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  IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’
Postato il Giovedì, 17 dicembre @ 16:10:00 CST di davide
 
 
  Varie DI TULAY UMAY
voltairenet.org

Il discorso dominante stigmatizza il velo “islamico” come segno religioso che mette in crisi il patto laico, come rifiuto comunitario di integrazione da parte della comunità, o ancora sottomissione al potere maschile.
Tuttavia la ricerca effettuata sul campo dalla sociologa Tülay Umay mostra un significato completamente diverso della scelta di questo indumento. Esso afferma un’identità femminile personale e incita gli uomini alla rivolta.

Le ragazze di famiglia immigrata che indossano il velo sono sempre più numerose. Le svariate misure adottate per vietare o limitare questa pratica non fanno altro che acuire il fenomeno. E’ vero sia in Belgio che in Francia. Sin dall’inizio, anche quando il velo era socialmente insignificante, era recepito come una minaccia per la nostra società. Sarebbe il cavallo di Troia dell’integralismo musulmano. Sarebbe un simbolo della sottomissione della donna.[1].



Si tratta in questo caso di un discorso che si sostituisce alla parola delle donne stesse. Si ritiene del resto che non sia necessario che esse parlino. Non avrebbero nulla di particolare da dire. Non sarebbero che semplici donne portatrici di valori che non appartengono loro, di valori che sarebbero quelli degli uomini della loro comunità. Portare il velo sarebbe un’imposizione. Sarebbe il prodotto di una dominazione diretta o risulterebbe dall’interiorizzazione da parte della vittima di questo rapporto. Sarebbe inutile interrogarle poiché le donne non potrebbero che riprodurre un discorso che le aliena.

Eppure, numerose ricerche mostrano che portare il velo è una scelta individuale e che questa scelta non può essere ridotta a quella di una vittima espiatoria. Alcune donne lo portano, altre no. In genere, in una stessa famiglia, alcune sono velate, altre no. Una decisione personale distingue quelle che portano il velo da quelle che non lo portano. E’ la possibilità di questa scelta che contraddistingue il velo della modernità.

Se ci si prende la cura di ascoltarle, e è quello che noi abbiamo fatto nel quadro di una ricerca sul campo, appare che questo fenomeno non è di ordine religioso, né discendente dalla comunità. Quando si interrogano queste giovani donne, esse mettono in evidenza la loro personale volontà, il cammino individuale che hanno percorso. In questo modo esse negano la lettura fatta dai media. Si oppongono alla visione di un velo imposto dalla famiglia, dal padre, dal marito. Spesso, esse fanno osservare che portano il velo in disaccordo con i familiari oppure parlano delle forti reticenze della famiglia nei confronti della loro scelta. Se diamo la parola alle ragazze, un elemento emerge: il velo non è né un ritorno alla tradizione né un riflesso della comunità. E’ una scelta di singole persone inscritte nella modernità. Del resto, l’osservazione del fenomeno ci mostra che tutto, in questo velo, fa riferimento alla modernità e non alla tradizione. Così, tempo fa, il foulard annullava il corpo della donna di fronte allo sguardo maschile. Al contrario oggi il velo è divenuto presenza del corpo femminile, presenza della donna nello spazio pubblico. Invece di nascondere il velo mostra. E’ l’atto di svelare grazie alla mediazione del corpo. Diventa quindi un mezzo per avere accesso al diritto di essere, di esistere in quanto individuo singolare.

Tutti i valori della tradizione sono ribaltati dal velo moderno, come la dissimulazione della donna, il suo ritiro dallo spazio pubblico e la riservatezza del corpo, così come la concezione dell’individuo come semplice riflesso della sua comunità.

Nella modernità il velo non è più passività, adeguamento dell’individuo alla norma, è presa di parola, affermazione dell’individuo. E’ quindi una soggettività che si dà il diritto di apparire. Il velo diviene lo spazio della voce, della parola, della soggettività della donna. E’ dall’atto del velare parzialmente il loro corpo che può discendere l’atto dello svelare la loro realtà, la loro interiorità.

