per difendere i cittadini di Israele e riportare i cittadini del nord di Israele alle loro case”, ha sottolineato l'esercito di Tel Aviv. Tutto chiaro? O forse bisogna andare più a fondo per capire meglio? L'articolo che segue è interessante perchè non convenzionale: mette in luce le diverse fazioni in lotta all'interno delle potenze in gioco a livello globale che si intersecano e si confrontano nello snodo cruciale del Medio Oriente. A vincere è sempre e comunque la guerra, un qualcosa che fa molto male ai popoli e alla verità, che va sempre ricercata anche dove sembra smarrita. L'articolo in questione ci dà una mano a decifrare il convulso e tragico scenario in corso, che non è solo mediorientale e che ci riguarda molto da vicino. Buona lettura.

C’est la guerre

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Israele sta bombardando il Libano da giorni, rivendicando il territorio come ha già fatto più volte durante decenni di occupazione territoriale e guerre. Sabato 28 settembre, il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha trovato il martirio sotto le bombe sganciate su Beirut, la capitale. E questo significa solo una cosa: c'est la guerre, è la guerra.

Un ricordo di Nasrallah

Ho conosciuto personalmente Sayyed Nasrallah nel 2023, in occasione di un incontro internazionale. Al di là di tutto ciò che si può politicamente accogliere o disapprovare, era un uomo di grande coraggio, di amore ardente per il suo popolo e per la sua fede. Ed era anche molto scherzoso e simpatico, oltre al grande carisma che esprimeva a metri di distanza, davvero palpabile. Suscitava un profondo rispetto in tutti, in modo naturale, senza imporre alcuna autorità. Ricordo che mi rivolse parole di simpatia per il fatto di essere italiano e di trovarmi in un contesto mediorientale, islamico e dichiaratamente anti-occidentale, ringraziandomi per il coraggio della mia presenza e testimonianza.

Raccontare chi fosse Nasrallah richiederà più di qualche riga.

Nato nel 1960 a Beirut, Hassan Nasrallah era il maggiore di nove figli di una famiglia di venditori di frutta, povera e non particolarmente religiosa. La sua famiglia fuggì da Beirut nel 1975, all'inizio della guerra civile libanese. Nel 1978 si unì al Movimento Amal, un gruppo politico e di milizia sciita fondato dal chierico iraniano-libanese Musa al-Sadr. Nel 1982 passò a Hezbollah, una milizia di recente fondazione sostenuta dall'Iran e creata per resistere all'invasione israeliana del Libano meridionale. La sua rapida ascesa nei ranghi lo portò a diventare capo del consiglio esecutivo di Hezbollah nel 1985.

I legami di Nasrallah con leader sciiti e figure rivoluzionarie durante i suoi viaggi in Iraq e Iran negli anni '70 e '80 lo prepararono a ruoli più importanti. Nel 1992, dopo l'assassinio di Abbas al-Musawi, allora leader di Hezbollah e mentore di Nasrallah, Nasrallah ne assunse la guida. Giurò di continuare il percorso di al-Musawi, affermando: “Continueremo questo percorso... anche se saremo martirizzati, tutti noi, e le nostre case saranno demolite sulle nostre teste, non abbandoneremo la scelta della Resistenza islamica”.

Nasrallah ha guidato Hezbollah per oltre 30 anni, trasformandolo in una grande forza politica e militare.

Sotto la guida di Sayeed Nasrallah, Hezbollah è diventato una delle milizie più formidabili del Medio Oriente, ha adottato tattiche di guerriglia incorporando unità per operazioni speciali come la Forza Radwan e ha ampliato le sue capacità con razzi, missili e droni a lungo raggio. Nel 2021, la forza di Hezbollah aveva raggiunto i 100.000 combattenti.

Le vittorie militari di Hezbollah contro Israele sono diventate la principale eredità di Nasrallah. Nel 2000, Hezbollah ha costretto Israele a ritirarsi dal Libano meridionale dopo anni di guerriglia. Nel 2006, durante la guerra del Libano, Hezbollah ha affrontato le forze israeliane, guadagnando ampia popolarità tra i sostenitori come unica forza armata araba in grado di respingere l'IDF.

Nasrallah ha anche svolto un ruolo cruciale nel radicare Hezbollah nella vita politica libanese. Sotto la sua guida, il partito ha partecipato alle elezioni, conquistando 12 seggi parlamentari nel 1992 e 15 seggi nel 2022, diventando un attore significativo nella politica libanese. Nel 2009 ha anche cambiato la piattaforma di Hezbollah, concentrandosi sulla resistenza ai nemici esterni e abbandonando l'obiettivo di creare una repubblica islamica in Libano, per rispetto della diversità religiosa del Paese.

A livello internazionale, Hezbollah ha stretto legami diplomatici insoliti per un attore non statale della sua statura, diventando un membro chiave dell'Asse della Resistenza guidato dall'Iran. Sebbene gli Stati Uniti, i suoi alleati europei e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo lo classifichino come “organizzazione terroristica”, Hezbollah mantiene contatti cordiali con le potenze globali in ascesa, tra cui Russia e Cina, grazie soprattutto alla diplomazia e all'influenza moderatrice di Nasrallah.

