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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA
Postato il Venerdì, 19 marzo @ 15:50:05 CDT di davide |
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FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)
Sorprendente il commento di Valentino Parlato (il manifesto di giovedì 18 marzo) all'intervento di Tremonti in Parlamento.
Dare addosso al Ministro dell'economia è senz'altro doveroso, ma Parlato l'ha fatto usando gli argomenti di Strauss-Khan e Mario Draghi impegnati nelle stesse ore a spiegare i loro punti di vista innanzi al Parlamento europeo di Strasburgo.
E' notorio che Tremonti, il "colbertista", non abbia a simpatia la globalizzazione e i banchieri (vedi il suo libro "La speranza e la paura"), mentre gli altri due ne sono i portabandiera e i paladini. Solo per questo risulta quantomeno bizzarro, per non dire maldestro, che un quotidiano "comunista", malgrado la panoplia di capi d'accusa "di sinistra" che si potrebbero imputare al ministro di Berlusconi, vada invece a prendere le frecce nella faretra "di destra" di due pesi massimi del capitalismo globalizzato.
Nella foto: Valentino Parlato
Lasciamo stare la tirata d'orecchi a Tremonti per avere definito "apprendisti stregoni" gli architetti della globalizzazione, quali appunto Strauss-Khan e Draghi (che equivale in un'implicita apologia degli stregoni). Ci chiediamo: come altro definirli visto l'esito disastroso della globalizzazione medesima?
Stucchevoli, ruffiane e gravi politicamente ci paiono le affermazioni successive. Sentite la rampogna rivolta al Ministro:
«Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l'aspirina un malato di polmonite.
Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d'anni con il rischio che se e quando l'economia mondiale riprenderà il suo passo, l'Italia continuerà a stare per terra. L'Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.
La produttività è ferma o in calo da una decina d'anni e senza crescita della produttività le imprese e l'intera economia non sono competitive. Salvo l'Enel e l'Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi».
Argomenti presi in prestito dall'armamentario della Confindustria. Parole e concetti che ci farebbero una bella figura su Il Sole 24 Ore. E che invece erano sulla prima pagina de il manifesto. Non avessimo anticipato l'autore, ci sarebbe piaciuto fare un indovinello del tipo: "Di chi sono queste affermazioni? Della Marcegaglia, di Draghi, di Ferruccio De Bortoli o di Mario Monti?"
Siamo sicuri che il lettore si sarebbe trovato in ambascia, non sapendo decidere su chi mettere la crocetta. Il bello è appunto che su chiunque l'avesse messa egli si sarebbe sbagliato. L'autore è uno dei padri fondatori della "sinistra rivoluzionaria", che da "eretica" è diventata ortodossa praticante, ma non del credo fondato da Carlo Marx, e nemmeno di quello di A. Smith, bensì di quello ...di druidi come Draghi che sono stati alla guida, non dei Soviet, ma della Banca mondiale e della Goldmann Sachs e che in Italia ha co-pilotato (sotto l'egida politica di Prodi- D'Alema-Amato) la più colossale ondata di privatizzazioni della storia.
Leggere per credere.
Fonte: sollevazione.blogspot.com/
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/il-manifesto.html#more
19.03.2010
LA CRISI RADDOPPIA
DI VALENTINO PARLATO
ilmanifesto.it
Il tempo, questa volta, ha giocato proprio un brutto scherzo al ministro Giulio Tremonti. Nello stesso giorno in cui gli è toccato difendere in Parlamento il governo Berlusconi, da Bruxelles arrivavano autorevoli messaggi che smentivano il suo dire. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, denunciava pesantemente le difficoltà e la fragilità dell'economia italiana nell'attuale crisi. Contemporaneamente, e sempre da Bruxelles, il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, affermava che nell'attuale crisi il ritardo delle necessarie riforme avrebbe potuto dare sbocco a «rivolte sociali». Vale ricordare che Tremonti, in Parlamento, ha definito «apprendista stregone», chi in Italia avvertiva il medesimo pericolo. Dare dell'«apprendista stregone» a Strauss-Kahn appare quanto meno improprio e autolesionista.
