Welcome to ComeDonChisciotte
 
 

  SERVIZI

· Home
· Archivio (per data)
· Download
· Forum
· Il tuo profilo
· Link
· Messaggi privati
· Pubblica
· Segnala questo sito
 

  COMEDONCHISCIOTTE SU TWITTER E FEED RSS



 

  RICERCA ARTICOLI NEL SITO



 

  LE REGOLE DI COMEDONCHISCIOTTE


La netiquette di ComeDonChisciotte: alcune norme minime per la convivenza e il dialogo costruttivo nel sito
 

  UTENTI

Benvenuto, anonimo
Nickname
Password
Security Code: Security Code
Type Security Code

(Registrare)
Iscrizione:
più tardi: Fantomatic
News di oggi: 3
News di ieri: 6
Complessivo: 4739

Persone Online:
Visitatori: 896
Iscritti: 52
Totale: 948

Online ora:
01 : nautilus55
02 : stendec555
03 : terzaposizione
04 : duca
05 : whiteheart
06 : Xeno
07 : smash1984
08 : maristaurru
09 : Mari
10: Calliope
11: mrdrago88
12: maumau1
13: cloroalclero
14: giuseppemaneggio
15: erwin
16: adanos
17: Cagliostr0
18: ario
19: CarloLux
20: DinDonDario
21: jasmine
22: ilnatta
23: Fatman
24: RobertoG
25: ottavino
26: fabriizio
27: tonguessy
28: tao
29: mara79
30: VittorioMD
31: Fantomatic
32: titusI
33: figliodionan
34: jack-ben
35: rosacroce
36: tres
37: kitiaram
38: rutzboy
39: AlbaKan
40: francesco67
41: materialeresistente
42: odisseo
43: MATITA
44: cirano60
45: okinawa
46: zandaer
47: psy
48: Allarmerosso
49: tixgo
50: Eli
51: Pellegrino
52: cmgGrazia
 

  IL FORUM DI COMEDONCHISCIOTTE

entra nei forum
 

  FORUM: ULTIME DISCUSSIONI


 OGM: punto di non ritorno ?
 How are you Mrs. England ?
 Il tesoro dei leader africani nascosto nelle banche Usa
 San Benedetto non ce la dà a bere
 L'essenza del capitalismo per Totò
 Voglia di immunità parlamentare
 Quando Israele entrerà nella Nato...
 “Azioni” a mano armata sull’ENI
 In Iran per l'Italia ci sarebbero contratti per 50 anni
 Krugman e la crisi americana
 Mikhail Gorbaciov - Afghanistan meglio che Obama si ritiri
 Ceronetti - Sotto il burqa niente
 Nassiriya, arriva il lodo salva-generali
 Google arruola l' NSA
 India, appello di Survival al regista Cameron:...

ComeDonChisciotte Forums

 

  UN ARGOMENTO A CASO


Bolivia
[ Bolivia ]

·GLI USA PROMUOVONO UNA SECESSIONE IN BOLIVIA
·L’ULTIMO CONFRONTO TRA L’IMPERO STATUNITENSE, EVO MORALES E HUGO CHAVEZ
·COCAINA NO, COCA SI
·COME SI PUO' DISTINGUERE UN INDIANO BOLIVIANO DA UN AMERICANO COMUNE ?
·RIFLESSIONI SULLA BOLIVIA
·Cinquanta vacche e un pozzo: lo sviluppo targato Enron
·LA BOLIVIA ALLA SVOLTA
·DONNE AYMARA
 

  MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE


Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati.
 

