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  Italia CONTROPROPOSTA A POLETTI: ALLUNGARE A 3 MESI ANCHE LE VACANZE DEGLI ADULTI

poletti

DI VALERIO LO MONACO

ilribelle.com

La dichiarazione del ministro Giuliano Poletti in merito al tema delle vacanze scolastiche da ridurre per permettere dei corsi di formazione al lavoro è passata quasi inosservata, il commento più pertinente può essere segnalato in quello che ha detto il comico Maurizio Crozza, ieri sera, durante la trasmissione Ballarò, e il che è tutto dire. Eppure le parole del ministro bastano, da sole, anche a comprendere in che razza di mondo ci siamo ficcati e come, proprio il governo Renzi del quale Poletti fa parte, intende indirizzare la società italiana.

 
 
  Postato da davide il Mercoledì, 25 marzo @ 12:02:46 GMT (4616 letture)
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  Italia L'ETERNO RITORNO DELLA CRESCITA: ALCUNI GRAFICI CHE TV E PD NON VI POSSONO RACCONTARE

Grafico

FONTE: SENZASOSTE.IT


Uno dei danni più grossi inferti dal renzismo a questo paese è la trasmissione dello spettacolo dell’economia a reti unificate. Insomma, la piattaforma mediale permanente della “ripresa”, della “ripartenza”, della “crescita” nella quale giornalisti, membri del governo, economisti e dati sembrano parlare tutti allo stesso modo.

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 19 marzo @ 17:45:00 GMT (5005 letture)
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  Italia COME SI PUO’ DEBELLARE LA CORRUZIONE IN ITALIA ? L’HO CHIESTO A STALIN

lupi

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info

Il presidente dell’associazione nazionale dei magistrati, Dottor Sabelli, ha detto che lo Stato accarezza i disonesti e schiaffeggia i magistrati. Il premier Renzi gli ha replicato che queste sono falsità.

Lo Stato in realtà non se la prende mai con i magistrati che abusano del loro potere a spese dei comuni cittadini onesti e dei comuni imprenditori, oppure per il proprio vantaggio personale o collettivo.

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 19 marzo @ 07:47:18 GMT (4792 letture)
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  Italia Spazio utenti: DERIVATI, LO STATO PAGA

derivati

Ecco quanto costano ai contribuenti

DI LUCA PIANA

L'Espresso

Comune Di Gaggio Montano, lungo la strada che si snoda da Marzabotto a Porretta Terme, sugli Appennini Bolognesi. Il telefono squilla nella stanza del sindaco Maria Elisabetta Tanari, eletta nel 2011. «Vuole sapere quanto stiamo perdendo con il derivato del 2004? Mi dia un minuto». Viene interpellata la responsabile della ragioneria del municipio e la risposta arriva subito: «Mettiamo sempre tutto a bilancio, in piena trasparenza, com’è doveroso fare. Nel 2014 abbiamo pagato alla banca 66.821 euro, poco meno dei 70 mila preventivati. Quest’anno l’ultima stima prevede un lusso negativo di 66 mila euro, nel prossimo di 22 mila. Poi, per fortuna, sarà finita».

 
 
  Postato da Truman il Martedì, 17 marzo @ 17:51:37 GMT (1207 letture)
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  Italia Spazio utenti: QUEL MOSTRO DI ASSURDITÀ CHIAMATO TAP

DI MICHELE IMPERIO

lanotteonline.com

gasati

Domani il Tar del Lazio dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità delle approvazione e dei permessi concessi finora al consorzio TAP la grande condotta che dovrebbe portare dall’Azerbaijan 10 miliardi di metri cubi di gas sbarcando sulle coste salentine per alimentare di gas la più parte delle regioni europee in regime praticamente di monopolio dopo che saranno chiuse tutte le condotte russe e fino a quando durerà la situazione di stallo che a tutt’oggi caraterizza- non a caso – la situazione in Libia

Oggetto del contendere di questo nuovo ricorso al TAR Lazio della Regione Puglia è l’approvazione del progetto da parte dal Ministero dell’ambiente senza il rispetto della direttiva Seveso.

 

 
 
  Postato da Truman il Venerdì, 13 marzo @ 22:51:38 GMT (1757 letture)
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  Italia ACQUA, LUCE E GAS: LA FREGATURA E' SERVITA. FIRMATA MATTEO RENZI

R900

DI MARCELLO FOA

Il Cuore del Mondo

L’importante, spesso, non è spiegare, ma non far capire. Molte riforme fondamentali passano tra le pieghe di un provvedimento come se fossero marginali. I parlamentari approvano senza nemmeno sapere cosa votano, seguendo le indicazioni del capogruppo mentre i giornalisti ne scrivono senza capire o, ancora meglio, non ne scrivono affatto.
 