Il velo è il sintomo della modernità. Nasconde e mostra al contempo. Questa copertura che è in sé anche rivelazione, è linguaggio, vale a dire simbolo che si rappresenta a partire dall’altro, a partire dalla società di accoglienza e dall’immagine materna.

Il discorso dei media o delle istituzioni nega la specificità del fenomeno inscritto nella modernità. Per questo esso fonde in sè diverse cose. Confonde il velo delle nostre società, che risulta da una scelta individuale, con quello della tradizione, che è un segno sociale, e quest’ultimo con il velo che esiste nelle società islamiche moderne, dove è imposto dallo Stato. Questo procedimento riduttivo non è esente da secondi fini. Si tratta di negare un fatto che turba l’ordine. Come la Sfinge, il velo ci pone degli interrogativi. Sottopone a critica il senso della modernità e ci riporta a noi stessi, ai nostri propri valori e alle nostre contraddizioni. In effetti, il velo non creerebbe disturbo in quanto simbolo della sottomissione della donna ma, al contrario, poiché appare come il sintomo del fallimento degli uomini. Questo elemento è al centro dei discorsi delle donne che portano il velo. Il velo evidenzia, mette in luce, l’incapacità degli uomini di far rispettare la loro comunità e soprattutto la loro incapacità di dare un nome alla discriminazione che subiscono. Il velo si sostituisce a questa mancanza. Ma non è una bandiera, non è l’espressione di un movimento sociale. Se dà un nome non è da intendersi nel senso del conflitto e del collettivo ma nel senso dell’individualità e della differenza.

Il velo non è sottomissione agli uomini, non è in genere imposto da loro, ma li sostituisce. Queste giovani donne non occupano il posto designato dalla comunità patriarcale. Sono le donne che ricollocano gli uomini al loro posto. Contrariamente alle femministe, non vogliono occupare il ruolo dell’uomo, ma vogliono che essi riprendano la funzione che hanno abbandonato, la capacità di rappresentare, di far riconoscere la loro esistenza, la capacità di trasmettere la cultura, di difendere la loro specificità culturale.

Il velo attuale è il simbolo del fallimento della funzione del padre, fallimento dell’uomo proveniente dall’immigrazione ma anche quello dell’uomo nella nostra società. Questo fenomeno che il velo mette in evidenza, è designato dalla teoria di Lacan in quanto “organico” all’insieme della modernità. Per fare ciò questa teoria utilizza il termine di “forclusione-del-nome-del padre”. La funzione del-nome-del-padre rappresenta il potere di dare il nome e di conseguenza di riconoscersi e di essere riconosciuto. Questa funzione è la capacità di uscire da una realtà stigmatizzante e di dire “io”. E’ questa funzione che il velo fa ritrovare. Il velo dice il proprio nome, dice “io”. E’ affermazione paradossale di un’autonomia. Si appoggia alla cultura per tentare di sfuggire a una mancanza, a un rifiuto di riconoscenza, a un’alienazione sociale.

Per ristabilire il legame sociale, la funzione del-nome-del-padre, il velo fa appello non più alle rappresentazioni paterne ma all’imago materna, a un’interiorità femminile che si fa esteriorità. Contrariamente all’immagine della donna veicolata dalla pubblicità, quest’esteriorità, il velo, non è più la forma dello sguardo dell’altro, dello sguardo dell’uomo ma vuole essere la forma dell’interiorità femminile, dell’imago materna. Queste donne si collocano quindi su un piano diverso rispetto al femminismo istituzionale che parte dai valori maschili per costituirsi un’identità. Si tratta allora di un elemento paradossale che spiega in parte l’incomprensione e il turbamento di questo fenomeno sociale.