  LA VOCE DEL RIBELLE

 

  BERTANI: LIBRI IN PDF

 

  RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE

DI MARCO PIZZUTI

 

  BOICOTTIAMO ISRAELE

 

  WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)

 

  MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE

Just Foreign Policy Iraqi Death Estimator
 

  VEG FACILE

 

  INFOPAL

 

 
  IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA
Postato il Martedì, 10 novembre @ 19:00:00 CST di davide
 
 
  Economia DI GUIDO GENTILI
ilsole24ore.com/

Abbiamo conosciuto in Italia l'economia "drogata" dall'inflazione, come negli anni 70. E abbiamo sperimentato riprese effimere "drogate" dalla svalutazione del cambio della lira. Ma nessuno aveva previsto, in generale, che una "droga" propriamente detta, nel caso specifico la cocaina, potesse avere un ruolo significativo nella crisi da "finanziarizzazione estrema" che ha portato il mondo sull'orlo del baratro. Né, tantomeno, qualcuno aveva previsto che il consumo di cocaina sarebbe divenuto, in Italia, un problema che attraversa l'intera società, comprese le sue classi dirigenti.

Invece questa è la realtà, scomoda e terribile quanto si vuole, che non serve però nascondere né derubricare come fenomeno che "c'è sempre stato, in fondo". Vero: la storia italiana è piena di scandali e scandaletti del genere a metà strada tra cronaca nera e di costume. Ma ormai da diversi anni il fenomeno è cresciuto a tal punto da essersi radicato in pianta stabile in tutti (nessuno escluso) i circuiti decisionali e professionali che contano. Ne è scaturito così un sistema grigio a bassa affidabilità, in buona parte sommerso e in parte sulla soglia dell'emersione, che esercita una sorta di codice di selezione al contrario e condiziona il sistema di relazioni inquinate, appunto, dal fattore cocaina.

Possibile? Dati e autorevoli analisi lo confermano. È di due giorni fa l'allarme lanciato dal capo dipartimento sulle dipendenza dalle droghe della clinica universitaria di Ginevra: ormai si ricoverano a decine i banchieri, gli operatori di piazze finanziarie e i professionisti su cui si esercita la pressione delle performance.

Qualche mese fa, Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, ha spiegato che «l'uso della cocaina (che crea un'alterazione nella percezione del rischio) da parte di operatori del mondo della finanza può aver avuto un ruolo nel dispiegarsi della crisi». Nel suo recente libro Un fiume di cocaina, lo psichiatra Furio Ravera disegna scenari, purtroppo verosimili, da apocalisse bianca e fa capire quanto chi consuma questa droga è inserito nella società e impone modelli d'azione temerari.

Dalla metafora alla realtà, il Po – segnalava già nel 2005 l'Istituto Negri – è "un fiume di cocaina", tanto è pieno dei residui delle "piste". Quattro anni fa, il Cnr stimava in 4,2 miliardi i costi del consumo di coca. Mentre nel 2007 l'Osservatorio della Regione Lombardia diretto da Riccardo Gatti prevedeva entro il 2010 un aumento dei consumatori di cocaina del 40 per cento. E Milano, in dose giornaliere per mille abitanti, supera Londra e Lugano.

Qualche giorno fa Gatti è tornato sul tema. Affermando che a Milano la classe dirigente è prigioniera della droga (cocaina ed eroina) e del giro che la smercia : «È una società civile in ostaggio e potenzialmente sotto continuo ricatto», e la prevenzione deve essere fatta anche in azienda, «perché lì sta la classe dirigente della città».
Fanno impressione i numeri. Ma colpisce soprattutto quella "società civile in ostaggio". A Milano, stando alla denuncia di Gatti: però chi potrebbe dire, oggettivamente, cose diverse per Roma? Responsabilità (d'impresa e della politica) vorrebbe che sulla società "in ostaggio" s'accendesse un faro di luce e di consapevolezza.

Guido Gentili
Fonte: www.ilsole24ore.com/
Link: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/10-novembre-2009/coca-fiume-inquina-economia.shtml?uuid=db351f6c-cdc9-11de-b9f0-3e218276b82d&DocRulesView=Libero
10.11.2009
 
 
  Links Correlati

· Inoltre Economia
· News by davide


Articolo più letto relativo a Economia:
SETTE PAESI CONSIDERANO LA POSSIBILITA' DI ABBANDONARE IL DOLLARO USA

 

  Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 
 
"IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA" | Login/Crea Account | 19 commenti
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.
 
