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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
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BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO
Postato il Sabato, 06 febbraio @ 03:30:00 CST di davide |
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DI ADRIANO BONAFEDE E MASSIMILIANO DI PACE
repubblica.it
Nei 7 anni e 2 mesi dei 3 governi del Cavaliere, dal 1994 al 30 novembre del 2009, lo Stato ha accumulato un ulteriore indebitamento per circa 430 miliardi. Più o meno 7.500 euro per ciscun cittadino italiano.
Se non avessi trovato questo debito pubblico...". Quante volte il presidente del Consiglio si è lamentato di non avere spazi di manovra nella finanza pubblica a causa del debito dello Stato? Un macigno da 1.800 miliardi, che genera ogni anno un costo mostruoso di circa 70/80 miliardi di euro. Dovendo pagare questa cifra ogni anno, di soldi per tutte le belle cose che lui vorrebbe fare (riduzione delle tasse, aiuti alle famiglie e chissà quali altri mirabolanti misure) non ce ne sono. Questa è la vulgata di Berlusconi. Ma le cose stanno davvero così? Non proprio, guardando alle cifre della Banca d’Italia. Se prendiamo in considerazione tutti i periodi in cui lui è stato al governo, dal 1994 fino ad oggi, eliminando quindi tutti i periodi in cui ha governato il centro sinistra, viene fuori qualcosa di sorprendente: fra i tanti esecutivi italiani, sono stati proprio quelli a matrice Berlusconi a creare un considerevole lascito di debito pubblico.
In soldoni: durante i 7 anni e 2 mesi di governi di Berlusconi (fino al 30 novembre 2009, ultima data per la quale si hanno i dati) sono stati accumulati 430 miliardi di debito pubblico, ossia circa 7.500 euro per ciascun cittadino italiano, bambini e nonni compresi, che comporta il pagamento di 250 euro l’anno a persona di interessi (essendo 3,2% il tasso medio attuale pagato dai titoli di stato a tasso fisso).
Guardando il debito causato da Berlusconi dal punto di vista delle famiglie, ogni nucleo di 4 persone dovrà ridare prima o poi allo Stato la bellezza di 30mila euro, e per il momento gli toccherà pagare gli interessi di questo piccolo mutuo, perpetuo fino a quando non si restituiranno, pari a 1.000 euro l’anno, da assolvere ovviamente con maggiori tasse. Tutto questo solo perché Berlusconi ha ritenuto indispensabile prendersi cura del nostro Paese in questi 7 anni, con il consenso, è giusto ricordarlo, di diversi milioni di Italiani.
Il ruolo che ha avuto Berlusconi nell’impoverire gli italiani è ancora più chiaro se si considera il valore nominale dei titoli di stato emessi annualmente, in aggiunta a quelli esistenti l’anno precedente, durante i suoi governi: un quarto di tutto il debito pubblico della Repubblica Italiana. E non si tratta di una crescita proporzionale alla durata: perché gli esecutivi guidati da Berlusconi sono durati finora l’11% del tempo della storia della Repubblica, mentre hanno prodotto il 24% del debito totale.
Certo, questi confronti sono un po’ a spanne, perché non considerano che il vecchio debito "pesa" in realtà molto più di quello nuovo, che è espresso in euro "svalutati" rispetto al passato.
Ma se se si "rivaluta" secondo le tabelle dell’Istat il valore del debito pubblico degli anni passati, quindi lo si trasforma in euro di oggi, il contributo dei governi di Berlusconi al debito pubblico italiano risulta indubbiamente più contenuto (261 miliardi di euro al valore del 2009, pari al 15% del totale), ma resta comunque di gran lunga superiore al debito prodotto dai governi di centrosinistra che si sono succeduti dal 1995 al 2008.
Infatti, a fronte dei 261 miliardi di euro (al valore di oggi) di debito accumulato in 7 anni e 2 mesi da Berlusconi, vi sono solo 80 miliardi di euro di debito accumulato dai governi di Centrosinistra in 8 anni e 5 mesi di esistenza. Se si guarda l’evoluzione del debito pubblico pro capite in termini reali, ossia depurato dall’inflazione (in euro 2009), si ha la conferma che con Berlusconi gli Italiani ci hanno rimesso. Infatti, il debito pubblico pro capite è passato in termini reali dai 25.360 euro del 1994 ai 29.773 del 2009, un aumento quindi di 4.410 euro , di cui ben 3.390 (cioè il 77 per cento del totale) sono attribuibili agli anni di governo Berlusconi, che però hanno coperto meno della metà del tempo trascorso (7 anni su 15).