 
  Postato da davide il Giovedì, 12 marzo @ 18:25:17 GMT (7675 letture)
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  Italia L'INCOMPETENZA UCCIDE

rddito

DI GZ

monetazione.it

Quanto sarebbe il reddito minimo garantito proposto dal M5S ? 15 mld l'anno. Si parla di una cifra pari all'1% del PIL dell'Italia che è di 1,580 mld. Grillo e Casaleggio parlano di un 1% del PIL scarso e dicono che è il centro del programma del M5S a fianco del ritorno alla Lira.

 
 
  Postato da davide il Mercoledì, 11 marzo @ 22:10:00 GMT (5427 letture)
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  Italia BERLUSCONI, UNO STUPIDO INNOCENTE

La parabola politica e umana di Berlusconi è alla fine, inutile che s’illuda. Lo testimoniano la carta di identità, la biacca sulla faccia, la tintura sui radi capelli, cui inutilmente giustappone un ostentato giovanilismo, una oramai inattendibile insegna di capobranco. Quanto egli dice di voler fare, lo fa meglio Renzi, più giovane e più attendibile di un vecchio impotente e ridicolo.

 
 
  Postato da davide il Mercoledì, 11 marzo @ 09:34:25 GMT (5046 letture)
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  Italia POPULISMO? IL POPOLO VUOLE LA NARRAZIONE, NON LA VERITA’…

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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Populismo, questo sconosciuto!! A ognuno il suo populismo. Ingombra l’inconscio collettivo delle folle irrequiete, gratifica le loro sollecitazioni di benefici umanitari, illude le loro nostalgie democratiche, rassicura le loro ansie metropolitane. Insomma non lo si nega a nessuno, soprattutto nel tempo malsano e degradato  dell’egemonia dei banksters, dove la democrazia appare sempre più agonizzante e i Parlamenti degli Stati europei si sono svuotati di potere politico rappresentativo.

 
 
  Postato da davide il Lunedì, 09 marzo @ 22:10:00 GMT (3734 letture)
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  Italia L’ITALIA E’ LA PREDA E ROMA NON VALE UNA MESSA

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DI MITT DOLCINO

scenarieconomici.it

L’attacco finale a Berlusconi sancisce la fine dell’Italia: il Paese finirà povero e soggiogato, serbatoio di manodopera a basso costo per i paesi ex coloniali. Roma non vale una messa

Tristemente, ho letto oggi le nuove rivelazioni contro Berlusconi, intercettazioni venute fuori adesso – chissà come – in cui compare sulla stampa uno sputtanamento equivalente alla famosa Culona Inchiavabile di memoria pre-golpista.

 
 
  Postato da davide il Sabato, 07 marzo @ 07:55:49 GMT (6833 letture)
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  Italia IL CULO (POLITICO) DI RENZI

DI EUGENIO ORSO

pauperclass.myblog.it

Il culo politico di Renzi, al quale tutto sembra andare abbastanza bene, nonostante la sostanza antisociale, depressiva e oligarchica delle sue politiche, dipende sostanzialmente da quattro fattori, senza i quali lo stesso sarebbe già stato linciato dalla popolazione (accadimento che mi riempirebbe di gioia) e il pd brutalmente sterminato in tutta la penisola (con la mia benedizione).

Quali sono questi fattori, a causa dei quali Renzi e l’immondissimo pd regnano incontrastati per conto troika?

 
 
  Postato da davide il Venerdì, 06 marzo @ 15:30:42 GMT (5326 letture)
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  Italia TRA LA POPOLAZIONE LITIGANTE IL MES GODE...

foto

DI JEAN SEBASTIEN LUCIDI

facebook.com

Una notizia di qualche giorno fa che a molti è sfuggita: Quando si parla di spesa pubblica, ci si concentra sempre su impiegati statali, forestali calabresi, categorie che ricevendo denaro pubblico li rimettono in circolo, spendendo i soldi guadagnati.

Ma come già scritto tempo fa, in Italia il grosso della spesa pubblica che danneggia la nostra economia, non viene mai citata oppure raramente per non svegliare le coscienze.

