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IL FORUM DI COMEDONCHISCIOTTE
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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE
DI MARCO PIZZUTI
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WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)
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MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE
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NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO
Postato il Venerdì, 22 gennaio @ 22:30:00 CST di davide |
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DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info
“Sono convinto che se vogliamo metterci dalla parte giusta della rivoluzione mondiale, noi dobbiamo sottoporci a una radicale rivoluzione di valori. Dobbiamo rapidamente allontanarci da questa società centrata sui beni, e andare verso una società centrata sulle persone. Quando le macchine, i computer, i profitti, e i diritti di proprietà sono considerati più importanti delle persone, i tre mostri del razzismo, materialismo estremo e militarismo non possono più essere sconfitti ”.
Martin Luther King disse queste parole a New York, nella Riverside Church, il 4 Aprile del 1967. La cosa che mi colpisce, tanto, di quel passaggio è il suo appello pronunciato quarantatre anni fa affinché ci si allontani dal modello di società basata sull’Esistenza Commerciale, precisamente il modello trionfante oggi. Questo, più di ogni altra cosa, ci dà la misura del nostro fallimento, del fallimento della sinistra, degli intellettuali, e degli attivisti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
King, la notte prima di morire, e cioè il 3 Aprile 1968, parlò a una folla a Memphis. Fra le tante cose, egli raccontò di quando anni prima fu accoltellato da una donna di colore durante la presentazione di un libro. La lama del coltello sfiorò la sua aorta lesionandola gravemente. Dopo l’intervento chirurgico i medici gli dissero che se solo avesse in quei tragici minuti sternutito, sarebbe morto. La circostanza fu ripresa dai giornali. Tempo dopo, Luther King ricevette una letterina, dove vi era scritto: “Caro Dr. King, sono una studentessa della prima liceo White Plains. So che non deve contare, ma le dico che sono una ragazza bianca. Ho letto sui giornali della sua disavventura e della sua sofferenza. E ho letto che se lei avesse sternutito, sarebbe morto. Le sto semplicemente scrivendo per dirle che sono così felice che lei non abbia sternutito”.
Il leader nero era stato quasi ucciso da una sua sorella di razza, non da un bianco razzista, e ritrovò in quelle poche righe il coraggio di continuare, il suo immenso coraggio. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di colore nel 1960, quando in massa decisero in tutti gli stati del sud degli Stati Uniti di sedersi nelle mense per soli bianchi. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di sinistra cileni nel 1973, quando continuarono a riunirsi nonostante il terrore. Lo stesso coraggio che ebbero gli operai polacchi a Danzica o i giovani cecoslovacchi a Praga nonostante le bocche di cannone sovietiche. Si potrebbe continuare.
Ricordiamoci: una lettera di carta, un francobollo. Nulla di più insignificante fra i mezzi per aiutare una rivoluzione. La differenza la fece il coraggio. Noi non affrontiamo i cappi d’impiccagione dei razzisti di allora; non affrontiamo le torture della DINA di Pinochet; non affrontiamo i carri armati. E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi.
Non abbiamo più scuse noi, con le nostre portaerei d’informazione e il nostro fondoschiena parato. Ho già detto che dobbiamo smettere di drogarci d’informazione ossessiva in questo web-trappola, e si deve scendere in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, o aiutando chi ha bisogno, con la stessa tenacia e perseveranza di chi ha sofferto per darci le libertà che abbiamo. Come i neri americani di Luther King si sedettero in quelle mense e si rifiutarono di muoversi, così dobbiamo fare noi in altri luoghi, e rifiutarci di muoverci se non vediamo soddisfatti i nostri diritti. Essere in massa fa la differenza, come la fece per loro, è ovvio, dovremmo arrivare a esserlo in ogni data istanza e ad essere perseveranti, cioè senza squagliarci al sole come è usanza tipica italiana dopo pochi mesi di entusiasmo. Ma anche lottare in pochi o da soli conta, e l'esserlo non ci esime dal dovere di farlo, così come lo fecero milioni prima di noi. Se no, noi cosiddetti impegnati siamo ridicoli, i primi ridicoli ‘rivoluzionari’ della Storia, quelli 'di tastiera'.
Per questo motivo mi tolgo dalla mia tastiera, scriverò molto di rado, mi rifiuto di buttare io stesso altro carbone nella locomotiva dell’obnubilamento civico che è la Rete. Per me è un sacrificio enorme, perché scrivere è la mia vita. Ma qui ripeto: “Ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo?”. Ci risentiremo qui fra... non so. Nel frattempo e prima di allora ci incontriamo nei luoghi della vita vera, ciascuno a fare la sua battaglia. Spegnete il pc, vi basta un pezzo di carta e un francobollo, vi basta la voce. E il coraggio.
Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=175
21.01.2010
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| "NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO" | Login/Crea Account | 63 commenti |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di giosby il Venerdì, 22 gennaio @ 23:23:10 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.giosby.it/ | Pensare non è attraente, questo è il dramma.
Se riuscissimo a proporre notizie CERTE al pubblico del Grande Fratello, del campionato i calcio e dei Black Eye Pies suscitando almeno lo stesso interesse e la stessa voglia di replicare le gesta di questi "eroi" avremmo già fatto un grande passo avanti.
Ma non abbiamo alcun mezzo, né capacità creativa, né soldi a sufficienza e neanche francobolli, pertanto ci resta la tastiera su cui addormentarci ... |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di edo il Sabato, 23 gennaio @ 00:19:33 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Caro Paolo, siamo una minoranza. Tu sei una minoranza nella minoranza... con la segreta speranza di diventare maggioranza... perciò sei maggioranza anche tu (che ti piaccia o no).
Scrivi ogni volta che hai qualcosa d'interessante da dire, anche perchè, ciò che t'interessa sai esprimerlo piuttosto bene.
Il fatto che "io" possa non essere sempre d'accordo con ciò che sostieni, è anche l'espressione di una maggioranza... e per fortuna! |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di riefelis il Sabato, 23 gennaio @ 01:23:19 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Come al solito Barnard ha ragione. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di Lord_Archon il Sabato, 23 gennaio @ 01:24:25 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Se vogliamo essere efficaci, ci serve prima un piano coordinato. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di tixgo il Sabato, 23 gennaio @ 02:02:22 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Concordo ancora una volta con Barnard.
In più aggiungo che se le "rivolte web" finora fatte sono fallite (quasi tutte) è perché, in buona sostanza, la maggioranza della gente che vi ha partecipato lo ha fatto solamente perché era bello parteciparvi e la facceva sentire un po' rivoluzionara.
La dura realtà, come si deduce vedendo il documentario Capitalism: A love story, è che oggi è possibile vedere una vera rivolta o rivoluzione solamente quando ci si trova veramente con la merda fino alla gola.
Finché avremo i soldi per pagare le bollette dell'adsl e della corrente vorrà dire che saremo ancora, tutto sommato, bene. Sarà la vera crisi, che deve ancora arrivare e che ridurrà drasticamente il nostro standard di vita, a portarci lontano da questa illusione e magari a riportarci coi piedi per terra.
Per oltre 50 anni il ceto medio ha accettato buona parte delle ingustizie prodotte dal sistema, purché fosse garantito all'uomo medio un buon livello di benessere.
Preparatevi all'atteraggio.
Grazie Barnard. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di marco08 il Sabato, 23 gennaio @ 02:18:03 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Caro Paolo questa volta hai toccato il mio cuore. Martin Luther King per me ha rappresentato la vera rivoluzione razziale, egli andò oltre il colore della propria pelle lui cercò l' uguaglianza vera quella a 360 gradi. Concordo che bisognerebbe attivarsi, incontrarsi e imporsi sui propri luoghi di vita ma come? Tu stesso scrivi ma non organizzi mai meeting o iniziative pubbliche, per andare oltre e scendere sulle strade bisogna sempre trovare qualcuno o qualcosa che abbia il carisma e la forza di raccogliere le masse e questo a me sembra sempre più difficile da trovare visto il panorama attuale.Comunque qualche compromesso bisognerà firmarlo altrimenti questa aggregazione e questa forza propulsiva non la troveremo mai , dall' altra parte c'è sempre qualcuno "più forte di noi". |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di astabada il Sabato, 23 gennaio @ 02:18:55 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Su una cosa non sono d'accordo con Barnard: quando dice che le nostre sfide sono piu' semplici di quelle del passato.
"E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi."
Noi dobbiamo affrontare problemi più che mai globali, ciò che costituisce una complicazione enorme. Ad esempio il potere può usare i popoli gli uni contro gli altri, vanificando le lotte dei lavoratori in Italia (per esempio) grazie alla manodopera a basso costo in Thailandia (per dirne una). Vi lascio immaginare la difficoltà dei rappresentanti dei lavoratori italiani a recarsi in Thailandia e convincerne gli operai ad appoggiare le loro rivendicazioni...
Il fatto che invece di sottometterci col pugno di ferro ci tengano buoni con il lettore mp3 (e tutto il resto), non vuol dire che il potere non abbia alternative. Si tratta solo del metodo giudicato più adatto al contesto, tanto è vero che non disdegna affatto l'uso della forza laddove soggetti (penso subito ai Giornalisti uccisi in tutto il mondo) o interi popoli (Honduras, Afghanistan, ...) non si lascino irretire (o non sono previste risorse da allocare a tal proposito).