Tülay Umay
Sociologa nata in Anatolia, vive in Belgio. Si interessa alle strutture sociali e psichiche della post modernità.
Come supporto concreto a questa ricerca la questione del velo detto “islamico” è oggetto di studio privilegiato, non come oggetto in sé stesso, ma come sintomo della nostra società.


Fonte: www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article162762.html#article162762 3.11.2009

Traduzione per www.comedonchiosciotte.org a cura di ELENA R.

[1] Tülay Umay, Nos “valeurs” valent-elles plus que nos enfants?, Réseau Voltaire, 15 ottobre 2009 (I nostri valori valgono di più dei nostri figli?) ndt
 
 
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Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di redme il Venerdì, 18 dicembre @ 00:12:33 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
"Il velo attuale è il simbolo del fallimento della funzione del padre, fallimento dell’uomo proveniente dall’immigrazione ma anche quello dell’uomo nella nostra società".....chissà cosa ne penserebbe Hina.......in realtà tutte possono metterlo...non tutte possono toglierlo....".


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di Tonguessy il Venerdì, 18 dicembre @ 00:35:23 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
"Il velo è il sintomo della modernità."
E' un gran peccato che la sociologa nata in Anatolia non si sia resa conto che siamo in piena postmodernità. Forse in Anatolia esiste ancora la modernità, sono ancora attivi i futuristi, ci sono ancora uomini e donne che si immolano sull'altare della scienza per puro amore di ricerca (come i Curie) e non per una prefissata carriera baronale. Forse in Anatolia esistono ancora bisogni primari che non giacciono sepolti da bisogni secondari come i-phone e playstation, e quindi forse in Anatolia tutto quello che dice l'articolo ha senso.
Ma lo stiamo leggendo in Italia, quell'articolo. Ed in Italia non esiste da decenni quell'afflato, quell'élan vital che fa cooperare tutti come formichine nella certezza di comprarsi la Vespa (questa sì simbolo della modernità). La (post)modernità qui si chiama delocalizzazione, licenziamenti, scippo del TFR, gente a reddito zero (bonus istruzione e sanitari) che va in giro col SUV, climategate, consenso strappato mediaticamente, moltiplicazione monetaria, bisogni indotti, populismo e retorica per rilanciare Big Pharma (Telethon) e molto altro.
Trovi quindi che il panciotto sia un simbolo della modernità più comprensibile rispetto al velo, che da noi si è visto solo di recente, in era postmoderna.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di maristaurru il Venerdì, 18 dicembre @ 01:04:39 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.maristaurru.com/
bello, bellissimo, basta che sia scoperto il viso e che siano identificabili, il resto per me rientra nelle legittime libertà individuali.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di Biribissi il Venerdì, 18 dicembre @ 01:57:54 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Veramente un bell'articolo, che sposta il baricentro di un argomento che tanto beceramente si sta trattando in italia, non so quanto possa essere vero nello specifico caso quello che l'autrice dice, Hina è l'unico caso o uno dei pochi su centinaia di migliaia di donne in italia velate! Approcciarsi al velo come simbolo di individualità e femminilità, credo sconvolga milioni di italiani che non riescono a staccare gli occhi dal culo delle veline alle 8 di sera, ma più importante sconvolgerebbe quasi tutte le nostre adolescenti e ragazze che hanno da tempo perso la strada di una autodeterminazione che non passi attraverso modelli stereotipati, o peggio sminuenti di individualità e femminilità. Gli esempi si spercano..veline, vallette, troniste, e orripilanti vari, sia detto che questo svilimento riguarda anche gli uomini, e qui davvero non si trova proprio più nessun appiglio. Almeno loro hanno il velo.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di ario il Venerdì, 18 dicembre @ 02:01:56 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
La guerra è pace, la menzogna è verità... il velo mostra. Ci risiamo con la solita storia, ormai è vero tutto e il contrario di tutto.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di fernet il Venerdì, 18 dicembre @ 03:38:40 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ottimo articolo.
Aggiungo un link: http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_31/marchetti-cambridge-burqa_774adaf2-c606-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml
Il burqa non il velo!!
Ma non ci avevano tramortito i maroni negli ultimi dieci anni scatenando una guerra anche per liberare le donne Afghane dal burqa voluto dai barbari terroristi talebani?


