A difesa dell’età che non ha età

A difesa dell’età che non ha età

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

Uccidono i giovani. Ai bambini, per ora, rubano le caramelle. Ai ragazzi no, a loro violentano gli anni più belli, quelli dell’adolescenza, della prima e meravigliosa giovinezza, insondabile stato puro e fragile dell’anima. Ed è nella loro capacità straordinaria di elasticità umana che i paladini dell’oscurità contemporanea sono entrati a defenestrare la sacralità del loro percorso di crescita, inquinandolo da veri lupi travestiti da agnelli.

Come? Introducendo a scuola nuove e false terminologie, con annesse implicazioni disidentitarie e destrutturanti, sostituendo così un po’ alla volta termini certi, solidi e di assoluta moralità sui quali generazioni di studenti hanno costruito negli anni le loro fondamenta d’animo.

Prendiamone due: inclusione e resilienza. Il primo vuol dire inglobare, massificare e rinchiudere indistintamente identità diverse all’interno di un grande recipiente, umanamente distaccato e asociale, nel quale vale per tutti la più importante regola del gioco: non si esce dal contenitore.

Qui dentro ragazzo sei libero di essere tutto ciò che vogliono. È molto peggio del gregge di una volta, almeno lì qualche margine per pascolare poco più in là lo avevi. Qui no, qui non è aria per pensarla a modo tuo. Qui non c’è proprio aria. E non c’è più neanche l’intelligenza come diritto primario e naturale dell’individuo, perché qui dentro ti dicono anche che devi “aprirti” a compromessi con l’intelligenza artificiale (il male assoluto, sintesi demoniaca di oscuri percorsi affaristi e transumani). Qui non sei tu e non lo sarai mai.

L’opposto di inclusione? Integrazione. Già, l’abbiamo sempre conosciuta, forse a volte data per scontata. Integrare è il termine che i ragazzi devono conoscere e che da “puri”, senza prefiltraggi imposti, applicherebbero in modo naturale: confrontarsi con identità diverse, usi e costumi diversificati, anche nettamente, per apprendere gli uni dagli altri, creando arricchimento umano e quindi cultura. Mantenendo però una chiara identità individuale, rifiutando così di diventare massa vuota e identica.

A difesa dell’età che non ha età

L’altro termine da sballo è resilienza. La senti dappertutto. Va bene per ogni circostanza, anche culinaria: “sono resiliente al caffè”. Così, senza motivo. La spacciano per una sorta di caparbietà all’acqua di rose. In realtà è accettazione passiva di ciò che ti accade intorno, degli eventi imposti, anche i più cruenti, spaventosi e soprattutto contrari al tuo pensiero; agli studenti dicono che è una virtù quella sapersi adattare ai cambiamenti voluti da altri, anche se opposti alle loro idee. Questo è gravissimo.

La vera virtù opposta alla passività resiliente già l’avevamo: si chiamava resistenza e per secoli migliaia di ragazzi ne hanno fatto un pilastro delle loro vite. Semplicemente difendendo il diritto a pensarla unicamente a modo loro, sia nelle piccole situazioni quotidiane, sia a volte sacrificando addirittura la vita pur di resistere contro modelli di oppressione di ogni tipo.

Questa è una presa di posizione netta, a difesa della purezza dell’adolescenza, dell’età che non ha età.

Ma dovrebbe essere una crociata condivisa da tutti, soprattutto dagli insegnanti, che spesso preferiscono belare con i forti e abbaiare con gli studenti, ignorando il danno irreparabile alla loro formazione.

Coraggio ragazzi, «guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt, 7,16).

Di Raniero Mercuri per ComeDonChisciotte.org

Raniero Mercuri. Docente in discipline umanistiche nella scuola secondaria. Giornalista.

Commenti (45)

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    1. ndr60 26 giugno 2024

      Io sono giulivo,

      sono inclusivo.


      Alle sfilate arcobaleno

      non c’è problema, io mi dimeno.


      Votare è importante, per la democrazia;

      me l’ha detto mia zia:


      l’ha sentito in tv, dal Presidente,

      sempre in contatto con la gggente.


      All’eco-ansia io rispondo

      col suv elettrico, a tutto tondo.


      Abolire le differenze, sono il Male;

      uniformità di usi e costumi, questo vale.


      E se c’è la guerra, non c’è problema:

      riconvertire tutto, questo è il tema,


      pallottole e cannoni, per la libertà.