Cosa succederà ora

Ciò che interessa più di ogni altra cosa è cosa accadrà ora.

Cercando di osservare il caos generale che questo evento nefasto ha scatenato, il primo fatto da osservare è la forza con cui il popolo della resistenza sta reagendo. La solidarietà è arrivata da tutti i fronti e da tutte le autorità e gruppi, con grandi festeggiamenti popolari fin dalle prime ore dopo la diffusione della notizia. Uccidere uno dei leader dell'Asse della Resistenza non significa uccidere la resistenza, anzi, ha l'effetto opposto, la rafforza e la conferma nella sua missione.

Come doveva essere, la reazione dell'Asse è immediatamente esplosa e in modo unitario, dai vari Paesi che ne fanno parte, sono iniziati gli attacchi di risposta. Anche l'Iran schiera un contingente di forze armate nel Golan, pronto a intervenire a sostegno. La tensione è altissima.

Nel frattempo, Israele è pronto a invadere il Libano via terra e non ha certo intenzione di aspettare ancora.

Il progetto del “grande Israele”, già idealizzato dai padri della Dichiarazione Dreyfus, con cui lo Stato sionista si è costituito occupando la Palestina, è sempre stato coerentemente perseguito e non vedrà certo una pausa ora. Il Libano meridionale è rivendicato come territorio israeliano e il Libano si trova già in una situazione disastrosa, con un'occupazione militare della NATO, con il giogo del dollaro statunitense e con, ipso facto, un non-governo che non fa altro che obbedire agli ordini di Washington.

In tutto questo, è interessante analizzare la congiunzione USA-Israele, che anche in questo caso non si è fatta attendere. Ci sono voci discordanti: ufficialmente la Casa Bianca ha dichiarato che non c'è stato alcun accordo sul massiccio attacco che ha visto sganciare più di 80 missili pesanti su Beirut, e si parla addirittura di un Lloyd Austin, Segretario alla Difesa, indignato e furioso per l'accaduto, mentre il Presidente Joe Biden non ha perso un attimo per celebrare l'accaduto, così come i candidati alle presidenziali; d'altra parte, è altrettanto vero che l'attacco è stato autorizzato da Netanyahu mentre si trovava a New York alla plenaria dell'ONU ed è stato effettuato con sistemi missilistici americani. È del tutto implausibile che l'autorità israeliana abbia agito in totale disaccordo con quella americana. Il Pentagono ha già comunicato che nei prossimi giorni la presenza militare statunitense sarà dispiegata in tutto il Medio Oriente, configurando una grande estensione bellica.

La furia distruttiva di Israele non si fermerà davanti a nessuna questione istituzionale. L'entità sionista continua indisturbata il suo progetto, sotto gli occhi accecati dei leader riuniti all'ONU. Non c'era nemmeno bisogno di aspettare le elezioni americane, in ogni caso il sostegno a Israele sarebbe stato totale, perché i democratici hanno a cuore l'espansione del globalismo, mentre i repubblicani sono per definizione sionisti e primi sostenitori dell'agenda di Tel Aviv.

Guardando a nord, la Russia è la grande assente in questa diatriba. È vero, c'è un legame di lunga data tra Israele e la Russia fin dall'epoca sovietica.

La seconda cittadinanza di molti israeliani è russa. Molti oligarchi e uomini di potere russi appartengono a lignaggi sionisti. La lotta interna per la “pulizia” del sionismo russo è iniziata già anni fa e si è intensificata con l'inizio dell'Operazione militare speciale, ma non ha ancora raggiunto un punto in cui il governo di Mosca possa intervenire direttamente. In Medio Oriente, la Russia sotto la guida di Putin ha mantenuto una dottrina coerente con la salvaguardia degli interessi dei governi regionali, assumendo la guida nella lotta al terrorismo, ma non è mai intervenuta direttamente, a livello ufficiale, nelle questioni politiche.
Esiste anche un legame Israele-Russia-Hezbollah che pochi conoscono: come mostra uno dei rapporti del National Technical Information Service statunitense sulle trasmissioni estere, il Near East/Souht Asia Report del 1985, negli anni '80 Israele ha addestrato spie e infiltrati negli Hezbollah attraverso alcuni ufficiali russi, che poi sono stati fatti fuori dalle milizie. L'obiettivo era distruggere Hezbollah dall'interno, a partire dalla sua leadership (di cui ci fu la prima vittima nel 1992).

Molti si interrogano sulla possibilità di un ruolo attivo della Cina nella vicenda. In effetti, la Cina ha già offerto la propria disponibilità ad agire come pacificatore in diverse occasioni e in diversi scenari, come nel caso del conflitto russo-ucraino, ma questa volta la situazione è diversa:

La Cina non interviene mai in questioni che hanno un tratto marcatamente religioso, essendo un Paese ufficialmente ateo, anche se con una varietà di religioni al suo interno.

