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IL FORUM DI COMEDONCHISCIOTTE
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UN ARGOMENTO A CASO
 [ Cuba ]
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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE
DI MARCO PIZZUTI
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WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)
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MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE
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HOWARD ZINN: LO STORICO DEL POPOLO
DI AMY GOODMAN CommonDreams
Howard Zinn, storico leggendario, scrittore ed attivista, è morto la scorsa settimana ad 87 anni. Il suo libro più famoso è “A People’s History of the United States” (“Storia del popolo americano. Dal 1492 a oggi”; I nuovi saggi Il Saggiatore). Durante un’intervista lo scorso Maggio proprio Zinn mi ha spiegato che “L’idea di una storia del popolo è andare oltre a ciò che si studia a scuola… della storia vista dagli occhi dei presidenti e dei generali nelle battaglie combattute durante la Guerra Civile, è passare alle voci delle persone comuni, dei ribelli, dei dissidenti, delle donne, degli afroamericani, degli asiatici-americani, degli immigrati, dei socialisti e degli anarchici e dei seminatori di zizzania di ogni tipo.”
Nella foto: Howard Zinn e il rapper Lupe Fiasco
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Postato da marcoc il Lunedì, 08 febbraio @ 21:15:00 CST (645 letture)
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LA FATICA DEL RICORDARE
DI FRANCO CARDINI
francocardini.net/
E’ trascorsa da poco la “Giornata della Memoria”, il 27 gennaio, e siamo alla “Giornata del Ricordo”, il 10 febbraio. C’è un rapporto, tra le due date e le due celebrazioni? Ed esauriscono, prese insieme, il nostro bisogno e il nostro dovere di ricordare? E chi poi, con precisione, dovrebbe ricordare che cosa? E a quale scopo?
Mi pongo queste domande proprio oggi, domenica 7 febbraio, perché all’uscita dalla mia chiesa c’era un gruppo di suorine che stava facendo la questua per una loro casa di riposo, dov’esse ospitano anziani del tutto poveri o provvisti di mezzi talmente modesti da non potersi permettere residenze comode o magari anche solo decorose per passarvi la vecchiaia. Queste religiose vivono esclusivamente della carità pubblica: e la loro è un’esperienza molto dura, al limite della sopravvivenza.
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Postato da davide il Lunedì, 08 febbraio @ 12:27:15 CST (1246 letture)
(Leggi Tutto... | 13 commenti) |
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COSA PENSO IO, ANTISIONISTA E CRITICO DEI CRIMINI D’ISRAELE, DELL’ OLOCAUSTO
DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info
Ho più volte detto e scritto che le condotte criminali d’Israele in Palestina sono state per almeno 60 anni, e sono oggi, una riedizione del sadismo nazista, nientemeno. Ho altresì detto e scritto che un popolo, quello ebraico, che ha avuto sei milioni di morti nell’Olocausto sta oggi insultando la loro memoria nel perpetrare quei crimini o nel sostenerli acriticamente. Si faccia attenzione: è il sadismo nazista che oggi è replicato dagli israeliani su larga scala nei Territori Occupati e a Gaza, non l'entità dello sterminio nazifascista.
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Postato da davide il Giovedì, 31 dicembre @ 07:00:00 CST (6562 letture)
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LA FINE DELLE MACCHININE ROSSE - MEMORIE DI BERLINO EST
DI JAMES RIDGEWAY Counterpunch
Due immagini predominano in questa settimana di celebrazioni per il ventesimo anniversario della “caduta” del Muro di Berlino: la prima, Ronald Reagan in piedi di fronte alla Porta di Brandeburgo che intona “Mr. Gorbachev, butti giù questo muro”. La seconda, una folla di berlinesi giubilanti che si riversano attraverso Checkpoint Charlie, mentre altri si arrampicano sul Muro o lo attaccano con i martelli, spesso con l’accompagnamento musicale di David Hasselhoff. Vedendo queste immagini, uno non s’immaginerebbe mai che questi due eventi sono avvenuti a più di due anni di distanza l’uno dall’altro – e di certo nessuno potrebbe immaginare quanto poco in realtà hanno avuto a che fare l’uno con l’altro.