La nostra sfida è di sicuro più grande, perché anche se un giorno riuscissimo a far cadere il velo che confonde la realtà ed a liberare la gente, saremmo solo al punto da cui gli studenti cechi cominciarono la loro lotta. Ci troveremmo allora anche noi ad affrontare il re nudo - ma tutti sanno che quando è nudo il potere non va tanto per il sottile...
Just my 2c
astabada |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di jake il Sabato, 23 gennaio @ 02:53:22 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.dosstrento.net/dosstrento/index.php | Ciao Paolo…
Ti stavo aspettando….
Leggendo tutti i tuoi interventi mi chiedevo quando avresti dato una risposta sul cosa fare, sul cosa farai/faremo per passare da “tippettatori virtuali “del web a “guerriglieri “ del mondo reale!
Continui a ripetere di usare la propria testa…giusto, ma le singole teste non possono fare nulla!
A parte che il problema è uno solo, e cioè gli ITALIOTI di cui , anch’io, come te faccio parte , io credo che in una democrazia, dove il 60 % della popolazione vota il Berlusconi di turno, la partitocrazia di turno ( non è che l’opposizione faccia delle grandi cose eh??) , dove gli va bene il vivere di questa società, non ci sia più nulla da fare.
Noi ci lamentiamo… ma siamo una minoranza.
E poco importa se la colpa sia dei media, dei nostre teste acefale, della Tv o di chi sa cosa…. Quello che conta è come hai detto tu è che abbiamo “fallito”.
Ricordati però che siamo e restiamo una minoranza….. e anche se la minoranza diventa super attiva
scende in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, sempre minoranza resta!
Possiamo consolarci aiutando chi ha bisogno ma questo non serve dirlo, lo si fa e basta! E’ insomma una magra consolazione che ci permette di giustificare il nostro fallimento!
Oramai non vi è più nessuno disposto a combattere veramente per il proprio credo….
E anche se tu smetti di scrivere ( cosa di cui dubito veramente e in effetti hai già risposto a CARLO MATTOGNO) cosa risolvi?
Singolarmente, senza TV, senza internet, senza quel mezzo che ti permette di condividere con molti la tua idea rimani un eremita errante per il mondo reale, sputtanato e deriso dalla maggioranza.
Mi sembra che King abbia lottato sino in fondo e non sia fuggito.
La tua cos’è se non una fuga con la pretesa della scusante o giustificazione?
ciao |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di sentinella il Sabato, 23 gennaio @ 03:46:40 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | il problema di fondo è che siamo tutti più meno d'accordo sull'OPPORCI A ma quando si tratta di UNIRSI su proposte concrete saremmo sicuramente divisi e lacerati perchè non siamo lupi ma siamo cani.
I lupi in branco sono animali sociali che collaborano per la riuscita della caccia: hanno un capobranco riconosciuto ed ognuno gioca il suo ruolo per il raggiungimento del risultato finale.
Noi siamo cani ognuno fedele alla mano del padrone che ci porge il cibo, pronti a voltar gabbana non appena udiamo il suo fischio di richiamo. E' una questione culturale: non siamo liberi dentro, ci hanno educati così e così è fatta tutta la nostra comunità sociale. Ognuno ha la sua parrocchia e all'interno delle sue mura invisibili ci passa tutta la vita.
Siamo bravissimi a trovare il pelo nell'uovo agli altri, abilissimi nella dietrologia e quando si muove qualcosa ancora più bravi a smontare tutto quello che fanno gli altri in nome della purezza del nostro pensiero. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di indyp il Sabato, 23 gennaio @ 04:02:59 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Per una volta almeno sei coerente con te stesso.
Ricordo però una cosa.
Se si scende in piazza prima di avere individuato il vero potere si rischia di essere strumentalizzati come in tutte le "cosiddette" rivoluzioni e ne abbiamo avuto un esempio coi i grillini che sono scesi in piazza per delle cagate assurde poste dal loro leader.
Poi c'è stato il popolo viola sceso in piazza contro il Berlusconi. Poi ancora prima ci sono state migliaia di manifestazioni "sempre contro il politico di turno"; cioè il potere, quello vero, caro barnard, non è mica fesso. Sa che la gente scende in piazza, prima o poi. E allora gli ha costruito i parafulmini contro cui sbraitare. Il vero potere ha sempre sfruttato le persone che scendono in piazza, in tutti i regimi del mondo.
Caro Barnard, se la gente scende in Piazza contro il parafulmine di turno e non ha prima capito quale è il vero potere, non cambierà mai niente. Scendere in piazza in un "movimentismo" senza testa non porta da nessuna parte.