Il fatto è che ieri, in Parlamento, il ministro Giulio Tremonti, con una puntigliosa e minimalista difesa dell'operato del governo Berlusconi, ha eluso del tutto il problema della gravità e pericolosità della crisi, che non è cominciata ieri e che di questo passo rischia di durare per altri quattro o cinque anni. Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l'aspirina un malato di polmonite.
Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d'anni con il rischio che se e quando l'economia mondiale riprenderà il suo passo, l'Italia continuerà a stare per terra. L'Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.
La produttività è ferma o in calo da una decina d'anni e senza crescita della produttività le imprese e l'intera economia non sono competitive. Salvo l'Enel e l'Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi. C'è la disoccupazione, ma molto numerose sono le ore non lavorate, annunciano altri incrementi di disoccupazione e miseria. L'avvertimento di Strauss-Kahn è fondato e pesante, soprattuto per il nostro paese. La disoccupazione indebolisce il sindacato e le sue lotte democratiche: si apre così uno spazio pericoloso per la rabbia e la repressione autoritaria.
Ha detto bene Bersani. Dopo tanto rumore su processi brevi, intercettazioni e via dicendo, finalmente in Parlamento (con l'ovvia assenza del presidente del consiglio) è stato messo in discussione un problema serio e grave, «ma il governo è venuto in aula a mani vuote».
In effetti Tremonti ha fatto il conto delle cosette fatte, ma non all'altezza della gravità della crisi.
Valentino Parlato
Fonte: www.ilmanifesto.it
19.03.2010
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| "IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA" | Login/Crea Account | 33 commenti |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di nautilus55 il Venerdì, 19 marzo @ 16:06:43 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | L'articolo del Manifesto non propone nessun "rimedio": si limita a ricordare cose che ben sappiamo, ossia che l'Italia è un vaso di coccio. Le ricette di Draghi già le sappiamo. Spendere qualche parola per proporre: questo è ciò che manca nell'articolo. Certo, è facile dire "Bersani l'ha detto". Ma ha detto cosa? |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di Ricky il Venerdì, 19 marzo @ 17:03:26 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | E che ci accorgiamo ora della mancanza di idee, della vacuitá e delle contraddizioni di quelli del manifesto? Non dico certo che debbano scomparire, ma che alcune idee 'di sinistra' per uscire dalla crisi me le sia dovute andare a cercare nella stampa estera, la dice lunga sulla crisi che attraversano. In un breve articolo pubblicato qualche giorno fa, un professore catalano dava un piccolo contributo elencando:
aumento impositivo sulle grandi ricchezze (oltre il 70%),
eliminazione del libero movimento di capitali,
armonizzazione delle imposte in tutta la UE,
eliminazione dei paradisi fiscali,
libera circolazione ed eguali diritti per i lavoratori di tutta la UE,
E io aggiungerei:
internazionalizzazione delle lotte e degli scioperi,
le proteste devono avere come bersaglio le istituzioni europee, non i singoli stati,
eliminazione dei parametri di maastricht. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di Davide71 il Venerdì, 19 marzo @ 17:28:25 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Ciao a tutti:
secondo me non è "Il Manifesto" che ha svoltato a destra, ma "Il Sole 24 ore" che ha svoltato a sinistra! Per questo il Manifesto lo riprende... |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di marcopa il Venerdì, 19 marzo @ 18:12:07 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Valentino Parlato si e' sempre occupato di economia e prima della scissione del Manifesto nel 1969 credo che abbia lavorato o collaborato con il gruppo che nel Pci si occupava del tema. L' impostazione e' rimasta la stessa, possiamo chiamarla keynesiana di sinistra o socialdemocratica di sinistra. Negli anni 80 e 90 il manifesto ha comunque colto l' arretramento dei diritti dei lavoratori dipendenti e le trasformazioni nell' organizzazione del lavoro ma la sua eterna vocazione a tirare a sinistra Cgil e PCI-PDS-DS non ha mai dato risultati rilevanti e a sinistra di questo blocco non e' mai nato niente di duraturo. Solo Rifondazione in alcuni momenti ha avuto dimensioni importanti ma il suo collante era solo la falce e martello e le culture politiche presenti molto diverse tra loro.Tanto che appena si trovava davanti ad una scelta tra autonomia o legame con il PDS-DS si verificava una scissione.In questo momento, pur in crisi, l' impostazione del Manifesto non cambia, "sinistra del centrosinistra".Sia nella politica istituzionale sia nella politica economica che propone. Ma la crisi questa volta e' sistemica e le vecchie letture non bastano piu'. La fine dell' illusione dello sviluppo illimitato sta arrivando ma cambiare idee, abitudini, alleanze anche culturali e amicali non e' facile.Meglio aspettare i traumi, si evitano almeno brutte figure,tanto il ceto intellettuale di sinistra e' benestante,una buona pensione e' assicurata. Cosi' arrivano gli schock e le domande "perche' non abbiamo capito? Dove abbiamo sbagliato?".Ma cambiare strada sulla base di un ragionamento,di uno studio della realta' sembra cosa impossibile.