I media principali questa settimana erano pieni di tributi a quello che definivano “il discorso che ha messo fine alla Guerra Fredda”. Alcune fonti di notizie –assieme ad Angela Merkel e allo stesso popolo tedesco – hanno avuto l’accortezza di riconoscere che anche Mikhail Gorbachev c’entrava qualcosa con questo. Comunque, molte storie attribuiscono la caduta del Muro ad azioni e decisioni che sono state prese ai vertici, dai leader delle due grandi potenze della Guerra Fredda. In gran parte dimenticati o ignorati sono i normali cittadini che per anni si sono riuniti nelle chiese della RDT, sottoponendo se stessi a un enorme rischio personale mentre lavoravano per il cambiamento in modo pacifico e persistente.
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Postato da marcoc il Sabato, 21 novembre @ 07:15:00 CST (1538 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti) |
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MURI
DI FULVIO GRIMALDI
fulviogrimaldi.blogspot.com/
Da giorni ormai ci scassano la minchia, come bene dicono in Sicilia, con le celebrazioni del ventennale della caduta del “Muro di Berlino”. Stamane alla radio, nella trasmissione sportiva, ho sentito pure i subumani della cronaca calcistica (fatta eccezione per il grande Oliviero Beha) delirare sulla caduta del muro e sulle magnifiche sorti e progressive che quella demolizione avrebbe realizzato a est del muro. Il muro fu abbattuto da una folla di ubriachi di illusioni, ingenuità e astuti inganni. Lungi da chiunque l’idea che questa valutazione significhi l’identificazione con quei detriti del “socialismo reale” che furono i Brezhnev, i Cernienko e, peggio, i Gorbaciov. Semmai comporta un meritato rispetto e riconoscimento per la DDR che, nel mondo di quel “socialismo” della nefasta coesistenza e spartizione di genti con il capitalismo imperialista, faceva un po’ parte a sé. A Togliatti o Berlinguer, questi prelati dell’inquisizione e del compatibilità controrivoluzionaria, i dirigenti della DDR stavano come canguri a conigli.
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Postato da davide il Lunedì, 09 novembre @ 14:15:00 CST (3071 letture)
(Leggi Tutto... | 40 commenti) |
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L'EREDITÀ TOSSICA DI CRISTOFORO COLOMBO
DI WILLIAM A. COOK The Palestine Chronicles
Quando le credenze si trasformano in verità, a prescindere dalla realtà di tempo e di luogo, i non-iniziati diventano foraggio per quelli con lo zelo e il potere di imporre la loro volontà. Così il grande scopritore delle Americhe "fantasticava di aver trovato - o ne era molto vicino- il luogo del paradiso in cui il Signore aveva posto Adamo ed Eva" (Ned Hopkins, CTA Azione, 1992).
Il “portatore di Cristo”, battezzava nella sua indiscussa fede, utilizzava il suo nome di nascita per giustificare le sue azioni, affermando che Dio gliene aveva dato licenza come suo servo. Forse, mentre ci dirigiamo verso l'anniversario delle conquiste di Colombo, potremmo considerare come è stato possibile per un mondo medievale di superstizione sfrenata, intolleranza e miopia religiosa avviluppare le civiltà avanzate della cultura occidentale agli inizi del 21° secolo .
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Postato da marcoc il Mercoledì, 28 ottobre @ 20:00:00 CDT (2720 letture)
(Leggi Tutto... | 16 commenti) |
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Cinema: NUOVO CINEMA PARACULO: BARBAROSSA
DI ALESSANDRO BERTANTE
nazioneindiana.com
L’occasione è di quelle da non farsi sfuggire. Due biglietti per la faraonica anteprima di Barbarossa, il kolossal padano che narra l’epico scontro fra i comuni lombardi, capitanati da Alberto da Giussano, e l’imperatore tedesco Federico I Hohenstaufen. Tanto più che negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di questo film, fortemente voluto da Umberto Bossi – che grazie alla mitologia di Pontida ha costruito parte della sua fortuna politica – coprodotto da Rai Fiction e Rai Cinema, girato da Renzo Martinelli e costato circa 30 milioni di dollari, una cifra enorme per una produzione italiana.