      Perché io sono inclusivo, per carità,

      ma per nemici e dissidenti non ho pietà.

    1. R66 26 giugno 2024

      Vedo che sta andando sempre più di moda usare le frasi bibliche a mo' di Jim Morrison.

      Tornando al testo...

      Vi mandiamo i nostri figli.
      Sì, mandate.
      Voi educateli come vogliamo noi.
      Sì, certamente.
      Mi raccomando.
      Stai tranquillo, sarà fatto.
      Soprattutto, non insegnate ciò che vi impongono di insegnare i vostri datori di lavoro.
      Ma figurati se daremo retta a chi ci paga.
      ...
      Dopo altre migliaia di righe: come è potuto succedere?

      Non si spiega, eh?

    1. uomospeciale 26 giugno 2024

      Secondo me oggi, il vero problema dei giovani e degli adolescenti è che hanno troppo.
      Troppo tempo libero, troppe libertà, troppi soldi in tasca, troppo tutto..
      Chi cresce come un piccolo principe non potrà mai capire che esiste il dare e l'avere ma sopratutto che esistono anche gli altri con le loro necessità, sogni e diritti, a partire dai loro genitori.
      La mancanza o la pessima educazione a scuola è un problema irrilevante paragonato ai danni devastanti che procura il crescere in famiglie senza disciplina e riferimenti che pongano regole e limiti.

    1. Primadellesabbie 26 giugno 2024

      Usano pochi vocaboli dei quali conoscono il significato in modo approssimativo.

      Sarà perché non hanno nulla da dirsi?

      È risaputo che, se sommersi dai giocattoli, i bimbi non sviluppano la fantasia che permette di inventarsi i giochi trasformando gli oggetti di uso comune.

      Circondati dalla comunicazione visiva animata non sentono il bisogno di comunicare a loro volta e perdono interesse per il linguaggio?

    1. Heidrek 26 giugno 2024

      Inclusione ha gradualmente sostituito integrazione per obsolescenza: il diverso non va integrato rendendolo simile a noi ma appunto incluso con l'obiettivo di creare una sinergia il cui risultato è spesso (lo dico per averlo visto succedere) maggiore della somma delle parti.
      Paradossalmente inclusione è quello che abbiamo sempre fatto noi, italiani: prendere il meglio di ciò che arrivava dall'esterno, farlo nostro, cambiare e diventare migliori.
      Resilienza nemmeno è un termine nuovo, prestito della meccanica, in psicologia indica in realtà la capacità di adattarsi a mutate condizioni ambientali e sociali e, di conseguenza, sopravvivere ad esse.
      Posso anche trovarmi d'accordo sul fatto che se ne abusi, es. quando sentii per la prima volta l'acronimo PNRR mi si accapponò la pelle, ma è una qualità umana fondamentale e da coltivare in quest'epoca di grandi cambiamenti.
      Le radici sono importanti d'accordo: ma chi si ferma, chi resiste al cambiamento, non ha futuro.

    2. Primadellesabbie 26 giugno 2024

      La cultura tradizionale fornisce, a chi la studia e dispone delle qualità necessarie, gli strumenti per individuare la nuova forma che i valori indispensabili assumono nella realtà che cambia.

      Guardare indietro con rimpianti e dare sfogo a moralismi è altra cosa.

    1. Individualista 25 giugno 2024

      Qualcosa di propositivo verso i giovani e, come già notato, è assai positiva la distinzione resistenza/resilienza, soprattutto in relazione a loro.
      Ma la vedo dura, molto dura...

    1. DrCaligari 25 giugno 2024

      Molto acuta come osservazione questa su resilenza e resistenza. Resistenza è dei forti, significa restare saldi, opporre e respingere. Invece Resilienza vuol dire rimbalzo, arretro, lascio perdere. Orwelliano direi.

    2. pieros 25 giugno 2024

      Se non ricordo male,resilienza, è dei metalli.insomma: si dovrebbe diventare come qualcosa di inerte e completamente passivo.

    3. maghi 26 giugno 2024

      socialmente è detto di una società sotto stress, che riesce in qualche modo a mantenersi coesa, proprio come i metalli.

    4. Heidrek 26 giugno 2024

      No, in meccanica la resilienza indica la quantità di energia che un materiale può assorbire elasticamente prima di rompersi. Di lì il prestito alle scienze sociali.