La questione mediorientale, la questione sionista, è profondamente religiosa, legata alla dimensione escatologica dell'Islam e del Cristianesimo e ai progetti politici di uno Stato confessionale come Israele. La saggezza cinese non è solita immischiarsi in questi affari. Certo, un aiuto da Oriente eleverebbe la vicenda a un altro livello di relazioni e cooperazione internazionale, dando alla Cina un'ulteriore opportunità di posizionarsi come leader mondiale anche in questo settore, ma si tratta di uno squilibrio non da poco, che secondo la logica cinese deve essere ragionato su un lungo periodo di tempo per le sue conseguenze. Difficile, quindi, ipotizzare un aiuto da parte della Cina in questo momento.

Il ruolo dell'Iran in tutto questo è molto importante. Qui tocchiamo un argomento delicato.

L'Iran sta vivendo una fase di particolare instabilità interna. Negli ultimi mesi ci sono state diverse sostituzioni nei ranghi dei comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) a causa della corruzione e della compromissione di alcuni membri. Un doppio gioco di intelligence, alcuni casi di corruzione e diverse indagini aperte, il cui esito non sarà certo annunciato all'esterno del Paese. L'Iran, va ricordato, non è uno Stato che racconta al mondo i suoi problemi interni. I panni sporchi si lavano in casa.
Tuttavia, questo ha causato una grande instabilità che ora pesa: senza una sufficiente unità, i Pasdaran non possono fare la guerra. È necessario un coordinamento con tutte le Forze Armate iraniane e con i Paesi della Resistenza.

Un altro duro colpo è stata la morte del Presidente Ebrahim Raisi insieme al Ministro degli Esteri Hossein Armi-Abdollahian e agli altri passeggeri dell'elicottero, in circostanze ufficialmente dichiarate “naturali” ma che nelle circostanze del caso continuano ad apparire innaturali e molto... ultraterrene. Poco dopo, l'Iran ha vissuto le elezioni più disastrose della sua storia repubblicana, con un'affluenza ai minimi storici. Un segnale decisamente negativo, che suggerisce che le operazioni di basso profilo dei servizi segreti stranieri come il Mossad, la CIA e l'MI6 hanno avuto il loro peso.

La lotta interna ha portato al governo il leader progressista Masoud Pezeskhian, che si sta dimostrando estremamente cauto, attendista e poco reattivo nei confronti della situazione internazionale, ma soprattutto lontano dalla linea di Raisi e, quindi, non c'è la stessa determinazione nel portare avanti la battaglia per Al-Quds come la ragione politica della stessa costituzione iraniana. Non dimentichiamo inoltre l'altra lunga serie di vittime nelle file della Resistenza, come l'attentato a Ismail Haniyeh nel cuore di Teheran.

Nel frattempo, l'ayatollah Ali Khamenei sta svolgendo la sua saggia opera di chiamare alla battaglia tutti i musulmani del mondo, cosa che ha ribadito anche subito dopo la morte di Nasrallah e che certamente continuerà a fare, ma è altrettanto vero che Khamenei non è né un leader politico né un comandante militare, quindi la sua funzione di guida spirituale non può sostituire quella dei capi di Stato e dei generali.

D'altra parte, Israele non scherza, è una potenza nucleare con armi avanzate e non ha paura di farsi dei nemici. L'Iran, in confronto, è un Paese ancora troppo fragile e già attrezzato per l'Asse della Resistenza. In caso di guerra totale, Israele si troverebbe di fronte a una minaccia esistenziale e non avrebbe problemi a usare le armi a sua disposizione.

Una potenza nucleare aggressiva con un forte esercito è meglio sconfitta da una guerra prolungata direttamente ai suoi confini. Mettendo a dura prova la sua economia e logorando il suo fronte interno. Con o senza la sua vecchia leadership, Hezbollah è progettato per fare esattamente questo.

Qualcosa è andato storto. Probabilmente troppe spie, troppi infiltrati. L'intelligence israeliana ha lavorato bene e ha riportato importanti vittorie. Sull'altro fronte, c'è probabilmente una mancanza di stabilità e di astuzia da parte degli organi decisionali. Sono stati commessi troppi errori e il prezzo è stato terribile.

L'aspettativa più ottimistica è quella di una reazione molto decisa e tempestiva dell'Asse della Resistenza, con l'impegno militare di Paesi amici, come la Russia, per arginare l'espansionismo sionista ed evitare ulteriori massacri in Libano. D'altra parte, in una prospettiva più pessimistica, Israele effettuerà una nuova invasione nel giro di pochi giorni, scatenando una nuova guerra con il Libano ed estendendo il conflitto su scala globale, provocando un blocco internazionale che potrebbe essere molto negativo per la transizione multipolare.

Bisogna infatti ricordare che l'ingresso dei nuovi Stati nel partenariato BRICS+ renderebbe l'alleanza geoeconomica a maggioranza islamica, con una spinta alle politiche antisioniste in tutto il mondo, e Israele lo sa e vuole impedirlo.