La sede scelta per l’anteprima è niente meno che il Castello Sforzesco di Milano, addobbato a festa come un panettone medievale. C’è polizia ovunque perché si vocifera che si presenti anche il premier. Con il mio amico scrittore che mi accompagna in questa escursione “lumbard”, noialtri si arriva nello stesso momento di Bobo Maroni.
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Postato da davide il Venerdì, 09 ottobre @ 15:31:34 CDT (3903 letture)
(Leggi Tutto... | 21 commenti | Cinema) |
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I COSTI UMANI DELLA II GUERRA MONDIALE
DI JOSEP FONTANA
Público
Di solito ci viene offerta una visione della II Guerra Mondiale fatta soprattutto
di scene di battaglie terrestri e navali: Stalingrado, El Alamein, Normandia,
Midway hanno come protagonisti carri armati, aerei, corazzate o sottomarini. Ma
se prendiamo in considerazione ciò che la guerra significò in termini di costi di
vite umane, cifra che si aggira intorno a i 70 milioni, la storia cambia
completamente.
La prima cosa che sorprende è scoprire che il presunto conflitto mondiale fu
soprattutto una guerra fra tedeschi e russi: dei 20 milioni di militari morti, 16
appartenevano agli eserciti russo e tedeso, mentre i morti degli eserciti
francese, inglese e americano, sommati fra loro, sono poco piu di un milione.
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Postato da davide il Venerdì, 11 settembre @ 18:10:00 CDT (3590 letture)
(Leggi Tutto... | 37 commenti) |
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SETTANT'ANNI DOPO, HITLER VOLEVA DAVVERO LA GUERRA ?
DI PATRICK J. BUCHANAN
vdare.com
Il primo settembre del 1939, settant'anni fa, l'esercito tedesco attraversava la frontiera polacca. Il 3 settembre, la Gran Bretagna dichiarava guerra.
Sei anni dopo erano morti 50 milioni di cristiani ed ebrei. La Gran Bretagna era a pezzi e in bancarotta, la Germania un cumulo di rovine fumanti. L'Europa era stata la scena del più brutale conflitto conosciuto all'uomo e i civili avevano subito orrori peggiori che i soldati.
Nel maggio 1945, le orde dell'Armata Rossa avevano già occupato tutte le maggiori capitali dell'Europa centrale: Vienna, Praga, Budapest, Berlino. Cento milioni di cristiani erano sotto il dominio della più barbara tirannia della storia: il regime bolscevico del più grande dei terroristi, Iosif Stalin.
Quale causa poteva giustificare tali sacrifici?
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Postato da davide il Lunedì, 07 settembre @ 20:00:00 CDT (4883 letture)
(Leggi Tutto... | 42 commenti) |
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"HITLER ERA UN UOMO SEMPLICE". INTERVISTA A DAVID IRVING A "EL MUNDO"
FONTE: DELANDANET (BLOG)
Ieri sabato 5 settembre il giornale spagnolo "El Mundo" ha pubblicato un'intervista a David Irving, lo storico britannico al centro di numerose polemiche negli ultimi anni. Già prima della pubblicazione dell'intervista si sono levate diverse proteste (cfr. questo articolo , questo ) anche se El Mundo ha pubblicato l'intervista comunque. Curiose le proteste dell'ambasciatore israeliano in Spagna , che secondo questo blog è arrivato anche a chiedere specificatamente di non pubblicare del tutto l'intervista. La polemica, anche in Israele, continua.
L'intervista fino a questo momento non si trova online (how quaint) se non scannerizzata sul sito dello stesso Irving.
La traduco qui in italiano perchè sono perfettamente d'accordo con i redattori de El Mundo nella legittimità di dare spazio anche ad opinioni provocatorie (non direi estreme, almeno questa volta) come quelle dello storico inglese.
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Postato da davide il Lunedì, 07 settembre @ 11:54:10 CDT (4492 letture)
(Leggi Tutto... | 50 commenti) |
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