    1. LuxIgnis 25 giugno 2024

      "Se non cambiate e diventerete come bambini non entrerete nel regno dei Cieli"
      Ecco, lo fanno sin da subito nel non far diventare come bambini, uccidendo il bambino sin dall'inizio.
      Ma questo però è sempre stato fatto. Sempre! Non è una novità. Cosa c'è di nuovo è solo la cornice, il quadro è sempre quello.

    2. maghi 26 giugno 2024

      la frase evangelica significa soltanto che anche da adulti, si può divenire malleabili e plasmabili come i bambini. Basta la fiducia, in questo caso la Fede, E' tutto un problema a chi dare fiducia incondizionata. Se si dà a Dio, siamo a posto: non ci mancherà mai il necessario e anche qualcosina in più, sia materialmente, sia intellettualmente, sia socialmente, sia spiritualmente. Ne seppe qualcosa mio padre, che invasato dalle fanfaronate mussoliniane, partì per la Grecia pieno di ardore patrio e dopo l'8 settembre dovette fuggire in montagna coi partigiani per non essere deportato in Germania.

    3. LuxIgnis 26 giugno 2024

      Vuol dire molto di più. Ma difficile da comprendere.

    4. maghi 26 giugno 2024

      quello che viene da Dio, può essere compreso solo da chi viene onorato da Dio Stesso della possibilità di comprenderlo. Agli altri rimane solo l'onore di acquisirlo senza comprenderlo come una perla preziosa, se vogliono avere almeno solo questa perla, ovviamente. Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli. Per inciso il Regno dei Cieli è Gesù, se a uno gli va bene, sennò creda pure in ciò che gli pare. Il Paradiso non è riservato solo ai credenti, ma a tutte le persone di buona e retta coscienza. Sono parole dette da Gesù stesso alla Valtorta e anche in maniera più criptica nei Vangeli, che in 2000 anni chissà quante centinaia di rimaneggiamenti hanno avuto. Questo lo dice sempre Gesù nella Valtorta ed è stato fatto con lo scopo non di modificare il suo messaggio, ma per renderlo incomprensibile ai più. La conoscenza piena di Dio non è possibile alle anime nemmeno in Paradiso e non basta l'eternità per acquisirla. Nemmeno la vogliono, perchè a quel punto cesserebbe il godimento dell'infinita gioia, che ne deriva dalla sua acquisizione. Difatti l'unica affermazione in tutti i Vangeli sulla condizione delle anime in Paradiso fatta da Gesù è che saranno come gli angeli, ossia esseri spirituali in eterna gioia ed adorazione. Tutto il resto è noia (Califano). Speriamo di non doverla sopportare in eterno.

    5. LuxIgnis 26 giugno 2024

      La fai complicata. Più che complicata contorta. E non esiste solo Gesù. Quindi no non è egli il regno dei cieli.
      Sia il regno dei cieli, sia il concetto di tornare bambini sono concetti espressi, con altre parole e modalità, da praticamente tutte le religioni o spiritualità.
      Vogliono, quindi dire qualcos'altro. Che poi sia di difficile comprensione, possiamo anche essere d'accordo. Ma Il fatto che sia di difficile comprensione non vuol dire che si può prendere la prima comprensione superficiale che ci viene data. Può essere molto fuorviante.

    6. absitiniuriaverbis 26 giugno 2024

      Non so se riesco a esprimermi correttamente per trasmetterti il mio pensiero. Ci provo.
      Con il fervore di fede che ti contraddistingue, pensa se tu, invece che in Italia, fossi nato in un paese mussulmano.
      La mia impressione è che saresti in giro ad ammazzare miscredenti confidando nel paradiso zeppo delle famose vergini.

      Ho letto i commenti di @luxignis sulle tue opinioni e quindi non aggiungo altro. Basta ed avanza quello che lui ha scritto.
      No, aggiungo una riflessione forse birichina, nasciamo tutti bambini: alcuni lo restano mentre altri crescono.