 
 
  Postato da davide il Venerdì, 06 marzo @ 06:00:00 GMT (5546 letture)
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  Italia GUERRE E STATI SOCIALI

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

“Ogni riga di ogni lavoro serio che ho scritto dal 1936 a questa parte è stata scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e a favore del socialismo democratico, per come lo vedo io.”  - George Orwell (Eric Arthur Blair)

Fra poche settimane (l’Italia entrò nella 1GM il 24 Maggio del 1915, saranno dunque cent’anni esatti) scatterà l’ambaradan mediatico ed istituzionale delle celebrazioni e dell’orgoglio nazionale.

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 05 marzo @ 13:49:04 GMT (3425 letture)
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  Italia LE NOTIZIE SULLA RIPRESA ECONOMICA: CASO DI ABUSO DI CREDULITA' POPOLARE

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FONTE: SENZASOSTE.IT

Come si fa a costruire la ripresa economica? Quella che serve per le elezioni di primavera e per i sondaggi, naturalmente. Prima di tutto ci vogliono trasmissioni economiche a reti unificate. Poi si prende un indice di fiducia pompandolo su fattori non economici (esempio l'elezione di Mattarella, come è stato detto dalle stesse agenzie di stampa). Poi si prende questo indice soggettivo e lo si incrocia con i dati (sui cui parametri non si dice niente): + 0,1 sul Pil e ribasso dello spread tra bond italiani e bundvtedeschi.

 
 
  Postato da davide il Sabato, 28 febbraio @ 22:10:00 GMT (5235 letture)
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  Italia LA VERA STORIA DELLA FINE DI CRAXI E L'EURO-ROVINA DELL'ITALIA