NB. al di la della crisi sistemica oggi in Italia c'e' una situazione indecifrabile. La manipolazione della realta' fatta dai media berlusconiani o democratici impedisce di conoscere cosa succede anche a chi ragiona con la sua testa.Berlusconi tiene altissima la tensione per i suoi interessi personali, il disagio sociale e' alto anche se prevale la depressione sulla tensione e mobilitazione.
Domani a Roma due grandi manifestazioni, e' gia' pronta la propaganda: "grande mobilitazione per Berlusconi, estremisti per l' acqua". Speriamo che qualcuno racconti chi sara' presente veramente nelle due piazze romane. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di anonimomatremendo il Venerdì, 19 marzo @ 20:37:22 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Fingere di essere liberisti é deprorevole,fingere di essere comunisti é semplicemente squallido. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di snypex il Sabato, 20 marzo @ 04:08:09 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | Niente di strano:
il comunismo e la grande finanza hanno la stessa radice, basta scrutare nei menadri della storia degli ultimi due secoli. Solo l'ignoranza porta a credere che il comunismo sia stato ideato per aiutare i bisognosi.
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di snypex il Sabato, 20 marzo @ 04:09:20 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | Niente di strano:
il comunismo e la grande finanza hanno la stessa radice, basta scrutare nei meadri della storia degli ultimi due secoli. Solo l'ignoranza porta a credere che il comunismo sia stato ideato per aiutare i bisognosi.
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di Kerkyreo il Sabato, 20 marzo @ 04:46:29 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | All'universita ci hanno insegnato che nell'economia il fattore piu' importante da perseguire e' l' EQUILIBRIO. Atrraverso l'equilibrio e' possibile arrivare alla soddisfazione di tutti gli individui. Cio' necessita' anche di un equa distribuzione del reddito prodotto che garantisce il benessere della collettivita'.
Questo in sintesi e' l'obiettivo NATURALE dell'economia, infatti, come molti sanno il mercato tende sempre ad andare verso il punto di equilibrio, ma la continua presenza di shock lo spostano lontano da questo punto. Il disequilibrio del mercato fa si che la collettivita' non ha nessuno beneficio, anzi, e' solo una ridottissima parte che trae vantaggio da cio'.
I signori AMMINISTRATORI ECONOMICI hanno tutti i mezzi finanziari e non per uscire dalla crisi, ma dovrebbero decurtare significativamente la loro fetta di torta.
La verita' ragazzi e' che nell'arco dei secoli l'uomo e' sempre lo stesso. Abbiamo cambiato il paesaggio che ci circonda, ma rimaniamo sempre della stessa pasta.
Parliamo di equadistribuzione.
1...Aumentiamo significativamente le tasse a chi dispone di un reddito superiore ai 60mila euro...
2. Rendiamo la droga legale, in modo da poterla tassare pesantemente ( visto che la sua illegalita' regala tanti denari ai trafficanti)...