Una guerra ora, trascinando in mezzo gli interessi della Russia, rischia di causare un ritardo nell'accoglienza dei nuovi membri del BRICS e, quindi, un significativo impedimento al rilancio della Resistenza.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

30.09.2024

Lorenzo Maria Pacini. Professore associato di Filosofia politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in analisi strategica, intelligence e relazioni internazionali.

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Fonte: https://strategic-culture.su/news/2024/09/30/cest-la-guerre/

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org - 30.09.2024

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. Martin 1 ottobre 2024

      L'articolo è certamente interessante ed ampiamente condivisibile, ma per farla corta mi sembri che in ultima istanza sorvoli sulla realtà dei fatti, almeno come la vedo io.

      L' UE governata dalla Commissione (occupata dai Dem Usa dalle Presidenze Obama) - e ripeto governata - conta ZERO anche nella questione Gaza-Israele-Libano, penso che sia un dato assodato e verificato. Obbedisce ai Dem USA, e basta.
      Gli unici che contano sono gli USA, e tra meno di 2 mesi votano.

      E' inutile fare scenari e voli pindarici sul futuro del cd asse della Resistenza, sul ritardo dell'accoglimento di nuovi membri nel fronte dei Brics, etc, etc, come se le elezioni USA fossero un dettaglio ininfluente.

      A parte che molti Paesi arabi e molti Brics, a parte condanne orali, non hanno preso alcuna misura concreta contro Israele, le elezioni USA non sono un dettaglio.

      Se a novembre - meno di 2 mesi - vincerà Trump, ci sarà un enorme sconvolgimento dell'intero scenario internazionale, comunque rilevante anche per Israele e tutto il Medio Oriente, mentre se vincesse la Harris, buona fortuna a tutti, perche' difficilmente eviteremmo la WW3.

      Dico, ma ci rendiamo conto di come siamo ridotti qui in Europa?
      Ieri il rappresentante della Chiesa Cattolica, Parolin, all' Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è limitato a dire di "avere dubbi sulla proprozionalità della reazione israeliana" dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso.
      Nemmeno la Chiesa Cattolica è in grado di emettere una condanna chiara del massacro e dell'escalation in corso!

      Israele farà quello che vuole fino alle elezioni americane, e siamo tutti rimessi alla volontà dell'elettorato USA, in elezioni decisive come poche per l'Europa e per il mondo, almeno dalle elezioni USA del 1948.

    2. Cleon XIII 1 ottobre 2024

      Se vince Harris non sapremo più a che santo votarci. Mi chiedo se l'idea di USA - Nazione riuscirà a imporsi su quella di USA-Impero dopo tanti decenni. La campagna elettorale di Trump utilizza un linguaggio estremamente semplificato ma che lascia intendere un approccio pragmatico ai gravi problemi che affliggono la classe media e i poveri (nell'ultimo confronto con Harris parlava di "migliorare l'Obamacare"). Ma ha anche subito due due tentativi di omicidio (che sui media sono passati così, come se fosse normale in una campagna presidenziale in un paese democratico) e non è detto che non ci riprovino.

    1. Shax 1 ottobre 2024

      Molteplici esplosioni su tel aviv e jaffa per razzi di hezbollah e poco fa l'Iran ha lanciato missili balistici verso israele!!!!

    2. Shax 1 ottobre 2024

      molteplici impatti di missili iraniani su haifa e tel aviv!!

    1. BrunoWald 1 ottobre 2024

      In sintesi, direi che questo è un buon articolo che cerca di "metterci una toppa", ma al contempo si lascia sfuggire parecchie ammissioni interessanti.

      A cominciare dall'elefante nella stanza: mentre il Pentagono "ha già comunicato che nei prossimi giorni la presenza militare statunitense sarà dispiegata in tutto il Medio Oriente" (ma non erano in crisi? Un impero morente?), "la Russia è la grande assente in questa diatriba". E il motivo reale, Pacini lo riassume in una riga subito dopo:

      "È vero, c’è un legame di lunga data tra Israele e la Russia fin dall’epoca sovietica."

      Diciamola tutta: c'è un legame con la mafia khazara fin da quando questa finanziò Lenin e gli ebrei che lo circondavano per mettere le mani sulla Russia attraverso costoro. E se il giudeo-bolscevismo non c'è più (come lo chiamavano quei malvagi dei nazisti...) il legame sembra invece inossidabile:

      "La seconda cittadinanza di molti israeliani è russa. Molti oligarchi e uomini di potere russi appartengono a lignaggi sionisti."

      Per i tifosi della curva Putin questo sembrerebbe un dettaglio marginale, invece è il tema di fondo, come ammette fra le righe lo stesso Pacini:

      "La lotta interna per la “pulizia” del sionismo russo è iniziata già anni fa (...) ma non ha ancora raggiunto un punto in cui il governo di Mosca possa intervenire direttamente."

      Tradotto in Italiano, anche a Mosca continuano a comandare i khazari.