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di fabKL il Venerdì, 18 dicembre @ 04:42:19 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Complimenti anche per la traduzione che non era facilissima. L'articolo e' quanto di piu' ribelle si possa leggere da parte di quelle donne che rifiutano di essere considerate solo per le loro tette o per le loro chiappe; di quelle donne che non misurano la liberta sulla base di quanta epidermide mostrano a chiunque; di quelle donne che hanno capito che identificare la nudita' con l'emancipazione sia stata un'idea strettamente maschile di quelle donne che uscendo a capo scoperto si sento a disagio come quelle che escono senza essere andate dal parrucchiere; di quelle donne che non vogliono competere con le altre donne di quelle donne che vogliono essere considerate per cosa dicono o per cosa pensano; di quelle donne per le quali vivere non significa sedurre o provocare; di quelle donne che si sentono donne anche se gli uomini non le guardano sbavando;


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di maristaurru il Venerdì, 18 dicembre @ 05:13:45 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.maristaurru.com/
scusate, ma dai commenti mi sembra che ci stiamo abbandonando a spennacchiamenti inutili e fuorvianti, sono anziana , ho vestito sempre in modo classico e mai all'avanguardia, per mia scelta, pure non mi straccio le vesti se una ragazza crede di fare bene a mostrarsi, il costume si evolve, e svela i gusti , le mode, gli usi. I nostri costumi attuali? Sono beceri e cafoni, come la nostra società: urlata, male educata, insensibile, spesso crudele. Le ragazze cattive e scostumate, io non credo, sono figlie del loro tempo, del nostro tempo che è somma del sentire e della pigrizia becera di tutti noi. Questo non vuol dire che dobbiamo abbandonare il nostro stile troppo spesso cafone per seguire lo stile di una diversa cultura che ha i suoi bei bachi e problemi; ogni mela ha il suo verme, almeno da noi le ragazze disubbidienti non finiscono di norma nel giardino di casa sotto due metri di terra con l'aiuto di tutta la famiglia! Facciamo che si continui così, se mai migliorando il nostro grado di civiltà che impone la tolleranza e la libertà anche nella foggia degli abiti limitata al massimo dal buongusto e dalla buona educazione di ognuna .( i genitori, se facessero il loro mestiere dai primi giorni di vita del figlio!) E poi , diciamolo, le veline son tanto carine... anche gli islamici ammirano le danzatrici del ventre.. e loro ne hanno di veli!!


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di mantresh il Venerdì, 18 dicembre @ 05:41:32 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
e siamo sempre li....
se la scelta è individuale è cosa giusta se imposto naturalmente no...
i concetti che ruotano attorno al tema sono diversi.............personalmente preferisco 1000 volte una donna col velo a una donna "svaccata" concedetemi il termine che mostra di se tutto!
il nostro concetto di libertà è contorto in questi termini, sono più SOTTOMESSE le donne che si coprono per uscire o quelle che a tutti i costi si "VENDONO" agli occhi di tutti ogni sera che sia nelle strade o che sia portando minigonne e scollature c'è molta tristezza nella nostra DECADENTE società . perchè le nostre donne non sono costrette ad avere certi atteggiamenti?
sempre alla ricerca del giusto valore da ESPORTARE perchè noi siamo moderni e democratici, ma va! sembra che criticare gli altri sia sempre più facile e poi distoglie dai gravi problemi che abbiamo!


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di myone il Venerdì, 18 dicembre @ 11:52:46 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)

Non andiamo a cercare cose dove non esistono.
La realta' e' un' altra cosa ancora. Non ha veli. Ma tutti ce li mettono.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di Longoni il Venerdì, 18 dicembre @ 17:16:12 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Bella foto. Assai affascinante la ragazza! Chi sa dove è stata fotografata e in quanti paesi (liberi?) il suo fascino "velato" ad arte, sarebbe platonicamente apprezzato!