Caro Barnard ma tu sai cosà è il vero potere? Non parlo del Cfr, della Trilaterale, del Bilderberg, di Soros che tu citi, ma parlo delle Banche.
Quante manifestazionti hai mai visto in america latina che protestano contro le Banche, il VERO potere? Queste sono le manifestazioni che hanno il potere di cambiare qualcosa. Quanti articoli hai fatto sulle BANCHE, caro Barnard? Adesso che tu vai in piazza cosa spiegherai a quelli che vuoi coinvolgere? Gli dirai forse, come hai fatto in molte tue conferenze, che il Nuovo Ordine Mondiale non esiste perchè lo dici tu che hai letto tutti i documenti ufficiali del mondo? Caro Barnard ti sei mai letto il documento del Council on Foreign Relations http://www.cfr.org/project/1369/international_institutions_and_global_governance.html espressione del Banchiere Rockefeller prima di dire che il Nuovo Ordine Mondiale è una minchiata dei "complottisti"?
Se le persone non scendono in piazza come persone consapevoli e informate saranno sempre strumentalizzate e nella storia non cambierà mai un cazzo! Tu sei proprio poi così sicuro che solo su internet siamo tutti schedati? Hai mai sentito parlare di RFID? Sai cosa sono gli RFID Barnard? Un'altra minchiata dei complottisti? Informati!
Tu sei stato un dipendente dei di un'azienda che gestisce uno dei mezzi di informazione più Diabolici e passivizzanti della storia dell'uomo. Il mezzo di informazione che più di tutti ha reso l'uomo un puppazzo senza nervi: LA TELEVISIONE. Hai fatto Mea Culpa de questa tua macchia nella tua carriera? O ti credevi di cambiare il mondo da uno schermo TV?
Chi studia, legge, approfondisce le dinamiche del vero potere, su internet, come sui libri è solo un povero allocco? Caro Barnard se la smetterai di scrivere io non sentiro certo la tua mancanza, anche perchè delle tue analisi non c'è mai stato un pensiero originale. Continuero invece a informarmi e a scendere in strada, ENTRAMBE LE COSE, CHE NON VEDO IN CONTRADDIZIONE. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di brunotto588 il Sabato, 23 gennaio @ 04:28:44 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | CI SAREBBE UNA TERZA VIA, l' unica che avrebbe qualche possibilità di riuscita.
Questa volta sono in netto disaccordo con Barnard, a cui continuo a criticare questo suo incitare ad un attivismo che vedo del tutto insensato, e che non avrebbe nessuna reale possibilità di riuscita ... senza dire che le ribellioni aperte fanno male. Eppure per ribaltare le cose basterebbe volerlo: il fatto è che troppi "piccoli" interessi impediscono di volerlo veramente.
IL COLOSSO DAI PIEDI DI MERDA, come ho chiamato in un mio post l' attuale sistema di potere, poggia appunto su due piedistalli che hanno la stessa consistenza della merda: il controllo monetario ed il controllo dell' informazione. Poggia sul fumo, su due cose fittizie, su una realtà immaginaria che NON ESISTE, ma che ci viene fatta credere. Poggia insomma su pilastri che hanno la stessa consistenza di Babbo Natale, della Befana e dellas Cicogna che porta i bambini. BALLE.
Ergo, se tutti i lettori di questo sito ( che ormai somiglia sempre più a un fumettone che fa solo il verso a se stesso, ed ha perso qualsiasi potenziale smalto "dinamico" ) ritirassero oggi i soldi dalla banca e buttassero stasera la Tv giù dal balcone, lunedì il sistema sarebbe sul punto di crollare. Basterebbe questo, ma nessuno lo vuole.
Perchè ? Per la stessa ipocrisia di chi finge di piangere i terremotati, ma impedisce agli aiuti di arrivare, semplicemente perchè NON E' QUELLO che vuole.
Per la stessa ipocrisia di chi contesta a parole ma poi paga il canone Rai e compera il giornale in edicola, di chi blatera tanto ma poi investe in prodotti finanziari. ( Vi siete accorti di quanti articoli di "previsioni finanziarie" ospita questo sito, articoli che fanno sempre oltre 4000 lettori ? Vi siete chiesti come mai ??? )
Cominciate dunque ad andare un po' tutti a fanculo, a cominciare da chi segue con tanto interesse speculativo le vicende finanziarie. CAMBIARE SI PUO', il fatto è che nessuno lo vuole realmente. Tutto qui. Ciao ! |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di CarloLux il Sabato, 23 gennaio @ 04:40:18 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Un deja-vu: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=103 |
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Barnard chiude per TRISTEZZA ? (Voto: 1) di giosby il Sabato, 23 gennaio @ 04:58:26 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.giosby.it/ | Non è la prima volta che Paolo si ritira a vita privata.