    7. maghi 26 giugno 2024

      ti posso solo far conoscere quello che la Madonna ha detto a Medjugorie riguardo alla presenza di Dio nelle altre religioni. Dio è in tutte le religioni, ma non in tutte è efficace allo stesso livello. Quindi hai ragione tu, ma anche la Madonna. Addirittura ti ho aggiunto che è presente in ogni essere umano, grazie alla presenza dell'anima, o se preferisci, della coscienza profonda. Un Dio meglio di così, non può esistere. Altrimenti dopo aver avuto un'istruzione cristiana di primo livello, visto che allora il catechismo lo facevano le suore, non certo queste mezze figure attuali, come avrei potuto diventare agnostico, quasi ateo, e poi tornare alla Fede, che mi ha aperto davanti agli occhi e alla mente un universo nuovo? Come disse un sacerdote inglese in una omelia, nessuno può avere la Fede, se Dio non La concede con un miracolo. Peccato che tu non abbia una conoscenza profonda dei Vangeli o ancora meglio della Valtorta, dove Gesù esprime chiaramente ai supplicanti la condizione per ottenere il miracolo. Comunque te la anticipo io, volessi sincerartene. E' la stessa che è necessaria nella confessione per ottenere da Dio la remissione dei peccati: il pentimento, conseguente all'esame di coscienza, e il proponimento sincero di non cadere più in peccato. Sovente ai peccatori miracolati, questo veniva annullato per la loro pervicacia nel peccato e ad una seconda richiesta di miracolo Gesù metteva di fronte il peccatore ad una scelta. Ma a questo punto lascio a te, se la storia ti ha interessato, di andare a sapere come è andata a finire. Accadono più fatti sotto il cielo di quanti potremmo mai conoscere in questa vita.

    8. maghi 26 giugno 2024

      un insegnamento contraddistingue il messaggio di Gesù da tutte le altre religioni: nessuna insegna che il nemico deve essere amato. La mia impressione, invece, è che ho avuto un'immensa fortuna a essere nato in un paese cristiano, ad aver avuto un'istruzione (catechismo fatto da religiose) di prim'ordine e in un periodo, in cui la religione cristiana non era una religione da barzelletta o da gossip. Spero di essermi spiegato sufficientemente.

    9. absitiniuriaverbis 26 giugno 2024

      La tua non mi appare affatto come una spiegazione, piuttosto un atto di fede.

      Mi fa però piacere che, a dispetto di tutto, si possa chiacchierare.
      Alla prossima.

    10. LuxIgnis 26 giugno 2024

      Già solo il fatto che la fede sia una concessione di un qualcosa o qualcuno, a me fa girare les pelotas, perché è il discorso di uno schiavo. Siccome per me Dio non è un padrone e non concede nulla che non sia già concesso a tutti (poi che lo si utilizzi o meno è un altro discorso) mi fa dire che un Dio di siffatta maniera a me non interessa. Se la tenesse pure la fede o la grazia che sia. C'ho già la mia con cui combattere.
      Poi, consideriamo una cosa molto semplice. La fede è una gran cosa. Andrebbe un po' meglio capita ma non è questo il momento. Ma ha sempre due facce. Può liberare o creare prigioni. E se la fede non ti porta a "spostare le montagne" (in senso metaforico ma anche letterale) allora meglio lasciar perdere perché ha creato una prigione.
      Per questo non è neanche vero che le persone non hanno fede, ne sono pieni. Ed è questo il problema perché la usano per creare prigioni.

    11. maghi 26 giugno 2024

      mah, a me la Fede ha, come ti ho già detto, aperto gli occhi su un universo migliore di quello che vedevo prima di averla. Il mondo è bello, perchè è vario. De gustibus, non putandum est.

    12. maghi 26 giugno 2024

      semmai le prigioni religiose, di cui parli, se le sono inventate i padroni, perchè è più facile dominare cogli imbrogli, che con la violenza. Non si devono reprimere rivolte di alcuna sorta. Semmai, come successe colla lotta per le investiture, i poteri temporale e religioso possono entrare in lotta per determinare chi deve alla fine comandare, ma in genere trovano sempre un punto di accordo.

    13. maghi 26 giugno 2024

      la spiegazione era nel primo periodo. Il secondo, che può essere scambiato per un atto di fede, mentre è solo un epilogo, è una mia considerazione alternativa alla tua impressione.

    14. absitiniuriaverbis 26 giugno 2024

      Mi sorprende che, nella tua opinione di Gesù, tu lo affianchi alla religione.
      Ammesso che sia esistito, ritengo arbitrario accostarlo a quella religione che tu stessi critichi nelle forme e contenuti attuali.

      Il secondo periodo lo leggo diversamente: siamo noi miscredenti ad essere fortunati che tu sia nato in tempi odierni senza inquisizione e caccia alle streghe e non mussulmano.