Bettino-Craxi

FONTE: LIBREIDEE.ORG
 

L’Italia si radicalizza, nel dopoguerra, intorno a due poli: un polo cristiano e un polo di sinistra, che si scinde in più realtà. E poi ha delle forze storiche – liberali, repubblicani – che provengono dalla storia risorgimentale. In questo quadro l’Italia resiste finché non crolla il Muro di Berlino. Fino ad allora, gli americani finanziano la Dc, i russi finanziano il Pci, gli altri si procurano da vivere un po’ come possono. E il sistema politico va avanti, in una specie di benessere garantito dai finanziamenti esteri su cui si modellano i due grossi partiti, mentre gli altri partiti hanno campo libero nel finanziamento illecito, cioè nel finanziamento che ipocritamente veniva considerato illecito, cioè sottobanco. Cosa succede nel 1989? Crolla il Muro. E nel momento in cui vengono meno i due blocchi e gli americani non hanno più paura dei russi, pernsate che diano ancora soldi alla Dc? I russi a loro volta non esistono più, ma le strutture dei partiti rimangono uguali: dipendenti da mantenere, sedi, palazzi, giornali, volantini da distribuire. Dove prenderli, i soldi? In più, finché c’era solo una emittente televisiva il costo della politica era di un certo importo; una volta nata la Tv commerciale, che gli spot se li fa pagare, e non c’è più solo la “Tribunale elettorale” di Jader Jacobelli, il costo aumenta ancora.
Tutto questo costo dove viene trasferito? Nel finanziamento illecito. Che invece di essere un fenomeno sopportabile perché residuale al grosso del finanziamento della politica, diventa un dramma, perché tutto costa il triplo. E come reagisce il sistema italiano a tutto questo? Non reagendo. Cioè, invece di capire che deve correre ai ripari, si fa cogliere di sorpresa. Da che cosa? Da una casta, che era stata toccata nei suoi interessi, e reagiva: era la casta dei magistrati. Dopo il caso Tortora, e dopo aver cercato più volte di prendere il sopravvento sulla politica – ma non ci riusciva, perché allora c’erano delle garanzie come l’immuità parlamentare, dei limiti al suo potere – i magistrati sferrano l’attacco di Tangentopoli avendo diversi obiettivi. Il primo, la reazione di casta al referendum che Craxi gli aveva fatto, sulla responsabilità dei magistrati – referendum vinto ma non eseguito, perché in quel rederendum si aboliva il fatto che i magistrati non rispondessero nei loro errori. E i magistrati allora hanno preteso, tramite i due maggiori partiti e mettendo in minoranza Craxi, che invece, pur riconosciuti responsabili dei loro errori, non li pagassero – né sul piano della carriera, né sul piano economico.
L’attacco sferrato con Tangentopoli aveva un primo obiettivo: far cadere l’immunità parlamentare, che aveva sempre frenato l’attacco della magistratura. Bisognava poterli arrestare, i politici. Bisognava poter adoperare la carcerazione preventiva, in quella maniera, per poi stabilire il predominio, l’abuso. La carcerazione preventiva (obbligatoria per reati come omicidio e rapina) è prevista se c’è pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Viceversa, la carcerazione preventiva non si può applicare, perché “nulla pena sine condanna”, niente pena senza prima una condanna, non del pubblico ministero ma del giudice. Pensate che nel 1994 la Cassazione, per salvare tre mandati di cattura assolutamente illegittimi di Di Pietro, fece una sentenza di questo tipo, a sezioni unite: la custodia cautelare è sempre giustificata se l’imputato non confessa. E’ come il famoso comma 22 del codice militare tedesco nazista, che diceva: chi è pazzo può chiedere di essere esentato dal servizio militare, ma chi chiede di essere esentato non è pazzo. E’ la legge perfetta, perché il cerchio si deve chiudere.
La custodia cautelare sempre giustificata se l’imputato non confessa? Di fronte a una sentenza di questo tipo, uno si deve chiedere qual è l’utilità del processo. In Italia, la custodia cautelare viene adoperata per scopi istruttori o per anticipare la pena. Ormai, il reato del politico che ruba è diventato odioso, agli italiani. Tant’è vero che gli italiani, da decenni, accettano dei politici incapaci, purché non rubino. Pensate a quanto stareste meglio se aveste dei politici capaci, che rubano. Il problema di uno che fa un lavoro è che sia bravo, non che sia onesto. Onesto è una conseguenza dell’essere bravo. Scipione l’Africano fu condannato per corruzione. In ogni posto del mondo vedo politici che vanno sotto processo: è giusto che vengano condannati, è giusto che vadano in galera. Quello che non è giusto è che vengano utilizzati dalla comunicazione per far passare sotto silenzio delle altre cose. Il problema di uno Stato che non funziona non è la corruzione. Non è il politico disonesto: è l’incapacità. Perché una persona anche onesta, ma incapace, lo Stato lo fa andare a rotoli lo stesso. Oggi pretendono che non ci siano pregiudicati. Io la metterei in altri termini: non devono esserci persone condannate che non hanno scontato la pena.
In uno Stato laico, una volta che hai scontato la pena, tu il debito con la società l’hai pagato. Devi scindere il piano etico, pure importante, dal piano pratico: la giustizia deve funzionare. E la giustizia non va avanti sulla verità, va avanti su un fatto convenzionale che si chiama verità processuale, che non è necessariamente la verità. Ma l’azione di Mani Pulite aveva un bersaglio principale, che era Craxi, perché Craxi aveva detto di voler fare parecchie cose. Per esempio, nazionalizzare la Banca d’Italia. E di chi è la Banca d’Italia? E’ delle banche. E le banche di chi sono? Finanza massonica e finanza cattolica. Ma c’è un altro problema: la Banca d’Italia, all’epoca, era il controllore delle porcate che facevano questi, che erano controllati e controllori: erano i proprietari della Banca d’Italia, che avrebbe dovuto controllarli. Quindi, Craxi si mette contro un bel po’ di nemici. Si mette contro il potere bancario, forse il potere tout-court. Si mette contro i preti, perché vuole riformare pure i Patti Lateranensi – sapete come sono i preti: finché uno gli bestemmia davanti, gli danno 25.000 pater noster, ma gli vuoi far pagare le tasse s’incazzano.