La situazione poi peggiora di molto se si considera che la quantificazione del debito pro capite include gli stranieri residenti in Italia, ma che non essendo cittadini italiani, non dovrebbero essere tenuti a rispondere del debito. Se quindi si escludono i residenti stranieri dalla popolazione italiana, il debito pro capite aumenta sensibilmente: nel 2009 sarebbe di 31.800 euro, e non di 29.733, ossia 2mila euro in più. Che Berlusconi non si sia preoccupato delle generazioni future, lo dimostrano anche i dati del rapporto debito pubblico/Pil, che vengono considerati dall’Unione europea per verificare il rispetto del Patto di Stabilità.
Quando Berlusconi fece la sua prima comparsa come Presidente del Consiglio, l’Italia aveva un rapporto debito pubblico/Pil del 121,8%, che lui lasciò inalterato in quei pochi mesi, ma che i Governi di centrosinistra (Dini, Prodi I, D’Alema, Amato) ridussero di 13 punti percentuali in 6 anni, portandolo nel 2001 al 108,8%. Negli anni successivi di Governo di Berlusconi, quel rapporto si ridusse di soli 2,3 punti percentuali nell’arco di 5 anni, mentre Prodi, che gli successe nel 2006, in appena un anno lo ridusse di ulteriori 3 punti.
Ma da quando Berlusconi ha ripreso le redini del Governo nel 2008, il rapporto è cresciuto a dismisura, complice anche bisogna riconoscerlo, comunque una crisi economica ben al di fuori dal comune. Nel 2009 il rapporto debito/Pil è risalito al 115%, un valore che ci riporta al 1998. In pratica, i sacrifici previsti da 10 anni di dure leggi finanziarie sono stati vanificati. In conclusione, i dati della Banca d’Italia smentiscono le affermazioni di Berlusconi, ossia che il debito pubblico costituisca l’eredità degli altri governi, e non del suo, e soprattutto che i suoi esecutivi non abbiano mai messo le mani nelle tasche degli italiani.
Lui le sue mani le ha messe in quelle tasche. E le mette ancora: infatti ogni anno, solamente per il debito pubblico di responsabilità dei suoi governi, lo Stato spende 1518 miliardi per interessi. Che lui trova, naturalmente, con le imposte o ulteriore debito. Di certo sono gli italiani che in un modo o nell’altro devono pagare questi interessi. Ecco la quadratura berlusconiana del cerchio: prendere i soldi dalle tasche degli Italiani senza che questi se ne accorgano.
Purtroppo il livello raggiunto dal debito pubblico italiano, 1.800 miliardi di euro, circa 30mila euro per cittadino, ossia 120mila per una famiglia di 4 persone, dovrebbe far suonare seri campanelli d’allarme, se non altro perché circa la metà dei titoli di stato italiani sono in possesso di investitori esteri: 816 miliardi di euro al 30 settembre 2009. Questo vuol dire che ogni anno escono dall’Italia in media circa 35 miliardi di euro come pagamento degli interessi sui titoli, che è un importo multiplo delle ultime leggi finanziarie, e non si sa per quanto tempo ancora lo Stato italiano se lo potrà permettere.
Non solo, ma l’Italia resta esposta al rischio, tutt’altro che teorico, di rimanere senza risorse, se alcuni fondi di investimento esteri decidono di non riacquistare i titoli di stato italiano giunti a scadenza. In una tale evenienza, lo Stato italiano potrebbe avere difficoltà a pagare gli stipendi dei 3,5 milioni di dipendenti pubblici, e le pensioni dei 16,8 milioni di pensionati, dato che le tasse, anche se ritenute alte, non sono sufficienti a pagare tutta la spesa pubblica, come prova il sistematico deficit pubblico.
Adriano Bonafede e Massimiliano Di Pace
Fonte: www.repubblica.it
Link: http://www.repubblica.it/supplementi/af/1999/02/01/copertina/001agnus.htm
1.02.12010
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| "BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO" | Login/Crea Account | 35 commenti |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di lino-rossi il Sabato, 06 febbraio @ 04:24:59 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | invece ciampi ed andreatta non centrano assolutamente nulla col nostro debito pubblico?
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=891110&chId=30
andreatta: "Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l' escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale.