    15. maghi 26 giugno 2024

      io critico la religione cattolica, perchè si è allontanata troppo dal messaggio cristiano, almeno nelle sue forme ufficiali. Poi Dio invia ancora sacerdoti e fedeli degni di questo nome, ma vengono tenuti ai margini dalla gerarchia, se non perseguitati. Poi mi pare che non abbia compreso quanto ho detto riguardo al comandamento dato da Gesù riguardo all'amore per il nemico e questo non mi sorprende, perchè è contro la natura umana amare il nemico, ma , come ha detto Luxignis, siamo troppo limitati per comprendere tutto, figuriamoci poi attuarlo. L'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo sono fuori della nostra portata intellettuale. Non ci possiamo fare nulla. Bisogna accettarci con le nostre limitazioni e coi nostri difetti. Se uno ci riesce, poi vive meglio. Anche San Paolo pregò Gesù di togliergli la spina nel fianco, ma per risposta ottenne che era meglio per lui continuare ad averla per non montare in superbia. Se questo fu vero per lui, è ancora più vero per me e per tutti.

    16. absitiniuriaverbis 26 giugno 2024

      Ama il tuo nemico. Hai ragione, ho tralasciato di commentare. Rimedio subito.
      Non insisto sule traduzioni di traduzioni di traduzioni... ma:
      ‘Siate benevoli verso chi vi vuol male’. L’imperativo greco è ἀγαπᾶτε, che in latino è reso con diligite, non con amate. Cicerone nota che diligere è ‘più lieve’ (perché amare vim habet maiorem). A ben vedere, ama il tuo nemico è una traduzione che non rende in modo chiaro la fatica del ‘volere il bene’ di chi ci vuole male. Questo diligere non è un moto sentimentale, da ingenui disarmati davanti alla malvagità. Non è neppure un atteggiamento superficiale, un ‘volemose bene’ relativista, che rinuncia a giudicare i comportamenti.
      E non è patrimonio esclusivo della tua fede, tutt'altro. Altrove si parla di rispetto che implica riconoscere che non sappiamo abbastanza per ergerci a giudici.

      Tu hai la tua bussola e ti fai guidare, niente da aggiungere.
      Ma quando scrivi "se questo fu vero per lui, è ancora più vero per me e per tutti" mi sorprendi. Perché "se", hai dubbi?

      Mi preoccupa invece il tuo "vero per me e per tutti". Le tre religioni/fedi monoteiste sono quelle che con la scusa di una sola verità su tutte si combattono da sempre coinvolgendo adepti e non. E parli di superbia.
      Pretendere la supremazia su tutto e tutti, questa è superbia, da qualunque fede e religione arrivi.

    17. maghi 27 giugno 2024

      in Paradiso e all'inferno si va da soli. Dire che tutti i cristiani o ebrei o muslim sono come te li mostra la propaganda, è sbagliato. Come anche tra gli atei, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Il mio ragionamento è al singolare, mentre tu ti ostini a fare di tutta un'erba, un fascio. Così si manda tutto il fascio all'inferno e non se ne parla più.
      Se poi ti pare umanamente possibile amare il nemico, sono affari tuoi. Il significato evangelico di frasi come questa o altre, come il cammello attraverso la cruna, è criptico e di difficile, se non impossibile, comprensione, proprio come diceva Luxignis. Non c'è peggior superbia di quella di credersi capaci di comprendere Dio. Lucifero l'ha fatto e ora si trova all'inferno per l'eternità. Il mio confessore, esorcista nella Diocesi qui vicino, dice sempre di essere umili, proprio per questa capacità della superbia luciferina di insediarsi nelle menti più raffinate, come sono la mia e la tua e in genere quelle dei religiosi, almeno di quelli che hanno fatto esperienza nel cammino intellettuale e spirituale. Quindi diamo a Dio, quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare. Qui il significato pare chiaro, ma non è detto che per tutti sia lo stesso inteso da Gesù. Sembrerebbe che fossero due ambiti separati, ma non è così, sennò tutte le guerre tra religioni e tra credenti nella stessa religione non ci sarebbero state. Come ha detto Gesù nella Valtorta durante la WWII, che se la maggior pare dell'umanità chiedesse a Dio la fine della guerra, questa terminerebbe subito, per me questo significa che se la maggior parte dell'umanità avesse dato a Dio, quello che è di Dio, la guerra sarebbe terminata subito, anzi non sarebbero mai iniziate, ma gli uomini preferiscono adorare sè stessi, il proprio ego e la propria avidità di potere e prepotenza. E allora teniamoci tutti i mali del mondo, perchè vengono fuori dal nostro Io, dal nostro ego. Per lo stesso motivo è impossibile amare il nemico. Ce lo vieta e impedisce il nostro io-inconscio, se uno non crede alle realtà spirituali, e se uno ci crede possiamo tranquillamente incolpare il demonio, ma il risultato non cambia. L'unica soluzione sarebbe dare a Dio, quello che Gli spetta, ma io non conosco molti disposti a farlo, quindi come ho detto prima, teniamoci tutti i mali del mondo, perchè in fondo nel suo insieme l'umanità, li vuole. In questo senso hai ragione a fare di tutta un'erba, un fascio, ma qualche stelo si sfila sempre, per fortuna