      Da parte sua la Cina, essendo atea, non interviene "saggiamente", in questioni religiose, mentre l'Iran sta vivendo "una fase di particolare instabilità interna", con doppi giochi di intelligence, alcuni casi di corruzione e diverse indagini aperte... E con regolamenti di conti al vertice, si sa, è difficile fare la guerra.

      "Qualcosa è andato storto", ammette Pacini: troppe spie, troppi infiltrati. Il nemico ha lavorato bene riportando importanti vittorie mentre dall'altra parte c'è stata "una mancanza di stabilità e di astuzia da parte degli organi decisionali".

      Una simile lucidità gli fa onore, specie nel confronto col vuoto trionfalismo di tanti "analisti" da quattro soldi, che sembrano interessati solo a ravvivare i cori della curva.

    2. Arian Van Heisen 1 ottobre 2024

      ottimo come sempre i commenti di Bruno ..!

    3. oliver 1 ottobre 2024

      …allora a….o non aveva tutti i torti ?

    4. BrunoWald 1 ottobre 2024

      Ti ringrazio, Arian, sei troppo gentile.

      In realtà mi limito a ribadire cose ovvie e fatti arci-noti, ma ad occhio e croce direi che è fatica (quasi) sprecata... 😂

    5. Nonso 1 ottobre 2024

      È tutto chiaro. Basta parlarne

    6. Martin 1 ottobre 2024

      Bruno, l'origine della stragrande maggioranza della comunità ebraica mondiale, il 95% di quella USA ed oltre il 40% di quella israeliana, è il Pale of Settlement zarista, ossia l'area nella quale gli Ebrei furono rinchiusi dagli Zar dal 1791 al 1917, a causa - che novità, vero? - dei continui conflitti armati tra gli Ebrei con le etnie e popolazioni residenti in Russia, e per inciso non tutte cristiane ortodosse.

      A partire dalla fine del 1800, alcuni milioni di Ebrei emigrarono dal Pale of Settlement negli USA e in Europa occidentale. Nel marzo 1917 grazie a Kerenski il Pale of Settlement fu sciolto, e decine di migliaia di Ebrei esuli, tra i quali Trotsky, rientrarono in Russia, giusto in tempo per partecipare al colpo di stato bolscevico dell'ottobre 1917.
      Nel 1925 il 70% del Comitato Centrale sovietico era composto da Ebrei (la maggioranza con i cognomi cambiati, come accertabile su Wikipedia in inglese).

      Con la guerra civile russa, molti altri Ebrei ripresero ad emigrare, e l'emigrazione e' poi ripresa subito dopo la WW2, dall'intera Europa a Israele, USA, Argentina e perfino Australia.

      Il Pale of Settlement zarista comprendeva l'intera Bielorussia, l' intera Ucraina, parti dell'attuale Polonia e dell'attuale Russia: e' quella la Patria della comunità ebraica mondiale, Israele è venuta dopo, ma non lo sa quasi nessuno tra i Gentili o Goy.
      L'Ebreo medio e' al corrente di tutto ciò, mentre il Gentile o Goym medio non ne sa nulla.

      Gli attuali esponenti Ebrei della Presidenza Biden (Sullivan, Yellen, Blinken, Nuland, Garland etc) e la generazione che negli USA ha oggi 50-70 anni, e' la terza generazione, ossia nipoti di nonni emigrati dal Pale of Settlement, come peraltro verificabile perfino dalle biografie dei citati su Wikipedia in inglese.
      E' una generazione molto interessata alla Patria dei nonni, LOL!

      Il "povero" Putin e' come ovvio perfettamente al corrente di quanto sopra, e si sta opponendo con le armi al progetto aggressivo del cd nazionalismo ucraino, sostenuto con particolare vigore dalla lobby ebraica neoglobalista USA ed ovviamente dalla Commissione UE.

      Ma ha evidentemente deciso che non gli conviene denunciare e attaccare pubblicamente la chiara componente ebraico americana del progetto di destabilizzazione della Russia, perchè rischierebbe di essere preso o trasformato in un attacco all' Ebraismo in quanto tale.

      Chi glielo farebbe fare?

      Non solo ostano evidenti ragioni politiche e storiche (l'antisemitismo nazista), non solo per via del rischio di essere etichettato come antisemita dall' Occidente - la ciliegina sulla torta dell'odio - ma anche perche' le comunità ebraiche russe (circa 80.000 persone), conservatori e religiosi inclusi, in Russia non costituiscono un problema, come comunità ebraiche.

      L'intero scenario all'interno della comunità ebraica internazionale (ne ho conosciuti alcuni personalmente, e mi hanno reso infinitamente più prevenuto di quanto fossi prima) ha una dimensione diversa da quella corrente presso noi Gentili o Goym.

      Infatti, Israele e' stata e continua ad essere gelida con Zelensky.
      Per la maggioranza degli Israeliani e degli Ebrei religiosi o conservatori (il mero 15% della comunità ebraica USA), il destino del popolo ebraico si è compiuto con Israele: non ci sono alternative o sostituti, sotto nessun profilo e da nessuna parte.