E scommettiamo che non sarà l'ultima!
In gergo si chiama depressione.
Comprensibile, certo, ma è un problema sociale o personale?
http://www.giosby.it/2009/05/10/pavidi-schiavi-o-complici-benestanti-commentando-paolo-barnard/
http://www.giosby.it/2009/05/11/scambio-di-email-con-paolo-barnard/ |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di idea3online il Sabato, 23 gennaio @ 06:41:10 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.idea3online.it/subprime.htm | E' giusto non essere
dipendenti da queste macchine infernali che sono i computer o la rete, però
siamo qui, è poichè siamo esseri umani a somiglianza di Dio, useremo la
tecnologia finchè ci è utile, se dovessimo capire che dipendiamo dalla rete a
volte potrebbe accadere, dobbiamo fuggire verso la vita creata da Dio, la rete è lo strumento dell'Elite del NWO, la stessa Elite è sottomessa al Demonio.(La struttura internet è la nuova Torre di Babele e l'Elite è il moderno NIMROD). Infatti se facciamo una passeggiata
nella vita reale anche senza fare niente siamo rigenerati, se facciamo una passeggiata
nel mondo virtuale non siamo rigenerati, ma il caos regna sovrano nella
nostra mente, facciamo tanto e non facciamo niente(Il troppo è come al niente..gli opposti si annullano) caos nel senso che i ritmi dei tempi sono veloci e poichè noi
siamo a somiglianza divina i nostri sensi si scontrano con la velocità del
mondo virtuale.
Chiudo con questa scrittura della Bibbia piena di equilibrio:
Ecclesiaste 7:16-20
Non esser troppo scrupoloso
né saggio oltre misura.
Perché vuoi rovinarti?
Non esser troppo malvagio
e non essere stolto.
È bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano
da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.
La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che
governano la città. Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia
solo il bene e non pecchi. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di mazzi il Sabato, 23 gennaio @ 07:40:49 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Barnard, tu mi piaci, non puoi non piacermi per quello che scrivi. O sei un genio dell'infingardaggine, cosa che non credo, o sei il piu' sincero dei sinceri.----------------- Tuttavia.... ogni volta che leggo i tuoi post mi cascano le braccia. ----------------------Possibile che tu non abbia capito che le rivoluzioni (ha ancora senso tale parola?) le fanno le grandi idee? Possibile che tu non abbia ancora capito che la grande vittima dei nostri tempi e' l'idea e che senza di essa tutto e' affondato nella melma di un individualismo viscerale, di un opportunismo pragmatico? Possibile che non vedi che tutto e' ormai confusione e che proprio gli intellettuali di sinistra, anche onesti per carita', sono stati i primi a prestarsi a questo gioco di confondere, ribaltare, relativizzare e distruggere? ------------------------Eppoi ... Rivoluzione, d'accordo, e verso che cosa? Additi forse una meta? Rivoluzione in senso forse Marxista? No, non credo, e allora cosa facciamo, cacciamo il diavolo dalla porta per vederlo rientrare dalla finestra? Continuiamo a tenere in piedi il mostro capitalista? Dicci, Barnard, che rivoluzione pensi si possa fare parlando in senso quanto mai vago di cambiare il nostro modo di ragionare e di muoverci fra la gente? Perfino negli ospedali.... Queste sono cose che fanno le madri Teresa e i missionari, e le madri Teresa e i missionari non hanno mai fatto la rivoluzione.------------------------------------ Infine, hai ben presente a chi stai predicando su questo sito? Mi sa di no, ed e' anche per questo che con tutto il bene che ti voglio, riesci solo a farmi cascare le braccia. |
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PAOLO, LA GIUSTA VIA STA NEL MEZZO. (Voto: 1) di renatino il Sabato, 23 gennaio @ 07:55:46 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | Hai ragione tu come ha ragione brunotto588 quando sostiene che nessuno vuole realmente cambiare.
Internet non c'entra nulla, è solo un'altra opportunità.
Ma se davvero internet nn serve a nulla contro il potere, perchè lo vogliono bloccare, limitare?! Non è un controsenso?!
Tu pensa che volevo scrivere qualcosa io sul pensiero di Martin Luther King,
giorni fa che è stato il suo giorno di nascita.
Altro che i prof della pennsilvenya che ci spiegano l'empatia!! Ma andasse a fan..!
Quella donna bianca che hai descritto tu è un modello di empatia!!
Paolo, forse anche tu sei troppo empatico, sensibile che non accetti i compromessi.