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di myone il Venerdì, 18 dicembre @ 18:48:33 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)

e vorrei aggiungere una parentesi come massima,
a parte il velo tipico che c'e' sotto il velo del vero e non dell' immaginario del dire;
che nella modernita' di come la si vuol far passare, le donne del velo,
se moderne fossero, sono piu' americane degli americani stessi, in quanto a determinazione,
modi, metodi, e intrasigenza, dove l' arrivare e' solo e sempre una americanata di status,
tante volte pretesa, indossata come abito, e come scopo.
Quindi ci siamo o ci stiamo confrontando con un eccesso che ha due valenza completamente diverse e divergenti a come la vediamo,
e sopratutto simili e contro. L' una e' un pitturare un modo come tale che non lo e', e che ha una cultura e un fare che ancora nessuna sa', purtroppo.
L' altra, e' quella che se si sa', porta dove noi pensiamo di lottare per non assomigliare.
Non c'e' presunzione e stima cosi alta, sotto i veli, nell' essere quello per cui noi vogliamo lasciarci alle spalle e far si che non sia.
Ma difficile capirlo e vederlo. Nessuno si cala nel vero, balbettare italiano fa' piu' comodo e sfora senza resistenze.
Non vi siete mai domandati perche' gli immigrati vengono qui?
Uno e' perche' c'e' il bisness del bisness loro e di chi li foraggia per specularci. Due, perche' qui vengono solo per i soldi, ambizioni americane. Non solo esportano capitale, ma incrementano il basso livello di occupazione pure per i residenti con lo scopo di incrementare l' economia che produce per creare moneta_fiscale.
Tre, perche' cercano di salvarsi la vita anche in modo dignitoso, ma qui cadono dalla pentola alla brace, trovandosi niente meno che come a casa loro, e la zuppa degli italiani, non cambia mai, anzi, si peggiora ugualmente, avendo pure da confrontarsi con basilari costumi, quando non sanno nemmeno piu' gli italiani che dirsi fra di loro.

Ma davvero sapete, siamo giunti in un mondo rimbambito.
Sarebbe bene chiudere pure internet, anzi, sarebbe una salute sociale, sotto tanti punti di vista, cosi, finito il sogno e le pippe, ti guardi e ti confronti nel reale, e vediamo che c'e' veramente.
Solo allora, forse, se ne avrai il tempo, potrai proporre o dire la tua, ma non lo puoi fare se hai solo questo di tempo, perche' se vedete bene cosa produce, quando non c'e' terra sotto i piedi, tanto arriva e tanto va', che tutto fa' confusione apparentemente intelligente.
I piu' della gente, lavora e vive, non ha di che cazzeggiare, e ne di prendersi brighe a dire oltre.
Vedo che chi lo fa, e sono i piu', lavorano solo a questo, ed e' per questo che oltre il limite, non c'e' piu' credibilita'.
... e non vedo nemmeno tante altre possiblita', concretamente.


 
 


 
 
Re: IL VELO, SINTOMO DELLA MODERNITA’ (Voto: 1)
di babau il Sabato, 19 dicembre @ 05:27:27 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
se è realmente una scelta bisognerebbe capire bene le motivazioni della scelta prima di affermare che è il simbolo della modernità.


Se una donna realmente libera vuole affermare la sua femminilità e individualità penso che ci siano opzioni più interessanti per farlo del velo che per moltissime altre donne è invece un simbolo di opressione.

Questa è ovviamente solo un opinione personale e non mi permetterei mai di tentare di imporre a una donna come deve vestirsi o svestirsi e trovo veramente oppressive le opinioni a proposito dei vari integralisti cattolici.

Forse è solo in questo contesto di oppressione che il velo puo essere considerato un simbolo di affermazione della femminilità e individualità



 
 


 
 
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