      Zelensky e company hanno invece il pieno sostegno di Soros, che non vuole nemmeno sentire il nome di Netanyahu: i due si odiano per evidente inconciliabilità ideologica. Per Soros, Netanyahu e' un fascista ebreo, e per Netanyahu Soros e' un Ebreo traditore della causa ebraico-israeliana, ossia del suo stesso sangue......

      In sintesi, c'e' una enorme frattura all'interno della comunità ebraica internazionale. I segni di questa frattura si vedono bene soprattutto negli USA, qui in Europa meno, grazie anche alla censura dei media dominanti.

    7. Arthur 1 ottobre 2024

      “È vero, c’è un legame di lunga data tra Israele e la Russia fin dall’epoca sovietica.”

      "Diciamola tutta: c’è un legame con la mafia khazara fin da quando questa finanziò Lenin e gli ebrei che lo circondavano per mettere le mani sulla Russia attraverso costoro. E se il giudeo-bolscevismo non c’è più (come lo chiamavano quei malvagi dei nazisti…) il legame sembra invece inossidabile"

      Ecco, il nocciolo è tutto qui.
      È chiaro il perché la Russia sia così succube.

      (continua)

    8. Arthur 1 ottobre 2024

      (continua)

      Ma io credo che a comandare non siano i khazari bensì la City di Londra, ossia il deep state britannico, il quale comanda tramite la massoneria che a sua volta controlla da 250 anni i liberali, i giacobini, i marxisti e tutti gli affini, ossia la grande armata di utili idioti.
      I khazari sono solo uno dei tanti gruppi che fanno parte di questa armata, e probabilmente è il più organizzato economicamente (cosa che gli è stata concessa).

      Bisognerebbe riflettere e cercare di capire chi sia a controllare il deep state britannico e quali siano i reali obiettivi di chi sta al vertice della piramide.
      Mi fermo qui perché ormai dovreste conoscere le mie idee.
      Mi limito a ribadire che l'obiettivo finale del burattinaio britannico (o meglio, i burattinai) sia verosimilmente quello di continuare a dare le carte e, per poterlo fare indisturbati dopo secoli di colonialismo predatorio esasperato, è necessario rifarsi un'immagine nuova, cosa che avverrà a tempo debito, dopo aver spazzato via gli utili idioti, incolpati come capri espiatori.

    9. BrunoWald 2 ottobre 2024

      Si, lo sapevo, e quella migrazione in occidente è stata promossa sul finire del XIX secolo dai milionari ebrei della City; anche allora la propaganda giocò un ruolo essenziale, dipingendoli come vittime delle presunte atrocità dei russi.

      Esiste una relazione piuttosto chiara tra l'antico Pale of Settlement e l'attuale tragedia dell'Ucraina, come dimostra anche l'origine dei personaggi che hai citato; ed è ovvio che Putin preferisca agitare i fantasmi del passato anziché affrontare un potere molto reale.

    1. Astronauta 1 ottobre 2024

      “””Nel frattempo, Israele è pronto a invadere il Libano via terra e non ha certo intenzione di aspettare ancora”””

      no no, i sionisti aspettano le elezioni americane mentre fanno la fictiondi andare in guerra,
      Sono disperati che se vince Trump non scorazzano a destra e manca in MO.
      Sono criceti che girano nella ruota pensando andar lontano.

    1. Cleon XIII 1 ottobre 2024

      "La Russia è la grande assente in questa diatriba. È vero, c’è un legame di lunga data tra Israele e la Russia fin dall’epoca sovietica."

      Non proprio o non esattamente. La Russia è presente eccome: in Siria, a sostegno di Bashir Assad, Presidente di un paese che è tecnicamente in guerra contro Israele dagli anni 70. Che Israele bombardi l'aeroporto di Damasco e le basi dell'Esercito Siriano è uno schiaffo alla Russia che Putin non restituisce con gli interessi non tanto per il "legame di lunga durata", ma per sventare o quanto meno non accelerare un'escalation verso un atro conflitto diretto con la NATO che la Russia non vuole. Ma se Israele invadesse la Siria sicuramente si troverebbe a fare i conti i Russi, o direttamente, o indirettamente attraverso le milizie dell'Iran a cui coprirebbe le spalle.
      Nello scacchiere mediorientale non c'è una gara fra chi è il più cattivo, ci sono lì potenze che agiscono strategicamente per pacificare e potenze che hanno l'intento strategico di destabilizzare. Uno schema in fondo semplice, ma che risponde a molti perchè.

    2. mago 1 ottobre 2024

      Mitico quando gli Spetnaz occuparono l’aeroporto di Sarajevo mettendo tutti a cuccia.

    3. BrunoWald 1 ottobre 2024

      Non si tratta di gareggiare fra chi è il più cattivo, ma di mettere il nemico in condizioni di non nuocere, o perlomeno di fargli pagare un prezzo sempre più alto per ogni colpo che sferra.
      Non si può "pacificare" mentre ti prendono a randellate. E non si può "non volere" un conflitto, perché è sufficiente che lo voglia quell'altro.