Mi sa che nella vita tocca farli se vuoi costruire qualcosa.
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di anonimomatremendo il Sabato, 23 gennaio @ 08:34:20 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Ancora dietro a questi miti moderni .Ma ancora non l ´avete capito che la rivoluzione mondiale prossima ventura non avrá messia,non sará incentrata sulla Persona o su presunti valori e diritti universali astratti e non calerá dall alto da menti illuminate .Questi sono gli utili fetticci dell ultima rivoluzione vittoriosa:quella borghese.Sarebbe l´ ora di disfarsene no?.La prossima rivoluzione sará la comunista pura,e sará anonima, tremendamente anonima. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di MrDRAgo88 il Sabato, 23 gennaio @ 09:57:33 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | I PASSI PER IL CAMBIAMENTO, DA FARE TUTTI INSIEME.
-INQUADRARE L'OBBIETTIVO L'obbiettivo è sbloccare la paralisi partecipativa della cittadinanza. Dobbiamo far riaquistare a tutti il senso critico, fare in modo di ottenere consensi che si contrappongano all'attuale idea del potere dominante. Identificare il libero consenso della gente come unica via, esso è un principio fondamentale dello sviluppo umano, nel corso della storia ci ha portato dalle barbarie alla civiltà e funzionerà sempre.
- CAPIRE IL POTERE Non è Berlusconi, non sono le mafie, non è la chiesa... Studiarlo a fondo, capire com'è arrivato dov'è ora e che strumenti ha utilizzato. Inquadrare il vero nemico da combattere: l'elite economico finanziaria mondiale,i grandi banchieri internazionali, approfondire le funzioni delle organizzazioni(wto, commissione trilaterale, gruppo Bilderberg, ecc...) e come agiscono. identificare il Signoraggio bancario come la linfa dei poteri forti.
- USARE LA PROPRIA TESTA Prendere coscenza che ognuno di noi può cambiare la storia. Non dobbiamo rappresentare il ruolo passivo ma rimetterci al centro, ripudiare il culto dei vip, dei paladini dell'antisistema e riprendere in mano le redini dell'informazione. Annullare il principio secondo cui "chi più sa più conta", facendo ogni giorno la propria accurata analisi dei fatti per riaquistare il senso critico di cui abbiamo bisogno.
- CREARE UN NETWORK DI ATTIVISTI Espanderci su tutto il territorio nazionale. Mettere da parte le differenze che separano i nostri gruppi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione. Formare un gruppo di cittadini che agiscano con indipendenza, ognuno con i piedi fermamente piantati sull'idea che il principio morale deve essere seguito a 360 gradi, a qualsiasi costo, in ogni azione e verso chiunque.
- UTILIZZARE UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Studiare ed applicare una comunicazione gradevole e penetrante e che funzioni nel mondo della gente comune. I nostri metodi dovranno essere in perenne evoluzione.
- ESPANDERCI OVUNQUE Diffonderci nei luoghi della gente, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.
- SAPERE CHE IL CAMMINO E' LUNGO Dovremmo convincere milioni di persone a scelte impopolari, rinunce e mutazioni di stili di vita, ma sapendo mostrargli però la convenienza finale di un mondo più in equilibrio. Occorreranno anni prima di vedere risultati concreti, dunque non possiamo essere motivati da gratificazioni a breve termine.
-DOBBIAMO TENTARE Non avremo nessuna certezza che questo funzionerà ma se non ci proviamo le cose andranno male comunque, quindi è assurdo non tentare. Se non riusciremo a sbloccare la paralisi partecipativa del popolo, essa è stata e sarà l'arma finale del potere. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di augustina il Sabato, 23 gennaio @ 10:17:28 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Cito qualche stralcio di Umberto Galimberti tratto dal libro “i miti del nostro tempo”, al di la della polemica sul mondo del web
“Perché oggi la Rivoluzione non scoppia?”.