 


 
 
Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati
 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di lucamartinelli il Mercoledì, 11 novembre @ 04:12:55 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
e ci risiamo, amici. ogni tanto riappare un articolo come sopra. tralasciando per un momento i conti sul numero di morti causato dal fumo di sigaretta, quella legale, dall'alcool o dagli effetti collaterali dei farmaci. vorrei affrontare uno dei problemi della droga da un altro punto di vista. il traffico di droga esiste perche' le autorita' di polizia chiudono non un occhio ma tutti e due. per essere piu' chiaro e brutale diro' che esiste perche' col denaro si compra tutto anche la connivenza della polizia. chi di voi ha superato la cinquantina ricordera' la storia (vera) di Frank Serpico detto Paco. Giovanissimo poliziotto figlio di immigrati italici, svolgeva in modo integerrimo il proprio lavoro a New York. pian piano si accorse che qualche cosina non andava: la corruzione nella polizia, a tutti i livelli. la rabbia e lo sconforto nel vedere inutile la sua lotta e inascoltate le sue richieste di aiuto da parte dei superiori. consiglierei a tutti di rileggere il libro o di rivedere il film magistralmente interpretato da Al Pacino. tutto vero e nulla è cambiato. ancora una volta pero' si preferisce puntare il dito sull' utilizzatore finale e fingere di non vedere tutto quel meccanismo che permette lo smercio (preferisco chiamarlo cosi') di droga. amici, il giro di denaro è incredibile cosi' come la corruzione. tornando invece ad una mia vecchia provocazione: perche' preoccuparsi di una sostanza che l'anno passato non ha ucciso nessuno, almeno direttamente e non vedere gli 80000 morti causati dal tabacco? perche' arrestare (e uccidere un ragazzo a bastonate) per 20 grammi di cannabis e non vedere i 25000 morti causati dall'alcool? questi sono dati ufficiali e non ideologici o di parte. chi governa deve cominciare dal problema piu' grosso....a meno che sia di interesse per qualcuno mantenere illegali alcune sostanze perche', rimanendo clandestino il mercato ci si arricchisce moltissimo. saluti a tutti


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di Eracle il Mercoledì, 11 novembre @ 04:14:59 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ma da dove arriva tutta questa cocaina? Che non mi si venga a racontare che è portata dagli spacciatori che ingurgitano ovuli che cacano arrivati in Italia. Quantita colossali come quelle che TUTTi i giorni vengono consumate, non possono entrare che con navi, aerei o camion stracolmi. E per fare operazioni del genere servono grossi giri di complicità. Mi viene in mente il jet Gulfstream II # N987SA con base in Florida che il 24 settembre 2007 si è schiantato mentre stava tentando un atterraggio di fortuna dopo avere esaurito il carburante, sopra la penisola dello Yucatan in Messico. Aveva a bordo un carico di diverse tonnellate di cocaina e sono saltati fuori su entrambe le sponde dell'Atlantico documenti che collegano questo aeroplano alla CIA, che lo ha utilizzato in almeno 3 voli di "rendition" dall'Europa agli USA alle famigerate camere di tortura di Guantanamo tra il 2003 ed il 2005. Nessuno mi può togliere dalla testa che questo giro di cocaina sia pianificato per far regredire la nostra società.


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di TitusI il Mercoledì, 11 novembre @ 04:19:01 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://controcoerente.blogspot.com/
Da ragazzini si fumava di nascosto,e si era soliti dire "chi non fuma in compagnia o è un ladro o è una spia" si commetteva un crimine "enorme" a fumare di nascosto e non si poteva rischiare che qualche "infame" parlasse, per cui chi non fumava veniva escluso, chi fumava di certo non avrebbe mai potuto accusare gli altri... A questi mezzi uomini drogati innanzitutto di consumismo ed "ignoranza" succede la stessa cosa con la coca,ed è assolutamente vero che alcune sezioni della società ormai sono fatte esclusivamente da drogati cronici o da persone parimenti ricattabili, qualcuno lo spieghi a Giovanardi (magari mentre si fa una pista ;)). Articolo veritiero.