3. Prostituzione legale e tassabile...
4. Nazionalizziamo le aziende di risorse e quelle che dispongono di monopolio e le banche nazionali...
5 diminuiamo drasticamente gli sprechi e rendiamo obbligatorio il reciclaggio.
Non mi prolungo perche' avrei una lista infinita.
Il punto e' che si potrebbe fare ma se non avviene un cambiamento nelle coscienze, queste cose non si avvereranno mai.
Come 5000 anni fa, dove i faraoni e gli imperatori morivano che gli ori e le pietre preziose nella bara, anche oggi i pagliacci muoiono con i miliardi di euro in banca.
E il resto della popolazione? Come sempre viene sovrastata! |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di AlbertoConti il Sabato, 20 marzo @ 06:12:39 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Io mi sarei sorpreso prima, quando non sapevo ancora quale fosse il paradigma vigente che giustifica il denaro. Ora che ho visto la truffa in tutta la sua vastità non mi sorprendo affatto, anche senza leggere il Manifesto, basta guardare alla "sinistra" in genere, al suo percorso politico, alla sua involuzione suicida. In realtà non c'è rimasto più nulla da suicidare, l'ignoranza ipocrita sull'economia è giunta alla perfezione, e questa critica non fa che prenderne atto. Non c'è pensiero che possa rimediare alla mancanza dell'essere, così come non c'è essere che possa contraddire la logica del pensiero. Vedi ad es. Enrico Letta (del quale temo l'inevitabile successo post-tremontiano, della serie al peggio non c'è mai fine). |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di radisol il Sabato, 20 marzo @ 06:51:34 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Il Manifesto, che pure ha più in generale, anche sul piano strettamente economico/finanziario, una innegabile storia gloriosa in temini di controinformazione, ha però sempre avuto una specie di complesso di subordinazione nei confronti di Bankitalia .... e questo pure in tempi non sospetti .... vi ha a lungo collaborato tale Angelo De Mattia che, oltre ad essere stato segretario nazionale della Cgil dei bancari ed ultimissimo responsabile economico del vecchio Pci ... era ed ancora è soprattutto dirigente Bankitalia ed è stato pure il segretario particolare di Fazio nel periodo del "risiko bancario" di qualche anno fa che porterà poi all'incriminazione dello stesso Fazio per le vicende Banca Pop. di Lodi/Antonveneta e Bnl/Unipol ed alla sua repentina caduta .... |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di Pellegrino il Sabato, 20 marzo @ 09:56:50 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | se non sbaglio alle quote del Manifesto partecipa anche il Compagno Cesare Geronzi |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di cesare52 il Sabato, 20 marzo @ 13:51:45 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Tanto rumore per nulla. E' l'unico commento che si merita questo cosidetto articolo dal Blog sollevazione. Già nella denominazione che si danno "sollevazione" Moreno Pasquinelli e c. uno capisce la demenzialità . Estremismo parolaio ed ultraminoritarismo di chi oggi propone l'insurrezione, la sollevazione come parola d'ordine delle masse che invece, secondo loro, oggi mancano di parole d'ordine autenticamente rivoluzionarie. Ed ecco allora che dal blog "sollevazione" non si perde occasione, e la strumentalizzazione di questo modesto articolo del "Manifesto" che non dice nulla di diverso dalla solita solfa togliattana che dice da una vita, da quando cioè è nato . E' insomma questo post una strumentalizzazione estremistica e parolaia per dire "i veri comunisti siamo noi" così finalmente, secondo loro, gli operai che leggono il Manifesto capiscono chi porta avanti il vero comunismo e chi chiamandosi abusivamente Comunista invece ha tradito etcetc. Operai comunisti che leggono Il Manifesto? Un giornale che quando vende tanto non arriva alle ventimila copie e che soprattutto è un giornale di nicchia, un secondo giornale in un Italia in cui i ceti operai e popolari pe lo più non ne leggono giornalmente neanche uno di quotidiano. Io sono in Umbria e conosco bene questi chiccheroni inconcludenti, i signorini e le signorine del "Più uno", che sono estremisti a parole, "sollevazione" appunto ma stanno tutti con il culo al caldo, nelle amministrzioni, nelle cooperative