Nel rivoltoso ’68, c’era ancora una “dimensione umanistica”, ovvero c’era la possibilità di scontro tra due “volontà” ben distinte. E questo, forse, era un bene. Infatti, in quegl’anni, gli interessi dell’operaio erano diversi, opposti forse, da quelli del grande imprenditore; il signor Rossi o il signor Tal dei Tali si scontrava ogni giorno con il signor avvocato Agnelli. Questo contrasto era già stato definito da Hegel come rapporto Servo/Padrone. In fin dei conti, c’era terreno di scontro che, volendo o non volendo, portava ad un progresso comune. Oggi, sia il Servo (operaio) che il Padrone (imprenditore) sono dalla stessa parte. Paradossalmente non sono più contrapposti, vanno a braccetto. Tutto questo perché sopra di loro aleggia, come un uccello nero e aggressivo, quella che il filosofo Galimberti chiama “dimensione anonima”, ovvero il Mercato. Una dimensiona anonima che si completa con la tecnica finanziaria e gli investimenti, con le rincorse affannose al prestito, con l’ipotecarsi tutto per acquistare il superfluo, ipotecare figli e futuro, ipotecarsi anche le mutande. Il Mercato diventa, quindi, la “volontà” antagonista e intangibile sia del Servo che del Padrone. Ci si chiede, quindi, cos’è questo Mercato? Cos’è questo Nessuno? Data l’indecifrabilità di questo Nessuno, i giovani d’oggi non sanno con chi prendersela, rinunciano alla battaglia, abbandonano l’idea di Rivoluzione. Bivaccano e vegetano in una società che sembra ottima, ma che ottima non è affatto.
Sempre dal libro
Fine del potere degli stati
“la specializzazione imposta dal mercato porta alla frammentazione dei processi lavorativi e inoltre la mondializzazione del mercato dei capitali ha apportato il colpo decisivo al già tramontante potere degli stati, alla possibilità di influenzare con le politiche statali il corso degli avvenimenti. Altra caratteristica del capitalismo globale è la fine dell’indipendenza degli stati dato che la loro politica economica diventa pura esecuzione di ricatti finanziari al fine di ottenere crediti.” Romano Madera
Se questa analisi è credibile allora non abbiamo nemmeno più un nemico Stato contro cui lottare ma un gigante, un colosso di chi ha il potere finanziario,fondo monetario ,banca mondiale ecc,.....la vedo dura!! |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di fernando20 il Sabato, 23 gennaio @ 10:41:15 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.fernandotagliaferro.it | | Sono d'accordo in buona parte per quello che scrivi ma....ogni volta che i popoli si sonoi ribellati "i grandi furbacchioni" (Banchieri, sette insomma chi detiene veramente il potere) studiavano il sistema di darti la carotina, preparandosi (senza fretta) a darti una bastonata.....io penso che gli unici che hanno fatto veramente qualcosa per riprendersi la loro dignità di popolo sono stati i Francesi (con la rivoluzione)....
Abbiamo lasciato le mele marce sul cumulo, ed ora il marcio è dappertutto, lo sò che questo non è razionale....ma una pulizia ai grandi livelli ci aiuterebbe a vivere meglio... |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di lupoleo il Sabato, 23 gennaio @ 18:49:53 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Salute e buona vita a tutti,
In questo istante come in altri della vita, rifletto.
Leggo informazioni e ascolto notiziari, comunico e discuto con individui di vita e d'amore, guardo documentari e foto di denuncia.
Ambiente, conflitti, politica, consumo critico, etico, economia, inquinamento, rifiuti, agricoltura, autoproduzione, sostenibilità... Progresso.
Benessere.
Desideri?
Cosa Desideriamo in realtà per gli esseri viventi, per il pianeta?
Quale Desiderio vuole realizzare ognuno di noi?
Realizzare, perchè aspettare che venga realizzato da altri diventerebbe speranza e sperare lascia poco posto all'azione e più all'ozio e alla rassegnazione!
Saluto e abbraccio tutti voi, Alberto |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di MACISTE il Sabato, 23 gennaio @ 18:56:28 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Paolo visto che non sei scemo, lo sai benissimo perché e percome non si scende in strada a fare la rivoluzione, questo tuo strillare mi richiama in mente il profeta in cerca di proseliti oppure uno che si avvia verso la demenza, scrivi che mi piace quello che scrivi e lasciami decidere da solo come comportarmi. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di Altrove il Domenica, 24 gennaio @ 08:44:36 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Bene. Ancora un po' commosso dalle parole di Luther King, e da alcuni commenti ecco la mia proposta: Iniziamo! si sta a noi. Per ora comunichiamo nella nostra quotidianità e "stiamo ad osservare il collasso".
Prima la rivoluzione dell' IO, poi tutto il resto. Non dobbiamo scordarci la vita "reale". Ogni piccola azione o non azione sarà importante, specie se costante nel tempo. Nessun piano sequenziale. Macchie d'olio. Sporcarsi le mani con il contatto faccia a faccia... Ce la possiamo fare? ciao a tutti... |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di ottavino il Lunedì, 25 gennaio @ 02:43:20 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Il motivo per cui nessuno si muove risiede nel fatto che la maggior parte della gente pensa che MEGLIO DI COSI' NON PUO' ANDARE.
E questa senzazione è esatta. Infatti, pur con tutti i suoi problemi, le sue storture, i suoi Bilderberg, signoraggi e quant'altro, questo sistema da all'occidentale la maggiore quantità di benessere che possa aspettarsi.