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di fernet il Mercoledì, 11 novembre @ 04:39:09 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Tzè..l'articolo non è stato scritto per incolpare la Cia ma i pitocchi Talebani.


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di Alex_Genet il Mercoledì, 11 novembre @ 04:51:13 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Come al solito, il Sole24ore è in grado, da un lato, di cogliere temi di centrale importanza, e, dal'altro, di evitare sistematicamente di trattarli con l'accortezza dovuta e di richiamare le conseguenze e le prospettive più interessanti e ricche di implicazioni. Probabilmente il prossimo articolo sarà sui problemi di funzionamento dei terminali automatici a causa dell'accumulazione di micropolveri cedute dalle carte di credito che vengono usate per preparare le "strisce"...


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di myone il Mercoledì, 11 novembre @ 07:09:43 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)

Leggendo un po' di commenti mi viene da dire alcune cose.
Innanzi tutto sia chi sia che smercia, se uno non ne usa e abusa, la cosa non esisterebbe. Ma visto che, come la felicita' non puo' essere perfetta in ogni essere, e i pagliativi di sostegno possono essere tanti, da un film, a una compera, al mangiare, a scaricarsi con quelche obbi o attivita', a bere qualche bicchiere, e tante altre cose, se si mettesse nell' insieme, senza trarne giudizio o condanna, alcune sostanze che non chiamerei stupefacenti, ma quelle li, legalizzate, si metterebbe il problema sotto controllo e non sarebbe piu' un problema. Cito pure le sigarette fra le cose felicitanti, e pure la rincorsa ai soldi al potere al prestigio all' immagine al luk ecc ecc.
Chi detiene sostanza stupefacente si fa' 20 anni di galera senza se e senza ma. Chi la spaccia l' ergastolo. Per chi volesse farne uso, o per fatti suoi, o momenti suoi, va' nei luoghi preposti e preleva una dose X alla settimana, che usera' a piacere o nel momento che gli parra' opportuno.
Ora io non so' che siano le dosi, ma facciamo nel caso della cocaina, che un tiro o una fumata normale, sia di 1/4 di frammo. O che, farsi una sigaretta, sia di 1/4 di grammo, te se lo vuoi, avrai 1/4 di grammo a settimana, che pagandolo, ne hai il diritto di usarlo.
Discorso chiuso. E' come l' alcol. Chi ne beve un bicchiere al giorno gustandoselo, chi se ne beve 3-4 mangiando, chi invece in una sera si tracanna fra mix vari, 1-2 litri. Un bicchiere al giorno, buono, prendilo, oltre no. Alla faccia della liberta' e alla faccia della proibizione.

C'e' chi, non la usa propio, c'e' chi la usa occasionalmente, c'e' chi ne abusa, e come tutte le cose, dal bere al gumare al mangiare allostressdalavoro o del disoccupato e da tutti quei motivi che sono sempre un male, dosata nel limite contenuto e a un passo indietro, non e' piu' un male, non e' piu' fuorviante, ma e' una cosa come tante, che usi come ti pare e neii momenti che ti pare e per i motivi che ti pare.
Legalizzate certe sostanze, nella forma minima e di un solo uso settimanale, e la cosa diventera' come tutte le altre, e non sara' ne un danno ne una piaga, sia per la salute, che per la psiche, che per il carattere, e tanto meno ancora per l' illegalita' criminale.
Se uno spinello se lo fumano in 3 o 4, bene, la forma di uno spinello diviso 3 o 4, ti e' dovuta per legge, se lo vuoi acquistare presso le sedi appropiate, pagandolo.
Ogni qual volta vai a farti le analisi di qualsiasi tipo tu le possa fare, deve esserci dentro sempre l' analisi stupefacente, dove, oltre la dose che puo' dare un risultato, se oltrepassata, significa che fai uso oltre e altrove. Non e' consentito cedere la tua parte.
E chi ne abilitato ad usarla, deve ogni tanto fare una prova che la usa, a modo che,. non sia solo un tramite per chi di uso ne vuol fare oltremodo.
Piu' chiari e democratici di cosi si muore.