Da quel momento in avanti la vita dei ministri del Tesoro si era fatta piu' difficile e a ogni asta il loro operato era sottoposto al giudizio del mercato. Il bilancio di competenza del 1982 e' la dimostrazione di questa nuova situazione: riuscii in pratica ad azzerare i fondi globali, cosa che non era successa prima ne' successe dopo. Il saldo netto da finanziare del bilancio preventivo e il fabbisogno del consuntivo furono del 10% inferiore agli analoghi aggregati dell' anno precedente, anche se poi la Tesoreria, caricata nel recente passato, provoco' un volume eccezionalmente elevato di indebitamento." |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di Allarmerosso il Sabato, 06 febbraio @ 05:00:46 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Basta non se ne può più di sentir parlare di questi argomenti sempre con il tono del tifoso ultrà . Se si parla di debito non c'è motivo di additare le colpe a quello o l'altro governo . è il sistema che è truffaldino e questi articoli servono solo a mette contro la povera gente creando guerre fra poveri per semplici scheramenti di parte senza comprenderne i reali interessi . il berlusconiano sarà contrariato e dirà contro ... il prodiano sarà contento e dirà contro ... alla fine entrambi i polli verranno spennati assieme dato che condividono lo steso problema |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di Tonguessy il Sabato, 06 febbraio @ 06:19:02 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | "ogni nucleo di 4 persone dovrà ridare prima o poi allo Stato la bellezza di 30mila euro".
ESILARANTE! E come pensa, lo Stato, di obbligare famiglie sulla soglia di povertà a sborsare quei 30.000 euri?
Prima o poi? Sicuramente MOLTO poi....diciamo sufficientemente vicino alla fine dei giorni. |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di rosacroce il Sabato, 06 febbraio @ 08:45:13 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | la REPUBBLICA SE LA CONOSCI ........LA EVITI |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di rosacroce il Sabato, 06 febbraio @ 08:50:21 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | LA REPUBBLICA CI SPIEGA CHE I DEBITI DELLA STATO NON SONO CAUSA DELLA BCE PRIVATA CHE STAMPA DENARO A MANETTA E LO VENDE ALLO STATO INDEBITANDOLO PER SEMPRE ,ma al contrario il debito lo ha fatto tutto il governo è colpa di berlusconi ,di craxi ,di moro ,di chissa chi ..................tranne dei veri LADRI E RESPONSABILI NON CHE'
DATORI DI LAVORO DEI NOSTRI GIORNALISTI :
LA BCE E LA BANCHE USURAIE ED EBREE,che campano succhiando la ricchezza ai popoli attraverso il signoraggio primario e secondario e riempiendo tutti di debiti impagabili,
fino0 a strangolare ogni forma economica e ogni attivita lavorativa . |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di rosacroce il Sabato, 06 febbraio @ 08:53:05 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | non sono i governi che creano i debiti ,per quanto sperpino
ma le banche centrali.che vendono denaro creato dal nulla ,in cambio di premesse di pagamento ,cioè, titoli di stato .di stati ormai falliti. |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di stendec555 il Sabato, 06 febbraio @ 09:51:33 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | dopo lo spauracchio berlusconi (personaggio indubbiamente da denigrare per mille motivi) voglio proprio vedere cosa sapranno proporre gli italioti, forse l'ennesimo partito che rinascerà dalle ceneri del vecchio pci tra un pò di lacrimucce e tanti buoni propositi, prima di essere totalmente assorbiti dalla finanza internazionale e dissolverci totalmente come nazione (forse è la volta buona....!) |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di icemark il Sabato, 06 febbraio @ 11:22:05 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Alcuni fatti:
con Berlusconi il debito è aumentato;
sicuramente "chi amministra amminestra" (tanto per essere populista...);
la Banca d'Italia ci ruba i soldi perché privata http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf
riesco finalmente ad andare a capo :)
Ma di chi sono le banche?
http://www.unicreditgroup.eu/it/Investors/Shareholder_structure.htm
http://www.group.intesasanpaolo.com/scriptIsir0/isInvestor/ita/chi_siamo/ita_azionariato_intesa_sanpaolo.jsp
se qualcuno mi risponde...
Saluti |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di Firenze137 il Sabato, 06 febbraio @ 14:46:57 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Non vorrei essere ripetitivo ma in un monopoli truccato del quale ho scritto in altri post precedenti, nel quale viviamo è difficile dare la colpa ad un solo soggetto. E' un comitato d'affari mondiale ( + soggetti = banche e politici stampa ecc ) che ha truccato il monopoli e se ne guarda bene di modificare lo stato di fatto con il quale sta controllando la vita di tutti noi e di fatto ci rende schiavi - badate bene - non con la forza ma con il debito.