Ogni "lotta al sistema" si risolverebbe in un generale maggiore impoverimento, e questo nessuno lo vuole. Figuriamoci se uno lottasse per diventare più povero. Come "persone non omologate" abbiamo il dovere di mettere bene in chiaro questo punto. E una volta messo in chiaro, dichiarare apertamente che si fanno lotte "per impoverire tutti". "Un sistema più giusto, ma tutti più poveri", potrebbe essere lo slogan del movimento. A me starebbe bene, ma nessuno seguirebbe. In alternativa, non resta che aspettare che "il cadavere del nemico passi trasportato dal fiume". Ma poche illusioni, quel cadavere sarà anche il nostro. |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di maumau1 il Lunedì, 25 gennaio @ 02:49:07 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | si
ma all'inizio si diceva che tramite la tv ed i giornali non si poteva cambiare le cose perchè era impedito..poi però ci sono stati e ci sono importanti programmi come Report a cui lo stesso Banard ha partecipato....
ora non può dire perchè è stato cacciato lui(a toro o a ragione non spetta a me dirlo ognuno dirà cose diverse)allora non servono quei tipi di programmi e biosgna andare nelle piazze..
avrebbe dovuto dirlo prima ed andarsene da solo senza che nessuno lo cacciasse..allora si sarebbe stato credibile..
come fece Kacisnky l'Una Bomber americano catalogato come serial killer
http://www.serial-killer.it/serialkiller.aspx?aree_id=1&sottoaree_id=9&contenuti_id=47&lang=ita
ma di un tipo ben diverso..
che appunto affermava che la tecnologia corrompe e rende dipendenti dando una apparente libertà in realtà rende schiavi,e schiavi dello sfruttamento del sistema capitalistico che quindi ovvio non si possa combattere dall'interno coi i mezzi stessi di cui si fa strumento esso stesso
cos' mi pare tipo moglie offesa e che quindi butta tutto all'aria..
se no pare fare di necessità virtù....
internet è come la tv di prima...anche ora si dice che internet rende schiavi
e sarà anche vero ma che sia solo utile a chi internet l'ha creato è diffuso
non è vero ,tant'è che prima o poi lo bloccheranno davvero ci sono numerose proposte di legge proprio per questo ossia ad esempio comunicare il proprio indirizzo ip ad ogni collegamento..
che poi anche chi controlla è sbarcato in internet per i suoi piani è financo ovvio come facebook o twitter e che vengano assoldati debunker e mistificatori e spediti nei forum antagonisti è altrettanto ovvio...
d'altronde questo vale anche nella tv ,nelle piazze(dove da sempre ci sono infiltrati che causano scontri con la polizia il più famoso al g8 di genova)
negli ospedali o scuole dove anzi quelli che occupano cariche e posti sono al 90% all'interno di un sistema clientelare che fa paura..
quindi che ci sia un confronto anche duro è vero in ogni realtà virtuale o meno e non è questo certo un motivo per abbandonarlo..
una cosa c'è in comune in tutto questo,chi combatte veramente il sistema in qualsiasi modo e quindi non accetta compromessi,regalie,non chiede nè fornisce raccomandazioni,almeno in Italia dove vige il sistema mafioso dappertutto,rimane solo..e rischia di essere abbandonato da amici moglie e figli...che invece da sempre tendono ad uniformarsi e piegarsi al vento
non a ribellarsi..altrimenti come ci saremmo finiti in queste condizioni?
la colpa non è di chi ci comanda(il presunto nemico)ma di chi ci sta vicino (il presunto amico) da qui il detto dai nemici mi difendo io dagli amici mi difenda Iddio
ciao |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di mazzi il Lunedì, 25 gennaio @ 05:30:35 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Parole, parole, parole---------------------------- Proprio tu che dici di lasciar perdere il net e darsi da fare.--------------------Guarda bene, ogni volta che posti qualcosa li inchiodi li per ore a discutere e a scrivere commenti, e dove dovrebbero trovarlo il tempo di agire? --------------------------- E tutte queste belle parole e propositi che fine fanno tutte le volte, si e' mai visto venire fuori qualcosa di costruttivo? NIENTE-------------------- Se proprio sei sincero, la miglior cosa che potresti fare per essere coerente e' smettere di postare.-------------- O NO? |
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Re: NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO (Voto: 1) di MATITA il Lunedì, 25 gennaio @ 09:29:38 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Non vedo Martin Luther King in circolazione,tantomeno all'orizzonte.
Ci vuole una guida ,ci vuole una personalità forte e giusta in grado di catalizzare l'interesse dei giusti e de più onesti,senza non vedo come si possa fare.... |
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