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di Cornelia il Mercoledì, 11 novembre @ 07:16:55 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
lucamartinelli, sei sicuro che la cocaina non uccide nessuno? A partire dai mortiammazzati per le strade (spesso guidavano dopo aver preso coca), a seguire con quelli che si fanno prendere dalla rabbia e ammazzano qualcuno per una cretinata, per tacere di tutti quelli uccisi da mafie e camorre e concludere con i migliaia di morti in guerre il cui scopo occulto è il traffico di droga.
La cocaina ammazza eccome, a differenza dello spinello.
L'unico modo per non rendersi complici di chi uccide, dei mafiosi che si arricchiscono, delle periferie degradate, dei governi che finanziano operazioni sporche è: non pippare.


 
 


 
 
Re: IL FIUME DI COCA CHE INQUINA L’ECONOMIA (Voto: 1)
di myone il Mercoledì, 11 novembre @ 07:24:40 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)

Un altro aspetto, e' l' allienazione e la non consapevolecca di una funzione, e l' illegittima liberta' delle possibilita' per forma di guadagno, nel senso che lavi e prendi soldi e quindi puo' essere cretino.
Prima cosa, chi piu' guadagna piu' dovrebbe essere responsabile di valgiare il perche' guadagna, come sono le forme di guadagno, come sono gestite, per chi lavora, e non poco, A CHI FREGA I SOLDI CHIAMANDOLI GUADAGNO DA LAVORO.
Questa consapevolezza, pone la coscenza a la volonta' di una persona, avendo un posto (privilegiato), di essere partecipe e attivo alla milgiore vita sua e delle persone, avendone maggiore responsabilita', perche' dalla sua funzione, inserita in un organismo, determina la vita delgi altri.
Esempio: se io facessi il banchiere, ovvio faccio lo scribacchino e il contabile, e parlo del primo livello, ma dovrei pure essere responsabile dell' attivita' della banca in quanto impiegato, come lo sono meglio gli operai, che volgiono salvaguardare lavoro, dignita' del lavoro, retribuzione del lavoro, ecc ecc.
Invece, l' opportunita' di privilegio, spinge tante gente, e fa bene, a lavorare e vivere, ma molta, per allienazione e immaturita' da guadagno, di prendere vie di fuga, o vedere come divertimento e gratificazione, l' uso e dire l' abuso di sostanze stupefacenti.
Quindi, no solo i politici, ma chiunque svolge un ruolo pubblico, dai banchieri, agli impegati, di uffici, generi alimentari, gommisti, tanto per dire ... senza esclusione di sorta, dovrebbe essere posto in accertamento sostanze stupefacenti.
E' un problema sociale, ma anche una dignita' sociale.
e poi, visto che si parla di cia cio e ciu, quando mai esitera' uno studio italiano legali affigliati, che cominciano a destra e a manca a citare tizio e caio organismo e istituzione apparato e funzione, chiamandolo per nome, e a darne spiegazione non definitiva, ma continua, su cosa sia e cosa faccia. E vale per la politica e per tutto. E quando un partito di professionisti che si candidi per fare una polirica e uno societa' del giusto e che vadi al potere con il compito di portare a termine un giusto visto sotto tutti i profili delle soluzioni e dei problemi di un paese?
Finche' non c'e' tutto questo, ci sara' solo tutto quello che vediamo, e sempre di piu'.


 
 


 
 
Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.