tutte rigorosamente finanziate dal denaro pubblico o dal parastato. Per esempio ogni anno fanno il "Campo antimperialista", iniziativa lodevolissima peccato che la struttura, una isola del Trasimeno, è data dalla Regione che finanzia anche sottoforma di rimborsi e contributi dell'assessorato alla cultura e quant'altro. Insomma la "sollevazione" finanziata dallo Stato. Val bene ricordarsi che se uno fa le pulci agli altri poi corre il rischio che gli altri le fanno a lui. Come è bello rimpirsi, stando al calduccio, la bocca di antimperialismo etc. A me viene in mente il noto adagio del vecchioNenni :"c'è sempre in politica uno più puro che ti epura". Della serie "La situazione è grave ma non è seria" |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di nettuno il Sabato, 20 marzo @ 18:57:12 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Attenzione signori quando sentite SOLLEVAZIONE (BLOG) trattasi di gente infiltrata e che vi vuole mette fuori strada . SOLLEVAZIONE solleva solo della merda, e non dice che le cause che vengono dal NWO e dal sistema di una moneta a debito e che l'euro sarà una moneta di transito....indagate su internet.. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di marcopa il Domenica, 21 marzo @ 02:52:17 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Se un esponente del campoimperialista pubblica un commento non si discute o critica il campoimperialista, si discute o critica quello che ha scritto. Denigrare una persona o una area invece di entrare nel merito di quello che dice e' un atteggiamento diffuso (specialmente a sinistra) ma non aiuta a capire.
La discussione sul Manifesto e' utile perche' il Manifesto ha una sua, relativa ma non piccola,influenza nella sinistra e la utilizza, facendo politica,nella maniera che ritiene opportuna.
Io sono tra quelli che pue leggendo il manifesto da molto tempo non condivido piu' il suo modo di fare politica proprio perche' nel tempo ne ho visto i limiti.
La linea del Manifesto e' "essere la sinistra del centrosinistra".Ma questa linea e' fallita definitivamente perche' il PD , attuale forma partito dell' area che vogliono condizionare da anni, e' su posizioni neoliberiste, guerrafondaie,costruttore di inceneritori e rigassificatori.
Nonostante questa evidenza il nostro Valentino Parlato anche sul Manifesto di oggi da al PD la definizione di partito di sinistra (chissa' se Bindi e Marini sono d' accordo..) e scrive concludendo il suo articolo di fondo "Ma qui vengono immediatamente in gioco capacita' e responsabilita' delle sinistre.Di tutte quante e non solo, anche se principalmente ,del PD"
In sintesi dice di volere condizionare il PD, non lo condiziona per niente, e continua a dare a questo partito la patente di partito di sinistra, e se la patente di partito di sinistra viene data dal Manifesto questo, in Italia, ha il suo peso.
Quindi penso che criticare il Manifesto sia giusto anche se, per esempio, gli articoli di Tommaso di Francesco e Dinucci su guerra e armamenti (ma anche altre posizioni portate avanti dal giornale)sono indispensabili per tutti. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di pescerosso33 il Domenica, 21 marzo @ 06:45:57 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Parlato, che non amo, non dice nulla di errato rispetto a quanto ci si può aspettare dalla politica economica del governo. E' sintomatico però che si appoggi alle dichiarazioni da due esponenti di un livello di potere ancora superiore a qualsiasi livello politico: il prossimo presidente BCE e quello del direttore del FMI. Il deserto di teoria e prassi in cui si aggirano Parlato e tanti altri è evidente. Fare di tutta la questione un caso non aggiunge niente al niente che è, anche se nel campo della sinistra sono in parecchi ad aver pensato di superare l' immobilità del capitalismo familiare italiano aprendo ai gruppi finanziari internazionali, e hanno proprio sbagliato. |
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Re: IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA (Voto: 1) di dino23 il Domenica, 21 marzo @ 07:24:59 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Non si capisce il motivo di certe perplessità. In fondo, è sempre il solito rabbi Valentino. |
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