      Proprio come gli yankees riempiono di armi sionisti ed ucraini, la Russia dovrebbe fare lo stesso con i suoi presunti alleati. Dico presunti, perché se fosse davvero alleata della Siria non permetterebbe che venga bombardata. Tantomeno sopporterebbe uno schiaffo dopo l'altro: la tecnologia per abbattere chiunque violi lo spazio aereo siriano pare che ce l'abbia.

      "Ma se Israele invadesse la Siria sicuramente si troverebbe a fare i conti i Russi, o direttamente, o indirettamente": è possibile, ma non è affatto sicuro. Sono anni che sentiamo sempre gli stessi discorsi: "la prossima volta che mi dai un calcio, vedrai cosa ti succede!!" E nel frattempo quegli altri distruggono ed ammazzano, in modo mirato o indiscriminato, come e quando vogliono.

    4. oriundo2006 1 ottobre 2024

      Esiste un accordo 'riservato' tra Russia e la potenza sionista: io Russia intervengo direttamente in M.O., terreno privilegiato di 'caccia' grossa per i sionisti, solo ed esclusivamente per proteggere la Siria dai terroristi islamici.
      Un pò poco a dir il vero.
      Ricordo che sion ha da subito fatto capire come intendeva l'accordo tirando giù un ufficiale russo che dava loro fastidio come anche un aereo, o anche più, così tanto per far capire chi davvero comandi in questo momento laggù...e qui da noi.
      La Russia più di tanto non può fare, avendo 'concesso' graziosamente tra l'altro la direzione dell' economia a costoro: hanno concesso tutto, troppo, al momento della 'caduta' tranne una cose essenziale: la difesa e la produzione di armi per realizzarla. E lo stanno facendo alla grande.
      Nel Corano c'è scritto che gli islamici devono lasciar fare agli ebrei secondo i dettami che costoro hanno ricevuto da Allah.
      Anche qui troppo e mal posto...
      In realtà hanno tutti quanti una dannata paura delle mosse di sion, che li ricatta con i poteri di cui dispone, come ho già fatto notare senza requie e ripetendomi spesso.
      Chiedo venia, ma mi pare non abbiate capito che a certi livelli scientifici e tecnici la dimensione dello stato non conta: il potere che detengono è immenso e non si deve sottovalutarlo anche perchè solo ammettendolo si capiscono le cose che stanno succedendo.
      Certo, parecchi vorrebbero tornare alla fanteria in linea delle guerre napoleoniche...il nostro non è il 'regno della quantità' ma dell' 'elezione' vera o presunta di certuni a detrimento di altri.
      Che questo non porti alcuna 'qualità' nei rapporti internazionali anche questo lo vediamo tutti i giorni.

    1. clausneghe 1 ottobre 2024

      Ottimo articolo del prof. Pacini, anche se omette di citare i "guerrieri in sandali e gonnella" e cioè gli Houti Yemeniti di Ansarallah che al momento sono gli unici membri del "fronte della resistenza" che riescono ad infastidire e non poco con i loro missili sempre più potenti e precisi la nazione degli "eletti", ma anche quella dei "vaccari" loro complici che si vedono tirar giù droni da milioni di dollari in continuo da questi masticatori di chat..

    2. sbregaverse 1 ottobre 2024

      Siamo noi che andiamo incontro alla morte o è la morte che ci viene, arschshhhshhhh agrraschhhssh ahhhhhhsss, incontro ¿?
      Che sia da chiederlo al prof. L.M.P. filosofo ¿?

    3. Nonso 1 ottobre 2024

      Prova a chiederlo a L.M.P. uomo.

    4. oliver 1 ottobre 2024

      ✌🏼la Resistenza

    1. IlContadino 1 ottobre 2024

      Sono estremamente combattuto.
      Da un lato c'è chi sostiene che la fine del mondo sia imminente, mica bazzecole: fine del mondo!
      D'altro lato c'è chi dice che non ci si deve preoccupare, prima o poi la situazione si risolve.
      A dar retta ai primi verrebbe la tentazione di accendere un cospicuo mutuo in banca, arraffare il malloppo e godersi gli ultimi giorni di vita, togliendosi qualche sfizio.
      Ad ascoltare i secondi, vita di tutti i giorni: sveglia presto, bimbi a scuola, lavoro...gioie e dolori, al solito.
      Dice che i sani di mente dovrebbero già essere in coda allo sportello, contare sulle dita della mano il numero di zeri da aggiungere al nove; i cerebrolesi invece, ignari di quel che li circonda, stanno ancora lì a vivere la vita come se nulla fosse.
      Io non so da che parte stare.
      Quasi quasi mi auguro che torni fra noi l'esserino invisibile, l'unico in grado di portare pace e amore tra i potenti della terra, nessun problema religioso, nessuna diatriba etnica, nessun conflitto territoriale.
      Esserino invisibile sinonimo di bolla di sospensione, spazio e tempo dilatati, quiete.
      Giusto qualche tamponcino, una mascherella, un coprifuochino, una ticchia di lockdown, un pizzico di green pass, un punzecchietto...che vuoi che sia, di certo meglio questo che la fine del mondo.
      Sono qui a rimpiangere quel periodo là, tolto ogni dubbio, cerebroleso a tutti gli effetti.
      Bene, continuo a vivere la solita vita.

