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IL FORUM DI COMEDONCHISCIOTTE
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UN ARGOMENTO A CASO
 [ Africa ]
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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE
DI MARCO PIZZUTI
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WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)
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MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE
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IL COLONNELLO IN MASCHERA
DI FRANCO CARDINI
europaquotidiano.it
L’Italia è governata da un cavaliere, com’è noto. I cavalieri cavalcano: per farlo, hanno bisogno di cavalli. Quelli arabi sono senza dubbio i migliori. Ed ecco che, nel migliore stile alla Buffalo Bill ( anche William Frederick Cody era colonnello…), arriva a Roma il Premiato Circo Gheddafi, con le sue torme di nobili equini, il suo balletto di bellezze guerriere – un altro genere che dovrebbe interessare alquanto il nostro premier, com’è noto infaticabile amatore – e il suo corredo di tende beduine, di uniformi da domatore di leoni e di esotici kaftan.
Muammar Gheddafi era un giovane e interessante uomo politico un quarantennio fa, quando era uno snello ed elegante colonnello dell’armata libica che, ad appena ventisette anni divenne reis del suo paese, dopo aver rovesciato re Idris I e instaurato una repubblica ispirata ai principi del “socialismo arabo” di Gamal Abdel Nasser. Erano i tempi in cui il sogno della Repubblica araba unita, per quanto già naufragato, suscitava ancora entusiasmi e speranze. Da allora, il colonnello libico è passato di “rivoluzione” in “rivoluzione”: e le ha provate tutte.
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Postato da davide il Martedì, 31 agosto @ 21:03:56 CDT (2703 letture)
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PAURA DI VOLARE
DI GIANLUCA FREDA
blogghete.blog.dada.net
Lo scorso 11 agosto il comandante in capo delle forze aeree russe, generale Alexander Nikolayevich Zelin, ha reso noto alla stampa che la Russia ha appena schierato in Abkhazia un sofisticato sistema di missili S-300 da difesa antiaerea. L’Abkhazia, i lettori lo ricorderanno, è insieme all’Ossezia del Sud una delle due regioni ribelli e filorusse della Georgia, in seguito alla cui aggressione da parte di Tbilisi scoppiò nel 2008 la grave crisi militare tra Russia e Georgia, che rappresentò anche la peggiore crisi diplomatica post-guerra fredda tra Russia e Occidente. L’attivazione di questo nuovo sistema missilistico in una delle regioni “indipendentiste” della Georgia, che rifiutano, sostenute dalla Russia, di riconoscere il governo centrale, rischia di provocare nuovi e profondi incidenti diplomatici. Ma non sono gli incidenti diplomatici il punto che più ci interessa di questa faccenda.
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Postato da davide il Domenica, 29 agosto @ 06:55:00 CDT (3477 letture)
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CASTRO: ESPERTO DEL NUCLEARE O SEGNALE D'ALLARME ?
DI KAVEH L AFRASIABI
atimes.com
"Se ci sarà un attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti, non ci sarà modo di impedire l'innesco di una guerra nucleare" - Ex Presidente cubano Fidel Castro
Castro ha pronunciato queste inquietanti parole il mese scorso, e questa settimana, non scoraggiato da un esercito di occidentali scettici, ha rinnovato il suo ammonimento al rischio di un "olocausto nucleare" facendo una delle sue rare apparizioni in parlamento.
Il fragile 84enne potrà anche aver dato le dimissioni da Presidente, ma non dal proprio ruolo nella politica internazionale, specialmente da quando è sicuro che gli Stati Uniti abbiano un leader che potrebbe essere sensibile alle sue capacità persuasive.
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Postato da elisa il Martedì, 24 agosto @ 17:10:00 CDT (3507 letture)
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IL POPULISMO MITOLOGICO DI BERLUSCONI E QUELLO VERO DI ORBAN
FONTE: COMIDAD-ORG
Le crescenti difficoltà politiche in cui si dibatte Berlusconi hanno rilanciato le opinioni di quella parte della "destra antagonista" che si ostina, contro ogni evidenza, ad individuare in lui una sorta di campione dell'anticolonialismo, che non avrebbe esitato a favorire gli accordi dell'ENI con Putin e Gheddafi pur di salvaguardare l'indipendenza economica dell'Italia. L'argomentazione di questi estimatori dell'Uomo di Arcore si basa su un'osservazione iniziale di per sé fondata, e cioè che tutti i suoi avversari risultano avere evidenti legami internazional-coloniali; primo fra tutti Gianfranco Fini, santificato dalla stampa americana e con palesi frequentazioni sioniste. La falsa conseguenza che se ne ricava è che Berlusconi risulterebbe inviso ai poteri forti dell'Occidente, che vorrebbero eliminarlo appunto per il suo anticolonialismo.