    18. absitiniuriaverbis 27 giugno 2024

      Non parlo dei singoli individui, parlo di istituzioni religiose a corredo di espressione di fede. E converrai che c'è una bella differenza.
      Di tutte le istituzioni religiose monoteiste faccio un fascio, questo si, tutte strumenti di controllo. E non sono le sole.
      A livello di singoli invididui, anche ed oltre le tre religioni, condivido il tuo punto, c'è anche 'brava gente' con cui ho lavorato e condiviso ore serene in giro per il mondo. E, noi due, come altri, stiamo chiacchierando pur con tutte le difficoltà di comprensione reciproca in essere.

      Io ho dubbi proprio perché non capisco e non mi arrendo al cercare di capire. È fuori della portata degli umani, come sostieni? Può essere, ma non è motivo per arrendermi, secondo me. La ricerca continua.
      Ti ho fornito la mia interpretazione del tuo 'amare il nemico', perché hai insistito sul punto. Ho s ritto diligere con tutte le difficoltà e del fatto che preferisco rispetto. Sono superbo per questo? Può essere ma non me ne importa nulla di questo tipo di superbia.
      Ho un cervello, piccolo e non ritengo raffinato, e cerco di usarlo.
      Non so dirti che cosa voglia tutta l'umanità, non ho presunzione di saperlo. Quello che so è che il cambiamento avviene a livello individuale prima di tutto. E fuori dalla zona di comfort dentro cui i più si accucciano.
      Il resto è lavoro ed arduo.

    19. maghi 27 giugno 2024

      ti ostini con le tre religioni monoteiste, ma già nella preistoria capo tribù e stregone si accordavano su come inchiappettare gli altri componenti della comunità. Non crederai che l'uomo preistorico fosse più buono dell'attuale, spero. Le sculture con scene sessuali trovate nei templi indocinesi a cosa credi servissero? A procurare servi alle caste superiori. La storia è sempre la stessa, in qualunque tempo e in qualunque luogo. Mia moglie mi dice sempre che ad ogni furbo serve un bischero.

    20. absitiniuriaverbis 27 giugno 2024

      Non direi che mi ostino, ho scritto 'e non solo' svariate volte. E non per evitare di apparire ostinato ma perché ne sono ragionevolmente convinto.
      La prima, e non unica, ragione specifica per cui mi riferisco prevalentemente ad esse (le tre mono) è perché tutte e tre pretendono (superbia) di essere le uniche depositare della verità, anzi, per scriverlo come loro farebbero, Verità. Ed in virtù di questo, e riferendosi in teoria lo stesso dio e relativa letteratura (testi detti sacri) , ne hanno fatte e ne fanno e ne faranno di tutti i colori.

      Concordo con tua moglie e... potrei domandarti qual'è il tuo furbo di riferimento,... ma non mi interessa.
      Il mio furbo di riferimento sono io, ovviamente. E sono io, ovviamente, anche il bischero. Sono prigioniero e cerco di liberarmi.
      La ricerca continua.

    21. maghi 28 giugno 2024

      siamo tutti prigionieri. Di questa materialità, in cui lo spirito annaspa e soffoca. La Bibbia dice chiaramente che solo dopo aver abbandonato quest'involucro mortale, potremo vedere Dio. Nel frattempo mi sento furbo ad aver messo le mie sorti terrene nelle mani di Gesù e della Madonna, grazie alla quale Suo Figlio dice chiaramente che attraverso di Lei otteniamo ogni bene, perchè Lei da Vera Madre Buona intercede sempre per tutti i suoi figli, anche i più scapestrati. Anche se non ricorrono al suo aiuto. A me è successo così fino a 45 anni fa circa. Quando l'ho scoperto, il mio mondo è cambiato da così a così e i miglioramenti non finiscono mai. Sì, in questo senso sono molto furbo, anzi moltissimo fortunato. Se poi per il mondo sono un bischero, pazienza. Quel poco che perdo qui, umanamente parlando, lo recupererò moltiplicato infinitamente nell'eternità.