Comunque prima o poi ci sarà una resa di conti generale. Infatti le ruberie dei giocatori/bari, incidono anche pesantemente e sconsideratamente sulle risorse ambientali mondiali e penso che siamo già oltre il punto di non ritorno. Purtroppo.
E' solo questione di tempo alla fine Madre Terra presenterà il conto DARE/AVERE reale e tutto sarà resettato e a saldo zero.
Beviamoci su... |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di AlbertoConti il Sabato, 06 febbraio @ 16:49:33 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | "Lui le sue mani le ha messe in quelle tasche. E le mette ancora: infatti ogni anno, solamente per il debito pubblico di responsabilità dei suoi governi, lo Stato spende 1518 miliardi per interessi. Che lui trova, naturalmente, con le imposte o ulteriore debito." Peccato che questa scomoda verità sia rovinata da uno svarione, miliardi al posto di milioni. Berlusconi considera lo stato come un azienda, dove collocare nei posti chiave i suoi diretti collaboratori: commercialisti (tremonti), avvocati (lunga lista), mafiosi (ancora più lunga). Il principio è sempre quello degli affari, far guadagnare tutti i partecipanti al businnes, per questo è considerato un "bravo" imprenditore. C'è solo la "piccola" differenza che i veri soci, gli italiani, non sono i percettori del profitto aziendale ma i polli da spennare, cornuti (derubati) e mazziati (tassati). Si dimentica che ad ogni porcata finanziaria, tipo cartolarizzazioni dei beni pubblici, detassazioni, depenalizzazioni, condoni e quanto la fervida mente del contro-robin-hood dalla faccia da pierino abbia partorito, all'ombra del gran capo piazzista, tutte i conseguenti danni economici (oltre che morali) per la res publica si trasformano in tasse e debiti raddoppiati, da sommare ad altri furti ed inefficienze, questi sì in gran parte bipartisan.
Un debito pubblico insostenibile come il nostro ha una storia non breve e complessa, ma il futuro è certamente breve per ovvi motivi: l'inevitabile iperinflazione che colpirà presto l'intero occidente, combinata con la crescente inaffidabilità del sistema-paese, farà lievitare l'interesse sul debito proprio nel momento in cui la pressione fiscale diventa essa stessa insostenibile per il contribuente. Questo lo sanno tutti, perfino tremonti, che sa bene quanto siano insignificanti i suoi "tagli orizzontali", buoni solo a salvargli la faccia, nelle sue più ottimistiche speranze. Sostenere questa banda bassotti vuol solo dire essere criminali o coglioni. E' un problema dentro il problema, ma almeno uno scatto finale di dignità, una nuova resistenza antifascista, non si chiede poi molto! |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di af74 il Domenica, 07 febbraio @ 01:30:47 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.ordinenuovo.altervista.org/ | Prima di parlare di debito pubblico bisogna che qualcuno vi spieghi di cosi si tratta, il debito pubblico e' incrocio tra le spese di stato
(mantenimento immigrati ,case popolari ,sanita ,infrastrutture)
e mantenimentio cittadini (soldi chiesti in prestito da distribuire alla
popolazione ,e quindi il debito e' inestinguibile crescera sempre, avrai sempre bisogno di ulteriore prestito per pagare l'interesse, avendo in mano solo il capitale richiesto, esempio chiedi 1000 puoi restituire solo 1000 e mai 1001 non esitendo in circolazione 0001 richiesto per interesse ).
poi calcolare il tasso di crescita del PIL,che se risulta minore del tasso di interesse dei titoli di Stato, nel senso che le uscite dello Stato sono maggiori delle entrate in rapporto al PIL. In tal caso il rapporto debito/PIL tenderà ad aumentare all'infinito con andamento crescente.
Anno Debito PIL
2005 1.512.779 1.429.479
2006 1.582.009 1.485.377
2007 1.598.975 1.544.915
2008 1.663.650 1.572.243
Poi calcolare la popolazione e metterla in relazione alla realta , siamo 60ml ma in realta +5 ml di immigrati che soldi in tasca ne hanno anche se fosse solo un euro
questo vuole dire che il prestito di distribuzione alla popolazione e' inferiore cio che chiedi,esempio 100 euro per persona per anno 2011,
in realta ne hai 90 per colpa del immigrazione non essendo popolazione
aumentando ad dismisura sia il crollo del pil sia l'aumento del debito sociale.