Dopodiché si scopre, tramite il caso Gelli, che Craxi finanziava Arafat. Perché i famosi 2 miliardi che Craxi dice a Martelli di prendere da Gelli e di versare sul “Conto Protezione”, cosa che non vi dicono, un minuto dopo sono stati presi da Craxi per darli ad Arafat, cioè ai palestinesi. E’ sottile il confine tra terrorismo e insurrezione: Pietro Micca che fa saltare mezza Torino mettendo le bombe nei sotterranei per noi è un patriota, mentre un terrorista palestinese è un terrorista. Pietro Micca lottava per la sua terra, perché l’Italia fosse unita; i palestinesi perché esista una Palestina: uno ha messo le bombe ed è un eroe, quegli altri mettono le bombe e per noi sono dei mascalzoni. Ricordiamoci dell’Achille Lauro, e qui c’è un’altra cosa che non vi dicono: l’operazione Achille Lauro era mirata a colpire il Mossad decapitando il “B’nai Brit”, la massoneria ebraica, che ha le caratteristiche di tutte le massonerie: come la massoneria americana funziona in stretta alleanza con la Cia, il “B’nai Brit” è la parte segreta dei servizi israeliani, cioè del Mossad. Il capo dei “B’nai Brit” – e questo è quello che non vi dicono – era quel signore sulla sedia a rotelle che i palestinesi buttarono giù dalla nave. Si chiamava Leon Klinghoffer. I giornali scrissero che la vittima era un povero paralitico, ma non dissero chi era veramente.
Tornando a Craxi: fin qui si è inimicato le banche, i cattolici, gli ebrei; poi dà parere negativo al riconoscimento dei comunisti nell’Internazionale Socialista; poi Reagan gliela giura, perché a Sigonella ha mandato i carabinieri a puntare le armi sui marines (per proteggere il commando palestinese dell’Achille Lauro), quindi ha contro anche gli americani, e parte della massoneria: perché Spadolini, che era uno dei capi della massoneria italiana, era dell’opinione che bisognasse aiutare Reagan, e quando chiese alla massoneria ufficiale di prendere posizione, e la massoneria non lo fece, Spadolini si mise “in sonno”, e trasformò Craxi in un problema anche per la massoneria. A quel punto, Craxi era uno che non poteva attraversare la strada neanche sulle strisce pedonali. Per cui, nel momento in cui la magistratura fa sapere che sta per fottere Craxi – e qui trovate traccia di quei famosi incontri dei servizi segreti con Di Pietro e gli americani – ognuno ci mette del suo per darle una mano. Così, Craxi finisce ad Hammamet.
Ad Hammamet, Craxi ci finisce anche per un uleriore motivo: era antipatico. La sua principale sconfitta? Non essere riuscito a superare il 15%. Alla gente stava sulle palle. Qui non c’erano complotti: Craxi non sfondava sul piano del consenso popolare – poi bisognerebbe interrogarsi sulla qualità di un popolo che vota Berlusconi e non Craxi. In ogni caso, visto che più del 12-13% non otteneva, Craxi ha perso anche per colpa sua: se fosse stato più forte, questa facilità nel farlo fuori non ci sarebbe stata. Resta però un fatto: c’era stata una riunione su una bellissima barca inglese parcheggiata vicino a Roma, ad Anzio, in cui si erano incontrate dieci, quindici, venti persone, e avevano deciso che l’Italia stava diventando troppo forte, con Craxi. L’Italia era arrivata tra i primi 5 soggetti economici del mondo. Aveva fatto la richiesta ufficiale per fare il G5; esisteva il G7 e adesso c’è il G4, fatto apposta per escludere l’Italia che voleva il G5. Soprattutto, siccome era stata decisa dalla finanza internazionale l’operazione euro, in Italia serviva una persona che avesse un’ampia disponibilità a “mettersi a 90 gradi”, e questa persona non era Craxi.
Un minuto dopo che hanno fatto l’euro, Craxi ha dichiarato alle telecamere che l’euro sarebbe stato una sciagura. Lo sapeva anche prima. Ma lo sapevano anche loro, che se andava Craxi – e non Prodi – a rappresentare l’Italia, non sarebbe mai passato quel tasso di cambio euro-lira. Non ce l’avrebbero mai fatta, a imporcelo. Mai. Dunque il problema era questo, e l’operazione è andata a buon fine. E, facendo l’operazione Craxi, sono stati regolati anche altri conti: i vecchi conti Sindona, Gelli, Calvi. Soprattutto, tutti quei paraculi della Dc che pensavano che facessero fuori solo Craxi e non anche loro, hanno dovuto pagare dazio. Chi non ha pagato? I comunisti, che hanno fatto passare la teoria che Greganti fosse un ladro, e loro non c’entrassero niente. Sapete chi l’ha fatta, quell’operazione? Un magistrato che è morto, Gerardo D’Ambrosio, che poi è diventato senatore dell’ex Pci. Siccome un altro giudice, Tiziana Parenti, voleva mettere in galera mezzo Partito Comunista, come vice-procuratore generale D’Ambrosio ha avocato a sé l’indagine e l’ha chiusa così, con Greganti unico colpevole. Poi è diventato senatore del Pd.
Perché Craxi si è lasciato distruggere senza difendersi, cioè senza svelare all’opinione pubblica italiana tutti questi retroscena? All’inizio a dire il vero ha provato a difendersi, in Parlamento. Disse: «Chi di voi può dire di non aver fatto tutto quello che ho fatto io, si alzi in piedi». E non si è alzato nessuno, neanche i leghisti. Poi, però, a Craxi sono stati minacciati i figli. Craxi aveva già deciso di andare in televisione e di tirar fuori tutta una serie di carte. Tra queste c’era un famoso “Dossier Di Pietro”, che riteneva la carta vincente finale, perché dimostrava che Di Pietro era il prodotto di quel tipo di organizzazione. Per fare questa operazione chiamò Mentana, al Tg5, ma lo chiamò direttamente, senza passare per Berlusconi, perché Mentana tempo prima era stato collocato a Rai2 da Craxi. Poi chiamò Paolo Mieli per fare un’intervista di due pagine sul “Corriere della Sera”. Dopodiché chiamò la Rai per un’intervista che avrebbe dovuto fare prima con Giancarlo Santalmassi, poi con Minoli, e che poi invece non fece. Perché quella notte successero tre cose.