    2. ws 1 ottobre 2024

      Di sicuro per NOI c'è un "grande reset" , lo hanno deciso LORO.

      La questione quindi è capire di che morte moriremo, se "lenta" ( solo per NOI) o " rapida" (e in questo caso anche per LORO).

    3. SOD 1 ottobre 2024

      il lockdown di cui parli e le mascherine sono state inventati e imposti da quelle potenze che occupano anche il tuo paese e che coptano i governanti che tanto detestiamo. Sono quelle stesse potenze che destabilizzano ora il Medio Oriente. Qui piovevano e piovono dosi Pfizer, la' piovono bombe. "Continuo a vivere la solita vita", beato te a me da anni e anni mi sembra vada sempre peggio, piu' poveri e sempre meno prospettive per figli e nipoti. Io sono vecchio ormai, ora sta a voi.

    4. SOD 1 ottobre 2024

      il lockdown di cui parli e le mascherine sono state inventati e imposti da quelle potenze che occupano anche il tuo paese e che coptano i governanti che tanto detestiamo. Sono quelle stesse potenze che destabilizzano ora il Medio Oriente. Qui piovevano e piovono dosi Pfizer, la' piovono bombe. "Continuo a vivere la solita vita", beato te a me da anni e anni mi sembra vada sempre peggio, piu' poveri e sempre meno prospettive per figli e nipoti. Io sono vecchio ormai, ora sta a voi.

    5. clausneghe 1 ottobre 2024

      Infatti, bisogna vivere come se nulla fosse ma drizzare le antenne per capire quello che sta succedendo attorno a te può aiutare a prolungarti la vita. Poi dobbiamo essere fatalisti, per forza, se partono i bottoni rossi. Non siamo noi a premerli. Sono LORO, i nemici degli umani e della vita, quelli che hanno portato la gente a preferire il dolore e la guerra alla pace e all'amore.

    6. sbregaverse 1 ottobre 2024

      Oramai votarsi alla filosofia del quotidiano è troppo poco.
      Necesse est darsi anima e corpo alla:
      MISTICA.

    7. Dico no 1 ottobre 2024

      Desidero baciarti

    8. sbregaverse 1 ottobre 2024

      Platonicamente(a mo' d'approvazione del mio dire) ovvero con scambio salivare* ?
      *Non oso prendere in considerazione la proposta di mettere in comunione altri fluidi corporali.

    9. Dico no 1 ottobre 2024

      Platonicamente non ne posso più. Se non ti muovi scambio fluidi con altri*

      *Mi riferivo a certi fluidi sensuali

    10. Astronauta 1 ottobre 2024

      La mistica non e’ per tutti.
      Altrimenti troppi capirebbero che la vita scorre sempre uguale e quanto succede ora e’solo un fastidioso brusio.

    11. oriundo2006 1 ottobre 2024

      I tuoi dilemmi sono di tutti noi...

    12. Nonso 1 ottobre 2024

      Astronauta, sento un certo coro angelico. Grazie

    1. SOD 1 ottobre 2024

      Analisi molto interessante, il fulcro di tutto e' l'obiettivo della "Grande Israele", cioe' vogliono tutto il territorio per se' ... Palestina, Libano e via andare. Buttare fuori tutti con ogni mezzo con il pretesto del terrorismo, stanno completando con gli Usa la dottrina post 11 settembre. E tutti gli altri fermi?

    2. ric 1 ottobre 2024

      tutto come da programma , perfettamente approvato dal mondo occidentale
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      https://www.google.com/search?q=great+israel&rlz=1C1CHBD_itIT1068IT1068&oq=great+israel&aqs=chrome..69i57j0i10i131i433i455i512j0i512j0i10i512l2j0i10i22i30j0i22i30l4.8843j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8

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      PS : osservare bene a chi finira' tutto il Gas delle regioni prossimamente rubate oltre al CANALE DI SUEZ -------

    3. Astronauta 1 ottobre 2024

      Vogliono territori che non gli spettano, mentre quello assegnato se neva in malira.
      Non e’ un buon affare.

    4. SOD 1 ottobre 2024

      sarebbe interessantissimo capire come si vive davvero in quello assegnato, dalla parte Is , al di fuori delle propagande o dalle ideologie, Come si vive la'? La tua considerazione e' molto intelligente

    5. Astronauta 1 ottobre 2024

      Vorrei capireperche i missili di hezbollah e degli houti non distruggono nulla pur se mandati in centro a TellAviv.
      Non credo che gli abitanti ne siano felici e oltretutto l iron dome e’ un cassone che non prende nulla.
      Ma soprattutto perche’ questa fiction continua da parte sionistache non ci sono morti e danni.

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