LA fabbrica del debito: La Banca e infinita poverta del pianeta. |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di dana74 il Domenica, 07 febbraio @ 05:14:34 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | ecco un bell'articolo di disinformazione pura
Repubblica ci spiega il debito, a parte il fatto che fa comodo al sig debenedetti che lavora per Goldman sachs di consegnare l'Italia ancora di più al FMI per la cura di disintegrazione totale..
Ma repubblica mi piacerebbe scrivesse cosa dovremmo tagliare per ridurre il debito, ovviamente non mi ripeto visto che altri hanno fatto notare l'indebitamento DA SIGNORAGGIO che repubblica OCCULTA
ma COME MAI REPUBBLICA NON SUGGERISCE DI TAGLIARE LE SPESE COME PER IL TAV, LE MISSIONI DI GUERRA, INCENERITORI E SOVVENZIONI ALLE IMPRESE GRANDI IMPRESE DI OGNI SORTA????
Semplicemente perché son d'accordo anche loro, infatti anche con gli altri governi è successo che sta robaccia è andata avanti.
Poi, una volta nelle mani del FMI diranno che dovranno essere tagliate le pensioni ed il resto lo sappiamo
Insomma, disonestà utile al loro servilismo, questo articolo lo dimostra |
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Re: BERLUSCONI, LA FABBRICA DEL DEBITO (Voto: 1) di ADANOS il Lunedì, 08 febbraio @ 02:38:29 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Bella foto. E Le due aspiranti veline, svampite e clonate l'una dall'altra, che si atteggiano da sgualdrine? |
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F A T T I (Voto: 1) di Diapason il Lunedì, 08 febbraio @ 05:55:49 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | ...C'è poco da berciare.
Il fatto che questo articolo riporti dei dati che, *SE* veri (ma non ce li vedo due giornalisti dalla penna giudiziosa come loro, esporsi a pubblicare dati smentibili...) dimostrano semplicemente come certi governi abbiano almeno provato a effettuare politiche di rigore finanziario, mentre altri governi abbiano preferito la strada del panem et circenses (per poi ammucchiare una sgradita sorpresa in coda) non deve provocare campanilismo politico malriposto.
Se prendiamo come valore basilare indiscutibile, come mèta da raggiungere ad ogni costo e prima possibile, l'obiettivo di ridurre sostanziosamente l'attuale debito pubblico (...già scendere sotto al 100% ci darebbe una tale spinta verso l'alto che la tesoreria dello Stato nemmeno osa immaginarla, una tale cuccagna!!!) allora abbiamo da subito adottato una particolare lente d'osservazione con cui giudicare l'operato degli esecutivi passati e di quello presente.
...I numeri non hanno colore politico, e chi cerca di spalmargliene uno sopra è in malafede oppure è disinformato - oppure, peggio ancora, disinformato E in malafede.
Che alcuni governi di centrosinistra abbiano avuto il coraggio di scelte impopolari che però, alla fine, hanno pagato in termini di salute finanziaria dello stato, è innegabile: il debito pubblico italiano implacabilmente, anno per anno, denuncia chi ha fatto cosa, e come lo ha fatto.
Che poi il metodo (con cui il debito pubblico è stato ridotto) sia stato socialmente giusto o sbagliato, è sicuramente oggetto di libera discussione: alcune scelte dei governi di centrosinistra, pur riducendo il debito pubblico, hanno colpito duramente, in molti hanno sanguinato.
...Ma che il debito pubblico sia calato, e di parecchio, in quegli anni, nessuno può negarlo.
Ergo, se alcuni esecutivi hanno quantomeno tentato di raggiungere l'obiettivo principale che abbiamo definito sopra, quello deve rimanere l'unico metro con cui elaborare un giudizio su ognuno degli esecutivi sotto esame, e quindi un esecutivo che prova a raggiungere quell'obiettivo, va premiato.
Potrà non piacere a molti, ma quel che l'articolo asserisce è incontrovertibile.
Se poi vogliamo adottare, per giudicare gli esecutivi succedutisi fin qui, una lente di osservazione diversa (esempi: aumento/diminuzione delle esportazioni? Crescita/diminuzione della alfabetizzazione? Dell'occupazione? Della spesa per la ricerca? Della spesa militare? Della spesa sulle infrastrutture? etc) allora sicuramente il discorso cambia, allora sicuramente questo articolo non parla più di un argomento centrale.
...Ma il debito pubblico è il PRIMO, è più importante, tra i coefficenti di misura della salute di uno stato. |
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