A casa della figlia Stefania si introdussero delle persone che bruciarono tutti i suoi vestiti. A casa di suo figlio Bobo si recarono delle persone che razziarono tutto quello che c’era. E nella sua casella della posta trovò un messaggio con scritto che, se avesse fatto quelle interviste, avrebbero pagato i suoi figli. Una delle cose che nessuno vi dice, che non sono mai state pubblicate e che vi dico io, è che era lo stesso messaggio che avevano ricevuto altri personaggi di Tangentopoli, che avevano deciso di parlare e si sono suicidati. A quel punto, Craxi decise di telefonare a Cossiga, il quale aveva un grosso complesso di colpa nei suoi confronti, perché sapeva cosa stava accadendo, tant’è vero che si era precipitato a fare senatori a vita Giulio Andreotti e Gianni Agnelli, per evitare che in Tangentopoli ci finissero dentro anche loro, ma non si era premurato di avvisare Craxi. Cossiga a sua volta contattò il capo della polizia dell’epoca, che si chiamava Vincenzo Parisi, il quale fece un’abile opera di mediazione tra Di Pietro, il pool di Mani Pulite e Craxi, per concordare la latitanza: Craxi se ne sarebbe andato ad Hammamet normalmente, non avrebbe parlato, e solo tre mesi dopo ci sarebbe stato l’ordine di carcerazione.
I magistrati sapevano benissimo che Craxi sarebbe andato ad Hammamet col suo passaporto, e il ministero degli esteri concordò con Ben Alì – che era il dittatore della Tunisia – che l’Italia non avrebbe mai avviato una richiestra di estradizione. Craxi si tenne la libertà di parlare una volta ad Hammamet, ma in Italia no: la minaccia verso i figli l’aveva ritenuta concreta. Molta gente si era ammazzata, attorno a Mani Pulite. O forse era stata ammazzata. Io ero coinvolto nel processo a Raul Gardini e, come avvocato, avevo accesso a documenti non pubblicati. Era la prima volta che vedevo qualcuno che si suicida sparandosi due proiettili mortali alla tempia. Due, capite? Non possono essere entrambi mortali. Se uno si spara un colpo in testa, come può spararsi anche un secondo colpo? Forse Gardini stava per rivelare il nome di chi portò il famoso miliardo a Botteghe Oscure? Chi lo sa.
Il potere è astratto, è automatico. Ci sono meccanismi nei quali entri e magari ti ammazza il nemico che meno ti aspetti: tu non sai che calli stai pestando, di chi sono, perché, da dove vengono quei soldi, chi è in affari con chi. Magari pensi di fare uno sgarbo a Tizio, e s’incazza Caio, che non sapevi fosse in affari con quello. I meccanismi del potere sono di una complessità inaudita. Non è una vita facile, quella di chi sceglie di stare nel potere. Certo, sai sempre come pagare le bollette, però non sai mai da dove ti arrivano le coltellate. Quando Craxi ha accettato di deporre al processo Cusani, quando già l’accordo l’avevano fatto, Di Pietro è stato criticato perché l’interrogatorio era mite, era troppo rispettoso. In realtà era il segnale che aveva chiesto Craxi a Parisi per non fare le interviste. Disse: «Io le interviste non le faccio. Ma, a parte il fatto che lasciate in pace i miei figli, non voglio finire in galera. Perché se finisco in galera, e so come sono fatto, poi m’incazzo, parlo, e m’ammazzano i figli. O ammazzano me». Una tazzina di caffè: com’è morto Sindona? Com’è morto Papa Giovanni Paolo I? Ti portano una camomilla le monache: è perfetto.
Con Craxi, è stato eliminato chi era capace. La disonestà? Bettino Craxi non era ricco. Il famoso tesoro di Craxi non l’hanno trovato perché non è mai esistito. I 13 miliardi che gli hanno trovato sul famoso conto svizzero erano i soldi del partito. Mentre i grandi partiti i conti del finanziamento illecito li intestavano ai segretari amministrativi, i piccoli partiti li intestavano ai segretari politici – il conto del Pri era intestato a Giorgio La Malfa, che ha avuto i suoi guai, come Renato Altissimo del Pli. Craxi, quando passò le consegne a Del Turco, cercò di passargli anche i conti; ma Del Turco, che era un po’ fifone, disse “no, non li voglio”, non scordandosi che un conto simile l’aveva quand’era segretario generale della Uil, perché anche i sindacati facevano i finanziamenti illeciti.
Siamo un paese strano: ci colpevolizzano col debito pubblico, senza tenere conto del fatto che abbiamo il massimo risparmio privato europeo e il più alto numero di proprietari di case. Questo dovrebbe contare, per la solidità del sistema, e invece quando vanno a trattare in sede Ue si calano le brache, compreso l’ultimo, Renzi, che sembra un pretino, un seminarista di trent’anni fa. Un leader forte, l’Italia non se lo può permettere, perché una delle caste italiane se lo sbrana. Questi pretini spretati hanno paura di fare la fine dei Craxi. Meglio calarsi le brache e tirare a campare, poi si vedrà. C’è questo cortocircuito, in cui il nostro sistema non difende più l’istituzione. Quando hanno scoperto un sacco di magagne su Kohl, i tedeschi l’hanno mandato a casa, non in galera: perché era Kohl. E quando sono state scoperte un sacco di magagne su Mitterrand, i francesi – compresa l’opposizione – non l’hanno mandato in galera, l’hanno mandato a casa.
Da noi, Craxi è stato mandato ad Hammamet, senza tener conto che aveva rappresentato un’istituzione. E lo stesso sta succedendo a Berlusconi – che a me non è simpatico, non l’ho mai votato, però non posso immaginare che uno, quando fa il presidente del Consiglio, abbia i carabinieri appostati alla porta per vedere con chi scopa, perché non c’è rispetto – non verso ciò che uno è, che sono fatti suoi – ma ciò che uno rappresenta, che sono anche fatti miei. E se uno mi rappresenta indegnamente io lo mando a casa, non in galera, perché mandandolo in galera sputtano anche me, indebolisco la mia economia, il mio sistema. Invece qui, pur di prenderne il posto e farsi la guerra (non vale solo per Berlusconi, l’ha fatto anche lui agli altri) vige questa mentalità, per cui oggi magari l’idea è quella di fottere Renzi per mettersi al posto suo, e per fottere Renzi o Berlusconi o D’Alema ci si allea con i nemici dell’Italia, con la stampa estera per sputtanarli, con i parlamentari europei per attaccarli. Ma che logica è? Che popolo siamo?
(Gianfranco Carperoro, estratti delle dichiarazioni rese il 13 maggio 2014 alla conferenza pubblica dell’associazione “Salusbellatrix” a Vittorio Veneto, ripresa integralmente su YouTube. Studioso di simbologia, esoterista, già avvocato e magistrato tributario, giornalista e pubblicitario, Carpeoro è autore di svariati romanzi ed è stato “sovrano gran maestro” della comunione massonica di Piazza del Gesù).