    22. absitiniuriaverbis 28 giugno 2024

      Non sei un bischero, secondo me.
      Le tue opinioni potrebbero essere bischerate, ma questo non è un problema mio.
      Se la madre buona intercedesse e se il figlio altrettanto buono, anzi meglio, le desse ascolto, e se il padre... non esisterebbero né gli ospedali né tutto il resto che da misura della precaria ed a volte drammatica condizione umana. O forse gli ospedali, per dire, sarebbero forniti solo di predicatori preganti e non di medici.
      Per risolvere i problemi, basta uno specchio: si può vedere sia il problema che la soluzione.

      Concordo invece, che siamo tutti prigionieri. Il punto è che non tutti cercano la chiave.
      La tua, che dici e testimoni di aver trovato, è al di fuori di te, secondo te.
      Come se esistesse un 'al di fuori'. Bischerate.

    23. maghi 28 giugno 2024

      ammettilo, fondamentalmente sei ateo. Anche il mio miglior amico, medico, analista e buddista diceva che era buddista, perchè il buddismo è una religione senza Dio. Persona riservata, onesta e retta all'inverosimile. Fossero tutti così davvero non ci sarebbe bisogno di religioni e nemmeno di Dio, perchè il mondo sarebbe una sorta di Paradiso terrestre, dove Dio sarebbe un amico fraterno, come ai tempi di Adamo ed Eva, ma così non è. D'altra parte le esperienze mistiche, che poi sono la prova di quell"al di fuori", uno nemmeno le può avere, perchè non le vuole, le rifiuta. Ma Dio fa piovere sui buoni e sui cattivi. Il problema dei cattivi è che si mettono nelle grinfie di satana con le loro mani e prima o poi questi cerca di portarseli all'inferno. Ci riesce quasi sempre. Nel caso del mio amico no, perchè ha avuto qualcuno che si è preoccupato per la salvezza della sua anima e perchè era, anche se ateo, una persona di retta coscienza. Amen.

    24. absitiniuriaverbis 28 giugno 2024

      Ma come? Scrivi di essere furbissimo e molto fortunato e poi hai dubbi sul perché io dovrei cucirmi un'etichetta sulla giacca? Non è da te, ammettilo!
      E visto che di dubbi non ne hai, ti lascio almeno questo. Ironia da venerdì pomeriggio.

      Sono in taxi e la faccio breve.
      Il tuo dio fa piovere... ovvero, è responsabile del cambiamento climatico? Ma guarda, non ci avevo pensato. Grazie, ho preso nota.
      Ma i green&Co lo sanno?

      Che le esperienze che chiami mistiche siano al di fuori ... al di fuori di che?
      Io penso che siamo tutti collegati e che non esista un fuori da noi stessi. Piuttosto i noi stessi ritengo siano collegati. Altro argomento.

      Sarei curioso di sapere chi ti ha informato che qualcuno si sia preso carico dell'anima del tuo amico per salvarlo e, senti senti, ti ha anche informato che il salvataggio è andato a buon fine. Mi fai avere la marca del tuo 'telefonino' ed il nome del tuo 'fornitore di servizi' ? Deve costare una cifra o ti ha chiesto l'anima in cambio?

      Leggo con piacere la tua opinione 'anche se ateo, era una persona di retta coscienza'. Anche se sei un credente, potresti essere una persona di retta coscienza.

      Sono a destinazione, ti auguro quello che ti meriti.

    25. maghi 28 giugno 2024

      molto divertente. Comunque l'etichetta te la sei messa addosso da solo. Buona giornata, anche se certi saluti non ti piacciono, però fanno parte delle buone maniere. Perciò abbi pazienza.
      A proposito di pazienza, a Pistoia c'è via abbi pazienza. Se ti interessa conoscere il perchè di un nome così curioso, cercalo in rete. Poi mi dirai che impressione ti ha fatto.

    26. absitiniuriaverbis 28 giugno 2024

      Se ritieni che mi sono messo l'etichetta da solo, perché chiedi?
      A che ti giova? Misteri.