Nella foto: il primo ministro ungherese Viktor Orbán e Silvio Berlusconi
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Postato da davide il Giovedì, 19 agosto @ 17:10:00 CDT (2575 letture)
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LA RUSSIA INCENDIATA DAGLI USA ?
DI PEPE “HELLFIRE” RAMONE
quintoelemento.controradio.org
International Affairs è un organo del Ministero degli Esteri russo e una fonte assolutamente autorevole per quanto riguarda diplomazia e politica estera. Garanti e lettori della rivista sono i massimi livelli delle politica, della finanza e della ricerca accademica. Bene, vedere che, a questo livello, ciò di cui noi discutevamo inascoltati (armi climatiche, geo-ingegneria, terremoti 'generati', H.A.A.R.P.) è dato come probabile, e con possibili legami con la tragica situazione russa di questi giorni (siccità, incendi..), non ci fa contenti, ma conferma drammaticamente le nostre ipotesi...
Il 30 luglio l'argomento è così riportato da RIA Novosti (notissima agenzia russa le cui principali fonti di informazione diretta sono la Presidenza della Federazione Russa, il governo russo, il Consiglio federale, la Duma di Stato). Nell'articolo si legano gli sconvolgenti incendi di questi giorni con il famigerato programma HAARP, eccone una traduzione:
A seguito,"Incendi russi: quali cause umane ?" (Pino Cabras, megachipdue.info);
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Postato da davide il Domenica, 08 agosto @ 01:30:00 CDT (5748 letture)
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LA NUOVA IMPORTANZA GEOPOLITICA DI LUBMIN
DI F. WILLIAM ENGDAHL
voltairenet.org
La politica estera tedesca esita tra i legami intrecciati con il vecchio occupante statunitense del XX secolo da una parte e, dall'altra, i suoi interessi economici comuni con il suo partner storico, la Russia. Gerhard Schröder incarna questo dilemma. Vecchio cancelliere atlantista, è oggi padrone di un consorzio russo. Sul piano geopolitico, questa contraddizione si concentra a Lubmin (vicino a Rostock), terminale del gasdotto russo-tedesco.
Nella storia della Repubblica federale tedesca del dopoguerra, i cancellieri tendono a sparire quando si legano ad obiettivi politici che si discostano troppo dall'ordine del giorno, su scala mondiale, di Washington.
Gerhard Schröder, dal canto suo, ha commesso due “peccati” imperdonabili. Il primo è stato la sua aperta opposizione all'invasione anglosassone dell'Iraq nel 2003. Il secondo, strategicamente ben più grave, il suo negoziato con la Russia di Putin, per portare direttamente in Germania del gas naturale, grazie ad un nuovo grande gasdotto, aggirando la Polonia, all'epoca ostile. Trasformando Lubmin in perno geopolitico di Europa e Russia,la prima parte del gasdotto Nord Stream ha, ad oggi, raggiunto questa città costiera del Mecklenburgo-Pomerania, sul mare Baltico.
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Postato da davide il Giovedì, 05 agosto @ 21:10:00 CDT (2079 letture)
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UNA NUOVA OSTPOLITIK: LA GERMANIA SI AVVICINA ALLA RUSSIA E ALLA CINA
DI ALFREDO JALIFE RAHME
jornada.unam.mx/
Spesso il silenzio su alcune notizie di grande rilievo supera la loro diffusione cacofonica.
I due recenti viaggi della cancelliera tedesca Angela Merkel in Cina e Russia sono stati accompagnati dal mutismo assordante dello Stratfor, centro di propaganda israelo-statunitense con sede ad Austin nel Texas; è evidente il dolore che questi viaggi hanno causato ai geostrateghi americani costretti ad amministrare la crisi della politica estera americana di fronte al fiorire del nuovo ordine multipolare.