L’Italia si radicalizza, nel dopoguerra, intorno a due poli: un polo cristiano e un polo di sinistra, che si scinde in più realtà. E poi ha delle forze storiche – liberali, repubblicani – che provengono dalla storia risorgimentale. In questo quadro l’Italia resiste finché non crolla il Muro di Berlino. Fino ad allora, gli americani finanziano la Dc, i russi finanziano il Pci, gli altri si procurano da vivere un po’ come possono. E il sistema politico va avanti, in una specie di benessere garantito dai finanziamenti esteri su cui si modellano i due grossi partiti, mentre gli altri partiti hanno campo libero nel finanziamento illecito, cioè nel finanziamento che ipocritamente veniva considerato illecito, cioè sottobanco. Cosa succede nel 1989?

 
 
  Postato da davide il Venerdì, 27 febbraio @ 19:23:57 GMT (8050 letture)
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  Italia RENZI, IL TONY BLAIR DE’ NOANTRI E LA NOTTE DEI LICANTROPI

renzi

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Forse qualcuno non si è ancora accorto che il diritto rappresentativo democratico, quale si è affermato e consolidato nell’Italia repubblicana dal dopoguerra ad oggi, si sta polverizzando sotto i nostri occhi, frantumato dal revisionismo costituzionale in atto da diverso tempo, ma ora arrivato tragicamente alle ultime battute d’arresto di un golpe finanziario euroatlantico, che ha usurpato giorno dopo giorno la coscienza democratica di questo Paese. 