      Le buone maniere si misurano in tanti modi, non hai la sola ed unica patente. Oppure anche queste buone maniere di cui scrivi fanno parte della tua unica ed assoluta verità, anzi Verità? Vedi tu.

      Io preferisco il mio saluto augurale e se non lo trovi di buone maniere, porta pazienza anche tu.

      Andrò a cercare la via a Pistoia, sono sempre in cerca della via. Ho reso l'idea?😜

    27. absitiniuriaverbis 28 giugno 2024

      Vicino al Canto de’ Rossi, non lontano dall’Ospedale del Ceppo, c’è Via Abbi Pazienza. Il curioso nome di questa strada risale al tempo della lotta tra fazioni cittadine ed è legata a un fatto di sangue (o quasi). La leggenda narra che, in una fredda notte, un uomo della famiglia de’ Rossi attendesse in quella via un tale che gli aveva fatto un torto, per vendicarsi. Ad un tratto, mentre aspettava nelle tenebre, vide arrivare un uomo tutto bardato e incappucciato. Pensando che si trattasse del tale che stava aspettando, gli saltò addosso. Arrivati a questo punto, ci sono due versioni ben distinte della storia. Nella prima, l’assalitore colpì più volte con un coltello l’ignaro passante, riducendolo in fin di vita, per poi accorgersi, solo quando gli scoprì il volto, che non si trattava della persona che stava aspettando. Nella seconda, il passante si accorse dell’arrivo dell’aggressore e schivò il colpo. Poi si fece vedere in viso, e con immenso stupore l’assalitore scoprì che si trattava del suo migliore amico. In entrambe le versioni, il finale è comunque lo stesso: accortosi dello sbaglio, l’aggressore si scusò col passante, con un sentito: “Abbi pazienza”. Da qui, l’insolito nome della via.

    28. maghi 28 giugno 2024

      se si fosse trattata della seconda versione, non ci sarebbe oggi nessuna via abbi pazienza. Il succo della storia è secondo me, che la pazienza è un dovere civile, ma qualche volta una necessità.

    29. absitiniuriaverbis 29 giugno 2024

      Ho riportato quello che ho trovato in rete, nulla di piu'. Ora ho tempo per tornare
      al mio punto di vista al riguardo, cosi' come mi avevi chiesto.
      In entrambe le versioni si parla di un tizio che non ha saputo/voluto/potuto affrontare il suo disagio/frustrazione in modo civile. Che una versione sia o piu' o meno probabile dell'altra mi e' indifferente mentre, ovviamente, per l'assaltato e l'assaltatore la differenza e' enorme! Tra parentesi il ruolo di assaltato e di assaltatore potrebbe essere oggetto di feroci discussioni (Ucraina/Russia per dire). Tralascio questo punto, nel caso in questione.
      E' facile scusarsi ( essendone convinti o meno) , molto piu' difficile cercare un chiarimento.Colui che assalta assume arrogantemente che la sua verita' sia l'unica possibile e che lui sia l'unico in debito di scuse ed esente da colpe.
      L'assaltato e' daltronde parimenti arrogante non avendo, apparentemente, intenzione di considerare la sua parte di corresponsabilita'.
      'Abbi pazienza' soposta il peso delle proprie azioni su di un altro non su chi le compie: roba da infami.
      Non si tratta quindi di pazienza ma di arroganza. Meglio 'via dell'arroganza'.

    1. Dico no 25 giugno 2024

      Ho conosciuto uno più grande di me.
      Ha fatto di tutto per rendersi schiavo del Sistema, fino a sputare in faccia chi gli era più vicino.
      Ora vive da solo e la sua fidanzata esce con altri. È disperato, ma nessuno può aiutarlo, finché continuerà ad assecondare i desideri della Meretrice.

    2. Nonso 25 giugno 2024

      Infatti non è solo un problema dei giovani di oggi.
      Sei ancora fidanzata?

    3. Dico no 25 giugno 2024

      No, mollata del tutto. Se mi incontra in giro cambia strada per non salutarmi... ridicolo.

      Comunque sto uscendo con uno. Veramente bello, e molto intelligente e con il quale ho molti interessi in comune. Conversazioni di ore che volano velocissime. Sono contenta.

    4. Nonso 25 giugno 2024

      E a me? Io ti sto corteggiando da una vita...

    5. Dico no 25 giugno 2024

      Nonso manco chi sei

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