Appare scontato sentenziare che il centro di gravità del pianeta si è spostato verso est, e questo era già chiaro fin dal 2004 cioè quando è fallita l’avventura bellica anglosassone nell’antica Mesopotamia, molto prima del crollo emblematico di Lehman Brothers del 15 settembre 2008, crollo che ha solo contribuito ad accelerare l’irreversibile tramonto dell’ordine unipolare statunitense.
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Postato da davide il Martedì, 27 luglio @ 13:45:00 CDT (2144 letture)
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GEOPOLITICA DELLE PIPELINE:
LO STRATEGICO GASDOTTO RUSSO-TEDESCO “NORTH STREAM”
DI F. WILLIAM ENGDAHL Global Research
Nella storia del dopoguerra della Repubblica Federale, i Cancellieri Tedeschi tendono a scomparire un volta perseguiti gli obiettivi politici che deviano troppo dall'ordine mondiale del giorno di Washington. Nel caso di Gerard Schroeder, è rimasto coinvolto in due peccati imperdonabili. Il primo è stata la sua aperta opposizione all'invasione del 2003 dell'Iraq da parte degli USA. Il secondo, strategicamente più serio, è stata la sua trattativa con Putin per portare un nuovo importante naturale gasdotto direttamente dalla Russia alla Germania, scavalcando poi l'ostile Polonia. Oggi la prima sezione di quel flusso di gasdotto del Nord ha raggiunto la città costiera di Lubmin nel Mecklenburg-Vorpommern sul Mar Baltico, facendone il perno geopolitico per Europa e Russia.
Gerhard Schroeder in effetti ha dovuto il suo lavoro al tranquillo ma influente supporto del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, che secondo le nostre fonti tedesche dell'SPD (Partito Socialdemocratico tedesco), aveva preteso che una coalizione “rosso-verde” di Schroeder, se eletto, supportasse una guerra USA-NATO contro la Serbia nel 1999. Washington voleva la fine dell'era di Helmut Kohl. Dal 2005, comunque, Schroeder è stato troppo “Tedesco” per Washington, e, secondo quanto si dice, l'Amministrazione di Bush ha diretto la sua attenzione all'appoggio di un successore.
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Postato da marcoc il Domenica, 25 luglio @ 20:50:00 CDT (2368 letture)
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LA VITTORIA DEI BILDERBERG E IL MONDO ALLA FAME
DI RITA PENNAROLA
lavocedellevoci.it
Dalle sciagure “avvertimento”, come quella di Smolensk, alla pianificazione degli eventi mediatici destinati a deviare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale. Con due progetti nell'armiere: l'eliminazione di Barack Obama ed il progressivo impoverimento del ceto medio, “reo” di voler contestare le scelte delle élites finanziarie sulle sorti del mondo. Ecco l'allucinante report da Bilderberg 2010.
La notizia arriva dalla Germania e comincia a circolare intorno ai primi di aprile, quando i media vicini al fondatore di Movisol (Movimento internazionale per i diritti civili e solidarietà) Lyndon Larouche la rilanciano in rete: il piano per far scomparire dalla scena politica mondiale Barack Obama sarebbe già pronto. In discussione è l'eliminazione fisica in stile John Kennedy (affidata, come sempre, allo “squilibrato” di turno), o l'atterramento politico, di quelli che non danno scampo e non conoscono vie di ritorno.
Nella foto: un' immagine dell'incidente aereo a Smolensk
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Postato da davide il Sabato, 17 luglio @ 06:49:49 CDT (5506 letture)
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L’EREDITA’ DI GUEVARA
DI SAMI MOUBAYED
atimes.com
“Un giorno lo stato genocida di Israele sarà messo al suo posto, nella speranza che nasca un vero stato democratico. Ma è senza dubbio diventato il braccio omicida dell’impero Yankee, che minaccia tutti noi.” Hugo Chavez
Con queste parole appassionate, molto più adatte al segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, o a Khaled Meshaal di Hamas, il presidente venezuelano ha dato il benvenuto a Caracas al presidente siriano Bashar Al-Assad lo scorso giugno.
Assad ha ascoltato tali parole di rabbia durante la sua visita stra-pubblicizzata dai leader delle emergenti potenze del Sud America, impazienti di prendere posto in Medio Oriente e rimpiazzare paesi come gli Stati Uniti e la Russia, ex pesi massimi la cui creatività nella regione si è esaurita dopo sessant’anni di sterile diplomazia.
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Postato da davide il Giovedì, 15 luglio @ 13:30:00 CDT (2328 letture)
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