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 26 febbraio @ 08:25:00 GMT (4694 letture)
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  Italia IL NAZARENZI

eaiway

DI MARCO TRAVAGLIO

ilfattoquotidiano.it

Bella la battuta di Bersani: “Ora il Milan si comprerà l’Inter”. Ma un po’ riduttiva: l’Opa di Mediaset su Rai Way è come se il Milan si comprasse tutte le altre squadre, la Lega Calcio, la Federcalcio e anche tutti gli stadi, le bandiere, le bandierine e naturalmente gli arbitri. Con la differenza che B. la Rai la controlla già, avendo la maggioranza in Cda (do you remember Verro?), e anche in Agcom. Mediaset è sua. E ora, se va in porto l’assalto concordato alle antenne di Ray Way, messe sul mercato dall’apposito Nazarenzi, diventa sua anche la rete degl’impianti di trasmissione. Come se uno solo possedesse Trenitalia, Italo e anche i binari.

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 26 febbraio @ 07:19:45 GMT (3642 letture)
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  Italia ITALEXIT. I PUNTI ESSENZIALI (CHE MI HA CHIESTO BEPPE GRILLO)

beppe_grillo

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

(Abbozzo dei punti essenziali, tralasciando molto altro)

Abbandonare l’Eurozona, stracciare tutti i Trattati Europei da Maastricht in poi con voto a maggioranza semplice delle Camere, tornare alla Lira e applicare rigorosamente la Mosler Economics nel PROGRAMMA DI SALVEZZA NAZIONALE, qui specificato http://memmt.info/site/programma/

Aggiungo:

 
 
  Postato da davide il Martedì, 24 febbraio @ 05:57:42 GMT (7342 letture)
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  Italia SE IL PD VOLTA LE SPALLE ALLA PALESTINA

PDpalestina

DI ALESSIO MANNINO

lintellettualedissidente.it

Questi del Pd non fanno neanche più incavolare: fanno pena. Il loro responsabile esteri presenta una mozione parlamentare per riconoscere lo Stato di Palestina, nome che copre la sottomissione militare ed economica a Israele, e la sospendono il giorno dopo perché a Israele non va. Sottomessi, dunque, siamo anche noi italiani, governati da un partito che ogni tanto (ma proprio ogni tanto) ne azzecca una, ma subito dopo se la rimangia. E la pena ridiventa rabbia. Possibile che basti un sopracciglio alzato di quegli arroganti palloni gonfiati degli Israeliani per farsela sotto e chinare il capo? Possibile e prevedibile. Tanto che ci eravamo sinceramente stupiti dell’iniziativa piddina.

 
 
  Postato da davide il Venerdì, 20 febbraio @ 10:18:00 GMT (3556 letture)
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  Italia A LA GUERRE, COMME A LA GUERRE

isisi
DI FULVIO GRIMALDI

fulviogrimaldi.blogspot.com

Il suono più stridulo uscito dal concerto di questi terroristi globali, che pretendono di armarsi contro il terrorismo made in Cia-Mossad, cioè a casa loro, lo ha emesso, dal settore italiano della rete fognaria in cui scarica l’Impero, un trio di cretini con pericolosi lampi di imbecillità. Sono i titolari rispettivamente: di un governo cui la Costituzione impone di provvedere al benessere, all’amicizia con i popoli, alla pace; di un ministero che ha il compito di tradurre in atto quell’amicizia e quella pace tra i popoli; e di un altro ministero cui spetta assicurare ai cittadini sicurezza e difesa dalle insidie.

 
 
  Postato da davide il Giovedì, 19 febbraio @ 20:18:19 GMT (3668 letture)
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L'INSOPPORTABILE RETORICA DELLA LIBERTÀ

LE TASSE NON SONO DOVUTE

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PUÒ L’INTRODUZIONE DI UNA MONETA COMPLEMENTARE ESSERE UNA ALTERNATIVA ALL’USCITA DALL’EURO?


 
 

 

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